{"id":96661,"date":"2026-07-29T10:31:38","date_gmt":"2026-07-29T08:31:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96661"},"modified":"2026-07-29T10:31:38","modified_gmt":"2026-07-29T08:31:38","slug":"le-ragioni-del-sistema-proporzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96661","title":{"rendered":"Le ragioni del sistema proporzionale"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Saverio Regasto)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-96662\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/POL03F9_2646283F1_8874_20120730223451_HE10_20120731-klb-U43330152856530wm-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443-1-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/POL03F9_2646283F1_8874_20120730223451_HE10_20120731-klb-U43330152856530wm-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443-1-300x224.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/POL03F9_2646283F1_8874_20120730223451_HE10_20120731-klb-U43330152856530wm-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443-1.jpg 593w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parafrasando il filosofo, \u201cuno spettro si aggira per l\u2019Italia\u2026, l\u2019astensionismo\u201d, fenomeno che ha raggiunto, nel giro di due decenni, un livello ben pi\u00f9 che allarmante per tutte le tipologie elettorali, salvo quando il \u201cpopolo sovrano\u201d non percepisca e realizzi che in discussione ci siano i valori della Repubblica, come nel referendum costituzionale sul controllo della magistratura.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma come talora accade, invece di analizzare il problema e proporre soluzioni, le forze politiche, sempre pi\u00f9 ridotte a comitati elettorali, taluni peraltro eterodiretti da gruppi imprenditoriali e fiancheggiati da stampa compiacente, sono l\u00ec a spartirsi le spoglie di ci\u00f2 che resta del parlamentarismo italiano proponendo una legge elettorale, ribattezzata Melonellum, che non solo presenterebbe gravi inconvenienti di costituzionalit\u00e0, ma che soprattutto, attraverso un premio elettorale mostruoso, tende a svuotare di significato e contenuti la volont\u00e0 popolare, insomma il voto, che \u00e8 appena il caso di ricordare \u00e8 \u201cpersonale, uguale, libero e segreto\u201d secondo le vigenti disposizioni costituzionali. Non solo un premio abnorme, ma anche la conferma delle liste bloccate e delle candidature plurime che confermeranno, in capo a quei comitati elettorali, perch\u00e9 chiamarli partiti nel senso costituzionale del termine mi sembra del tutto inopportuno e fuorviante (anche qui il richiamo \u00e8 alla disposizione costituzionale che indica i partiti politici quali associazioni che concorrono con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Quale metodo democratico? Quale politica nazionale?), la legittimazione a compilare le liste degli eletti in Parlamento, con ci\u00f2 invertendo l\u2019ordine costituzionale della forma di governo: \u00e8 il Governo (reale o potenziale, o chi per lui) che determina i componenti del Parlamento e non l\u2019opposto, come prescrive, sempre la Costituzione. Ben si comprende, dunque, la disaffezione al voto di larga parte della popolazione che, disillusa, preferisce non recarsi alle urne, piuttosto che confermare, con il proprio complice atteggiamento, scelte prese altrove. E pensare che dopo Tangentopoli, figlia anche del crollo del muro di Berlino, avevano provato a convincere gli italiani, non chi scrive per la verit\u00e0, che il sistema elettorale allora vigente, il proporzionale, doveva essere abbandonato e sostituito da un maggioritario (corretto) tale da garantire un rapporto migliore e pi\u00f9 diretto fra elettore ed eletto, senza minimamente rendersi conto che l\u2019imposizione centralistica delle candidature (tanto nel maggioritario, quanto in un proporzionale con liste bloccate) avrebbe allontanato gli elettori non solo dalla politica, ma anche dalle urne.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta di legge attualmente in discussione non solo ignora il problema dell\u2019astensionismo, ma cristallizza la situazione (in buona sostanza legittima pochi a decidere al posto di molti) e, quel che \u00e8 peggio, appare come un grimaldello in grado di \u201cscardinare\u201d la forma di governo, anticipando per via di legislazione ordinaria quella riforma costituzionale, il premierato, che tanto piace all\u2019attuale maggioranza di governo: un unicum che ridimensiona i poteri del Presidente della Repubblica, amplifica quelli del Capo dell\u2019Esecutivo e, infine, riduce a cinghia di trasmissione del governo la volont\u00e0 del Parlamento. Per giustificare politicamente (e istituzionalmente) questo vero e proprio scempio costituzionale, viene utilizzato, ancora una volta, il \u201ccriterio\u201d della stabilit\u00e0, corollario indegno della \u201cgovernabilit\u00e0\u201d e della necessit\u00e0 che l\u2019Esecutivo, di fatto, non sia il frutto di una trattativa fra forse politiche successivamente all\u2019esito elettorale, ma discenda, direttamente e magari con un \u201caiutino\u201d in termini di deputati e senatori, dalle elezioni. Forze politiche non pi\u00f9 mediatrici della volont\u00e0 popolare, ma ruota di scorta di un candidato premier. Ci\u00f2 non solo \u00e8 intollerabile, ma \u00e8 anche grandemente pericoloso, perch\u00e9 lascia aperti spazi enormi a visioni populistiche e autoritarie che non tarderanno ad affermarsi sulla scena politica del nostro Paese.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono rimedi a questa deriva autoritaria e autoreferenziale di chiara origine fascista?