{"id":95907,"date":"2026-06-17T09:30:31","date_gmt":"2026-06-17T07:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95907"},"modified":"2026-06-16T20:08:01","modified_gmt":"2026-06-16T18:08:01","slug":"un-flop-per-gli-usa-un-disastro-per-israele-leredita-della-guerra-con-liran-che-ha-cambiato-il-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95907","title":{"rendered":"Un flop per gli USA, un disastro per Israele: l&#8217;eredit\u00e0 della guerra con l\u2019Iran che ha cambiato il Medio Oriente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di INSIDE OVER (Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95908\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/OVERCOME_20260401194109367_9e8d2ea7166d8fe284073002b930fdaf-1536x874-1-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/OVERCOME_20260401194109367_9e8d2ea7166d8fe284073002b930fdaf-1536x874-1-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/OVERCOME_20260401194109367_9e8d2ea7166d8fe284073002b930fdaf-1536x874-1-1024x583.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/OVERCOME_20260401194109367_9e8d2ea7166d8fe284073002b930fdaf-1536x874-1-768x437.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/OVERCOME_20260401194109367_9e8d2ea7166d8fe284073002b930fdaf-1536x874-1.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Mentre si parla di cosa succeder\u00e0 dopo il 19 giugno, giorno della firma dell\u2019accordo di pace tra Usa e Repubblica Islamica, \u00e8 possibile delineare un primo perimetro e fare un bilancio di quanto successo in un conflitto che \u00e8 durato&#8230;<\/em><\/p>\n<p><strong>Trump e il fine guerra: c&#8217;\u00e8 da fidarsi<\/strong>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre si parla di cosa succeder\u00e0 dopo il 19 giugno, giorno della firma dell\u2019accordo di pace tra Usa e Repubblica Islamica, \u00e8 possibile delineare un primo perimetro e fare un bilancio di quanto successo in un conflitto che \u00e8 durato oltre cento giorni, pur con la coda di un lungo cessate il fuoco, e ha cambiato il volto del Medio Oriente e della sicurezza regionale. In un concetto si pu\u00f2 dire che l\u2019Iran non perde, gli Usa fanno flop, Israele subisce un vero e proprio disastro. Nonostante un attacco violento alla propria leadership militare e politica, raid di decapitazione che hanno eliminato la Guida Suprema Ali Khamenei e molti alti papaveri del regime, un duro colpo alle infrastrutture, una crisi economica sempre pi\u00f9 mordente e la prospettiva di un rimescolamento dei rapporti di forza a favore dei Pasdaran dopo il conflitto, l\u2019Iran si \u00e8 trovato nella prospettiva di veder reggere la struttura dello Stato e di costruire sul campo un nuovo sistema dopo la fine dell\u2019era dell\u2019Ayatollah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per l\u2019Iran non affondare equivale, sostanzialmente, a cantare vittoria di fronte al fatto che gli obiettivi dei suoi nemici erano quantomeno massimalisti. Per gli Usa si trattava di danneggiare la capacit\u00e0 militare di Teheran e, soprattutto, di colpire la Repubblica Islamica per condizionare gli approvvigionamenti energetici della Cina e delle altre maggiori economie concorrenti, mentre per Israele il bersaglio era nientemeno che la fine stessa della Repubblica Islamica, da perseguire tramite crollo del regime, incentivo a una guerra civile, frammentazione territoriale del Paese. Alla prova dei fatti, Washington ha fatto flop, specie considerato il fatto che dovr\u00e0 trattare per veder riaperto lo Stretto di Hormuz, mentre a Tel Aviv \u00e8 andata ancora peggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Netanyahu e Trump, indizi di crisi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Israele ha colpito duramente l\u2019Iran, ma due guerre nel giro di un anno, a giugno 2025 e a febbraio-aprile 2026, non hanno conseguito alcuno degli obiettivi agognati dal primo ministro Benjamin Netanyahu. Non \u00e8 riuscito il sostegno tramite raid aerei e missilistici alle forze interessate a cambiare il regime in Iran; la posizione della leadership della Repubblica Islamica si \u00e8 orientata verso la risposta a oltranza, e questo ha creato anche dei battibecchi tra Tel Aviv e molti partner regionali, specie nel mondo arabo, allontanando l\u2019ipotesi di estensione degli Accordi di Abramo; il Libano, teatro sostanziale di pertinenza di Tel Aviv, \u00e8 stato dall\u2019Iran, con il sostegno implicito di Donald Trump, ricompreso nel perimetro di pace. A tal proposito, Trita Parsi del Quincy Institute commentava ieri che \u201cNetanyahu sta anche cercando di prevenire il tentativo dell\u2019Iran di stabilire una nuova equazione di deterrenza regionale, in cui gli attacchi a Beirut, e potenzialmente al Libano innescherebbero una risposta iraniana diretta contro Israele\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, Teheran si \u00e8 vista non completamente isolata: l\u2019azione di Paesi come Pakistan, Qatar e, sullo sfondo, Turchia per accelerare la fine della guerra ha mostrato l\u2019emersione di un campo di Stati preoccupati dalle conseguenze delle guerre infinite di Israele. Per Netanyahu sar\u00e0 dura, ora, presentare successi concreti in vista del prossimo appuntamento elettorale, decisivo per la sua permanenza al potere. L\u2019ex premier Yair Lapid ha definito l\u2019ipotesi di accordo \u201cuno dei fallimenti pi\u00f9 clamorosi della politica estera e di sicurezza di Israele\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il New York Times rileva che l\u2019assenza di Tel Aviv dal negoziato ha impedito a Israele di spuntare concessioni, mentre Danny Citrinowicz dell\u2019Institute for National Security Studies (Inss) della Tel Aviv University mette in guardia il governo dal compiere azioni sabotatrici di un eventuale accordo: \u201cPi\u00f9 Washington si convincer\u00e0 che Israele stia agendo per sabotare l\u2019accordo o ritardarne l\u2019attuazione, pi\u00f9 crescer\u00e0 la tensione con l\u2019amministrazione\u201d, ha scritto, aggiungendo che \u201ci tentativi israeliani di danneggiare il processo diplomatico non sono solo una mossa contro l\u2019Iran; potrebbero rapidamente trasformarsi in uno scontro diretto con la Casa Bianca stessa\u201d. Per gli Usa cavarsi d\u2019impaccio era diventato un obiettivo in quanto tale per rimediare i danni del conflitto, per Tel Aviv il rischio di un disastro securitario \u00e8 palese. E per Netanyahu \u00e8 forse l\u2019ora pi\u00f9 critica da quando, trent\u2019anni fa, prese per la prima volta il potere in Israele. Non a caso, secondo Ynet, avrebbe detto a Trump che, comunque vada, Tel Aviv non si ritirer\u00e0 dal Libano. Una potenziale conferma dei dubbi che Citrinowicz instilla sulla lucidit\u00e0 strategica di un leader in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/un-flop-per-gli-usa-un-disastro-per-israele-leredita-della-guerra-con-liran-che-ha-cambiato-il-medio-oriente.html\">https:\/\/it.insideover.com\/politica\/un-flop-per-gli-usa-un-disastro-per-israele-leredita-della-guerra-con-liran-che-ha-cambiato-il-medio-oriente.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDE OVER (Andrea Muratore) Mentre si parla di cosa succeder\u00e0 dopo il 19 giugno, giorno della firma dell\u2019accordo di pace tra Usa e Repubblica Islamica, \u00e8 possibile delineare un primo perimetro e fare un bilancio di quanto successo in un conflitto che \u00e8 durato&#8230; Trump e il fine guerra: c&#8217;\u00e8 da fidarsi? 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