{"id":96683,"date":"2026-07-31T10:00:45","date_gmt":"2026-07-31T08:00:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96683"},"modified":"2026-07-30T13:20:31","modified_gmt":"2026-07-30T11:20:31","slug":"il-campo-largo-davanti-alla-prova-della-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96683","title":{"rendered":"Il campo largo davanti alla prova della guerra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Giovanni Tonlorenzi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/0_ipr_Upxd_oPDJDTq.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/0_ipr_Upxd_oPDJDTq.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I. Non si sceglie il\u00a0<em>Foglio<\/em>\u00a0per caso<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo aspettato, immaginando che un\u2019intervista di quella nitidezza politica avrebbe suscitato un dibattito serio a sinistra. Invece non \u00e8 successo nulla, se non qualche commento tiepido e superficiale. Vale la pena allora analizzare per intero cosa\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/07\/23\/il-trionfo-dei-simulacri\/\">Schlein ha detto al\u00a0<em>Foglio<\/em><\/a>\u00a0e cosa la mancata risposta dei suoi possibili alleati significhi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elly Schlein ha scelto, probabilmente non a caso, quel giornale per ribadire la propria posizione sull\u2019Ucraina, sull\u2019Europa, sulla difesa comune, sul modo in cui il suo partito intende la politica internazionale, oltre a qualche altro pensierino inconsistente dal punto di vista dei contenuti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019ora e quaranta al telefono con il direttore Claudio Cerasa, che ha ammesso la notevole stanchezza di entrambi alla conclusione di quel lungo colloquio, e non facciamo certo fatica a credergli.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il\u00a0<em>Foglio<\/em>\u00a0\u00e8 il quotidiano dell\u2019establishment oltranzista eurounitario e atlantista, con una linea editoriale che da anni caldeggia, per usare un eufemismo, continue cessioni di sovranit\u00e0 nazionale, sostegno illimitato all\u2019Ucraina senza tentennamenti e totale vicinanza, sbandierata, alle politiche di Israele. Rappresenta una visione politica totalmente asservita alla tecnocrazia eurounitaria. Parlare al\u00a0<em>Foglio<\/em>\u00a0significa tentare un\u2019interlocuzione che non riguarda un elettorato di massa, vista la contenutissima diffusione del giornale, ma i settori atlantici ed europeisti che decidono le cornici entro cui la politica italiana si muove.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 a loro che si vuole ribadire la propria affidabilit\u00e0 in vista di un\u2019auspicata fase post-meloniana, ed \u00e8 in quei settori che si cerca quella legittimazione necessaria a proporsi come gestore alternativo dello stesso progetto che oggi Meloni amministra.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>II. Convintamente<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019avverbio che la segretaria del PD usa con maggiore enfasi rappresenta la vera natura dell\u2019intervista.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schlein lo pronuncia due volte prima ancora che le venga chiesto dell\u2019Ucraina, e non lo utilizza come formula decorativa:\u00a0<em>abbiamo votato convintamente per aiutare l\u2019Ucraina a difendersi con tutti i mezzi a disposizione.<\/em><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel\u00a0<strong>convintamente<\/strong>\u00a0serve a ribadire che il collocamento politico del PD non \u00e8 frutto di una scelta contingente, dettata da un ragionamento articolato sugli schemi di sicurezza continentale o da una lettura strategica delle cause del conflitto, ma costituisce l\u2019adesione a una narrazione propria di quel partito, senza margini di ripensamento.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La formula\u00a0<em>con tutti i mezzi<\/em>\u00a0copre, nel concreto, ogni escalation militare futura e implica la scelta di legittimare il sostanziale via libera ai colpi in profondit\u00e0 sul territorio russo, sia contro obiettivi militari sia contro obiettivi civili, come sta avvenendo. Il\u00a0<strong>convintamente<\/strong>\u00a0copre tutto.