{"id":95824,"date":"2026-06-11T10:39:01","date_gmt":"2026-06-11T08:39:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95824"},"modified":"2026-06-11T10:03:56","modified_gmt":"2026-06-11T08:03:56","slug":"la-volonta-dimpotenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95824","title":{"rendered":"La volont\u00e0 d\u2019impotenza"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Vincenzo Capodiferro)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Copilot_20260420_212344.png\" width=\"218\" height=\"328\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Di fronte all\u2019esigenza teoreticamente giustificabile di dare lotta alla Volont\u00e0, avendo in essa riconosciuto l\u2019Assoluto, secondo l\u2019aporia fondamentale di Schopenhauer e di Hartmann, maggiore consequenziariet\u00e0 troviamo nell\u2019esaltazione della volont\u00e0 di potenza di Nietzsche. In fondo la Volont\u00e0 assoluta deriva dalla\u00a0<em>Volont\u00e0 Generale<\/em>\u00a0di Rousseau e dalla\u00a0<em>Volont\u00e0 Apriori<\/em>\u00a0di Kant, sebbene la Volont\u00e0 illuministica sia ordinata (\u03b2\u03bf\u03cd\u03bb\u03b7\u03c3\u03b9\u03c2), rispetto a quella romantica, tumultuosa e\u00a0<em>strurm-und-grandica<\/em>\u00a0(\u03b8\u03ad\u03bb\u03b7\u03bc\u03b1).<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Innanzitutto dobbiamo poter giustificare, all\u2019interno di questa Volont\u00e0 assoluta il contrasto immanente ad essa tra lo spirito apollineo, spirito di equilibrio e di compostezza e lo spirito dionisiaco, orgiastico, travolgente, istintivo ed eversore, per eccellenza tragico: istinto noetico (intuizione pura) e istinto a-noetico (puro impulso o pura volont\u00e0. La ragione nasce come mediazione tra due impulsi. Dittatura della ragione non \u00e8 la prevalenza dell\u2019elemento noetico puro, o luminoso, o apollineo, ma di quello mediatico. Qui Nietzsche si \u00e8 confuso. Il razionalismo non \u00e8 la prevalenza dell\u2019intuizione (impulso noetico puro), ma del polo mediatico trai due impulsi che si esprime nel linguaggio, nel nozionismo e nel logicismo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Per Leibniz, ad esempio, le attivit\u00e0 elementari monadiche sono la percezione e la appetizione. L\u2019appercezione \u00e8 per noi appetizione di percezione. Il virtualismo leibniziano, per cui non v\u2019\u00e8 intercomunicabilit\u00e0 tra le monadi, riguarda, infatti, a nostro avviso, la percezione interna, o appercezione e non quella esterna.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Dovremmo presupporre, per comprendere bene la questione, che come c\u2019\u00e8 un intelletto agente e uno paziente, che ci sia una\u00a0<em>Voluntas agens<\/em>. La volont\u00e0 agente \u00e8 unica, o particolare per ogni soggetto? C\u2019\u00e8 un panteismo volitivo? Come prima c\u2019era il pan-entismo parmenideo, da Kant in poi c\u2019\u00e8 pan-volontarismo.\u00a0 Tutto \u00e8 volont\u00e0.\u00a0<em>Volutas sive Natura<\/em>. Come si risolve questo annoso problema? Per non ricadere nel panlogismo dell\u2019intelletto unico, abbiamo, anche qui previsto tre tesi neo-aristoteliche:<\/p>\n<ol class=\"wp-block-list\" style=\"text-align: justify\">\n<li>Neo-alessandrismo. Esiste un\u2019unica volont\u00e0, che \u00e8 la Volont\u00e0 divina, che il tutto muove e noi siamo puramente passivi dinanzi ad essa. Questa tesi porta al panteismo, gi\u00e0 riproposto pi\u00f9 volte da Bruno a Spinoza, da Schelling ad Hegel. Questa tesi, per\u00f2, tende anche al giustificazionismo del male ed attribuisce il male stesso alla volont\u00e0 divina, il che \u00e8 impossibile. In questa tesi vanno inserite anche le ipotesi ateistiche, ma lo stesso pan-volontistiche, come quella di Schopenhauer, di Nietzsche e altri. L\u2019Illuminismo aveva deificato la Ragione, il Romanticismo la Volont\u00e0.