{"id":96480,"date":"2026-07-17T15:14:50","date_gmt":"2026-07-17T13:14:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96480"},"modified":"2026-07-17T15:14:50","modified_gmt":"2026-07-17T13:14:50","slug":"il-paradosso-di-hormuz-la-siria-rinasce-come-hub-energetico-globale-mentre-liran-si-isola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96480","title":{"rendered":"Il paradosso di Hormuz: la Siria rinasce come hub energetico globale mentre l\u2019Iran si isola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SCENARI ECONOMICI (Fabio Lugano)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-96481\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/vie-alternative-1536x857.jpg-300x167.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/vie-alternative-1536x857.jpg-300x167.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/vie-alternative-1536x857.jpg-1024x571.webp 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/vie-alternative-1536x857.jpg-768x429.webp 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/vie-alternative-1536x857.jpg.webp 1536w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La crisi dello Stretto di Hormuz sta provocando un terremoto geopolitico in Medio Oriente: la Siria rinasce come hub logistico alternativo con il sostegno di USA ed Emirati Arabi, aggirando il blocco iraniano.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il blocco dello Stretto di Hormuz sta ridisegnando la mappa geopolitica ed economica del Medio Oriente. In questo scenario drammatico, la Siria emerge inaspettatamente come il vero vincitore strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Teheran usa il passaggio marittimo come un\u2019arma di pressione globale, ma questa strategia sta avendo un effetto boomerang devastante per l\u2019Iran stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019effetto boomerang della geopolitica iraniana<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il blocco di Hormuz ha spinto i Paesi del Golfo, la Turchia e persino i clienti storici di Teheran, come la Cina, a cercare soluzioni strutturali alternative. L\u2019Iran sta perdendo la sua leva asimmetrica pi\u00f9 preziosa proprio a causa di un eccesso di forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La chiusura delle rotte marittime ha fornito una clamorosa scialuppa di salvataggio economico a Damasco. Il nuovo governo siriano guidato dal presidente ad interim Ahmed al-Sharaa, insediatosi dopo la caduta del regime di Assad nel dicembre 2024, si ritrova ora al centro dei flussi commerciali globali. Il tutto nonostante l\u2019origine non esattamente trasparente del presidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il paradosso \u00e8 evidente: Washington e Parigi stanno attivamente riabilitando Damasco per allentare la morsa iraniana sull\u2019energia mondiale. Donald Trump ha persino rimosso la Siria dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, aprendo la strada a massicci investimenti americani nei settori del petrolio, del gas e delle banche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gli investimenti del Golfo nei porti siriani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I Paesi del Golfo non vogliono pi\u00f9 lasciare la propria sovranit\u00e0 economica in ostaggio dei ricatti di Teheran. Per questo motivo, le infrastrutture siriane sul Mediterraneo stanno vivendo una vera e propria rinascita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il porto siriano di Tartus \u00e8 oggi il polmone logistico degli Emirati Arabi Uniti. Il colosso della logistica emiratino DP World ha preso in gestione l\u201980% dello scalo con un accordo trentennale da 800 milioni di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Attraverso Tartus e il vicino porto di Latakia passano ogni mese migliaia di tonnellate di merci, dal legname al cemento, fino ai beni di consumo che prima transitavano interamente via mare attraverso Hormuz. Ora sono scarica e caricate qui, per poi viaggiare via terra e treno vino alla Penisola Arabica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La rinascita delle infrastrutture: oleodotti e ferrovie<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre ai porti, sono i progetti terrestri a definire il nuovo corso dell\u2019economia mediorientale. Il piano pi\u00f9 ambizioso riguarda la riattivazione dello storico oleodotto Kirkuk-Baniyas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo condotto, costruito negli anni \u201950 e rimasto inutilizzato per decenni a causa dei conflitti e delle sanzioni, potrebbe presto tornare a pompare il greggio iracheno direttamente verso le coste del Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I vantaggi logistici di questa rotta sono schiaccianti:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\"><strong>Tempi di trasporto<\/strong>: Il petrolio che lascia il Golfo via nave attraverso Hormuz deve circumnavigare l\u2019Africa (12.000 km) o attraversare il canale di Suez (6.000 km). Da un porto siriano, raggiunge il Sud Europa in soli 5-7 giorni.