{"id":96408,"date":"2026-07-14T08:30:16","date_gmt":"2026-07-14T06:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96408"},"modified":"2026-07-13T17:57:40","modified_gmt":"2026-07-13T15:57:40","slug":"il-business-dei-patriot-i-veri-motivi-dietro-il-rimpasto-di-governo-a-kiev","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96408","title":{"rendered":"Il business dei Patriot: i veri motivi dietro il rimpasto di governo a Kiev"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-media post-featured-image\"><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>13 luglio. La notizia del giorno da Kiev \u00e8 quella delle dimissioni del primo ministro Julija Sviridenko, dopo nemmeno un anno di mandato, dettate dal nazigolpista-capo Vladimir Zelenskij, anche se, secondo la Costituzione ucraina, spetterebbe alla Rada di mandare a casa il governo. Pochi dubbi, comunque, che il licenziamento della Sviridenko venga sancito dal parlamento e che, insieme al primo ministro, si assista a un rimpasto dell&#8217;intero gabinetto, anche solo per il fatto che, in base alla Costituzione, l&#8217;uscita del premier comporta l&#8217;azzeramento dell&#8217;intero governo.<\/p>\n<p>Insieme a quella delle \u201cvolontarie\u201d dimissioni di Sviridenko, l&#8217;attenzione \u00e8 per\u00f2 sempre pi\u00f9 concentrata sul tema delle licenze USA per la produzione del sistema intercettore \u201cPatriot\u201d. In questo senso, le due questioni possono dirsi strettamente legate, anche perch\u00e9, insieme al rimpasto di governo, ci sono le dimissioni, anche queste \u201cvolontarie\u201d, dell&#8217;attuale ambasciatrice a Washington Olga Stefani\u0161ina, dopo meno di anno dall&#8217;insediamento, il cui posto potrebbe essere ricoperto proprio dalla Sviridenko. E l&#8217;elemento che lega i due avvicendamenti sarebbe quello, proclamato dallo stesso Zelenskij, della necessit\u00e0 di una &#8220;rinnovata strategia politica&#8221;. La versione ufficiale \u00e8 che la politica estera sia una priorit\u00e0, con un &#8220;peso massimo&#8221; assegnato a ciascun settore, tra cui, appunto, quello pi\u00f9 importante, gli USA, dato alla premier dimessa, mentre il settore pi\u00f9 importante \u00e8 l&#8217;accordo con gli USA sulla licenza per i sistemi \u201cPatriot\u201d.<\/p>\n<p>A proposito del rimpasto di governo, osserva su RT l&#8217;ex deputato della Rada Oleg Tsar\u00ebv, circola\u00a0 per\u00f2 anche un&#8217;altra versione. Sin dal suo insediamento, Sviridenko \u00e8 stata considerata &#8220;figura di Ermak&#8221;: l&#8217;ha cresciuta e l&#8217;ha insediata come primo ministro. Dopo lo scandalo d&#8217;oro di Timur Mindic, per\u00f2 e l&#8217;uscita di scena di Ermak, Sviridenko \u00e8 rimasta a tutti gli effetti parte integrante di quel sistema e appena sono iniziate a circolare voci secondo cui NABU stava indagando su di lei, la presidenza ha deciso di giocare d&#8217;anticipo. L&#8217;ambasciata USA \u00e8 la soluzione ideale: prestigiosa e al contempo lontana.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 comunque anche chi sostiene che il benservito al primo ministro sia un pretesto per sostituire legalmente l&#8217;intero governo, compreso il ministro della difesa Mikhail F\u00ebdorov, quello tanto esaltato dai media bellicisti italici per le sue \u201cqualit\u00e0\u201d di \u201cgiovanilismo\u201d e innovazioni ingegneristiche che metterebbero \u201cin ginocchio\u201d i \u201cvecchi metodi\u201d russi di conduzione della guerra; un ministro con cui, per\u00f2, Zelenskij non ha buoni rapporti. Ma licenziarlo di punto in bianco