<\/li>\n<li>Neo-averroismo. Esiste un\u2019unica Volont\u00e0 agente, valida per tutti e per tutto, questa entit\u00e0 per\u00f2 non \u00e8 divina, ma \u00e8 creata ed \u00e8 trascendentale. Potrebbe essere una Volont\u00e0 eroica, o semidivina, o angelica, come quella diabolica. Diavolo, da \u03b4\u03b9\u03b1\u03b2\u03ac\u03bb\u03bb\u03c9, indica la ragione analitica, quella che divide, la ragione demiurgica, deista. C\u2019\u00e8 una creazione secondaria, non originaria, come quella divina, c\u2019\u00e8 una creazione mimica, o imitativa. Lo stesso vale per l\u2019intelletto. Oggi il neo-averroismo pu\u00f2 essere tradotto come: intelligenza artificiale unica (UIA).<\/li>\n<li>Neotomismo. Esiste una volont\u00e0 agente particolare che \u00e8 unica per ognuno, come esiste un intelletto particolare unico per ognuno.<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Quest\u2019ultima ci pare la via da seguire: la volont\u00e0 particolare \u00e8 gi\u00e0 agente e non pu\u00f2 essere confusa con la volont\u00e0 universale. La volont\u00e0 universale \u00e8 quella divina, poi c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 generale, corrispondente all\u2019ego sociale, nelle sue varie determinazioni e sfere coscienziali o auto-coscienziali (familiare, gruppale, tribale, associativa, sociale, statuale).<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Possiamo ben accettare la celebrazione del sentimento tragico della vita, la condanna del gelo logico di Socrate, lo scherno di ogni razionalistica\u00a0<em>aurea mediocritas<\/em>, la ripulsa di ogni metafisica, di ogni religione, di ogni morale comune, ma come possiamo conciliare questo con un ferreo, neo-stoico fatalismo: l\u2019eterno ritorno? Come abbiano potuto gli Stoici e Spinoza, poi, conciliare l\u2019\u03b5\u03b9\u03bc\u03b1\u03c1\u03bc\u03ad\u03bd\u03b7 con l\u2019\u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03b5\u03c1\u03af\u03b1, essendo negatori ed esaltatori della libert\u00e0, ma non del libero arbitrio? Tra libert\u00e0 vera ed autentica ed arbitrio difatti v\u2019\u00e8 un abisso. Gi\u00e0 Agostino l\u2019aveva ripreso: la\u00a0<em>libertas minor<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>libertas maior<\/em>. In fondo il fine della libert\u00e0 \u00e8 l\u2019adeguamento alla Provvidenza eterna. La ribelle Volont\u00e0 romantica cos\u2019\u00e8 in fondo se non la stessa Volont\u00e0 divina trasfigurata? A questa crede uno Schopenhauer.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Nietzsche, riprendendo la categoria dell\u2019<em>Unico<\/em>\u00a0di Stirner, riafferma uno spirito iconoclastico ed eversivo, che conduce non tanto ad un agnostico amoralismo, quanto alla morale del superuomo, disdegnosa delle deboli morali del gregge umano, fondate sul\u00a0<em>resentissement<\/em><strong>.<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 una differenza di fondo tra la categoria dell\u2019<em>Unico\u00a0<\/em>(Stirner) e quella del\u00a0<em>Singolo\u00a0<\/em>(Kierkegaard). Il singolo si rapporta sempre all\u2019Assoluto: Altro reale da s\u00e9. L\u2019unico si aliena invece in un auto-Assoluto, secondo un processo feuerbachiano di auto-deificazione. Il male \u00e8\u00a0<em>scientia sui<\/em>, o meglio,\u00a0<em>concupiscientia sui<\/em>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">\u00abDue amori fecero le due citt\u00e0, e cio\u00e8 l\u2019amore di s\u00e9 portato fino al disprezzo di Dio fece la citt\u00e0 terrena, l\u2019amore di Dio portato fino al disprezzo di s\u00e9 fece la citt\u00e0 celeste\u00bb<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftn1\">[1]<\/a><strong>.<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Qui si gioca il rilevo tra vera e falsa\u00a0<em>religio<\/em>. L\u2019oltre-umanesimo in s\u00e9 esige una proiezione metafisica e meta-umana. C\u2019\u00e8 un processo che inizia con l\u2019autoctisi: cio\u00e8 auto-topia e conduce ad eterotopia. Il male \u00e8 in fondo\u00a0<em>concupiscientia sui<\/em>. Ogni scienza \u00e8 concupiscenza. La filosofia nasce dalla\u00a0<em>curiositas<\/em>: lo sosteneva gi\u00e0 Aristotele.