{"id":96403,"date":"2026-07-14T09:00:45","date_gmt":"2026-07-14T07:00:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96403"},"modified":"2026-07-13T15:48:00","modified_gmt":"2026-07-13T13:48:00","slug":"ve-lo-meritate-mario-adinolfi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96403","title":{"rendered":"Ve lo meritate, Mario Adinolfi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Alessio Mannino)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p class=\"p-telegram\">\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/adinolfi.webp\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/adinolfi.webp\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parafrasando Gaber che ci scuser\u00e0 dall\u2019oltretomba, \u201cnon temo Mario Adinolfi in s\u00e9, temo il Mario Adinolfi in noi\u201d. In noi italiani, in certi italiani, che approfittano della gogna giudiziaria per deridere un personaggio che avrebbe dovuto essere dimenticato da tempo. Uno di quelle maschere da tragicommedia diffusa, del sottogenere predicatore, cui viene riconosciuta una patente di seriet\u00e0 per scrutabilissimi motivi ma al quale si sarebbe gi\u00e0 dovuto tributare, invece, la pi\u00f9 totale indifferenza, condita al massimo da una punta di sarcasmo. E se in questa sede oggi ce ne occupiamo, non \u00e8 per gli arresti domiciliari con l\u2019accusa di aver truffato ed evaso tramite un giro di scommesse sportive in cui le vittime, secondo i magistrati, lamentano di essere caduti per aver riposto fiducia in un pio agitatore di crocifissi. N\u00e9, tanto meno, per fare a nostra volta la facile morale su chi ha fatto della moralizzazione, specialmente in materia sessuale, il proprio credo (sul quale credo lo scrivente, non essendo cristiano, non ha motivo di sindacare). No, Adinolfi \u00e8 un caso interessante perch\u00e9, nella sua piccolezza, racchiude una questione che \u00e8 molto pi\u00f9 grande di lui, e che ci parla di certa nostra attitudine, come popolo italiano, a far passare tutto in cavalleria, a obliare in fretta, a smussare e a perdonare \u2013 perdonismo, vizietto tipicamente cattolico \u2013 dove, al contrario, bisognerebbe aver liquidato il tutto, e da un pezzo, con una risata. O, a volte, neanche con quella. Perch\u00e9 ignorare \u00e8 la migliore reazione nei confronti di chi, semplicemente, non ha, se mai l\u2019ha avuta, quella cosa sempre pi\u00f9 rara chiamata <em>credibilit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si dovrebbe dar credito solo ed esclusivamente a una persona, non importa di quali idee e gruppo d\u2019appartenenza, che testimoni con i fatti la coerenza verso princ\u00ecpi, pre-politici, pre-ideologici e anche pre-religiosi, che si chiamano dignit\u00e0, lealt\u00e0, senso delle proporzioni, aderenza fra realt\u00e0 e apparenza. Certo, da sempre sono virt\u00f9 patrimonio di una minoranza trasversale e di difficile individuazione. Ma questo perch\u00e9 hanno il pregio di non puzzare di moralismo. Uno pu\u00f2 anche essere, poniamo, un giocatore accanito come il pokerista Adinolfi, o cedere all\u2019alcol, o amare la bella vita. Insomma avere vizi, difetti e persino perversioni, nel privato. Il problema non \u00e8 essere viziosi: \u00e8 nasconderlo, come fanno gli ipocriti, oppure sbandierarlo ai quattro venti, come gli esibizionisti. E difatti, fra le principali tare di una societ\u00e0 che spettacolarizza e mette in vetrina ogni pelo ci sono, guarda caso, l\u2019ipocrisia e l\u2019esibizionismo. Adinolfi, che pure suscita un\u2019inopinata simpatia con quella stazza di cui il primo a sorridere \u00e8 lui, le riassume entrambe. Non perch\u00e9 sia ipocrita e narcisista: non lo sappiamo con certezza, n\u00e9 saperlo ci cambia granch\u00e9. Possiamo essere sicuri, per\u00f2, che ha sempre <em>dimostrato <\/em>di esserlo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In politica, saltabeccando senza requie n\u00e9 vergogna pur di ottenere l\u2019agognata visibilit\u00e0: nel 2001 fondando, da ex segretario dei giovani del Partito Popolare Italiano, la sigla \u201cDemocrazia diretta\u201d (0,1% dei voti alle comunali di Roma, per virare al secondo turno su Walter Veltroni), poi civico alle regionali con Piero Marrazzo, poi dando vita a \u201cGenerazione U\u201d nel Partito Democratico, poi candidandosi alle primarie Pd del 2007 (rimediando uno 0,17%), riprovandoci nel 2011 ma uscendone per sostenere Matteo Renzi e, due anni