{"id":95537,"date":"2026-05-25T10:30:16","date_gmt":"2026-05-25T08:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95537"},"modified":"2026-05-23T15:46:34","modified_gmt":"2026-05-23T13:46:34","slug":"la-crisi-irajiana-fa-unaltra-vittima-si-dimette-la-gabbard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95537","title":{"rendered":"La crisi iraniana fa un&#8217;altra vittima: si dimette la Gabbard"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di INSIDE OVER (Davide Malacaria)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95538\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/OVERCOME_20260523115418675_66a0bd6375ee90c347b52df3a7d1d4b9-e1779532819193-1536x781-1-300x153.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/OVERCOME_20260523115418675_66a0bd6375ee90c347b52df3a7d1d4b9-e1779532819193-1536x781-1-300x153.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/OVERCOME_20260523115418675_66a0bd6375ee90c347b52df3a7d1d4b9-e1779532819193-1536x781-1-1024x521.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/OVERCOME_20260523115418675_66a0bd6375ee90c347b52df3a7d1d4b9-e1779532819193-1536x781-1-768x391.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/OVERCOME_20260523115418675_66a0bd6375ee90c347b52df3a7d1d4b9-e1779532819193-1536x781-1.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00c8 possibile che il licenziamento\/dimissioni della Gabbard sia da collegarsi alla rivelazione esplosiva del NYTimes riguardante Ahmadinejad che Netanyahu avrebbe voluto intronizzare al vertice dell\u2019Iran dopo il (mancato) regime-chance.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante il forcing diplomatico la crisi iraniana resta in sospeso. Il Pakistan ha intensificato notevolmente il suo attivismo e, alle ripetute visite del ministro dell\u2019Interno Mohsin Naqvi a Teheran, ha fatto seguito quella del Capo di Stato Maggiore, il feldmaresciallo Asim Munir, in un primo tempo annullata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo sbarco di Munir, che ieri ha incontrato la leadership iraniana, \u00e8 avvenuto in parallelo alla partenza del Primo ministro pakistano Shehbaz Sharif verso la Cina, il convitato di pietra di questa crisi a motivo dei suoi rapporti con l\u2019Iran e l\u2019interesse per la stabilizzazione del Golfo. Sharif rester\u00e0 per ben quattro giorni nel Regno di mezzo, tempistica prolungata che ne evidenzia l\u2019importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non solo il Pakistan, in Iran si \u00e8 precipitata anche una delegazione del Qatar, che finora ha mediato dietro le quinte. Insomma, il tempo si \u00e8 fatto breve. A tema non \u00e8 tanto un accordo quadro che risolva le questioni in sospeso, che sono poche ma al momento irrisolvibili date le divergenze tra le richieste americane e le legittime rivendicazioni iraniane (legittimate dall\u2019aggressione immotivata subita).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Piuttosto si sta negoziando per dar vita a un\u2019intesa provvisoria che chiuda le porte alla ripresa del conflitto e delinii una cornice entro la quale svolgere negoziati pi\u00f9 specifici sulle criticit\u00e0 in sospeso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se ieri sembrava che la visita di Munir avesse lo scopo di chiudere tale accordo provvisorio, come spiegavano alcuni media informati e non distorti dalla propaganda, a smentire tale prospettiva \u00e8 stata l\u2019agenzia iraniana Tansim. Cos\u00ec il comunicato: \u201cL\u2019arrivo del Capo di stato maggiore dell\u2019esercito pakistano non implica necessariamente un\u2019intesa definitiva o confermata riguardo al quadro iniziale di intesa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo riferisce il media libanese al Akhbar, che riporta le pressioni di Netanyahu su Trump per riprendere la guerra che, esplose marted\u00ec scorso in una telefonata tesa che ha fatto letteralmente infuriare il premier israeliano, continuano diuturne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A farsi latore dei messaggi di Netanyahu \u00e8 il genero di Trump Jared Kushner, dipendente dal premier israeliano da una vera e propria Sindrome di Stoccolma, che riferirebbe poi le reazioni del presidente americano all\u2019interlocutore mediorientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec, \u201csebbene Trump non abbia uno quadro soddisfacente per [riavviare] un confronto militare con l\u2019Iran, potrebbe alla fine non essere in grado di resistere alla pressione di Netanyahu\u201d, conclude al Akhbar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I media americani riferiscono informazioni contrastanti sulla crisi, interpretando i segnali inviati dal presidente in maniera divergente. Tra le altre cose, ha fatto notizia la sua decisione di non partecipare