{"id":9604,"date":"2013-10-02T18:09:14","date_gmt":"2013-10-02T18:09:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=9604"},"modified":"2013-10-02T18:09:14","modified_gmt":"2013-10-02T18:09:14","slug":"sovranismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=9604","title":{"rendered":"Sovranismo"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\"><b>1.<\/b> Sovranismo e sovranista sono due neologismi. Invano si cercherebbero le due parole nelle enciclopedie giuridiche o sui vocabolari. In Italia, il termine sovranismo &egrave; diffuso fino ad ora esclusivamente sulla rete di internet, in due diverse accezioni: l&rsquo;una regionale e segnatamente sarda; l&rsquo;altra per designare una posizione politica nazionale.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\"><b>2.<\/b> La prima accezione non interessa. Dubito che essa possa designare qualcosa di diverso dai due concetti estremi dell&rsquo;autonomismo e dell&rsquo;indipendentismo. Si tratta probabilmente di innovazione meramente terminologica, introdotta da chi crede che l&rsquo;una o l&rsquo;altra delle parole classiche &ndash; autonomismo e indipendentismo &ndash; sia ormai logora o debole per esprimere il concetto. La Sardegna &egrave; una regione d&rsquo;Italia a statuto speciale e non si vede come un movimento politico possa farsi portatore di qualcosa di diverso dall&rsquo;applicazione completa dello statuto, ossia dell&rsquo;autonomismo o al contrario dell&rsquo;indipendentismo: soltanto dopo che fosse raggiunta l&rsquo;&ldquo;indipendenza&rdquo; formale dall&#39;Italia ma all&rsquo;interno dell&rsquo;Unione europea potrebbe sorgere l&rsquo;istanza di sovranit&agrave; (indipendenza ha ovviamente un significato sostanziale molto pi&ugrave; rilevante, che qui non viene in considerazione).<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\"><b>3.<\/b> La seconda accezione designa l&rsquo;istanza di riconquista della sovranit&agrave; dal parte del popolo e dello Stato italiano.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\">La parola sovranismo &egrave; stata definita &ldquo;strampalata&rdquo; da Alberto Bagnai (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cYR64KWPCGo\">qui<\/a> al minuto 30 e 10 secondi). I giuristi pratici nelle aule dei tribunali sogliono definire strampalata una interpretazione di disposizioni normative o una ricostruzione storica prive di ogni appiglio o stampella. Strampalato &egrave; ci&ograve; che &egrave; privo di stampelle: che non si regge in piedi. <\/span>\n<\/p>\n<p>\n\t<!--more-->\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\">In che senso un neologismo pu&ograve; astrattamente essere definito strampalato?<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\">Un neologismo pu&ograve; essere inutile, quando gi&agrave; &egrave; attestato un termine che designa perfettamente il contenuto che con il neologismo si intende esprimere. Il neologismo pu&ograve; essere, in senso lato, strampalato quando il concetto che dovrebbe esprimere &egrave; evanescente o viscido come un pesce fuor d&rsquo;acqua appena pescato. Non &egrave; questo il caso del nostro neolgismo che designa non una teoria, bens&igrave; un&rsquo;istanza di riconquista della sovranit&agrave; da parte di stati e popoli che ingenuamente, e sotto la pressione di potenti e meschine lobby di potere, l&rsquo;hanno lentamente ceduta, generando una situazione potenzialmente catastrofica.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\">Gli Stati europei che da Maastricht in poi (e invero gi&agrave; dall&rsquo;Atto unico) hanno dato vita all&rsquo;Unione europea si trovano in una <b>condizione del tutto speciale<\/b>, che non ha riscontri nella storia: <b>una condizione<\/b> che davvero pu&ograve; essere definita <b>unica<\/b>. Essi hanno ceduto poteri sovrani non ad un mega-stato, bens&igrave; ad un&#39;organizzazione che ha lo scopo esclusivamente di impedire la libert&agrave; di svolgere politiche doganali, commerciali, fiscali espansive, monetarie, di lotta alla rendita, di stabilit&agrave; del sistema (non esposizione a bolle, afflussi e deflussi di capitali), di imposizione veramente progressiva e di controllo della bilancia dei pagamenti (salvo lo strumento della deflazione salariale), di politiche volte a creare monopoli o oligopoli pubblici, e di politiche di promozione dell&#39;occupazione che non sia sotto-occupazione.