{"id":96709,"date":"2026-08-04T10:00:48","date_gmt":"2026-08-04T08:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96709"},"modified":"2026-08-03T12:53:56","modified_gmt":"2026-08-03T10:53:56","slug":"restare-umani-la-forma-piu-alta-di-ribellione-al-mondo-distopico-di-oggi-di-alberto-bradanini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96709","title":{"rendered":"Restare umani: la forma pi\u00f9 alta di ribellione al mondo distopico di oggi (di Alberto Bradanini)"},"content":{"rendered":"<p><strong>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Alberto Bradanini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-96710\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/350x200c50-1-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/350x200c50-1-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/350x200c50-1.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>1. Viviamo una stagione pericolosa, ormai ne hanno coscienza persino quelli che ne traggono i maggiori benefici, i satrapi della finanza globalista, terrorizzati all\u2019idea di dovervi rinunciare per eccesso di cupidigia. Individui orrendi, che trasudano miliardi trafugati all\u2019umanit\u00e0 sofferente con i trucchi che chiamano banche private (o pubbliche, ormai non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 differenza), libera esportazione di capitali, finanza creativa e da qualche tempo\u00a0<em>intelligenza<\/em>\u00a0(s\u00ec proprio cos\u00ec), seppure\u00a0<em>artificiale<\/em>, un aggettivo quanto mai qualificativo.<\/p>\n<p>Il veleno che ogni istante assorbiamo al contatto con tali immondi signori non merita il termine di informazione e tantomeno conoscenza, ma solo frastuono sconnesso di senso che frantuma emozioni, crescita personale, avventura. Intendono sottrarci la gioia dell\u2019apprendimento, dell\u2019esperienza umana mai paga degli orizzonti raggiunti, dell\u2019impegno a socializzare, del riflesso sui bisogni dell\u2019altro, del fascino incommensurabile dell\u2019interazione con altri esseri umani.<\/p>\n<p>Si tratta di individui che, nella modulazione di forme e temperamenti, conoscono solo la menzogna metodica, talora inconsciamente incorporata, che rimbalza su di noi con dosi massicce di propaganda. L\u2019obiettivo \u00e8 noto: distrarre l\u2019attenzione etica e sociale, tenerla lontana dal\u00a0<em>nocciolo della questione<\/em>\u00a0(<em>democrazia<\/em>\u00a0<em>partecipativa\u00a0<\/em>ed\u00a0<em>equit\u00e0 distributiva<\/em>), frantumare la coscienza di un popolo con TV e cellulari h24.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che quella minoranza di cittadini ancora sana di mente rischia la caduta in depressione ogni volta che s\u2019imbatte nel volto o nel lessico di uno qualsiasi dei\u00a0<em>governanti<\/em>\u00a0&#8211; nazionali,\u00a0<em>euroi-nominati<\/em>\u00a0o sovrani atlantici.<\/p>\n<p>I responsabili degli orrori che ci circondano hanno un nome e cognome: l\u2019impero statunitense e le sue agenzie di intelligence, che disponendo di risorse immense &#8211; attraverso lusinghe, promesse, corruzione, minacce e se non basta violenze e conflitti palesi e occulti, senza differenza sostanziale tra amici e nemici \u2013 stanno distruggendo il tessuto che tiene in piedi l\u2019impalcatura giuridica, morale, geopolitica ed economica internazionale. Con Impero Usa non s\u2019intende beninteso i 340 milioni di abitanti degli Stati Uniti, anch\u2019essi in prevalenza politicamente analfabeti e sfruttati come molti altri. Ma intendiamo quello 0,1% che controlla i gangli finanziari, militari e mediatici del sistema. Questi sono il nemico numero uno di noi tutti abitanti del pianeta Terra.<\/p>\n<p>Non si addentreremo sui sentieri argomentativi di tale asserzione apodittica, nella presunzione che essi siano ben noti a che legge, rilevando qui solo la necessit\u00e0 di ripeterlo, affinch\u00e9 le cose\u00a0<em>note<\/em>\u00a0siano davvero\u00a0<em>conosciute<\/em>. E se rapporti di forza lasciano oggi poche speranze, come in tanti aspetti dell\u2019esistenza umana \u00e8 la consapevolezza a far la differenza.