{"id":95924,"date":"2026-06-18T11:09:04","date_gmt":"2026-06-18T09:09:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95924"},"modified":"2026-06-18T11:09:04","modified_gmt":"2026-06-18T09:09:04","slug":"delirio-finanziario-e-contraddizione-immanente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95924","title":{"rendered":"Delirio finanziario e contraddizione immanente"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Fabio Vighi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/data-economy2.jpg\" width=\"383\" height=\"216\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">La vera contraddizione? Un\u2019economia post-produttiva che finanzia il proprio futuro con montagne di debito destinate all\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><em>Il delirio<\/em><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Prendiamo SpaceX. Nel 2025 ha realizzato un fatturato di appena 18,6 miliardi di dollari. La sua capitalizzazione di mercato? Oltre 2,6 trilioni. Centoquaranta volte tanto. Un rapporto prezzo\/fatturato grottesco, che non ha alcun ancoraggio nella realt\u00e0 produttiva, ma che viene celebrato come genio imprenditoriale. La stessa follia valutativa caratterizza le aziende dell\u2019IA e della nuova \u201ccorsa allo spazio\u201d: tutte indebitate, tutte sostenute da un credito che non ha alcuna corrispondenza con la ricchezza effettivamente prodotta. Pi\u00f9 che innovazione, un gigantesco delirio collettivo, una folle scommessa su future colonizzazioni spaziali \u2013 come se popolare Marte fosse un\u2019alternativa credibile al collasso terrestre! \u2013 che qualcuno, prima o poi, pagher\u00e0.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Stiamo assistendo a un\u2019inversione storica senza precedenti: un\u2019economia post-produttiva e speculativa che vuole finanziare la trasformazione tecnologica pi\u00f9 capitalisticamente dispendiosa dall\u2019epoca dell\u2019elettrificazione. Questo non grazie al plusvalore o ai guadagni di produttivit\u00e0, ma tramite debito creato dal nulla; pi\u00f9 debito di quanto sia mai stato emesso nell\u2019intera storia dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Nei prossimi due anni, l\u2019espansione dell\u2019IA e dei data centre\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2025-05-01\/large-ai-projects-present-1-8-trillion-pool-for-private-credit?itm_source=record&amp;itm_campaign=Private_Credit_Boom&amp;itm_content=Funding_the_AI_Boom-4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">richiede<\/a>\u00a01,8 trilioni di dollari in spese in conto capitale (capex). Morgan Stanley ora\u00a0<a href=\"https:\/\/podcasts.apple.com\/vn\/podcast\/ai-borrowing-creates-a-new-credit-playbook\/id1466686717?i=1000771034271\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">prevede<\/a>\u00a0che la sola spesa degli hyperscaler (i giganti del cloud computing come Amazon, Microsoft e Google) raggiunga circa 2 trilioni di dollari nel 2026-2027. E il settore tecnologico\u00a0<a href=\"https:\/\/finance.yahoo.com\/news\/ubs-lifts-forecast-big-tech-124721230.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rappresenta<\/a>\u00a0il 20% di tutte le emissioni di obbligazioni investment-grade \u2013 il doppio della sua quota storica. Il mercato obbligazionario tradizionale \u00e8 saturo e le banche sono di nuovo al limite.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Nel giugno 2026, Blackstone ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/06\/04\/blackstone-caps-withdrawals-private-credit.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">limitato<\/a>\u00a0i riscatti del suo fondo di credito privato da 79 miliardi di dollari dopo che le richieste hanno raggiunto il 10%, mentre D.E. Shaw ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.hedgeweek.com\/de-shaw-extends-redemption-timelines-shutters-funds\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">informato<\/a>\u00a0i clienti che, a partire da gennaio 2027, gli investitori del suo hedge fund di punta avrebbero avuto bisogno di quattro anni per uscire completamente \u2013 entrambe le societ\u00e0 hanno legittimato queste decisioni piuttosto drammatiche con la necessit\u00e0 di proteggere i portafogli da \u201cfuture crisi\u201d.