{"id":95873,"date":"2026-06-16T09:30:08","date_gmt":"2026-06-16T07:30:08","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95873"},"modified":"2026-06-14T14:33:25","modified_gmt":"2026-06-14T12:33:25","slug":"tassi-piu-alti-crescita-piu-debole-perche-la-critica-alla-bce-di-confindustria-va-ascoltata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95873","title":{"rendered":"Tassi pi\u00f9 alti, crescita pi\u00f9 debole: perch\u00e9 la critica alla BCE di Confindustria va ascoltata"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SCENARIECONOMICI (Antonio Maria Rinaldi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header id=\"mvp-post-head\" class=\"left relative\">La BCE alza ancora i tassi colpendo l\u2019economia reale. Confindustria lancia l\u2019allarme: un errore che ricorda il disastro del 2011 e rischia di stritolare le imprese italiane.<\/p>\n<div class=\"mvp-author-info-wrap left relative\">\n<div class=\"mvp-author-info-name left relative\"><\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"mvp-post-main-out left relative\">\n<div class=\"mvp-post-main-in\">\n<div id=\"mvp-post-content\" class=\"left relative\">\n<div id=\"mvp-post-feat-img\" class=\"left relative mvp-post-feat-img-wide2\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment- size- wp-post-image lazyautosizes lazyloaded\" src=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/tassi-industria.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"1320\" height=\"886\" data-src=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/tassi-industria.jpg.webp\" data-srcset=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/tassi-industria.jpg.webp 1320w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/tassi-industria-300x201.jpg.webp 300w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/tassi-industria-1024x687.jpg.webp 1024w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/tassi-industria-768x515.jpg.webp 768w\" data-sizes=\"auto\" data-eio-rwidth=\"1320\" data-eio-rheight=\"886\" data-src-webp=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/tassi-industria.jpg.webp\" data-srcset-webp=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/tassi-industria.jpg.webp 1320w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/tassi-industria-300x201.jpg.webp 300w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/tassi-industria-1024x687.jpg.webp 1024w, https:\/\/scenarieconomici.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/tassi-industria-768x515.jpg.webp 768w\" \/><\/div>\n<div id=\"mvp-content-wrap\" class=\"left relative\">\n<div class=\"mvp-post-soc-out right relative\">\n<div class=\"mvp-post-soc-in\">\n<div id=\"mvp-content-body\" class=\"left relative\">\n<div id=\"mvp-content-body-top\" class=\"left relative\">\n<div class=\"discover_button\"><\/div>\n<div id=\"mvp-content-main\" class=\"left relative\">\n<p>La decisione della Banca Centrale Europea di aumentare ancora una volta i tassi di interesse ripropone una domanda che dovrebbe essere al centro del dibattito economico europeo: ha senso utilizzare sempre lo stesso strumento quando le cause dell\u2019inflazione sono profondamente diverse?<\/p>\n<div class=\"ddw-related-posts\">\n<div class=\"ddw-related-posts-title\">Per approfondire:<\/div>\n<ul>\n<li class=\"ddw-related-posts-item\"><a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/confcomemrcio-consumi-e-turismo-tengono-in-moto-leconomia-che-cresce-piu-del-previsto-pil-a-0-9\/?rel=correlati\"><span class=\"ddw-related-posts-item-type\">Articolo:<\/span>\u00a0<span class=\"ddw-related-posts-item-title\">Confcomemrcio: Consumi e turismo tengono in moto l\u2019economia, che cresce pi\u00f9 del previsto: Pil a +0.9%<\/span><\/a><\/li>\n<li class=\"ddw-related-posts-item\"><a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/larabia-saudita-blinda-leconomia-reale-strade-ferrate-per-sfuggire-alla-trappola-del-golfo-persico\/?rel=correlati\"><span class=\"ddw-related-posts-item-type\">Articolo:<\/span>\u00a0<span class=\"ddw-related-posts-item-title\">L\u2019Arabia Saudita blinda l\u2019economia reale: strade ferrate per sfuggire alla trappola del Golfo Persico<\/span><\/a><\/li>\n<li