{"id":95768,"date":"2026-06-08T10:30:48","date_gmt":"2026-06-08T08:30:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95768"},"modified":"2026-06-08T07:54:51","modified_gmt":"2026-06-08T05:54:51","slug":"da-germania-anno-zero-a-germania-anno-2-0-cero-ci-risiamo-ci-sono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95768","title":{"rendered":"Da Germania anno zero \u2013 a Germania anno 2.0? C\u2019ero, ci risiamo, ci sono"},"content":{"rendered":"<p><strong>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fulvio Grimaldi)<\/strong><\/p>\n<h4>Preambolo dinastico<\/h4>\n<p>Non fosse stato per il Capitano Pierre Fran\u00e7ois De Gerbaulet, non avrei avuto motivi molto personali per scrivere questo pezzo.<\/p>\n<p>Per motivi svaporati nel tempo, forse legati alla persecuzione degli ugonotti ordinata da Carlo IX di Francia e da Caterina de\u2019 Medici nella seconda met\u00e0 del \u2018600, Pierre Fran\u00e7ois abbandon\u00f2 la nat\u00eca Borgogna e si insedi\u00f2 a Muenster in Westfalia. Qui diede origine a una dinastia che, per me, si concluse con mia madre, una De Gerbaulet franco-prussiana, nata e cresciuta nella spumeggiante Berlino di Weimar, quella eternata ai posteri dal mitico \u201cCabaret\u201d di Bob Fosse con Liza Minnelli. O, forse, nella sua parte migliore, da Bertold Brecht.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95775\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-07-171256-300x155.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"155\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-07-171256-300x155.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-07-171256.png 691w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Tramite mia madre e mio padre, i Gerbaulet (che intanto, democraticamente, avevano buttato il \u201cDe\u201d) si fusero in me con i Grimaldi dell\u2019Alta Savoia, che indossavano quel patronimico per derivazione da Grimoaldo, re dei Longobardi e re d&#8217;Italia dal 662 al 671 e poi anche un Duca di Benevento. Grimaldi mica per virt\u00f9 di schiatta. Semplicemente il genitivo latino di Grimoaldus (\u201cpotente guerriero\u201d) con cui, andando in giro, usavano qualificarsi i sudditi del longobardo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95774\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immfulviopeopgrimagine2-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immfulviopeopgrimagine2-300x300.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immfulviopeopgrimagine2-150x150.jpg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immfulviopeopgrimagine2-80x80.jpg 80w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immfulviopeopgrimagine2-320x320.jpg 320w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immfulviopeopgrimagine2.jpg 869w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Grimoaldo<\/em><\/p>\n<p>Tutta questa pappardella per fornire una spiegazione del trovarmi in quella Germania che, con occhio, cuore e mente, Rossellini raccont\u00f2 nel film che ha dato il titolo a questo testo.<\/p>\n<h4>Premessa bombarola napoletana<\/h4>\n<p>E qui si comincia per davvero. 1942, grazie al fastidio provato dagli alleati per la presenza di truppe tedesche destinate al fronte nordafricano, con 200 bombardamenti dal 1941 al 1943, Napoli divenne la citt\u00e0 italiana pi\u00f9 bombardata in assoluto. Il mi\u2019 babbo era l\u00ec per lavoro e cos\u00ec anche l\u2019ultima, per allora, dei Gerbaulet e i due figli piccini. Che mia madre allen\u00f2 a non avere paura, portandoli, quando suonava l\u2019allarme, sulla torretta in cima alla casa di Posillipo per fare a gara a chi contava pi\u00f9 esplosioni della contraerea.<\/p>\n<p>Chi allora non era convinto che quella guerra, con i blitz su Parigi, Varsavia, Tripoli (e non ancora Stalingrado), sarebbe finita in quattro e quattr\u2019otto? Almeno lo era mio padre nonostante che, gi\u00e0 veterano della prima Guerra Mondiale, nel 1941, fosse stato richiamato, promosso Maggiore e spedito in Francia.