{"id":96104,"date":"2026-06-30T08:30:52","date_gmt":"2026-06-30T06:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96104"},"modified":"2026-06-28T13:34:27","modified_gmt":"2026-06-28T11:34:27","slug":"la-crescita-vertiginosa-e-disordinata-dei-data-center-per-alimentare-lintelligenza-artificiale-richieste-di-potenza-a-84-gigawatt-e-la-legge-lombarda-permette-strutture-nelle-aree-natural","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96104","title":{"rendered":"La crescita vertiginosa (e disordinata) dei data center per alimentare l\u2019intelligenza artificiale: richieste di potenza a 84 gigawatt. E la legge lombarda permette strutture nelle aree naturali"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILFATTOQUOTIDIANO (Gaia Scacciavillani)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header class=\"ifq-post__header\">\n<div class=\"ifq-post__excerpt\">Richieste di potenza monstre, ma si lavora anche a vuoto, impegnando spazi ed energia che magari non servono: \u00e8 il fenomeno della ghost capacity, che per\u00f2 in Italia non \u00e8 regolata. Il caso lombardo, dove non \u00e8 stabilita una distanza minima tra gli impianti &#8211; ECCO LA MAPPA DEGLI INSEDIAMENTI<\/div>\n<div><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"ifq-post__thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/25\/Data_Center-1200.jpg\" alt=\"La crescita vertiginosa (e disordinata) dei data center per alimentare l\u2019intelligenza artificiale: richieste di potenza a 84 gigawatt. E la legge lombarda permette strutture nelle aree naturali\" width=\"1200\" height=\"630\" \/><\/div>\n<div class=\"ifq-post__utils\"><\/div>\n<div class=\"ifq-post__content\">\n<aside class=\"ifq-post__label-soft-registration\">\n<div class=\"ifq-post__label-soft-registration-content\"><\/div>\n<\/aside>\n<p>Perfino il governatore della\u00a0<strong>Banca d\u2019Italia<\/strong>, nelle sue ultime considerazioni finali il 29 maggio, si \u00e8 speso per l\u2019<strong>intelligenza artificiale<\/strong>\u00a0che \u201cpu\u00f2 divenire una leva decisiva per rilanciare la produttivit\u00e0 dell\u2019economia italiana\u201d. Ma intelligenza artificiale comporta<strong>\u00a0data center<\/strong>, infrastrutture di cui si parla molto, ma in concreto si sa davvero molto poco. E intanto loro proliferano disordinatamente, senza che ci sia una chiara visione d\u2019insieme che permetta di cavalcare la nuova tecnologia senza esserne travolti. Specialmente in\u00a0<strong>Lombardia<\/strong>, dove si concentra tra il 70 e l\u201980% degli impianti italiani e dove \u00e8 appena stata varata una controversa\u00a0<strong>normativa<\/strong>, che ha almeno il pregio di essere la prima del suo genere. In soldoni il mercato di queste strutture, dicono le ultime stime di<strong>\u00a0Mordor Intelligence<\/strong>, quest\u2019anno crescer\u00e0 di 1 miliardo a quota 8,5 miliardi di dollari, per poi sfiorare i\u00a0<strong>15 miliardi di dollari<\/strong>\u00a0entro il 2031, con un tasso di crescita annuo composto del 12,1% dal 2026 al 2031. Ma se c\u2019\u00e8 un dato che rende ben pi\u00f9 dei soldi l\u2019idea della portata del fenomeno, \u00e8 quello che riguarda la<strong>\u00a0potenza<\/strong>\u00a0<strong>energetica<\/strong>\u00a0prenotata dai capannoni dell\u2019intelligenza artificiale:<strong>\u00a084 gigawatt<\/strong>. A tanto sono arrivate le richieste di connessione a\u00a0<strong>Terna<\/strong>: la met\u00e0 \u00e8 localizzata in Lombardia e met\u00e0 della met\u00e0 \u00e8 nella\u00a0<strong>Citt\u00e0 Metropolitana di Milano<\/strong>. A rivelarlo, nei giorni scorsi, \u00e8 stato il Responsabile programmazione territoriale nord della societ\u00e0 della rete elettrica,\u00a0<strong>Paolo Cuccia<\/strong>.