{"id":96017,"date":"2026-06-23T10:29:50","date_gmt":"2026-06-23T08:29:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96017"},"modified":"2026-06-23T10:29:50","modified_gmt":"2026-06-23T08:29:50","slug":"la-nostra-guerra-contro-la-russia-il-titolo-ammissione-nellanniversario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96017","title":{"rendered":"&#8220;La nostra guerra contro la Russia&#8221; . Il titolo (ammissione) nell&#8217;anniversario"},"content":{"rendered":"<p><strong>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-96018\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/350x200c50-2-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/350x200c50-2-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/350x200c50-2.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>22 giugno. Oggi, nel lugubre 85\u00b0 anniversario dell&#8217;aggressione nazista all&#8217;Unione Sovietica, appare quantomeno curioso osservare come da alcune dispute giornalistiche tedesche scaturisca, involontariamente, la realt\u00e0 di un&#8217;Europa che, ancora una volta, \u00e8 impegnata militarmente sul \u201cfronte orientale\u201d. Nel suo ultimo numero, scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), la rivista &#8220;Der Spiegel&#8221; si propone di informare i lettori sui crimini commessi dai tedeschi nell&#8217;Europa orientale durante la Seconda Guerra Mondiale. Purtroppo, si rammarica il quotidiano conservatore, il titolo della rivista \u00absi rivela una manna dal cielo per la propaganda russa\u00bb. Il titolo incriminato dice infatti \u201cLa nostra guerra contro la Russia\u201d e pare aver buon gioco la FAZ a constatare come, nel 1941, la Germania nazista non avesse intrapreso una guerra contro la \u201cRussia\u201d, bens\u00ec contro l&#8217;URSS, cos\u00ec che equiparare la Russia all&#8217;Unione Sovietica \u00abdistorce la realt\u00e0 storica\u00bb. Ma, soprattutto, e qui sta il \u201cpeccato mortale\u201d commesso da Der Spiegel, ai fini della narrazione europeista, quel titolo rischia di di compromettere \u00abla percezione dell&#8217;attuale guerra che il Cremlino sta conducendo contro l&#8217;Ucraina da dodici anni\u00bb. Scrivere di una \u201cnostra guerra contro la Russia\u201d significa quasi ammettere che la \u201cnostra Europa\u201d \u00e8 oggi in guerra contro la Russia. Perch\u00e9, sia chiaro: le coordinate esatte dettate dalle cancellerie europee e a cui devono attenersi le sacrestie editoriali sono, da una parte, che c&#8217;\u00e8 un \u201caggredito\u201d e un \u201caggressore\u201d e, dall&#8217;altra, per spiegare ai lettori la ragione per cui si \u00e8 passati dal parlare di \u201cattacco improvviso e immotivato\u201d del secondo nel 2022, a un conflitto che va avanti dal 2014, si deve dire non che i golpisti che presero il potere a Kiev nel febbraio di dodici anni fa scatenarono un&#8217;aggressione con carri armati e bombardieri contro la propria popolazione del Donbass, ma che invece furono \u201ci russi\u201d a muovere guerra all&#8217;Ucraina nel 2014. \u00c8 per questo che oggi l&#8217;intera Europa \u201cdemocratica e libera\u201d \u00e8 dalla parte di Kiev e \u201clavora per la pace\u201d, anche se, per diretta ammissione della ex cancelliera tedesca Angela Merkel e dell&#8217;ex presidente francese Francois Hollande, \u201cmediatori\u201d ai due colloqui di Minsk del 2014 e 2015, il loro obiettivo non era altro che quello di guadagnare tempo per consentire all&#8217;esercito di Kiev di riarmarsi dopo le batoste di Ilovajsk e Debaltsevo inflittegli dalle milizie di DNR e LNR.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde, il ruolo di \u201cmediatore\u201d, l&#8217;Europa lo ha volontariamente perso nel momento in cui ha convalidato il colpo di stato violento del 2013-2014 e, del resto, come ha detto proprio in questi giorni il \u201cconsigliori\u201d golpista Mikhail Podoljak intervistato dal Corriere della Sera, l&#8217;Europa \u00abnon pu\u00f2 essere un mediatore neutrale: la guerra si combatte contro un Paese europeo, sul continente europeo, e pone una sfida diretta alla sicurezza dell\u2019Europa\u00bb. Da questo punto di vista, dunque, il titolo di Der Spiegel pu\u00f2 davvero considerarsi un&#8217;aperta ammissione, per quanto quasi certamente involontaria e casuale, della guerra che l&#8217;Europa delle cancellerie liberali, schierate a difesa degli interessi del capitale finanziario e del complesso militare-industriale, sta conducendo contro la Russia e di cui Moskva \u00e8 da tempo pi\u00f9 che consapevole, tanto che ormai apertamente editorialisti e alti esponenti politici ammettono che l&#8217;Operazione militare speciale in Ucraina \u00e8 finita e al suo posto \u00e8 in corso una guerra voluta e condotta dalla UE e dalla NATO contro la Russia.