<\/p>\n<p>Che fare? Mio padre: la guerra non durer\u00e0 molto, a Napoli si rischia di finire inceneriti, c\u2019\u00e8 quel bel paesino delle nostre vacanze in Baviera, dove nessuno butterebbe neanche un mortaretto, io devo partire per Marsiglia\u2026 S\u00f9 s\u00f9, fate i bagagli e andatevene nella pi\u00f9 sicura (!!!) Germania, tanto la guerra fra un paio di mesi \u00e8 finita. Prima di rivederci passarono 4 anni.<\/p>\n<h4>Escalation germanica<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95773\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Iecaoatmmagine3-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Iecaoatmmagine3-300x212.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Iecaoatmmagine3.jpg 524w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Quattro anni di guerra e di bombardamenti che quelli di Napoli erano il carnevale. Di fame, di rovine, di solidariet\u00e0 tra bombardati e affamati. Siccome alla franco-prussiana pareva opportuno distrarre i figlioli dagli orrori della guerra, ogni tanto si facevano lunghe gite in bici, o si saliva su qualche residuato di autobus pubblico, o di treno, magari merci, e si andava a sfidare i\u00a0Lancaster\u00a0e gli\u00a0Spitfire\u00a0di Churchill, a Francoforte, Colonia, Monaco, Wuerzburg (dove non risparmiarono nemmeno il Tiepolo della Reggia). Di macerie ce ne siamo risparmiate poche. E di cibo quasi tutto. Si andava per fossi a tagliare ortiche da far passare per spinaci, conditi con i resti del surrogato di caff\u00e8. Qualcuno rimediava un pesce dal grande fiume. Conigli a ruba, su nutrivano d\u2019erba. Polli pochi, mancava il mangime. Caccia zero. I fucili sarebbero serviti ad altro.<\/p>\n<p>Il posto era bello. Il fiume si attraversava a nuoto, la foresta era grande e ci si andava con il professore (l\u00ec ho fatto le tre medie inferiori) a dare i nomi agli alberi e agli animali e a cercare cocci romani tra i massi del Vallo di Adriano che passava per la foresta sopra di noi.<\/p>\n<p>Un bombardamento squarci\u00f2 l\u2019insediamento di sfollati dalla Colonia in macerie (della pi\u00f9 bella cattedrale gotica della Germania erano state messe al sicuro le vetrate colorate). Poi passarono gli\u00a0Spitfire\u00a0a mitragliare ci\u00f2 che ancora si muoveva. Gli uomini validi erano tutti partiti \u201cper l\u2019estrema difesa\u201d. Toccava a noi ragazzini fare da \u201csoccorso civile\u201d, spegnere incendi, raccogliere feriti.. Mi ricordo attempate pance in giacchetta e cravatta, dallo sguardo smarrito, con in spalla una vanga, partire a fare il\u00a0\u201cVolkssturm\u201d (\u201cTempesta di popolo\u201d) contro gli Alleati per l\u2019ultima offensiva nelle Fiandre, quando i sovietici gi\u00e0 vedevano Berlino.<\/p>\n<p>E ricordo, parola per parola, pochissimo tempo dopo, uscire dalla Volksradio, apparecchio nero di bachelite con sopra la svastichetta, una sola stazione parlante e poi musica, questo comunicato: \u201cUnser Fuehrer, Adolf Hitler\u201d ist heute im Kampf um Berlin gefallen\u201d. Hitler \u00e8 caduto combattendo nella difesa di Berlino. Era il 30 aprile.<\/p>\n<h4>Uno sparo sbagliato e fine di tutto<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95770\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immsparssbaglagine4-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immsparssbaglagine4-300x168.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immsparssbaglagine4.jpg 428w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Quel mitragliamento \u2013 credo di averlo gi\u00e0 raccontato \u2013 mi scolp\u00ec negli occhi un\u2019immagine che, da allora, non si cancella: un mio compagno di seconda media, steso raggricciato, colpito da una raffica davanti alla sua baracca di sfollato. Colpito al ventre, con le pupille fisse nel cielo. E\u2019 stato un incentivo per quando, qualche mese dopo, trovata una mitragliatrice abbandonata da soldati in fuga, con due compagni pi\u00f9 grandi, io 11, loro 12 e 14, ci appostammo nel bosco sulla collina e sparammo una sventagliata sul primo carro armato della prima colonna americana che sferragliava verso il paese.