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ragionamento si fa ancora pi\u00f9 netto quando afferma che chiunque non riconosca, in questa storia, chi sia l\u2019aggredito e chi l\u2019aggressore sbaglia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono passati oltre quattro anni dall\u2019inizio del conflitto. Le prime posizioni propagandistiche avrebbero dovuto ormai consumarsi e le opinioni pubbliche europee hanno in larga parte compreso che il racconto agiografico dell\u2019Ucraina come culla della democrazia, baluardo della libert\u00e0 e fonte di salvezza della civilt\u00e0 occidentale \u00e8 una ricostruzione grottesca e verificabilmente falsa. Schlein, invece, continua a riproporre lo slogan grossolano dell\u2019aggressore e dell\u2019aggredito, senza alcuna remora nell\u2019offendere l\u2019intelligenza altrui.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Incurante di sviluppare un ragionamento appena pi\u00f9 complesso e, soprattutto, di tenere a mente un minimo di storia recente, la segretaria del PD lascia passare l\u2019idea che per la prima volta in Europa si siano ridisegnati i confini con l\u2019uso della forza.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto \u00e8 diventato quasi stucchevole dover ricordare che la ridefinizione dei confini europei mediante la forza non \u00e8 affatto un evento inedito, iniziato dalla Russia nel 2022. Fu pratica sistematica delle potenze atlantiche in tempi non remoti e, nel caso della ex Jugoslavia, rappresent\u00f2 un precedente politico deliberato.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I bombardamenti NATO sulla Serbia del 1999, senza autorizzazione ONU, e la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo nel 2008 furono operazioni deliberate per favorire le mire strategiche atlantiche nell\u2019Europa centro-orientale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La coalizione di centrosinistra che allora governava l\u2019Italia, con Massimo D\u2019Alema presidente del Consiglio e Sergio Mattarella ministro della Difesa, port\u00f2 per la prima volta il Paese in una guerra dal 1945 e possiamo dire che quella circostanza rappresent\u00f2 un ulteriore punto di svolta di un\u2019intera classe dirigente verso l\u2019adesione piena e incondizionata al progetto egemonico euro-atlantico.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu quella un\u2019ulteriore mutazione che determin\u00f2 poi la natura del PD che oggi Schlein guida, e la segretaria, insieme all\u2019intero partito, si guarda bene dal fare i conti con quella memoria storica recente.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vacuit\u00e0 dei contenuti, pi\u00f9 funzionali alla manipolazione dell\u2019opinione pubblica che a una seria riflessione, emerge ancora meglio nel passaggio successivo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schlein articola una critica solo apparente all\u2019operato dell\u2019Unione europea e, per farlo, pronuncia una formula che vale la pena analizzare parola per parola: \u00abLo dico da sinistra\u00bb, esordisce, con un tentativo surrettizio di collocarsi in un settore politico che \u00e8 tutto tranne che di sinistra, e prosegue sostenendo che l\u2019Europa ha fatto poco per provare, diplomaticamente, a isolare Putin e a costringerlo a negoziare una pace giusta.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il periodo va analizzato parola per parola, perch\u00e9 la sostanza politica emerge esattamente dalla sua incoerenza.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Europa ha fatto pochissimo per isolare Putin? In realt\u00e0 ha fatto tutto ci\u00f2 che era in suo potere: ventuno pacchetti di sanzioni contro la Federazione Russa fra il 2022 e il 2026, esclusione dal circuito SWIFT, chiusura dello spazio aereo europeo, confisca di beni russi per centinaia di miliardi, espulsione di diplomatici in numeri senza precedenti, isolamento sportivo, culturale e accademico.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si pu\u00f2 non ricordare che nessun provvedimento sanzionatorio dell\u2019UE ha mai riguardato Israele, nonostante l\u2019accertata violazione sistematica del diritto internazionale a Gaza e in Libano. Se questo \u00e8 poco, cosa sarebbe molto? Il resto del mondo ha mantenuto rapporti con Mosca semplicemente perch\u00e9 non ha condiviso quell\u2019operazione, e questo dovrebbe far riflettere anche la segretaria.