{"id":95450,"date":"2026-05-18T10:30:05","date_gmt":"2026-05-18T08:30:05","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95450"},"modified":"2026-05-18T10:25:25","modified_gmt":"2026-05-18T08:25:25","slug":"il-conto-titoli-del-sovrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95450","title":{"rendered":"Il conto titoli del sovrano"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Margherita Furlan)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95451\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Neoliberismo-1-300x120.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"120\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Neoliberismo-1-300x120.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Neoliberismo-1-1024x410.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Neoliberismo-1-768x307.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Neoliberismo-1.jpg 1190w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Mentre l\u2019Air Force One imbarcava i suoi amministratori delegati verso Pechino, un conto intestato al presidente degli Stati Uniti comprava e vendeva i titoli delle stesse societ\u00e0. I mercati hanno premiato l\u2019evento, non il suo esito. \u00c8 la radiografia di uno Stato che ha smesso di funzionare come una repubblica e ha cominciato a funzionare come un consiglio di amministrazione.<\/p>\n<p>Il 13 maggio 2026, mentre le borse festeggiavano un titolo dopo l\u2019altro, l\u2019Air Force One faceva uno scalo tecnico per imbarcare Jensen Huang, fondatore di Nvidia, e portarlo a Pechino. Lo stesso giorno, l\u2019Office of Government Ethics riceveva un documento di oltre cento pagine: il rendiconto delle operazioni finanziarie compiute nel primo trimestre dell\u2019anno da un conto intestato a Donald J. Trump. Oltre tremilasettecento movimenti. Le societ\u00e0 i cui vertici volavano con lui erano, quasi tutte, nel paniere.<\/p>\n<p><strong>Lo scalo di Pechino<\/strong><\/p>\n<p>La scena ha qualcosa di emblematico. L\u2019aereo presidenziale che interrompe la rotta per caricare a bordo, all\u2019ultimo minuto, l\u2019uomo che guida la societ\u00e0 pi\u00f9 capitalizzata del pianeta. Attorno a lui una delegazione che riuniva i vertici di Boeing, di Tesla, di Citigroup e di una dozzina di altri colossi. Bloomberg ha annotato, con il pudore tecnico della stampa finanziaria, che i titoli di quelle imprese salivano mentre i loro amministratori delegati erano ancora in volo. Una coincidenza, si dir\u00e0. Le coincidenze, per\u00f2, quando si ripetono e hanno sempre lo stesso segno, smettono di essere tali e diventano un sistema.<\/p>\n<p>Il documento depositato all\u2019ufficio etico del governo federale d\u00e0 spessore documentale a quella scena. Tra le voci elencate compare l\u2019acquisto di azioni Nvidia per una fascia compresa fra uno e cinque milioni di dollari, datato 10 febbraio 2026; un acquisto precedente, del 6 gennaio, in una fascia fra cinquecentomila e un milione, marcato nel modulo come\u00a0<em>unsolicited<\/em>, non sollecitato. Lo stesso 10 febbraio risulta l\u2019acquisto di Boeing, anch\u2019esso nella fascia pi\u00f9 alta. Sono le due imprese i cui uomini di vertice avrebbero poi attraversato il Pacifico al fianco del presidente.<\/p>\n<p>Clausewitz scriveva che la guerra \u00e8 la continuazione della politica con altri mezzi. La formula \u00e8 stata ripetuta tante volte da logorarsi. Eppure conserva una capacit\u00e0 di rovesciamento: se la guerra prosegue la politica, e se questa oggi si misura in capitalizzazione di mercato, allora l\u2019affare diventa la continuazione della diplomazia con altri mezzi. Lo scalo di Pechino non \u00e8 un episodio di costume. \u00c8 il punto in cui la rappresentanza dello Stato e la posizione di portafoglio si sovrappongono nello stesso individuo, nello stesso momento, nello stesso volo.