<\/p>\n<p>Ho sparato dalla parte sbagliata su obiettivi sbagliati? Chiss\u00e0. Comunque non ci prendemmo e scappammo prima che quelli potessero centrare noi. Gli dei mi punirono quando, a un anno e mezzo dalla fine della guerra, novembre 1946, gli occupanti USA ci permisero finalmente di rientrare in Italia (ricordo il colonello americano che abbaiava a mia madre: \u201cPotevate restarvene in Italia, siete nazisti!). Su quel carro merci, tra quell\u2019ammasso di gente a brandelli, o da quei pentoloni di brodaglia sui marciapiedi delle stazioni, rimediai il tifo. Un\u2019epidemia che, assistita da fame e maltrattamenti, aveva gi\u00e0 sfoltito i campi di concentramento e tutti i centri abitati. In Italia le cose andavano meglio, ma per qualche anno mica tanto.<\/p>\n<p>Almeno fino al 1948 i miei cappotti e abiti erano quelli di mio padre rivoltati e miracolosamente rimpiccioliti da sarti virtuosisti, mentre era indispensabile il ciabattino all\u2019angolo che risuolava le scarpe fino a tre, quattro volte. I libri di scuola me li passava mia sorella, tre anni avanti, scarabocchiati e unti e bisunti, neanche sempre quelli giusti, ma si lasciavano adattare. L\u2019equazione e Giambattista Vico quelli sono ed \u00e8 sempre stato Bruto a uccidere Cesare.<\/p>\n<p>Lo sfacelo aveva tante facce. Io ricordo quella di migliaia di prigionieri tedeschi, coscritti, in colonna e con uniformi in stracci, che si trascinavano, puntati dai mitra degli americani. E poi altre colonne, stavolta di milioni, gente con fagotti e carretti che andava via da dove i loro avevano vissuto per secoli. 3,5 milioni di tedeschi, incolpevoli, via dalla Slesia diventata Polonia. Con addosso quello che potevano portare. E, almeno fino al 1948, i miei cappotti e abiti erano quelli di mio padre rivoltati e miracolosamente rimpiccioliti, mentre era indispensabile il ciabattino all\u2019angolo che risuolava le scarpe fino a tre quattro volte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95771\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-07-171640-300x109.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"109\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-07-171640-300x109.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-07-171640-768x279.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-07-171640.png 813w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h4>E Merz, cosa ne sa?<\/h4>\n<p>Questo \u00e8 quanto ricordiamo noi, vegliardi, roba che si \u00e8 sedimentata nelle cellule. Roba di cui non ha idea Fredrich Merz.<\/p>\n<p>Friederich Merz, a dispetto del nomignolo \u201cTesta di Pera\u201d, gi\u00e0 uomo per l\u2019Europa del pi\u00f9 grosso fondo di rapina del mondo, Blackrock, aveva raccolto il bastone di maresciallo da Goering, via Merkel e via Scholz. Quella degli accordi di pace di Minsk che l\u2019ex-cancelliera cos\u00ec ricorda: \u201cli abbiamo fatti solo per guadagnare tempo e armare Zelenskyi\u201d. E quello dei 1000 miliardi di euro per la Difesa tedesca voluti da Scholz e poi messi sul piatto da Merz.<\/p>\n<p>Lui, Merz, \u00e8 quello che \u201cIsraele a Gaza e in Iran sta facendo il lavoro sporco per noi\u201d. Anche quello che \u201cla Germania avr\u00e0 l\u2019esercito pi\u00f9 potente d\u2019Europa e assumer\u00e0 la guida dell\u2019UE\u201d. Pure quello che \u201cintroduciamo la leva militare, volontaria per ora; ma chi vuole allontanarsi dal paese non potr\u00e0 farlo per pi\u00f9 di qualche settimana e dovr\u00e0 impegnarvisi ufficialmente\u201d. E infine quello, con cinturone Wehrmacht e la fibbia \u201cGott mit uns\u201d (Dio con noi) che, all\u2019unisono coll\u2019evangelico sionista Pete Hegseth, che alle truppe recita salmi del \u201cdio degli eserciti\u201d, peraltro cinematografico, impone al popolo tedesco di farsi\u00a0kriegst\u00fcchtig.