<\/p>\n<p>Nelle lancinanti contingenze attuali, l\u2019Occidente a guida Usa (non ne esiste un altro) ha bisogno come il pane di nemici, per catalizzare al suo servizio l\u2019ontologia di un orizzonte assiologico fabbricato per popoli deculturati: in Europa la sua icona si materializza nei\u00a0<em>cosacchi<\/em>\u00a0<em>russi\u00a0<\/em>intenzionati ad abbeverare i cavalli sotto l&#8217;Arco di Trionfo; in Asia Occidentale essa prende corpo nel miraggio della Bomba iraniana che gli Ayatollah, una volta acquisita, scaglierebbero contro Israele,\u00a0<em>dimenticando che verrebbero a loro volta polverizzati in sequenza immediata<\/em>\u00a0(la storia \u00e8 piena di re e dittatori che considerano i nemici dementi, oltre che radicali); e in Estremo Oriente nel\u00a0<em>socialismo con caratteristiche cinesi<\/em>, quell\u2019inedito modello alternativo al capitalismo plutocratico anglo-atlantico ormai frantumatore di ricchezza anche al proprio interno, oltre che di pace e umana convivenza tra i popoli del mondo.<\/p>\n<p>Ormai, anche i piccioni del duomo di Firenze sanno che codesti signori sono usciti di testa, pronti a distruggere ogni barlume di quella civilt\u00e0 giuridica, etica e umana che la comunit\u00e0 delle nazioni aveva inteso edificare all\u2019indomani della macelleria del secondo conflitto mondiale.<\/p>\n<p>Mentre in Italia i cosiddetti rappresentanti del popolo (<em>Destra<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Sinistra<\/em>\u00a0si contendono i seggi in ogni livello e grado sulla scorta della loro abilit\u00e0 a intrattenere il pubblico assonnato sul divano dopo cena) sottraggono le poche risorse al bene pubblico per consegnarle ai produttori di armi e ai generatori di morte, mentre i cittadini vengono derubati del frutto del loro lavoro. Nel 2025 il 22,6 % degli italiani (13.265.000 persone) era esposto a\u00a0<em>povert\u00e0<\/em>, grave deprivazione materiale\/sociale o a lavori precari e sottopagati.<\/p>\n<p>Nell\u2019arena internazionale, la verbosit\u00e0 di un instabile ottuagenario, incoronatosi sovrano dell\u2019universo, fa rabbrividire otto miliardi di individui. Il\u00a0<em>Re Solo<\/em>, insensibile alle atrocit\u00e0 che commette o consente contro palestinesi, venezuelani, iraniani, libanesi e chiunque non si pieghi ai suoi ignobili capricci, non si fa scrupolo di esporre il pianeta persino all\u2019olocausto nucleare per difendere i privilegi della sua cerchia malata, quel citato 0,1% che ingloba il peggio del sistema solare.<\/p>\n<p>Tale individuo, sintesi metastatica di un sistema che prima di giungere a fine corsa ce ne far\u00e0 vedere di tutti i colori, oltre a curare le sue palesi patologie senili, potrebbe moderare l\u2019ira funesta dei suoi occhi infuocati immergendosi nei tramonti di qualche iconica isola dei Caraibi (magari non proprio quella!), dove trascorrere il resto dei suoi giorni, risparmiando al pianeta ulteriori patimenti e devastazioni. Certo, \u00e8 verosimile che con il suo successore potrebbe persino andar peggio (occorre sempre, come sappiamo\u00a0<em>de<\/em>&#8211;<em>personalizzare<\/em>), eppure se disponessimo della miracolosa\u00a0<em>lampada di Aladino\u00a0<\/em>tenteremmo comunque la sorte.<\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" style=\"text-align: left;\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-4\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CIrgq_qihJYDFW4CBgQdHP4Pdg\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054,22788468173\/Lantidiplomatico_it\/Lantidiplomatico_it_Intext_2__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>2. Insieme alla follia di chi siede sul trono, la sopravvivenza del genere umano \u00e8 oggi minacciata da altri pericoli esiziali, la concentrazione di ricchezza in poche mani e l\u2019olocausto nucleare, tra loro intrinsecamente intrecciati: i conflitti <em>imperialistici<\/em>, in Ucraina e nel