<\/p>\n<p><strong>Tremilasettecento operazioni: cosa dicono le carte<\/strong><\/p>\n<p>Il rendiconto registra oltre tremilasettecento operazioni nel solo primo trimestre del 2026, per un valore complessivo di decine di milioni di dollari, riguardanti grandi societ\u00e0 che intrattengono rapporti con l\u2019amministrazione che quel conto, formalmente, non dovrebbe toccare. Pi\u00f9 di quaranta movimenti per giorno lavorativo. Un operatore interpellato da Bloomberg ha parlato di una mole che assomiglia pi\u00f9 a quella di un fondo speculativo con negoziazione algoritmica massiva che a un conto personale. Un altro, con quarant\u2019anni di mercato alle spalle, ha usato una parola sola: sconcertante. Non sono giudizi militanti. Sono reazioni di tecnici davanti a un dato anomalo.<\/p>\n<p>Il documento non fornisce cifre puntuali. Indica fasce di valore: da uno a cinque milioni, da cinquecentomila a un milione, e cos\u00ec a scendere. Chi scrive che il presidente ha guadagnato una somma precisa inventa un dato che il modulo non contiene. La fascia \u00e8 il limite della certezza e la si rispetta.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un secondo elemento che il modulo registra e che va riferito con precisione, perch\u00e9 \u00e8 esattamente il punto su cui la difesa della Casa Bianca poggia. Molte voci portano la dicitura\u00a0<em>unsolicited<\/em>, non sollecitate; altre la formula\u00a0<em>solicited order, discretion exercised, your broker acted as agent<\/em>, ordine sollecitato, discrezionalit\u00e0 esercitata, intermediario agente. Il documento, in altre parole, distingue da s\u00e9 fra operazioni decise altrove e operazioni in cui una scelta \u00e8 stata compiuta. Questa distinzione non smonta l\u2019inchiesta: ne sposta il bersaglio. Il problema non \u00e8 stabilire la mano che ha premuto il tasto. \u00c8 la struttura che consente a quella mano di esistere.<\/p>\n<p><strong>I guadagni, in cifre verificabili<\/strong><\/p>\n<p>La domanda concreta \u00e8 legittima: c\u2019\u00e8 stato un guadagno, e di quanto? Qui occorre tenere insieme due fonti distinte e non confonderle. Il rendiconto dell\u2019ufficio etico dice cosa \u00e8 stato comprato e quando, ma solo a fasce. I dati di mercato dicono come si sono mossi quei titoli. Incrociandoli si ottiene una stima di direzione e di ordine di grandezza, non una cifra esatta: e va detto cos\u00ec, senza gonfiare.<\/p>\n<p>Sul piano delle singole societ\u00e0, il movimento legato alla delegazione \u00e8 documentato. Alla chiusura del 13 maggio, sull\u2019annuncio della comitiva, Nvidia segnava un progresso del 2,3 per cento, Tesla del 2,7, Boeing dell\u20191,6; Micron guadagnava il 4,8 per cento, Qualcomm l\u20191,4. Nella seduta successiva Nvidia toccava un massimo a 232,35 dollari, con un picco intragiornaliero oltre il 3 per cento, mentre Boeing nel mese precedente era salita di circa l\u20198,8 per cento sulla sola attesa della commessa cinese. Non sono cifre clamorose se prese una per una. Diventano un\u2019altra cosa se si considera che quelle posizioni erano state aperte settimane prima, nei giorni in cui il modulo registra gli acquisti.<\/p>\n<p>\u00c8 su questo che alcune piattaforme di analisi dei dati pubblici hanno costruito le proprie stime: misurando la rivalutazione di ciascuna posizione dichiarata dal giorno di acquisto indicato nel modulo. Su singoli titoli i numeri sono vistosi: una posizione aperta su un produttore di hardware il 10 febbraio risultava rivalutata di circa il 96 per cento; un\u2019altra, su un semiconduttore, di una percentuale a tre cifre dal 2 marzo. Vanno presi con la pinza che il dato impone: la fascia dichiarata non dice la quantit\u00e0 esatta e la percentuale dipende dal giorno di rilevazione. Ma l\u2019ordine di grandezza, decine di milioni di dollari di portafoglio esposti a societ\u00e0 le cui sorti dipendono da decisioni dell\u2019esecutivo, non \u00e8 in discussione. \u00c8 scritto nel documento ufficiale.