<\/p>\n<h4>Kriegst\u00fcchtig<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95772\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-07-171738-300x110.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"110\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-07-171738-300x110.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-07-171738-768x281.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-07-171738.png 793w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Joseph Goebbels, Friedrich Merz<\/em><\/p>\n<p>Vocabolari e media, forse prede di riserve mentali, traducono malissimo il termine coniato da Goebbels, ministro della Propaganda del Terzo Reich alla vigilia della Guerra che fin\u00ec come descritto sopra. Sarebbe \u201cagguerrito, \u201cidoneo alla guerra\u201d, \u201cbene armato\u201d e altri eufemismi del genere. Ci\u00f2 su cui si sorvola \u2013 oggi mica ce l\u2019abbiamo a che fare con i nazisti \u2013 \u00e8 che quella parola non \u00e8 tecnica, implica un valore. Krieg \u00e8 guerra. Ma\u00a0t\u00fcchtig, non vuol dire solo idoneo, o armato. Vuol dire idoneo perch\u00e9 \u201cbuono, bravo, in gamba\u201d, soprattutto \u201cvolenteroso\u201d.<\/p>\n<p>E, dunque, cosa proclamano ogni due per tre ai quattro venti, Merz e il suo Feldmaresciallo in borghese Boris Pistorius, Ministro della Guerra, se non che la Germania, i tedeschi, quelli della leva \u201cper ora\u201d volontaria (ma intanto ti devi presentare al distretto della Bundeswehr), devono essere bravi, buoni, capaci, volenterosi, PER LA GUERRA. E per finire cos\u00ec (vedi foto). O peggio.<\/p>\n<p>Cosa che diverge un tantino dall\u2019impegno di pace perenne e dal rifiuto di riarmo inciso nella Costituzione. Cosa che ha visto l\u20198 maggio scorso, data della fine della Seconda guerra Mondiale e della bandiera rossa sulla cancelleria di Berlino, uno sciopero generale degli studenti in tutto il paese contro la riforma del reclutamento adottata a gennaio dal governo. Riforma pro tempore che non impone ancora il servizio, ma richiede la visita di leva e la compilazione di un questionario, che ti star\u00e0 addosso per sempre, sulle tue motivazioni pro o contro il servizio. Se risulti kriegst\u00fcchtig, per farti carne di porco nella prevista invasione russa del 2029, vai benissimo. Sei di quei cittadini consapevoli e onorevoli che amano, come si \u00e8 tornati a dire nei cerchi magici dei nuovi patrioti alla Trump, Netanyahu, Crosetto e Pistorius, \u201ccombattere e morire per la patria\u201d. In caso contrario ti teniamo d\u2019occhio. Il \u201cfermo preventivo\u201d della Meloni \u00e8 un\u2019ottima idea.<\/p>\n<p>Vero \u00e8 che nessun russo, da Putin agli altri 150 milioni di russi, pi\u00f9 i 6,5 del Donbass, che qualcuno insiste a volere ucraini a forza di stragi, si \u00e8 mai sognato di invadere chicchessia (in Donbass si difende l\u2019autodeterminazione dei russi), tanto meno la Germania. Ma se le cose stanno cos\u00ec, che ci vuole per un altro 11 settembre che provi come i russi stiano l\u00ec l\u00ec, anzi, a essere tedescamente precisi, nel 2029, unica incertezza marzo o settembre, per scatenare la guerra all\u2019Occidente via Berlino. Ha funzionato tanto bene per Israele e per i nostri armieri e la nostra I.A., vuoi che non funzioni per noi?<\/p>\n<h4>Ah, la rivincita!<\/h4>\n<p>Arrendevoli, rinunciatari, divanisti, anche un bel po\u2019 cagasotto, questi Willy Brand, Helmuth Schmidt, Gerhard Schroeder, cancellieri della\u00a0Ostpolitik\u00a0che col nemico russo addirittura ci flirtavano, ci facevano affari, sul suo gas costruivano la pi\u00f9 produttiva industria europea e lo Stato sociale pi\u00f9 avanzato. Lussi che rammolliscono. Non rendono\u00a0kriegst\u00fcchtig. La Bundeswehr, con quei quattro sfigati di volontari che, come da noi, non erano risultati\u00a0t\u00fcchtig\u00a0per null\u2019altro.