{"id":95580,"date":"2026-05-28T09:30:42","date_gmt":"2026-05-28T07:30:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95580"},"modified":"2026-05-26T10:06:40","modified_gmt":"2026-05-26T08:06:40","slug":"il-baltico-la-miccia-piu-pericolosa-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95580","title":{"rendered":"Il Baltico, la miccia pi\u00f9 pericolosa del mondo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><strong>di LAFIONDA (Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: left\">\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2374588-eamyv-564201355_highres.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/2374588-eamyv-564201355_highres.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"info-post\" style=\"text-align: left\"><span class=\"span-info\"><i class=\"fas fa-calendar-alt\"><\/i>26 Mag , 2026<\/span>|<span class=\"span-info\"><i class=\"fas fa-user\"><\/i><a class=\"author url fn\" title=\"Articoli di Giuseppe Gagliano\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/author\/gagliano\/\" rel=\"author\">Giuseppe Gagliano<\/a><\/span><span class=\"sep-cat sep-cat-margin\">\u00a0|\u00a0<\/span><i class=\"fas fa-angle-double-right\"><\/i><a title=\"2026\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/archivio\/2026\/\">2026<\/a><span class=\"sep-cat sep-cat-margin\">\u00a0|\u00a0<\/span><i class=\"fas fa-angle-double-right\"><\/i><a title=\"Visioni\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/visioni\/\">Visioni<\/a><\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: left\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Droni, Nato e Russia: quando l\u2019Europa smette di parlare e comincia a preparare la guerra<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto pi\u00f9 pericoloso del mondo non \u00e8 pi\u00f9 soltanto la linea del fronte ucraino, n\u00e9 il Medio Oriente, n\u00e9 Taiwan. \u00c8 il Baltico. \u00c8 l\u00ec che oggi si concentra il rischio pi\u00f9 grave di una guerra diretta tra Nato e Russia. Estonia, Lettonia e Lituania sono piccoli Paesi, ma occupano una posizione enorme nella nuova geografia della paura europea. Sono il confine nervoso tra l\u2019Alleanza Atlantica e Mosca, il luogo dove un drone fuori rotta, un attacco non rivendicato, una risposta russa o una dichiarazione troppo avventata possono trasformarsi in crisi continentale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nodo \u00e8 l\u2019escalation. Da anni la guerra in Ucraina procede per gradini: prima le sanzioni, poi le armi leggere, poi i carri armati, poi i missili a lungo raggio, poi gli attacchi in profondit\u00e0 sul territorio russo. Ora si arriva alla questione pi\u00f9 delicata: droni che colpiscono la Russia e che, secondo le accuse e le ammissioni parziali emerse nel dibattito, avrebbero a che fare con lo spazio baltico. La Nato inizialmente nega, poi ammette che il problema esiste, ma sostiene che Kiev non avrebbe il diritto di utilizzare quei territori. Eppure, se qualcosa accade, la colpa viene comunque attribuita a Mosca. \u00c8 il meccanismo classico dell\u2019escalation senza responsabilit\u00e0: si aumenta il rischio, ma si pretende che solo l\u2019avversario sia responsabile della crisi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero vuoto \u00e8 diplomatico. Da pi\u00f9 di quattro anni Europa e Russia non parlano realmente. Non esiste un negoziato serio, non esiste un tavolo stabile, non esiste una volont\u00e0 politica di ascoltare le ragioni strategiche dell\u2019altro. Le capitali europee parlano di Mosca, contro Mosca, mai con Mosca. E quando la diplomazia viene espulsa, resta solo la logica militare.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo vuoto si sono imposte le voci pi\u00f9 dure: Paesi baltici e Polonia. La loro ostilit\u00e0 verso la Russia nasce da traumi storici reali, ma proprio per questo non pu\u00f2 diventare la linea generale di un continente di centinaia di milioni di abitanti. \u00c8 sorprendente che l\u2019Europa abbia affidato di fatto la propria voce pi\u00f9 visibile a un\u2019area politicamente e psicologicamente dominata dalla paura russa. Il risultato \u00e8 che la prudenza delle grandi potenze europee \u00e8 stata sostituita dall\u2019impulso dei Paesi di frontiera.