sarebbe uno scandalo e un sicuro conflitto con la lobby dei finanziamenti: l&#8217;intera carriera di F\u00ebdorov, dalla telefonia al ministero della difesa, si \u00e8 costruita grazie ai fondi degli sponsor occidentali. Fondi che continuano a rappresentare l&#8217;autentico fulcro dei rapporti Kiev-UE-NATO e che sono stati esplicitamente delineati dal cofondatore di \u201cFirePoint\u201d, Denis \u0160tilerman, secondo cui \u00ab<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-per_trump_la_pace_in_ucraina__vicina_ma_da_ue_e_nato_c_solo_la_guerra\/45289_67990\/\">la fine della guerra sar\u00e0 una tragedia per l&#8217;Ucraina<\/a>\u00bb e soprattutto per le tasche di tutti i clan affaristici che ruotano attorno alla junta nazigolpista, il cui esempio pi\u00f9 chiaro \u00e8 appunto la \u201cFirePoint\u201d, anch&#8217;essa magnificata dai media italici quale esempio di \u201cself-made\u201d innovativo e \u201cautonomo sviluppo\u201d di soluzioni tecniche adattate alle esigenze belliche. Cos\u00ec \u201cautonomo\u201d da riuscire a presentare come \u201cpropria produzione\u201d un missile fotocopiato dall&#8217;industria britannica come il \u201cFlamingo\u201d.<\/p>\n<p>Ma il candidato pi\u00f9 probabile alla poltrona di primo ministro, dice Tsar\u00ebv, pare dover essere una figura che ieri non era nemmeno nella lista dei candidati: Serghej Koretskij, direttore generale di \u201cNaftogaz\u201d. La logica dietro tale scelta \u00e8 semplice: Koretskij \u00e8 uomo di Timur Mindic, il &#8220;portafoglio&#8221; di Zelenskij, anche se fuggito all&#8217;estero. Koretskij \u00e8 entrato a far parte della &#8220;famiglia&#8221; a fine 2022 per gestire \u201cUkrnafta\u201d, sottratta a Igor Kolomojskij, l&#8217;artefice delle elezione di Vladimir Zelenskij nel 2019. Poi, nel 2023, sotto controllo di \u201cUkrnafta\u201d \u00e8 passata \u201cUkrnefteburenie\u201d, anch&#8217;essa tolta a Kolomojskij. Ora, pare che proprio le &#8220;registrazioni di Mindic&#8221;, che dettero il via al &#8220;Mindicgate&#8221;, documentino un piano dettagliato per impadronirsi di \u201cUkrnefteburenie\u201d e Koretskij sarebbe indicato come il principale esecutore. Nell&#8217;agenda dei nazigolpisti di Kiev ci sono soldi e armi; ma soprattutto soldi per le tasche dei ras a tutti i livelli, a partire dal vertice.<\/p>\n<p>In generale, dunque, a detta di Rodion Miro\u0161nik, ambasciatore plenipotenziario del Ministero degli esteri russo, a Kiev, sotto pressione esterna, sarebbe in corso una &#8220;epurazione dell&#8217;eredit\u00e0 di Ermak&#8221; e delle figure da lui promosse, tra cui, appunto Julija Sviridenko. L&#8217;ex deputato della Rada Spiridon Kilinkarov sostiene che la pressione esterna sia dettata dal desiderio dell&#8217;Occidente di sostituire i vertici dei servizi segreti ucraini in seguito all&#8217;attentato di Monaco. Ma questo pare un semplice escamotage: solo nella misura in cui, per\u00f2, anche dietro a quell&#8217;attentato non si trattasse di miliardi da spartire.<\/p>\n<p>Ma la priorit\u00e0, oggi, \u00e8 rappresentata dai \u201cPatriot\u201d, anche se le possibilit\u00e0 che Kiev riesca ad avviare la produzione nei prossimi anni sono praticamente nulle; basti vedere gli esempi di Giappone e Germania, in cui le tempistiche si aggirano sui 4-5 anni, in condizioni di non-guerra e con un&#8217;industria della difesa sviluppata. Inoltre, tra le priorit\u00e0 di Kiev c&#8217;\u00e8 in gioco anche il progetto europeo per i missili antibalistici, che Dmitrij \u0160evcenko, su Fond Strateghiceskoj Kul&#8217;tury, afferma possa definirsi come il proverbio che &#8220;anche un piccolo aiuto portato da molti diventa prezioso per chi ne ha bisogno&#8221;. In sostanza, si parla dell&#8217;utilizzo dei sistemi di difesa aerea europei e dei vari sviluppi europei della &#8220;coalizione dei volenterosi&#8221;, tra cui sistemi a medio e corto raggio britannici, franco-italiani e tedeschi, in combinazione con alcuni sviluppi ucraini.