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un libro che andrebbe tradotto. E\u2019 di tre autori, Luft, Opielka e Werner, e s\u2019intitola \u201cCon la Russia per un cambio politico\u201d. In grande dettaglio vi si illustra come tutto in Germania \u2013 politica, media, industria delle armi, istruzione, accademia, intrattenimento \u2013 sia impegnato nel \u201cPiano Operativo Germania\u201d. Vale a dire in preparativi di guerra che coinvolga ogni ambito della societ\u00e0 a tutti i livelli della vita. La guerra \u00e8 diventata un calcolo costi-benefici alla cui testa si \u00e8 posto l\u2019apparato politico-militare, come viene descritto nei dossier dell\u2019Istituto di Kiel per l\u2019Economia Mondiale.<\/p>\n<p>E\u2019 il pensatoio che raccoglie i pi\u00f9 duri sostenitori di una NATO dalla strategia muscolare ed espansiva, a partire della spinta a superare ogni limitazione alla fornitura di armi all\u2019Ucraina, nell\u2019intento di proseguire la guerra senza prospettiva di una fine, se non quella del disfacimento della Russia in inoffensive e ridotte entit\u00e0 territoriali etnico-linguistiche. Che poi sarebbe la silenziosamente agognata \u201crivincita\u201d di certi circoli di cui nessuno avrebbe sognato, ancora poco tempo fa, il riemergere. Solo per quel momento \u00e8 ipotizzabile la fine della guerra.<\/p>\n<p>Sorprende, anche alla luce delle ben definite posizioni assunte da Leone XIV, che a questa corsa del riarmo e verso la guerra non trova opposizione, o critica, n\u00e9 dalla Conferenza Episcopale Tedesca, n\u00e9 dalla Chiesa Evangelica della Germania.<\/p>\n<h4>False Flag e libert\u00e0 d\u2019opinione<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/ImRepubblicamagine7.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"894\" data-src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/ImRepubblicamagine7.jpg\" \/><\/p>\n<p>Per tutto questo, occorrono ovviamente motivi credibili. Che, in loro manifesta assenza, si creano. O, se capitano, si sfruttano. Nel secondo caso sono droni russi assolutamente innocui che si sono persi qualche metro oltre i confini della Polonia, o della Romania, che poi risultano ucraini, o deviati dagli ucraini, come tutti quelli sconfinati nei paesuccoli baltici, ma servono al grande schiamazzo bellicista.\u00a0 Nel primo caso, provocazioni come quella sull\u2019autorevole \u201cZeit\u201d, nel dicembre del 2024, in cui si affermava che potevano essere documentate ben 72 azioni di sabotaggio russe in Germania nel corso di quell\u2019anno. La successiva e tardiva smentita delle autorit\u00e0 tedesche e la totale assenza di prove, non hanno ridotto l\u2019impatto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/Immagikallavonderleinne8.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"339\" data-src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/Immagikallavonderleinne8.jpg\" \/><\/p>\n<p>Del resto non c\u2019\u00e8 preparazione alla guerra che non sia accompagnata da propaganda e limitazioni alla libert\u00e0 d\u2019opinione e d\u2019espressione, che per\u00f2 \u00e8 decretata irrinunciabile. Ma che diventa difficilissimo riunire sotto uno stesso tetto con una programmazione bellica. E di queste settimane una campagna UE che cammina su tre altisonanti parole d\u2019ordine: \u201cLibera Stampa\u201d, \u201cLibera opinione\u201d e \u201cLibera Scienza\u201d (s\u2019\u00e8 vista col Covid). Formuletta accattivante, inventata da un\u2019idra a tre teste (vedi foto): tre personaggi che si trovano a capo di tutto, pur senza la minima legittimazione democratica. Che i diritti umani fondamentali e la libert\u00e0 d\u2019opinione siano pesantemente minacciati nell\u2019UE, a dispetto di queste depistanti campagne sulla loro difesa, lo dimostrano, tra gli altri, le assolutamente fascistiche sanzioni inflitte a giornalisti e analisti blasfemi rispetto alla versione ammessa su Iran, Ucraina, Libano, Israele\u2026<\/p>\n<p>Lo dimostrano anche i decreti sicurezza grandinatici addosso in Italia. Accompagnati da quei vertici di ipocrisia che si manifestano nelle campagne governative \u201ccontro la disinformazione\u201d. Con la quale \u201cdisinformazione\u201d si intende ogni espressione che possa porre in dubbio quanto su Gaza, guerra in Ucraina, Iran, il forsennato riarmo e le relative cadute welfare, deve essere creduto.