{"id":96728,"date":"2026-08-10T08:30:38","date_gmt":"2026-08-10T06:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96728"},"modified":"2026-08-09T22:31:59","modified_gmt":"2026-08-09T20:31:59","slug":"a-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96728","title":{"rendered":"A Francesco"},"content":{"rendered":"<h4>Il saluto che il cardinale Matteo Zuppi ha letto ai funerali laici di Francesco Guccini<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-96729\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Screenshot_20260806_182253_YouTube-227x300.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Screenshot_20260806_182253_YouTube-227x300.jpg 227w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Screenshot_20260806_182253_YouTube-774x1024.jpg 774w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Screenshot_20260806_182253_YouTube-768x1016.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Screenshot_20260806_182253_YouTube.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/p>\n<p>Non era un accordo cos\u00ec definito come quello che Francesco stabil\u00ec con Piero, circa l\u2019impegno a tornare e a dare informazioni di prima mano sul dopo ma, una sera, parlando dell\u2019ultimo saluto, Francesco disse che sarebbe stato contento della mia presenza, con annessi e connessi, per poi aggiungere che, qualora le parti si fossero invertite, lui avrebbe potuto, in Cattedrale o dove non so, presenziare con il suo saluto. Tocca a me.<\/p>\n<p>Credo, per\u00f2, che tutti abbiamo qualcosa da dire a Francesco: non sappiamo con precisione, (con una certa presunzione ci illudiamo di volere e soprattutto capire tutto) cosa vedi, la pienezza di quella luce che in realt\u00e0 hai intuito da qui e hai saputo scorgere nella bellezza struggente e infinita della vita. Dicevi di te di essere \u00abagnostico possibilista\u00bb. In ricerca. Una cosa \u00e8 certa: ci sembra impossibile salutarti e misurare l\u2019assenza, come hanno fatto tantissimi amici tuoi (quanti ne avevi!) che si sono sentiti tutti un po\u2019 pi\u00f9 soli. Assenza ma anche presenza. Abbiamo letto tante osservazioni, emozioni, tutte personali e positive, piene di umanit\u00e0. Avviene sempre cos\u00ec nella poesia e nella musica, che donano parole ai sentimenti e generano sentimenti che parlano all\u2019interiorit\u00e0. La poesia e la musica generano sempre altra poesia e aiutano a far cantare il cuore.<\/p>\n<p>Te ne sei andato nelle \u00abstanche, lunghe e oziose ore di agosto\u00bb (Canzone dei dodici mesi), con la discrezione e la riservatezza che sono sempre state tue, nascondendo in due sciocchezze quanto sei commosso e poi, in realt\u00e0, facendoci commuovere per come ti racconti. Abbiamo capito anche quello che stava urlando dentro di te per uscire, e abbiamo capito che bisogna scegliere in tempo, non arrivarci per contrariet\u00e0.<\/p>\n<p>Anche il Signore non sopportava i dogmi e i pregiudizi che colpivano il prossimo, i nuovi protagonisti, i rampanti, i furbi e i prepotenti, i re, i militanti severi, la gente vuota, i preti che non sanno guardarsi nel cuore, i materialisti col chiodo fisso che Dio \u00e8 morto e che l\u2019uomo \u00e8 solo in questo abisso, ma anche i giacobini visionari e i martiri dell\u2019odio e del terrore, quelli che ti paralizzano dicendo che \u00e8 per amore, i manichei che gridano o con noi o contro di noi. Le ideologie confondono, fanno male. Hai ragione.