dopo, appoggiare \u201cScelta civica\u201d di Mario Monti, poi creando, nel 2016, il \u201cPopolo della Famiglia\u201d (0,6-7% alle politiche del 2018), poi correndo a sindaco di Ventotene, citt\u00e0 simbolo dell\u2019europeismo (risultato: neppure un voto), poi inventandosi, per le elezioni del 2022, \u201cAlternativa per l\u2019Italia\u201d assieme all\u2019ex-Casapound Simone Di Stefano (zero virgola alle urne). Sul versante giornalistico non \u00e8 stato da meno, raggiungendo l\u2019acme con il quotidiano online da lui diretto e fondato, <em>La Croce<\/em>, diventato cartaceo nel 2015 e ritirato dalle edicole dopo appena quattro mesi. Una parabola involutasi in un crescendo di prese di posizione da cattolico ostentatamente integralista. Dove l\u2019accento negativo non sta nell\u2019integralista (per quanto ci riguarda, si ha diritto a essere quel che si \u00e8, punto), ma nell\u2019ostentazione. Cio\u00e8 nel cercare in modo scoperto, cos\u00ec scoperto da risultare ridicolo, di far parlar di s\u00e9, di conquistare l\u2019attenzione, di strappare un titolo, un invito, una comparsata. E nel frattempo, allo stesso tempo, imbastire un sistema di gioco d\u2019azzardo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questo presenzialismo sgomitante, per soprammercato \u00a0in nome di Ges\u00f9, Giuseppe e Radio Maria, l\u2019insopportabile, anzi l\u2019Intollerabile, di personaggi alla Adinolfi. \u00c8 la volgarit\u00e0 di sventolare la causa del Bene per finire all\u2019Isola dei Famosi, nello specifico sfruttando consapevolmente e dichiaratamente la propria fisicit\u00e0. Sapendo che quella, e solo quella, era il motivo di richiamo. E rendendo cos\u00ec i fervorini in mutandoni sulla sacralit\u00e0 del matrimonio un\u2019oscenit\u00e0 tecnica, calata com\u2019era in un contesto trash che, come ogni prodotto pensato per la sola pubblicit\u00e0, trasforma in pattume tutto ci\u00f2 che tocca. L\u2019immagine grottesca di Adinolfi smagrito e affamato che sbrana una bistecca dovrebbe rimanere impressa come scena primaria del laidume da sghignazzo dei nostri tempi scatologici (senza la e: scatologici e basta). Il vero Male, volendo usare maiuscole improprie, sta nella miscela d\u2019impudicizia e di cinismo di chi non sa stare nei propri abiti, letteralmente togliendoseli pur di farsi notare, e contemporaneamente ergendosi a evangelizzatore. \u00c8 la frode esibita, sfacciata, socialmente accettata, a farci pi\u00f9 orrore del raggiro da codice penale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il guaio non sta nelle presunte malefatte di Adinolfi Mario, ma nei Mario Adinolfi che pullulano e imperversano, in misura e quantit\u00e0 variabile, in ogni posto, contrada e ambiente di quell\u2019Italia che non riesce a essere seria senza essere seriosa, n\u00e9 leggera senza scadere nella farsa. \u00c8 in tutti quei comici involontari che, pur avendo magari un indiscusso valore, menti toste e brillanti con curricula da combattenti all\u2019attivo, proprio non ce la fanno a trattenersi da una spudorata e ammorbante autopromozione perenne, e gonfiano ogni uscita con <em>io, io, io<\/em> (\u201cil pi\u00f9 lurido dei pronomi\u201d, diceva Gadda), frementi di radunare e aumentare proseliti nel portare la Verit\u00e0 ai gonzi. E cos\u00ec facendo, agli occhi di chi non se la beve, perdono all\u2019istante ogni credibilit\u00e0. Ce ne sono a bizzeffe, di egomaniaci di questa risma. E fra tutti, quelli meno perdonabili sono, sul piano politico-culturale, coloro che avrebbero anche buone idee, ma non il carattere per meritarsele. C\u2019\u00e8 un detto che fa: appena vedi il Buddha, uccidilo. Regoletta aurea: appena vedete un <em>paraguru,<\/em> girategli al largo. Tanto pi\u00f9 e a maggior ragione se la pensate come lui. \u00c8 facile sgamarlo: dir\u00e0 sempre quel che vi piace sentirvi dire.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/07\/10\/ve-lo-meritate-mario-adinolfi\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/07\/10\/ve-lo-meritate-mario-adinolfi\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Alessio Mannino) Parafrasando Gaber che ci scuser\u00e0 dall\u2019oltretomba, \u201cnon temo Mario Adinolfi in s\u00e9, temo il Mario Adinolfi in noi\u201d. In noi italiani, in certi italiani, che approfittano della gogna giudiziaria per deridere un personaggio che avrebbe dovuto essere dimenticato da tempo. 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