{"id":95890,"date":"2026-06-16T10:00:44","date_gmt":"2026-06-16T08:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95890"},"modified":"2026-06-15T16:43:34","modified_gmt":"2026-06-15T14:43:34","slug":"litalia-piccola-piccola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95890","title":{"rendered":"L\u2019Italia piccola piccola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Michele Agagliate)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/vannaccitotale.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/vannaccitotale.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roberto Vannacci cresce. I sondaggi lo confermano, i transfughi della Lega e di Fratelli d\u2019Italia pure. Come osserva l\u2019avvocato <strong>Marco Mori<\/strong> nel suo intervento su <strong>Money.it<\/strong>, il generale sta letteralmente \u201cfacendo evaporare\u201d la Lega e \u201ccreando problemi significativi\u201d a Fratelli d\u2019Italia, mettendo a nudo le contraddizioni di due partiti che hanno capovolto le proprie posizioni politiche originarie nel momento in cui hanno assaggiato il <strong>potere<\/strong>. L\u2019analisi \u00e8 corretta: <strong>Salvini \u00e8 passato dall\u2019euroscetticismo muscolare al voto favorevole al Patto di stabilit\u00e0. Meloni \u00e8 passata dal \u201cnon siamo schiavi dell\u2019Europa\u201d alla lettera ossequiosa a Ursula von der Leyen<\/strong>. Il vuoto che si \u00e8 aperto \u00e8 reale, e Vannacci ci si \u00e8 infilato con abilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fin qui, nulla da eccepire. Il problema comincia quando si prova a guardare dentro il vaso invece di ammirarne la forma esterna.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vannacci \u00e8 un generale dell\u2019esercito italiano che ha costruito la propria fortuna politica su un libro \u2014 <em>Il mondo al contrario <\/em>(un ringraziamento speciale ai futurologi di <em>Repubblica<\/em>) \u2014 scritto con la grazia stilistica di un rapporto di servizio e la profondit\u00e0 filosofica di uno sfogo da bar. Milioni di copie vendute, non perch\u00e9 il testo fosse raffinato, ma perch\u00e9 intercettava un malcontento reale: quello di una parte di Paese che si sente derisa, silenziata, sostituita. Un malcontento che ha cause strutturali serie \u2014 la precarizzazione del lavoro, la compressione dei salari, la crisi demografica, l\u2019abbandono delle periferie \u2014 e che meriterebbe risposte all\u2019altezza. Invece ha trovato un generale in borghese che gli ha detto che <strong>il problema sono i gay, i migranti e i politicamente corretti<\/strong>. Come sempre nella storia, \u00e8 pi\u00f9 facile indicare un nemico visibile che analizzare un meccanismo sistemico.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure il fenomeno cresce, e cresce perch\u00e9 i partiti che avrebbero dovuto difendere quei ceti popolari \u2014 la <strong>sinistra riformista<\/strong> in primo luogo \u2014 hanno da tempo scelto di rappresentare i ceti urbani istruiti, le professioni liberali, il mondo della comunicazione e della cultura, lasciando il resto a raccattare le proprie frustrazioni dove poteva. Come documentato dall\u2019<strong>Istituto Cattaneo<\/strong> gi\u00e0 nel 2018, il voto di classe in Italia si \u00e8 invertito: oggi le classi operaie e i ceti impiegatizi di provincia votano in misura crescente per le <strong>destre populiste<\/strong>, mentre la sinistra si consolida nei quartieri benestanti delle grandi citt\u00e0. Questa (non) patologia degli elettori \u00e8 il risultato di scelte politiche precise.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul tema dell\u2019<strong>immigrazione<\/strong>, l\u2019analisi di Mori coglie un punto che la sinistra continua a rimuovere per timore di sembrare \u201crazzista\u201d: <strong>l\u2019immigrazione di massa non regolata funziona, sul piano economico, come un sussidio diretto al capitale<\/strong>. Pi\u00f9 manodopera disponibile significa minor potere contrattuale per i lavoratori gi\u00e0 presenti, <strong>significa salari compressi, significa che gli imprenditori possono permettersi di non investire in automazione e produttivit\u00e0<\/strong>. Come documenta il rapporto annuale dell\u2019INPS, <strong>negli ultimi vent\u2019anni i salari reali italiani sono diminuiti del 2,9%<\/strong>, rendendo l\u2019Italia l\u2019unico Paese dell\u2019OCSE in cui <strong>i lavoratori oggi guadagnano mediamente meno che nel 1990<\/strong>. Non \u00e8 una coincidenza che questo processo si sia sviluppato in parallelo con l\u2019espansione dei flussi migratori non regolati e con la precarizzazione del mercato del lavoro.