<\/p>\n<p>Il politologo e direttore del portale \u201cLa Russia nella politica globale\u201d, F\u00ebdor Luk&#8217;janov scrive sostanzialmente che Europa e Ucraina, sotto molti aspetti, si sono in gran parte fuse, sia politicamente che nel complesso militare-industriale. L&#8217;Ucraina \u00e8 diventata un banco di prova per le armi occidentali e l&#8217;Europa punta sul suo successo, agendo in solidariet\u00e0 con Kiev. Oggi, dice \u00absi stanno sviluppando progetti congiunti e vengono creati impianti di produzione, trasformando l&#8217;Europa in una retrovia dell&#8217;Ucraina. Al tempo stesso, si sta sviluppando anche una nuova produzione ucraina\u00bb. L&#8217;Europa, afferma Luk&#8217;janov \u00absostiene pienamente l&#8217;Ucraina, punta sul suo successo e ha gi\u00e0 iniziato a discutere una posizione negoziale unitaria. L&#8217;Europa e gli Stati Uniti hanno seguito strade diverse, ma ora l&#8217;Europa \u00e8 unita all&#8217;Ucraina&#8230; Proporrei di considerare l&#8217;Europa e l&#8217;Ucraina come un unico soggetto, o oggetto, a seconda della prospettiva\u00bb.<\/p>\n<p>E ora, dice il politologo, l&#8217;obiettivo di Bruxelles e di Zelenskij \u00e8 quello di convincere Donald Trump che l&#8217;Ucraina \u00abnon stia perdendo\u00bb: hanno cercato di farlo anche al vertice del G7, volendo dimostrare a Trump l&#8217;erroneit\u00e0 della sua precedente visione, secondo cui \u00abla Russia sta vincendo la guerra e l&#8217;Ucraina perder\u00e0 comunque, quindi \u00e8 meglio raggiungere un accordo ora piuttosto che aspettare il peggio\u00bb. Ora, dunque, Kiev e i suoi sostenitori devono dimostrare che l&#8217;Ucraina non stia perdendo e che le sue possibilit\u00e0 stiano migliorando e che, quindi, si debba aiutare l&#8217;Ucraina a rafforzare le proprie posizioni, in modo che \u00abla situazione penda ancora di pi\u00f9 a favore di Kiev. Solo allora potremo parlare di un qualche tipo di accordo di pace\u00bb.<\/p>\n<p>D qui, il fervore con cui sia Kiev che i media europeisti si danno a \u201cdimostrare\u201d che l&#8217;Ucraina \u00e8 in grado di assestare colpi sempre micidiali alla Russia, le cui difese non riescono a intercettare l&#8217;enorme quantit\u00e0 di droni che l&#8217;Europa riesce a sfornare e fornire ai nazigolpisti e che, dunque, la situazione si \u00e8 decisamente e definitivamente capovolta a favore del \u201cpaese aggredito\u201d e occorre ancora solo qualche ulteriore sforzo da parte dei paesi europei a sostegno di Kiev e la guerra si concluder\u00e0 con la vittoria certa dei nazisti, difensori dei \u201cvalori e delle libert\u00e0\u201d europeiste. Tutti coloro che si azzardano a mettere in dubbio tale \u201cverit\u00e0\u201d meritano la gogna mediatica, quali negazionisti del \u201cverbo divino\u201d. Si arriva al punto, come \u00e8 il caso del signor Roberto Gressi sul Corriere della Sera del 21 giugno, di sforzarsi di essere \u201cpi\u00f9 ucraini degli ucraini\u201d, tentando di eguagliare il famigerato sito nazista ucraino \u201cMirotvorets\u201d e condannando al \u201cpubblico scherno\u201d tutti quei \u201cdisfattisti\u201d che, in Italia, osano proclamare che \u00abl\u2019Ucraina ha gi\u00e0 perso\u00bb. Vade retro. Tra una declamazione e l&#8217;altra su \u00abPutin, il suprematista bianco che somma su di s\u00e9 il peggio dell\u2019imperialismo zarista e di quello sovietico, annaspa\u00bb ed \u00e8 ormai sul punto di affogare; un ave maria per \u00abl\u2019idea che popoli liberi possano essere schiacciati sotto il tallone del pi\u00f9 forte\u00bb, dove non ci si d\u00e0 pena di specificare in cosa e da chi siano \u201cliberi\u201d quei popoli soggiogati dal profitto capitalista, ecco allora che si fanno nomi e cognomi &#8211; per eguagliare \u201cMirotvorets\u201d mancano gli indirizzi di casa \u2013 di coloro che, direttamente o indirettamente, gettano \u201cdiscredito\u201d sulla verit\u00e0 rivelata della \u201cautocrazia che aggredisce\u201d e la \u201clibera democrazia che si difende\u201d e, con ci\u00f2 stesso, difende l&#8217;intera Europa dalle \u201cmire imperialiste\u201d dei barbari iperborei. Da Gianfranco Pagliarulo, a Vito Petrocelli, a Lucio Caracciolo, fino ai disfattisti Marco Tarquinio e Cecilia Strada che \u00absono critici sulle armi\u00bb. Non possono ovviamente mancare Marco Travaglio e Tomaso Montanari, che mettono in dubbio la vittoria ucraina, fino ai rei intenzionali di recarsi in Russia, come Pupo, Francesco Totti o Al Bano. Per essere al passo coi tempi e uguagliare in tutto \u201cMirotvorets\u201d manca solo lo spazio in cui mettere, al momento dovuto, la spunta \u201cEliminato\u201d.