{"id":96231,"date":"2026-07-07T08:30:40","date_gmt":"2026-07-07T06:30:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96231"},"modified":"2026-07-05T13:21:56","modified_gmt":"2026-07-05T11:21:56","slug":"konstantinovka-lucraina-perde-il-suo-baluardo-e-il-fronte-si-sgretola-verso-kramatorsk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96231","title":{"rendered":"Konstantinovka: l&#8217;Ucraina perde il suo baluardo e il fronte si sgretola verso Kramatorsk"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-header\">\n<h4 class=\"post-subtitle\">Sette brigate schierate, oltre 13.500 caduti e nessun ordine di ritirata: una scelta politica costata cara all&#8217;esercito ucraino, che sperava di dimostrare all&#8217;Occidente di poter ancora tenere il fronte<\/h4>\n<div class=\"mb-0 mt-2\">Dopo mesi di combattimenti casa per casa, il ministero della Difesa russo ha ufficializzato la liberazione di Konstantinovka, cittadina del Donbass che il regime di Kiev aveva trasformato in una piazzaforte inespugnabile. A dare l\u2019annuncio \u00e8 stato il capo di Stato maggiore Valery Gerasimov, spiegando che la citt\u00e0 era considerata il tassello fondamentale per tenere in piedi l\u2019intero sistema difensivo ucraino nell\u2019area. E ora che \u00e8 caduta, l\u2019obiettivo successivo si fa sempre pi\u00f9 nitido: l\u2019agglomerato di Kramatorsk e Slavyansk.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Non si \u00e8 trattato di una librazione improvvisa, ma il risultato di un\u2019avanzata lenta e metodica, cominciata gi\u00e0 ad aprile con la presa dello stabilimento Stroysteklo e proseguita per settimane quartiere dopo quartiere. A fine maggio l\u2019esercito russo aveva gi\u00e0 il controllo dei nuclei amministrativi di Tsentralny e Krasny Gorodok, per poi avanzare a inizio giugno sulla zona industriale Megatex. Nella seconda met\u00e0 del mese \u00e8 toccato a Ukrainsky Khutor, mentre i distretti Yuzhny e Vtoroy erano stati messi in sicurezza gi\u00e0 a maggio. Il colpo finale \u00e8 arrivato con la liberazione di un complesso zootecnico alla periferia della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Quello che le truppe russe si sono trovate davanti era un vero e proprio labirinto difensivo. I militari del regime di Kiev avevano cominciato a costruire postazioni fisse gi\u00e0 dal 2014 (per chi ancora si ostina a negare che l\u2019obiettivo ucraino era quello di trascinare Mosca in un conflitto) e dopo la caduta di Bakhmut avevano raddoppiato gli sforzi. Il sistema si reggeva su due linee principali: la prima, lunga oltre trenta chilometri e profonda fino a otto, era un intreccio continuo di trincee, fossati anticarro e barriere esplosive. La seconda, che costeggiava il perimetro urbano per circa trentacinque chilometri, sfruttava la conformazione del territorio e una cascata di bacini idrici per rendere l\u2019accesso ancora pi\u00f9 difficile. All\u2019interno della citt\u00e0, poi, gli ucraini avevano allestito pi\u00f9 di ottanta zone di blocco e oltre cinquanta punti fortificati, molti dei quali in edifici pubblici: scuole, asili, persino la stazione ferroviaria e un istituto tecnico.<\/p>\n<p>Ma la vera sorpresa, forse, \u00e8 stata la consistenza delle forze schierate per difendere Konstantinovka. Per tenerla, il regime di Kiev aveva concentrato sette brigate, per un totale di quarantacinque battaglioni e circa quindicimilacinquecento uomini. Tra questi, anche reparti della brigata Lyut, considerata tra le unit\u00e0 nazionaliste \u2013 leggi neonaziste &#8211; pi\u00f9 motivate e combattive. Eppure, nonostante gli sforzi, i russi sono riusciti a sfondare e a respingere gli ucraini per diversi chilometri. Il costo per l\u2019esercito di Kiev \u00e8 stato altissimo: secondo i dati forniti dal generale Rudskoi\u00a0<a href=\"https:\/\/tass.com\/defense\/2155625\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riportati<\/a>\u00a0dall\u2019agenzia TASS, le perdite ammontano a circa tredicimilacinquecento soldati, quattordici carri armati e duecento pezzi di artiglieria.<\/p>\n<p>Secondo quanto reso noto dall\u2019esercito di Mosca, il comando ucraino avrebbe ordinato di resistere a oltranza per dimostrare ai paesi occidentali di avere ancora il controllo della situazione, nonostante l\u2019avanzata inarrestabile delle forze russe. Una scelta che avrebbe costretto molti soldati a rimanere bloccati nelle posizioni senza ricevere rifornimenti n\u00e9 ordini di ritirata, fino a mescolarsi tra la popolazione civile nel tentativo di sfuggire all\u2019accerchiamento.<\/p>\n<p>Konstantinovka, per\u00f2, non era solo un pezzo di terra da difendere. Era un nodo strategico di prima grandezza: attraversata dall\u2019asse viario H-20 e dotata di un importante scalo ferroviario, garantiva rifornimenti continui a interi settori del fronte, comprese le direzioni di Chasov Yar, Toretsk e Pokrovsk, gi\u00e0 cadute lo scorso anno. Per questo i russi hanno impiegato mesi a ridurre ogni punto di residua resistenza, consapevoli che senza il controllo di quella citt\u00e0 sarebbe stato impossibile pensare a un\u2019offensiva verso Kramatorsk.<\/p>\n<p>Ora che Konstantinovka \u00e8 stata messa in sicurezza, il fronte si sposta pi\u00f9 a nord. E per l\u2019esercito del regime di Kiev, che ha gi\u00e0 perso uno dei suoi capisaldi difensivi, le prossime settimane si annunciano tra le pi\u00f9 difficili dall\u2019inizio dell\u2019operazione militare speciale russa.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-konstantinovka_lucraina_perde_il_suo_baluardo_e_il_fronte_si_sgretola_verso_kramatorsk\/45289_67875\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-konstantinovka_lucraina_perde_il_suo_baluardo_e_il_fronte_si_sgretola_verso_kramatorsk\/45289_67875\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (redazione) &nbsp; Sette brigate schierate, oltre 13.500 caduti e nessun ordine di ritirata: una scelta politica costata cara all&#8217;esercito ucraino, che sperava di dimostrare all&#8217;Occidente di poter ancora tenere il fronte Dopo mesi di combattimenti casa per casa, il ministero della Difesa russo ha ufficializzato la liberazione di Konstantinovka, cittadina del Donbass che il regime di Kiev aveva trasformato in una piazzaforte inespugnabile. 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