al matrimonio del figlio, che ha motivato con la necessit\u00e0 di seguire la vicenda iraniana e altro, da cui l\u2019interpretazione di preparativi per un prossimo attacco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma resta sibillina l\u2019aggiunta del presidente: \u201cSe partecipo, vengo ucciso. Se non partecipo, vengo ucciso, ovviamente dalle notizie false\u201d\u2026 dove la chiosa finale appare affatto posticcia, un\u2019appendice a una dichiarazione in cui si vuol dire e non dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dichiarazione sibillina che il fa il paio con una notizia del New York Post, media consegnato alle guerre infinite, secondo il quale un tizio legato ai Guardiani della rivoluzione avrebbe tentato di assassinare la figlia di Trump Ivanka. Disinformazione spazzatura usuale in criticit\u00e0 del genere, ma che non deve esser passata inosservata al presidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di certo le pressioni hanno fatto una prima vittima, la direttrice dell\u2019Intelligence nazionale Tulsi Gabbard, che ieri si \u00e8 dimessa dalla carica. La motivazione ufficiale \u00e8 il tumore del marito, che quindi la obbliga a diverse sollecitudini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Motivazione che reggerebbe se non fosse che i falchi avevano gi\u00e0 tentato di farla licenziare lo scorso aprile, infuriati perch\u00e9 la Gabbard aveva dichiarato che, prima dell\u2019aggressione americana, l\u2019Iran non stava affatto sviluppando l\u2019atomica, escamotage brandito per giustificare l\u2019attacco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Allora la crisi si era risolta con una bonaria tirata di orecchi di Trump che, al solito, per evitare di incorrere nelle ire dei falchi, aveva finto che a convincerlo a non licenziarla fosse stato Roger Stone, uno dei podcaster pi\u00f9 famosi d\u2019America e suo amico di lungo corso (telefonata che effettivamente era intercorsa, ma Trump era consapevole che l\u2019amico l\u2019avrebbe dissuaso\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Probabile, quindi, che le dimissioni (ovvero licenziamento) della Gabbard siano motivate dalla necessit\u00e0 di eliminare un personaggio scomodo e aprire la via alle bombe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sembra, cio\u00e8, un\u2019altra vittima americana della campagna militare contro l\u2019Iran, sulla scia di Charlie Kirk, il leader di TUPSA, movimento giovanile da lui fondato e allora di orientamento Maga, che lo scorso giugno aveva convinto Trump a evitare un conflitto alzo zero con l\u2019Iran a supporto dell\u2019attacco israeliano (Kirk \u00e8 stato ucciso il 10 settembre scorso, omicidio accreditato poco credibilmente a un ragazzo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Detto ci\u00f2, \u00e8 possibile anche che il licenziamento\/dimissioni della Gabbard sia invece da collegarsi alla rivelazione esplosiva riguardante la prospettiva del precedente scontro con Teheran, che nelle intenzioni di Netanyahu avrebbe dovuto innescare un regime change per intronizzare l\u2019ex presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rivelazione di cui abbiamo dato conto in note pregresse specificando che informazioni tanto imbarazzanti per Netanyahu quanto riservate dovevano per forza essere frutto di una soffiata pervenuta ai media dall\u2019interno dell\u2019intelligence Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma sia che le dimissioni della Gabbard dipendano dalla sua opposizione al conflitto con Teheran, sia che dipendano da un suo possibile coinvolgimento (diretto o indiretto che sia) nella rivelazione di cui sopra, quel che \u00e8 certo \u00e8 che l\u2019amministrazione Trump perde un\u2019altra figura ragionevole e il presidente cede per l\u2019ennesima volta alle pressioni dei falchi. Non \u00e8 un buon viatico per la crisi iraniana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Resta la mediazione, con tutte le complessit\u00e0 e possibilit\u00e0 del caso, ad oggi imperscrutabili date le troppe variabili in gioco e la fragilit\u00e0, il narcisismo, le acute contraddizioni dell\u2019ancor pi\u00f9 imperscrutabile presidente degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/guerra\/la-crisi-iraniana-fa-unaltra-vittima-si-dimette-la-gabbard.html\">https:\/\/it.insideover.com\/guerra\/la-crisi-iraniana-fa-unaltra-vittima-si-dimette-la-gabbard.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDE OVER (Davide Malacaria) \u00c8 possibile che il licenziamento\/dimissioni della Gabbard sia da collegarsi alla rivelazione esplosiva del NYTimes riguardante Ahmadinejad che Netanyahu avrebbe voluto intronizzare al vertice dell\u2019Iran dopo il (mancato) regime-chance. 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