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ancora: cosa significa \u00abcostringere diplomaticamente Putin a negoziare una pace giusta\u00bb? La costrizione, per definizione, non \u00e8 diplomatica: \u00e8 l\u2019imposizione di condizioni contro la volont\u00e0 del soggetto. La diplomazia \u00e8 invece la capacit\u00e0 di trovare accordi fra parti che mantengono la propria autonomia di scelta.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Costringere diplomaticamente<\/strong>\u00a0\u00e8 un ossimoro.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, naturalmente, la\u00a0<strong>pace giusta<\/strong>, nella logica di Schlein, \u00e8 solo quella dal punto di vista dell\u2019Ucraina, ossia il ripristino dei confini precedenti e la sconfitta strategica russa, come ripete spesso Sergio Mattarella.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>III. Israele e Iran, cio\u00e8 il silenzio<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un\u2019intervista che dedica gran parte del suo spazio al quadro internazionale, Israele non compare mai, l\u2019Iran non compare mai, cos\u00ec come non compaiono gli attacchi americani ai siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan del 22 giugno scorso.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crisi nello Stretto di Hormuz \u00e8 nominata di sfuggita, come semplice promemoria del fatto che l\u2019Europa \u00e8 esposta a shock energetici, non come conflitto in corso con protagonisti ben individuabili.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gaza subisce la stessa sorte, cos\u00ec come la distruzione sistematica delle infrastrutture sanitarie palestinesi, l\u2019aggressione israeliana al Libano e l\u2019ecatombe documentata dalle Nazioni Unite tra la popolazione palestinese. Il silenzio non potrebbe essere pi\u00f9 eloquente.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il\u00a0<strong>convintamente<\/strong>\u00a0sull\u2019Ucraina si accompagna a un silenzio altrettanto convinto su Gaza e sull\u2019Iran. La pace giusta vale soltanto per un fronte; qui non esistono aggrediti e aggressori, n\u00e9 diritto internazionale. Quel silenzio indica una direzione precisa: su alcune vicende internazionali il PD tace convintamente.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>IV. La guerra divora tutto<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra burro e cannoni, senza dubbio cannoni.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schlein parla di salari, formazione, ricerca, transizione ecologica, riduzione delle bollette, credito alle piccole imprese e presenta il PD come un partito impegnato su questi fronti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, separatamente, parla di\u00a0<strong>convintamente<\/strong>, di\u00a0<strong>tutti i mezzi<\/strong>, di\u00a0<strong>pi\u00f9 Europa<\/strong>, di difesa comune, di esercito unico europeo. I due mondi vengono tenuti artificialmente separati, come se non comunicassero, mentre in realt\u00e0 si toccano brutalmente.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vertice NATO dell\u2019Aia del giugno 2025, ratificato ad Ankara nel luglio 2026, ha fissato al cinque per cento del PIL la spesa militare degli alleati europei entro il 2035.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono centinaia di miliardi che verranno sottratti alla sanit\u00e0, alle pensioni, alla scuola e ai salari. Ma, secondo Schlein, tutte queste questioni sarebbero autonome, come se non dipendessero dai cannoni.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche qui \u00e8 difficile comprendere come si possa far finta di non sapere che, se lo Stato spende convintamente per armare l\u2019Ucraina, per riarmare l\u2019Europa e per sostenere un esercito unico europeo, non potranno poi esserci le stesse risorse per difendere salari e Stato sociale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tenere separati questi due piani costituisce una menzogna strutturale, funzionale a consentire al PD di presentarsi come partito dei salari e del welfare mentre vota convintamente i pacchetti che sottraggono le risorse necessarie a finanziarli.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sull\u2019esercito unico europeo occorre allora soffermarsi con qualche domanda che alla segretaria del PD non \u00e8 stata posta. Chi comanderebbe l\u2019esercito europeo? Sotto quale mandato politico e democratico deciderebbe di impiegarlo?