{"id":96416,"date":"2026-07-14T12:00:49","date_gmt":"2026-07-14T10:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96416"},"modified":"2026-07-14T11:57:56","modified_gmt":"2026-07-14T09:57:56","slug":"somaliland-tel-aviv-sempre-piu-vicina-a-hargeisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96416","title":{"rendered":"Somaliland: Tel Aviv sempre pi\u00f9 vicina a Hargeisa"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Gabriele Leone)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-96417\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6af9fed3-2005-4fcc-95df-2ce55a94a466_1456x-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6af9fed3-2005-4fcc-95df-2ce55a94a466_1456x-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6af9fed3-2005-4fcc-95df-2ce55a94a466_1456x-1024x585.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6af9fed3-2005-4fcc-95df-2ce55a94a466_1456x-768x439.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/6af9fed3-2005-4fcc-95df-2ce55a94a466_1456x.jpg 1456w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019attenzione dei media torna a concentrarsi su Bab el-Mandeb in seguito alla rapida diffusione della notizia pubblicata da <em>Middle East Eye <\/em>(MEE), secondo cui Israele avrebbe dispiegato, nei primi mesi di quest\u2019anno, almeno 50 soldati israeliani di origine africana in Somaliland nell\u2019ambito di accordi di sicurezza bilaterali.<\/p>\n<p>La stampa somala sostiene che, secondo un funzionario locale rimasto anonimo, la maggior parte di questo contingente militare sarebbe composta da militari di origine etiope, cos\u00ec da facilitarne il camuffamento tra la popolazione locale. Sebbene non vi siano conferme ufficiali da parte del governo di Tel Aviv riguardo all\u2019effettiva origine delle truppe, questa ipotesi non risulterebbe particolarmente difficile da attuare per Israele.<\/p>\n<p>Secondo alcune stime, infatti, nel Paese risiederebbero almeno 160.000 cittadini di origine etiope, appartenenti ai Beta Israel, una comunit\u00e0 ebraica originaria delle regioni di Amhara e Tigray, nell\u2019Etiopia settentrionale. Tale comunit\u00e0 sarebbe emigrata quasi integralmente dall\u2019Etiopia a Israele attraverso diverse iniziative promosse dal governo israeliano a partire dal 1979.<\/p>\n<p>Dal momento che la notizia \u00e8 ormai ripresa da numerose testate africane, online emergono forti preoccupazioni riguardo alle comunit\u00e0 di rifugiati etiopi presenti in Somalia, spesso vittime di violenze e rimpatri forzati da parte delle autorit\u00e0 locali. Queste comunit\u00e0 si trovano ora ancora pi\u00f9 al centro del dibattito pubblico a causa del timore di possibili infiltrazioni esterne.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-199278 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/83054f8f-c7ef-49de-b090-f657042e8786.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Sebbene, secondo le dichiarazioni del ministro della Difesa del Somaliland, Mohamed Yusuf Ali, Israele non disponga attualmente di una propria base militare sul territorio, gli aeromobili dell\u2019IDF, secondo un\u2019inchiesta della CNN, avrebbero utilizzato una base militare situata in Somaliland durante l\u2019Operazione <em>Roaring Lion<\/em>. Al centro dello scacchiere regionale tornano quindi le infrastrutture della citt\u00e0 di Berbera: questa volta \u00e8 l\u2019aeroporto militare a essere protagonista di numerose analisi.<\/p>\n<p>L\u2019International Institute for Strategic Studies (IISS) di Londra sostiene che l\u2019ammodernamento delle infrastrutture militari di Berbera, attualmente in corso, sia probabilmente collegato al sempre pi\u00f9 frequente utilizzo del sito da parte dell\u2019esercito israeliano. Diverse fonti, infatti, segnalano una crescente cooperazione nell\u2019area tra la struttura emiratina e le unit\u00e0 di Tel Aviv.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-199279 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Gemini_Generated_Image_irwfpyirwfpyirwf.webp\" sizes=\"(max-width: 1408px) 100vw, 1408px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Gemini_Generated_Image_irwfpyirwfpyirwf.webp 1408w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Gemini_Generated_Image_irwfpyirwfpyirwf-1024x559.webp 1024w\" alt=\"\" width=\"1408\" height=\"768\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>In alcune recenti dichiarazioni, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha ufficializzato che Israele e il Somaliland intrattengono da anni una cooperazione segreta. In occasione dell\u2019incontro svoltosi a Gerusalemme, nel giugno 2026, con il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, il ministro Katz ha dichiarato che i due Stati hanno condotto una serie di operazioni congiunte di natura riservata.