{"id":9656,"date":"2013-10-19T07:00:04","date_gmt":"2013-10-19T07:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=9656"},"modified":"2013-10-19T07:00:04","modified_gmt":"2013-10-19T07:00:04","slug":"danilo-zolo-lalternativa-mediterranea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=9656","title":{"rendered":"Danilo Zolo: L&#8217;alternativa mediterranea"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-family: georgia,serif\"><i>Giurista e filosofo, Danilo Zolo (nato nel 1936) ha fondato e dirige il<\/i> <span style=\"font-style: normal\">Centro per la filosofia del diritto internazionale e delle politiche globali Jura Gentium<\/span><i>. Insieme al sociologo Franco Cassano ha curato il volume collettaneo <\/i><span style=\"font-style: normal\">L&#039;alternativa mediterranea <\/span><i>(Feltrinelli, 2007). <\/i><\/span>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<div dir=\"LTR\" id=\"Sezione2\">\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t\t<span style=\"font-family: georgia,serif\">C&rsquo;&egrave; un elemento che dal punto di vista storico-ecologico unifica il Mediterraneo e lo distingue da ogni altra area geografica: &egrave; la rara coesistenza fra un ambiente naturale nel quale le comunicazioni umane si sono agevolmente sviluppate lungo le sponde marine e una topografia costituita da nuclei sociali di ridotte dimensioni, dislocati e frammentati lungo le coste e nelle isole. La singolarit&agrave; orografica, il clima temperato e una vegetazione particolare &ndash; la vite, l&rsquo;ulivo, gli agrumi &ndash; hanno fatto del Mediterraneo uno spazio ecologico che per millenni ha favorito, lungo tutte le sue sponde, la formazione e la stabilizzazione di strutture abitative, di colture rurali e di sistemi commerciali spazialmente dislocati e frammentati, ma nello stesso tempo in stretta comunicazione fra loro. L&rsquo;intensit&agrave; delle relazioni comunicative, dei travasi culturali, dei rapporti commerciali, degli incroci demografici e degli scambi pi&ugrave; diversi, inclusi i conflitti, le guerre, le crociate e le scorrerie piratesche, hanno contribuito a forgiare una solida <em class=\"western\">koin&eacute;<\/em> culturale e civile. Lo sviluppo della cultura europea, a cominciare dalla eccezionale esperienza di Al-Andalus, si &egrave; intrecciata con la tradizione coranica. Queste radici comuni non sono state divelte neppure dai pi&ugrave; aspri antagonismi e hanno prodotto frutti ricchissimi. Basti pensare che l&rsquo;area mediterranea vanta la pi&ugrave; grande concentrazione artistica del mondo.<\/span>\n\t<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t\t&nbsp;\n\t<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t\t<span style=\"font-family: georgia,serif\">Oggi il fenomeno coloniale &egrave; solo formalmente esaurito. In realt&agrave;, in particolare dopo il collasso dell&rsquo;impero sovietico e l&rsquo;emersione dello strapotere degli Stati Uniti d&rsquo;America e dei suoi pi&ugrave; stretti alleati europei, assistiamo a forme di neo-colonialismo particolarmente aggressivo che investono in particolare i paesi arabo-islamici. E questo accade nel contesto dei processi di globalizzazione che in larga parte coincidono con il progetto occidentale di egemonia globale sul piano economico, politico e militare. Lo Stato di Israele &egrave; l&rsquo;architrave di questo colonialismo perdurante che occupa militarmente e domina un&rsquo;area cruciale del Medio Oriente arabo-islamico. Nel frattempo sono i processi di globalizzazione economica guidati dalle massime potenze economiche del pianeta a produrre, con le crescenti sperequazioni economico-sociali che generano su scala planetaria, le grandi migrazioni verso Occidente.<\/span>\n\t<\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"LTR\" id=\"Sezione5\">\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t\t&nbsp;\n\t<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t\t<span style=\"font-family: georgia,serif\">Superato il bipolarismo, la NATO si &egrave; convertita in un apparato bellico di portata globale ed &egrave; stata utilizzata dagli Stati Uniti per tre finalit&agrave; strategiche: anzitutto per accerchiare la Russia, arruolando nelle proprie fila un numero crescente di paesi dell&rsquo;Est europeo da agganciare al baluardo atlantico della Turchia. In secondo luogo, la NATO &egrave; stata usata per coinvolgere l&rsquo;Europa nelle &lsquo;guerre umanitarie&rsquo; nei Balcani e in Afghanistan, in modo da scoraggiare i suoi timidi tentativi di dotarsi di una struttura militare autonoma. <em class=\"western\">Last but not least<\/em>, la NATO ha consentito agli Stati Uniti di tenere sotto il proprio presidio politico e militare l&rsquo;area mediterranea, escludendone l&rsquo;Europa. A quest&rsquo;ultimo obiettivo obbedisce in particolare il disegno strategico intitolato <em class=\"western\">Broader Middle East and North Africa Initiative<\/em> (BMNA), varato dall&rsquo;amministrazione Bush nel giugno 2004 e subito accolto dalla NATO. A favore della &ldquo;modernizzazione&rdquo; del mondo islamico e in nome dei &ldquo;valori universali della dignit&agrave; umana, della democrazia, dello sviluppo economico e della giustizia sociale&rdquo; gli Stati Uniti intendono porre sotto il proprio controllo l&rsquo;intera area che va dalla Mauritania e dal Marocco &ndash; dove hanno interessi petroliferi e gi&agrave; dispongono di numerose basi militari &ndash; all&rsquo;Afghanistan e al Pakistan, passando per il Medio Oriente e i paesi del Golfo persico. Israele &egrave; pensato come l&rsquo;architrave di questa strategia &lsquo;atlantica&rsquo; e anti-mediterranea, mentre la questione palestinese resta del tutto emarginata.