<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esercito comune presuppone una reale politica estera comune. Esistono oggi le condizioni in Europa per procedere a questa ulteriore e definitiva cessione di quel poco di sovranit\u00e0 rimasta?<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Slovacchia di Robert Fico rivendica apertamente il dialogo con Mosca. La Bulgaria, dopo la vittoria elettorale di Rumen Radev con\u00a0<em>Bulgaria Progressista<\/em>\u00a0nell\u2019aprile 2026, ha sospeso l\u2019invio di armi all\u2019Ucraina e ha ribadito la necessit\u00e0 di un negoziato serio. L\u2019Ungheria post-Orb\u00e1n, guidata da P\u00e9ter Magyar dal maggio 2026, formalmente pi\u00f9 allineata con Bruxelles, dovr\u00e0 dimostrare fino a che punto sar\u00e0 disposta a sposare il\u00a0<strong>convintamente<\/strong>\u00a0di Schlein sull\u2019invio di armi. La Grecia mantiene posizioni distinte su Cipro e sul Mediterraneo orientale, mentre il fronte franco-tedesco continua a contendersi il pilotaggio politico dell\u2019Unione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esercito europeo, senza una vera politica estera comune, sarebbe lo strumento operativo di chi lo dirige politicamente. E chi lo dirigerebbe non sarebbe l\u2019inesistente Unione europea, ma il ceto euro-atlantico, tecnocratico e democraticamente irresponsabile, che ha gi\u00e0 scelto la direzione strategica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La segretaria di un partito grande come il PD dovrebbe rispondere pubblicamente a domande di questa portata. Ma non lo fa: un po\u2019 per mancanza di capacit\u00e0 culturale e politica, un po\u2019 perch\u00e9 \u00e8 difficile spiegare che la cornice dottrinaria che anima queste posizioni \u00e8 la stessa che Zbigniew Brzezinski aveva articolato nel 1997 con\u00a0<em>La grande scacchiera<\/em>. Da quella dottrina \u00e8 derivata l\u2019espansione della NATO verso Est, applicata coerentemente da quattro amministrazioni americane di colore politico solo apparentemente diverso.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il\u00a0<strong>convintamente<\/strong>\u00a0di Schlein rappresenta proprio l\u2019adesione a quel\u00a0<strong>pilota automatico<\/strong>\u00a0evocato da Mario Draghi nel marzo 2013, quando, da presidente della BCE, dichiar\u00f2 che l\u2019Italia avrebbe proseguito sulla strada delle riforme indipendentemente dall\u2019esito elettorale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La segretaria del PD non rivendica una volont\u00e0 politica autonoma: rassicura i decisori euro-atlantici che il pilota automatico continuer\u00e0 a funzionare tranquillamente anche con il PD al governo. Quel pilota automatico si \u00e8 ormai esteso alla politica estera e di difesa e, distruggendo qualsiasi tendenza alla sovranit\u00e0 popolare, spalancher\u00e0 le porte a una destra come quella di Vannacci.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dicevamo che l\u2019intervista \u00e8 una miniera e dovrebbe seriamente far riflettere.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Schlein cita Mark Carney, primo ministro canadese, con reverenza e gli attribuisce la formula quasi messianica secondo cui il futuro ordine internazionale verr\u00e0 costruito a partire dall\u2019Europa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo saputo qualcosa di pi\u00f9 su Carney in occasione del World Economic Forum di Davos dello scorso gennaio. \u00c8 stato governatore della Banca del Canada, governatore della Banca d\u2019Inghilterra e si \u00e8 formato in Goldman Sachs. \u00c8 l\u2019uomo di riferimento della finanza atlantica per eccellenza e, quindi, un naturale punto di riferimento per Schlein e per il ceto politico che rappresenta.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale per\u00f2 la pena rileggere ci\u00f2 che lo stesso Carney ha dichiarato nel suo intervento al WEF del 2026. Ha affermato testualmente che si sapeva \u00abche l\u2019idea dell\u2019ordine internazionale basato sulle regole era parzialmente falsa: che i pi\u00f9 potenti si esentavano quando gli faceva comodo, che le norme commerciali si applicavano in modo asimmetrico, che il diritto internazionale si applicava con rigore diverso secondo l\u2019identit\u00e0 dell\u2019accusato o della vittima\u00bb. Ha aggiunto che \u00abquesta finzione risultava utile\u00bb finch\u00e9 l\u2019egemonia americana garantiva beni pubblici, rotte marittime aperte e un sistema finanziario stabile.