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\">Inoltre, l&rsquo;Unione europea &egrave; antidemocratica. Non soltanto ha sottratto agli stati la politica monetaria, fiscale, industriale, commerciale, doganale, dei redditi e finanche scolastica; essa ha trasferito questi poteri a organi non eletti, i quali possono esercitarli soltanto nell&rsquo;ambito del fanatismo liberista e liberoscambista del quale sono intrisi i Trattati europei: l&#39;Unione europea &egrave; l&#39;esperimento pi&ugrave; avanzato e quasi &ldquo;religioso&rdquo; di neoliberismo. Anche questo secondo elemento rende del tutto speciale la condizione dei popoli europei: dotati formalmente di costituzioni democratiche hanno trasferito poteri decisori a un&rsquo;organizzazione internazionale antidemocratica.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\">La specialit&agrave; o eccezionalit&agrave; della condizione nella quale si trovano gli Stati e i popoli europei &#8211; privati di poteri e della democrazia &#8211; spiega l&rsquo;esigenza e la nascita del neologismo. Una <b>condizione nuova, <\/b>sconosciuta nella storia, d&agrave; luogo a una <b>istanza nuova<\/b>: l&rsquo;istanza di riconquista della sovranit&agrave;. Questa istanza si designa con <b>il termine nuovo di sovranismo<\/b>.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\"><b>4.<\/b> Lasciando da parte le critiche al termine sovranismo &#8211; probabilmente mosse dall&#39;adesione, per convinzione o, pi&ugrave; probabilmente, per (creduto) realismo, ad una posizione politica pi&ugrave; moderata &#8211; conviene soffermarsi su una posizione autorevole, che ha di recente sottolineato l&rsquo;alto valore politico del sovranismo, riconoscendo l&rsquo;importanza decisiva del sovranismo in questo momento storico.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\">Alludo al recente <a href=\"http:\/\/vocidallestero.blogspot.it\/2013\/07\/sapir-sovranita-e-nazione.html\">articolo<\/a> di J. Sapir, il quale nel criticare alcune affermazioni di Fr&eacute;deric Lordon, ha scritto: &ldquo;<i>Fr&eacute;deric Lordon distingue poi ci&ograve; che chiama un &ldquo;sovranismo di destra&rdquo; da un &ldquo;sovranismo di sinistra&rdquo;, contrapponendo &ldquo;Nazione&rdquo; e &ldquo;Popolo&rdquo;: &ldquo;potrebbe essere utile iniziare mostrando in che cosa un sovranismo di sinistra si differenzia chiaramente da un sovranismo di destra: quest&#39;ultimo si concepisce generalmente come sovranit&agrave; &ldquo;della nazione&rdquo;, mentre il primo rivendica di attribuire la sovranit&agrave; &ldquo;al popolo&rdquo;. <\/i><\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\"><i>Mi pare che qui ci sia una confusione.La differenza fra destra e sinistra non deriva dalla sovranit&agrave;, ma dalla maniera di concepire la Nazione. Da questo punto di vista, rifiuto l&#39;idea che possa esserci un sovranismo di &quot;destra&quot; o &quot;di sinistra&quot;. C&#39;&egrave; il sovranismo, condizione necessaria dell&#39;esistenza di un pensiero democratico, e ci sono le ideologie che rifiutano la sovranit&agrave; e quindi, alla fine, la democrazia&quot;.<\/i><\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\"><strong>5.<\/strong> Anche la posizione di Sapir, certamente molto pi&ugrave; rigorosa di quella di Lordon, si presta a due osservazioni, che la precisano e rafforzano.<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\">Intanto nel brano citato, sovranismo non designa l&#39;istanza di riconquista della sovranit&agrave; ma quasi la sovranit&agrave; stessa: se c&#39;&egrave; sovranit&agrave; c&#39;&egrave; o pu&ograve; esserci democrazia; se non c&#39;&egrave; sovranit&agrave; &#8211; ossia poteri del popolo-stato &#8211; allora la democrazia non pu&ograve; esserci.<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\">E&#39; preferibile definire con il termine sovranismo l&#39;istanza di riconquista della sovranit&agrave;, ch&eacute;, altrimenti, non vi sarebbe bisogno del neologismo (in Francia souvranitarisme &egrave; termine attestato).<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\">Il movimento politico sovranista italiano, che sta emettendo i primi vagiti, &egrave; il movimento che si fa portatore dell&#39;istanza di piena riconquista della sovranit&agrave;. L&#39;obiettivo finale &egrave; distruggere il mercato unico e tornare al &quot;mercato comune&quot; (CEE), con meno Stati nazionali di quelli che oggi compongono l&#39;Unione europea e con meno vincoli di quelli vigenti nella CEE verso la met&agrave; degli anni ottanta (questa, invero, &egrave; la posizione dell&#39;Associazione Riconquistare la Sovranit&agrave;). Soprattutto con l&#39;obiettivo di creare, attraverso trattati, alcuni limitati vincoli destinati a creare una condizione stabile e non una situazione in continuo movimento che debba di nuovo &quot;evolvere&quot; (in realt&agrave; involvere) verso un mercato unico.<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\"><b>6.