Golfo, sono tutt\u2019altro che sedati e la loro possibile\u00a0<em>escalation\u00a0<\/em>nucleare \u00e8 affidata a decisori che si infischiano della volont\u00e0 dei popoli. Al recente Nato in Turchia (7-8 luglio scorsi), la Presidente del Consiglio italiana, prona davanti ai vergognosi schernimenti dall\u2019alleato padrone, porta i compiti fatti in casa (2,8% del Pil per le armi, +18 mld entro il 2028, rispetto ai 45,3 mld del 2026), un incremento gigantesco e insieme una vergogna di cui va fiera, mentre i nostri ospedali boccheggiano. Ma le sanguisughe imperiali d\u2019oltreoceano esigono il 5% e il pi\u00f9 in fretta possibile, secondo i deliri di un anziano satrapo incaricato di rimpinguare le tasche gi\u00e0 piene di chi l\u2019ha fatto eleggere.<\/p>\n<p>La rivoluzione, diceva Gramsci, comincia sotto casa e la storia \u00e8 maestra di sorprese, non solo di vita. Nostro compito \u00e8 di essere pronti, non si sa mai. La democrazia (<em>demos \u2013 kratos:\u00a0<\/em>potere del popolo) \u00e8 un simulacro. Le elezioni sono solo un metodo di selezione di esecutori fungibili, maschere di carattere, indifferenti ai bisogni del popolo, che in cambio di denari e carriere hanno venduto l\u2019anima al demonio. Il deterioramento intellettuale delle classi dirigenti, ancor pi\u00f9 di quelle politiche, \u00e8 una realt\u00e0 che non chiede evidenze. Nel cosiddetto Occidente, chiunque pu\u00f2 fare il Ministro\/Presidente, non \u00e8 richiesta alcuna etica, competenza, comprensione del mondo, solo obbedienza ai detentori del potere reale (il grande capitale), che selezionano i pi\u00f9 scaltri e i pi\u00f9 servili, per inserirli\u00a0<em>gi\u00f9<\/em>\u00a0<em>per li rami<\/em>\u00a0nei ranghi di servizio: quello politico (che cura l\u2019ordine sociale al servizio del privilegio), quello mediatico (gestore della\u00a0<em>Macchina della Menzogna<\/em>) e quello accademico (incaricato d\u2019illustrare ai semicolti il funzionamento del mondo). Le eccezioni esistono beninteso, e sono preziose, ma ahim\u00e8 non fanno la differenza, mentre la maggioranza si lascia stordire davanti a TV e\u00a0<em>smartphone<\/em>.<\/p>\n<p>Una trib\u00f9 di\u00a0<em>funzionari\u00a0<\/em>con simili caratteristiche opera sia nel Paese che nella cosiddetta Unione Europea. Sfugge a molti quanto la distruzione di questa gabbia sia precondizione per qualsiasi palingenesi e recuperato benessere per il mondo del lavoro, avendo essa usurpato prerogative essenziali della statualit\u00e0 dei paesi membri. L\u2019Unione \u00e8 un\u2019entit\u00e0 autogestita da burocrati ineletti, superpagati, non-democratica, cresciuta con sotterfugi all\u2019insaputa dei cittadini, con il fine di sottrarre lavoro e benessere ai popoli europei, (in particolare ai pi\u00f9 sprovveduti, come quello italiano) a favore del Grande Capitale globale.<\/p>\n<p>Quando sono stati consultati \u2013 solo francesi e olandesi, nel 2005 \u2013 i popoli hanno votato contro, portando i satrapi di Bruxelles, con il gioco delle tre carte, a trasformare la cosiddetta Costituzione Europea nel famigerato Trattato di Lisbona (che non richiedeva\u00a0<em>referendum<\/em>), ancor pi\u00f9 scellerato di quello di Maastricht, col quale si pensava di aver raggiunto l\u2019ultimo cerchio dell\u2019inferno\u00a0<em>euroinomane<\/em>.<\/p>\n<p>In ogni classifica UE: industria, commercio, infrastrutture, istruzione, energia etc., l\u2019Italia occupa la parte bassa, spesso l\u2019ultima posizione. Nel 2025 (a 32 anni dall\u2019entrata in vigore di Maastricht) nel nostro Paese i salari avevano un potere d\u2019acquisto inferiore del 12% rispetto al 1991. Lontani i tempi quando, regnando la\u00a0<em>gloriosa Lira<\/em>, l\u2019Italia era la quarta potenza economica mondiale (prima pagina del Corriere della Sera, 16 maggio 1991). Nel 1991, Italia e Germania avevano salari simili. Nel \u201825 Germania +28%, Paesi Bassi +35%, Francia +22%, Spagna e Portogallo +18% e via dicendo, persino la Grecia + 2%. Non \u00e8 un caso che il\u00a0<em>gap<\/em>\u00a0inizi a cavallo del secolo, con l\u2019introduzione dell\u2019euro, moneta nazionale gestita da entit\u00e0 extranazionali per interessi altrui (<em>Bundesbank<\/em>,\u00a0<em>Banque Nationale de France\u00a0<\/em>e pi\u00f9 su Wall Street e City di Londra, gli altri come si dice fanno volume).