{"id":95496,"date":"2026-05-20T12:26:21","date_gmt":"2026-05-20T10:26:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95496"},"modified":"2026-05-20T12:26:21","modified_gmt":"2026-05-20T10:26:21","slug":"la-carica-dei-presidi-sia-elettiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95496","title":{"rendered":"La carica dei presidi sia elettiva"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Vincenzo Capodiferro)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Copilot_20260506_192026.png\" width=\"156\" height=\"234\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se si capita in una delle ennesime riunioni, in cui, ricordando scherzosamente il cinema antico, solo Fantozzi riesce a scorgere il \u201cMegadirettore Galattico\u201d, veramente si pu\u00f2 scorgere la scuola di carta. Oramai da decenni si combatte nelle trincee scolastiche, soldati della formazione, insieme agli allievi, fanti della trincea da prestazione nell\u2019arena del verificazionismo, il quale mette contro duci e militi, mentre il fallibilismo popperiano potrebbe farli incontrare. L\u2019arma \u00e8 sempre lo stilo o lo stile: spada o penna<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftn1\">[1]<\/a>. La scuola, come tutte le istituzioni umane, segue un po\u2019 la classica evoluzione: aurea, argentea, ferrea, plumbea, cartacea. Questo processo \u00e8 deterministico. Nell\u2019ultima fase s\u2019avverte un forte disagio, dovuto spesso all\u2019indigestione nell\u2019apprensione delle tavole di Mendeleev delle sigle dell\u2019alchimia burocratica: i rotoli delle novelle torah non si masticano facilmente, come ai tempi d\u2019Ezechiele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Vate si domandava: \u00abDicono che in questa scuola s\u2019insegna a oziare. E no: s\u2019insegna a vigilar sempre. S\u2019insegna a godere! Eh no! S\u2019insegna a patire. S\u2019insegna a essere crudeli. A ogni incendio, a ogni inondazione, a ogni terremoto, a ogni peste accorrono questi crudeli a fare da pompieri, da navicellai, da suore di carit\u00e0, da governanti, da infermieri, da becchini. S\u2019insegna a uccidere! S\u2019insegna a morire. Questa \u00e8 la scuola, che oltre aver distribuito tanto alfabeto ci ammaestra esemplarmente nell\u2019umano esercizio del diritto e nell\u2019eroico adempimento del dovere\u00bb<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftn2\">[2]<\/a>. Ed oggi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La civilt\u00e0 crea di per s\u00e9 disagio. Freud\u00a0<em>docet<\/em>. Marcuse\u00a0<em>docet<\/em>. L\u2019industrialismo e il post-industrialismo, accompagnato dal post-familismo, con la caduta della cellula familiare, hanno indotto alla formazione di una grande placenta di abbandono dei discenti. Tutto viene demandato alle istituzioni scolastiche, soprattutto ci\u00f2 che la famiglia non \u00e8 capace pi\u00f9 di fare in senso orientante. Le figure genitoriali, sempre pi\u00f9 prese dal\u00a0<em>complesso di Dorian Gray<\/em>, procedono a confusione di ruoli perniciosissima. Spesso i nonni diventato i riferimenti opportuni di ci\u00f2 che i genitori\u00a0<em>Dorian Gray<\/em>\u00a0hanno disimparato a fare o non sanno pi\u00f9 fare, cio\u00e8 i genitori. Cos\u00ec il discente diviene potenzialmente il discolo, immerso com\u2019\u00e8 nel mare della societ\u00e0 liquida, un mare infido, minaccioso, non calmo, non tranquillo. Questo mare catapulta paradossalmente in una societ\u00e0 bestiale, ove vige il principio dell\u2019<em>homo homini lupus<\/em>\u00a0e della guerra totale hobbesiana<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftn3\">[3]<\/a>, o dell\u2019<em>homo<\/em>\u00a0<em>homini pistris<\/em>. S\u2019innesca involontariamente un meccanismo di complicazione. La societ\u00e0, per usare un linguaggio spenceriano, passa cos\u00ec dall\u2019incoerente al coerente, dall\u2019eterogeneo all\u2019omogeneo, dall\u2019indefinito al definito. \u00c8 un po\u2019 come il passaggio dalle vecchie macchine, o locomotive in cui prevaleva l\u2019aspetto meccanico a quelle in cui prevale