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa che i migranti siano \u201cil problema\u201d. Significa che il sistema economico li usa \u2014 come ha sempre usato le popolazioni pi\u00f9 vulnerabili \u2014 per abbassare il costo del lavoro e indebolire la contrattazione collettiva. La risposta sovranista di destra \u00e8: <strong>chiudiamo i confini<\/strong>. La risposta di una <strong>sinistra popolare e sovranista<\/strong> non pu\u00f2 essere n\u00e9 l\u2019immigrazionismo senza limiti delle \u00e9lite liberal-progressiste n\u00e9 gli slogan privi di una visione sociale. Bisogna governare e ridurre i flussi migratori quando superano la capacit\u00e0 di integrazione del Paese, difendere i salari e la dignit\u00e0 del lavoro, garantire pieni diritti e doveri a chi viene accolto legalmente e contrastare con fermezza ogni forma di dumping salariale. Perch\u00e9 il problema non \u00e8 soltanto quanti arrivano, ma <strong>come il capitale utilizza l\u2019immigrazione di massa per comprimere stipendi, indebolire i lavoratori e alimentare la competizione tra gli ultimi<\/strong>. Vannacci individua una parte del problema, quella dei flussi. Ma senza una battaglia contro il liberismo e contro lo sfruttamento del lavoro, la sua resta una risposta incompleta.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo i dati Eurostat del 2023, l\u2019Italia ha il quarto tasso di lavoratori poveri pi\u00f9 alto dell\u2019Unione Europea, al 12,2%. Il 40% dei nuovi contratti firmati nell\u2019ultimo anno \u00e8 a tempo determinato o in somministrazione. La precariet\u00e0 non \u00e8 arrivata (solo) con i barconi. \u00c8 arrivata con il Jobs Act, con la Legge Biagi, con trent\u2019anni di smantellamento sistematico dello <strong>Stato sociale<\/strong>. Se Vannacci avesse il coraggio di dirlo chiaramente, potrebbe essere interessante. Ma non lo dice, perch\u00e9 farlo significherebbe attaccare il sistema economico di cui <strong>molti dei suoi nuovi sostenitori fanno parte<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi un altro valore che chi si definisce patriota dovrebbe considerare non negoziabile: il <strong>25 aprile<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roberto Vannacci ha dichiarato pubblicamente di non festeggiare il 25 aprile come Festa della Liberazione, ma come <strong>San Marco<\/strong>. Ha sostenuto che quella ricorrenza divida il Paese invece di unirlo e, in pi\u00f9 occasioni, ha lasciato intendere che la Resistenza rappresenti soprattutto una narrazione politica di parte, pi\u00f9 che uno degli eventi fondativi della Repubblica italiana. Come riportato dal <em>Fatto Quotidiano<\/em> il 26 aprile 2024, il generale ha inoltre partecipato a iniziative e commemorazioni in cui la memoria antifascista appariva quantomeno marginale, quando non apertamente contestata.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, al di l\u00e0 delle legittime differenze politiche, <strong>il 25 aprile dovrebbe rappresentare un punto fermo per qualunque democratico<\/strong>. Non significa aderire all\u2019antifascismo militante o a una particolare cultura politica; significa semplicemente riconoscere un fatto storico: <strong>la fine della dittatura fascista, la sconfitta dell\u2019occupazione nazista e il ritorno della libert\u00e0 e della democrazia nel nostro Paese<\/strong>. Un patriota pu\u00f2 avere idee conservatrici, sovraniste, identitarie o nazionaliste; ma difficilmente pu\u00f2 considerare irrilevante la data che ha restituito all\u2019Italia la possibilit\u00e0 di essere una <strong>nazione libera e sovrana<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Costituzione del 