{"id":95704,"date":"2026-06-03T10:00:27","date_gmt":"2026-06-03T08:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95704"},"modified":"2026-06-03T07:39:56","modified_gmt":"2026-06-03T05:39:56","slug":"cercasi-negoziatore-europeo-il-ruolo-che-nessuno-vuole-o-puo-ricoprire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95704","title":{"rendered":"Cercasi negoziatore europeo: il ruolo che nessuno vuole o pu\u00f2 ricoprire"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ANALISI DIFESA (Maurizio Boni)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/HJP3IQCWAAAKIt0-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"610\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una poltrona che brucia a Bruxelles. Da mesi si discute se l\u2019Unione Europea debba nominare un inviato speciale per i negoziati con la Russia. Il problema non \u00e8 trovare un nome, piuttosto, \u00e8 che il mandato stesso \u00e8 svuotato in partenza, e il sistema politico europeo ha costruito, mattone dopo mattone, tutte le ragioni per le quali tale mandato non pu\u00f2 essere conferito a nessuno.<\/p>\n<p>Basta\u00a0<a href=\"https:\/\/www.euronews.com\/my-europe\/2026\/05\/28\/eu-will-never-be-a-neutral-mediator-between-ukraine-and-russia-says-kallas\">leggere le dichiarazioni<\/a>\u00a0de l\u2019Alto Rappresentante per gli Affari Esteri Kaja Kallas, al termine della riunione informale dei ministri degli Esteri a Limassol, a Cipro:\u00a0<em>l\u2019Europa non sar\u00e0 mai un mediatore neutrale tra Russia e Ucraina, perch\u00e9 siamo dalla parte dell\u2019Ucraina e difendiamo i nostri interessi di sicurezza.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-197893 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/HIIvxsoW4AARol0-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Una dichiarazione che chiude la questione sul piano logico poich\u00e9 un negoziatore che rappresenta una delle parti non svolge la funzione di mediatore. La credibilit\u00e0 di un interlocutore con Mosca dipende, per definizione, dall\u2019equidistanza percepita. Senza di essa, qualunque inviato europeo seduto al tavolo con i russi sar\u00e0 letto a Mosca non come un\u2019alternativa al modello americano, ma come un\u2019estensione di esso, in versione pi\u00f9 ideologica e meno pragmatica.<\/p>\n<p>Eppure, la domanda rimane aperta, e non solo per ragioni formali. Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno progressivamente ridotto il loro impegno nella gestione diplomatica del conflitto ucraino.<\/p>\n<p>Il New York Times ha riferito che i russi si sono mostrati stanchi delle visite periodiche dell\u2019inviato speciale Steve Witkoff e del genero presidenziale Jared Kushner e vogliono\u00a0<em>un processo stabile e diplomatico, con gruppi di lavoro e incontri regolari. \u00a0<\/em>Inoltre, sempre secondo il giornale, i russi vogliono anche un ambasciatore americano in Russia,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2026\/05\/31\/us\/politics\/trump-iran-stalemate-ukraine-gaza.html\">una posizione aperta, sorprendentemente, da quasi un anno.<\/a><\/p>\n<p>In questo vuoto americano, l\u2019Europa avrebbe teoricamente lo spazio per inserirsi. Ma non ne ha la credibilit\u00e0 strutturale perch\u00e9 il ceto dirigente europeo ha scelto di essere parte belligerante sul piano del sostegno militare, e ha costruito su questa scelta tutta la sua narrativa identitaria (in crisi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La svolta tedesca dall\u2019autocontrollo all\u2019escalation<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il caso tedesco illustra meglio di ogni altro questa traiettoria. Il 26 febbraio 2024, il cancelliere Olaf Scholz si era opposto con forza alla fornitura dei missili da crociera Taurus KEPD 350 (l\u2019equivalente dei missili Storm Shadows e SCALP britannici e francesi) all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>In una conferenza organizzata dall\u2019Agenzia di stampa tedesca Deutsche