{"id":95752,"date":"2026-06-08T09:30:35","date_gmt":"2026-06-08T07:30:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95752"},"modified":"2026-06-07T13:40:00","modified_gmt":"2026-06-07T11:40:00","slug":"guerra-commerciale-alla-cina-leuropa-sa-cosa-rischia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95752","title":{"rendered":"Guerra commerciale alla Cina: l&#8217;Europa sa cosa rischia?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-header\">\n<h4 class=\"post-subtitle\">Bruxelles si prepara a sfidare Pechino ripetendo gli stessi errori commessi con la Russia, e ancora una volta saranno i cittadini europei a pagarne le conseguenze<\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui l&#8217;Unione Europea porta avanti la propria politica estera ed economica. Non si tratta di una politica estera lungimirante, n\u00e9 di una strategia industriale coerente. Assomiglia piuttosto a una risposta automatica a impulsi che arrivano dall&#8217;esterno, principalmente da Washington, e che Bruxelles recepisce e trasforma in decisioni capaci di danneggiare prima di tutto i cittadini europei.<\/p>\n<p>Oggi il bersaglio \u00e8 la Cina. Ma la storia, per chi ha memoria, risuona in modo inquietante. Abbiamo gi\u00e0 visto come \u00e8 andata con la Russia, e sappiamo come \u00e8 andata a finire.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;Europa decise di sanzionare masochisticamente Mosca, lo fece con una foga che lasciava poco spazio al ragionamento economico. Le conseguenze furono devastanti per interi settori produttivi europei, dall&#8217;agricoltura all&#8217;energia, dall&#8217;industria manifatturiera al commercio di prossimit\u00e0. Le bollette dei cittadini alle stelle, le imprese strozzate dai costi energetici, una recessione strisciante che ha colpito soprattutto i Paesi pi\u00f9 industrializzati del continente. La Russia, nel frattempo, ha trovato nuovi mercati, ha riorientato i propri flussi commerciali verso est e verso sud, e ha retto all&#8217;urto molto meglio di quanto i tecnocrati di Bruxelles avessero previsto. L&#8217;Europa ha pagato il conto da sola.<\/p>\n<p>Ora si prepara a ripetere l&#8217;esperimento con un interlocutore enormemente pi\u00f9 grande e pi\u00f9 radicato nell&#8217;economia globale.<\/p>\n<p>I numeri parlano da soli, e sono numeri che dovrebbero fare riflettere chiunque abbia a cuore il benessere dei lavoratori e delle famiglie europee. Nel 2025, il deficit commerciale dell&#8217;Unione Europea con la Cina ha raggiunto i 359 miliardi di euro, pi\u00f9 del doppio rispetto al periodo pre-pandemia. Pechino ha venduto quasi 560 miliardi di euro di merci al mercato europeo, mentre le esportazioni europee verso la Cina sono scivolate sotto i 200 miliardi. Un divario enorme, certo. Ma la risposta non pu\u00f2 essere quella di alzare barriere che colpiscano le tasche di chi compra quei prodotti, cio\u00e8 i consumatori europei.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 esattamente quello che si sta considerando a Bruxelles. Bloomberg ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2026-06-03\/left-with-few-choices-eu-braces-for-a-trade-fight-with-china\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rivelato<\/a>\u00a0che la Commissione Europea si prepara a mettere in guardia cittadini e imprese da una possibile guerra commerciale con la Cina, ammettendo in privato che Pechino quasi certamente risponder\u00e0 con ritorsioni. La Commissione stessa ha dichiarato pubblicamente che la relazione con la Cina non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile. Una frase che suona come un atto d&#8217;accusa ma che nasconde una domanda fondamentale: sostenibile per chi? Per le \u00e9lite che gestiscono il processo decisionale europeo, o per i milioni di persone che dipendono da catene di approvvigionamento, da prezzi accessibili, da forniture industriali che passano in larga parte attraverso la Cina?<\/p>\n<p>Pechino non ha mancato di rispondere con chiarezza. Mao Ning, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, ha smontato il linguaggio diplomatico europeo con una sintesi efficace: che si chiami riduzione del rischio, diminuzione della dipendenza o riequilibrio commerciale, si tratta comunque di protezionismo. E il protezionismo, ha avvertito, non colpisce i governi, colpisce le imprese e i consumatori, aumentando i costi e riducendo la competitivit\u00e0 nel lungo periodo.