{"id":95999,"date":"2026-06-22T10:30:09","date_gmt":"2026-06-22T08:30:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95999"},"modified":"2026-06-22T00:10:26","modified_gmt":"2026-06-21T22:10:26","slug":"le-volonta-di-potenza-delleuropa-armata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95999","title":{"rendered":"Le volont\u00e0 di potenza dell\u2019Europa armata"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Bruno Gravagnuolo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-96000\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/kallas-mitragliera-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/kallas-mitragliera-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/kallas-mitragliera.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 tempo di fare chiarezza su USA e Ue. Ha ragione Goffredo Bettini quando, su X, constata la fine dell\u2019asse euro-atlantico e invoca l\u2019autonomia europea. E tuttavia questa Europa persegue in larga parte il fine di surrogare il vecchio asse dem-bideniano e neocon euro-occidentale, proseguendo al contempo l\u2019espansione euro-NATO e radicalizzandola in senso bellico e industriale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso \u00e8 questo. Con Biden questa Ue parlava ancora soltanto di sostegno all\u2019Ucraina e c\u2019era spazio per un suo ruolo mediatore, bench\u00e9 interrotto e frustrato dalla Gran Bretagna e dai richiami all\u2019ordine di Stoltenberg. Come nel caso della trattativa in Turchia nel 2022, stroncata da Biden e Boris Johnson.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi la situazione \u00e8 pi\u00f9 grave. Nelle parole di Kaja Kallas, rappresentante Ue per la politica estera, il ruolo di mediazione viene escluso in linea di principio. \u00abNon possiamo fare da mediatori \u2013 dice l\u2019ultras Kallas \u2013 siamo in guerra con la Russia e parte in causa\u00bb. Affermazione gravissima e gravida di conseguenze pratiche e strategiche. Essa \u00e8 rivolta infatti contro Costa, presidente del Consiglio europeo, candidato a un ruolo di mediatore con la Russia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque c\u2019\u00e8 qui una spaccatura dentro la Ue, tra chi questa guerra vuole tentare di chiuderla in qualche modo e chi invece vuole vincerla per trattare da pari a pari con Mosca, da nemico a nemico, e persino con un ruolo superiore agli USA di Trump. Italia, Spagna e Polonia spingono per Costa; i volenterosi \u2013 Germania, Francia e Gran Bretagna, asse trainante sul piano militare \u2013 oscillano fin qui tra il ruolo di piede armato a Kiev nel dopopace e quello di forza di peacekeeping. I baltici, invece, rivendicano apertamente un ruolo di guerra attiva e di contrasto amico-nemico, escludendo tentativi di mediazione e iniziative diplomatiche.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo sfondo, per\u00f2, ci sono due condizioni vincolanti. L\u2019Europa tutta si \u00e8 impegnata nella NATO con gli USA per un riarmo al 5 per cento del Pil entro nove anni. E si \u00e8 legata mani e piedi all\u2019America sul piano energetico e militare: importazioni di energia e 40 per cento delle commesse militari. Oggi quest\u2019ultima quota \u00e8 al 58 per cento. America che, a sua volta, impone sanzioni alla Ue contro la Russia, esimendosi per\u00f2 dal praticarle a se stessa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altri termini, Trump vuole una Ue colonizzata su dazi, sanzioni, armamenti ed energia. E al contempo la vuole destinata a fare da antemurale armato contro la Russia, per tenerla a bada nel momento stesso in cui, alle prese con la Cina, invoca tregua e spartizione in Ucraina.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tutto, va aggiunto, si inserisce in un quadro ancora pi\u00f9 complesso. Eccolo: la salvaguardia competitiva dei massicci investimenti statunitensi ed europei nelle privatizzazioni del demanio ucraino. Circa 30 milioni di ettari di terra fin qui, a beneficio delle grandi multinazionali alimentari dei due continenti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giusto, quindi, che la Ue si liberi dalla tutela imperiale USA, che \u00e8 stata poi l\u2019innesco della guerra, evolutasi da civile a geopolitica. Giusto. Ma non certo per continuarne in prima persona e a pieno titolo la missione, in funzione sostitutiva degli Stati Uniti. E con un riarmo faraonico voluto dalla tedesca von der Leyen e dal finlandese Kubilius. Riarmo che avrebbe per obiettivi il rilancio dell\u2019economia in chiave keynesiana e il consolidamento del peso imperiale di una Europa-civilt\u00e0 a tutela dei propri asset proprietari nel granaio ucraino e in funzione antirussa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, la denuncia del trumpismo coloniale e mercantile armato \u00e8 necessaria. Ma altrettanto necessaria \u00e8 la critica della Ue come superpotenza post-americana \u2013 e in realt\u00e0 connivente \u2013 che non solo non intende fare da mediatrice con la Russia, ma al contrario punta a una lunga guerra di posizione, integrando l\u2019Ucraina nel proprio complesso militare-industriale come sua espressione politica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 chiaro che, a queste condizioni, la guerra non si concluder\u00e0 mai e, anzi, nelle intenzioni di una parte almeno dell\u2019Unione Europea, deve continuare. Deve protrarsi come condizione di base per il rilancio della domanda aggregata e dello sviluppo produttivo, finalizzati a un disegno di superpotenza, ancorch\u00e9 velleitario e in definitiva catastrofico.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono perci\u00f2 queste le vere contraddizioni in seno all\u2019asse euro-atlantico e al suo blocco di interessi, conflittuale, armato e non armato. Ed \u00e8 proprio dentro queste contraddizioni che una sinistra larga, alleata con il centro progressista, deve affondare la sua lama. Denunciando il Rearm Readiness e la NATO con un target di 6.800 miliardi entro il 2035, che la destra ha votato e dal quale oggi tenta di smarcarsi. Mentre proprio su questo il cosiddetto \u201ccampo largo\u201d stenta ancora a fare chiarezza e opposizione incisiva, se non con il fragile e ancora generico argomento di una difesa \u00abcomune\u00bb e non nazionale. Laddove invece sia il Rearm sia l\u2019Europa di guerra sopra descritta sono ormai ferinamente in campo, senza veli n\u00e9 inibizioni.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/20\/la-falsa-autonomia-europea\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/06\/20\/la-falsa-autonomia-europea\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Bruno Gravagnuolo) \u00c8 tempo di fare chiarezza su USA e Ue. Ha ragione Goffredo Bettini quando, su X, constata la fine dell\u2019asse euro-atlantico e invoca l\u2019autonomia europea. E tuttavia questa Europa persegue in larga parte il fine di surrogare il vecchio asse dem-bideniano e neocon euro-occidentale, proseguendo al contempo l\u2019espansione euro-NATO e radicalizzandola in senso bellico e industriale. Il paradosso \u00e8 questo. 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