{"id":96454,"date":"2026-07-17T09:53:09","date_gmt":"2026-07-17T07:53:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96454"},"modified":"2026-07-16T12:56:41","modified_gmt":"2026-07-16T10:56:41","slug":"trump-consegna-alle-miniere-le-terre-sacre-dei-nativi-ai-turisti-resta-la-cartolina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96454","title":{"rendered":"Trump consegna alle miniere le terre sacre dei nativi. Ai turisti resta la cartolina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Raffaella Milandri)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-media post-featured-image\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div id=\"centralNotice\" class=\"cn-5x1000_wmit__WLEIT\" style=\"text-align: justify\" data-nosnippet=\"\">\n<div id=\"WMIT_5X1000_2018_desktop_A\" class=\"cnotice\">\n<div id=\"cnotice-main\">\n<div class=\"cnotice-message-container\">\n<div class=\"cnotice-message\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-96455\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/720x410c50-300x171.png\" alt=\"\" width=\"558\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/720x410c50-300x171.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/720x410c50.png 720w\" sizes=\"(max-width: 558px) 100vw, 558px\" \/><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>Bears Ears e Grand Staircase\u2013Escalante amputati di oltre il 90 per cento. Quasi tre milioni di acri \u2014 un territorio pi\u00f9 grande dell\u2019Abruzzo \u2014 perdono la tutela monumentale. Lo Utah invita i turisti ad ammirare paesaggi intatti mentre Trump li consegna alle compagnie estrattive<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>C\u2019\u00e8 un metodo antico nel togliere la terra ai Popoli nativi: cambiare ogni volta il nome dell\u2019operazione.<\/p>\n<p>Prima fu conquista. Poi colonizzazione. In seguito assimilazione, sviluppo, progresso. Oggi si chiama <em>rightsizing<\/em>: riportare i monumenti nazionali alla loro \u00abgiusta dimensione\u00bb.<\/p>\n<p>Dietro questa espressione da geometri del saccheggio si nasconde un\u2019amputazione territoriale gigantesca.<\/p>\n<p>Il 13 luglio Donald Trump ha ridotto il <strong>Bears Ears National Monument<\/strong> da circa 1,36 milioni di acri a 121.096. Il <strong>Grand Staircase\u2013Escalante National Monument<\/strong> \u00e8 passato da circa 1,87 milioni a 181.541 acri. Di Bears Ears rester\u00e0 protetto appena l\u20198,9 per cento; di Grand Staircase\u2013Escalante il 9,7 per cento.<\/p>\n<p>Quasi tre milioni di acri vengono cos\u00ec espulsi dai confini dei due monumenti nazionali: circa <strong>11.850 chilometri quadrati<\/strong>, una superficie superiore a quella dell\u2019intero Abruzzo, che misura 10.832 chilometri quadrati.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una correzione amministrativa. Non \u00e8 una razionalizzazione delle mappe. \u00c8 la sottrazione della tutela monumentale da un territorio immenso, nuovamente esposto alle leggi minerarie, alle concessioni geotermiche e alle diverse forme di utilizzazione previste per le terre pubbliche federali.<\/p>\n<p>Trump presenta l\u2019operazione come una restituzione delle terre al popolo.<\/p>\n<p>La domanda, allora, \u00e8 inevitabile:<\/p>\n<p><strong>A quale popolo, signor Trump?<\/strong><\/p>\n<p>Non alla Navajo Nation. Non agli Hopi. Non agli Ute Mountain Ute, alla Ute Indian Tribe o agli Zuni, per i quali Bears Ears non \u00e8 un fondale da cartolina, ma un paesaggio ancestrale, culturale e sacro. Non alle famiglie che vi raccolgono piante medicinali. Non agli anziani che ne custodiscono i racconti. Non alle comunit\u00e0 che vi riconoscono villaggi, kiva, sepolture, percorsi cerimoniali e presenze degli antenati.<\/p>\n<p>Furono proprio la Hopi Tribe, la Navajo Nation, la Ute Mountain Ute Tribe, la Ute Indian Tribe e la Zuni Tribe a costituire nel 2015 la Bears Ears Inter-Tribal Coalition e a presentare la proposta che port\u00f2 all\u2019istituzione del monumento nel 2016. Bears Ears fu un risultato storico anche perch\u00e9 riconosceva un ruolo formale alle Nazioni tribali nella sua cura. \u00a0La terra non viene restituita a loro.