<\/b> In secondo luogo, gli Stati europei, che hanno ceduto la sovranit&agrave;, non sono gusci vuoti. Sono stati costituzionali con costituzioni che promuovono l&#39;intervento dello Stato nell&#39;economia, tutelano il lavoro e l&#39;investimento rischioso nella produzione di beni e servizi, prevedono che l&#39;economia sia programmata (ferma la legittimit&agrave; dell&#39;esercizio della libera impresa), ignorano formalmente la rendita finanziaria ma certamente la combattono, se le disposizioni costituzionali sono lette, come devono, in modo sistematico. Qualunque paese riconquisti la sovranit&agrave; avr&agrave; mezzi enormi per attuare politiche fiscali, monetarie, industriali, doganali, commerciali, redistributive, di imposizione progressiva. Il paradosso (solo apparente) che abbiamo davanti &egrave; che se osserviamo <b>le politiche democristiane prima e del centrosinistra dopo<\/b> (fino alla met&agrave; degli anni ottanta), quindi posizioni che al tempo potevano essere definite conservatrici o moderatamente socialiste, dobbiamo prendere atto che <b>esse sono bolsceviche rispetto alle &ldquo;politiche&rdquo; attuabili dentro i vincoli di Maastricht<\/b> (dopo Maastricht un governo con dentro i comunisti ha abrogato l&#39;equo canone ed approvato il pacchetto Treu, non dimentichiamolo!). Perci&ograve; <b>&egrave; ingenuo temere che il dopo Unione europea sar&agrave; gestito da forze moderate e conservatrici<\/b>. Si aprir&agrave; una battaglia, ci sar&agrave; chi sar&agrave; a favore di una (ri)attuazione progressiva della Costituzione e chi sosterr&agrave; un&#39;attuazione moderata o lenta della disciplina costituzionale dei rapporti economici. Ma il dibattito politico avr&agrave; ad oggetto le modalit&agrave; di esercizio di poteri che oggi non abbiamo. <b>Il dibattito politico risorger&agrave;<\/b>. <b>Si aprir&agrave; una nuova era<\/b>. Meglio poveri ma con la possibilit&agrave; di riprendere un cammino di democrazia e giustizia che poveri senza alcuna possibilit&agrave;, ossia schiavi. Uscire dalla gabbia dell&#39;Unione europea, ossia del mercato unico, &egrave; dunque la parola d&#39;ordine. <\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\">Perci&ograve;, non soltanto &egrave; vero, come scrive Sapir, che <span style=\"font-style: normal;\">il sovranismo, &egrave; &ldquo;<\/span><i>condizione necessaria all&#39;esistenza di un pensiero democratico<\/i><span style=\"font-style: normal;\">&rdquo; ma &egrave; anche vero che <\/span><span style=\"font-style: normal;\"><b>il sovranismo condurr&agrave; inevitabilmente, eventualmente nel giro di alcuni anni, ad un generale miglioramento delle tutele dei ceti bassi, medio bassi e medi <\/b><\/span><span style=\"font-style: normal;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(oltre che a una maggiore indipendenza nazionale sotto il profilo politico-culturale),<\/span><span style=\"font-style: normal;\"><b> <\/b><\/span>perch&eacute; lo Stato torner&agrave; in possesso dei poteri che consentono a quelle classi di avere tutele. E i poteri, quando esistono, poco o tanto (la misura dipende dall&#39;esito della lotta politica) vengono esercitati.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:16px;\"><span style=\"font-style: normal;\">Ha poco senso, pertanto, interrogarsi sulle conseguenze immediate, sotto il profilo strettamente economico, della distruzione dell&#39;Unione europea: se vantaggiose o svantaggiose e per chi. <strong>La vera grande conseguenza della riconquista della sovranit&agrave; sar&agrave;<\/strong> <b>la libert&agrave;<\/b><\/span><span style=\"font-style: normal;\">, perch&eacute; la sovranit&agrave; &egrave; la libert&agrave; dei popoli. E non dubiterei che la libert&agrave; sar&agrave; esercitata comunque per risalire la china. Nessun governo avrebbe volontariamente e deliberatamente attuato le folli politiche liberiste degli ultimi venti anni, o almeno nessun governo le avrebbe attuate nella misura in cui sono state applicate, se ci&ograve; non fosse avvenuto in ragione del fatto che &ldquo;ce lo chiedeva l&#39;Europa&rdquo;. E comunque, fuori dall&#39;Unione europea, quasi tutti gli Stati che le hanno applicate negli anni ottanta e novanta sono tornati indietro, chi pi&ugrave; e chi meno: soltanto noi continuiamo imperterriti. <strong>In Europa, infatti, l<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal;\"><b>e politiche liberiste non sono state scelte (ossia vere politiche) ma adempimenti<\/b>.<\/span><\/span>&nbsp;\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\tSD&#39;A<br \/>\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0.35cm; text-align: justify;\">\n\t<br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. 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