l\u2019aspetto elettronico. Quelle non ti lasciavano mai a piedi, queste si fermano ogni minimo fusibile che salta. D\u2019altro canto per\u00f2 subentra sotterraneo un processo inverso, che tende, al contrario: dall\u2019eterogeneo all\u2019omogeneo, dal definito all\u2019indefinito, dal coerente all\u2019incoerente. Questo processo inverso non interessa tanto la sfera razionale, o formale, o\u00a0<em>apollinea<\/em>, quanto quella\u00a0<em>dionisiaca<\/em>. L\u2019aggressivit\u00e0 giovanile \u00e8 ribellione contro questa pedagogia che riduce i giovani ad oppressi, a fruttati dai macrosistemi economici, a relegati trai marciapiedi della piazza virtuale, ove si sviluppano novelle dinamiche social, e i laboratori. Il giovane \u00e8 sottratto al dolce affetto della famiglia, alle sante cure domestiche. I meccanismi tanto pi\u00f9 si complessano, tanto pi\u00f9 tentano a bloccarsi. Quando si giunge al punto critico la societ\u00e0 scoppia. \u00c8 stato sempre cos\u00ec. Cos\u00ec \u00e8 crollato l\u2019impero Romano<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftn4\">[4]<\/a>. Anche Tacito se n\u2019era accorto<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa scolastica rivoluzione industriale, per cos\u00ec dire, ha portato alla scuola di carta, un materiale fragile, un po\u2019 come l\u2019uomo di vetro<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0che circola come un manzoniano vasi di terracotta tra vasi ferrei. Daniele, nelle sue profezie, parlava di giganti dai piedi d\u2019argilla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La scuola di carta \u00e8 composta da muraglie di scartoffie, da uffizi d\u2019azzeccagarbugli, da kafkiani processi, da vichiani ricorsi giudiziari. L\u2019elemento apollineo, la forma, la maschera prende sempre il sopravvento su quello dionisiaco, sulla materia. Tutto diviene cos\u00ec insostanziale, fenomenale: il trionfo d\u2019una kantiana fenomenologia. Il kantismo si \u00e8 fermato solo al\u00a0<em>virtualismo<\/em>, ma non ha saputo cogliere la vera sintesi apriori tra le forme della ragion pura e le forme dell\u2019essere puro. L\u2019apparire \u00e8 divenuto tutto, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019essere. Nell\u2019et\u00e0 antica, a priori, quella di Dio, fino al medioevo, prevaleva l\u2019assioma passatista\u00a0<em>ens et actum convertuntur<\/em>, nell\u2019et\u00e0 di mezzo, quella eroica, dall\u2019umanesimo, con la divinizzazione dell\u2019<em>homo<\/em>, al positivismo l\u2019assioma presentista\u00a0<em>ens et factum convertuntur<\/em>, nell\u2019et\u00e0 a posteriori quello futurista:\u00a0<em>ens et acturus convertuntur.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi il docente non \u00e8 pi\u00f9 il mentore sociale, morale, spirituale e culturale. Diviene il mentitore. Le biblioteche sono demolite metaforicamente da futuristici mini tablet. I docenti come camaleonti debbono assurgere alle pi\u00f9 disparate funzioni: parcheggiatore sociale, psichiatra, psicologo, medico tout court. Nelle gite, ad esempio, il docente camaleonte deve fare il factotum: controllare le gomme dei pullman, le lampadine delle stanze di albergo, le finestre e i balconi d\u2019albergo. In pratica: elettricista, idraulico, farmacista, meccanico e tutta una serie di mansioni a fronte di stipendi al limite della sopravvivenza. Come fai a non andare in burnout? La famigerata legge ferrea dei salari oggi compisce soprattutto i lavori intellettuali. In alcune scuole, ove insegnare \u00e8 arduo, il docente arriva a fare la guardia carceraria. Non \u00e8 un caso che Freud poneva il docente trai mestieri impossibili, insieme allo psicologo e al genitore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo\u00a0<em>cartismo<\/em>\u00a0fa da eco il\u00a0<em>verbalismo<\/em>: infinite loquele in interminabili temporalit\u00e0 che paiono gli \u201cinterminati spazi\u201d de\u2019 \u201cL\u2019Infinito\u201d di Leopardi, con la differenza che non ci sono \u201csovrumani silenzi\u201d, ma sovrumane logorree, deviazioni \u201canastatiche\u201d della malattia