Press Agentur, e ripresa anche da Associated Press,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.agenzianova.com\/a\/65dc9cba350b54.42161410\/4915550\/2024-02-26\/ucraina-scholz-germania-non-diventera-mai-belligerante-no-ai-missili-taurus\">aveva dichiarato<\/a>\u00a0nel febbraio del 2024: \u201c<em>Non dobbiamo essere in nessun caso collegati agli obiettivi che questo sistema raggiunge. E questa chiarezza \u00e8 necessaria. Sono stupito che ad alcune persone non importi nemmeno, che non pensino nemmeno al fatto che ci\u00f2 potrebbe in una certa misura portare alla partecipazione a una guerra.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-197894 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/HJ0UKetW4AADY_p.jpg\" alt=\"\" width=\"282\" height=\"283\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>La posizione di Scholz era ancorata a una valutazione precisa del rischio di coinvolgimento tedesco nel conflitto. I Taurus hanno una gittata di 500 chilometri: consegnarli senza assicurare che personale tedesco non partecipasse alla selezione degli obiettivi avrebbe, nell\u2019analisi di Scholz, trasformato la Germania in parte belligerante. Era una posizione giuridicamente fondata, politicamente coraggiosa, strategicamente prudente.<\/p>\n<p>Il suo successore Friedrich Merz ha invertito questa logica senza tuttavia assumerne le conseguenze dichiarate. Il 26 maggio 2025 ha affermato che non esistono pi\u00f9 limitazioni di gittata per le armi occidentali fornite all\u2019Ucraina, precisando il giorno successivo di star descrivendo una politica gi\u00e0 in vigore da mesi. Il 29 maggio 2025, in un\u2019intervista al programma heute journal dell\u2019emittente ZDF, ha risposto alla domanda sulla fornitura dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.yahoo.com\/news\/taurus-missiles-ukraine-within-realm-073318917.html?guccounter=1\">Taurus affermando che \u201c<em>ovviamente l\u2019opzione era possibile<\/em><\/a>\u201d.<\/p>\n<p>Ha aggiunto che l\u2019addestramento richiederebbe mesi e che Berlino \u00e8 concentrata sull\u2019assistenza immediata, ma la rottura con la posizione del predecessore \u00e8 netta. La reazione di Mosca \u00e8 stata immediata: la Russia ha minacciato di considerare la Germania parte belligerante qualora i Taurus venissero impiegati contro obiettivi russi.<\/p>\n<p>Merz ha scelto di non rispondere a questa minaccia con una rettifica, e il governo tedesco ha deciso di ridurre la trasparenza pubblica sulle future forniture di armamenti per motivi di sicurezza.<\/p>\n<p>Quel che colpisce non \u00e8 tanto la questione tecnica dei Taurus, quanto ci\u00f2 che essa rappresenta, vale a dire: il transito da una politica di deterrenza e contenimento a una politica di partecipazione funzionale alla guerra.<\/p>\n<p>Il ministro della Difesa Pistorius\u00a0<a href=\"https:\/\/germany.news-pravda.com\/en\/world\/2026\/05\/19\/132834.html\">ha fornito la cornice ideologica<\/a>\u00a0di questo transito: \u201c<em>Ricordiamo la nostra storia, ma la Russia \u00e8 di nuovo il nostro nemico. Dobbiamo spiegare ai tedeschi, senza spaventarli, che da parte della Russia \u00e8 emersa di nuovo una minaccia con la quale la Germania non si \u00e8 confrontata negli ultimi 30 anni\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La frase \u00e8 rivelatrice nella sua incoerenza storica: la Germania non \u00e8 in guerra con la Russia da ottant\u2019anni, non da trenta. Ma, soprattutto, un paese che definisce pubblicamente un altro paese \u201cdi nuovo il suo nemico\u201d non pu\u00f2 contemporaneamente presentarsi come suo interlocutore negoziale credibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La guerra perpetua come orizzonte dichiarato<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La Conferenza di Monaco sulla Sicurezza del febbraio 2026 ha cristallizzato una visione che ha ormai assunto i tratti di un