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 della fede \u00e8 dunque che Kiev \u201cvince e vincer\u00e0\u201d e chi lo mette in dubbio \u00e8 un traditore dell&#8217;Europa. Ora, scrive Elena Karaeva su RIA Novosti, con l&#8217;attentato terroristico di Brjansk contro i bambini bielorussi, dopo l&#8217;attacco di centinaia di droni su Moskva, \u00e8 risultato chiaro che i russi dispongano di contromisure contro i droni ucraini. Mentre Kiev non ne ha contro i missili balistici russi. The New York Times, non certo simpatizzante della Russia, ha scritto che in un conflitto reale, la superiorit\u00e0 militare e la vittoria incondizionata sono garantite da un arsenale di missili balistici e da una difesa aerea che funzioni come un orologio. Agli incontri di Evian, Ramstein o Bruxelles, tale constatazione \u00e8 stata oscurato \u00abda uno spesso strato di trucco mediatico&#8230; per trasformare la guerra contro la Russia, che la NATO sta perdendo, in un nuovo Blitzkrieg vittorioso&#8230; mentre il presidente del Consiglio europeo, il portoghese dai capelli grigi Costa, veniva afferrato per i risvolti e scosso, nel tentativo di costringerlo a confessare di \u201caver chiamato Moskva\u201d e di essere un &#8220;agente di Moskva&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>Questo, da un lato. Dall&#8217;altro, \u00e8 facile ricordare come, negli ultimi trent&#8217;anni, il Cremlino non abbia fatto altro che cercare di negoziare con Europa, Occidente e NATO, mentre questi interlocutori non hanno fatto altro che mentire e violare gli accordi, a cominciare dalla riunificazione delle due Germanie, quando fu pubblicamente giurato che la NATO non si sarebbe spostata &#8220;di un pollice verso est&#8221;. Poi, invece, venne l&#8217;annuncio, al vertice NATO di Bucarest del 2008, dell&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina all&#8217;Alleanza, con Moskva che reag\u00ec immediatamente alla possibilit\u00e0 di tale associazione, avvertendo che le &#8220;linee rosse&#8221; non dovevano essere oltrepassate. Ma a Ovest hanno sempre finto di non sentire, dato che l&#8217;obiettivo non era quello di recepire le preoccupazioni russe sulla minaccia esistenziale al paese, bens\u00ec quello di sferrare un colpo preventivo e fatale. E per tale attacco, ricorda Karaeva, \u00e8 stato stanziato un budget stratosferico di oltre mezzo trilione di dollari, mentre si blaterava di &#8220;negoziati&#8221; al solo scopo di prendere tempo, finanziare la distruzione della Russia, uccidere quanti pi\u00f9 russi possibile durante il periodo di \u201ccessate il fuoco\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, come ha scritto il Ministro degli esteri russo Serghej Lavrov, in un articolo inizialmente destinato a Politico Europa, ma poi pubblicato (Politico lo ha ignorato) sul sito del Ministero degli esteri) l&#8217;intera \u00abesperienza dei negoziati con l&#8217;Europa, in quanto parte del &#8220;Occidente collettivo&#8221;, negli ultimi 20 anni indica una sola cosa: i negoziati con la Russia sono una tattica ingannevole, una copertura diplomatica per l&#8217;espansione geopolitica dell&#8217;Occidente e delle sue istituzioni, principalmente la NATO e l&#8217;Unione Europea, verso est, in direzione dei confini della Russia.<\/p>\n<p>L&#8217;unione Sovietica non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 da oltre trent&#8217;anni. Al posto della Germania nazista e del Blitzkrieg tedesco, sostenuto da eserciti regolari e volontari provenienti da quasi tutti i paesi europei, c&#8217;\u00e8 per\u00f2 oggi una volont\u00e0 di guerra che avvolge l&#8217;intera Europa dei monopoli, in cerca di una via d&#8217;uscita militare dalla crisi sempre pi\u00f9 profonda. E, al posto di un singolo ministero della propaganda nazista, c&#8217;\u00e8 un intero apparato mediatico impegnato a convincere le masse popolari della necessit\u00e0, per il \u201cloro stesso bene\u201d, di essere militarizzate, soggiogate ancora di pi\u00f9 agli interessi del capitale e, al momento decisivo, essere vestite dell&#8217;uniforme per marciare contro \u201cil nemico\u201d, asiatico, barbaro o iperboreo che sia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-la_nostra_guerra_contro_la_russia__il_titolo_ammissione_nellanniversario_delloperazione_barbarossa\/45289_67621\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-la_nostra_guerra_contro_la_russia__il_titolo_ammissione_nellanniversario_delloperazione_barbarossa\/45289_67621\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi) 22 giugno. 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