<\/span>\n\t<\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"LTR\" id=\"Sezione8\">\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t\t&nbsp;\n\t<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t\t<span style=\"font-family: georgia,serif\">Il sionismo, grazie al sostegno militare ed economico &ndash; tre miliardi di dollari all&rsquo;anno &ndash; degli Stati Uniti e all&rsquo;omert&agrave; dell&rsquo;Europa, ha fatto dello Stato di Israele una sorta di &lsquo;cuneo atlantico&rsquo; nel cuore del Mediterraneo, ha lacerato la continuit&agrave; umana, politica e culturale della sua sponda orientale, ha cancellato l&rsquo;identit&agrave; di un popolo mediterraneo, trasformandolo in una massa di rifugiati, di epurati e di oppressi. Per questo la &lsquo;questione della Palestina&rsquo; &egrave; una questione mediterranea e la soluzione non pu&ograve; essere cercata se non nella direzione del &lsquo;post-sionismo&rsquo;. E questo non pu&ograve; che significare, anzitutto, come auspicava Martin Buber, l&rsquo;abbandono del carattere etnocratico dello Stato israeliano, la sua piena secolarizzazione e democratizzazione. E comporta, ancora con Buber, l&rsquo;abbandono dell&rsquo;idea dei &lsquo;due Stati per due popoli&rsquo;, quello ebraico e quello islamico, l&rsquo;uno giustapposto all&rsquo;altro. L&rsquo;idea che oggi sia ancora possibile la formazione di uno Stato palestinese &egrave; patetica illusione o crudele impostura, nonostante il suo grande valore simbolico, le giuste aspettative della maggioranza dei palestinesi e il suo pieno fondamento nel diritto internazionale. Gli effetti della discriminazione etnica sono ormai irreversibili: mai uno Stato palestinese degno del nome sorger&agrave; sulle rovine di Gaza e della Cisgiordania. La sola prospettiva, altamente problematica ma senza alternative, &egrave; quella di uno Stato israelo-palestinese &lsquo;post-sionista&rsquo;, laico ed egualitario, che riconosca eguali diritti a tutti i suoi cittadini.<\/span>\n\t<\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"LTR\" id=\"Sezione11\">\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t\t&nbsp;\n\t<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t\t<span style=\"font-family: georgia,serif\">L&rsquo;unit&agrave;, l&rsquo;originalit&agrave; e la grandezza civile del &lsquo;pluriverso&rsquo; mediterraneo sono un patrimonio storico e politico che oggi rischia di essere cancellato, sopraffatto com&rsquo;&egrave; da strategie &lsquo;oceaniche&rsquo; &ndash; universalistiche e &lsquo;monoteistiche&rsquo; &ndash; che minacciano non solo la convivenza fra i popoli mediterranei, ma anche l&rsquo;ordine e la pace internazionale. Per &lsquo;alternativa mediterranea&rsquo; si pu&ograve; dunque intendere il tentativo di resistere, facendo leva su un recupero della tradizione e dei valori mediterranei, alla deriva universalistica e &lsquo;monoteistica&rsquo; che viene dall&rsquo;Occidente estremo &ndash; gli Stati Uniti d&rsquo;America &ndash; e si abbatte con violenza sul vecchio mondo. L&rdquo;alternativa&rsquo; &egrave; denunciare e contrastare il fondamentalismo neo-imperiale &ndash; aggressivo e bellicista &ndash; che si propone di recidere ogni rapporto fra le due rive del Mediterraneo, subordinando l&rsquo;Europa allo spazio atlantico e sottoponendo il mondo arabo-islamico ad una crescente pressione politica, economica e militare. &Egrave; il caso di aggiungere che l&rsquo;idea di una &lsquo;alternativa mediterranea&rsquo; che qui &egrave; stata tratteggiata si ispira alla scuola di Algeri e alla lezione braudeliana non solo per il rifiuto di ogni riferimento unilaterale e apologetico alla tradizione romana e cristiano-cattolica, ma anche per la diffidenza &lsquo;realista&rsquo; verso una visione nostalgica o romantica del Mediterraneo. La mitologia dell&rsquo;et&agrave; dell&rsquo;oro greco-romana finisce per applicare il paradigma &lsquo;orientalista&rsquo; al Mediterraneo stesso, facendone un prezioso fossile della protostoria occidentale, senza prospettive se non quelle del piccolo cabotaggio turistico-commerciale.<\/span>\n\t<\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"LTR\" id=\"Sezione14\">\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t\t&nbsp;\n\t<\/p>\n<\/div>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-family: georgia,serif\"><em class=\"western\">Intervista raccolta da Alain de Benoist,<\/em> &Eacute;l&eacute;ments<em class=\"western\">, 129 (&Eacute;t&eacute; 2008), pp. 26-32 e pubblicata in italiano sul sito &ldquo;Jura gentium&rdquo;<\/em>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giurista e filosofo, Danilo Zolo (nato nel 1936) ha fondato e dirige il Centro per la filosofia del diritto internazionale e delle politiche globali Jura Gentium. Insieme al sociologo Franco Cassano ha curato il volume collettaneo L&#039;alternativa mediterranea (Feltrinelli, 2007). &nbsp; C&rsquo;&egrave; un elemento che dal punto di vista storico-ecologico unifica il Mediterraneo e lo distingue da ogni altra area geografica: &egrave; la rara coesistenza fra un ambiente naturale nel quale le comunicazioni umane si&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[2920,6],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-2vK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9656"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9656"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9656\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9656"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9656"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9656"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}