<\/p>\n<h2>A Terna 500 richieste per 84 gigawatt, ma poi c\u2019\u00e8 la \u2018ghost capacity\u2019<\/h2>\n<p>\u201cIl prelievo di punta in Italia arriva fino a<strong>\u00a0circa 57 gigawatt<\/strong>, quindi 84 vorrebbe dire pi\u00f9 che raddoppiare il prelievo dovuto a tutti gli impianti che prelevano dalla rete\u201d, ha spiegato l\u2019ingegnere della societ\u00e0 della rete nei giorni scorsi in Regione Lombardia, aggiungendo che, per fortuna, \u201c\u00e8 veramente improbabile che si arrivi a questi numeri\u201d. Le<strong>\u00a0richieste di connessione<\/strong>\u00a0che portano al dato monstre sono\u00a0<strong>quasi 500<\/strong>, ma non \u00e8 detto che vengano tutte portate a termine o che le strutture, una volta realizzate, sfruttino il massimo del consumo prenotato. Anzi, l\u2019esperienza insegna che non \u00e8 cos\u00ec. Tuttavia Terna deve allacciare chi fa domanda e garantirgli la potenza richiesta. Quindi la saturazione c\u2019\u00e8, anche se il bisogno \u00e8 virtuale anche in considerazione del fatto che il mercato ormai pullula di<strong>\u00a0sviluppatori di progetti chiavi in mano<\/strong>\u00a0di data center che non vengono poi tutti venduti o realizzati. \u201cPossiamo stare tranquilli, sereni, che 84 gigawatt di data center in Italia, in particolare i 40 in Lombardia, non li far\u00e0 nessuno, ma parlando con gli esperti del settore ci dicono che non ci sarebbero neanche i soldi per fare infrastrutture di questa entit\u00e0\u201d, ha sottolineato Cuccia. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che al momento di tutte le richieste in mano alla societ\u00e0 della rete, 12 fanno capo a data center \u201cin fase avanzata\u201d. E che appunto si lavora anche a vuoto, impegnando spazi ed energia che magari non servono. Succede ovunque, tanto che al fenomeno \u00e8 stato dato un nome:\u00a0<em>ghost capacity<\/em>. Ma alcuni paesi almeno provano ad arginarlo, per esempio il\u00a0<strong>Portogallo\u00a0<\/strong>ha introdotto l\u2019obbligo di versare una\u00a0<strong>cauzione<\/strong>\u00a0che aumenta con l\u2019aumentare della potenza richiesta e che viene trattenuta se i megawatt richiesti non vengono utilizzati entro una determinata scadenza.<\/p>\n<h2>In Lombardia 8 data center connessi alla rete ad alta tensione e in cantiere ce ne sono altri 12<\/h2>\n<p>Quanto allo stato dell\u2019arte, secondo quello che ha riferito Cuccia, i numeri che circolano non tengono conto della differenza tra data center connessi alla\u00a0<strong>rete ad alta tensione<\/strong>\u00a0e quelli pi\u00f9 piccoli che sono allacciati alla\u00a0<strong>rete di distribuzione<\/strong>. Quindi se il<strong>\u00a0totale dei campus lombardi \u00e8 sulla trentina<\/strong>, in questo momento in Lombardia ci sono\u00a0<strong>\u201csolo\u201d 8 data center connessi alla rete alta tensione<\/strong>. \u201cIl prelievo nominale, la potenza contrattualizzata con questi soggetti \u00e8 complessivamente di\u00a0<strong>circa 400 megawatt<\/strong>\u201d, ha detto precisando che per\u00f2, al momento, il prelievo di corrente \u00e8 poco meno di un quarto di quanto prenotato. Come detto, tuttavia, che si tratti di saturazione virtuale o reale, le richieste di allacciamento vanno soddisfatte e con tempi stretti e costi palettati. Nascono cos\u00ec i progetti per le<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2026\/06\/15\/data-center-le-centrali-minacciano-il-parco-agricolo-sud-milano\/8419142\/\"><strong>nuove stazioni elettriche<\/strong>\u00a0come quella che dovrebbe sorgere sui terreni tutelati del\u00a0<strong>Parco Agricolo Milano Sud<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Trezzano sul Naviglio<\/strong>,<\/a>\u00a0nonostante l\u2019opposizione della cittadinanza e dell\u2019ente parco.