<\/p>\n<p>E non viene neppure consegnata ai comuni cittadini statunitensi, o ai turisti internazionali, che potevano gi\u00e0 visitare quei territori, praticare attivit\u00e0 ricreative e utilizzare le strade e i sentieri secondo le regole vigenti. Le aree escluse restano in larga parte terre federali.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che cambia \u00e8 molto pi\u00f9 concreto: <strong>il sottosuolo torna disponibile<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La restituzione comincia dall\u2019uranio<\/strong><\/p>\n<p>Le proclamazioni presidenziali stabiliscono che, sessanta giorni dopo la firma, le terre escluse dai monumenti saranno riaperte \u2014 fatti salvi i diritti esistenti, altri vincoli e le leggi applicabili \u2014 alle norme sulle terre pubbliche, alle concessioni minerarie e geotermiche e alla registrazione di nuovi diritti minerari. Non \u00e8 l\u2019interpretazione di qualche ambientalista radicale: \u00e8 scritto nei documenti firmati dal presidente degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>La proclamazione dedicata a Bears Ears elenca con grande precisione ci\u00f2 che l\u2019amministrazione considera prioritario: argento, rame, molibdeno, piombo, uranio, vanadio e zinco. Nel documento su Grand Staircase\u2013Escalante compaiono cromo, cobalto, ferro, manganese, nichel, torio, titanio, uranio, vanadio e numerosi altri minerali. Tutto viene giustificato con l\u2019indipendenza dalle forniture straniere e con la sicurezza nazionale.<\/p>\n<p>Ecco il \u00abpopolo\u00bb al quale la terra viene realmente restituita:<\/p>\n<p><strong>l\u2019industria estrattiva.<\/strong><\/p>\n<p>La terra resta pubblica quando bisogna ignorare le richieste dei Nativi. Diventa invece una riserva strategica quando sotto la sua superficie vengono individuati metalli utili alla difesa, all\u2019industria e ai trasporti. Il trucco linguistico \u00e8 perfetto.<\/p>\n<p>Non si parla di aprire territori sacri alle miniere. Si parla di liberare risorse, difendere l\u2019economia, restituire l\u2019accesso e correggere gli eccessi del governo federale. Perch\u00e9 una ruspa possa entrare, prima deve arrivare una parola abbastanza rispettabile da aprirle il cancello.<\/p>\n<p><strong>Se i petroglifi sono numerosi, diventano sacrificabili<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei passaggi pi\u00f9 rivelatori della proclamazione su Bears Ears riguarda le testimonianze culturali indigene. La Casa Bianca sostiene che resti litici, punte di proiettile, accampamenti preistorici, petroglifi e pittogrammi siano diffusi nel territorio dei Four Corners e nell\u2019Ovest americano. Proprio questa loro \u00abrelativa comune diffusione\u00bb dimostrerebbe che gli esempi presenti a Bears Ears non possiedono un interesse storico o scientifico tale da giustificare una protezione monumentale cos\u00ec vasta.<\/p>\n<p>Il ragionamento \u00e8 impressionante nella sua brutalit\u00e0: siccome le tracce delle civilt\u00e0 native sono numerose, ciascuna di esse pu\u00f2 essere considerata meno importante.<\/p>\n<p>Applicando lo stesso criterio all\u2019Italia, potremmo sostenere che una necropoli etrusca non meriti tutela perch\u00e9 ne esistono altre. Che una villa romana sia sacrificabile perch\u00e9 le rovine romane sono diffuse in mezzo Paese. Che una chiesa medievale perda valore perch\u00e9 l\u2019Europa ne possiede migliaia.<\/p>\n<p>Quando si tratta della storia indigena, invece, l\u2019abbondanza delle testimonianze diventa un argomento per diminuirne l\u2019importanza.<\/p>\n<p>Bears Ears non \u00e8 per\u00f2 una vetrina contenente una serie di reperti isolati. \u00c8 un <strong>paesaggio culturale vivente<\/strong>. Il suo valore non risiede soltanto nel singolo petroglifo, nella casa rupestre o nella sepoltura. Risiede nella relazione tra quei luoghi, le montagne, le sorgenti, le piante, le vie di passaggio, le cerimonie, le storie e le comunit\u00e0 che continuano a riconoscersi in quel territorio.