<\/p>\n<p>In ogni caso, pressoch\u00e9 tutti gli osservatori si dicono scettici sul fatto che Kiev riesca a produrre i \u201cPatriot\u201d prima di 4-5 anni, una volta ottenuta la licenza: il primo lancio riuscito di un missile assemblato in Giappone \u00e8 avvenuto quattro anni dopo la firma del memorandum d&#8217;intesa con gli USA per la produzione dei missili PAC-3. Stessa storia per la Germania: a gennaio 2024, la NATO aveva firmato un contratto con il consorzio tedesco COMLOG per espandere la produzione di missili GEM-T in Europa. Tuttavia, nel 2025, il capo dell&#8217;azienda, Thomas Gottschild, ha dichiarato che la produzione non sarebbe iniziata prima di fine 2026, con le prime consegne previste per inizi 2027.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il caso ucraino, Reuters riferisce che i missili potrebbero venir prodotti non in Ucraina, ma in Germania, o in un altro paese europeo. Secondo il politologo russo Andrej Sidorov, la decisione di Trump di concedere la licenza per i \u201cPatriot\u201d \u00e8 con ogni probabilit\u00e0 una copertura per la loro effettiva produzione in Baviera: realizzare un ciclo produttivo completo in Ucraina \u00e8 impossibile, ha detto Sidorov a Ukraina.ru, sostenendo che gli USA hanno acconsentito a concedere tale licenza alla Germania a giugno e i missili saranno prodotti in Baviera; questa sar\u00e0 una copertura, mentre ufficialmente si dir\u00e0 che siano gli ucraini a produrli in proprio. A parere di Sidorov, \u00e8 improbabile che gli americani trasferiscano la loro tecnologia in Ucraina: \u00abla Lockheed Martin produce circa 600 di questi missili all&#8217;anno. Entro il 2030, prevedono di aumentare la produzione a 2.000. \u00c8 improbabile che l&#8217;azienda trasferisca la sua tecnologia in Ucraina; si tratta di una copertura per la produzione in Baviera\u00bb.<\/p>\n<p>Anche per questo, stando a dichiarazioni del consigliere del ministro della guerra ucraino, Serghej Beskresnov, pare che Kiev intenda chiedere a vari paesi che le concedano i \u201cPatriot\u201d in prestito. \u00abSe produciamo questi missili, spero che molti paesi ci permetteranno di assemblarli. Se capiscono che li produciamo, che abbiamo la licenza&#8230; questo potrebbe diventare un argomento di discussione tra il nostro governo e altri paesi: prestateci un missile e vi restituiremo il prestito in seguito\u00bb. A suo dire, con l&#8217;aiuto di consulenti occidentali, gli ucraini sarebbero in grado di padroneggiare l&#8217;assemblaggio di grandi componenti missilistici: \u00abAbbiamo specialisti e impianti di produzione a sufficienza&#8230; Avremo dei consulenti che lavoreranno con noi e ci mostreranno cosa fare\u00bb. Da tempo, non a caso, la produzione di guerra per Kiev \u201csi aggira per l&#8217;Europa\u201d.