della itala fascista retorica. Questa \u00e8 la nuova \u201cfiumana del progresso\u201d. A questo mondo iper-logico corrisponde nella realt\u00e0 un mondo dominato ancora dalla legge della giungla: \u00abSei sempre quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo\u00bb. Al panlogismo corrisponde l\u2019a-logismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando fuoriescono dalle muraglie cinesi protezionistiche della pseudo-famiglia, e della scuola, che ancora risulta un ambiente sano e controllato, i giovani si trovano nella \u201cselva oscura\u201d. In questa scuola fragile campeggiano giovani \u201cBella addormentata\u201d, stralunati e fuori mondo, o attaccati alla platonica caverna dei cellulari, mentre in alto si possono scorgere genitori\u00a0<em>Dorian Gray<\/em>\u00a0che svolazzano e li guidano in mondi fantasiosi, in metaversi lunari. Sempre per tornare al mito della caverna, i genitori paiono come quei saltimbanchi che dietro il muricciolo portano sulla testa delle statue, le cui ombre si riflettono nel fondo della caverna. Non dimentichiamo che gli stessi adulti, o genitori\u00a0<em>Dorian Gray<\/em>, sono parte integrante della caverna virtuale. Non ne sono fuori, come dovrebbe essere! \u00c8 difficile uscire dalla caverna platonica, bisogna risalire: cio\u00e8 ci vuole l\u2019ascesi morale. Ma dov\u2019\u00e8? Nel mondo dove si parla di post-virt\u00f9<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftn7\">[7]<\/a>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da bambini ci dicevano che gli abitanti della Luna si chiamano i Lunatici e noi ci credevamo. Eravamo buffi. Quando leggevamo \u201cAstolfo sulla Luna\u201d ci credevamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 Ma come sono fatti questi Lunatici?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 Eh sono tondi ed hanno delle gambette e delle braccine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parevano quasi gli ermafroditi di Platone, che poi sono stati divisi da Zeus e sono caduti sulla Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo qua oggi. Il docente oggi si trova innanzi ad una generazione flemmatica, fragile. Non \u00e8 la generazione sanguigna degli anni Settanta. Forse gli umori di Ippocrate si alternano tra le generazioni. L\u2019ambulanza in media tre volte a settimana soccorre giovani caduti nelle trincee dello stress da prestazione. La scena del mondo si riduce al palcoscenico telematico. Nell\u2019et\u00e0 dell\u2019iper-comunicazione domina imperterrita l\u2019incomunicabilit\u00e0. Per comunicare, anche a due passi, si usano i social.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gi\u00e0 Dostoevskij annotava in \u201cI fratelli Karamazov\u201d: \u00abOggi ognuno cerca di isolare sempre di pi\u00f9 la sua persona, vuole sperimentare in s\u00e9 la sua pienezza di vita e invece ne risulta un completo suicidio perch\u00e9 cade nell\u2019isolamento. Abituato a sperare tutto da s\u00e9, si separa come unit\u00e0 dal tutto, perch\u00e9 la sua anima non \u00e8 capace di credere nell\u2019aiuto del prossimo. Lo spirito umano comincia a non capire che la vera sicurezza non consiste nello sforzo separato, ma nella solidariet\u00e0 degli uomini\u00bb. Il mondo \u00e8 come un grosso cervello diviso in due lobi: in quello orientale prevale il collettivismo, in quello occidentale l\u2019individualismo sfrenato. Ma non c\u2019\u00e8 una via di mezzo? Non c\u2019\u00e8!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E poi, essendo la societ\u00e0 generalmente\u00a0<em>infantilista\u00a0<\/em>(che \u00e8 diverso da infantile), domina l\u2019egocentrismo, che si traduce in neo-geocentrismo. Sempre l\u2019uomo si crede al centro dell\u2019universo, con tutte le teorie copernicane. Ognuno \u00e8 il centro dell\u2019infinito universo, perch\u00e9 l\u2019infinito non ha centro, ma ogni punto \u00e8 il centro. Applicato queto principio bruniano all\u2019individualismo abbiamo la societ\u00e0-arcipelago. Ognuno \u00e8 isola a s\u00e9 stante. Poi ci sono vari raggruppamenti a seconda degli interessi