<\/p>\n<p>Qui interviene il fatto che rovescia la prospettiva, il pi\u00f9 istruttivo di tutti. Il vertice di Pechino, sul piano dei risultati, \u00e8 stato deludente. L\u2019unico accordo rilevante annunciato \u00e8 stato l\u2019ordine Boeing; nessun progresso sulla vendita dei semiconduttori Nvidia alla Cina, nonostante l\u2019aggiunta teatrale di Huang all\u2019ultimo minuto. Nessun chip H200 \u00e8 stato spedito ai compratori cinesi gi\u00e0 approvati, le esportazioni cinesi di terre rare restavano circa la met\u00e0 dei livelli precedenti, nessun documento firmato sulla governance dell\u2019intelligenza artificiale. Persino la commessa Boeing, ridotta a duecento velivoli, era meno della met\u00e0 dei cinquecento inizialmente ipotizzati. I mercati, dunque, non hanno premiato un esito diplomatico, bens\u00ec premiato l\u2019evento. La coreografia della delegazione, l\u2019annuncio, l\u2019attesa. Il rialzo \u00e8 arrivato prima del vertice e sull\u2019aspettativa, non dopo e sul risultato. \u00c8 la prova, in negativo, che la logica in azione non era quella di uno Stato che negozia un interesse nazionale, ma quella di una societ\u00e0 quotata che gestisce la propria narrazione di mercato.<\/p>\n<p>La risposta alla domanda, allora, \u00e8 doppia. Le compagnie hanno tratto un beneficio di mercato misurabile dalla sola partecipazione alla scena, indipendentemente da ci\u00f2 che questa abbia prodotto. E un conto intestato al presidente era posizionato, settimane prima, esattamente su quelle compagnie. Che questo si traduca in un guadagno personale netto quantificabile, il documento non permette di affermarlo con una cifra: consente di affermare, con certezza documentale, che l\u2019esposizione c\u2019era, ingente, e che riguardava i soggetti regolati da chi quel conto, formalmente, non dovrebbe muovere.<\/p>\n<p><strong>Il paniere \u00e8 una mappa del potere<\/strong><\/p>\n<p>Se si dispongono i nomi delle societ\u00e0 acquistate accanto alle decisioni prese dall\u2019amministrazione negli stessi mesi, il rendiconto smette di essere una lista contabile e diventa una cartografia. Non casuale: orientata.<\/p>\n<p>Nvidia \u00e8 il caso pi\u00f9 nitido. Il governo federale controlla l\u2019esportazione dei semiconduttori avanzati verso i Paesi designati come avversari strategici, Cina compresa. Il rendiconto colloca un acquisto di titoli Nvidia il 6 gennaio, a ridosso dell\u2019autorizzazione del Dipartimento del Commercio alla vendita di alcuni chip al mercato cinese. Un secondo acquisto, pi\u00f9 consistente, \u00e8 datato 10 febbraio, in prossimit\u00e0 dell\u2019annuncio di un grande accordo della stessa Nvidia con un colosso dei social. La sequenza temporale \u00e8 un fatto documentale. La sua interpretazione \u00e8 analisi e va detto con nettezza: nessun atto pubblico prova che la decisione regolatoria sia stata presa in funzione del conto. Ma la prossimit\u00e0 fra la mossa amministrativa e la posizione finanziaria \u00e8 di quelle che, in qualunque ordinamento attento al conflitto di interessi, basterebbero ad aprire un procedimento.<\/p>\n<p>Accanto a Nvidia, il modulo elenca Palantir, la societ\u00e0 di analisi algoritmica di Peter Thiel, acquistata a pi\u00f9 riprese mentre l\u2019apparato federale espandeva la spesa per la sorveglianza e per il controllo delle frontiere. Elenca BlackRock, il pi\u00f9 grande gestore patrimoniale del mondo; Blackstone; Goldman Sachs. Elenca Boeing, le cui azioni si sarebbero mosse, mentre il presidente era a Pechino, sull\u2019annuncio di una commessa cinese. Sono i nodi dell\u2019ecosistema dei cosiddetti azionisti dell\u2019apocalisse: gestione globale del capitale, sorveglianza algoritmica, infrastruttura della sicurezza, industria aerospaziale e della difesa. Non attori che eseguono una politica, ma che costituiscono l\u2019ambiente entro cui la politica si decide.