1948 \u2014 quella che Vannacci dice di voler difendere, almeno a parole \u2014 \u00e8 figlia diretta della Resistenza. I suoi principi fondamentali, a cominciare dalla tutela della dignit\u00e0 umana, dal ripudio della guerra, dall\u2019uguaglianza sostanziale, sono stati scritti da persone che avevano vissuto sulla propria pelle cosa significa uno Stato totalitario. Non sono affatto parole astratte, ma risposte concrete a crimini concreti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un generale della Repubblica italiana che non sa festeggiare il 25 aprile ha un problema di coerenza istituzionale<\/strong>, prima ancora che politica. Ha giurato fedelt\u00e0 alla Costituzione. La Costituzione discende dalla Resistenza. Il cerchio non si chiude.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mala destra \u00e8 perfettamente in grado di cambiare, modernizzarsi e maturare. <strong>Marine Le Pen<\/strong>, leader del Rassemblement National, ha preso esplicitamente le distanze dal passato controverso del partito fondato dal padre. Ha condannato il regime di Vichy, ha riconosciuto le responsabilit\u00e0 francesi nella deportazione degli ebrei e ha fatto delladistinzione tra identit\u00e0 nazionale e nostalgia autoritaria un punto politico esplicito. Lo ha fatto, probabilmente, pi\u00f9 per calcolo politico che per una profonda convinzione ideologica. Ma ha compreso che, senza quella distinzione, il suo partito difficilmente avrebbe potuto aspirare a governare. \u00c8 una scelta che pu\u00f2 apparire strumentale, certo, ma che sul piano politico e costituzionale produce comunque effetti concreti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viktor Orb\u00e1n, per quanto discutibile su quasi tutto il resto, non ha mai messo in discussione la commemorazione delle vittime dell\u2019Olocausto n\u00e9 ha ambiguit\u00e0 sulla condanna del nazismo storico. Il suo sovranismo era illiberale, autoritario, pericoloso per molti aspetti. Ma non ha nostalgie fasciste dichiarate.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa Fratelli d\u2019Italia, pur con tutte le sue ambiguit\u00e0 identitarie e con una parte della propria storia ancora oggetto di discussione, ha almeno riconosciuto formalmente che <strong>il fascismo rappresent\u00f2 una pagina negativa della storia italiana<\/strong>. Lo hanno affermato Giorgia Meloni e Guido Crosetto \u2014 quest\u2019ultimo proveniente da una cultura politica di matrice democristiana e quindi estranea alla tradizione fascista \u2014 seppur talvolta con formule prudenti e non prive di sfumature. Vannacci, invece, sembra fare fatica persino a compiere questo passaggio elementare: riconoscere senza esitazioni che la dittatura fascista fu incompatibile con i principi della democrazia costituzionale e con le libert\u00e0 che oggi tutti noi diamo per scontate.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una destra identitaria, patriottica e sovranista, critica verso l\u2019immigrazione e verso il neoliberismo, pu\u00f2 certamente esistere, avere una piena rappresentanza democratica e contribuire al dibattito pubblico. <strong>Ma non pu\u00f2 permettersi ambiguit\u00e0 sulla memoria storica<\/strong>. Perch\u00e9 quell\u2019ambiguit\u00e0 non \u00e8 mai del tutto neutrale: finisce per alimentare, direttamente o indirettamente, forme di revisionismo che tendono a relativizzare eventi e responsabilit\u00e0 storiche ben definite. E quando il confine tra analisi critica della storia e minimizzazione del passato si fa troppo sfumato, <strong>il rischio \u00e8 quello di normalizzare ci\u00f2 che una democrazia matura dovrebbe invece continuare a ricordare con chiarezza<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi c\u2019\u00e8 la vicenda di <strong>Emanuele Pozzolo<\/strong>, che merita di essere ricostruita perch\u00e9, da sola, racconta molto di una certa idea della responsabilit\u00e0 pubblica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella notte di Capodanno del 2024, Pozzolo \u2014 deputato eletto nelle liste di Fratelli d\u2019Italia \u2014 ferisce una persona con un colpo di pistola durante una festa a <strong>Rosazza<\/strong>, in