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha poi aggiunto che quell\u2019accordo \u00abnon funziona pi\u00f9\u00bb, che siamo \u00abnel mezzo di una rottura, non di una transizione\u00bb, e che \u00abnon si pu\u00f2 vivere sotto la menzogna del beneficio reciproco attraverso l\u2019integrazione, quando l\u2019integrazione si converte in fonte di subordinazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha inoltre osservato che le grandi potenze hanno utilizzato \u00abl\u2019integrazione economica come arma, i dazi come strumento di pressione, l\u2019infrastruttura finanziaria come coercizione, le catene di approvvigionamento come vulnerabilit\u00e0 da sfruttare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La contraddizione con la narrazione di Schlein \u00e8 evidente. Se Carney ammette che l\u2019ordine basato sulle regole era solo parzialmente vero, applicato con un doppio standard a seconda dell\u2019identit\u00e0 dell\u2019accusato, la ricostruzione di Schlein del conflitto Russia-NATO come violazione isolata del diritto internazionale diventa difficilmente sostenibile.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi denuncia oggi la Russia come aggressore, dopo aver taciuto per venticinque anni sull\u2019espansione della NATO verso Est, sui bombardamenti della Serbia nel 1999, sull\u2019invasione americana dell\u2019Iraq nel 2003, sulla distruzione della Libia nel 2011, sui bombardamenti israeliani a Gaza e in Libano documentati dall\u2019ONU e sull\u2019attacco americano ai siti nucleari iraniani dello scorso giugno, esercita esattamente quel doppio standard che Carney denuncia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se Carney ammette che l\u2019integrazione economica \u00e8 diventata fonte di subordinazione, Schlein propone invece pi\u00f9 integrazione europea, superamento dell\u2019unanimit\u00e0 e federalismo pragmatico: cio\u00e8, secondo la stessa logica di Carney, pi\u00f9 subordinazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se Carney conclude proponendo l\u2019autonomia strategica, Schlein propone la sostituzione di una subordinazione atlantica statunitense con una subordinazione atlantico-europea, ossia una variante della medesima cornice, almeno fino al ritorno dei Democratici americani al potere.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La segretaria del PD cita come proprio riferimento culturale \u2014 che certamente non \u00e8 il nostro \u2014 un uomo che ha dichiarato pubblicamente superata proprio la cornice che il PD continua a difendere,\u00a0<strong>convintamente<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>V. Il PD euro-atlantista \u00e8 coerente<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro che emerge dall\u2019intervista non rappresenta una novit\u00e0. \u00c8 la linea fondativa del PD, consolidatasi in un percorso di mutazione almeno quarantennale, che va dallo scioglimento del PCI nel 1991 alla partecipazione italiana alla guerra del Kosovo sotto D\u2019Alema, dalla fondazione del PD nel 2007 fino al governo Draghi, assunto come massimo riferimento ideale, economico e culturale del partito.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il\u00a0<strong>convintamente<\/strong>\u00a0di Schlein non rappresenta una conversione recente, ma la coerente prosecuzione di una traiettoria ormai consolidata.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meloni e Schlein non sono soggetti alternativi, ma due gestioni concorrenti dello stesso progetto euro-atlantico. La differenza consiste nel fatto che Meloni lo amministra con un lessico di destra e conservatore, mentre Schlein si candida a gestirlo dal centrosinistra con un linguaggio europeista e falsamente progressista.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto resta il medesimo e l\u2019alternanza democratica in Italia si riduce ormai a una vacua alternanza fra gestori dello stesso progetto.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>VI. Il problema scaricato su M5S e AVS<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 evidente, dunque, che il vero problema politico oggi non riguarda il PD, bens\u00ec quella parte della coalizione \u2014 M5S, AVS, ci\u00f2 che resta di Rifondazione e i vari cespugli critici \u2014 che, dopo un\u2019intervista di tale nitidezza, vorrebbe ancora costruire un\u2019alleanza elettorale con questo partito.