<\/p>\n<p>\u00abQuelli che piacciono al Signore hanno il cuore grande\u00bb<\/p>\n<p>Servono giganti, e quelli che piacciono al Signore non sono i grandi di questo mondo ma quelli con il cuore grande, con tanta umanit\u00e0, gratuita, che condivide e non calcola, che dona e non possiede. La poesia \u00e8 sempre regalare tutto di s\u00e9. Discrezione, garbo, eleganza antica, timidezza ma radici di sapienza antica, \u00abcresciuto tra i saggi ignoranti di montagna, che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia\u00bb. Alieno all\u2019esibizione, eppure delicatissimo nel comunicare.<\/p>\n<p>\u00abNon si \u00e8 rassegnato a essere cattivo\u00bb<\/p>\n<p>Parlando e riparlando del tempo e dei giorni andati, e del mistero del tempo che ha una spiegazione nei nostri legami di amore per cui \u00e8 sempre vero per tutti che \u00abio non sono quando non ci sei\u00bb. \u00c8 la migliore definizione di Dio, perch\u00e9 Dio si capisce solo nell\u2019amore, interrogandoci su quale sapore nuovo abbia l\u2019universo, perch\u00e9 la domanda della vita \u00e8 sempre proprio questa . Che l\u2019oggi restasse senza domani o che domani potesse tendere all\u2019infinito? Non si \u00e8 rassegnato ad essere cattivo e non hai smesso di sognare e di cercare le ali. Questa domanda per Francesco, e per tutti, \u00e8 l\u2019intuizione che \u00e8 porta apertissima nel cuore: dev\u2019esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sar\u00e0 giusto e dove troveremo il per sempre. \u00abE la mia vita cade in altra vita ed io mi sento solamente un punto, lungo la retta lucida e infinita di un meccanismo immobile e presunto\u00bb (Vite).<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;umilt\u00e0 di chi non ha la supponenza di aver raggiunto traguardi\u00bb In questi termini amavi parlare della tua vita, ma non era retorica, era l\u2019umilt\u00e0, contrario dell\u2019hybris, che appartiene soltanto ai grandi, a chi non ha la supponenza e l\u2019arroganza di avere raggiunto traguardi, ma si muove nelle strade della vita al pari di un pellegrino dall\u2019andatura precaria. Ci hai parlato dell\u2019\u00abeterno gocciolare del tempo\u00bb, del \u00abrintocco scaglioso dei momenti\u00bb (Vite), della \u00abmusica dell\u2019oggi che se n\u2019\u00e8 andato dove \u00e8 andato l\u2019ieri\u00bb e non sapremo mai dove (Un altro giorno \u00e8 andato). Il tempo \u00e8 \u00abcome quel male a cui non si d\u00e0 il nome, un\u2019ossessione circolare fra la volont\u00e0 ed il non potere\u00bb (Canzone per Anna). Ti sei domandato \u2013 e tutti noi con te &#8211; \u00abma il tempo, il tempo chi me lo rende?\u00bb (Lettera) e anche come essere nel tempo, ad esempio quando l\u2019uomo deve imparare a vivere senza ammazzare, amarissima considerazione che ha trovato drammaticamente in questi tempi tante ulteriori domande.<\/p>\n<p>\u00abLa precariet\u00e0 della vita ti ha sempre arrovellato\u00bb.<\/p>\n<p>La precariet\u00e0 della storia e del tempo ti ha sempre arrovellato, mistero e tormento, come l\u2019orologio che enfatizza ogni secondo. Non hai mai avuto la presunzione di trovare risposte definitive: ogni giorno, dicevi, \u00abson l\u00ec ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male\u00bb (Canzone per Piero). L\u2019etica dell\u2019umano, la dignit\u00e0 della politica, allergica ai dogmatismi vuoti, proprio perch\u00e9 etica e con al centro l\u2019umano, per non avere \u00abpaura del diverso e del contrario, di chi lotta per cambiare, paura delle idee di gente libera, che soffre, sbaglia e spera\u00bb (Canzone per Silvia); con il tuo don Chisciotte tu \u00abfiero del mio sognare e di questo eterno mio incespicare\u00bb, ci hai costretto a chiederci \u00abdovrei tirarmi indietro perch\u00e9 il Male ed il Potere hanno un aspetto cos\u00ec tetro? Dovrei anche rinunciare ad un po\u2019 di dignit\u00e0 e accettare che sia questa la realt\u00e0?