<\/p>\n<p>Ne portano drammatica testimonianza personaggi, come l\u2019analista militare e geopolitico svizzero, Jacques Baud, o il giornalista tedesco Huseyin Dogru, uno dei 28 sostenitori di una libert\u00e0 d\u2019opinione che Bruxelles ha sanzionato con il consenso dei rispettivi governi (da noi, su iniziativa USA, Francesca Albanese), imponendo l\u2019esclusione dalla societ\u00e0 civile con il blocco di ogni mezzo di sostentamento e le sanzioni estese a chi offre soccorso.<\/p>\n<p>Ma anche gli ormai esemplari \u201cCinque di Ulm\u201d, attivisti antiguerra di \u201cPalestine Action\u201d accusati di aver danneggiato apparecchiature e imbrattato muri, dalle parti di Stoccarda, dello stabilimento israeliano Elbit System, produttore di armamenti (la Germania \u00e8 il secondo fornitore mondiale di armi a Israele). Il processo \u00e8 in corso, manette e catene, restando rinchiusi da settembre nel famigerato carcere d massima sicurezza di Stammheim, riservato ai \u201cterroristi. E\u2019 l\u00ec che membri della\u00a0<em>Rote Armee Fraktion\u00a0<\/em>(anche Banda Baader-Meinhof), nel corso del loro processo, vennero trovati \u201csuicidati\u201d nel 1975.<\/p>\n<h4>Ucraina con la Svastica nell\u2019Europa di Ursula e Merz<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/Immbanderagine9.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"449\" data-src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/Immbanderagine9.jpg\" \/><\/p>\n<p><em>Statua al nazista Stepan Bandera<\/em><\/p>\n<p>Tutto questo, dunque, ha un formidabile retroterra: l\u2019Unione Europea germanizzata e balticizzata. Tra la germanica baronessa Ursula von der Leyen, la baltica Kaja Kallas che, con 1,3 milioni di concittadini (in buona parte dissidenti russi), pretende di rappresentare 450 milioni di europei, e il portoghese bla-bla-bla con elmetto, Antonio Costa, che porta il caff\u00e8 alle altre due, la retrovia per la conflagrazione che vendichi Stalingrado \u00e8 assicurata. Tre autocrati di un\u2019oligarchia che, privi di vaglio elettorale, si vantano di quello concesso ai pupazzetti dell\u2019Europarlamento. I quali ai richiami della triade reagiscono come l\u2019orsetto del tirassegno.<\/p>\n<p>Vuoi che una simile conventicola chiuda le porte a uno Zelensky che, da sette anni, fa il vicer\u00e8 per NATO e UE e si presenta come membro ideale per frenesia bellica, disponibilit\u00e0 a dissanguare le ultime tre generazioni del suo paese, campione mondiale di corruzione, modello di regime autocratico con 11 partiti proibiti e tutte le tv d\u2019opposizione chiuse? Ecco dunque, sollecitata dai droni \u201crussi\u201d e nel momento in cui Putin rilancia colloqui di pace, l\u2019improvvisa accelerazione della corsa a un\u2019Ucraina in qualche modo dentro l\u2019UE, a dispetto dell\u2019assenza di proprio tutti i requisiti politici, giuridici, democratici, che si pretendono essere propri dell\u2019UE.<\/p>\n<p>Una volta conseguito questo obiettivo, ecco che la difesa dell\u2019Ucraina, da fornitura di armamenti, intelligence, forze speciali travestite e quant\u2019altro fatto passare sotto coperta, si trasforma in partecipazione attiva e obbligatoria alla guerra del proprio neo-associato. Lo impongono i diritti umani e democratici come cesellati nella costituzione dell\u2019Unione e come si riscontrano nella nuova Ucraina, magari senza opposizione, ma del massimo rispetto, a forza di stragi fin dal colpo di Stato del 2014, per le proprie minoranze russe. Alla stregua di una tradizione di tale rispetto, come venne praticata nei confronti di ebrei e polacchi dai modelli storici, Stepan Bandera o Andriv Melnyk, oggi onorati dalla politica e dall\u2019esercito con statue e reparti con svastica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazyloaded alignnone\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/Immagine%202026-06-07%20172204.