sentimentali, ma la cosa pi\u00f9 importante: ogni isola esprime un principio antropico fortissimo. Ogni isola \u00e8 il centro dell\u2019oceano della societ\u00e0 liquida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I genitori difendono i figli sempre. Si \u00e8 passato dall\u2019estremo dei ceffoni e le bacchettate che si prendevano da maestri e genitori appresso all\u2019opposto, ai ceffoni e alle bacchettate ai docenti, se non materiali, verbali, psicologici. La solitudine del docente oggi \u00e8 strepitosa! Se c\u2019\u00e8 un docente che \u00e8 troppo severo, ecco:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 Il problema non \u00e8 loro! Tu non sai insegnare!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se \u00e8 troppo morbido, ecco:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u2013 Non studiano! Tu non sai insegnare!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spesso assistiamo a socratici processi contro docenti. Socrate non fu fatto fuori da un regime monarchico o totalitario, ma da un regime democratico. Eppure cosa faceva di tanto male? Insegnare a pensare. \u00c8 tanto pericoloso pensare? Perci\u00f2 si \u00e8 ritenuto auspicabile il monito di Heidegger:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2013 L\u2019uomo contemporaneo non pensa pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non deve pensare pi\u00f9. A cosa serve l\u2019intelligenza artificiale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abVi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato. Vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I giovani non leggono pi\u00f9, non studiano pi\u00f9. Scrivono con lo stesso linguaggio dei social: +, o x. Pare un linguaggio da futuristi, da Filippo Tommaso Marinetti, ma magari vi fosse tutto quello spessore culturale che aveva animato i futuristi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Futurismo. Futurismo. Nichilismo. Nichilismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I giovani non hanno pi\u00f9 futuro, hanno solo passato, le utopie antiche si sono trasformate in baumaniane\u00a0<em>retrotopie<\/em>. E queste\u00a0<em>retrotopie\u00a0<\/em>sono pericolose. Il passato non sempre reca in s\u00e9 positivi valori. Il principio leibniziano dei positivisti non \u00e8 sempre valido. La\u00a0<em>Bella Epoca<\/em>\u00a0racchiudeva gi\u00e0 in s\u00e9 il vento della\u00a0<em>Grande Guerra<\/em>. La storia non \u00e8\u00a0<em>magistra vitae<\/em>. Hegel aveva ragione: \u00abTutto ci\u00f2 che abbiamo imparato dalla storia \u00e8 che niente abbiamo imparato dalla storia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I giovani sono figli della febbre della comodit\u00e0 e della fretta, dell\u2019incapacit\u00e0 di fermarsi e di meditare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E i giovani si trovano immersi in questo infinito mare da diluvio universale che \u00e8 la societ\u00e0 liquida. Perci\u00f2 sono demotivati. Non c\u2019\u00e8 l\u2019arca di No\u00e8. Finanche Colombo si sarebbe smarrito in questo oceano, una volta varcate le colonne d\u2019Ercole del Mediterraneo della famigliola e della scuola. In questo mare infinito trovano il lor \u201cnaufragar m\u2019\u00e8 dolce\u201d. D\u2019altronde gli odierni sistemi super-economici non abbisognano di ragionatori, o di pensatori, o di socratici tafani, ma di esecutori, di cammelli nietzschiani, non di leoni, tanto meno di\u00a0<em>fanciullini<\/em>\u00a0<em>Superman<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema \u00e8: una societ\u00e0 corrotta, insicura, pericolosa, nemica, cosa pu\u00f2 offrire al giovane? Se vige il\u00a0<em>lupus<\/em>\u00a0<em>homini lupus\u00a0<\/em>che fa comodo ai dominanti, ma non ai dominati, cosa possiamo raggiungere? Se la societ\u00e0 \u00e8 ridotta a\u00a0<em>bellum omnium contra omnes<\/em>, come ne usciamo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una societ\u00e0 del genere non pu\u00f2 essere curata. Deve morire per forza. \u00c8 come Babilonia. \u00c8 come Sodoma e Gomorra. Dio le ha abbandonate al