<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-map\" data-src=\"visualisation\/29337074\">\n<div class=\"flourish-credit\"><\/div>\n<\/div>\n<h2>Servono due vie di alimentazione e gruppi elettrogeni di potenza pari a quella nominale. Il ruolo delle stazioni elettriche<\/h2>\n<p>Attualmente ci sono\u00a0<strong>5 stazioni gi\u00e0 autorizzate<\/strong>, mentre 8 sono in attesa del via libera ministero dell\u2019Ambiente e altre 16 sono in fase di progettazione. Nove di queste ultime sono\u00a0<strong>tutte per uno stesso soggetto<\/strong>\u00a0e le altre 7 sono infrastrutture che Terna chiama<strong>\u00a0stazioni di raccolta<\/strong>: servono a collegare pi\u00f9 soggetti in modo da costituire delle specie di\u00a0<strong>cluster di data center<\/strong>\u00a0da collegare alla rete di trasmissione nazionale. Ma attenzione: questi campus dell\u2019intelligenza artificiale hanno un\u2019attivit\u00e0 che richiede\u00a0<strong>elevata continuit\u00e0 dell\u2019alimentazione<\/strong>. E cos\u00ec a Terna chiedono non una, ma\u00a0<strong>due vie di alimentazione<\/strong>. \u201cAnche per questo le stazioni che dobbiamo costruire sono molto grandi\u201d. E in pi\u00f9 \u201csi attrezzano con\u00a0<strong>gruppi elettrogeni<\/strong>\u00a0di potenza pari almeno alla potenza nominale che garantiamo dalla rete\u201d. Almeno a parole, Terna non chiude la porta a una\u00a0<strong>razionalizzazione<\/strong>\u00a0delle sue stazioni elettriche. \u201cCi stiamo lavorando da un po\u2019 di tempo\u201d, dice Cuccia, ricordando che la recente\u00a0<strong>legge regionale<\/strong>\u00a0lombarda prevede una<strong>\u00a0cabina di regia<\/strong>\u00a0alla quale partecipa anche la societ\u00e0 della rete. Secondo lui \u00e8 questo il luogo \u201cgiusto per lavorare sulla razionalizzazione, cio\u00e8 cercare di far sposare quella che \u00e8 la<strong>\u00a0pianificazione elettrica<\/strong>, che \u00e8 di nostra responsabilit\u00e0, con la\u00a0<strong>pianificazione territoriale<\/strong>\u00a0che invece sta alle Regioni e quindi su questo penso che tra breve inizieremo a lavorare parecchio\u201d.<\/p>\n<h2>\u201cLa Lombardia non ha avuto abbastanza coraggio\u201d<\/h2>\n<p>Peccato che pianificazione e nuova normativa lombarda siano due ferite aperte, per chi dalla Regione avrebbe voluto una separazione tra\u00a0<strong>territori idonei e non idonei<\/strong>\u00a0all\u2019installazione dei campus dell\u2019intelligenza artificiale. Una pianificazione, appunto, che non \u00e8 stata prevista. Anzi. La decantata norma varata un pugno di settimane fa ha addirittura codificato la possibilit\u00e0 di costruire data center non solo su\u00a0<strong>terreni agricoli<\/strong>, ma anche quelli\u00a0<strong>tutelati<\/strong>, semplicemente prevedendo degli\u00a0<strong>oneri moltiplicati per 100<\/strong>\u00a0a seconda della tipologia di terreno scelta. Lo fa notare, tra gli altri,\u00a0<strong>Antonio Nitti<\/strong>, consigliere dell\u2019ente che sta a capo del Parco Agricolo Milano Sud. \u201cCredo che non ci sia stato abbastanza coraggio \u2013 dice a\u00a0<em>Ilfattoquotidiano.it<\/em>\u00a0\u2013 il tema principale e pi\u00f9 grave \u00e8 il fatto che la norma non dica no a l\u2019insediamento nei\u00a0<strong>parchi regionali e nelle aree naturali<\/strong>: si pu\u00f2 fare, a patto di\u00a0<strong>pagare il 200% di oneri<\/strong>. Per una societ\u00e0 che fa investimenti che arrivano anche a\u00a0<strong>3 miliardi di euro<\/strong>, probabilmente non cambia assolutamente nulla spendere qualche milione in pi\u00f9 pur di costruire su di un terreno vergine, anche perch\u00e9 se andasse su un sito da bonificare comunque dovrebbe\u00a0<strong>demolire, smaltire i rifiuti<\/strong>, eccetera e quindi probabilmente probabilmente spenderebbe di pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<h2>Amazon: \u201cRiconvertire siti industriali costa tempo e soldi\u201d<\/h2>\n<p>A confermarlo \u00e8 niente meno che<strong>\u00a0Amazon Web Services<\/strong>\u00a0secondo la quale \u201cle rigorose esigenze tecniche e infrastrutturali dei datacenter non sempre consentono di\u00a0<strong>privilegiare aree brownfield<\/strong>\u00a0(siti industriali dismessi,\u00a0<em>ndr<\/em>). La riconversione comporta spesso\u00a0<strong>costi pi\u00f9 elevati<\/strong>\u00a0e<strong>\u00a0iter burocratici<\/strong>\u00a0complessi e prolungati, scoraggiando