{"id":95511,"date":"2026-05-21T12:38:18","date_gmt":"2026-05-21T10:38:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95511"},"modified":"2026-05-21T12:38:18","modified_gmt":"2026-05-21T10:38:18","slug":"il-pakistan-a-difesa-dellarabia-saudita-il-golfo-persico-nellera-delle-garanzie-incrociate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95511","title":{"rendered":"Il Pakistan a difesa dell\u2019Arabia Saudita: il Golfo Persico nell\u2019era delle garanzie incrociate"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8_JF-17-Thunder-1-002.jpg\" width=\"391\" height=\"204\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo schieramento di 8.000 soldati pakistani, di uno squadrone di caccia JF-17\u00a0 Thunder (Nella foto) e di un sistema cinese di difesa aerea HQ-9 (derivato dal russo S-300)in Arabia Saudita \u00e8 molto pi\u00f9 di un rafforzamento militare temporaneo. \u00c8 il segnale di una trasformazione profonda degli equilibri strategici nel Golfo. Per decenni, la sicurezza saudita \u00e8 stata costruita intorno a un pilastro quasi esclusivo: la protezione americana. Oggi quel pilastro non scompare, ma viene affiancato da nuove garanzie, nuove dipendenze e nuovi attori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La presenza pakistana nel regno saudita mostra che Riad non intende pi\u00f9 affidare la propria sicurezza a un solo garante. Gli Stati Uniti restano indispensabili, con i loro sistemi Patriot, THAAD, capacit\u00e0 di intelligence, basi regionali e influenza diplomatica. Ma l\u2019Arabia Saudita, davanti alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, al blocco di fatto dello Stretto di Hormuz e alla vulnerabilit\u00e0 delle rotte energetiche, cerca una profondit\u00e0 strategica ulteriore. E la trova in Pakistan, potenza musulmana, dotata di un esercito numeroso, di capacit\u00e0 missilistiche, di esperienza convenzionale e, soprattutto, di un arsenale nucleare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 questo il punto pi\u00f9 delicato. Nessuno dir\u00e0 apertamente che l\u2019Arabia Saudita si \u00e8 messa sotto l\u2019ombrello nucleare pakistano. Islamabad stessa appare prudente, quasi preoccupata dalle interpretazioni troppo esplicite circolate in ambienti sauditi. Ma la percezione conta. E nel linguaggio della deterrenza, la percezione \u00e8 parte della realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dispiegamento pakistano va letto nel contesto della guerra contro l\u2019Iran. Gli attacchi iraniani con droni e missili contro gli Stati del Golfo hanno mostrato ci\u00f2 che gi\u00e0 si sapeva ma che molti preferivano non dire: le monarchie del Golfo sono ricchissime, armate, protette, ma anche vulnerabili. Le loro citt\u00e0, raffinerie, porti, basi aeree, oleodotti e impianti di desalinizzazione sono bersagli ad alto valore strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Arabia Saudita ha gi\u00e0 conosciuto questa vulnerabilit\u00e0 con gli attacchi contro le sue infrastrutture petrolifere negli anni passati. Ora il rischio \u00e8 pi\u00f9 ampio. Non riguarda solo il petrolio, ma l\u2019intero sistema di sopravvivenza economica del regno: energia, esportazioni, acqua, finanza, logistica e stabilit\u00e0 interna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo quadro, l\u2019arrivo di forze pakistane non \u00e8 soltanto un gesto di amicizia militare. \u00c8 una risposta alla domanda fondamentale che attraversa oggi Riad: se la guerra regionale si allarga, chi combatter\u00e0 davvero per difendere il regno?