<\/p>\n<p>\u00c8 precisamente questa relazione che la mentalit\u00e0 estrattiva deve spezzare.<\/p>\n<p>Per trasformare una terra in giacimento, bisogna prima separarla dalla sua memoria.<\/p>\n<p>Bisogna conservare qualche sito selezionato, circondarlo con una linea sulla mappa e dichiarare sacrificabile tutto ci\u00f2 che gli sta intorno e gli conferisce significato.<\/p>\n<p>La miniera comincia molto prima delle ruspe.<\/p>\n<p>Comincia nelle parole.<\/p>\n<p><strong>Prima si riduce il monumento, poi si scioglie la Commissione tribale<\/strong><\/p>\n<p>Trump non si \u00e8 limitato a ridisegnare i confini di Bears Ears. Ha anche sciolto e terminato formalmente la <strong>Bears Ears Commission<\/strong>, composta dai rappresentanti delle cinque Nazioni tribali legate al monumento. La Commissione non era un gruppo folcloristico chiamato a benedire decisioni gi\u00e0 prese. Partecipava alla gestione cooperativa del territorio con il Bureau of Land Management e lo United States Forest Service. Nel 2022 un accordo aveva formalizzato questa collaborazione e il contributo delle conoscenze indigene tradizionali alla gestione. Nel gennaio 2025 era stato completato un piano che rappresentava un risultato storico nella collaborazione tra autorit\u00e0 federali e tribali.<\/p>\n<p>La nuova proclamazione non lascia spazio a equivoci: la Bears Ears Commission viene \u00absciolta e terminata\u00bb e le autorit\u00e0 non avranno pi\u00f9 l\u2019obbligo di coinvolgerla, consultarla o coordinarsi con essa. Rimarranno le consultazioni tribali previste dalle altre norme, ma consultare non significa condividere il potere.<\/p>\n<p>Consultare pu\u00f2 voler dire ascoltare, ringraziare e poi decidere l\u2019esatto contrario.<\/p>\n<p>Partecipare alla gestione significa invece riconoscere autorit\u00e0, competenza e una relazione politica e culturale con la terra.mTrump elimina la partecipazione e conserva la consultazione. Alle Nazioni native viene cos\u00ec restituito il ruolo che il potere coloniale ha sempre preferito: poter parlare mentre qualcun altro decide.<\/p>\n<p>Al posto della Commissione tribale rester\u00e0 un comitato consultivo nel quale i cinque rappresentanti nativi siederanno insieme a esponenti delle contee e delle citt\u00e0, nonch\u00e9 a sei membri raccomandati dal governatore dello Utah: rappresentanti di interessi archeologici, allevatori, operatori ricreativi e utenti di fuoristrada, conservazionisti, proprietari privati e imprenditori locali.<\/p>\n<p>La sovranit\u00e0 tribale viene trasformata in una categoria di interesse tra le altre.<\/p>\n<p>Le sepolture degli antenati e i luoghi cerimoniali finiscono sullo stesso tavolo dei permessi di pascolo, dei veicoli fuoristrada e degli interessi commerciali.<\/p>\n<p>Non \u00e8 inclusione.<\/p>\n<p>\u00c8 diluizione politica.<\/p>\n<p><strong>La sicurezza nazionale scava sempre nelle terre degli altri<\/strong><\/p>\n<p>La giustificazione ufficiale \u00e8 quella ormai utilizzata per aprire qualsiasi porta: la sicurezza nazionale. Gli Stati Uniti, sostiene l\u2019amministrazione, non possono dipendere dall\u2019estero per i minerali critici necessari alla difesa, alla manifattura e ai trasporti. Occorre quindi rendere disponibili le risorse presenti nei territori sottratti alla tutela monumentale.<\/p>\n<p>La formula \u00e8 politicamente formidabile, perch\u00e9 trasforma ogni ostacolo allo sfruttamento in una minaccia per la nazione.<\/p>\n<p>La montagna sacra diventa un problema strategico. Il petroglifo ostacola l\u2019autonomia economica. La sovranit\u00e0 tribale rallenta la produzione. La protezione ambientale diventa un lusso che il Paese non potrebbe pi\u00f9 permettersi.<\/p>\n<p>Il colonialismo estrattivo, per\u00f2, ha sempre parlato questa lingua.<\/p>\n<p>Cambiano i termini \u2014 civilt\u00e0, progresso, sviluppo, prosperit\u00e0, sicurezza \u2014 ma la conclusione resta identica: sotto una terra legata ai Popoli indigeni esiste qualcosa che il potere desidera; dunque il rapporto di quei Popoli con la terra deve diventare secondario.