dogma,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/02\/monaco-2026-lillusione-del-coordinamento-transatlantico-e-la-deriva-verso-la-guerra-perpetua\/\">riassunti dall\u2019intervento del cancelliere Merz<\/a>\u00a0quando ha affermato che\u00a0<em>la Russia \u201cnon \u00e8 disposta a parlare seriamente e lo sar\u00e0 solamente quando Mosca avr\u00e0 esaurito tutte le sue risorse economiche e militari. Pertanto, la Germania e l\u2019Europa dovranno fare di tutto per portare i russi a raggiungere il loro limite\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Non si tratta di una posizione bellicista nel senso classico del termine poich\u00e9 Merz non invocava un\u2019aggressione, ma il logoramento. Tuttavia, il logoramento di un paese armato di armi nucleari, con una produzione bellica in espansione e una popolazione disposta a sopportare sacrifici considerevoli, tutte condizioni che l\u2019Europa non realizzer\u00e0 mai, \u00e8 un orizzonte senza data. \u00c8 la formulazione pi\u00f9 lucida di ci\u00f2 che in realt\u00e0 significa guerra senza fine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-197891 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/HIR35WRX0AAIXrN.jpg\" alt=\"\" width=\"322\" height=\"322\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Il primo ministro svedese Ulf Kristersson aveva anticipato questo schema nel novembre dello scorso anno, durante una visita in Estonia:\u201d\u00a0<em>sono fermamente convinto che la Svezia, l\u2019Estonia e l\u2019intera Unione Europea si debbano preparare per l\u2019isolamento di lungo termine della Russia. Questa guerra non finir\u00e0 nulla\u201d,\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.eurointegration.com.ua\/eng\/news\/2025\/11\/7\/7224368\/\">aveva affermato<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019ex segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen aveva confermato la stessa visione in un\u2019intervista al Guardian, avvertendo che l\u2019Ucraina rischiava una guerra perpetua a meno che l\u2019Europa non\u00a0<a href=\"https:\/\/news.liga.net\/en\/politics\/news\/ukraine-risks-being-in-a-situation-of-eternal-war-more-efforts-are-needed---former-nato-secretary-general\">aumentasse radicalmente la pressione su Mosca.<\/a><\/p>\n<p>Inoltre, negli ultimi tempi il tema della perenne ostilit\u00e0 nei confronti di Mosca si \u00e8 arricchito di eventi chiaramente escalativi come l\u2019utilizzo dello spazio aereo dei Paesi Baltici per colpire il territorio russo con droni ucraini, e dei territori di alcuni paesi europei per produrre droni e altro materiale bellico per conto di Kiev, data la vulnerabilit\u00e0 delle installazioni industriali di quest\u2019ultima, tali da configurare oramai l\u2019Europa come retrovia dell\u2019Ucraina nel conflitto.<\/p>\n<p>In questo contesto, la domanda su chi potrebbe trattare con Mosca acquista un carattere decisamente surreale dal momento che si chiede a un sistema politico che ha come orizzonte dichiarato il logoramento e la sconfitta del proprio interlocutore, di creare le basi per un negoziatore credibile. \u00c8 un po\u2019 come Trump che pretende di negoziare dicendo che accetter\u00e0, come soluzione del conflitto in Medio Oriente (da lui scatenato), solo la resa incondizionata di Teheran.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La \u201cdeterrenza\u201d nucleare francese condivisa<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La surrealt\u00e0 assume poi aspetti ancora pi\u00f9 inquietanti quando prendiamo in considerazione ulteriori iniziative, destabilizzanti di ogni possibile ipotesi di lavoro congiunta euro-russa.<\/p>\n<p>Agli inizi di marzo di quest\u2019anno, davanti al sommergibile nucleare Le T\u00e9m\u00e9raire nella base di \u00cele Longue in Bretagna, il presidente Macron ha annunciato la dottrina della \u201cdeterrenza avanzata\u201d, definita dai commentatori come \u201cl\u2019aggiornamento pi\u00f9 significativo della politica nucleare francese in trent\u2019anni\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197890 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/HGXp9cwbQAANj_y.