suo\u00a0<em>Furor<\/em>. Non ci sar\u00e0 un Mos\u00e8 che aprir\u00e0 un varco nello stretto di Ormuz per far passare il popolo della pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una societ\u00e0 senza morale soccombe. Lo pensava lo stesso Lenin: \u00abSe vogliamo distruggere una nazione dobbiamo distruggere la sua morale: poi la nazione ci cadr\u00e0 in grembo come un frutto maturo\u00bb. La pornografia prepara la tomba alla nostra libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi marasmi \u00e8 facile che rinascano i mostri di Gramsci ed a questi Moloch si possono inchinare anche docenti, ma non tutti. Tra coloro che non giurarono fedelt\u00e0 a questi novelli Leviatani dobbiamo ricordare solo i dodici apostoli, tra cui De Sanctis, Martinetti, Ruffini ed altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I docenti hanno il dovere di formare degli esseri autonomi, non degli automi, dei ragionatori, non dei meri esecutori. Lo proclamava anche Kant col suo \u201cSapere aude\u201d: \u00ab\u00c8 cos\u00ec comodo essere minorenni! Se ho un libro che pensa per me, un direttore spirituale che ha coscienza per me, un medico che valuta la dieta per me, non ho certo bisogno di sforzarmi\u2026 Non ho bisogno di pensare, se sono in gradi di pagare, altri si assumeranno questa fastidiosa occupazione al mio posto\u2026\u00bb<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftn8\">[8]<\/a>. \u00c8 cos\u00ec comodo essere \u201cBella addormentata\u201d! \u00c8 cos\u00ec comodo essere\u00a0<em>Dorian Gray<\/em>. Quando si ha un cellulare si ha tutto, un tablet, un computer, un\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se vogliamo rigenerare la societ\u00e0 dobbiamo ripartire dai consigli, anche scolastici. Nello spirito dei famosi\u00a0<em>Decreti Delegati<\/em>\u00a0c\u2019era infatti l\u2019intento di una democratizzazione della scuola, il quale prevedeva una partecipazione ad ampio raggio, anche dei genitori, certamente, ma non nel senso in cui si \u00e8 evoluto questo processo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va benissimo la liceizzazione di tutti i settori scolastici! Come mi suggerisce anche il mio amico, docente e sindacalista, Antonio Bertino, impegnato nel sociale ed esperto delle problematiche della scuola, la carica dei presidi dovrebbe essere elettiva. Sarebbe un esperimento democratico formidabile. Come ancora \u00e8 oggi nella tradizione dei College anglosassoni. Innanzitutto si risparmierebbero un sacco di soldi. Il preside avrebbe un bonus per la gestione, ma potrebbe nominare un suo piccolo consiglio dei ministri, e coi suoi collaboratori dirigere la piccola comunit\u00e0 per cinque anni, come avviene nelle normali legislature. Nei collegi si potrebbero trattare democraticamente tutte le tematiche e vi sarebbe anche un\u2019opposizione legittima, come avviene nei pi\u00f9 comuni parlamenti. Non ci sarebbe pi\u00f9 conflitto di classe tra dominatori e dominati, ma armonia, congruenza, solidariet\u00e0. La figura del preside sindaco \u00e8 pi\u00f9 bella, avvincente, di un podest\u00e0. Ci sarebbe resilienza sociale. Ci sarebbe pi\u00f9 raccordo col territorio, pi\u00f9 presenza viva delle istituzioni scolastiche nel contesto geo-storico in cui operano. Altrimenti le scuole continuano ad essere come citt\u00e0 volanti o castelli erranti di\u00a0<em>Howl<\/em>. Questo \u00e8 il dramma delle futuristiche\u00a0<em>citta che salgono.\u00a0<\/em>I presidi divengono emanazioni della scuola. Naturalmente dovrebbero formarsi coloro che vengono eletti a tutta la legislazione scolastica, questo \u00e8 ovvio! Non ci sarebbe pi\u00f9 distacco tra chi guida e chi \u00e8 guidato, tra generali e soldati. Il consiglio di istituto sarebbe espressione dell\u2019esecutivo, il collegio docenti del legislativo e si potrebbe prevedere un organismo di controllo, una piccola corte costituzionale. Le scuole, oramai, sono accorpate in istituzioni plurivalenti, equiparabili a veri e proprie comunit\u00e0, tipo piccoli borghi. Se lo stesso processo si innestasse nella sanit\u00e0 e negli altri