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Partiremo dal concetto di male. \u00abIl male si compie quando la volont\u00e0 lascia ci\u00f2 che \u00e8 superiore per rivolgersi a ci\u00f2 che \u00e8 inferiore; non perch\u00e9 sia male ci\u00f2 a cui essa si rivolge, ma perch\u00e9 \u00e8 male lo stesso atto degradante. Perci\u00f2 non \u00e8 la cosa inferiore che ha resa cattiva la volont\u00e0, ma questa stessa si \u00e8 resa colpevole, perch\u00e9 cerc\u00f2, in modo malvagio e violatore dell\u2019ordine, ci\u00f2 che \u00e8 inferiore\u00bb<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftn2\">[2]<\/a><strong>.<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Innanzitutto la volont\u00e0 rivela il proprio carattere necessariamente intenzionale. La volont\u00e0 \u00e8 intenzionale, \u00e8 finale o non \u00e8 finale? Anche la volont\u00e0 di potenza \u00e8 finale, in quanto auto-affermativa. Pu\u00f2 esistere una mera volont\u00e0 in-intenzionale? Incosciente? Inconscia? La passione dovrebbe essere un\u2019anti-volont\u00e0? O una volont\u00e0 in-intenzionale?<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Cosa significa volere il s\u00e9? Volersi? La volont\u00e0 di Nietzsche e di Schopenhauer \u00e8 la stessa volont\u00e0 divina trasfigurata. Volersi \u00e8 la colpa di esistere, la fonte del peccato di Kierkegaard. L\u2019esistenza \u00e8 peccato in quanto \u00e8 distacco dall\u2019Assoluto.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">La conoscenza stessa \u00e8 un atto originario di volont\u00e0, \u00e8 auto-volont\u00e0. La Volont\u00e0 stessa promuove la liberazione da essa nello stesso modo in cui il Cristo si incarna per la redenzione universale, la liberazione dal peccato. Cosa \u00e8 il peccato nella sua essenza? Farsi dio. L\u2019oltre-uomo \u00e8 un<em>\u00a0homo homini deus<\/em>. L\u2019oltre-uomo \u00e8 un metafisico. Esiste un ultra-esistente? Oltre l\u2019esistenza cosa c\u2019\u00e8? O \u00e8 tutto esistenza? La metafisica immanente e trascendentalista \u00e8 intrappolata ognora nel dramma del mare dell\u2019esistenzialismo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">\u00abNessuno dunque si metta a cercare la causa efficiente della volont\u00e0 cattiva; non si tratta di una volont\u00e0 efficiente, ma di una volont\u00e0 deficiente, poich\u00e9 si tratta di una deficienza, non di una realt\u00e0 effettiva. Infatti l\u2019allontanarsi da quello che \u00e8 l\u2019Essere Sommo, per volgersi a ci\u00f2 che \u00e8 inferiore, ci\u00f2 costituisce il cominciare ad avere volont\u00e0 cattiva. Voler trovare le cause di queste deficienze, giacch\u00e9 sono cose deficienti, non efficienti, \u00e8 la stessa cosa che se uno volesse vedere le tenebre o ascoltare il silenzio\u00bb<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftn3\">[3]<\/a><strong>.<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Dobbiamo sottolineare il senso di questa\u00a0<em>voluntas deficiens.\u00a0<\/em>Le masse di Le Bon che seguono un Hitler, un Mussolini, uno Stalin sono davvero inconsce? Cio\u00e8 non hanno una coscienza collettiva sviluppata? Non c\u2019\u00e8 una coscienza trascendentale, oppure questa \u00e8 debole? La debolezza di coscienza, il pensiero \u00e8 debole (Vattimo)? Perch\u00e9 si identificano nell\u2019irrazionale? Nel lato oscuro della volont\u00e0? Non esprimono forse questa volont\u00e0 deficiente? Altro che volont\u00e0 generale! La\u00a0<em>Volont\u00e9 G\u00e9n\u00e8rale<\/em>\u00a0diviene\u00a0 un\u2019aberrazione se va a procurare la totale identificazione delle volont\u00e0 singole in un\u2019unica volont\u00e0, quella del capo: questa \u00e8 una stortura inammissibile! La volont\u00e0 trascendentale, o coscienza collettiva, \u00e8 in comunione con quelle individuali. L\u2019io sociale non sopprime i singoli. Il totalitarismo deriva dall\u2019imposizione dell\u2019io sociale su quelli individuali. L\u2019io sociale deve essere integrativo di quelli gruppali o individuali, cos\u00ec si ha una congrua e appropriata comunit\u00e0. Gli estremi sono sempre l\u2019individualismo e il collettivismo, ma tra questi c\u2019\u00e8 sempre