class=\"ddw-related-posts-item\"><a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/il-patto-si-puo-piegare-senza-romperlo-la-carta-italiana-e-larticolo-26\/?rel=correlati\"><span class=\"ddw-related-posts-item-type\">Articolo:<\/span>\u00a0<span class=\"ddw-related-posts-item-title\">Il Patto si pu\u00f2 piegare senza romperlo: la carta italiana \u00e8 l\u2019articolo 26<\/span><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div id=\"div-ddw-ad-VIDEO\">\n<div class=\"DLW_VIDEO\"><\/div>\n<\/div>\n<p>La<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/confindustria-lancia-lallarme-recessione-bce-ignora-ipotesi-2643391.html\">\u00a0presa di posizione<\/a>\u00a0del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, merita attenzione perch\u00e9 rappresenta una delle rare occasioni in cui il mondo produttivo italiano esprime apertamente le proprie perplessit\u00e0 nei confronti delle scelte della BCE. Non si tratta di una rivendicazione corporativa n\u00e9 di una disputa accademica. Si tratta piuttosto del richiamo alla realt\u00e0 da parte di chi osserva quotidianamente gli effetti delle decisioni monetarie sugli investimenti, sulla produzione, sull\u2019occupazione e sulla competitivit\u00e0 delle imprese.<\/p>\n<p>L\u2019attuale aumento dei prezzi \u00e8 infatti riconducibile soprattutto a fattori esterni: rincari energetici, tensioni geopolitiche, incertezza sulle forniture e aumento dei costi delle materie prime. Secondo le stesse analisi delle istituzioni europee, la componente energetica continua a esercitare un ruolo determinante nell\u2019evoluzione del quadro inflazionistico. In uno scenario di questo tipo, il problema non nasce da un eccesso di consumi o da una crescita troppo sostenuta del credito, ma dall\u2019aumento dei costi che imprese e famiglie sono costrette a subire dall\u2019esterno.<\/p>\n<p>Per questo motivo il nuovo rialzo dei tassi suscita pi\u00f9 di una perplessit\u00e0. L\u2019aumento del costo del denaro non incrementa la disponibilit\u00e0 di energia, non riduce il prezzo del petrolio e non elimina le tensioni internazionali che stanno alimentando l\u2019incertezza sui mercati. Pu\u00f2 per\u00f2 rallentare investimenti, consumi e attivit\u00e0 produttiva, con il rischio di aggravare una situazione gi\u00e0 complessa.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sorprende \u00e8 che la BCE sembri non aver tratto insegnamento dagli errori del passato. Il precedente pi\u00f9 noto resta quello di Jean-Claude Trichet che, nel 2011, in piena crisi del debito sovrano europeo, decise per ben due volte di aumentare i tassi di interesse. Quelle decisioni contribuirono ad accrescere le tensioni finanziarie in un momento di estrema fragilit\u00e0 per l\u2019Eurozona e sono ancora oggi ricordate come uno degli errori pi\u00f9 significativi della storia recente della politica monetaria europea.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 difficile non richiamare il celebre monito latino:\u00a0errare humanum est, perseverare autem diabolicum.<\/p>\n<p>Il punto centrale, tuttavia, non riguarda i singoli governatori. Il problema appare pi\u00f9 profondo e affonda le sue radici nell\u2019impianto stesso dell\u2019Unione Monetaria Europea. A differenza della Federal Reserve statunitense, il cui mandato considera sia la stabilit\u00e0 dei prezzi sia il sostegno all\u2019occupazione e alla crescita, la BCE continua a operare all\u2019interno di una struttura che attribuisce alla lotta contro l\u2019inflazione una priorit\u00e0 pressoch\u00e9 assoluta.<\/p>\n<p>Questa impostazione pu\u00f2 apparire coerente quando l\u2019inflazione \u00e8 alimentata da un eccesso di domanda interna. Diventa invece molto pi\u00f9 discutibile quando gli aumenti dei prezzi derivano da shock energetici, tensioni geopolitiche o fattori esterni che sfuggono al controllo delle famiglie e delle imprese europee.<\/p>\n<p>L\u2019Europa continua a interpretare l\u2019inflazione come il principale rischio economico sistemico anche quando le vere emergenze riguardano la perdita di competitivit\u00e0 industriale, il costo dell\u2019energia, la dipendenza strategica dall\u2019estero e il rallentamento degli investimenti produttivi. In questo contesto, la stabilit\u00e0 dei prezzi viene spesso perseguita senza un adeguato bilanciamento con le esigenze della crescita, con il rischio di indebolire ulteriormente la base industriale del continente.