settori dell\u2019ordine pubblico si raggiungerebbe una coscienza sociale pi\u00f9 viva. Assistiamo spesso delusi al crescente effetto forbice che divide paese legale e paese reale: nessuno va pi\u00f9 a votare, i giovani si allontanano dalla politica. Cos\u00ec sarebbe anche pi\u00f9 facile per i giovani trovar lavoro dopo la scuola. Non ci sarebbero pi\u00f9 le scuole astronavi anacronistiche che ogni tanto scendono sul pianeta terra per scaricare il loro equipaggio. Che se ne fa il giovane di un diploma, di una licenza, se non viene compreso dal mondo, se non trova il senso della sua esistenza? Se sar\u00e0 costretto a fare un lavoro alienante con stipendiucci da manovalanza? Come gli studenti eleggono i loro rappresentanti di istituto, cos\u00ec i docenti dovrebbero essere messi in condizione di eleggere i loro rappresentanti. Sarebbe un esperimento di parlamentarismo scolastico naturalmente monocamerale. Se vogliamo favorire questa benedetta democrazia e non lamentarci poi di derive antidemocratiche dobbiamo ripartire dalle scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0<em>consiliarismo<\/em>\u00a0democratico deve essere autentico, altrimenti diventa un paraggio di facciata ed anche la repubblica rischia di diventare un facile idillio che la tradizione celebrativa rammenta. \u00c8 bello udire l\u2019inno di Mameli, ma soffermiamoci sulle battute, sul dramma del popolo che esso racchiude, su un viaggio tra luci e ombre che ha portato l\u2019Italia alla redenzione politica, sociale ed economica. L\u2019anelito di libert\u00e0 viene soffocato dal mare di carta, dall\u2019oppressione. L\u2019avvertiamo in questi disagi, espressi o latenti, che serpeggiano nelle coscienze. C\u2019\u00e8 una forte esigenza di rinnovamento.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Mi viene in mente M. Vegetti, \u201cIl coltello e lo stilo\u201d del 1979, un grande classico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0G. Pascoli, \u201cLa Grande Proletaria s\u2019\u00e8 mossa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0<em>Bellum omnium contra omnes<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0Cfr. A. Schiavone, \u201cLa storia spezzata. Roma antica e occidente moderno\u201d, Einaudi, Torino 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0<em>Corruptissima re publica plurimae leges<\/em>\u00a0(\u201cAnn.\u201d III,27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0Cfr. V. Andreoli, \u201cL\u2019uomo di vetro\u201d, Rizzoli, Milano 2008.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0Cfr. A. Macintyre, \u201cDopo la virt\u00f9\u201d, Armando, Roma 2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/#_ftnref8\">[8]<\/a>\u00a0I. Kant, \u201cRisposta alla domanda. Che cos\u2019\u00e8 l\u2019Illuminismo?\u201d, 1784.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/20\/la-carica-dei-presidi-sia-elettiva\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Vincenzo Capodiferro) Se si capita in una delle ennesime riunioni, in cui, ricordando scherzosamente il cinema antico, solo Fantozzi riesce a scorgere il \u201cMegadirettore Galattico\u201d, veramente si pu\u00f2 scorgere la scuola di carta. Oramai da decenni si combatte nelle trincee scolastiche, soldati della formazione, insieme agli allievi, fanti della trincea da prestazione nell\u2019arena del verificazionismo, il quale mette contro duci e militi, mentre il fallibilismo popperiano potrebbe farli incontrare. L\u2019arma \u00e8 sempre&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oQg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95496"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95496"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95496\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95497,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95496\/revisions\/95497"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95496"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95496"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95496"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}