{"id":96485,"date":"2026-07-20T09:30:37","date_gmt":"2026-07-20T07:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96485"},"modified":"2026-07-19T09:19:02","modified_gmt":"2026-07-19T07:19:02","slug":"case-green-linfrazione-ai-27-paesi-dimostra-il-fallimento-del-metodo-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96485","title":{"rendered":"Case Green, l&#8217;infrazione ai 27 paesi dimostra il fallimento del metodo Bruxelles"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SCENARI ECONOMICI (Antonio Maria Rinaldi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-96486\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/casa-green-fall.jpg-300x201.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/casa-green-fall.jpg-300x201.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/casa-green-fall.jpg-1024x687.webp 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/casa-green-fall.jpg-768x515.webp 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/casa-green-fall.jpg.webp 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Bruxelles avvia una procedura d\u2019infrazione contro tutti i 27 Paesi UE per il mancato recepimento della direttiva \u201cCase Green\u201d. Un fallimento normativo che svela l\u2019irresponsabilit\u00e0 economica dell\u2019Europa e minaccia i risparmi immobiliari delle famiglie italiane.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 un dato che, da solo, dovrebbe indurre la Commissione europea ad aprire una riflessione su s\u00e9 stessa prima ancora che una procedura d\u2019infrazione contro gli Stati membri. Bruxelles ha infatti avviato il procedimento nei confronti di tutti e ventisette i Paesi dell\u2019Unione europea per il mancato recepimento della Direttiva (UE) 2024\/1275 sulla prestazione energetica degli edifici, la cosiddetta direttiva \u201cCase Green\u201d, approvata il 24 aprile 2024 nell\u2019ultima legislatura europea nell\u2019ambito del Green Deal ed entrata in vigore il 28 maggio 2024. Gli Stati avevano tempo fino al 29 maggio 2026 per recepirla nei rispettivi ordinamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dato politico \u00e8 difficilmente aggirabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se nessuno dei ventisette Stati membri \u00e8 riuscito a rispettare la scadenza fissata dalla stessa Commissione, la domanda da porsi non \u00e8 se tutti i governi europei siano improvvisamente diventati inefficienti. La domanda corretta \u00e8 un\u2019altra: non sar\u00e0 forse la normativa ad essere stata concepita senza un adeguato rapporto con la realt\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 una questione che va ben oltre la materia energetica e investe il modo stesso con cui oggi viene costruita una parte rilevante della legislazione europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una buona norma nasce dall\u2019equilibrio tra gli obiettivi da perseguire e la concreta possibilit\u00e0 di raggiungerli. L\u2019impressione, invece, \u00e8 che negli ultimi anni Bruxelles abbia progressivamente invertito questo ordine logico: prima vengono fissati obiettivi estremamente ambiziosi, poi si pretende che cittadini, imprese e governi trovino il modo di realizzarli, indipendentemente dai costi economici, dalle difficolt\u00e0 tecniche e dalle profonde differenze che caratterizzano gli Stati membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La direttiva \u201cCase Green\u201d rappresenta probabilmente il caso pi\u00f9 emblematico di questo approccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019obiettivo di ridurre i consumi energetici del patrimonio edilizio europeo \u00e8 certamente condivisibile. Nessuno mette in discussione l\u2019importanza dell\u2019efficienza energetica o della riduzione delle emissioni. Ci\u00f2 che appare discutibile \u00e8 la convinzione che un patrimonio immobiliare estremamente eterogeneo possa essere ricondotto entro parametri uniformi, stabiliti centralmente da Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La stessa Commissione europea riconosce che circa l\u201985% degli edifici dell\u2019Unione \u00e8 stato costruito prima del 2000 e che circa il 75% presenta prestazioni energetiche considerate insufficienti. Sono dati che Bruxelles conosceva perfettamente quando ha elaborato la direttiva. Proprio per questo risulta difficile comprendere come si sia potuto immaginare un percorso di recepimento che, alla prova dei fatti, nessuno Stato membro \u00e8 stato in grado di rispettare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il caso italiano rende ancora pi\u00f9 evidente questa contraddizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia possiede uno dei patrimoni edilizi pi\u00f9 antichi d\u2019Europa. Secondo i dati ISTAT, oltre la met\u00e0 degli edifici residenziali \u00e8 stata costruita prima del 1970, mentre una quota significativa risale addirittura al periodo precedente alla Seconda guerra mondiale. A questo si aggiungono migliaia di centri storici, immobili vincolati, edifici monumentali e borghi che costituiscono un patrimonio culturale unico al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pensare che tale patrimonio possa essere adeguato secondo