un termine medio. Io non credo pi\u00f9 alla favoletta delle masse inermi, inconsce, irresponsabili. Monarchia assoluta e democrazia assoluta coincidono. Macintyre in \u201cDopo la virt\u00f9\u201d ha portato alla ribalta Aristotele: \u00abPoich\u00e9 ci\u00f2 che si vuole \u00e8 il fine e poich\u00e9 la deliberazione e il proposito derivano dal fine, le azioni relative a queste cose saranno deliberate e volontarie. Ora le azioni virtuose riguardano queste cose. Perci\u00f2 la virt\u00f9 e il vizio sono in nostro potere\u00bb<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftn4\">[4]<\/a>. La ragione \u00e8 volont\u00e0 mediata. L\u2019intelligenza \u00e8 volont\u00e0 immediata al pari dell\u2019impulso fattivo, o attivo. Ma se le masse non sono passive, come credeva Le Bon, dinanzi agli stimoli delle volont\u00e0 potenziali forti, allora qual \u00e8 l\u2019atteggiamento di fronte ai totalitarismi, di qualunque genere, compresi quelli subdoli, attuali, democratizzati? Semplicemente volont\u00e0 di impotenza! Volutamente impotenti! Non esiste la volont\u00e0 assoluta, come credeva Schopenhauer: il non volere \u00e8 volere di non volere! Le masse volutamente si sono sottomesse ai capi, cio\u00e8 alle volont\u00e0 apparentemente pi\u00f9 forti. Hitler, Stalin e Mussolini erano, in fondo, dei deboli che esprimevano la loro forza nell\u2019aggressivit\u00e0. Per capire questo meccanismo di impotenza possiamo citare il noto manifesto kantiano dell\u2019Illuminismo:<strong>\u00a0\u00ab<\/strong><em>L\u2019illuminismo \u00e8 l\u2019uscita dell\u2019uomo dallo stato di minorit\u00e0 di cui egli stesso \u00e8 colpevole.\u00a0Minorit\u00e0<\/em>\u00a0\u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro.\u00a0<em>Colpevole<\/em>\u00a0\u00e8 questa minorit\u00e0, se la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi di essa senza essere guidati da un altro.\u00a0<em>Sapere aude!<\/em>\u00a0Abbi il coraggio di servirti della tua\u00a0<em>propria<\/em>\u00a0intelligenza! Questo dunque \u00e8 il motto dell\u2019illuminismo. Pigrizia e vilt\u00e0 sono le cause per cui tanta parte degli uomini, dopo che la natura li ha da lungo tempo liberati dall\u2019altrui guida, rimangono tuttavia volentieri minorenni a vita; e per cui riesce tanto facile agli altri erigersi a loro tutori. \u00c8 cos\u00ec comodo essere minorenni!\u00bb. \u00a0Le masse non sono giustificabili, sono corresponsabili dei totalitarismi. \u00c8 facile lavarsi le mani: \u00e8 colpa di Napoleone! \u00c8 colpa di Mussolini! \u00c8 colpa di Hitler! Come \u00e8 pericoloso questo giustificazionismo dell\u2019impotenza! Platone giustamente diceva: \u00abLa pena che i buoni devono scontare per l\u2019indifferenza alla cosa pubblica \u00e8 quella di essere governati da uomini malvagi\u00bb. Churchill aveva pronunciato una sentenza: come \u00e8 possibile che<strong>\u00a0<\/strong>l\u2019Italia passi da 45 milioni di fascisti a 45 milioni di antifascisti dopo il 25 luglio 1943? Gli si attribuisce anche un\u2019altra espressione: i fascisti del futuro saranno gli antifascisti. Sulla pericolosit\u00e0 dell\u2019antifascismo si era espresso Bordiga, che abbiamo citato in altri interventi. Il problema \u00e8 proprio il dantesco girone degli ignavi: l\u2019ignavia \u00e8 un colpa sociale voluta, non inconscia! L\u2019indifferenza sociale \u00e8 voluta! L\u2019incoscienza \u00e8 voluta! L\u2019inconscio \u00e8 un rimosso voluto! Perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile nascondersi. \u00c8 pi\u00f9 facile mettere la testa sotto la sabbia. Lo fanno anche gli struzzi. \u00c8 pi\u00f9 facile identificarsi in un capo! E poi trasformarlo in capro espiatorio! \u00c8 pi\u00f9 facile incolpare le masse amorfe. Atomismo sociale! Individualismo! Ma questi sono atomi coscienti. Non esiste l\u2019inconscio se prima non sia stato conscio. Altrimenti \u00e8 pura incoscienza! \u00c8 un\u2019incoscienza voluta! La responsabilit\u00e0 richiede sacrificio, impegno! Essere liberi \u00e8 difficile! \u00c8 meglio essere schiavi! Anche gli ebrei si lamentavano nel deserto con Mos\u00e8: stavamo meglio sotto gli egiziani! Oggi, ad esempio, le masse non sono analfabete, come un tempo. I minimi ragazzi almeno possiedono un\u2019istruzione elementare! E poi la coscienza di classe, o di massa, o coscienza sociale \u00e8 immediata. La coscienza non coincide necessariamente con l\u2019istruzione. L\u2019istruzione nozionistica non favorisce il\u00a0<em>principium individuationis.