<\/p>\n<p>Le conseguenze risultano particolarmente rilevanti per l\u2019Italia. Confindustria sa bene che il sistema produttivo nazionale resta fortemente bancocentrico. Le piccole e medie imprese, che rappresentano oltre il 90% del tessuto imprenditoriale italiano e costituiscono la spina dorsale dell\u2019economia nazionale, continuano a dipendere in misura prevalente dal credito bancario per finanziare investimenti e attivit\u00e0 operative.<\/p>\n<p>Secondo le statistiche della BCE e della Banca d\u2019Italia, il ricorso al credito bancario da parte delle imprese italiane rimane significativamente superiore rispetto a quello osservabile in sistemi economici caratterizzati da mercati dei capitali pi\u00f9 sviluppati. Ci\u00f2 significa che ogni irrigidimento della politica monetaria tende a trasmettersi con particolare intensit\u00e0 al sistema produttivo nazionale.<\/p>\n<p>In altri Paesi europei il ricorso a emissioni obbligazionarie, mercati azionari e altre forme di finanziamento diretto offre alle imprese maggiori possibilit\u00e0 di diversificazione. In Italia, invece, il canale bancario continua a rappresentare la fonte prevalente di finanziamento, rendendo l\u2019economia pi\u00f9 sensibile alle decisioni della BCE.<\/p>\n<p>Proprio per questo assume particolare rilievo la posizione espressa da Confindustria. Non perch\u00e9 rappresenti un interesse di parte, ma perch\u00e9 richiama l\u2019attenzione su un aspetto che spesso sfugge al dibattito europeo: dietro ogni decisione sui tassi non vi sono soltanto variabili statistiche, ma imprese che investono, lavoratori che producono ricchezza e famiglie che programmano il proprio futuro.<\/p>\n<p>In questo senso non pu\u00f2 essere liquidata come una semplice provocazione l\u2019osservazione di Orsini secondo cui sarebbe stato pi\u00f9 comprensibile attendersi una riduzione dei tassi. Se imprese e famiglie stanno gi\u00e0 pagando il prezzo di un\u2019inflazione importata attraverso bollette pi\u00f9 elevate e maggiori costi di produzione, sarebbe stato ragionevole interrogarsi sull\u2019opportunit\u00e0 di una politica monetaria capace almeno di attenuare tali effetti, anzich\u00e9 amplificarli attraverso un ulteriore irrigidimento delle condizioni finanziarie.<\/p>\n<p>Anche le famiglie potrebbero risentirne progressivamente di questo orientamento. Pur non esistendo una trasmissione automatica e immediata tra i tassi ufficiali della BCE e quelli applicati ai mutui, una politica monetaria pi\u00f9 restrittiva tende inevitabilmente a riflettersi nel tempo sulle condizioni di finanziamento offerte dal sistema bancario, con effetti che possono manifestarsi sui nuovi mutui, sulle rinegoziazioni e pi\u00f9 in generale sul costo del credito.<\/p>\n<p>La vera questione \u00e8 dunque se abbia ancora senso affrontare fenomeni economici profondamente diversi con strumenti concepiti per realt\u00e0 completamente differenti. Il mondo di oggi non \u00e8 quello degli anni Settanta. Le sfide principali non sono soltanto l\u2019inflazione, ma anche la competitivit\u00e0 industriale, la sicurezza energetica, la capacit\u00e0 di innovare e la crescita della produttivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il vero rischio non \u00e8 soltanto che la BCE stia commettendo un errore di valutazione. Il rischio \u00e8 che l\u2019Europa continui a utilizzare strumenti concepiti per i problemi del passato mentre il resto del mondo affronta le sfide del presente. E quando una politica economica continua a produrre effetti indesiderati senza mettere in discussione i propri presupposti teorici, il problema non \u00e8 pi\u00f9 la singola decisione. \u00c8 il modello che continua a generarla.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/tassi-piu-alti-crescita-piu-debole-perche-la-critica-alla-bce-di-confindustria-va-ascoltata\/\">https:\/\/scenarieconomici.it\/tassi-piu-alti-crescita-piu-debole-perche-la-critica-alla-bce-di-confindustria-va-ascoltata\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCENARIECONOMICI (Antonio Maria Rinaldi) &nbsp; La BCE alza ancora i tassi colpendo l\u2019economia reale. 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