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"269\" data-src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/Immagine%202026-06-07%20172204.png\" \/><\/p>\n<p><i>Uno Zelensky e un suo milite Azov<\/i><\/p>\n<h4>Corsi e ricorsi: 2.0<\/h4>\n<p>Torniamo e concludiamo da dove siamo partiti e poi ci lasciamo, atterriti dalla prospettiva di una Germania Anno Zero 2.0, di cui abbiamo illustrato tanti progettatori e preparatori in azione. Al punto di averci fatto capire che c\u2019\u00e8 chi ci sta trascinando fuori dall\u2019era nella quale ci eravamo abbastanza confortevolmente accomodati, tra i resti della carneficina 1939-1945, non sembra per ora incontrare grossi intralci. Nemmeno quelli che, pure, sono stati opposti al genocidio dei palestinesi. E la Germania \u00e8 di nuovo in prima linea e noi siamo di nuovo al traino. In pi\u00f9 c\u2019\u00e8, stavolta, una superpotenza di cui per\u00f2 non si sa se quello che dice, o fa, all\u2019ora di pranzo valga ancora al tempo della merenda.<\/p>\n<h4>\u201cTutta tua\u201d<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95769\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immtutatuaagine10-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immtutatuaagine10-300x168.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immtutatuaagine10.jpg 488w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>83 anni dopo l\u2019articolo di Goebbels sulla \u201cKriegst\u00fcchtigkeit\u201d\u00a0nella pubblicazione \u201cDas Reich\u201d, Boris Pistorius e l\u2019Ispettore Generale della Bundeswehr, Carsten Breuen, pubblicano \u201cDirettive di Politica della Difesa 2023\u201d\u00a0che, secondo alcuni critici, dovrebbero essere visti come \u201cModello per una guerra totale\u201d, con al suo interno gli elementi per la mobilitazione di tutti i settori di economia, cultura, societ\u00e0. \u201dLa nostra capacit\u00e0 di difesa richiede una Bundeswehr abilitata alla guerra&#8230; Il che esige una costante prontezza al combattimento con l\u2019impegno alla vittoria in ambiente ad alta intensit\u00e0\u2026\u201c\u00a0Alta intensit\u00e0 e il termine in codice per \u201cperdite di massa\u201d. Significa che si debba essere ideologicamente preparati a morire \u201cper la nostra democrazia\u201d. In parole serie: per gli interessi geopolitici e finanziari delle Elite al potere.<\/p>\n<p>Ci risiamo. Come, nel 1933, Hitler prese lo spunto dall\u2019 \u201cumiliazione di Versailles\u201d per giustificare un riarmo della Germania finalizzato a rettificare i torti subiti da quel trattato e andare anche oltre, cos\u00ec Merz trae dalla spoliazione della Germania di ogni velleit\u00e0 di potenza imposta e autoimposta, il pretesto per riscattare la nazione trasformando lo Stato Sociale in Economia di guerra, con l\u2019esercito pi\u00f9 forte d\u2019Europa. Una sua chiosa a tutto questo si ritrova in un documento dell\u2019Ufficio Informazioni dell\u2019Esercito:\u00a0\u201cCannoni e burro, sarebbe bello se funzionasse. Ma quello sarebbe il paese del latte e miele. Non va. Lo Stato sociale come l\u2019abbiamo avuto non \u00e8 pi\u00f9 finanziabile con il tipo di economia nazionale che dobbiamo adottare\u201d.<\/p>\n<p>Non vi ci si trova una vaga eco con quanto dichiarato alla radio dal Maresciallo del Reich per l\u2019Industria e l\u2019Aeronautica, Hermann Goering: \u201cI cannoni ci rendono forti, il burro ci fa solo grassi\u201d?