<\/p>\n<p>La prima notizia del deposito \u00e8 stata data da organizzazioni di giornalismo d\u2019inchiesta indipendenti, Sludge e NOTUS, prima ancora che le grandi agenzie ne traessero le proprie ricostruzioni. \u00c8 una nota a margine che merita di restare nel testo: la catena documentale, qui, parte dal basso e risale, non viceversa.<\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong><strong>Tutto \u00e8 in un trust\u00bb: anatomia di una difesa<\/strong><\/p>\n<p>La replica dell\u2019amministrazione \u00e8 stata costruita su tre linee, e va esaminata per quello che \u00e8: un dispositivo di linguaggio prima ancora che un argomento giuridico.<\/p>\n<p>La prima linea, affidata al portavoce della Casa Bianca, \u00e8 lapidaria: gli attivi del presidente sono in un\u00a0<em>trust<\/em>\u00a0gestito dai suoi figli, non esistono conflitti di interesse. La seconda, affidata al figlio Eric e al presidente stesso in risposta a un\u2019esponente del Senato, sposta l\u2019accento sui fondi indicizzati: si tratterebbe di panieri ampi, non di scelte di singoli titoli. La terza \u00e8 implicita e la pi\u00f9 solida sul piano formale: nessuna norma vieta a un presidente di detenere o negoziare titoli; gli si chiede soltanto di dichiararli, ed \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto.<\/p>\n<p>Le tre linee reggono separatamente e si indeboliscono insieme. Il\u00a0<em>trust<\/em>\u00a0esiste, ma \u00e8 gestito dai figli, non da un fiduciario indipendente: \u00e8 esattamente la differenza fra un\u00a0<em>trust<\/em>\u00a0cieco e uno di famiglia, l\u2019intero punto. I predecessori avevano scelto la strada opposta. George H. W. Bush e Bill Clinton affidarono i propri attivi a un\u00a0<em>trust<\/em>\u00a0cieco con un supervisore terzo; Barack Obama e Joe Biden non negoziarono azioni durante il mandato. Non si tratta di una raffinatezza procedurale. \u00c8 il presidio che separa chi decide sulle imprese da chi possiede le imprese. Quel presidio, qui, non c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>Chomsky e Herman hanno descritto come il consenso si fabbrichi non con la menzogna aperta ma con la selezione di ci\u00f2 che pu\u00f2 essere detto e di come. La formula \u00abnessun conflitto di interessi\u00bb, ripetuta come un\u2019antifona, non descrive una realt\u00e0: la istituisce performativamente, contando sul fatto che l\u2019iterazione sostituisca la verifica. Bourdieu lo chiamerebbe potere del linguaggio legittimo: la capacit\u00e0 di neutralizzare ci\u00f2 che si nomina nel momento stesso in cui lo si pronuncia. Il fatto resta sotto la formula, intatto: il conto del sovrano si \u00e8 mosso sui titoli delle imprese che lui stesso regola.<\/p>\n<p><strong>Quando lo Stato \u00e8 un fondo speculativo<\/strong><\/p>\n<p>La questione non \u00e8 morale, o non solo. \u00c8 strutturale.<\/p>\n<p>Susan Strange aveva chiamato potere strutturale la capacit\u00e0 di un attore di plasmare le strutture stesse entro cui gli altri sono costretti a muoversi: chi disegna il tavolo conta pi\u00f9 di chi gioca la mano. Quando il conto del capo dell\u2019esecutivo opera dentro lo stesso mercato che le decisioni dell\u2019esecutivo muovono, il potere strutturale e quello politico cessano di essere distinti. Non \u00e8 un funzionario corrotto da un interesse esterno. \u00c8 lo Stato che ha interiorizzato la forma del fondo: detiene posizioni, le ribilancia, le dichiara a fasce, e nel frattempo governa le variabili che ne determinano il valore.<\/p>\n<p>Giovanni Arrighi leggeva la finanziarizzazione spinta come il segnale dell\u2019autunno di un ciclo egemonico: la potenza che non riesce pi\u00f9 a guidare il mondo attraverso la produzione lo fa attraverso il denaro, e in quel passaggio mostra non la forza ma il proprio declino. Un conto presidenziale che assomiglia a un fondo speculativo non \u00e8 un\u2019eccentricit\u00e0 individuale: \u00e8 un sintomo collocabile in una traiettoria storica. Naomi Klein aggiungerebbe che il disordine, lungi dall\u2019essere il problema, \u00e8 diventato la condizione di profitto: ogni urto regolatorio, gli annunci, le tensioni sono un\u2019occasione per chi sta dalla parte giusta del paniere. Il rendiconto, del resto, lo mostra in filigrana: accanto ai singoli titoli ricorrono con regolarit\u00e0 i panieri settoriali sull\u2019industria della difesa e sull\u2019energia, gli stessi comparti che prosperano quando il mondo si fa instabile.