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Germania, che avrebbe dovuto frenare, sembra invece spingere. Berlino ha una responsabilit\u00e0 particolare: nel 1990 fu protagonista della riunificazione tedesca e delle promesse fatte all\u2019Unione Sovietica sul futuro della Nato; nel 2015 fu garante, insieme alla Francia, degli accordi di Minsk 2; oggi avrebbe il dovere storico di impedire una nuova guerra europea. Invece parla di riarmo, di preparazione militare, di nuova centralit\u00e0 strategica. Il cancelliere Merz viene rappresentato come il simbolo di questa svolta: nessuna scintilla diplomatica, nessuna iniziativa verso Mosca, nessun tentativo di far incontrare ministri degli Esteri o capi di governo. Solo rimilitarizzazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Francia segue un\u2019altra ambiguit\u00e0. Macron invoca l\u2019autonomia strategica europea, e in teoria avrebbe ragione: dopo ottant\u2019anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, l\u2019Europa dovrebbe poter decidere senza dipendere dagli Stati Uniti. Ma se l\u2019autonomia viene costruita come ostilit\u00e0 verso la Russia, allora non \u00e8 vera autonomia. \u00c8 solo atlantismo con bandiera europea. A questo si aggiunge il Regno Unito, che da secoli coltiva una diffidenza strutturale verso Mosca. Ne nasce una miscela pericolosa: Baltico aggressivo, Germania in riarmo, Francia ambigua, Londra bellicosa, Commissione europea priva di autentica funzione diplomatica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Ucraina, dal canto suo, ha una logica chiara. Non pu\u00f2 sconfiggere da sola la Russia. Quindi ha interesse ad allargare la guerra. Ogni attacco in profondit\u00e0, ogni drone contro il territorio russo, ogni operazione contro infrastrutture sensibili, persino contro elementi collegati alla triade nucleare russa, serve ad alzare la posta. Kiev cerca di provocare una risposta tale da trascinare l\u2019Europa dentro il conflitto. \u00c8 la stessa logica con cui Israele tenta spesso di coinvolgere gli Stati Uniti in guerre regionali pi\u00f9 vaste: quando non si pu\u00f2 vincere da soli, si cerca di trascinare il protettore dentro la battaglia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vertice Nato di Bucarest del 2008 resta uno snodo decisivo. Allora si promise che Ucraina e Georgia sarebbero entrate un giorno nell\u2019Alleanza. Angela Merkel cap\u00ec che quella formula poteva essere interpretata da Mosca come una dichiarazione di guerra. Si oppose a un calendario formale, ma accett\u00f2 la dichiarazione politica finale. Da quel momento la moderazione tedesca cominci\u00f2 a cedere.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi venne il 2014. A Kiev, dopo un accordo per evitare il collasso istituzionale e accompagnare Yanukovych verso nuove elezioni, il potere cambi\u00f2 mano in modo extracostituzionale. Gli Stati Uniti riconobbero subito il nuovo assetto. La Germania si adegu\u00f2. Nel 2015 Minsk 2 avrebbe dovuto fermare la guerra nel Donbass: autonomia sostanziale per Donetsk e Luhansk dentro l\u2019Ucraina, fine dei combattimenti, garanzia franco-tedesca, approvazione unanime del Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu. Ma l\u2019accordo non fu applicato. Peggio: anni dopo fu presentato quasi come uno strumento per guadagnare tempo e armare Kiev.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 la memoria rimossa dell\u2019Europa. Si cancellano il 1990, Bucarest, Maidan, Minsk, l\u2019abbandono del Trattato sui missili antibalistici, il deterioramento del controllo degli armamenti. Resta solo una storia infantile: la Russia \u00e8 il male assoluto, la Nato \u00e8 pace, l\u2019Occidente \u00e8 innocente. Chi ricorda la complessit\u00e0 viene accusato di ripetere la linea del Cremlino.