<\/p>\n<p>In compenso, sul piano istituzionale va peggio, la Commissione di non-eletti prepara le leggi (in complicit\u00e0 con le corporazioni transnazionali che hanno gli uffici di fronte) e dopo un passaggio formale da un finto parlamento che non dispone di iniziativa legislativa, il Consiglio (cio\u00e8 i governi) le approva, nei fatti solo e sempre se Francia e Germania sono d\u2019accordo. La Banca Centrale, infine, si occupa\u00a0<em>per statuto<\/em>\u00a0solo di contenere l\u2019inflazione, ma non di far crescere l\u2019economia e lottare contro la disoccupazione (non sia mai!), come ogni altra banca centrale, inclusa la Federal Reserve; insomma, una montagna d\u2019insulti.<\/p>\n<p>Sul fronte politico, infine, si tocca il fondo: un\u2019aggregazione di cervelli che pare aliena alla natura umana. La presidente della Commissione proviene dal paese che ha scatenato due guerre devastanti (17 milioni di morti la prima, 60 la seconda), e che investe 1000 mld di euro sul riarmo (nascostamente, anche nucleare): non c\u2019\u00e8 due senza tre! L\u2019estone Kaya Kallas (pomposamente denominata\u00a0<em>Alta Rappresentante per affari esteri e sicurezza<\/em>) sembra uscita da un libro\u00a0<em>di storia della demenza attraverso i secoli<\/em>. La sua capacit\u00e0 di analisi \u00e8 equiparabile a quella delle aringhe del mar Baltico con le quali deve aver condiviso i primi vagiti. La questione sarebbe di minima rilevanza, se costei non parlasse anche a nostro nome, contribuendo a depredarci e trascinarci in guerra al servizio dei citati interessi, oltre che dei suoi. Ma a Bruxelles, i paesi baltici vantano anche il lettone Dombrovskis, Commissario per l&#8217;Economia e Produttivit\u00e0 e il lituano Kubilius,\u00a0Commissario per Difesa e Spazio. Morale: un cittadino europeo\u00a0<em>normodotato<\/em>\u00a0si chiede: com\u2019\u00e8 possibile che a tali\u00a0<em>modesti<\/em>\u00a0individui di tre paesi\u00a0<em>insignificanti<\/em>\u00a0(insieme hanno gli abitanti del Lazio) siano affidati incarichi di tale rilevanza? La ragione in realt\u00e0 \u00e8 banale: si tratta di marionette selezionate esclusivamente sulla scorta della propensione a servire le corporazioni globaliste e il direttorio franco\/tedesco, che in Europa decide sulle questioni che contano.<\/p>\n<p>Ora, se alla luce di ci\u00f2 qualcuno dovesse ritenere che l\u2019Unione Europea sia un fallimento o che sia destinata, prima o poi, a spiccare il volo verso i chimerici Stati Uniti d\u2019Europa, farebbe bene a farsi una doccia. L\u2019Ue \u00e8 un grande successo cos\u00ec com\u2019\u00e8, certo non per i popoli desovranizzati e depauperati, ma per coloro che l\u2019hanno concepita e modellata nell\u2019attuale configurazione, quale icona indemolibile della religione\u00a0<em>euroinomane<\/em>.<\/p>\n<p>La chimera di una futuribile\u00a0<em>Federazione Europea<\/em>, secondo un altro lessico distrattivo &#8211; che sarebbe per noi la\u00a0<em>disgrazia massima<\/em>\u00a0&#8211; non vedr\u00e0 mai la luce: nessuna personalit\u00e0 europea che conta del resto ha mai avanzato tale\u00a0<em>ingenua<\/em>\u00a0proposta, cui credono solo i\u00a0<em>pi\u00f9europei<\/em>\u00a0presenti in massa in ogni partito della Penisola, oltre alle anguille del Delta del Po. La ragione \u00e8 semplice: assenza del sottostante, vale a dire un\u00a0<em>popolo europeo<\/em>, che porterebbe con s\u00e9 il principio di solidariet\u00e0. L\u2019ipotesi che le regioni ricche (Germania e satelliti, scandinavi, etc.) trasferiscano parte della loro ricchezza a quelle in ritardo (come in Italia, tra Nord e Sud) provocherebbe una catena di rivolte: i popoli non si costruiscono a tavolino, essendo frutto