provincia di Biella. La festa si svolgeva nell\u2019abitazione della sindaca <strong>Francesca Delmastro<\/strong>, sorella di Andrea Delmastro, deputato <em>fratellino<\/em> ed ex-sottosegretario alla Giustizia del governo Meloni. Il ferito era il compagno della figlia di un agente della polizia penitenziaria che, all\u2019epoca, ricopriva il ruolo di <strong>capo scorta dello stesso Delmastro<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo le ricostruzioni giornalistiche, Pozzolo tent\u00f2 inizialmente di invocare l\u2019<strong>immunit\u00e0 parlamentare<\/strong> per sottrarsi agli accertamenti finalizzati alla ricerca di residui di polvere da sparo. In seguito accett\u00f2 i rilievi, ma soltanto diverse ore dopo l\u2019accaduto e rifiutandosi di consegnare gli abiti indossati durante la serata. Nell\u2019ottobre 2025 il Tribunale di Biella lo condann\u00f2 a <strong>un anno e tre mesi di reclusione<\/strong>, con pena sospesa, per porto abusivo di arma da fuoco.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le straordinarie avventure di Emanuele Pozzolo non si concludono l\u00ec. Il <strong>2 giugno 2026<\/strong> Pozzolo viene coinvolto in un incidente stradale nei pressi di Vigliano Biellese e <strong>risulta positivo all\u2019alcoltest con un tasso alcolemico superiore al doppio del limite consentito<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 delle valutazioni giudiziarie, resta il dato politico: quando chi rivendica ordine, responsabilit\u00e0 e rispetto delle regole finisce ripetutamente al centro di episodi del genere, il problema diventa al tempo stesso individuale e politico. Riguarda certamente la persona coinvolta, ma investe anche la credibilit\u00e0 di chi pretende di fondare la propria proposta pubblica proprio <strong>sul rispetto delle regole e sul senso di responsabilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, Emanuele Pozzolo \u2014 gi\u00e0 espulso da Fratelli d\u2019Italia nel febbraio 2025 \u2014 aderisce a Futuro Nazionale il 4 febbraio 2026, il giorno successivo alla fondazione del partito da parte di Roberto Vannacci.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando i giornalisti chiedono conto al generale della permanenza di Pozzolo nel partito, Vannacci sceglie una linea difensiva che fa discutere. Come riportato da <em>Il Fatto Quotidiano<\/em> il 4 giugno 2026, afferma di non aver visto il video relativo all\u2019episodio, definisce l\u2019accaduto \u201cun incidente automobilistico che riguarda la vita privata\u201d e conclude con una frase destinata a far parlare di s\u00e9: \u201cPozzolo resta nel partito. Io non abbandono nessuno, nessuno rimane indietro di quelli che sono stati con me in mille campi di battaglia\u201d.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, per buona misura, chiede ai giornalisti presenti: <strong>\u201cMi date una definizione di ubriaco?\u201d<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, chiunque ha il diritto di difendere i propri compagni di partito. Ma un leader politico che si candida a governare il Paese e che, di fronte a un deputato condannato per porto abusivo di arma e sorpreso alla guida in stato di ebbrezza, risponde chiedendo ironicamente cosa significhi \u201cubriaco\u201d, sta dicendo qualcosa di molto preciso sulla propria concezione della responsabilit\u00e0 pubblica: che la lealt\u00e0 personale conta pi\u00f9 della credibilit\u00e0 istituzionale. Sta dicendo che le regole valgono per gli altri; \u00e8 esattamente il tipo di cultura politica \u2014 l\u2019omert\u00e0 trattata a virt\u00f9, la fedelt\u00e0 al capo elevata a principio morale \u2014 che ha gi\u00e0 prodotto disastri nella storia di questo Paese.