{"id":96671,"date":"2026-07-30T11:26:47","date_gmt":"2026-07-30T09:26:47","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96671"},"modified":"2026-07-29T18:59:57","modified_gmt":"2026-07-29T16:59:57","slug":"russia-e-cina-hanno-fornito-supporto-agli-attacchi-iraniani-contro-le-basi-statunitensi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96671","title":{"rendered":"Russia e Cina hanno fornito supporto agli attacchi iraniani contro le basi statunitensi?"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Giacomo Gabellini)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/d064bba5f5274181b402b75903381d8c.png\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Neli ultimi giorni, le forze armate iraniane hanno colpito con missili e droni diverse installazioni militari statunitensi in Arabia Saudita, Bahrein, Giordania e Kuwait. Nell\u2019attacco sferrato il 17 luglio, un missile balistico ha violato le difese aeree imperniate sui sistemi Patriot e Thaad che proteggevano la base di Muwaffaq Salti, in Giordania, e raggiunto i complessi abitativi prefabbricati, eliminando tre soldati statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Segno dell\u2019integrit\u00e0 delle capacit\u00e0 offensive dell\u2019Iran,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2026\/07\/22\/world\/middleeast\/iran-war-us-bases-images.html\">documentate<\/a>\u00a0dal \u00abNew York Times\u00bb all\u2019interno di un\u2019approfondita analisi di decine di immagini satellitari, filmati e fotografie a bassa risoluzione della Nasa e dell\u2019Agenzia Spaziale Europea che immortalano ben nove siti militari statunitensi colpiti dai recenti attacchi iraniani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Allo stesso tempo, l\u2019intensit\u00e0 della distruzione seminata nella regione dai missili e droni iraniani evidenzia l\u2019inadeguatezza delle difese aeree statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-199786\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Tasnim-1.jpg\" alt=\"\" width=\"866\" height=\"603\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Iran, di contro, si \u00e8 rivelato perfettamente in grado sia di tenere al sicuro gran parte dei propri arsenali, sia di ricostruire le infrastrutture militari danneggiate e\/o distrutte dai raid israelo-statunitensi. Un\u2019inchiesta\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/world\/middle-east\/satellite-images-show-iran-is-rebuilding-fast-199978f7\">realizzata<\/a>\u00a0dal \u00abWall Street Journal\u00bb sulla base delle risultanze emerse dall\u2019esame di decine di immagini satellitari statunitensi attesta il ritmo estremamente sostenuto che scandisce il processo di ricondizionamento del dispositivo bellico iraniano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al punto da indurre ufficiali di alto livello dell\u2019Israeli Defense Force a bollare come sostanzialmente inefficace la campagna di bombardamenti scatenata il 28 febbraio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019inquietudine della compagine israelo-statunitense \u00e8 andata approfondendosi di fronte alla precisione e alla sofisticazione che hanno caratterizzato gli attacchi con missili e droni sferrati simultaneamente dall\u2019Iran contro due strutture della Cia, di cui una collocata all\u2019interno dell\u2019ambasciata statunitense a Riyadh e l\u2019altra nell\u2019Iraq orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-199785\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Unveiling_ceremony_of_Khorramshahr-4.jpg\" alt=\"\" width=\"868\" height=\"576\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La stazione dell\u2019intelligence in Arabia Saudita, in particolare, \u00e8 stata bersagliata da un drone che ha ricavato una breccia nella sezione pi\u00f9 vulnerabile della struttura diplomatica per un secondo drone, infilatosi nella fessura per colpire chirurgicamente l\u2019obiettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli specialisti del settore hanno qualificato l\u2019episodio come una delle violazioni dei protocolli di sicurezza pi\u00f9 gravi mai subite dagli Stati Uniti nel corso degli ultimi decenni, attestante una padronanza iraniana in materia di intelligence talmente elevata da risultare \u201csospetta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Longa manus russa e cinese dietro gli attacchi iraniani?