\u00a0<\/em>Montesquieu ed Hegel parlavano giustamente di Spirito del popolo. Che Hegel sia con voi! E con il tuo spirito. Lo Spirito del popolo \u00e8 la coscienza di classe. Poi \u00e8 giunto Freud col suo inconscio: l\u2019inconscio \u00e8 un rimosso! Cio\u00e8 un conscio insopportabile divenuto inconscio. La verit\u00e0 brucia, come la giustizia, ustiona. Chi la sopporta? Chi dice la verit\u00e0 vuol essere ucciso. Cassandra non \u00e8 mai creduta! La storia lo stesso: non potr\u00e0 mai essere\u00a0<em>magistra vitae<\/em>! Se dice la verit\u00e0 non sar\u00e0 mai creduta! La passione, o volont\u00e0 passiva, si forma proprio dal coltivare l\u2019impotenza: Platone distingueva tre tendenze dell\u2019anima: razionale, irascibile e concupiscibile (che corrispondono in fondo in Freud a Io, Superio ed Es). Aristotele, invece, proponeva la virt\u00f9 come volont\u00e0 mediana, cio\u00e8, come principio misto tra impulso noetico, o apollineo e impulso a-noetico, o dionisiaco.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Il problema della decadenza dell\u2019Occidente \u00e8 di aver posto proprio questa apologia dell\u2019impotenza! Non \u00e8 nel coltivare l\u2019intelligenza vera, l\u2019intuito, quell\u2019elemento apollineo tanto esecrato da Nietzsche. Lo stesso Nietzsche ha usato la ragione, cio\u00e8 la volont\u00e0 mista, per affermare sempre le stesse cose, non ignote alla metafisica: l\u2019eterno ritorno, il fato, l\u2019oltre-omismo divinante. Come fa un universo totalmente cieco ed irrazionale ad essere preciso come un orologio svizzero nell\u2019eterno ritorno? Spiegacelo Nietzsche. A meno che non si ammetta una Ragione universale, come avevano fatto gli Stoici. Come fa la Volont\u00e0 irrazionale a organizzarsi in gradi di oggettivazione, o nell\u2019avere delle platoniche Idee, caro Schopenhauer? Non c\u2019\u00e8 una parte razionale e una irrazionale, o meglio c\u2019\u00e8 nel senso che \u00e8 puramente non-mediata, ma c\u2019\u00e8 una parte potente e un impotente, che alimenta la passione, la volont\u00e0 negativa, inattiva, inerte, che genera resistenza. E questa \u00e8 anche la materia volitiva.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab<\/strong>La storia di ogni societ\u00e0 esistita fino a questo momento, \u00e8 storia di lotte di classi. Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membri delle corporazioni e garzoni, in breve, oppressori e oppressi, furono continuamente in reciproco contrasto, e condussero una lotta ininterrotta, ora latente ora aperta; lotta che ogni volta \u00e8 finita o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la societ\u00e0 o con la comune rovina delle classi in lotta<strong>\u00bb<\/strong><a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftn5\">[5]<\/a><strong>.<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Ma chi sono questi oppressori ed oppressi (Rousseau)? Desti e dormienti (Eraclito)? Padroni e servi (Hegel)? Autentici e inautentici (Heidegger)? Borghesi e proletari (Marx)? Superuomi e sottuomini (Nietzsche)? In una parola: sono potenti e impotenti! Gli psicologi parlano di impotenza appresa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Kant, ad esempio,\u00a0 definisce le passioni come deviazioni o inclinazioni costanti (clinamen o\u00a0<em>\u03c0\u03b1\u03c1\u03ad\u03b3\u03ba\u03bb\u03b9\u03c3\u03b9\u03c2<\/em>) dalla retta ragione, perch\u00e9 impediscono alla ragione di agire, mentre le emozioni\u00a0 sono passeggere.