gli investitori verso\u00a0<strong>soluzioni greenfield<\/strong>\u00a0(terreni vergini,\u00a0<em>ndr<\/em>) dove l\u2019iter autorizzativo risulta pi\u00f9 snello\u201d, si legge in un parere sulla bozza della norma lombarda che la societ\u00e0 di\u00a0<strong>Jeff Bezos<\/strong>\u00a0ha inviato in Regione la scorsa primavera. E cos\u00ec Amazon consiglia di prendere in considerazione \u201c<strong>misure di incentivazione diretta<\/strong>\u00a0per la<strong>\u00a0riqualificazione<\/strong>\u00a0<em>brownfield<\/em>, piuttosto che disincentivi economici per i siti\u00a0<em>greenfield<\/em>\u201d, come invece \u00e8 stato confermato dalla norma definitivamente approvata il 26 maggio. \u201cApprezziamo la volont\u00e0 di garantire flessibilit\u00e0 per investimenti su siti<em>\u00a0greenfield<\/em>\u00a0\u2014 in particolare quelli gi\u00e0 destinati ad uso industriale \u2013 quando necessario per ragioni tecniche. Tuttavia,\u00a0<strong>forme di disincentivazione economica<\/strong>\u00a0rischiano non solo di penalizzare il settore, ma di tradursi in costi che gli operatori accettano pur di avere\u00a0<strong>tempistiche certe per lo sviluppo<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 la questione delle<strong>\u00a0isole di calore<\/strong>\u00a0che secondo alcuni studi vengono create dai data center. \u201cNon viene considerata la\u00a0<strong>sommatoria degli impianti<\/strong>: se effettivamente gli effetti ci sono in un raggio di x chilometri ed entro quel raggio c\u2019\u00e8 un altro capannone, probabilmente avremo un effetto che si somma. Una proposta migliorativa per questa legge poteva essere di trattare i data center come i siti per lo smaltimento dei\u00a0<strong>rifiuti<\/strong>, che devono rispettare una<strong>\u00a0distanza minima<\/strong>\u00a0tra di loro\u201d, nota Nitti ricordando, a proposito di distanza, che anche rispetto alla contiguit\u00e0 tra data center e abitazioni non \u00e8 stato previsto nulla. Quindi c\u2019\u00e8 il tema del\u00a0<strong>riciclo del calore<\/strong>\u00a0prodotto da questi impianti: \u201cMolti progetti all\u2019estero prevedono due cose. Da un lato che i data center siano almeno in parte\u00a0<strong>autonomi<\/strong>\u00a0dal punto di vista energetico, per esempio con il fotovoltaico e dall\u2019altro che si colleghino a un\u00a0<strong>impianto di teleriscaldamento<\/strong>\u00a0in modo tale che il calore prodotto nel processo di raffreddamento non venga disperso\u201d.<\/p>\n<h2>Il Parco Agricolo Milano Sud: \u201cAttenzione a monetizzare il consumo di suolo agricolo\u201d<\/h2>\n<p>Proprio l\u2019ente parco, quando la norma era ancora in gestazione, nella sua risposta a una consultazione regionale aveva evidenziato una serie di questioni in un documento firmato dal presidente\u00a0<strong>Andrea Checchi<\/strong>. Primo la problematica dell\u2019assenza di una\u00a0<strong>pianificazione complessiva<\/strong>\u00a0e olistica con la notazione che prevedere un pagamento \u201cper il<strong>\u00a0consumo di suolo agricolo<\/strong>\u00a0nello stato di fatto, non rappresenti un disincentivo, ma semmai la presa d\u2019atto della possibilit\u00e0 di consumare suolo a fronte di un corrispettivo economico\u201d. In secondo luogo la richiesta (inascoltata) di inserire nella norma il principio secondo cui la\u00a0<strong>procedura di Valutazione di Impatto Ambientale<\/strong>\u00a0dei data center vada estesa alle<strong>\u00a0opere accessorie e di servizio<\/strong>\u00a0dei campus, quindi anche alle stazioni elettriche che al momento non vengono considerate e seguono un iter autorizzativo indipendente. Poi ci sono le altre questioni ambientali che Checchi chiedeva di inserire tra gli elementi da considerare nella V.I.A. Come l\u2019<strong>impatto sulla falda<\/strong>\u00a0del prelievo dagli acquiferi per le\u00a0<strong>necessit\u00e0 di raffreddamento<\/strong>, che rende i data center \u201cdei competitori rispetto agli\u00a0<strong>usi