\u00bb per poi invitarci a \u00absputare il cuore in faccia all\u2019ingiustizia giorno e notte\u00bb. Non smette di stupirci la vita, com\u2019\u00e8 fatta e come uno la gestisce, e i mille modi e i tempi, poi le possibilit\u00e0, le scelte, i cambiamenti, il fato, le necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Ora Francesco, come hai detto con parole struggenti a Van Loon\u2013babbo Ferruccio, avrai \u00abtanto tempo per pensare\u00bb; avevi \u00abi bagagli gi\u00e0 pronti da tempo, come ogni uomo prudente\u00bb, troverai un tuo luogo, una tua storia, i tuoi libri, i vecchi amici e, finalmente, l\u2019infinito (Van Loon). Ma non ti mancher\u00e0 il controcanto ironico che ti \u00e8 sempre appartenuto e ti permetteva di comunicare leggerezza anche nelle circostanze pi\u00f9 buie; e sorriderai ricordando agli amici che ritroverai e ti faranno una gran festa le parole che tu, come pochi altri, riuscivi a pronunciare con spirito pungente e insieme con garbo: \u00abse e quando moriremo, ma la cosa \u00e8 insicura, avremo un paradiso su misura, in tutto somigliante al solito locale, ma il bere non si paga e non fa male\u00bb. E che Dio \u00abci sopporti, ci lasci ai nostri giochi, cosa che a questo mondo han fatto in pochi\u00bb (Gli amici). Shom\u00e8r ma mi-llailah, shom\u00e8r ma mi-lell, shom\u00e8r ma mi-llailah, ma mi-lell: sono le voci che hai fatto tue, brus\u00eco e infinita eco di Dio.<\/p>\n<p>\u00c8 la nostra realt\u00e0: sospesa tra la notte che sta per finire, vegliare sempre, insistere, ridomandare, senza stancarci. \u00abOra capisco il mio non capire, che una risposta non ci sar\u00e0, che la risposta sull\u2019avvenire \u00e8 in una voce che chieder\u00e0: Shom\u00e8r ma mi-llailah\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNon hai mai spesso di chiedere e ascoltare\u00bb<\/p>\n<p>Oggi incontri la risposta, che in realt\u00e0 era nella nostalgia, nella ricerca di luce e nello stupore per l\u2019umanit\u00e0 che hai descritto nei tanti personaggi e incontri che ci hai fatto conoscere. Il dubbio era il modo di stare davanti alle cose senza barare, in modo integro. Non hai smesso di chiedere e di ascoltare. Chi fa sua la domanda dell\u2019umano, scopre sempre la presenza di Dio. Traina, che so cara a Raffaella, agnostico lasci\u00f2 questa poesia postuma, che \u00e8 anche una confessione di fede: \u00abQuando star\u00f2 davanti a te, Signore, se non perdonerai chi non si \u00e8 unito al coro degli osanna, forse perdonerai chi ha confessato, Signore, di soffrire la tua assenza\u00bb. \u00abBisogna continuare a domandarsi, anche quando non c&#8217;\u00e8 una risposta\u00bb, dicevi. \u00abStarem a veddre\u00bb.<\/p>\n<p>Mi aiutano queste parole: \u00abStamane pensavo: il bambino nel ventre della madre sta caldo e probabilmente \u00e8 felice. Crede che quel breve spazio tiepido sia un universo, ove nulla gli manchi. Dell\u2019universo che conosciamo noi, che sospetto pu\u00f2 avere lui? Nessuno? Ammettendo che ci si possa mettere in comunicazione col bambino che ancora non \u00e8 nato, che nozioni potremmo dargli di quello che \u00e8 un libro, una casa? Nemmeno la pi\u00f9 piccola. Ci troviamo nella stessa situazione in rapporto al mondo dell\u2019aldil\u00e0 che si stende intorno a noi e che non raggiungiamo se non con la morte. In realt\u00e0 stiamo anche noi dentro una cavit\u00e0 buia ove ci parliamo e noi non nasceremo che gridando, quando morremo. Allora scopriremo un universo d&#8217;una bellezza indicibile e passeggeremo liberamente in mezzo agli astri\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;intuizione dell&#8217;amore e del cuore.