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Spinoza, ad esempio, nega la libert\u00e0 intesa come libero arbitrio, ma non la nega nel significato di libera necessit\u00e0, cio\u00e8 di indipendenza dalla coazione esterna. La schiavit\u00f9 \u00e8 essere determinato da cause esterne, la libert\u00e0 \u00e8 essere determinato ad esistere ed ad agire da cause intrinseche alla propria natura. Cio\u00e8: subire \u00e8 impotenza, agire \u00e8 potenza. La virt\u00f9 \u00e8 potenza e felicit\u00e0. Ma con tutto ci\u00f2 si giunge alla morale del pi\u00f9 forte (Hobbes)? Oltre alla forza,\u00a0<em>homo cogitat<\/em>: \u00abUn effetto che \u00e8 una passione cessa di essere passione appena ci formiamo l\u2019idea chiara e distinta di essa\u00bb<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftn6\">[6]<\/a>. \u00abUna passione dunque, quanto pi\u00f9 ci \u00e8 nota, tanto pi\u00f9 \u00e8 in nostro potere, e tanto meno la mente \u00e8, rispetto ad essa, passiva\u00bb<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftn7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Cio\u00e8 la libert\u00e0 \u00e8 possibile solo tra uomini potenti, non tra gli impotenti ignavi: \u00abLo scopo, invero, dello stato \u00e8 la libert\u00e0. Ma poniamo che si possa conculcare questa libert\u00e0, e gli uomini possano venire oppressi in modo tale che non osino mormorare alcunch\u00e9 senza l\u2019approvazione delle somme potest\u00e0: certamente non avverr\u00e0 mai che essi pensino diversamente da come loro pare; e perci\u00f2 seguirebbe necessariamente che gli uomini costantemente penserebbero in un modo e parlerebbero in un altro, e che, conseguentemente, la buona fede, virt\u00f9 fondamentalmente necessaria nello stato, si corromperebbe, e l\u2019abominevole adulazione e la perfidia sarebbero favorite, onde gli imbrogli e la corruzione di tutte le virt\u00f9\u00bb<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftn8\">[8]<\/a>. Come ci fa ad esser libert\u00e0 in mezzo ad individui schiavi della passione, cio\u00e8 della loro stessa impotenza indotta? O peggio ad esser schiavi del male? Lutero ci aveva ridotto a schiavi del peccato: no! L\u2019uomo \u00e8 libero. Pu\u00f2 liberarsi con la sua potenza. La vera libert\u00e0 si raggiunge tra di uomini potenti. Gli ignavi preferiscono i capi, i duci, i Fuhrer. Solo tra uomini potenti vi pu\u00f2 essere vera anarchia, \u03b1\u1f50\u03c4\u03ac\u03c1\u03ba\u03b5\u03b9\u03b1, autogestione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Rousseau a proposito \u00e8 molo chiaro: \u00abVi sono due sorta di dipendenze: quella dalle cose, che \u00e8 naturale, e quella degli uomini, che \u00e8 della societ\u00e0. La dipendenza dalle cose, non avendo alcuna relazione con la moralit\u00e0, non nuoce affatto alla libert\u00e0 e non genera vizi; la dipendenza dagli uomini, essendo disordinata, li genera tutti, ed \u00e8 per essa che il padrone e lo schiavo si depravano vicendevolmente\u00bb<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftn9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Sottolineiamo: il padrone e lo schiavo si depravano a vicenda, anche nell\u2019alternanza hegeliano-marxiana servo-padrone. Oggi \u00e8 tutto un rapporto di dipendenze. Dov\u2019\u00e8 la libert\u00e0?<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftn10\">[10]<\/a><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Per sintetizzare:<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Volont\u00e0 apotetica, o positiva (<em>apotesi<\/em>);<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Volont\u00e0 catatetica o negativa (<em>catatesi<\/em>);<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Volont\u00e0 apodittica, o razionale (<em>buletica<\/em>);<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Volont\u00e0 apocrifa,\u00a0 o irrazionale (<em>telematica<\/em>).<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">La volont\u00e0 di potenza si pu\u00f2 raggiungere in tre modi:<\/p>\n<ol class=\"wp-block-list\" style=\"text-align: justify\">\n<li>Razionale (Spinoza, Rousseau, Kant, Berlin) o tramite l\u2019istinto noetico;<\/li>\n<li>Arazionale (Hobbes, Schelling, Schopenhauer, Nietzsche, Freud) o tramite l\u2019istinto a-noetico.