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi la questione che Vannacci \u2014 come quasi tutta la destra italiana \u2014 tende a trattare con una superficialit\u00e0 che rasenta la disonest\u00e0 intellettuale: l\u2019<strong>emergenza ecologica<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il generale ha pi\u00f9 volte minimizzato il <strong>cambiamento climatico<\/strong>, liquidandolo come \u201cideologia\u201d o come <strong>pretesto globalista per tassare i cittadini<\/strong> <strong>e bloccare la crescita economica<\/strong>. \u00c8 una posizione documentalmente falsa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo il <strong>Rapporto IPCC 2023<\/strong>, la temperatura media globale ha gi\u00e0 superato di 1,1 gradi Celsius il livello preindustriale. Le ondate di calore estreme <strong>sono diventate cinque volte pi\u00f9 frequenti rispetto alla media del ventesimo secolo<\/strong>. Le alluvioni catastrofiche in Italia \u2014 Emilia-Romagna nel maggio 2023, con sedici morti e quindici miliardi di euro di danni secondo i dati della Regione \u2014 non sono fenomeni isolati ma manifestazioni di un sistema climatico destabilizzato da emissioni cumulate di CO2 che oggi superano le 420 parti per milione nell\u2019atmosfera, il livello pi\u00f9 alto degli ultimi tre milioni di anni, come documentato dall\u2019Osservatorio di Mauna Loa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dire che l\u2019ambientalismo \u00e8 <em>di sinistra<\/em> \u00e8 una delle grandi menzogne della politica contemporanea. La tutela del territorio, la protezione delle risorse idriche, la difesa della biodiversit\u00e0, la qualit\u00e0 dell\u2019aria nelle citt\u00e0: <strong>sono valori di sopravvivenza<\/strong>. Dovrebbero essere al centro di qualsiasi progetto politico che si dichiari \u201cpatriottico\u201d, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 patria senza territorio vivibile, non c\u2019\u00e8 nazione senza risorse naturali, non c\u2019\u00e8 sovranit\u00e0 senza indipendenza energetica costruita su fonti rinnovabili.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso dell\u2019<strong>ambientalismo di destra<\/strong> \u00e8 che esiste, e ha radici profonde. Il concetto di <em>heimat<\/em> \u2014 la patria come terra, come paesaggio, come identit\u00e0 radicata nel territorio \u2014 \u00e8 storicamente connesso a una certa <strong>tradizione conservatrice europea<\/strong>. La caccia, la pesca, l\u2019agricoltura tradizionale, la difesa del paesaggio rurale contro la speculazione edilizia: sono tutte battaglie che una destra coerente dovrebbe combattere con pi\u00f9 vigore della sinistra urbana. Invece Vannacci e i suoi si oppongono alle energie rinnovabili (accusate di \u201cdeturpare il paesaggio\u201d, quando invece sono la principale alternativa alla dipendenza energetica), minimizzano il cambiamento climatico, e si schierano contro ogni regolamentazione ambientale europea come se la CO2 fosse un\u2019invenzione brussellese.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come osserva il professor <strong>Luca Mercalli<\/strong>, presidente della <strong>Societ\u00e0 Meteorologica Italiana<\/strong>, in una recente intervista alla <em>Stampa<\/em>, \u201cil clima non \u00e8 un\u2019opinione politica. \u00c8 fisica. E la fisica non tratta preferenze ideologiche.\u201d Aggiungere a questo che l\u2019Italia \u00e8 tra i Paesi europei pi\u00f9 esposti agli effetti del cambiamento climatico \u2014 con <strong>il Mediterraneo che si scalda pi\u00f9 velocemente dell\u2019oceano globale<\/strong>, con <strong>le Alpi che perdono ghiacciai al ritmo del 3% annuo<\/strong> \u2014 rende ancora pi\u00f9 incomprensibile la sottovalutazione di questa questione da parte di chi dice di amare l\u2019Italia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ambientalismo autentico \u2014 non quello delle ONG finanziate da Soros n\u00e9 quello delle \u00e9lite che possono permettersi le auto elettriche \u2014 \u00e8 invece un ambientalismo popolare, territoriale, che difende i piccoli agricoltori contro l\u2019agrobusiness, che protegge le coste dall\u2019abusivismo edilizio, che investe nelle reti idriche invece di lasciare che il 40% dell\u2019acqua si disperda per le tubature colabrodo, come documentano i dati ISTAT sull\u2019infrastruttura idrica italiana. <strong>Questo ambientalismo potrebbe e dovrebbe essere parte integrante di qualsiasi progetto sovranista serio<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sovranit\u00e0 monetaria: che si riapra il dibattito<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mori ha ragione su un punto fondamentale: la questione della <strong>sovranit\u00e0 monetaria<\/strong> e del controllo del credito \u00e8 la madre di tutte le battaglie. Senza controllo sulla moneta, senza la capacit\u00e0 di emettere debito pubblico senza dipendere dai mercati, senza la possibilit\u00e0 di condurre politiche espansive in recessione, ogni altro obiettivo politico \u2014 dal welfare alla difesa dei salari, dall\u2019investimento pubblico alla transizione ecologica \u2014 rimane sulla carta.