{"id":96523,"date":"2026-07-21T12:02:28","date_gmt":"2026-07-21T10:02:28","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96523"},"modified":"2026-07-21T12:02:28","modified_gmt":"2026-07-21T10:02:28","slug":"appello-per-la-liberta-di-informazione-contro-la-censura-dei-media-russi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96523","title":{"rendered":"Appello per la libert\u00e0 di informazione contro la censura dei media russi"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Enrico Grazzini)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/michael-dziedzic-dbpLrMALyiM-unsplash-scaled-e1677278766776.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/michael-dziedzic-dbpLrMALyiM-unsplash-scaled-e1677278766776.jpg\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo appello \u00e8 rivolto agli intellettuali di ogni settore e disciplina affinch\u00e9 promuovano un\u2019azione politica comune, anche sul piano legale, contro la censura imposta dal Consiglio dell\u2019Unione europea nei confronti dei media russi. Il divieto colpisce, peraltro, non soltanto i media russi, ma perfino i singoli cittadini europei che riproducano, anche senza fini di lucro e anche solo per estratti, le trasmissioni dei media russi oggetto della censura.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La validit\u00e0 dei regolamenti dell\u2019Unione europea che hanno introdotto tali misure \u00e8 stata confermata dalla Corte di giustizia dell\u2019Unione europea che, come \u00e8 noto, \u00e8 composta da giudici nominati dai governi degli Stati membri. I governi dell\u2019Unione hanno cos\u00ec deciso di limitare l\u2019accesso dei cittadini europei alle trasmissioni dei media russi oggetto della censura.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa censura \u00e8 ingiusta e deve essere condannata e contrastata, perch\u00e9 i cittadini italiani ed europei hanno il diritto di poter ascoltare anche le voci provenienti da Paesi considerati avversari dai governi dell\u2019Unione europea, come la Russia, tanto pi\u00f9 che n\u00e9 l\u2019Unione europea n\u00e9 i suoi Stati membri si trovano in uno stato di belligeranza con Mosca. \u00c8 inoltre discutibile che l\u2019Unione europea abbia il diritto di intervenire in materie che non rientrano tra le sue competenze, come l\u2019informazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il regime di censura nei confronti dei media russi appare evidentemente orientato a rappresentare la Russia come un nemico naturale dell\u2019Europa, nei cui confronti ogni tentativo di negoziazione finalizzato al raggiungimento di accordi di pace risulterebbe inutile o dannoso. Tale impostazione alimenta una logica di conflitto e di guerra, che la nostra Costituzione ripudia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La censura dei media russi \u00e8 disciplinata da regolamenti europei che, come \u00e8 noto, hanno immediata efficacia giuridica in tutti gli Stati membri e sono direttamente applicabili dai rispettivi giudici, in virt\u00f9 del principio del primato del diritto dell\u2019Unione rispetto alla legislazione nazionale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 implica che chiedere la non applicazione della censura nei confronti dei media russi in Italia comporti anche contestare, implicitamente, la primazia del diritto dell\u2019Unione rispetto al diritto italiano. Tale primazia \u2013 pur confermata dalla Corte costituzionale italiana con la dottrina dei \u00abcontrolimiti\u00bb \u2013 \u00e8 ritenuta discutibile da chi osserva che le istituzioni dell\u2019Unione europea non rappresentano direttamente la volont\u00e0 dei popoli europei e, pertanto, non dovrebbero poter imporre norme aventi un\u2019efficacia superiore a quelle approvate dalle istituzioni democratiche nazionali e dalla Costituzione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo appello assume pertanto un duplice significato: da un lato contesta direttamente la censura nei confronti dei media russi; dall\u2019altro mette implicitamente in discussione la primazia del diritto dell\u2019Unione europea sulla Costituzione e sulle leggi italiane, ritenendola incompatibile con il principio di sovranit\u00e0 popolare sancito dall\u2019articolo 1 della Costituzione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bozza che segue \u00e8 stata redatta dal sottoscritto, Enrico Grazzini, che non \u00e8 un giurista n\u00e9 un costituzionalista. Si tratta soltanto di una traccia di lavoro che potrebbe risultare utile, ma che necessita di essere migliorata, corretta e approfondita. L\u2019auspicio \u00e8 che questa proposta possa essere estesa anche agli intellettuali degli altri Paesi dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Appello per il ritiro dei Regolamenti del Consiglio (UE) n. 833\/2014, n. 269\/2014 e n. 2024\/2642 in materia di censura dei media russi<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l\u2019annessione della Crimea da parte della Federazione Russa nel 2014 e, successivamente, dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina nel 2022, l\u2019Unione europea ha imposto alla Federazione Russa una serie di misure restrittive, tra cui quelle riguardanti i suoi media, attraverso i Regolamenti del Consiglio (UE) n. 833\/2014, n. 269\/2014 e n. 2024\/2642, periodicamente aggiornati. Sul piano giuridico, tali misure si fondano sull\u2019assunto che le trasmissioni dei media russi costituiscano propaganda di guerra e strumenti di disinformazione, tali da rappresentare un pericolo per la stabilit\u00e0 dell\u2019ordine pubblico europeo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Relativamente alle misure di censura nei confronti dei media russi, i firmatari del presente appello<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>considerano <\/strong>che la libert\u00e0 di informazione costituisca un diritto fondamentale garantito dall\u2019articolo 21 della Costituzione italiana e che tale diritto comprenda sia la libert\u00e0 di diffondere informazioni sia quella di riceverle, consentendo ai cittadini di formarsi un giudizio critico sui fatti di interesse collettivo;<\/li>\n<li><strong>considerano <\/strong>che tale diritto sia condizione essenziale per l\u2019effettivo esercizio della partecipazione democratica alla vita del Paese;<\/li>\n<li><strong>considerano <\/strong>che, a livello europeo, la materia sia ulteriormente tutelata dall\u2019articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione europea;<\/li>\n<li><strong>considerano <\/strong>che l\u2019Unione europea disponga di competenze esclusive in alcune materie di natura economica e commerciale, ma non in materia di informazione e cultura;<\/li>\n<li><strong>considerano <\/strong>che l\u2019Unione europea sostenga l\u2019Ucraina attraverso consistenti aiuti finanziari e umanitari, forniture militari e sanzioni economiche nei confronti della Federazione Russa, ma che n\u00e9 l\u2019Unione europea n\u00e9 i singoli Stati membri siano direttamente impegnati in una guerra o in combattimenti contro la Russia e che, reciprocamente, la Federazione Russa non abbia attaccato alcuno Stato membro dell\u2019Unione;<\/li>\n<li><strong>considerano <\/strong>che non sussista alcuno stato di belligeranza formale n\u00e9 uno scontro armato diretto tra gli Stati membri dell\u2019Unione europea, l\u2019Unione europea e la Federazione Russa;<\/li>\n<li><strong>considerano <\/strong>che l\u2019Ucraina non faccia parte dell\u2019Unione europea e, come noto, neppure della NATO e che, pertanto, non sussista alcun vincolo automatico di solidariet\u00e0 tale da poter comprimere il diritto costituzionale all\u2019informazione;<\/li>\n<li><strong>sono consapevoli <\/strong>che la Federazione Russa abbia convissuto per decenni con Stati neutrali quali la Svezia, la Finlandia e la stessa Ucraina fino a quando quest\u2019ultima ha mantenuto uno status di neutralit\u00e0 militare;<\/li>\n<li><strong>sono consapevoli <\/strong>che la guerra in Ucraina venga ricondotta, secondo una determinata ricostruzione geopolitica, alla richiesta del governo ucraino di aderire alla NATO e alla politica di espansione dell\u2019Alleanza Atlantica, cosiddetta delle \u00abporte aperte\u00bb, orientata all\u2019installazione di basi militari ai confini della Federazione Russa;<\/li>\n<li><strong>sono consapevoli <\/strong>che la questione ucraina presenti profili di particolare complessit\u00e0 e controversia e che, prima dell\u2019invasione russa, Italia, Francia e Germania avessero espresso riserve sull\u2019ingresso dell\u2019Ucraina nella NATO e nell\u2019Unione europea;<\/li>\n<li><strong>considerano <\/strong>che, dopo l\u2019invasione russa, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump abbia assunto una posizione geopolitica contraria all\u2019espansione della NATO, dichiarandosi ripetutamente contrario all\u2019ingresso dell\u2019Ucraina nell\u2019Alleanza Atlantica;<\/li>\n<li><strong>considerano <\/strong>che, in seguito alla censura imposta dall\u2019Unione europea ai media della Federazione Russa, il governo russo abbia adottato analoghe misure restrittive nei confronti di alcuni importanti media europei e che tale dinamica favorisca una crescente contrapposizione anzich\u00e9 il dialogo e la pace;<\/li>\n<li><strong>considerano <\/strong>che la Costituzione italiana ripudi \u00abla guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali\u00bb e garantisca la libert\u00e0 di informazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tali ragioni,<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>chiedono <\/strong>che l\u2019Italia respinga il Regolamento (UE) 2022\/350 e rifiuti di darvi applicazione, ritenendolo incompatibile con i principi fondamentali della Costituzione italiana.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualora, nonostante le ragionevoli richieste contenute nella presente petizione, le sanzioni nei confronti dei media russi venissero confermate, i firmatari chiedono che analoghe misure siano applicate a tutti gli Stati che pongano in essere comportamenti ritenuti analoghi a quelli contestati alla Federazione Russa, senza operare alcuna discriminazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la Russia viene considerata pericolosa in quanto sottoposta a un regime autoritario nel quale i media sono controllati dal governo, allora dovrebbero essere assoggettati a misure analoghe anche i media di tutti gli altri Paesi caratterizzati da un regime autoritario. Il <em>Democracy Index <\/em>dell\u2019<em>Economist Intelligence Unit <\/em>classifica 59 Paesi come regimi autoritari. Il <em>Tyranny Tracker <\/em>della <em>Human Rights Foundation <\/em>ne individua 80 pienamente autoritari, oltre a 25 regimi ibridi, che comprendono complessivamente circa i tre quarti della popolazione mondiale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se, invece, la Russia viene considerata pericolosa in quanto responsabile di un\u2019invasione in violazione del diritto internazionale, allora analoghe misure dovrebbero essere adottate nei confronti di tutti gli Stati e dei relativi media che abbiano posto in essere analoghe violazioni. A titolo esemplificativo, vengono richiamati i Paesi membri della NATO che bombardarono la Serbia e favorirono la separazione del Kosovo, Israele per l\u2019invasione del Libano, nonch\u00e9 gli Stati Uniti e Israele per gli attacchi contro l\u2019Iran, oltre ad altri casi analoghi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/07\/21\/appello-per-la-liberta-di-informazione-contro-la-censura-dei-media-russi\/\" data-a2a-title=\"Appello per la libert\u00e0 di informazione contro la censura dei media russi\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/07\/21\/appello-per-la-liberta-di-informazione-contro-la-censura-dei-media-russi\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/07\/21\/appello-per-la-liberta-di-informazione-contro-la-censura-dei-media-russi\/<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Enrico Grazzini) Questo appello \u00e8 rivolto agli intellettuali di ogni settore e disciplina affinch\u00e9 promuovano un\u2019azione politica comune, anche sul piano legale, contro la censura imposta dal Consiglio dell\u2019Unione europea nei confronti dei media russi. 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