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario essere precisi: gran parte dei territori coinvolti \u00e8 giuridicamente classificata come terra federale, non come propriet\u00e0 tribale.<\/p>\n<p>Ma la propriet\u00e0 stabilita dal diritto statunitense non cancella la storia.<\/p>\n<p>Il fatto che lo Stato federale si attribuisca il titolo giuridico su un territorio non rende meno reale la relazione ancestrale, culturale e spirituale delle Nazioni che lo hanno abitato e custodito per generazioni. \u00abTerra pubblica\u00bb non pu\u00f2 significare terra amministrata ignorando i suoi primi custodi e resa disponibile per essere scavata.<\/p>\n<p><strong>Prima si riscrive l\u2019interpretazione della legge<\/strong><\/p>\n<p>La legalit\u00e0 dell\u2019operazione \u00e8 destinata a essere contestata.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>Antiquities Act<\/strong> del 1906 attribuisce al presidente il potere di istituire monumenti nazionali. Non gli conferisce espressamente quello di abolirli o di ridurli.<\/p>\n<p>Un parere del Dipartimento di Giustizia del 1938 aveva concluso che un presidente non potesse abolire un monumento istituito da un predecessore. Nel maggio 2025, l\u2019Office of Legal Counsel dell\u2019amministrazione Trump ha rovesciato quella posizione, affermando che il presidente pu\u00f2 modificare una designazione precedente e persino eliminare comple-tamente la riserva territoriale associata a un monumento. Il nuovo parere dichiara esplicitamente errata l\u2019interpretazione del 1938.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione ha quindi riscritto la propria interpretazione della legge e ha poi utilizzato quella nuova interpretazione per autorizzare s\u00e9 stessa ad agire.<\/p>\n<p>Earthjustice sostiene invece che l\u2019Antiquities Act consenta ai presidenti di proteggere i monumenti, non di distruggerli, e ha annunciato una nuova battaglia legale. La questione non \u00e8 dunque pacifica: sar\u00e0 decisa dai tribunali.<\/p>\n<p>Ma le proclamazioni prevedono la riapertura delle terre escluse dopo sessanta giorni.<\/p>\n<p>I procedimenti giudiziari possono durare anni.<\/p>\n<p>Le richieste di concessione possono arrivare molto prima.<\/p>\n<p><strong>Altri quattro monumenti restano nel mirino<\/strong><\/p>\n<p>Bears Ears e Grand Staircase\u2013Escalante potrebbero essere soltanto il primo fronte.<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile 2025, documenti interni del Dipartimento dell\u2019Interno citati dalla stampa statunitense indicavano sei monumenti occidentali sotto esame per possibili riduzioni legate allo sviluppo energetico e minerario.<\/p>\n<p>Due erano proprio Bears Ears e Grand Staircase\u2013Escalante.<\/p>\n<p>Gli altri quattro erano <strong>Baaj Nwaavjo I\u2019tah Kukveni\u2013Ancestral Footprints of the Grand Canyon<\/strong>, in Arizona; <strong>Ironwood Forest<\/strong>, sempre in Arizona; <strong>Chuckwalla<\/strong>, in California; e <strong>Organ Mountains\u2013Desert Peaks<\/strong>, nel New Mexico. Al momento non risultano proclamazioni equivalenti contro questi quattro monumenti, ma dopo quanto avvenuto nello Utah sarebbe irresponsabile considerarli fuori pericolo.<\/p>\n<p>Baaj Nwaavjo I\u2019tah Kukveni, il cui nome unisce parole havasupai e hopi, protegge territori culturalmente legati a numerose Nazioni native attorno al Grand Canyon.<\/p>\n<p>Chuckwalla \u00e8 nato anche grazie all\u2019azione di Nazioni tribali e tutela un paesaggio connesso, tra gli altri, ai Cahuilla, ai Chemehuevi, ai Mojave, ai Quechan e ai Serrano.<\/p>\n<p>Il copione \u00e8 ormai pronto.<\/p>\n<p>Si dichiara che il monumento \u00e8 troppo grande. Si descrive la protezione come un abuso federale. Si riduce il paesaggio indigeno a una somma di oggetti isolati. Infine si presenta l\u2019apertura alle miniere come una restituzione della libert\u00e0.<\/p>\n<p>La libert\u00e0, per\u00f2, \u00e8 sempre quella di qualcun altro.