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Stati Uniti possono farlo, ma a un prezzo politico crescente. Gli alleati occidentali possono contribuire, ma con molte esitazioni. Il Pakistan, invece, offre una garanzia diversa: musulmana, storica, militare, meno esposta al giudizio dell\u2019opinione pubblica occidentale e pi\u00f9 compatibile con la narrativa saudita di difesa del mondo islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>JF-17 e HQ-9: la Cina entra dalla porta pakistana<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La composizione del dispiegamento \u00e8 altrettanto importante. I caccia JF-17 sono frutto della cooperazione tra Pakistan e Cina. Il sistema HQ-9 \u00e8 cinese. La loro presenza in Arabia Saudita significa che il regno non sta soltanto ospitando soldati pakistani: sta accogliendo, indirettamente, anche tecnologia militare cinese in uno spazio storicamente dominato dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo crea un quadro inedito. In Arabia Saudita operano gi\u00e0 sistemi Patriot e THAAD americani, cio\u00e8 due pilastri della difesa aerea occidentale. Accanto a essi arriva ora una componente cinese mediata dal Pakistan. Dal punto di vista tecnico, l\u2019integrazione tra sistemi americani e cinesi \u00e8 complessa e politicamente sensibile. Dal punto di vista geopolitico, \u00e8 ancora pi\u00f9 significativa: Riad sta diversificando non solo i fornitori, ma l\u2019intero ecosistema della propria sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per Washington \u00e8 un segnale ambiguo. Da un lato, il rafforzamento saudita contro l\u2019Iran serve anche agli interessi americani. Dall\u2019altro, la penetrazione di sistemi cinesi nel Golfo incrina il monopolio tecnologico statunitense. La Cina non ha bisogno di sostituire gli Stati Uniti per aumentare la propria influenza. Le basta inserirsi nelle intercapedini lasciate dalla diffidenza verso Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Pakistan diventa cos\u00ec una cerniera. \u00c8 legato storicamente all\u2019Arabia Saudita, dipende economicamente dagli aiuti e dai prestiti del Golfo, coopera militarmente con la Cina e mantiene una relazione complessa con gli Stati Uniti. Proprio per questo \u00e8 utile a Riad: porta uomini, armi, esperienza e una rete di rapporti che allarga il margine saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Hormuz, Bab el-Mandeb e la geografia dell\u2019assedio energetico<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi delle rotte marittime d\u00e0 al dispiegamento un significato ancora pi\u00f9 ampio. Lo Stretto di Hormuz, stretto tra Iran e Oman, \u00e8 diventato un punto di blocco tra forze contrapposte. Da l\u00ec passa una quota decisiva dell\u2019energia mondiale. Se Hormuz si chiude o diventa troppo rischioso, il prezzo del petrolio sale, le assicurazioni esplodono, le petroliere cambiano rotta e l\u2019intera economia globale entra in tensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma per l\u2019Arabia Saudita il problema non si limita a Hormuz. La costa occidentale guarda al Mar Rosso e quindi a Bab el-Mandeb, altro collo di bottiglia strategico, gi\u00e0 minacciato in passato dagli attacchi degli Houthi. In sostanza, Riad \u00e8 una potenza energetica che dipende da passaggi marittimi vulnerabili su due lati. A est Hormuz, a ovest Bab el-Mandeb. In mezzo, infrastrutture vitali che devono essere protette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dispiegamento pakistano serve quindi anche a dare profondit\u00e0 difensiva al regno. Non basta difendere il cielo. Bisogna proteggere i confini, i porti, le basi, i terminali energetici, le vie terrestri e, se necessario, partecipare alla sicurezza marittima. Non a caso l\u2019accordo prevede la possibilit\u00e0 di schierare un contingente ben pi\u00f9 ampio, fino a 80.000 soldati, e anche navi da guerra pakistane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo significa che l\u2019intesa tra Riad e Islamabad non \u00e8 simbolica. \u00c8 pensata per scenari di guerra vera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La dimensione economica \u00e8 altrettanto importante. Il Pakistan attraversa da anni una condizione finanziaria fragile. Ha bisogno di sostegno esterno, prestiti, investimenti, energia a condizioni favorevoli