<\/p>\n<p>La guerra \u00e8 il prodotto, il caos \u00e8 la materia prima non \u00e8 una frase a effetto, ma descrizione esatta di un meccanismo che le carte dell\u2019ufficio etico, lette con attenzione, lasciano vedere.<\/p>\n<p><strong>Amministrazione di uno Stato o consiglio di amministrazione di una compagnia?<\/strong><\/p>\n<p>Resta la domanda pi\u00f9 inquietante. \u00c8 ancora lecito chiamare \u00abamministrazione\u00bb quella che siede a Washington, o si descrive meglio la realt\u00e0 chiamandola consiglio di amministrazione di una grande compagnia che ha smesso di essere la guida di una democrazia?<\/p>\n<p>Max Weber aveva fissato, un secolo fa, il criterio che distingue lo Stato moderno da ogni forma di potere precedente: la separazione tra l\u2019ufficio e chi lo ricopre. Nel potere patrimoniale premoderno il sovrano non distingueva tra l\u2019erario e la propria cassa; nello Stato burocratico moderno quella distinzione \u00e8 il fondamento stesso della legittimit\u00e0, perch\u00e9 garantisce che la carica serva la funzione e non il titolare. Misurato su quel criterio, un conto intestato al capo dell\u2019esecutivo che negozia, a fasce di milioni, i titoli delle societ\u00e0 regolate dall\u2019esecutivo non \u00e8 una deviazione interna allo Stato moderno. \u00c8 un ritorno, sotto vesti finanziarie, alla confusione patrimoniale che lo Stato moderno era nato per superare.<\/p>\n<p>Il consiglio di amministrazione di una societ\u00e0 quotata ha una logica precisa, e va riconosciuta per quello che \u00e8: massimizzare il valore per gli azionisti, gestire l\u2019aspettativa di mercato, sincronizzare gli annunci con le posizioni. Misurata su questa logica, la sequenza di Pechino \u00e8 perfettamente coerente. La delegazione di amministratori delegati \u00e8 una presentazione agli investitori. L\u2019annuncio dei jet \u00e8 una comunicazione di mercato. Il rialzo che precede il vertice e ignora il suo esito magro \u00e8 il comportamento di un titolo che reagisce alla narrazione, non ai fondamentali. Una democrazia rappresentativa non funziona cos\u00ec perch\u00e9 non deve massimizzare un valore per azionisti: deve mediare interessi confliggenti di cittadini che non possiedono quote e non ricevono dividendi. Quando il primo schema sostituisce il secondo, la parola \u00abamministrazione\u00bb resta, ma designa un\u2019altra cosa.<\/p>\n<p>Le forme della democrazia americana restano in piedi: si vota, esiste un\u2019opposizione parlamentare, un ufficio etico raccoglie e pubblica le dichiarazioni, una stampa indipendente le scava. Non siamo davanti alla fine dichiarata di una repubblica. Siamo davanti a qualcosa di pi\u00f9 sottile e, a suo modo, pi\u00f9 grave: una repubblica le cui forme sopravvivono mentre la sostanza migra verso un altro modello, quello dell\u2019impresa, senza che nessuno debba mai annunciare il passaggio. Marx, descrivendo un altro potere personale che si era eretto sopra la societ\u00e0 facendone il proprio dominio privato, osservava che la storia, la seconda volta, si ripresenta come farsa. Oggi tutto avviene alla luce del sole, in un modulo pubblico, sotto la formula tranquillizzante che non esiste alcun conflitto.<\/p>\n<p><strong>Il riflesso italiano<\/strong><\/p>\n<p>Si dir\u00e0: \u00e8 una vicenda americana, riguarda un altro ordinamento. Non \u00e8 cos\u00ec, e la ragione interessa direttamente il lettore italiano.