<\/p>\n<p><strong>Lo Utah vende ai turisti ci\u00f2 che consegna alle miniere<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 infine un\u2019ipocrisia che riguarda direttamente anche noi europei.<\/p>\n<p>Lo Utah si vende al mondo attraverso fotografie di canyon rossi, cieli sconfinati, siti ancestrali e paesaggi intatti. Invita i visitatori internazionali a praticare un turismo responsabile, rispettoso della natura e delle culture locali.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, il suo governo festeggia la sottrazione della tutela monumentale da un territorio pi\u00f9 grande dell\u2019Abruzzo.<\/p>\n<p><strong>I turisti internazionali non attraversano l\u2019oceano per contemplare le miniere aperte nei paesaggi utilizzati per attirarli<\/strong>. Non scelgono lo Utah per assistere alla trasformazione di territori sacri in inventari di uranio, rame e vanadio.<\/p>\n<p>Non possiamo continuare a premiare questa contraddizione con il nostro denaro e con il nostro silenzio.<\/p>\n<p>Io non intendo limitarmi a raccontare questa vicenda quando le ruspe saranno gi\u00e0 arrivate.<\/p>\n<p>Sto preparando una puntata radio e nuovi interventi di denuncia. Sto inoltre organizzando una <strong>campagna di email individuali<\/strong> da inviare al governatore dello Utah, all\u2019Ufficio del Turismo dello Stato, al Dipartimento degli Interni e al Bureau of Land Management.<\/p>\n<p>Non una petizione anonima e neppure un invio automatico di massa.<\/p>\n<p>Ogni partecipante potr\u00e0 scrivere personalmente, firmandosi con nome, citt\u00e0 e Paese, come cittadino, viaggiatore o potenziale turista internazionale. Il messaggio sar\u00e0 semplice: lo Utah non pu\u00f2 promuovere nel mondo turismo responsabile, paesaggi incontaminati e cultura indigena mentre sostiene la consegna di territori nativi sacri agli interessi estrattivi.<\/p>\n<p>Chiederemo la revoca delle riduzioni di Bears Ears e Grand Staircase\u2013Escalante, la sospensione delle nuove concessioni minerarie nelle terre escluse, il ripristino di un ruolo reale delle cinque Nazioni nella gestione di Bears Ears e la garanzia che gli altri monumenti sotto osservazione non vengano sacrificati. Una sola email non fermer\u00e0 una miniera.<\/p>\n<p>Ma centinaia di messaggi personali possono produrre pressione politica, attenzione mediatica e quel danno reputazionale che gli enti turistici comprendono molto bene.<\/p>\n<p>Ho predisposto il testo della protesta in inglese, la traduzione italiana e i recapiti ufficiali ai quali inviarlo.<\/p>\n<p><strong>Chi desidera partecipare pu\u00f2 scrivere a:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"mailto:info@maunakea.biz\"><strong>info@maunakea.biz<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Ogni operazione di saccheggio conta sulla stessa cosa: che la notizia duri poco, che l\u2019indignazione si consumi e che, quando arriveranno le ruspe, l\u2019opinione pubblica abbia gi\u00e0 guardato altrove. Donald Trump sostiene di avere restituito la terra al popolo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 vero.<\/p>\n<p>Ha lasciato ai Popoli nativi il diritto di essere consultati, ha cancellato il loro ruolo nella gestione e ha riaperto il sottosuolo agli interessi minerari.<\/p>\n<p>Non chiamatela gestione responsabile del territorio.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 colonialismo estrattivo con una firma presidenziale. E questa volta anche dall\u2019Italia faremo sentire la nostra voce.<\/strong><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-trump_consegna_alle_miniere_le_terre_sacre_dei_nativi__ai_turisti_resta_la_cartolina\/53237_68094\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-trump_consegna_alle_miniere_le_terre_sacre_dei_nativi__ai_turisti_resta_la_cartolina\/53237_68094\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Raffaella Milandri) Bears Ears e Grand Staircase\u2013Escalante amputati di oltre il 90 per cento. 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