{"id":95724,"date":"2026-06-04T11:30:11","date_gmt":"2026-06-04T09:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95724"},"modified":"2026-06-03T23:12:06","modified_gmt":"2026-06-03T21:12:06","slug":"nelleuropa-in-crisi-si-sgonfia-la-bolla-del-riarmo-e-degli-aiuti-allucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95724","title":{"rendered":"Nell\u2019Europa in crisi si sgonfia la \u201cbolla\u201d del riarmo e degli aiuti all\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95725\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/FB_IMG_1780520845297-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/FB_IMG_1780520845297-300x240.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/FB_IMG_1780520845297.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I media ne parlano poco, la politica ancor meno specie presso le istituzioni della UE, ma la \u201cbolla\u201d del riarmo europeo, insostenibile per gli elevatissimi costi e per lo pi\u00f9 a debito, si sta sgonfiando, trainando con s\u00e9 la disponibilit\u00e0 delle nazioni europee a sostenere lo sforzo militare dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Indizi concreti non mancano certo, anche in Italia dove ormai \u00e8 in piena discussione negli ambienti politici e militari la rivisitazione dei programmi di acquisizione, ambiziosi ma i cui costi continuano a salire progressivamente in modo inaudito e apparentemente inarrestabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ieri un lancio dell\u2019agenzia di stampa La Presse spiegava che l\u2019Italia \u00e8 intenzionata a rivedere al ribasso la sua adesione al fondo SAFE Security Action For Europe), ovvero lo strumento finanziario dell\u2019Ue istituito per supportare gli stati membri negli investimenti nel settore della difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo ha reso noto in collegamento da Cipro al programma Mediaset Dritto e Rovescio, \u00e8 il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel giorno in cui la premier Giorgia Meloni ribadisce che \u201cnon possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa\u201d, e all\u2019indomani della riunione a palazzo Chigi con la stessa Meloni, l\u2019altro vice Matteo Salvini, i ministri dell\u2019Economia e della Difesa Giancarlo Giorgetti e Guido Crosetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quest\u2019ultimo ha smentito tensioni nel governo e con la premier circa le spese per la Difesa ma La Presse aggiunge che fonti di governo, tuttavia, confermano il clima teso a Chigi riferendo di una riunione \u201cdifficile, accesa e molto animata\u201d. D\u2019altronde, il dossier \u2013 profondamente intrecciato alla richiesta di maggiore flessibilit\u00e0 per rispondere alla crisi energetica fatta da Meloni alla Commissione europea con tanto di lettera indirizzata a Ursula von der Leyen \u2013 \u00e8 da giorni all\u2019attenzione dell\u2019esecutivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sempre Crosetto un paio di settimane fa aveva infatti rivelato di aver scritto due volte al titolare del MEFf per capire come procedere \u201cperch\u00e9 bisognerebbe decidere se accedere al fondo SAFE o no, entro fine maggio bisognerebbe firmare i contratti\u201d. In realt\u00e0, fonti vicine al dossier spiegano che il termine non sarebbe cos\u00ec ultimativo. E questo perch\u00e9, si rimarca, \u201cil regolamento dell\u2019iniziativa Safe non contiene alcun riferimento temporale perentorio relativo alla sottoscrizione dell\u2019accordo sul prestito necessario a dare piena esecuzione al piano di investimento presentato da ogni nazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Comunque, viene ancora spiegato, i ragionamenti sarebbero ancora in corso e legati anche al tipo di risposta, attesa il 3 giugno, che l\u2019Europa dar\u00e0 sul Patto di stabilit\u00e0 e sull\u2019attivazione della \u2018National escape clause\u2019 che permetterebbe l\u2019estensione della flessibilit\u00e0 gi\u00e0 concessa per le spese in sicurezza e difesa anche agli investimenti necessari per attenuare l\u2019impatto della crisi generata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani la linea sulla revisione del fondo SAFE sarebbe stata gi\u00e0 concordata. \u201cE\u2019 una decisione che ha preso tutto il governo, tutta la coalizione di centrodestra \u2013 le parole del segretario di FI -, perch\u00e9 noi avevamo annunciato che avremmo chiesto all\u2019Europa un prestito di circa 15 miliardi di euro per avviare una serie di contratti. Dobbiamo\u201d anche \u201crispettare alcuni impegni che abbiamo preso con la NATO, per\u00f2 non \u00e8 questo il momento per accedere a quel prestito in maniera cos\u00ec consistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi chiederemo di meno soltanto per realizzare i progetti per i quali ci sono gi\u00e0 contratti firmati e non si possono non realizzare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Meno diretta era stata ieri mattina Gorgia Meloni, anche lei ospite di una trasmissione Mediaset in cui aveva ammesso che con Bruxelles, sul discorso legato alla richiesta di flessibilit\u00e0, \u201cc\u2019\u00e8 un\u2019interlocuzione in corso. Vedremo come andr\u00e0 avanti questo dibattito, ma penso che il punto sia che noi non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E lo dico da persona che sostiene con forza la necessit\u00e0 che l\u2019Italia e l\u2019Europa facciano di pi\u00f9 per difendersi da sole\u201d. \u201cPer\u00f2 \u00e8 evidente che se noi di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese \u2013 