<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Valutazioni formulate da esperti statunitensi trapelate alla stampa convergono nell\u2019ipotizzare una possibile, o addirittura probabile, collaborazione attiva di Russia e\/o Cina agli attacchi dell\u2019Iran, che si reputa sprovvisto delle risorse e delle competenze in materia di\u00a0<em>intelligence<\/em>\u00a0e\u00a0<em>targeting<\/em>\u00a0necessarie a portare a compimento con successo attacchi tanto sofisticati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Russia \u00e8 la principale indiziata, anzitutto perch\u00e9 da almeno quattro anni e mezzo subisce iniziative militari ucraine basate sui dati sensibili trasmessi sistematicamente a Kiev dai Paesi membri della Nato. Al movente politico (rivalsa) e strategico (ridimensionare la presenza militare degli Stati Uniti in Eurasia), Mosca combina la disponibilit\u00e0 di mezzi e capacit\u00e0 operative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A partire dal sistema di navigazione anti-<em>jamming<\/em>\u00a0Kometa-M, una tecnologia che\u00a0<a href=\"https:\/\/defencesecurityasia.com\/en\/russia-iran-drone-alliance-cia-station-strikes-riyadh-kometa-m-gulf-2026\/\">porrebbe<\/a>\u00a0i droni iraniani Shahed nelle condizioni di resistere alle interferenze elettroniche e di mantenere la rotta anche in presenza di significative attivit\u00e0 di disturbo nemiche, aumentandone considerevolmente la letalit\u00e0. L\u2019Iran ha anche iniziato ad avvalersi delle tattiche militari sviluppate dalle forze armate russe in Ucraina, tra cui quella consistente nell\u2019impiego di piccoli sciami di droni in funzione di disorientamento e saturazione delle difese aeree dell\u2019avversario, prima di bersagliarlo con ondate di missili balistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-199692 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/HFAGICYWQAAyZNt.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"561\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ruolo della Cina appare pi\u00f9 defilato, ma non meno rilevante. Pechino, che ricorre alle importazioni di petrolio del Golfo Persico per coprire parte del proprio fabbisogno energetico, intrattiene relazioni altamente collaborative con Teheran che potrebbero risultare funzionali sia ad allentare la presa statunitense sull\u2019Asia occidentale, sia a diffondere le proprie tecnologie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo, significativo innalzamento delle capacit\u00e0 iraniane in materia di puntamento si \u00e8 fondato sulle immagini fornite dai satelliti commerciali cinesi. Lo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/1fddd2cd-1294-4e9c-a17d-5ea06b399355?syn-25a6b1a6=1\">rivela<\/a>\u00a0il \u00abFinancial Times\u00bb sulla base di documentazione di origine iraniana, da cui si evince che il satellite Tee-01B, fabbricato e messo in orbita dalla societ\u00e0 cinese Earth Eye, sarebbe stato acquisito dall\u2019Iran verso la fine del 2024 ai sensi di un contratto che garantiva per di pi\u00f9 alle Guardie Rivoluzionarie accessi alle stazioni gestite da Emposat, un fornitore di servizi satellitari con sede a Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo la ricostruzione formulata dal quotidiano finanziario britannico, Teheran si sarebbe servita di Tee-01B per ricavare dati fondamentali circa il posizionamento degli obiettivi statunitensi puntualmente presi di mira con missili e droni, tra cui la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita, la base aerea Muwaffaq Salti in Giordania, l\u2019aeroporto di Erbil nel Kurdistan iracheno e siti militari adiacenti alla base navale della V Flotta statunitense di stanza a Manama, in Bahrein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A maggio, l\u2019amministrazione Trump ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.state.gov\/releases\/office-of-the-spokesperson\/2026\/05\/disrupting-irans-overseas-military-procurement-networks\">imposto<\/a>\u00a0sanzioni a tre societ\u00e0 cinesi accusate di aver fornito immagini satellitari all\u2019Iran. Tra cui Mizar Vision, accusata di aver rivelato la posizione precisa occupata da cacciabombardieri e sistemi di difesa aerea nelle basi in Arabia Saudita, Bahrein e Giordania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-199784 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/250515-F-CJ792-2059R.