gli stessi criteri previsti per edifici realizzati pochi decenni fa in contesti urbanistici completamente diversi significa ignorare la storia, la geografia e persino l\u2019economia del continente europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma vi \u00e8 un elemento ancora pi\u00f9 significativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se anche Paesi dotati di un patrimonio edilizio mediamente molto pi\u00f9 recente di quello italiano non sono riusciti a rispettare i termini fissati dalla direttiva, significa che il problema non riguarda soltanto le specificit\u00e0 italiane. Riguarda il metodo con cui Bruxelles legifera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 difficile sostenere che ventisette governi, appartenenti a maggioranze politiche diverse, con strutture amministrative differenti e interessi nazionali spesso contrapposti, abbiano contemporaneamente dimostrato la stessa incapacit\u00e0. Molto pi\u00f9 plausibile \u00e8 ritenere che sia stata sottovalutata la complessit\u00e0 amministrativa, tecnica ed economica dell\u2019intera operazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esperienza italiana del Superbonus costituisce, da questo punto di vista, una lezione che avrebbe dovuto indurre maggiore prudenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo Stato ha sostenuto una spesa superiore ai cento miliardi di euro per incentivare la riqualificazione energetica degli edifici. Eppure, nonostante un impegno finanziario di dimensioni straordinarie, gli interventi hanno interessato soltanto una parte limitata del patrimonio immobiliare nazionale. Se una simile mole di risorse pubbliche \u00e8 bastata appena per intervenire su una quota ridotta degli edifici, \u00e8 facile comprendere quale sarebbe l\u2019enorme impegno economico necessario per estendere interventi analoghi all\u2019intero patrimonio edilizio italiano. Con una differenza sostanziale: questa volta il costo ricadrebbe in larga misura direttamente sui proprietari, cio\u00e8 sulle famiglie italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed \u00e8 proprio qui che emerge un\u2019altra evidente contraddizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia \u00e8 uno dei Paesi europei con la pi\u00f9 elevata diffusione della propriet\u00e0 dell\u2019abitazione. Per milioni di famiglie la casa rappresenta il principale strumento di risparmio e il patrimonio costruito nell\u2019arco di una vita di lavoro. Non a caso l\u2019articolo 47 della Costituzione stabilisce che la Repubblica \u201cincoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme\u201d e favorisce espressamente \u201cl\u2019accesso del risparmio popolare alla propriet\u00e0 dell\u2019abitazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ignorare questa peculiarit\u00e0 significa non comprendere la struttura economica e sociale italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La vicenda delle \u201cCase Green\u201d, tuttavia, assume un significato che va oltre il settore immobiliare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Essa rappresenta il simbolo di un\u2019Europa che troppo spesso sembra elaborare politiche partendo da modelli teorici anzich\u00e9 dalle condizioni reali dei cittadini. La transizione ecologica rischia cos\u00ec di trasformarsi, anzich\u00e9 in un percorso sostenibile, in un processo amministrativamente ingestibile e socialmente sempre pi\u00f9 difficile da accettare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo motivo la procedura d\u2019infrazione contro tutti i ventisette Stati membri rischia di trasformarsi in un paradosso politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando una direttiva europea mette contemporaneamente in difficolt\u00e0 tutti gli Stati ai quali \u00e8 destinata, forse non \u00e8 sufficiente accusare gli Stati di inadempienza. \u00c8 doveroso chiedersi se non sia il legislatore europeo ad aver costruito una disciplina pi\u00f9 ispirata all\u2019astrazione ideologica che alla concreta realt\u00e0 economica, amministrativa e sociale dell\u2019Unione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In fondo, il vero fallimento non \u00e8 che ventisette governi abbiano mancato una scadenza. Il vero fallimento sarebbe non cogliere il messaggio che questa vicenda consegna alle istituzioni europee: una normativa che nessuno riesce ad applicare nei tempi previsti non \u00e8 necessariamente la prova dell\u2019inefficienza degli Stati. Pu\u00f2 essere, molto pi\u00f9 semplicemente, la prova di una legislazione che ha smarrito il principio fondamentale del buon governo: confrontarsi con la realt\u00e0 prima di pretendere di cambiarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/case-green-linfrazione-ai-27-paesi-dimostra-il-fallimento-del-metodo-bruxelles\/\">https:\/\/scenarieconomici.it\/case-green-linfrazione-ai-27-paesi-dimostra-il-fallimento-del-metodo-bruxelles\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCENARI ECONOMICI (Antonio Maria Rinaldi) Bruxelles avvia una procedura d\u2019infrazione contro tutti i 27 Paesi UE per il mancato recepimento della direttiva \u201cCase Green\u201d. 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