<\/p>\n<p>Nel frattempo, per\u00f2, a dispetto delle assicurazioni dei media guerrafondai sulle \u201cstrepitose\u201d vittorie ucraine, l&#8217;ex analista della CIA Larry Johnson afferma che le difese ucraine si stiano indebolendo lungo tutta la linea del fronte, mentre la Russia opera sul territorio ucraino su sei fronti contemporaneamente: \u00able difese ucraine vengono messe a dura prova e indebolite lungo tutta la linea del fronte. Non so quando crolleranno. Ma penso che accadr\u00e0 prima o poi\u00bb, mentre sono completamente falliti i piani NATO per il conflitto ucraino. La NATO, dice Johnson, sta di fatto subendo \u00abuna sconfitta perch\u00e9 la Russia sta sconfiggendo l&#8217;Ucraina&#8230; L&#8217;alleanza pensava che, usando l&#8217;Ucraina come pedina, avrebbe potuto indebolire e distruggere l&#8217;esercito russo. Ma \u00e8 successo il contrario. L&#8217;esercito russo \u00e8 diventato pi\u00f9 forte, pi\u00f9 avanzato tecnologicamente e, di fatto, questo ha riattivato la base militare-industriale della Russia. Quindi, l&#8217;obiettivo di indebolire la Russia \u00e8 crollato sotto i nostri occhi. E la NATO stessa si sta indebolendo. Poich\u00e9 i disaccordi all&#8217;interno dell&#8217;alleanza stanno crescendo\u00bb.<\/p>\n<p>E anche secondo Le Monde, le forze russe hanno radicalmente cambiato le proprie tattiche di attacco e le difese aeree ucraine sono crollate. A partire dal 24 maggio, scrive Le Monde, Kiev \u00e8 stata sottoposta ad attacchi praticamente ininterrotti con missili balistici e nuovi razzi \u201cGheran\u201d; la notte del 6 luglio, per la prima volta, la difesa aerea ucraina non \u00e8 riuscita a intercettare nemmeno un singolo missile balistico. Stesso schema la mattina del 11 luglio: nessuno dei sei missili \u00e8 stato abbattuto. Kiev attribuisce questo insuccesso alla carenza di missili \u201cPatriot\u201d e le nuove versioni di \u201cGheran\u201d rappresentano un&#8217;ulteriore sfida. Secondo il portavoce delle forze ucraine Jurij Ignat, questi droni rappresentano attualmente il 25-30% di tutti i droni d&#8217;attacco. Volano a un&#8217;altitudine di circa cinque chilometri e a una velocit\u00e0 di oltre 500 km\/h, hanno un raggio d&#8217;azione fino a duemila chilometri e sono estremamente difficili, se non impossibili, da intercettare da altri droni. Per fare un confronto, i vecchi droni \u201cGheran\u201d volavano a circa 130 km\/h.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo quadro che il 13 luglio si riunisce a Parigi la cosiddetta &#8220;Coalizione dei Volenterosi&#8221;, che intenderebbe schierare truppe NATO in Ucraina in caso di congelamento del conflitto. Ci sar\u00e0 anche, ca va sans dire, il nazigolpista-capo Zelenskij. Tema principale, riporta France 24, \u00e8 il reperimento di missili per i sistemi \u201cPatriot\u201d, insieme alla fornitura a Kiev di sistemi di difesa aerea europei, in grado di intercettare i missili balistici russi. In programma, il tema della lotta contro la &#8220;flotta ombra&#8221; russa e la preparazione di manovre militari che simulino il dispiegamento di truppe in Ucraina. Secondo la francese Atlantico, Londra e Parigi intendono continuare a condurre contro la Russia una guerra per procura, tanto pi\u00f9 che ora la &#8220;Coalizione dei Volenterosi&#8221; si \u00e8 allargata a 35 membri, dopo che gli USA hanno appoggiato l&#8217;idea di garanzie postbelliche per l&#8217;Ucraina.<\/p>\n<p>E ancora UE e NATO parlano di \u201cpace\u201d e accusano la Russia di \u201caggressione\u201d. Farabutti guerrafondai al soldo dell&#8217;industria di guerra.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_business_dei_patriot_i_veri_motivi_dietro_il_rimpasto_di_governo_a_kiev\/45289_68024\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_business_dei_patriot_i_veri_motivi_dietro_il_rimpasto_di_governo_a_kiev\/45289_68024\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi) 13 luglio. 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