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Nel frattempo, Goldman Sachs prevede che nel 2026 il mercato azionario statunitense sar\u00e0 inondato da 1.175 trilioni di dollari di nuova offerta di azioni \u2013 tra IPO, emissioni secondarie e scadenze di lock-up che libereranno masse di titoli fino a oggi congelati. Detto in termini pi\u00f9 crudi: una valanga di nuova carta azionaria si abbatter\u00e0 su un mercato gi\u00e0 fragile, schiacciando i prezzi per il semplice effetto della legge della domanda e dell\u2019offerta. Il cortocircuito di cui tener conto \u00e8 che tutto questo accade proprio mentre gli hyperscaler come Meta registrano flussi di cassa negativi (spendono pi\u00f9 di quanto guadagnano) e sono costretti a valutare\u00a0operazioni di capitalizzazione tramite emissione di nuove azioni\u00a0\u2013 che di fatto diluiscono il valore di quelle esistenti \u2013 perch\u00e9 non possono pi\u00f9 finanziare le loro ambizioni nell\u2019IA con le entrate correnti. In altre parole, per continuare a correre, le aziende tecnologiche sono costrette a vendere pezzi di se stesse, diluendo gli azionisti esistenti e deprezzando il loro stesso valore. \u00c8 il trionfo dell\u2019auto-cannibalismo finanziario. Se a ci\u00f2 si aggiungono circa 900 miliardi di dollari di scadenze, entro il 2026, di debito societario statunitense (che saliranno a quasi 1,5 trilioni di dollari entro il 2028,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.spglobal.com\/ratings\/en\/regulatory\/article\/-\/view\/sourceId\/101667681\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">secondo<\/a>\u00a0S&amp;P Global Ratings), il quadro \u00e8 quello di un mercato schiacciato da entrambi i lati: una colossale offerta di azioni, debito da rifinanziare a tassi pi\u00f9 elevati, e flussi di cassa introvabili.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">\u00c8 chiaro che non si tratta di un ciclo, ma di una\u00a0<em>struttura<\/em>. E la struttura dice: ci siamo indebitati pi\u00f9 di quanto l\u2019economia reale possa mai sperare di restituire \u2013 e non possiamo fermarci! Il punto chiave di questa economia speculativa \u00e8 che un aumento fittizio del valore viene ottenuto senza alcuna mobilitazione massiccia di lavoro\u00a0<em>produttivo<\/em>. In sostanza, la crescita della ricchezza \u00e8 solo\u00a0<em>simulata<\/em>\u00a0attraverso la creazione di credito. E inoltre, come\u00a0<a href=\"https:\/\/libcom.org\/article\/apotheosis-money-structural-limits-capital-valorization-casino-capitalism-and-global#footnoteref38_akubh0d\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Robert Kurz<\/a>\u00a0aveva gi\u00e0 compreso a met\u00e0 degli anni Novanta: \u201cSe l\u2019intera montagna di valori commerciali fittizi venisse trasformata in domanda effettiva reale, ci\u00f2 porterebbe a una situazione di iperinflazione immediata persino in Occidente.\u201d Sebbene questo potenziale iperinflazionistico sia stato finora cinicamente esportato nelle periferie neglette del mondo globalizzato, ora costituisce una minaccia reale anche per i paesi capitalisti \u201cavanzati\u201d \u2013 a maggior ragione alla luce della mostruosa espansione speculativa in corso.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Dovremmo quindi aver compreso che non esiste una \u201calternativa capitalista\u201d al capitalismo di crisi. La ricchezza generata dalla crescita del capitale fittizio non pu\u00f2 essere mobilitata per servire la riproduzione della vita nell\u2019economia reale. Pu\u00f2 solo crollare o gonfiarsi ulteriormente \u2013 e in entrambi casi si tratta di opzioni distruttive.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><em>La contraddizione<\/em><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Il capitale oggi \u00e8 definito da una contraddizione che non pu\u00f2 risolvere con i propri mezzi. Dobbiamo avere il coraggio di prenderne atto, come si prende atto della morte di un parente stretto. Da un lato, richiede crescita infinita per il servizio del debito e per giustificare le valutazioni; dall\u2019altro,\u00a0l\u2019economia reale, fondata sulla combustione e mercificazione di energia umana, \u00e8 gi\u00e0 irreversibilmente insufficiente, poich\u00e9, in un contesto di altissima produttivit\u00e0 tecnologica, \u00e8 incapace di generare quel plusvalore necessario a sostenere una riproduzione socioeconomica imperniata sul dogma della crescita. La soluzione? Fingere di non riconoscere il problema, reprimerlo, rimuoverlo. Ovvero, continuare a indebitarsi aggressivamente secondo la logica irrazionale, ormai in atto da decenni, della fuga speculativa nel futuro. Il capitale, in altre parole, non fa che simulare la propria auto-espansione attraverso una finanziarizzazione che oggi, all\u2019epoca dell\u2019IPO del secolo (SpaceX), appare davvero delirante.