urbani<\/strong>\u00a0e soprattutto\u00a0<strong>agricoli<\/strong>, diminuendo la\u00a0<strong>capacit\u00e0 di resilienza<\/strong>\u00a0del territorio nei periodi di<strong>\u00a0stress idrico<\/strong>\u201d. O come il consumo di energia elettrica che comporta \u201c<strong>dispersione di grandi quantit\u00e0 di calore<\/strong>\u00a0nell\u2019ambiente esterno, contribuendo all\u2019<strong>aumento delle temperature<\/strong>\u00a0e influenzando la\u00a0<strong>microclimatologia locale<\/strong>\u00a0in un\u2019area scarsamente ventilata quale \u00e8 la nostra della\u00a0<strong>Pianura Padana<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>E intanto, rileva il consigliere regionale di opposizione\u00a0<strong>Simone Negri<\/strong>\u00a0(Pd), la normativa lombarda \u201ctoglie\u00a0<strong>autonomia ai comuni<\/strong>, soprattutto nel caso dei data center pi\u00f9 grandi, oltre che delle infrastrutture come le stazioni elettriche: pi\u00f9 \u00e8 grande il data center, pi\u00f9 il comune perde il controllo dell\u2019operazione. Alla fine l\u2019autorizzazione non \u00e8 pi\u00f9 neanche comunale\u201d. La richiesta originale era invece di una legge \u201cche mettesse dei paletti,\u00a0<strong>regolamentasse<\/strong>, pianificasse, programmasse anche le tempistiche con degli obiettivi per la costruzione di data center. In realt\u00e0 non \u00e8 non \u00e8 stato fatto\u201d, conclude parlando di una normativa che \u201cnon regola niente\u201d. Proprio quando, i data center che \u201csono una necessit\u00e0, vanno governati. Intorno ai data center e alle speculazioni che probabilmente li accompagneranno, ci sono altre situazioni che colpiranno i territori\u201d, come sottolinea<strong>\u00a0Claudio Albini<\/strong>\u00a0(Pd), consigliere comunale di Trezzano sul Naviglio, la cittadina alle porte di Milano che insiste sul Parco Sud e cerca disperatamente di fermare la costruzione di una<strong>\u00a0stazione elettrica da 67mila metri quadrati<\/strong>\u00a0sul terreno tutelato dal Parco Sud per allacciare campus dell\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/06\/28\/la-crescita-vertiginosa-e-disordinata-dei-data-center-per-alimentare-lintelligenza-artificiale-richieste-di-potenza-a-84-gigawatt-e-la-legge-lombarda-permette-strutture-nelle-aree-naturali\/8430334\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/06\/28\/la-crescita-vertiginosa-e-disordinata-dei-data-center-per-alimentare-lintelligenza-artificiale-richieste-di-potenza-a-84-gigawatt-e-la-legge-lombarda-permette-strutture-nelle-aree-naturali\/8430334\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILFATTOQUOTIDIANO (Gaia Scacciavillani) &nbsp; Richieste di potenza monstre, ma si lavora anche a vuoto, impegnando spazi ed energia che magari non servono: \u00e8 il fenomeno della ghost capacity, che per\u00f2 in Italia non \u00e8 regolata. Il caso lombardo, dove non \u00e8 stabilita una distanza minima tra gli impianti &#8211; ECCO LA MAPPA DEGLI INSEDIAMENTI Perfino il governatore della\u00a0Banca d\u2019Italia, nelle sue ultime considerazioni finali il 29 maggio, si \u00e8 speso per l\u2019intelligenza artificiale\u00a0che \u201cpu\u00f2&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":89998,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0517.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-p04","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96104"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=96104"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96104\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":96106,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96104\/revisions\/96106"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89998"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=96104"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=96104"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=96104"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}