della storia, comuni battaglie, vinte o perse, sensibilit\u00e0, lingua, religione e via dicendo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3. Per immaginare un\u2019alternativa occorre entrare nel regno dei sogni. Poich\u00e9 politica estera e domestica sono intrecciate, la prima condizione \u00e8 quella di tornare padroni a casa propria. Senza sovranit\u00e0, prima o poi si perde anche benessere e sicurezza. Gi\u00e0 nel \u2018500 Niccol\u00f2 Machiavelli affermava che la sovranit\u00e0 richiede due condizioni, non avere soldati di un altro paese sul territorio ed essere padroni della propria moneta.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 avviluppata in un duplice livello di asservimento: a) quello economico-finanziario nei riguardi delle oligarchie del Nord Europa, a loro volta asservite al capitale anglo-atlantico: b) quello politico-militare nei riguardi degli Stati Uniti, che si servono della nostra Penisola come di una portaerei US Navy, violando accordi palesi, segreti, scritti o non scritti, come fanno del resto ovunque, a loro comodo.<\/p>\n<p>Tecnicamente, il nostro Paese non \u00e8 una colonia, ma un protettorato. Le colonie sono guidate da un governatore nominato, solitamente inviso alla popolazione locale. I protettorati sono invece guidati da\u00a0<em>finte<\/em>\u00a0dirigenze nazionali, pi\u00f9 digeribili, ma astutamente selezionate per fare gli interessi della potenza colonizzatrice, non quelli della propria gente.<\/p>\n<p>Per assicurare un avvenire a figli e nipoti una dirigenza degna del nome dovrebbe cogliere l\u2019occasione dell\u2019effervescenza in atto sulla scena internazionale per voltare pagina. Dopo aver dismesso la livrea da maggiordomi con la quale per decenni abbiamo servito il bellicismo imperiale e il capitale globalista, partecipando a guerre altrui (Iraq, Afghanistan, Libia, Serbia, ora Iran e chiss\u00e0 cos\u2019altro), il governo dovrebbe annunciare che l\u2019Italia intende uscire da Ue e Nato, e vuole Nato e Usa fuori dall\u2019Italia. Un sogno certo, e poi si tratta di rischiare la vita, l\u2019esistenza resta comunque breve.<\/p>\n<p>Con gli Stati Uniti \u2013 non abbiamo dimenticato il monito di H. Kissinger (<em>pericoloso essere nemici degli Usa, fatale esserci amici<\/em>) \u2013 andr\u00e0 negoziata la chiusura delle loro basi, a partire da quelle nucleari, che lungi dal difenderci da presunti nemici ci rendono ancor pi\u00f9 un bersaglio in caso di conflitto.<\/p>\n<p>Il nostro Paese deve puntare alla neutralit\u00e0, dialogare con l\u2019Europa su basi paritarie e quindi volgere lo sguardo al Sud, i Brics in particolare, che insieme ad altre aggregazioni, sono gi\u00e0 il motore pacifico e produttivo del pianeta, oltre che di riscatto per i paesi poveri e indifesi. Nessuno minaccia l\u2019Italia, circondata com\u2019\u00e8 da paesi amici, mentre quelli lontani, Russia, Cina, Medioriente, non hanno certo interesse o intenzione di aggredirci. Tornata libera dalle catene euro-atlantiche, al centro del Mediterraneo, l\u2019Italia diverrebbe una calamita di aggregazione tra tre continenti, Asia, Europa e Africa, tra culture, civilt\u00e0, commerci, interazioni di ogni genere, contribuendo finanche alla stabilit\u00e0 dei territori turbolenti che si affacciano su quello che un tempo chiamavamo\u00a0<em>Mare Nostrum<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4. La guerra. Che la Russia non intenda arrivare n\u00e9 Lisbona n\u00e9 a Berlino \u00e8 noto anche ai coccodrilli dell\u2019Amazzonia. Ma che una potenza militare che dispone di 6000 testate nucleari prima di essere sconfitta farebbe saltare i connotati ai suoi nemici, continua a sfuggire alle residue cellule grigie dei nostri pretesi\u00a0<em>governanti<\/em>.Schiere di analisti imperiali riconoscono che la pianificazione della guerra in Ucraina, con l\u2019obiettivo dissanguare e saccheggiare la Russia, \u00e8 opera della velleitaria onnipotenza statunitense. L\u2019impero, con i camerieri europei incaricati di dissanguarsi per comprare armi\u00a0<em>made in Usa<\/em>, sta finendo i soldi e punta a reindustrializzarsi con l\u2019industria delle armi, distruggendo cinicamente altre vite umane e infrastrutture nella disastrata Ucraina. La Russia, poi, grande e ricca com\u2019\u00e8, rimarr\u00e0 in ogni caso una preda potenziale, oltre che un ostacolo oggettivo, insieme alla Cina, al dominio imperiale. E tutto ci\u00f2 non \u00e8 certo interesse degli europei e di noi italiani.