<\/p>\n<p>I nodi che compaiono nel paniere presidenziale non sono astrazioni lontane. BlackRock \u00e8 presente in modo capillare negli asset finanziari e industriali italiani; l\u2019ecosistema della sorveglianza algoritmica al quale appartiene Palantir lambisce i sistemi di analisi dati delle pubbliche amministrazioni occidentali. La penetrazione di attori privati transnazionali nelle infrastrutture strategiche non avviene, di norma, attraverso un atto politico clamoroso: avviene per via tecnica e contrattuale, nodo dopo nodo, finch\u00e9 la sovranit\u00e0 non si scopre svuotata senza che un solo voto l\u2019abbia formalmente ceduta. L\u2019Italia, in questo, \u00e8 da tempo un laboratorio.<\/p>\n<p>La misura di quanto sia profondo il mutamento la d\u00e0 la distanza da una tradizione che pure \u00e8 stata italiana. Enrico Mattei aveva costruito uno strumento pubblico dell\u2019energia per trattare con il mondo arabo fuori dallo schema delle grandi compagnie anglo-americane, affermando che la collocazione del Paese era una scelta politica e non un destino. Aldo Moro aveva pensato il Mediterraneo come spazio di autonomia e il dialogo con il mondo arabo-palestinese come dimensione propria dell\u2019interesse nazionale. Quella tradizione muoveva da un\u2019idea elementare: che esista una linea fra l\u2019interesse del Paese e quello di chi, in quel momento, ne amministra le leve. \u00c8 lo stesso confine che, a Washington, il rendiconto dell\u2019ufficio etico mostra ormai cancellato. La sovranit\u00e0 che l\u2019Italia ha smarrito per cessione tecnica \u00e8 la medesima che, nella prima potenza del mondo, si \u00e8 dissolta nel portafoglio di chi la incarna.<\/p>\n<p><strong>Il sovrano e il suo conto<\/strong><\/p>\n<p>La domanda da cui si era partiti \u2013 il presidente ha guadagnato? \u2013 \u00e8, alla fine, la porta d\u2019ingresso, non la stanza. \u00c8 la domanda che la formula \u00abnessun conflitto di interessi\u00bb vuole che ci si fermi a porre, perch\u00e9 \u00e8 quella a cui si pu\u00f2 rispondere con una fascia di valore e un\u2019alzata di spalle.<\/p>\n<p>La domanda esatta \u00e8 un\u2019altra. Che cosa significa che la prima potenza del pianeta sia retta da un\u2019autorit\u00e0 il cui conto titoli si muove, ogni giorno, lungo le stesse linee che le sue decisioni tracciano, e che premia la coreografia di un vertice pi\u00f9 del suo esito? Gramsci, nel carcere, definiva la crisi come il momento in cui il vecchio muore e il nuovo non pu\u00f2 nascere, e in quell\u2019interregno si verificano i fenomeni morbosi pi\u00f9 svariati. Un conto sovrano che opera come un fondo \u00e8 uno di quei fenomeni. Non l\u2019anomalia di un uomo, ma il sintomo di un ordine che ha smesso di distinguere fra chi comanda e chi specula.<\/p>\n<p>Le carte dell\u2019ufficio etico americano non provano un reato. Provano qualcosa di pi\u00f9 perturbante: che la separazione fra il potere e l\u2019interesse, la linea su cui si reggono le repubbliche, \u00e8 stata derubricata a formalit\u00e0 dichiarativa. Finch\u00e9 la si dichiara, tutto \u00e8 in regola. \u00c8 precisamente questo il punto in cui un\u2019amministrazione smette di amministrare uno Stato e comincia a gestire una compagnia, senza che nessuno debba mai metterlo a verbale.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p><strong>[1]\u00a0<\/strong>U.S. Office of Government Ethics, \u00abPeriodic Transaction Report (OGE Form 278-T), Donald J. Trump, President of the United States of America\u00bb, deposito 8 maggio 2026, ricevuto OGE 13 maggio 2026, certificazione Heather Jones, https:\/\/extapps2.oge.gov\/201\/Presiden.nsf (documento pubblico, oltre 100 pagine).<\/p>\n<p><strong>[2]\u00a0<\/strong>Saijel Kishan, Gregory Korte, \u00abNvidia Chips, Boeing Jets: Stock Traders Eye Trump in China\u00bb, Bloomberg, 13 maggio 2026.<\/p>\n<p><strong>[3]\u00a0<\/strong>OGE Form 278-T cit., voce 4 (Nvidia Corp., acquisto 10 febbraio 2026, fascia 1.000.001 \u2013 5.000.000 dollari) e voce 40 (Nvidia Corp., \u00abunsolicited\u00bb, acquisto 6 gennaio 2026, fascia 500.001 \u2013 1.000.000 dollari).