aveva aggiunto la premier \u2013 rischiamo che non ci sia pi\u00f9 niente da difendere in questa nazione e quindi bisogna cercare un equilibrio. Ok alle spese per la difesa, per\u00f2 servono risorse anche per l\u2019energia\u201d. Con l\u2019Italia pronta a tagliare le prime se non dovesse arrivare un via libera sulle seconde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Ue e il Belgio hanno firmato oggi l\u2019accordo SAFE per 8,3 miliardi di euro ma la revisione dei programmi di riarmo non \u00e8 solo una caratteristica italiana e del resto minaccia anche di far saltare l\u2019intesa con gli Stati Uniti circa il 5 per cento delle spese militari (3,5% pi\u00f9 1,5% per la Sicurezza) imposto da Donald Trump e recepito supinamente dai partner europei con l\u2019eccezione della Spagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Lo smarcamento dagli aiuti militari all\u2019Ucraina?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In difficolt\u00e0 anche il supporto all\u2019Ucraina a cui in teoria gli europei sono \u201cal fianco fino alla vittoria\u201d. Regno Unito, Francia, Spagna, Italia e Canada hanno respinto il 25 maggio la proposta del segretario generale della NATO Mark Rutte che voleva imporre agli alleati di spendere lo 0,25 per cento del Pil in aiuti militari all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rutte sperava di far approvare la proposta al prossimo vertice annuale della NATO ad Ankara, a inizio giugno sostenuta per\u00f2, a quanto sembra, solo da sette Stati membri tra cui Germania, stati baltici e scandinavi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I big europei \u2013 esclusa la Germania \u2013 sono contrari alla proposta avanzata per la prima volta (senza successo) in ambito Ue da Kaja Kallas quando era ancora premier estone e poi in ambito NATO dal segretario generale Jens Stoltenberg con la proposta (respinta) di un fondo da 100 miliardi da ripartire sulla base delle percentuali dei contributi nazionali versati per le spese di funzionamento dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non molto convinta risulta anche l\u2019adesione al Prioritised Ukraine Requirements List (PURL) per pagare agli Stati Uniti le armi chieste da Kiev, a cui l\u2019Italia non ha mai aderito, mentre al finanziamento del cosiddetto \u201cprestito\u201d da 90 miliardi di euro all\u2019Ucraina (13 a carico dell\u2019Italia) si sono sottratti finora Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche dalla Coalizione per le munizioni d\u2019artiglieria all\u2019Ucraina promossa da Praga, si sono sganciate in questi giorni ben nove nazioni europee, inclusa la Repubblica Ceca, come ha dichiarato il presidente ceco Petr Pavel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il numero di Paesi membri dell\u2019Unione Europea che partecipano all\u2019iniziativa ceca volta a fornire milioni di proiettili all\u2019Ucraina si \u00e8 dimezzato da dicembre, passando da diciotto a nove. \u201cL\u2019iniziativa funziona ancora, ma la nuova difficolt\u00e0 \u00e8 che solo circa nove Stati membri vi contribuiscono finanziariamente\u201d, ha dichiarato Pavel al Financial Times.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cQuesta iniziativa ha fornito fino al 50 per cento di tutte le munizioni di grosso calibro agli ucraini, quindi in questo senso non pu\u00f2 essere facilmente sostituita da qualcos\u2019altro\u201c. Dal 2024, Praga ha coordinato la fornitura di oltre quattro milioni di proiettili d\u2019artiglieria a Kiev per aiutare a ricostituire le scorte di munizioni ucraine in esaurimento, ha precisato il quotidiano britannico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nuovo primo ministro ceco, Andrej Babis, ha dichiarato di voler privilegiare le finanze pubbliche ceche: \u201cNon abbiamo soldi, quindi riceviamo denaro da altri Paesi e poi consegniamo [le munizioni]\u201d, ha detto al Financial Times. Secondo Petr Pavel, il tema dovrebbe venire affrontato al vertice della NATO ad Ankara ma tutti gli elementi raccolti indicano che gran parte degli stati europei, complici anche le difficolt\u00e0 energetiche ed economiche, hanno priorit\u00e0 interne ben diverse dal sostegno militare all\u2019Ucraina e dal riarmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E anche i governi pi\u00f9 \u201cbellicosi\u201d devono fare i conti con l\u2019opinione pubblica tenendo conto dell\u2019esito delle recenti elezioni (ad esempio in Gran Bretagna) e dei sondaggi che premiamo ovunque i partiti ostili al sostegno alla guerra e all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Geopolitica<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fonte: https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/05\/nelleuropa-in-crisi-si-sgonfia-la-bolla-del-riarmo-e-degli-aiuti-allucraina\/<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=pfbid0Lnp6o2kdTUtwaq5W1wzzmVueZb4zo3AfsepwsUnd9Q8owT4jzb2XbGg9xGtAmeeAl&amp;id=100063728463465\">https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=pfbid0Lnp6o2kdTUtwaq5W1wzzmVueZb4zo3AfsepwsUnd9Q8owT4jzb2XbGg9xGtAmeeAl&amp;id=100063728463465<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Gianandrea Gaiani) I media ne parlano poco, la politica ancor meno specie presso le istituzioni della UE, ma la \u201cbolla\u201d del riarmo europeo, insostenibile per gli elevatissimi costi e per lo pi\u00f9 a debito, si sta sgonfiando, trainando con s\u00e9 la disponibilit\u00e0 delle nazioni europee a sostenere lo sforzo militare dell\u2019Ucraina. 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