<\/p>\n<p>L\u2019aggressione alla Russia, infine, somiglia a quella contro l\u2019Iran, altro paese irriducibile, dove i rischi dell\u2019olocausto nucleare sono altrettanto elevati: qui, capitali e ricatti dello stato sionista sulla politica imperiale puntano a imbrigliare gli Usa in un conflitto permanente, con il fine di frantumare e devastare la Repubblica Islamica, uno dei pochi paesi ancora stabili, sovrani e \u2013 crimine dei crimini! &#8211; sostenitore della causa palestinese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>5. Secondo l\u2019ideologia dominante, la struttura della societ\u00e0 \u00e8 un dato di natura, che impone\u00a0<em>un\u2019ontologia dell\u2019immodificabilit\u00e0<\/em>, quell\u2019inconscio convincimento che possa essere corretta &#8211; nulla \u00e8 perfetto a questo mondo! &#8211; ma non certo modificata alla radice o capovolta. Si tratta di una variante di ideologismo di genesi nichilista che va combattuta con forza, perch\u00e9 impedisce persino di immaginare una possibile palingenesi.<\/p>\n<p>Occorre invece che torni a risplendere la fiaccola della battaglia verso un mondo migliore, quel\u00a0<em>socialismo dal volto umano e comunitario<\/em>, balenato sull\u2019orizzonte della storia con la speculazione anticapitalistica del grande filosofo di Treviri. Riflettendo sulla relazione dinamica tra teoria e prassi, facendo rimbalzare a Occidente quel che funzione in Oriente o altrove, con uno sguardo perennemente innovativo all\u2019evoluzione degli eventi, contenendo distorsioni e strumentalit\u00e0, la luce di quella fiaccola potr\u00e0 consentire di riprendere il cammino.<\/p>\n<p>Nei limiti ontologici di approssimazione, rifuggendo da ogni rigidit\u00e0 e sulla scorta di una reciproca tolleranza, emergerebbero allora i contorni di una\u00a0<em>via italiana al socialismo,\u00a0<\/em>ovvero &#8211; parafrasando la terminologia\u00a0<em>sino-popolare<\/em>\u00a0\u2013 di\u00a0<em>un socialismo con caratteristiche italiane<\/em>, basato su peculiarit\u00e0 storiche, sociali ed economiche.<\/p>\n<p>Alcuni pilastri sono gi\u00e0 acquisibili: nel mondo che sogniamo a ciascuno saranno garantiti i diritti economici essenziali (<em>in primis<\/em>, equa distribuzione della ricchezza e lavoro stabile per tutti) e l\u2019accesso a una\u00a0<em>democrazia<\/em>\u00a0<em>partecipata<\/em>, con un ruolo centrale dello Stato in economia, cultura, educazione, tecnologia, e poi libert\u00e0 di pensiero, associazione e altro. Le grandi imprese private saranno consentite solo se giudicate necessarie, ma non nei settori strategici e sempre sorvegliate dall\u2019alto, affinch\u00e9 \u2013 loro eterna tentazione! &#8211; non travalichino nella sfera politica. L\u2019esportazione di capitali sar\u00e0 autorizzata dallo Stato solo per ragioni di pubblico interesse, altrimenti sar\u00e0 vietata (com\u2019era era in Italia fino agli anni \u201990).<\/p>\n<p>Tornati padroni a casa nostra, con lo Stato protagonista, insieme alla neutralit\u00e0 politica e militare, sar\u00e0 quindi possibile ricostruire i beni collettivi oggi devastati, sanit\u00e0, scuola, universit\u00e0 e altre infrastrutture sociali e materiali, rovesciando quel crepuscolo economico, politico, demografico e di benessere, altrimenti ineludibile. Al termine della corsa, tra qualche anno o\u00a0<em>secolo<\/em>, avr\u00e0 preso corpo il\u00a0<em>secondo rinascimento italiano<\/em>, che sar\u00e0 preso a misura \u2013 insieme ad altre esperienze nazionali, v\u2019\u00e8 posto per tutti! \u2013 come una delle stelle polari del progresso etico e sociale dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Su tale proiezione, invito il lettore a trattenere il sorriso, o lo scherno. Se tuttavia oggi la scena del mondo non induce all\u2019ottimismo e le <em>chances<\/em> di un cambiamento radicale sfiorano drammaticamente lo zero, il sogno di una societ\u00e0 diversa resta insopprimibile nelle vene pulsanti di chi difende l\u2019essenza costitutiva dell\u2019essere umano.