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano militare, il Baltico \u00e8 un incubo strategico. \u00c8 uno spazio stretto, densissimo, pieno di infrastrutture critiche, radar, basi, truppe avanzate, sistemi di difesa aerea, rotte marittime, comunicazioni e vulnerabilit\u00e0. In caso di incidente, i tempi di decisione sarebbero brevissimi. Non ci sarebbe spazio per una diplomazia lenta. Una ritorsione russa, un abbattimento, un drone caduto su territorio Nato, una risposta sproporzionata potrebbero mettere in moto l\u2019articolo 5 o almeno una pressione politica per invocarlo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 che una guerra Nato-Russia non avrebbe vincitori. Sarebbe una strage. Il rischio di passare dalla guerra convenzionale alla minaccia nucleare non \u00e8 propaganda: \u00e8 inscritto nella natura stessa del confronto tra potenze nucleari. Ecco perch\u00e9 parlare con leggerezza di guerra entro il 2029, di ombrello nucleare europeo, di droni contro Mosca, di riarmo tedesco, significa normalizzare l\u2019impensabile.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano economico, l\u2019Europa ha gi\u00e0 perso. La rottura con la Russia ha colpito energia, industria, competitivit\u00e0, finanze pubbliche. La Germania, privata dell\u2019energia russa a basso costo, vede indebolirsi il proprio modello industriale. I Paesi baltici ottengono centralit\u00e0 politica, ma diventano bersagli avanzati. Gli Stati Uniti, invece, rafforzano la loro presa: vendono gas, armi, tecnologie, protezione strategica. Pi\u00f9 cresce la paura della Russia, pi\u00f9 cresce la dipendenza europea da Washington.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conclusione \u00e8 brutale. Il Baltico \u00e8 pericoloso non solo perch\u00e9 confina con la Russia, ma perch\u00e9 concentra tutte le patologie della politica europea: paura storica, odio ideologico, assenza di diplomazia, subordinazione agli Stati Uniti, riarmo tedesco, ambizione francese, disperazione ucraina. L\u2019Europa voleva difendere la propria sicurezza. Rischia di trasformarsi nel campo di battaglia della guerra che non ha saputo impedire.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/26\/il-baltico-la-miccia-piu-pericolosa-del-mondo\/\" data-a2a-title=\"Il Baltico, la miccia pi\u00f9 pericolosa del mondo\"><a class=\"a2a_button_facebook\" title=\"Facebook\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/#facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><span class=\"a2a_label\">Facebook<\/span><\/a><a class=\"a2a_button_twitter\" title=\"Twitter\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/#twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><span class=\"a2a_label\">Twitter<\/span><\/a><a class=\"a2a_button_whatsapp\" title=\"WhatsApp\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/#whatsapp\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><span class=\"a2a_label\">WhatsApp<\/span><\/a><a class=\"a2a_button_telegram\" title=\"Telegram\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/#telegram\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><span class=\"a2a_label\">Telegram<\/span><\/a><a class=\"a2a_button_copy_link\" title=\"Copy Link\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/#copy_link\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><span class=\"a2a_label\">Copy Link<\/span><\/a><a class=\"a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share\" href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafionda.org%2F2026%2F05%2F26%2Fil-baltico-la-miccia-piu-pericolosa-del-mondo%2F&amp;title=Il%20Baltico%2C%20la%20miccia%20pi%C3%B9%20pericolosa%20del%20mondo\"><span class=\"a2a_label a2a_localize\" data-a2a-localize=\"inner,Share\">Condividi<\/span><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left\">Di:\u00a0<span class=\"nome-autore\"><a class=\"author url fn\" title=\"Articoli di Giuseppe Gagliano\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/author\/gagliano\/\" rel=\"author\">Giuseppe Gagliano<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/26\/il-baltico-la-miccia-piu-pericolosa-del-mondo\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/26\/il-baltico-la-miccia-piu-pericolosa-del-mondo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LAFIONDA (Giuseppe Gagliano) 26 Mag , 2026|Giuseppe Gagliano\u00a0|\u00a02026\u00a0|\u00a0Visioni Droni, Nato e Russia: quando l\u2019Europa smette di parlare e comincia a preparare la guerra Il punto pi\u00f9 pericoloso del mondo non \u00e8 pi\u00f9 soltanto la linea del fronte ucraino, n\u00e9 il Medio Oriente, n\u00e9 Taiwan. \u00c8 il Baltico. \u00c8 l\u00ec che oggi si concentra il rischio pi\u00f9 grave di una guerra diretta tra Nato e Russia. 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