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>La dottrina prevede che sette paesi europei, tra cui Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca, possano partecipare a esercitazioni con la componente nucleare aerea francese, con possibile temporaneo schieramento di bombardieri\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/03\/05\/-france-nuclear-deterrence-strategy-macron.html\">Rafale a capacit\u00e0 nucleare nelle loro bas<\/a>i.<\/p>\n<p>Le prime esercitazioni nucleari congiunte franco-polacche, recentemente effettuate, sono state interpretate dagli analisti come specificamente orientate contro Kaliningrad e la Bielorussia. Norvegia, Paesi Bassi, Belgio e Germania hanno rapidamente aderito all\u2019iniziativa.<\/p>\n<p>Il cancelliere Merz ha annunciato la costituzione di un gruppo franco-tedesco di coordinamento nucleare, e il Regno unito ha pienamente aderito all\u2019idea di condividere con Parigi l\u2019aspetto dell\u2019impiego del nucleare militare in Europa. La Russia ha definito l\u2019intera architettura una minaccia esistenziale aggiuntiva.<\/p>\n<p>Il paradosso, dunque, \u00e8 evidente: l\u2019Europa resuscita improbabili prospettive di condivisione degli arsenali \u201cprivati\u201d di alcuni paesi (quelli pi\u00f9 guerrafondai e irriducibili nemici della Russia), coinvolge paesi non nucleari in esercitazioni con testate tattiche, estende il perimetro operativo verso i confini russi, ma discute nel frattempo a chi affidare il mandato per negoziare con Mosca.<\/p>\n<p>Si tratta di due mosse logicamente, a dir poco, incompatibili a meno di non voler usare il negoziato non come via per la pace ma come espediente diplomatico per un riarmo che non ha alternativa alla forza come strumento di risoluzione del conflitto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Ci\u00f2 che manca non \u00e8 un nome<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La politica europea \u00e8 guidata dalla convinzione emotiva, ideologica e irrazionale che solo una guerra prolungata possa indebolire la Russia al punto da costringerla a negoziare da una posizione di debolezza.<\/p>\n<p>Si tratta dell\u2019idea della sconfitta strategica della Russia, per mano europea, presupponendo che Mosca abbia un punto di rottura raggiungibile nei tempi e con i mezzi che l\u2019Europa \u00e8 disposta a impiegare prospettiva, questa, evidentemente bizzarra. Gli Stati Uniti si sono ritirati dalla gestione attiva del conflitto, ma l\u2019UE non \u00e8 in grado di gestirlo autonomamente se non attraverso l\u2019escalation, sperando di trascinare la NATO e, nuovamente, Washington nell\u2019orbita del conflitto.<\/p>\n<p>L\u2019Europa ha imboccato la strada dell\u2019escalation lenta e strutturale credendo di costruire una posizione di forza, ma sta invece costruendo le condizioni nelle quali la forza diventer\u00e0 l\u2019unico linguaggio rimasto. Si chiede un interlocutore a un sistema che ha deciso di non avere interlocutori. Questa \u00e8 la contraddizione di fondo che nessuna nomina potr\u00e0 mai risolvere.<\/p>\n<p>Foto: Commissione Europea e X<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/06\/cercasi-negoziatore-europeo-il-posto-che-nessuno-vuole-o-puo-coprire\/?_gl=1*1xlkh9x*_up*MQ..*map__ga*OTg0NDgyNTM5LjE3ODA0NjQyNjA.*map__ga_QBRKXG4M97*czE3ODA0NjQyNjAkbzEkZzAkdDE3ODA0NjQyNjAkajYwJGwwJGgw\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/06\/cercasi-negoziatore-europeo-il-posto-che-nessuno-vuole-o-puo-coprire\/?_gl=1*1xlkh9x*_up*MQ..*map__ga*OTg0NDgyNTM5LjE3ODA0NjQyNjA.*map__ga_QBRKXG4M97*czE3ODA0NjQyNjAkbzEkZzAkdDE3ODA0NjQyNjAkajYwJGwwJGgw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Maurizio Boni) &nbsp; C\u2019\u00e8 una poltrona che brucia a Bruxelles. Da mesi si discute se l\u2019Unione Europea debba nominare un inviato speciale per i negoziati con la Russia. 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