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><strong>Integrazione ferroviaria<\/strong>: Turchia, Giordania e Siria hanno istituito un comitato intergovernativo per ricostruire i corridoi ferroviari sul tracciato della storica ferrovia dell\u2019Hegiaz, con l\u2019obiettivo di collegarsi alla rete dell\u2019Arabia Saudita e, entro il 2030, a quella dell\u2019intero Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC). A quel punto lo stretto non var\u00e0 pi\u00f9 alcun peso, ma gi\u00e0 congiungersi con l\u2019attuale rete saudita sarebbe un risultato enorme e raggiungibile con poche centinaia di kilometri di collegamento.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I limiti strutturali della scommessa siriana<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-path-to-node=\"23\">Nonostante l\u2019entusiasmo dei mercati finanziari e il sostegno politico occidentale, la Siria presenta ancora enormi criticit\u00e0 che non possono essere ignorate da un\u2019analisi economica rigorosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-path-to-node=\"24\">La stabilit\u00e0 interna\u00a0rimane precaria. Il Paese \u00e8 ancora parzialmente instabile e la minaccia di attacchi alle cisterne di petrolio da parte di milizie isolate scoraggia le grandi compagnie di assicurazione internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-path-to-node=\"24\">Inoltre, la Siria soffre di una drammatica carenza di infrastrutture finanziarie e bancarie moderne, rendendo complesse le transazioni internazionali dopo anni di sanzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-path-to-node=\"24\">Indicatore Geoeconomico Stretto di Hormuz (Pre-crisi) Alternativa Siriana (Potenziale stimato)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-path-to-node=\"24\">Volume Petrolio 20 milioni di barili al giorno 2 \u2013 3 milioni di barili al giorno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-path-to-node=\"24\">Infrastruttura Chiave Canale marittimo naturale Oleodotto Kirkuk-Baniyas e porti di Tartus\/Baniyas<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-path-to-node=\"24\">Principali Clienti Asia (70%), Europa Europa Meridionale, Mediterraneo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-path-to-node=\"24\">Investimenti necessari Bassi (costi di sicurezza) Oltre 20 miliardi di dollari<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-path-to-node=\"24\">Come evidenzia la tabella, la Siria non pu\u00f2 sostituire fisicamente l\u2019immenso volume di greggio che transita da Hormuz, soprattutto verso l\u2019Asia Orientale. Pu\u00f2 fungere, tuttavia, da fondamentale \u201cvalvola di sfogo\u201d, capace di assorbire il 10-15% del greggio e calmierare i prezzi globali in caso di blocco totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-path-to-node=\"24\">In questo intricato scacchiere, la Siria si trova al centro di una convergenza di interessi unica: per gli USA e l\u2019Europa rappresenta l\u2019occasione per tagliare fuori l\u2019Iran; per i Paesi del Golfo, una via di fuga logistica vitale; e per Mosca, che mantiene le sue basi storiche a Tartus e Hmeimim, un modo per restare l\u2019ago della bilancia in Medio Oriente. L\u2019unico paese escluso da questo gioco resta Teheran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-path-to-node=\"24\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/il-paradosso-di-hormuz-la-siria-rinasce-come-hub-energetico-globale-mentre-liran-si-isola\/\">https:\/\/scenarieconomici.it\/il-paradosso-di-hormuz-la-siria-rinasce-come-hub-energetico-globale-mentre-liran-si-isola\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCENARI ECONOMICI (Fabio Lugano) La crisi dello Stretto di Hormuz sta provocando un terremoto geopolitico in Medio Oriente: la Siria rinasce come hub logistico alternativo con il sostegno di USA ed Emirati Arabi, aggirando il blocco iraniano. Il blocco dello Stretto di Hormuz sta ridisegnando la mappa geopolitica ed economica del Medio Oriente. In questo scenario drammatico, la Siria emerge inaspettatamente come il vero vincitore strategico. 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