<\/p>\n<p><strong>[4]\u00a0<\/strong>OGE Form 278-T cit., voce 29 (Boeing Company Com., acquisto 10 febbraio 2026, fascia 1.000.001 \u2013 5.000.000 dollari).<\/p>\n<p><strong>[5]\u00a0<\/strong>Carl von Clausewitz, \u00abDella guerra\u00bb (Vom Kriege, 1832), trad. it. Mondadori, Milano 1970, libro I, cap. 1, par. 24: \u00abla guerra non \u00e8 che la continuazione della politica con altri mezzi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>[6]\u00a0<\/strong>Stephanie Lai, Gregory Korte, \u00abTrump\u2019s financial filings show 3,700 stock trades in three months\u00bb, Bloomberg, 16 maggio 2026 (ripresa Business Standard, 16 maggio 2026).<\/p>\n<p><strong>[7]\u00a0<\/strong>Dichiarazione di Matthew Tuttle, amministratore delegato di Tuttle Capital Management, riportata in Bloomberg, 16 maggio 2026.<\/p>\n<p><strong>[8]\u00a0<\/strong>Dichiarazione di Eric Diton, presidente e amministratore delegato di The Wealth Alliance, riportata in Bloomberg, 16 maggio 2026.<\/p>\n<p><strong>[9]\u00a0<\/strong>OGE Form 278-T cit., voci 79, 80, 81 (Goldman Sachs Group, Alphabet, Amazon, ordini 9 gennaio 2026, \u00abSolicited Order, Discretion Exercised\u00bb); numerose altre posizioni marcate \u00abUNSOLICITED\u00bb (voci 1, 9, 22, 32, 33, 40 e seguenti).<\/p>\n<p><strong>[10]\u00a0<\/strong>Bloomberg, 13 maggio 2026: alla chiusura del 13 maggio Nvidia +2,3%, Tesla +2,7%, Boeing +1,6%, Micron +4,8%, Qualcomm +1,4% rispetto alla seduta precedente, sull\u2019annuncio della delegazione.<\/p>\n<p><strong>[11]\u00a0<\/strong>TradingKey, 14 maggio 2026: nella seduta del 14 maggio le azioni Nvidia toccano un massimo a 232,35 dollari, con un progresso che supera brevemente il 3 per cento; Boeing in rialzo di circa l\u20198,84 per cento nel mese sull\u2019attesa della commessa cinese (24\/7 Wall St., 13 maggio 2026).<\/p>\n<p><strong>[12]\u00a0<\/strong>Quiver Quantitative, 14 maggio 2026: stime di rivalutazione delle posizioni dichiarate, calcolate dalla data di acquisto indicata nel modulo OGE. Le percentuali sono indicative e dipendono dal giorno di rilevazione; il dato OGE fornisce solo fasce di valore, non quantit\u00e0 esatte.<\/p>\n<p><strong>[13]\u00a0<\/strong>\u00abUnderwhelming summit outcome in China brings Trump back to reality\u00bb, Euronews, 15 maggio 2026; \u00abTrump-Xi summit: The 3 big takeaways\u00bb, CNBC, 15 maggio 2026.<\/p>\n<p><strong>[14]\u00a0<\/strong>\u00abTrump and Xi Close Beijing Summit: Warm Rhetoric, Nvidia H200 Deliveries Remain Stalled\u00bb, TechTimes, 15 maggio 2026: nessun chip H200 spedito ai dieci compratori cinesi approvati, terre rare ancora circa il 50 per cento sotto i livelli pre-restrizione, nessun documento firmato sulla governance dell\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p><strong>[15]\u00a0<\/strong>CNBC, 15 maggio 2026: Trump dichiara a Fox News che la Cina ordiner\u00e0 200 jet Boeing, \u00abpi\u00f9 dei 150 attesi dalla societ\u00e0\u00bb, ma meno della met\u00e0 dei 500 inizialmente ipotizzati.<\/p>\n<p><strong>[16]\u00a0<\/strong>OGE Form 278-T cit., voce 40 (Nvidia, 6 gennaio 2026). Sul nesso temporale con l\u2019autorizzazione del Dipartimento del Commercio: NOTUS, 15 maggio 2026.<\/p>\n<p><strong>[17]\u00a0<\/strong>Sam Sutton, \u00abTrump went big on tech stocks in first quarter of 2026, new filings show\u00bb, CNBC, 15 maggio 2026; NOTUS, 15 maggio 2026.<\/p>\n<p><strong>[18]\u00a0<\/strong>OGE Form 278-T cit., voci 248, 380, 404 (Palantir Technologies, acquisti 18 marzo e 2 marzo 2026, fasce da 50.001 a 250.000 dollari).<\/p>\n<p><strong>[19]\u00a0<\/strong>OGE Form 278-T cit., voci 331 (BlackRock Inc., 18 marzo 2026), 267 e 594 (Blackstone Inc., 18 marzo e 2 marzo 2026), 79 (Goldman Sachs, 9 gennaio 2026).<\/p>\n<p><strong>[20]\u00a0<\/strong>Soo Rin Kim, \u00abTrump Bought Corporations\u2019 Stock as His Administration Boosted Their Business\u00bb, NOTUS, 15 maggio 2026; l\u2019organizzazione Sludge ha dato per prima notizia del deposito.