<\/p>\n<p>Il leader del gruppo yemenita Ansar Allah, Abdul-Malik al-Houthi, in un videomessaggio trasmesso dal canale satellitare del gruppo, al-Masirah, ha dichiarato: \u201cLa situazione nel Somaliland \u00e8 attentamente monitorata e osservata, cos\u00ec come gli sforzi del nemico per trasformarlo in una base strategica con l\u2019obiettivo di controllare il Golfo di Aden, lo Stretto di Bab el-Mandeb e il Mar Rosso\u201d.<\/p>\n<p>Secondo la testata investigativa americana <em>Drop Site News<\/em>, sulla base delle dichiarazioni di diversi funzionari, sia in carica sia in pensione \u2014 tra cui tre funzionari somali, un ex funzionario della sicurezza somala, un funzionario della sicurezza dell\u2019Unione europea e un funzionario del Somaliland \u2014 Israele disporrebbe gi\u00e0 da tempo di \u201cuna presenza di intelligence all\u2019aeroporto internazionale di Berbera\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-199280 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Screenshot-2026-05-10-123751.png\" alt=\"\" width=\"897\" height=\"667\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Quanto emerge da queste dichiarazioni coincide con quanto sostenuto da Abdurahman Sheikh Azhari, portavoce presidenziale somalo per gli affari di intelligence, il quale ha affermato pubblicamente che la presenza di personale militare e di agenti dei servizi segreti israeliani in Somaliland non rappresenta una novit\u00e0 per gli apparati dello Stato somalo. Secondo le sue fonti, gli israeliani opererebbero dalla base militare emiratina di Berbera dall\u2019inizio del 2025, non soltanto nell\u2019ambito della raccolta di informazioni, ma utilizzando l\u2019aeroporto anche come deposito di equipaggiamenti militari e come piattaforma per operazioni logistiche e di rifornimento.<\/p>\n<p>Non solo secondo le fonti di <em>Drop Site News<\/em>, ma anche secondo diversi quotidiani somali, la polizia e alcune unit\u00e0 speciali del Somaliland sarebbero recentemente rientrate da periodi di addestramento svolti in Israele. Lo stesso varrebbe per gli ufficiali dell\u2019intelligence di Hargeisa, che verrebbero formati dalla controparte israeliana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-199275 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/F-4_6.jpg.637fb39f22fbf2d3177f5387c00fe18d.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"531\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Il 7 luglio un articolo di Le Monde riportava che gli Emirati Arabi Uniti stanno costruendo in segreto una base militare per conto di Stati Uniti e Israele presso l\u2019aeroporto di Berbera, situato a circa 7 chilometri a ovest dal centro della citt\u00e0 costiera.<\/p>\n<p>\u201cLa costruzione coincide con il riconoscimento da parte di Israele dell\u2019indipendenza del Somaliland, annunciato il 26 dicembre 2025. Una mossa diplomatica a sorpresa del premier Benjamin Netanyahu che mira a stabilire un avamposto israeliano avanzato nel Golfo di Aden, vicino alla costa yemenita, dove operano i ribelli Houthi, la milizia sciita sostenuta dall\u2019Iran\u201d, ha scritto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/en\/le-monde-africa\/article\/2026\/07\/06\/uae-discreetly-builds-military-base-in-somaliland-for-us-and-israel_6755184_124.html?srsltid=AfmBOorRrgZkj68HrZ3FiJBEfu49sfC8ZZOu1CF1vViDlFf2op4dQzNA\">Le Monde<\/a>.<\/p>\n<p>Le immagini satellitari esaminate dal quotidiano francese mostrano grandi lavori di scavo in corso in almeno tre punti a sud della pista: almeno 18 trincee sono state scavate nel terreno sabbioso tra ottobre 2025 e lo scorso marzo. Secondo una fonte della sicurezza europea, \u201cquesti hangar sotterranei scavati nella base corrispondono a depositi di munizioni o a serbatoi di carburante\u201d. Il progetto \u00e8 realizzato dagli Emirati Arabi Uniti nell\u2019ambito di un accordo di difesa firmato con il Somaliland nel 2017, ma, secondo fonti citate da Le Monde, l\u2019opera \u00e8 destinata a sostenere gli interessi americani e israeliani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-199276 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/740445713_1517140153230951_145149594089475.jpg\" sizes=\"(max-width: 1536px) 100vw, 