e appoggi diplomatici. L\u2019Arabia Saudita, al contrario, ha bisogno di sicurezza, manodopera militare qualificata, profondit\u00e0 strategica e un partner musulmano capace di compensare l\u2019incertezza americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto \u00e8 quindi uno scambio geoeconomico: Islamabad offre sicurezza, Riad offre ossigeno finanziario. Quando gli Emirati Arabi Uniti avrebbero ritirato un prestito da 3 miliardi di dollari al Pakistan in seguito alla mediazione tra Stati Uniti e Iran, l\u2019Arabia Saudita \u00e8 intervenuta offrendo sostegno. Questo passaggio mostra anche la competizione interna al Golfo. Riad e Abu Dhabi non sono semplicemente alleati. Sono partner, rivali, competitori per influenza, reti militari, porti, milizie, governi locali e corridoi strategici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Pakistan, in questo gioco, pu\u00f2 diventare uno strumento saudita per riequilibrare l\u2019attivismo degli Emirati. La consegna di armi al governo della Libia orientale guidato da Khalifa Haftar, se confermata nel quadro di un accordo finanziato da Riad, mostra come Islamabad possa essere usata anche fuori dal Golfo, in teatri dove sauditi ed emiratini cercano influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sicurezza diventa cos\u00ec merce strategica. I soldati pakistani, gli aerei, i sistemi antiaerei e le eventuali forniture belliche non sono soltanto strumenti militari. Sono moneta di scambio politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>La Turchia sullo sfondo e il triangolo sunnita<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La possibilit\u00e0 di estendere il patto di sicurezza alla Turchia apre uno scenario ancora pi\u00f9 interessante. Se Arabia Saudita, Pakistan e Turchia costruissero un coordinamento militare pi\u00f9 strutturato, nascerebbe una sorta di triangolo sunnita con capacit\u00e0 convenzionali rilevanti, profondit\u00e0 demografica, industria militare in crescita e, nel caso pakistano, deterrenza nucleare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma non sarebbe un\u2019alleanza semplice. Ankara ha ambizioni proprie. Riad non vuole subordinarsi a nessuno. Islamabad cerca risorse ma non vuole essere trascinata in guerre che possano incendiare il rapporto con l\u2019Iran o complicare la propria sicurezza interna. Inoltre, la Turchia ha rapporti articolati con Qatar, Russia, Ucraina, NATO e Asia centrale. Ogni convergenza con Riad avrebbe quindi limiti e contraddizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, il solo fatto che se ne discuta mostra una tendenza: il Medio Oriente non \u00e8 pi\u00f9 interamente organizzato intorno all\u2019asse Stati Uniti-Israele-monarchie del Golfo. Sta nascendo una rete pi\u00f9 mobile, fatta di alleanze parziali, garanzie incrociate, fornitori multipli e potenze regionali che cercano di proteggersi dall\u2019imprevedibilit\u00e0 americana e dall\u2019aggressivit\u00e0 iraniana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal punto di vista militare, l\u2019arrivo del Pakistan in Arabia Saudita ha tre funzioni principali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima \u00e8 difensiva. Rafforza la protezione del territorio saudita contro droni, missili e possibili incursioni. Il sistema HQ-9 aggiunge una componente ulteriore alla difesa aerea, mentre i JF-17 aumentano la capacit\u00e0 di pattugliamento e risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La seconda \u00e8 deterrente. La presenza pakistana comunica all\u2019Iran che un eventuale attacco al regno potrebbe coinvolgere una potenza esterna non occidentale, difficile da trattare come semplice estensione degli Stati Uniti. Questo complica i calcoli di Teheran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La terza \u00e8 politica. Riad mostra ai propri cittadini, agli alleati e agli avversari che non \u00e8 sola. Dopo anni in cui la protezione