<\/p>\n<p>Ecco, la fede d\u00e0 parole e certezza a quell\u2019intuizione dell\u2019amore, del cuore, tutt\u2019altro che palliativo, per cui \u00abvogliamo ricordarti com\u2019eri. Pensare che ancora vivi. Voglio pensare che ancora mi ascolti. Che come allora sorridi\u00bb. La risposta \u00e8 Dio che non solo \u00e8 dentro di noi ma anche fuori, \u00e8 un Tu, \u00e8 l\u2019amore senza il quale non siamo e che oggi nel suo mistero si rivela.<\/p>\n<p>\u00abTu sei, lo so, ma dove, chi pu\u00f2 dirlo? In me ti rassomiglia ci\u00f2 che vedo&#8230;. Lasciamo creder dunque che sei qui. E quando verr\u00e0 l\u2019ora del timore chiuder\u00e0 questi miei occhi umani, aprimene, Signore, altri pi\u00f9 grandi per contemplare la tua immensa face e la morte mi sia un pi\u00f9 grande nascere\u00bb. (Eugenio Montale).<\/p>\n<p>\u00abDio che si rivela nell&#8217;umano\u00bb<\/p>\n<p>Francesco \u00e8 morto nel giorno della Festa della trasfigurazione, la gloria di Dio che si rivela nell\u2019umano, nel giorno in cui ricordiamo Hiroshima e chiediamo che quell\u2019orrore faccia scegliere consapevolmente la difesa e non il riamo, il dialogo e non lo scontro. Perch\u00e9 dobbiamo imparare a vivere senza ammazzare. \u00c8 anche il giorno della morte di Paolo VI. \u00abEcco, mi piacerebbe, terminando, d\u2019essere nella luce. Di solito la fine della vita temporale, se non \u00e8 oscurata dall\u2019infermit\u00e0, ha una sua fosca chiarezza: quella delle memorie, cos\u00ec belle, cos\u00ec attraenti, cos\u00ec incomplete, cos\u00ec nostalgiche e cos\u00ec chiare ormai per denunciare l\u00ec loro passato irrecuperabile e per irridere al loro disperato richiamo.<\/p>\n<p>La scena del mondo \u00e8 un disegno, oggi tuttora incomprensibile per la sua maggior parte, di un Dio creatore, che si chiama il Padre Nostro che sta nei cieli! Grazie, o Dio, grazie e gloria a te, o Padre in quest\u2019ultimo sguardo mi accorgo che questa scena affascinante e misteriosa \u00e8 un riverbero, \u00e8 un riflesso della prima ed unica luce; \u00e8 una rivelazione naturale di una straordinaria ricchezza e bellezza, la quale doveva essere una iniziazione, un preludio, un anticipo, un invito alla visione dell\u2019invisibile Sole\u00bb. (Paolo VI).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il saluto che il cardinale Matteo Zuppi ha letto ai funerali laici di Francesco Guccini Non era un accordo cos\u00ec definito come quello che Francesco stabil\u00ec con Piero, circa l\u2019impegno a tornare e a dare informazioni di prima mano sul dopo ma, una sera, parlando dell\u2019ultimo saluto, Francesco disse che sarebbe stato contento della mia presenza, con annessi e connessi, per poi aggiungere che, qualora le parti si fossero invertite, lui avrebbe potuto, in Cattedrale&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-pa8","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96728"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=96728"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96728\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":96730,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96728\/revisions\/96730"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=96728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=96728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=96728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}