<\/p>\n<p>\u00c8 un avvertimento che merita di essere preso sul serio, non liquidato come propaganda. Perch\u00e9 viene confermato anche dalla stessa OCSE, che pur criticando il sistema di sussidi cinese, riconosce implicitamente che il successo di Pechino in settori come l&#8217;energia solare, i veicoli elettrici, le telecomunicazioni e la cantieristica navale \u00e8 reale e radicato. Non \u00e8 un&#8217;illusione contabile.<\/p>\n<p>Ricercatori cinesi, in un&#8217;analisi pubblicata dall&#8217;agenzia\u00a0<a href=\"https:\/\/english.news.cn\/20260529\/c410649381c54d3ba1e1ffbcf85378a5\/c.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Xinhua<\/a>, hanno messo il dito su una piaga che in Europa nessuno vuole toccare: il problema non \u00e8 il surplus produttivo della Cina, ma la mancanza di innovazione europea e la chiusura dei propri mercati. Una lettura scomoda per Bruxelles, ma difficile da ignorare, specialmente guardando come l&#8217;industria continentale abbia progressivamente perso terreno in quasi tutti i settori ad alta intensit\u00e0 tecnologica. Una naturale conseguenza dell&#8217;implemetazione di ricette economiche basate sull&#8217;ideologia del neoliberismo selvaggio.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un elemento strategico che rende questa partita ancora pi\u00f9 pericolosa per l&#8217;Europa. La Cina non \u00e8 la Russia. Non \u00e8 un Paese isolabile (obiettivo fallito anche con la Russia) con qualche pacchetto di sanzioni. Ha gi\u00e0 dimostrato di saper reggere alla pressione USA, molto pi\u00f9 strutturata e determinata di quella europea. Ha mercati alternativi, ha accumulato riserve tecnologiche e produttive, sta\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/706c1db4-effa-4e53-9bdd-f66496407626?utm_source=chatgpt.com&amp;syn-25a6b1a6=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">costruendo<\/a>\u00a0infrastrutture commerciali nei Paesi vicini all&#8217;Unione Europea, come il Marocco, che hanno accordi di libero scambio con Bruxelles e che potrebbero diventare porte d&#8217;ingresso per aggirare qualsiasi futuro dazio. In altre parole, la Cina ha gi\u00e0 pensato alle contromosse. L&#8217;Europa, a giudicare dalle divisioni interne alla stessa Commissione, no.<\/p>\n<p>Quello che manca in questo dibattito \u00e8 la voce dei popoli europei. Non degli industriali che chiedono protezione dalla concorrenza, non dei funzionari che ragionano in termini di quote di mercato e rapporti strategici, ma dei lavoratori, degli artigiani, delle piccole imprese, delle famiglie che ogni giorno fanno i conti con il costo della vita. Queste persone non hanno chiesto una guerra commerciale con la Russia, eppure l&#8217;hanno pagata cara. Non stanno chiedendo una guerra commerciale con la Cina, eppure si preparano a subirne le conseguenze.<\/p>\n<p>Un&#8217;Europa che decide contro i propri cittadini non \u00e8 un&#8217;anomalia della storia recente. \u00c8 diventata un metodo di governo ben preciso. Si ripete con la stessa logica: si recepiscono le pressioni esterne, si adotta il linguaggio dei valori per giustificare scelte che di valoriale hanno poco, e poi si lascia che siano i pi\u00f9 vulnerabili a pagare il prezzo. Prima con il gas russo che non arrivava pi\u00f9 e le bollette che triplicavano. Domani, forse, con i prezzi dei pannelli solari, delle auto elettriche, dei componenti industriali che si impennano perch\u00e9 qualcuno a Bruxelles ha deciso che la competizione cinese \u00e8 sleale.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-guerra_commerciale_alla_cina_leuropa_sa_cosa_rischia\/45289_67340\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-guerra_commerciale_alla_cina_leuropa_sa_cosa_rischia\/45289_67340\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (redazione) &nbsp; Bruxelles si prepara a sfidare Pechino ripetendo gli stessi errori commessi con la Russia, e ancora una volta saranno i cittadini europei a pagarne le conseguenze &nbsp; C&#8217;\u00e8 qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui l&#8217;Unione Europea porta avanti la propria politica estera ed economica. 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