<\/li>\n<li>Volont\u00e0 mista, o intermedia, o intenzionale (Principio di intenzionalit\u00e0 primario e secondario \u2013 Brentano e Husserl).<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">A questi tipi di volont\u00e0 corrispondono anche tipi di rivoluzione:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\" style=\"text-align: justify\">\n<li>Rivoluzione attiva;<\/li>\n<li>Rivoluzione passiva.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><em>Apotetico<\/em>, usato nella filosofia spagnola, significa: posizione fenomenologica apparente, caratteristica degli oggetti che percepiamo come se fossimo sempre al centro, o nel mezzo del punto di osservazione (intenzionalismo secondario:\u00a0<em>intentio secunda<\/em>\u00a0degli Scolastici). La volont\u00e0 \u00e8 telecinetica in questo senso a-priori rispetto al tempo. Nella scienza si definisce principio antropico, forte o debole. \u00c8 lo stesso principio bruniano del centrismo infinitale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><em>Paratetica<\/em>, invece, \u00e8 quella percezione che individua le relazioni tra gli oggetti, non rispetto ad un punto assoluto, o osservatore O, ma rispetto alla loro reale relazione (intenzionalismo primario, o ontico).<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftnref1\">[1]<\/a>Agostino,\u00a0<em>De Civ. Dei<\/em>, XIV, 28<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0Ivi, 6.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0Ivi, 7.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftnref4\">[4]<\/a>Arist.\u00a0<em>Et. Nic.<\/em>\u00a0III,5<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0K. Marx,\u00a0<em>Manifesto del PC<\/em>, I.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0B. Spinoza,\u00a0<em>Eth<\/em>., V, prop. II.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0Ivi, coroll. prop. III.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftnref8\">[8]<\/a>\u00a0B. Spinoza,\u00a0<em>Tr. Th.-Pol<\/em>., XX.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftnref9\">[9]<\/a>\u00a0J.J. Rousseau,\u00a0<em>Emilio<\/em>, II.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftnref10\">[10]<\/a>\u00a0Per rispondere a questa domanda cfr. a proposito tra tantissime risposte, quella di I. Berlin,\u00a0<em>Libert\u00e0<\/em>, Feltrinelli, pi\u00f9 volte ristampata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftn10\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/11\/la-volonta-dimpotenza\/#_ftn10<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Vincenzo Capodiferro) Di fronte all\u2019esigenza teoreticamente giustificabile di dare lotta alla Volont\u00e0, avendo in essa riconosciuto l\u2019Assoluto, secondo l\u2019aporia fondamentale di Schopenhauer e di Hartmann, maggiore consequenziariet\u00e0 troviamo nell\u2019esaltazione della volont\u00e0 di potenza di Nietzsche. In fondo la Volont\u00e0 assoluta deriva dalla\u00a0Volont\u00e0 Generale\u00a0di Rousseau e dalla\u00a0Volont\u00e0 Apriori\u00a0di Kant, sebbene la Volont\u00e0 illuministica sia ordinata (\u03b2\u03bf\u03cd\u03bb\u03b7\u03c3\u03b9\u03c2), rispetto a quella romantica, tumultuosa e\u00a0strurm-und-grandica\u00a0(\u03b8\u03ad\u03bb\u03b7\u03bc\u03b1). Innanzitutto dobbiamo poter giustificare, all\u2019interno di questa Volont\u00e0 assoluta il contrasto&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oVy","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95824"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95824"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95824\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95825,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95824\/revisions\/95825"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95824"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95824"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95824"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}