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">La contraddizione sostanziale del capitalismo contemporaneo (il limite interno del proprio modo di produzione) viene cos\u00ec rimossa, anzi forclusa (espulsa radicalmente dalla psiche collettiva), per rinviare all\u2019infinito il giorno del giudizio. Eppure la contraddizione rimane, e si diffonde rapidamente dai bilanci pubblici al credito privato, dalle reti energetiche fino alla stessa possibilit\u00e0 di riproduzione sociale. La psicoanalisi ci insegna che una contraddizione forclusa non scompare, ma ritorna\u00a0<em>nel reale<\/em>, manifestandosi in traumi psicotici cos\u00ec violenti da sfidare qualsiasi interpretazione, qualsiasi tentativo di comprenderla, e dunque anche di manipolarla.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><em>La trappola<\/em><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Qui arriviamo alla radice della frustrazione che definisce la nostra epoca. Mentre la contraddizione ritorna sotto forma di civilt\u00e0 al collasso (guerre, impoverimento, manipolazioni di massa irridenti e spudorate, distruzione del legame sociale, crescente sofferenza collettiva), continuiamo a ricorrere all\u2019unico linguaggio che conosciamo: la narrazione lavoro-capitale e il suo presunto dinamismo moderno e progressista. Ma questa \u00e8 la vecchia sceneggiatura che\u00a0ci impedisce di vedere come l\u2019espansione del settore finanziario non \u00e8 che una reazione distruttiva, persino catastrofica, al fallimento storico di quella stessa sceneggiatura. La finanziarizzazione non \u00e8 la soluzione al fallimento della vecchia formula: ne \u00e8 l\u2019epilogo, il capitolo finale in cui il capitale, non potendo pi\u00f9 crescere producendo, ha deciso di crescere divorando se stesso (per la gioia dei pochi cleptomani al vertice della piramide).<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Ricordo solo che alla fine di marzo 2026, il\u00a0<a href=\"https:\/\/finance.yahoo.com\/economy\/articles\/global-debt-hits-record-near-163402074.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">debito globale<\/a>\u00a0ha raggiunto un record storico di quasi 353 trilioni di dollari (305% del PIL globale), e il solo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.usdebtclock.org\/world-debt-clock.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">debito federale<\/a>\u00a0degli Stati Uniti \u00e8 attualmente superiore a 39 trilioni di dollari. Solo nei primi tre mesi del 2026, l\u2019economia globale ha aggiunto 4,4 trilioni di dollari di nuovo debito. Come possiamo ancora difendere questo sistema come il sistema pi\u00f9 efficiente che ci sia dato immaginare?<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Per quanto possa essere comprensibile la nostalgia del vecchio mondo sorretto dalla dialettica lavoro-capitale (per tutte le buone ragioni che si possono immaginare), nulla dovrebbe impedirci di vedere che tale rapporto \u00e8 al tramonto. La forma-valore stessa \u2013 la misura dell\u2019attivit\u00e0 sociale in tempo di lavoro astratto \u2013 si \u00e8 ormai sganciata da qualsiasi ancoraggio materiale. Il valore di un\u2019azienda non \u00e8 pi\u00f9 ci\u00f2 che essa produce, ma ci\u00f2 che il mercato finanziario crede (e ci fa credere) che produrr\u00e0. Un titolo azionario non vale pi\u00f9 per i profitti che l\u2019azienda genera, ma per la fiducia che generer\u00e0 profitti futuri; e il debito pubblico e privato cresce in proporzioni che non hanno pi\u00f9 alcun rapporto concreto con il PIL o con la ricchezza effettivamente prodotta. Viviamo in un mondo dominato dal capitale fittizio, da derivati ammassati su derivati, da debito impacchettato in altro debito; e da tecnocrati eletti solo per servire quella malattia degenerativa che chiamiamo economia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Eppure, proprio nel cuore di questo delirio finanziario, c\u2019\u00e8 un paradosso che proprio la bolla tech rivela con crudezza: la produzione reale \u2013 i chip, i data centre, i cavi sottomarini, le gigafabbriche di semiconduttori \u2013 rappresenta quel \u201creale\u201d che il capitale fittizio cerca di rimuovere, ma che non pu\u00f2 non riemergere con violenza. Perch\u00e9 le fabbriche di chip non si costruiscono con derivati, si costruiscono con acciaio, cemento, energia e lavoro. I data centre non funzionano con la fiducia del mercato, ma con elettricit\u00e0, acqua e componenti fisiche che si usurano. La bolla tech \u00e8 il luogo in cui la rimozione della materialit\u00e0 si infrange contro i limiti fisici del pianeta e del lavoro vivo, e il represso ritorna sotto forma di colli di bottiglia nelle forniture, crisi energetiche, costi, conti e traumi reali che nessuna finanza pu\u00f2 magicamente cancellare.