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono ormai passati diversi giorni dalla pubblicazione dell\u2019intervista al\u00a0<em>Foglio<\/em>\u00a0e il silenzio degli alleati minori del cosiddetto campo largo \u00e8, nella sostanza, gi\u00e0 confermato. Si registra appena qualche polemica superficiale contro l\u2019attuale governo, magari accompagnata da un antifascismo di facciata, utilizzato come vernice ideologica per coprire la subordinazione reale ai grandi decisori sovranazionali, in un\u2019operazione politica il cui unico obiettivo sembra essere quello di tornare al governo per amministrare la medesima cornice.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi si illude di allearsi con l\u2019agglomerato euro-atlantista rappresentato dal PD, immaginando di poterlo influenzare da una posizione subalterna una volta al governo, ha oggi davanti a s\u00e9 un enorme problema politico.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se davvero, come dichiarano, gli alleati minori possiedono piattaforme strategiche differenti da quella del PD, quel problema non \u00e8 tattico ma esistenziale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio questo il nodo: l\u2019elettorato di M5S e AVS li ha votati perch\u00e9 non erano il PD sulla guerra e sulle continue cessioni di sovranit\u00e0 all\u2019Unione europea.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Restare nell\u2019alleanza dopo il\u00a0<strong>convintamente<\/strong>\u00a0di Schlein significa perdere la propria autonoma ragione politica. Uscirne, senza una reale volont\u00e0 di costruire un\u2019alternativa, significa invece rinunciare alla strada che essi considerano privilegiata per tornare al governo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In entrambi i casi il rischio \u00e8 la scomparsa politica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un caso che tacciano sulla sostanza.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalle loro scelte nei prossimi mesi capiremo se opteranno per la subordinazione strategica oppure per un\u2019autonoma esistenza politica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo, il campo popolare che il PD e i suoi alleati minori hanno progressivamente abbandonato viene occupato da altri.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vannacci, sui temi della guerra, dell\u2019Unione europea e della critica alla classe dirigente eurounionista, con Ursula von der Leyen come icona ricorrente dei suoi discorsi, entra sempre pi\u00f9 in sintonia con un ampio senso comune popolare.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intercetta le istanze reali di cambiamento, il rifiuto dell\u2019invio di armi in Ucraina e quello delle continue cessioni di sovranit\u00e0, pur senza aderirvi realmente in profondit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La destra sovranista, almeno sul piano retorico, segue da anni un percorso ricorrente: intercetta il malessere popolare durante la campagna elettorale e, una volta al governo, si allinea alla finanza, alle grandi imprese e ai poteri forti, contro salari, pensioni, Stato sociale e diritti del lavoro.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parabola di Meloni e Salvini \u00e8 gi\u00e0 esemplare: dalla contrariet\u00e0 alle sanzioni e all\u2019invio di armi si \u00e8 passati all\u2019adesione piena alla linea NATO, al cinque per cento del PIL destinato alla spesa militare e ai sacrifici imposti a salari e servizi pubblici, mentre si trovano risorse per il riarmo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vannacci seguir\u00e0, con ogni probabilit\u00e0, la stessa parabola, in una versione culturalmente ancora pi\u00f9 aggressiva. Nel frattempo, per\u00f2, occupa quello spazio.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meloni evocava Trump e il mondo MAGA fino a poche settimane fa, prima delle recenti offese pubbliche. Schlein continua invece a evocare il mondo democratico obamiano, in attesa del ritorno al potere dopo le presidenziali del 2028.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembrano riferimenti opposti; in realt\u00e0 hanno la stessa matrice.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Obama e il Partito Democratico americano hanno guidato l\u2019espansione della NATO verso Est, il colpo di Maidan del 2014, la distruzione della Libia, il sostegno alle rivolte siriane e il consolidamento dell\u2019appoggio a Israele.