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come hanno ben documentato, fra i tanti, <strong>Augusto Graziani<\/strong> e <strong>Gabriele Guzzi<\/strong>, gi\u00e0 negli anni Novanta, il sistema monetario europeo ha strutturalmente ridotto la capacit\u00e0 degli stati periferici \u2014 Italia inclusa \u2014 di perseguire politiche industriali autonome. Il Patto di stabilit\u00e0 e crescita, nelle sue varie incarnazioni, ha imposto l\u2019austerit\u00e0 come dogma nei momenti esattamente sbagliati: durante la crisi del 2008-2011 e durante la pandemia del 2020, quando invece sarebbe stata necessaria una politica fiscale espansiva coordinata.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vannacci su questo dice cose giuste. Il problema \u00e8 che le dice senza un programma economico coerente che le sostenga. Criticare l\u2019euro senza proporre un percorso credibile di uscita o di rinegoziazione dei trattati rischia di trasformarsi in semplice demagogia. Allo stesso modo, invocare la sovranit\u00e0 monetaria senza affrontare il tema del controllo del sistema creditizio \u2014 come sostiene Mori \u2014 significa lasciare incompleto il ragionamento. L\u2019esperienza dell\u2019Islanda dopo la crisi finanziaria del 2008 viene spesso citata proprio per questo motivo: il governo intervenne sulle banche travolte dal collasso del sistema finanziario invece di limitarsi a socializzare le perdite lasciando invariati gli assetti precedenti. Fu una scelta estremamente difficile e costosa nel breve periodo, ma che contribu\u00ec alla successiva stabilizzazione dell\u2019economia islandese. Se si vuole discutere seriamente di sovranit\u00e0 economica, monetaria e finanziaria, occorre quindi andare oltre gli slogan e confrontarsi con gli strumenti concreti necessari a renderla effettiva.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Italia ha uno dei debiti pubblici pi\u00f9 elevati d\u2019Europa, secondo solo a quello della Grecia, ma possiede anche una delle pi\u00f9 alte ricchezze private del mondo. Secondo i dati della Banca d\u2019Italia, <strong>le famiglie italiane detengono attivit\u00e0 patrimoniali per circa 10.000 miliardi di euro<\/strong>, pari a quasi quattro volte il PIL nazionale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema, dunque, non \u00e8 l\u2019assenza di risorse nel Paese, ma come queste risorse sono distribuite e, soprattutto, la mancanza di strumenti pubblici capaci di indirizzarle verso investimenti di interesse collettivo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019osservazione pi\u00f9 acuta di Mori riguarda il futuro di Futuro Nazionale una volta che uscir\u00e0 dall\u2019opposizione comoda e dovr\u00e0 fare i conti con il governo. La storia italiana degli ultimi trent\u2019anni \u00e8 una collezione di partiti che promettevano la rivoluzione e consegnavano la continuit\u00e0. La Lega di Bossi. Il Movimento 5 Stelle di Grillo. Forza Italia. La Lega di Salvini. Fratelli d\u2019Italia della Meloni. Tutti hanno vinto con <strong>slogan antisistema<\/strong>. Tutti hanno governato con politiche di sistema. Il meccanismo \u00e8 sempre lo stesso: l\u2019opposizione \u00e8 il posto dove si possono fare le promesse pi\u00f9 belle perch\u00e9 nessuno ti chiede il conto.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ricordava <strong>Yanis Varoufakis<\/strong>, ministro delle Finanze greco nel 2015, quella che lui defin\u00ec la \u201cpi\u00f9 potente forma di tortura politica moderna\u201d non \u00e8 lo shock economico in s\u00e9, bens\u00ec la raffinata pressione burocratica con cui le istituzioni europee spiegano a ogni nuovo governo che non esistono alternative, che le regole sono le regole e che qualsiasi deviazione comporter\u00e0 inevitabili conseguenze \u201csui mercati\u201d. Tsipras resistette per alcuni mesi. Poi cedette. Salvini non arriv\u00f2 nemmeno a tanto.