americana \u00e8 apparsa meno automatica, la monarchia cerca di dimostrare di avere alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Restano per\u00f2 limiti importanti. Un contingente pakistano, per quanto numeroso, non pu\u00f2 sostituire la superiorit\u00e0 tecnologica americana. I sistemi cinesi possono creare problemi di interoperabilit\u00e0. L\u2019Arabia Saudita rischia di moltiplicare i fornitori senza costruire un comando realmente integrato. E il Pakistan dovr\u00e0 evitare di apparire come un esercito mercenario al servizio di Riad, perch\u00e9 questo avrebbe costi politici interni e regionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>La nuova mappa del potere nel Golfo<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dato centrale \u00e8 che l\u2019Arabia Saudita sta ridisegnando il proprio sistema di sicurezza. Non rompe con Washington, ma non si fida pi\u00f9 di una protezione esclusiva. Non si consegna alla Cina, ma accetta tecnologia cinese attraverso il Pakistan. Non dichiara un ombrello nucleare pakistano, ma lascia che l\u2019ambiguit\u00e0 lavori a suo favore. Non vuole una guerra diretta con l\u2019Iran, ma si prepara a sostenere una pressione militare lunga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 il realismo saudita nella sua forma pi\u00f9 chiara. Riad ha capito che il mondo non \u00e8 pi\u00f9 unipolare. Gli Stati Uniti sono ancora fortissimi, ma pi\u00f9 esigenti, pi\u00f9 imprevedibili, pi\u00f9 selettivi. L\u2019Iran resta una minaccia strutturale. La Cina \u00e8 un partner economico e tecnologico indispensabile. Il Pakistan \u00e8 un fornitore di sicurezza. La Turchia pu\u00f2 diventare un complemento. Gli Emirati sono alleati ma anche concorrenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo mosaico, il regno cerca di diventare non un semplice protetto, ma un regista. Compra armi, finanzia alleanze, sostiene partner, diversifica garanzie, costruisce profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dispiegamento pakistano \u00e8 quindi una notizia militare, ma anche una notizia geopolitica e geoeconomica. Dice che la sicurezza del Golfo non sar\u00e0 pi\u00f9 gestita da un solo centro di potere. Dice che la guerra con l\u2019Iran sta accelerando la regionalizzazione della deterrenza. Dice che l\u2019Arabia Saudita vuole proteggere il proprio petrolio, il proprio territorio e la propria monarchia con tutti gli strumenti disponibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E dice, soprattutto, che il Medio Oriente del futuro non sar\u00e0 meno militarizzato. Sar\u00e0 pi\u00f9 armato, pi\u00f9 stratificato, pi\u00f9 dipendente da accordi opachi e da garanzie incrociate. Un mondo nel quale il confine tra alleanza, protezione, affitto di potenza e deterrenza nucleare diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 sottile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Foto PAC<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/05\/il-pakistan-a-difesa-dellarabia-saudita-il-golfo-persico-nellera-delle-garanzie-incrociate\/?_gl=1*1xt1bx2*_up*MQ..*map__ga*OTc0NzgzMDE2LjE3NzkzNTk4MjY.*map__ga_QBRKXG4M97*czE3NzkzNTk4MjYkbzEkZzEkdDE3NzkzNTk4MjgkajU4JGwwJGgw\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/05\/il-pakistan-a-difesa-dellarabia-saudita-il-golfo-persico-nellera-delle-garanzie-incrociate\/?_gl=1*1xt1bx2*_up*MQ..*map__ga*OTc0NzgzMDE2LjE3NzkzNTk4MjY.*map__ga_QBRKXG4M97*czE3NzkzNTk4MjYkbzEkZzEkdDE3NzkzNTk4MjgkajU4JGwwJGgw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Giuseppe Gagliano) Lo schieramento di 8.000 soldati pakistani, di uno squadrone di caccia JF-17\u00a0 Thunder (Nella foto) e di un sistema cinese di difesa aerea HQ-9 (derivato dal russo S-300)in Arabia Saudita \u00e8 molto pi\u00f9 di un rafforzamento militare temporaneo. \u00c8 il segnale di una trasformazione profonda degli equilibri strategici nel Golfo. 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