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il programma missilistico iraniano, per di pi\u00f9, risulta strettamente dipendente dalle catene di approvvigionamento cinesi, che garantiscono la fornitura di componenti elettroniche ed anche di perclorato di ammonio, un elemento chiave del propellente solido per i missili. Stesso discorso vale per i sistemi di navigazione della Repubblica Islamica, che fanno largo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/features\/2026\/3\/11\/could-iran-be-using-chinas-highly-accurate-beidou-navigation-system\">affidamento<\/a>\u00a0sulla rete satellitare cinese BeiDou e sulla russa Glonass.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il supporto di Mosca e Pechino \u00e8 con ogni probabilit\u00e0 risultato decisivo anche durante i disordini di piazza verificatisi nelle settimane a cavallo tra la fine del 2025 e l\u2019inizio del 2026, quando le autorit\u00e0 iraniane riuscirono a compromettere la copertura di rete garantita da Starlink sulle zone di Teheran maggiormente interessate dalle sommosse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il segretario alla Guerra Hegseth (nella foto sopra con l Presidente Donald Trump) ha\u00a0<a href=\"https:\/\/thehill.com\/policy\/defense\/5982033-emergency-funding-military-leaders-iran-war-senate-hearing\/\">dichiarato<\/a>\u00a0al Congresso che Cina e Russia starebbero ancora oggi fornendo assistenza \u00aba diversi livelli\u00bb all\u2019Iran. Il presidente Trump lo ha tuttavia\u00a0<a href=\"https:\/\/www.independent.co.uk\/news\/world\/americas\/us-politics\/trump-putin-xi-iran-aid-b3021251.html\">contraddetto<\/a>, affermando che i suoi omologhi Xi e Putin gli avevano personalmente assicurato il contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>La portata della sfida iraniana<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sta di fatto che quella posta dall\u2019Iran, che minaccia di rispondere colpo su colpo agli attacchi statunitensi rivalendosi su infrastrutture di stoccaggio dell\u2019energia, raffinerie, impianti di desalinizzazione, ecc., viene a configurarsi come una sfida estremamente insidiosa per gli Stati Uniti, specialmente in una congiuntura come quella attuale resa particolarmente problematica dalla penuria di intercettori \u2013 dotati peraltro di efficacia decrescente \u2013 disponibili negli arsenali del Pentagono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-199687 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1481023.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"648\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2026\/jul\/24\/irans-much-improved-missile-systems-pose-a-real-threat-to-the-us\">sottolineato<\/a>\u00a0Andreas Krieg, professore associato presso la Scuola di Studi sulla Sicurezza presso il King\u2019s College di Londra, secondo cui la combinazione di intelligence, navigazione Gps, manovrabilit\u00e0 e pianificazione coordinata degli attacchi iraniani ha portato a \u00abuna vera e propria trasformazione\u00bb, frutto di tre anni di sviluppo del programma missilistico balistico che, stando alle stime dell\u2019<em>intelligence<\/em>\u00a0statunitense, \u00e8 a tutt\u2019oggi intatto per il 70% circa a dispetto delle precedenti valutazioni di senso contrario esternate da Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Foto: Forze Armate Iraniane, US Department of War, Tasnim e FARS<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/07\/russia-e-cina-hanno-fornito-supporto-agli-attacchi-iraniani-contro-le-basi-statunitensi\/?_gl=1*12qm3hy*_up*MQ..*map__ga*MTI5OTI2NTQ3OC4xNzg1MzQ0MTEy*map__ga_QBRKXG4M97*czE3ODUzNDQxMTEkbzEkZzAkdDE3ODUzNDQxMTEkajYwJGwwJGgw\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/07\/russia-e-cina-hanno-fornito-supporto-agli-attacchi-iraniani-contro-le-basi-statunitensi\/?_gl=1*12qm3hy*_up*MQ..*map__ga*MTI5OTI2NTQ3OC4xNzg1MzQ0MTEy*map__ga_QBRKXG4M97*czE3ODUzNDQxMTEkbzEkZzAkdDE3ODUzNDQxMTEkajYwJGwwJGgw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Giacomo Gabellini) Neli ultimi giorni, le forze armate iraniane hanno colpito con missili e droni diverse installazioni militari statunitensi in Arabia Saudita, Bahrein, Giordania e Kuwait. 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