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vannacci potrebbe scegliere una strada diversa, ma per farlo avrebbe bisogno di ci\u00f2 che, almeno finora, non sembra avere: <strong>un programma economico dettagliato e credibile, alleanze internazionali capaci di sostenere una reale sfida ai vincoli europei e una classe dirigente selezionata sulla base delle competenze, non della semplice fedelt\u00e0 personale<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che si osserva oggi, invece, appare pi\u00f9 simile a una corsa al tesseramento di fuoriusciti provenienti da altri partiti, spesso animati \u2014 come osserva Mori \u2014 pi\u00f9 dall\u2019interesse a garantirsi una futura ricandidatura o rielezione che da una visione strategica e coerente per il Paese.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi una contraddizione strutturale che il filosofo <strong>Diego Fusaro<\/strong>, in un intervento pubblicato sul blog del <em>Fatto Quotidiano<\/em> il 9 giugno 2026, individua con particolare chiarezza, pur con il consueto gusto per la semplificazione teorica: <strong>Vannacci critica gli effetti del sistema senza mettere realmente in discussione le sue cause<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Fusaro, nel libro <em>Il mondo al contrario<\/em> il generale denuncia le distorsioni di una societ\u00e0 che considera capovolta, ma continua a difendere sia il libero mercato capitalistico sia l\u2019ordine atlantico, che per molti critici rappresentano proprio alcuni dei principali motori di quelle trasformazioni che egli denuncia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la contraddizione di chi vorrebbe correggere le conseguenze senza intervenire sulle premesse; di chi si lamenta dell\u2019acqua che entra in casa, ma non vuole salire sul tetto a controllare da dove provenga la perdita.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vannacci pu\u00f2 invocare la sovranit\u00e0 nazionale quanto vuole, <strong>ma finch\u00e9 non affronta temi come la libert\u00e0 di movimento dei capitali, la privatizzazione dei settori strategici, la perdita di sovranit\u00e0 economica e la dipendenza politico-militare dagli Stati Uniti d\u2019America<\/strong>, il suo sovranismo rischia di rimanere prevalentemente retorico: efficace nel raccogliere consenso, molto meno nel produrre cambiamenti strutturali.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vannacci rischia davvero di portarci verso una minestra gi\u00e0 servita e gi\u00e0 assaggiata: sovranisti ortodossi prima, perfettamente integrati nel sistema neoliberale dopo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli italiani, ormai, dovrebbero sapere bene come finiscono queste storie. Vero, Matteo?<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/15\/litalia-piccola-piccola\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/15\/litalia-piccola-piccola\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Michele Agagliate) Roberto Vannacci cresce. I sondaggi lo confermano, i transfughi della Lega e di Fratelli d\u2019Italia pure. Come osserva l\u2019avvocato Marco Mori nel suo intervento su Money.it, il generale sta letteralmente \u201cfacendo evaporare\u201d la Lega e \u201ccreando problemi significativi\u201d a Fratelli d\u2019Italia, mettendo a nudo le contraddizioni di due partiti che hanno capovolto le proprie posizioni politiche originarie nel momento in cui hanno assaggiato il potere. L\u2019analisi \u00e8 corretta: Salvini \u00e8&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oWC","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95890"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95890"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95890\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95891,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95890\/revisions\/95891"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}