\u00a0E i tedeschi si ritrovarono pieni di cannoni e con un drastico calo di benessere e di servizi essenziali. Servivano quelli non essenziali, ma che sarebbero risultati tali per la distruzione di mezza Europa e 55 milioni di morti, di cui 27 sovietici.<\/p>\n<h4>Ma che, davvero?<\/h4>\n<p>Non lo fu esplicitamente pacifista neppure quella copia europea degli USA inventata dai santoni di Ventotene. Poco rimane oggi della storica mobilitazione del 2005 contro la Costituzione UE, lontanissima dai propositi firmati dai paesi fondatori, Germania, Francia, Benelux e Italia, e vista come la negazione di un\u2019Europa sociale, pacifica e democratica. Se ne denunciava la programmazione di un costante riarmo dei paesi membri in direzione di una \u201ccapacit\u00e0 di guerra di portata mondiale\u201d.<\/p>\n<p>Quel trattato venne respinto dalla netta contrariet\u00e0 delle societ\u00e0 europee e da referendum in Francia e Paesi Bassi. Ma poco se ne tenne conto: le parti essenziali vennero incluse nei trattati di Lisbona del 2009, col quale gli Stati si impegnarono a potenziare gradualmente la propria capacit\u00e0 militare (detta di Difesa). Moriva cos\u00ec anche il celebrato Trattato di Maastricht, del 1993, con tutta la sua promessa di riservare ogni impegno al mantenimento della pace.<\/p>\n<p>Ci risiamo con la leva, per ora in versione soft. E a prepararla, ecco che si danno da fare tutti, a partire dal lobbista delle armi che, a garanzia della separazione tra interesse pubblico e interessi privati, fa da noi il ministro della Guerra. E a continuare con i bonzi stellati che vengono a scuola a far prendere l\u2019indirizzo giusto, culturale, morale e di carriera, ai ragazzi futuri uccisori e morituri. E a finire nell\u2019orgia militaristica, che sputa in faccia a una Repubblica fondata su una certa Costituzione e su un suo certo articolo 11, con l\u2019oscenit\u00e0 di una parata di guerra applaudita dal massimo difensore di quella Costituzione e di quell\u2019articolo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che andrebbe detto ai ragazzi convocati a misurarsi con questa prospettiva \u00e8 che, se vivete in Occidente ed entrate nel militare, non sarete mai chiamati a difendere il vostro paese. Vi manderanno a uccidere gente che prova a difendere il suo, di paese. Lo farete allo scopo di arricchire persone gi\u00e0 ricche, di dare pi\u00f9 potere ai gi\u00e0 potenti e di piegare il mondo all\u2019ordine dei tiranni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-fulvio_grimaldi__da_germania_anno_zero__a_germania_anno_20_cero_ci_risiamo_ci_sono\/58662_67350\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-fulvio_grimaldi__da_germania_anno_zero__a_germania_anno_20_cero_ci_risiamo_ci_sono\/58662_67350\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fulvio Grimaldi) Preambolo dinastico Non fosse stato per il Capitano Pierre Fran\u00e7ois De Gerbaulet, non avrei avuto motivi molto personali per scrivere questo pezzo. Per motivi svaporati nel tempo, forse legati alla persecuzione degli ugonotti ordinata da Carlo IX di Francia e da Caterina de\u2019 Medici nella seconda met\u00e0 del \u2018600, Pierre Fran\u00e7ois abbandon\u00f2 la nat\u00eca Borgogna e si insedi\u00f2 a Muenster in Westfalia. Qui diede origine a una dinastia che, per me,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":91597,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32,1],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Lantidiplomatico.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oUE","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95768"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95768"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95768\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95778,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95768\/revisions\/95778"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/91597"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}