<\/p>\n<p><strong>[21]\u00a0<\/strong>Dichiarazione del portavoce della Casa Bianca Davis Ingle, citata in CNBC, 15 maggio 2026, e in NOTUS, 15 maggio 2026: \u00abPresident Trump\u2019s assets are in a trust managed by his children. There are no conflicts of interest\u00bb.<\/p>\n<p><strong>[22]\u00a0<\/strong>Risposta di Eric Trump e di Donald J. Trump a un intervento della senatrice Elizabeth Warren su X, riportata in Fortune, 15 maggio 2026: gli attivi sarebbero investiti \u00abin a blind trust by the largest financial institutions in broad market indexes\u00bb.<\/p>\n<p><strong>[23]\u00a0<\/strong>Sui trust ciechi dei predecessori: George H. W. Bush e Bill Clinton adottarono blind trust con supervisore indipendente; Barack Obama e Joe Biden non negoziarono titoli azionari durante il mandato. Ricostruzione in Bloomberg, 16 maggio 2026.<\/p>\n<p><strong>[24]\u00a0<\/strong>Noam Chomsky, Edward S. Herman, \u00abLa fabbrica del consenso. La politica dei mass media\u00bb (Manufacturing Consent, 1988), trad. it. Marco Tropea Editore, Milano 1998, cap. 1.<\/p>\n<p><strong>[25]\u00a0<\/strong>Pierre Bourdieu, \u00abLa distinzione. Critica sociale del gusto\u00bb (La distinction, 1979), trad. it. il Mulino, Bologna 1983, sul potere del linguaggio legittimo.<\/p>\n<p><strong>[26]\u00a0<\/strong>Susan Strange, \u00abStati e mercati\u00bb (States and Markets, 1988), trad. it. Il Saggiatore, Milano 1998, cap. 2, sul potere strutturale.<\/p>\n<p><strong>[27]\u00a0<\/strong>Giovanni Arrighi, \u00abIl lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo\u00bb (The Long Twentieth Century, 1994), trad. it. il Saggiatore, Milano 1996, sulla finanziarizzazione come segnale di autunno di un ciclo egemonico.<\/p>\n<p><strong>[28]\u00a0<\/strong>Naomi Klein, \u00abShock economy. L\u2019ascesa del capitalismo dei disastri\u00bb (The Shock Doctrine, 2007), trad. it. Rizzoli, Milano 2007, introduzione.<\/p>\n<p><strong>[29]\u00a0<\/strong>OGE Form 278-T cit.: ricorrono a pi\u00f9 riprese posizioni in ETF settoriali State Street SPDR (Industrial Select, Energy Select) e in fondi indicizzati S&amp;P 500, in numerosi casi marcati \u00abUNSOLICITED\u00bb (cfr. voci 20, 42, 178, 197, 476 e seguenti).<\/p>\n<p><strong>[30]\u00a0<\/strong>Max Weber, \u00abEconomia e societ\u00e0\u00bb (Wirtschaft und Gesellschaft, 1922), trad. it. Edizioni di Comunit\u00e0, Milano 1961, sulla distinzione fra appropriazione patrimoniale della carica e amministrazione burocratica moderna fondata sulla separazione fra l\u2019ufficio e chi lo ricopre.<\/p>\n<p><strong>[31]\u00a0<\/strong>Karl Marx, \u00abIl 18 brumaio di Luigi Bonaparte\u00bb (1852), trad. it. Editori Riuniti, Roma 1964, sulla figura del potere personale che si erge sopra la societ\u00e0 e ne fa il proprio dominio privato.<\/p>\n<p><strong>[32]\u00a0<\/strong>OGE Form 278-T cit., voci 248 e seguenti (Palantir Technologies, classe A).<\/p>\n<p><strong>[33]\u00a0<\/strong>Antonio Gramsci, \u00abQuaderni del carcere\u00bb, Quaderno 3, par. 34, edizione critica a cura di Valentino Gerratana, Einaudi, Torino 1975: \u00abla crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non pu\u00f2 nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi pi\u00f9 svariati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/18\/il-conto-titoli-del-sovrano\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/18\/il-conto-titoli-del-sovrano\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Margherita Furlan) Mentre l\u2019Air Force One imbarcava i suoi amministratori delegati verso Pechino, un conto intestato al presidente degli Stati Uniti comprava e vendeva i titoli delle stesse societ\u00e0. I mercati hanno premiato l\u2019evento, non il suo esito. \u00c8 la radiografia di uno Stato che ha smesso di funzionare come una repubblica e ha cominciato a funzionare come un consiglio di amministrazione. 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