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono gli stessi assi strategici che Trump ha ratificato e rilanciato: attacco all\u2019Iran, cinque per cento del PIL destinato alla spesa militare degli alleati europei deciso ad Ankara, armi a Kiev e sostegno a Netanyahu.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 lo stesso progetto strategico, con un diverso marketing politico.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E lo sostengono entrambe,\u00a0<strong>convintamente<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Cfr.\u00a0<em>La Presse<\/em>,\u00a0<strong>\u201cUkraine: Cavo Dragone, NATO Considering Preventive Strike Against Russia\u201d<\/strong>, 1\u00b0 dicembre 2025;\u00a0<em>Newsweek<\/em>,\u00a0<strong>\u201cRussia Hits Back at NATO Plans to Get More Aggressive\u201d<\/strong>, 1\u00b0 dicembre 2025; Ministero degli Esteri della Federazione Russa, comunicato ufficiale del 1\u00b0 dicembre 2025;\u00a0<em>GlobalSecurity.org<\/em>, documentazione sul comunicato del Ministero degli Esteri russo. Disponibili ai seguenti indirizzi:\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/lapresse.us\/world\/2025\/12\/01\/ukraine-cavo-dragone-nato-considering-preventive-strike-against-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/lapresse.us\/world\/2025\/12\/01\/ukraine-cavo-dragone-nato-considering-preventive-strike-against-russia\/<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.newsweek.com\/russia-hits-back-at-nato-plans-to-get-more-aggressive-11133770\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.newsweek.com\/russia-hits-back-at-nato-plans-to-get-more-aggressive-11133770<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.globalsecurity.org\/wmd\/library\/news\/russia\/2025\/12\/russia-251201-russia-mfa01.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.globalsecurity.org\/wmd\/library\/news\/russia\/2025\/12\/russia-251201-russia-mfa01.htm<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>Cfr. AGI,\u00a0<strong>\u201cNATO, crisi ucraina e Russia: intervista all\u2019ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone\u201d<\/strong>, 29 gennaio 2026:\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.agi.it\/cronaca\/news\/2026-01-29\/nato-crisi-ucraina-russia-cavo-dragone-35332440\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.agi.it\/cronaca\/news\/2026-01-29\/nato-crisi-ucraina-russia-cavo-dragone-35332440\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>Si vedano inoltre:\u00a0<em>Quotidiano Nazionale<\/em>, intervista a Giuseppe Cavo Dragone sul riarmo;\u00a0<em>Kyiv Independent<\/em>, intervista del 19-20 luglio 2026, ripresa da AGI il 23 luglio 2026 e da CNBC il 20 luglio 2026:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/www.agi.it\/estero\/news\/2026-07-23\/nato-cavo-dragone-38198085\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.agi.it\/estero\/news\/2026-07-23\/nato-cavo-dragone-38198085\/<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/07\/20\/nato-russia-ukraine-war-missile-attacks-drone-europe-defense-.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/07\/20\/nato-russia-ukraine-war-missile-attacks-drone-europe-defense-.html<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>Mark Carney,\u00a0<strong>\u201cSpecial Address\u201d<\/strong>, World Economic Forum, Davos, gennaio 2026:\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/www.weforum.org\/stories\/forum-institutional\/davos-2026-special-address-by-mark-carney-prime-minister-of-canada\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.weforum.org\/stories\/forum-institutional\/davos-2026-special-address-by-mark-carney-prime-minister-of-canada\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/07\/30\/il-campo-largo-davanti-alla-prova-della-guerra\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/07\/30\/il-campo-largo-davanti-alla-prova-della-guerra\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Giovanni Tonlorenzi) I. Non si sceglie il\u00a0Foglio\u00a0per caso Abbiamo aspettato, immaginando che un\u2019intervista di quella nitidezza politica avrebbe suscitato un dibattito serio a sinistra. Invece non \u00e8 successo nulla, se non qualche commento tiepido e superficiale. Vale la pena allora analizzare per intero cosa\u00a0Schlein ha detto al\u00a0Foglio\u00a0e cosa la mancata risposta dei suoi possibili alleati significhi. 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