<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo rimedio \u00e8 rappresentato dalla necessit\u00e0 di rivedere, aggiornare, attualizzare le modalit\u00e0 di voto, adottando una organizzazione che tenga conto della oggettiva innovazione tecnologica che consente, oggi, di operare a distanza mediante l\u2019uso di credenziali, come lo SPID, affidabili, certe e trasparenti. Ci\u00f2 consentirebbe a molti pi\u00f9 elettori di partecipare al voto senza necessariamente recarsi al seggio. Ma su queste tematiche chi scrive ammette di non avere sufficienti conoscenze per proporre una soluzione degna di questo nome!<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto pi\u00f9 pregnante e significativo \u00e8 l\u2019adozione di un sistema elettorale in grado di ri-mettere al centro il popolo sovrano, invertendo la rotta adottata negli ultimi decenni (dalla preponderanza della governabilit\u00e0 alla preponderanza della rappresentanza), ci\u00f2 anche in linea con quanto sostenuto in Assemblea costituente: se \u00e8 pur vero che il testo costituzionale non indica la tipologia di sistema elettorale, \u00e8 altrettanto vero che le maggioranze previste per l\u2019elezione di taluni organi istituzionali (Presidente della Repubblica) o di garanzia (giudici della Corte costituzionale e componenti del CSM) lasciano chiaramente intendere che il costituente avesse in mente la necessit\u00e0 di coinvolgere l\u2019opposizione, non gi\u00e0 l\u2019esistenza di una stramaggioranza autosufficiente. Per questa ragione mi appare pi\u00f9 consono che la stagione della governabilit\u00e0 (e delle sue leggi elettorali) possa considerarsi conclusa e (per necessit\u00e0 o per scelta consapevole) debba tornarsi, con opportune correzioni, a un sistema elettorale proporzionale. A tal riguardo non mancano, in Europa, modelli a cui ispirarsi, in particolare quello tedesco. Il contesto di quel Paese \u00e8, tuttavia, del tutto peculiare ed \u00e8 destinato a un rapido, quanto forse traumatico, mutamento anche a causa della presenza di forze politiche di destra radicale. In presenza di un federalismo non competitivo e di una unificazione che appare compiuta solo giuridicamente, la Germania ha deciso di conservare il suo sistema elettorale proporzionale con clausola di sbarramento al 5% ed elezioni \u201cmista dei componenti del Bundestag, la Camera di rappresentanza del popolo tedesco. L\u2019elettore, come \u00e8 noto, esprime sulla medesima scheda elettorale due voti contestuali: uno per un candidato nel collegio uninominale e l\u2019altro per il partito politico, presente in una circoscrizione che combacia con il singolo Land, che presenta una lista bloccata di candidati. Ci\u00f2 che rende profondamente diverso il contesto politico-istituzionale tedesco dal nostro \u00e8 la circostanza che i candidati sono scelti, sulla base di una sorta di elezioni primarie, dagli iscritti al partito di quel singolo Land, con ci\u00f2 \u201crecuperando\u201d il senso democratico della compilazione delle liste circoscrizionali. L\u2019esistenza poi della norma costituzionale sulla sfiducia costruttiva (che impedisce di sfiduciare il Cancelliere se, contestualmente, non si \u00e8 in grado di garantire una maggioranza parlamentare a un nuovo soggetto) rende molto bene l\u2019idea dell\u2019esistenza, in Germania, di partiti politici estremamente organizzati e, soprattutto, i cui componenti, tanto i dirigenti, quanto i parlamentari, rispettosi di una radicata quanto forte disciplina di partito. Ci\u00f2 rende quel Paese un unicum e, soprattutto, allontana il nostro dall\u2019idea che si possano adottare disposizioni elettorali simili. Che fare? Un ripensamento verso un sistema elettorale proporzionale, del tutto simile a quello in vigore nella c.d. prima Repubblica appare a chi scrive necessario, ancorch\u00e9 attualizzato con alcune disposizioni volte a eliminare i segni del tempo: liste circoscrizionali a livello regionale \u201caperte\u201d, introduzione delle preferenze (doppia preferenza di genere?), divieto (o forte contenimento) delle candidature plurime (che appaiono sempre pi\u00f9 ingannevoli), introduzione di una clausola di sbarramento (4-5%) e di un meccanismo volto a disincentivare gli apparentamenti farlocchi (intervenendo, ad esempio, sui rimborsi elettorali), forti limitazioni alle spese per i candidati, sono solo alcune delle possibilit\u00e0 che, naturalmente, non troveranno \u201ccittadinanza\u201d nelle strategie delle attuali segreterie dei partiti, tutte concentrate a confermare, all\u2019infinito, l\u2019attuale sistema di potere. Diversamente il Paese \u00e8 destinato a una deriva autoritaria, legittimata da una minoranza, sui cui esiti, in tempi di crisi economica, nessuno pu\u00f2 far previsioni, anche in termini di conservazione della democrazia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/07\/27\/le-ragioni-del-sistema-proporzionale\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/07\/27\/le-ragioni-del-sistema-proporzionale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Saverio Regasto) Parafrasando il filosofo, \u201cuno spettro si aggira per l\u2019Italia\u2026, l\u2019astensionismo\u201d, fenomeno che ha raggiunto, nel giro di due decenni, un livello ben pi\u00f9 che allarmante per tutte le tipologie elettorali, salvo quando il \u201cpopolo sovrano\u201d non percepisca e realizzi che in discussione ci siano i valori della Repubblica, come nel referendum costituzionale sul controllo della magistratura. 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