1536px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/740445713_1517140153230951_145149594089475.jpg 1536w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/740445713_1517140153230951_145149594089475-1024x683.jpg 1024w\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"1024\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Secondo il <em>Jerusalem Post<\/em>, la cooperazione tra Israele e il Somaliland non si limiterebbe ai settori della sicurezza e della difesa, ma comprenderebbe anche lo sviluppo economico, la valorizzazione delle risorse naturali, l\u2019agricoltura e la cocestione delle risorse idriche. La vicedirettrice Eynat Shlein dell\u2019Agenzia israeliana per la cooperazione internazionale allo sviluppo (MASHAV), presso il Ministero degli Esteri, ha dichiarato, in occasione della visita istituzionale a Gerusalemme del presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, che il settore delle risorse idriche, insieme a quello sanitario, rappresenta la priorit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>La risposta del gruppo Ansar Allah non sembra essersi fatta attendere. Secondo il <em>Somali Guardian <\/em>il sito web del Ministero degli Affari Esteri del Somaliland sarebbe stato oggetto di un attacco hacker da parte del gruppo Cyber Islamic Resistance (CIR), un collettivo di hacktivisti filo-iraniani. Il CIR agisce come proxy informatico allineato con l\u2019Asse della Resistenza, i loro attacchi prendono di mira principalmente le infrastrutture israeliane e occidentali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-199277 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/thumbs_b_c_5acf222b706528d6dca5be15e9d6e7e.webp\" alt=\"\" width=\"864\" height=\"486\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>In questo caso, il gruppo di hacker ha inserito immagini di alti funzionari del gruppo yemenita guidato da al-Houthi, tra cui il portavoce militare Yahya al-Saree, in tutte le schermate del sito web del Ministero degli Affari Esteri del Somaliland. Le autorit\u00e0 di Hargeisa non hanno rilasciato dichiarazioni in merito a una possibile esfiltrazione di dati o a un\u2019eventuale compromissione del perimetro cyber. Da notare che il sito del Ministero a distanza di ventiquattro ore dall\u2019attacco risulta ancora inaccessibile.<\/p>\n<p>Alcune fonti riportano inoltre che anche il sito della Central Bank of Somaliland sarebbe stato attaccato dal CIR. Tuttavia, a differenza del sito del ministero, gi\u00e0 il giorno successivo all\u2019attacco risulta nuovamente online, sebbene presenti ancora alcuni problemi grafici.<\/p>\n<p>L\u2019attacco \u00e8 avvenuto poche ore dopo che il governo del Somaliland, nella giornata del primo luglio, ha approvato all\u2019unanimit\u00e0 una dichiarazione congiunta con Israele. Il presidente del Somaliland ha dichiarato che gli accordi riguardano la cooperazione nei settori dell\u2019agricoltura, delle risorse idriche e dello sviluppo sanitario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Foto: Jewish Onliner, Telegram, Le Monde e Times of Israel.<\/em><\/p>\n<p><em>Mappa realizzata con l\u2019impiego di programmi di Intelligenza Artificiale.<\/em><\/p>\n<p><strong>Gabriele Leone<\/strong> \u2013 Laureato in Scienze della Difesa e Sicurezza, ho maturato una prima esperienza formativa come Allievo Ufficiale nella Marina Militare Italiana, sviluppando competenze in leadership, gestione del personale e organizzazione. Ho successivamente operato nella divisione Aerospazio e Difesa di Crisel S.r.l., partecipando a progetti internazionali e ad attivit\u00e0 specialistiche del settore. In seguito ho ricoperto il ruolo di Junior Analyst nell\u2019unit\u00e0 OSINT\/SOCMINT di AGC Communication, dove ho elaborato report, articoli e analisi geostrategiche sul Corno d\u2019Africa e su specifici Paesi africani, rafforzando le mie capacit\u00e0 di ricerca e analisi informativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/07\/somaliland-tel-aviv-sempre-piu-vicina-a-hargeisa\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/07\/somaliland-tel-aviv-sempre-piu-vicina-a-hargeisa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gabriele Leone) L\u2019attenzione dei media torna a concentrarsi su Bab el-Mandeb in seguito alla rapida diffusione della notizia pubblicata da Middle East Eye (MEE), secondo cui Israele avrebbe dispiegato, nei primi mesi di quest\u2019anno, almeno 50 soldati israeliani di origine africana in Somaliland nell\u2019ambito di accordi di sicurezza bilaterali. 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