<\/p>\n<p>Se il potere rende il mondo ogni giorno pi\u00f9 distopico, allora noi diverremo ancor pi\u00f9 umani, quale atto di ontologica ribellione, \u00e8 la nostra unica speranza. E in qualit\u00e0 di esseri umani non permetteremo che la stagnazione intellettuale cancelli la coscienza dell\u2019oppressione, dello sfruttamento e dell\u2019alienazione \u2013 eterne insidie di ogni organizzazione collettiva. Nel nostro mondo a venire, tali offese saranno solo un mesto ricordo, cosicch\u00e9 la vita, con le sue letizie e le sue ferite, possa essere vissuta con reciproca, umana piet\u00e0, essendo essa null\u2019altro che un bagliore fugace davanti all\u2019eternit\u00e0 del tempo e all\u2019infinito dell\u2019universo.<\/p>\n<div class=\"author-box\" style=\"text-align: left;\"><picture><source srcset=\"https:\/\/cdn.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/ambalbertobradanini21.jpg\/100x100c50.jpg\" media=\"(max-width:465px)\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/ambalbertobradanini21.jpg\/100x100c50.jpg\" \/><source srcset=\"https:\/\/cdn.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/ambalbertobradanini21.jpg\/100x100c50.jpg\" media=\"(min-width:466px)\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/ambalbertobradanini21.jpg\/100x100c50.jpg\" \/><img decoding=\"async\" class=\"author-img alignleft\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/images\/f100x100.webp\" alt=\"Alberto Bradanini\" \/><\/picture>\n<h4 class=\"author-name\">Alberto Bradanini<\/h4>\n<p class=\"author-info\">Alberto Bradanini \u00e8 un ex-diplomatico. Tra i molti incarichi ricoperti, \u00e8 stato anche Ambasciatore d\u2019Italia a Teheran (2008-2012) e a Pechino (2013-2015). \u00c8 attualmente Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-restare_umani_la_forma_pi_alta_di_ribellione_al_mondo_distopico_di_oggi_di_alberto_bradanini\/45289_68409\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-restare_umani_la_forma_pi_alta_di_ribellione_al_mondo_distopico_di_oggi_di_alberto_bradanini\/45289_68409\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Alberto Bradanini) 1. Viviamo una stagione pericolosa, ormai ne hanno coscienza persino quelli che ne traggono i maggiori benefici, i satrapi della finanza globalista, terrorizzati all\u2019idea di dovervi rinunciare per eccesso di cupidigia. Individui orrendi, che trasudano miliardi trafugati all\u2019umanit\u00e0 sofferente con i trucchi che chiamano banche private (o pubbliche, ormai non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 differenza), libera esportazione di capitali, finanza creativa e da qualche tempo\u00a0intelligenza\u00a0(s\u00ec proprio cos\u00ec), seppure\u00a0artificiale, un aggettivo quanto mai qualificativo.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":91597,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Lantidiplomatico.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-p9P","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96709"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=96709"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96709\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":96712,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96709\/revisions\/96712"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/91597"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=96709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=96709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=96709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}