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Ripeto: questo ineludibile ritorno del reale non dovrebbe essere inquadrato in termini nostalgici, ma come il segnale che il vecchio linguaggio non funziona pi\u00f9. Dovrebbe portarci a chiederci: se il valore non \u00e8 pi\u00f9 ancorato al lavoro, se la produzione reale si scontra con i limiti fisici che la finanza aveva rimosso, allora quale narrazione pu\u00f2 ancora dar conto di ci\u00f2 che sta accadendo?<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Rispondere al collasso con la formula riproduttiva del capitalismo classico significa, molto semplicemente, chiudere la porta al nuovo. Significa scambiare la forma della crisi per il suo contenuto: l\u2019obsolescenza della forma-valore stessa. Questo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che fanno molti critici del sistema finanziario. Per mancanza di immaginazione o di coraggio intellettuale, scelgono di non mettere in discussione l\u2019erosione fondativa della sostanza-lavoro all\u2019interno della moderna societ\u00e0 del lavoro, rimanendo cos\u00ec imprigionati nel \u201ccattivo infinito\u201d dell\u2019indignazione morale, che non raggiunge mai la sostanza.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019apertura<\/em><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Ecco la scommessa \u201chegeliana\u201d: la contraddizione esplosiva in cui si \u00e8 trasformato il capitale \u2013 un\u2019economia post-produttiva che finanzia il proprio futuro con un debito in costante espansione che non potr\u00e0 mai essere ripagato \u2013 non \u00e8 un problema da risolvere all\u2019interno del quadro esistente. \u00c8 un segnale che il quadro stesso \u00e8 esaurito e che dobbiamo aprirci a un futuro veramente nuovo. Il compito della filosofia, scriveva Hegel alla fine della Prefazione ai\u00a0<em>Lineamenti di filosofia del diritto<\/em>, \u00e8 sostanzialmente uno: prendere atto di una forma di vita invecchiata, giunta al crepuscolo della propria traiettoria storica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify\">Ma come passare da questa consapevolezza alla costruzione di un futuro autenticamente nuovo, e soprattutto liberato dal ricatto finanziario? La risposta pi\u00f9 onesta \u00e8 che non ci \u00e8 dato saperlo, perch\u00e9 la paura del salto nel vuoto e la promessa di emancipazione sono due facce della stessa medaglia. Eppure, come Hegel stesso ci insegna, la realt\u00e0 arriva sempre prima del pensiero. In questo senso, possiamo gi\u00e0 intravedere frammenti di vita che testimoniano della necessit\u00e0 del cambiamento: attivit\u00e0 sociale (lavoro) misurata dal bisogno piuttosto che dal tempo astratto; produzione organizzata attorno a una riconfigurazione dell\u2019uso delle cose piuttosto che al loro scambio; una relazione sociale che non richieda la subordinazione del lavoro vivo al lavoro morto; e, forse la questione pi\u00f9 ardua, la sottrazione della nostra economia libidica (desideri e modalit\u00e0 di godimento) dalla compulsione del profitto, affinch\u00e9 vengano indirizzati altrove. Sono direzioni che, a un certo punto del futuro, dovranno formare nuovi legami sociali, nuove pratiche e consuetudini definite da un significato sociale veramente alternativo, e un nuovo linguaggio che dia nome a ci\u00f2 che saremo diventati. \u00c8 l\u2019unica via d\u2019uscita, l\u2019unica alternativa dialettica a una catastrofe annunciata. Questo \u00e8 ci\u00f2 che Hegel intendeva per\u00a0<em>sublazione (Aufhebung)<\/em>: non la soppressione, non l\u2019occultamento, ma l\u2019elevazione violenta e creativa della contraddizione stessa in una nuova forma.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/18\/delirio-finanziario-e-contraddizione-immanente\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/18\/delirio-finanziario-e-contraddizione-immanente\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Fabio Vighi) La vera contraddizione? Un\u2019economia post-produttiva che finanzia il proprio futuro con montagne di debito destinate all\u2019intelligenza artificiale. Il delirio Prendiamo SpaceX. Nel 2025 ha realizzato un fatturato di appena 18,6 miliardi di dollari. La sua capitalizzazione di mercato? Oltre 2,6 trilioni. Centoquaranta volte tanto. 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