{"id":96874,"date":"2026-09-08T10:13:50","date_gmt":"2026-09-08T08:13:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96874"},"modified":"2026-09-07T13:16:20","modified_gmt":"2026-09-07T11:16:20","slug":"gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96874","title":{"rendered":"\u201cGli ibridi connubi\u201d: l\u2019opera di Gotor interroga la nostra Repubblica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Giovanni Peduto)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/101-miguel-gotor-1050x525-1.jpeg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/101-miguel-gotor-1050x525-1.jpeg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"info-post\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I tumultuosi anni Settanta, la strategia della tensione, sono spesso affidati alla malferma obiettivit\u00e0 della memoria, costellata di cesure, rimozioni, razionalizzazioni. Non sorprende, dunque, la facilit\u00e0 con cui questo patrimonio storico si presti a politicizzazioni e fraintendimenti. Serviva, gi\u00e0 da tempo, un diverso sguardo, uno sguardo scientifico, attento e in grado di mettere in tensione tra di loro i documenti, le fonti, le sentenze, le testimonianze.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Serviva, parafrasando Marc Bloch, un\u00a0<em>orco<\/em>\u00a0che si mettesse in cerca delle reali tracce umane di quella stagione in mezzo al miasma del chiacchiericcio e della strumentalizzazione partitica: lo storico. L\u2019indubbio merito di Miguel Gotor \u00e8 di aver affrontato nei suoi ultimi e pregiati lavori i famigerati anni della\u00a0<em>strategia della tensione<\/em>, cercando di dissodare il campo del dibattito dai sensazionalismi dei dietrologi e, dall\u2019altra parte, dalle razionalizzazioni banalizzanti e a buon mercato di chi \u00e8 convinto che la verit\u00e0 su quel periodo sia stata detta<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altronde, vengono le vertigini dinanzi al solo elenco delle stragi (limitandosi alle pi\u00f9 note) che hanno insidiato la Prima Repubblica: si inizia con Portella della Ginestra mel 1947, battesimo di piombo dell\u2019Italia democratica, passiamo poi per Piazza Fontana del 1969, Gioia Tauro nel 1970, Peteano nel 1972, l\u2019attentato alla Questura di Milano del 1973, Piazza della Loggia e la strage del treno Italicus nel 1974, la strage di Bologna e quella di Ustica del 1980. Possiamo aggiungere all\u2019elenco anche le stragi del \u201992-\u201993: Capaci, via d\u2019Amelio, la strage di via dei Georgofili a Firenze e di via Palestro a Milano. Una lunga e ininterrotta scia di sangue, a cui non abbiamo allegato le azioni di guerriglia, i tentativi di colpo di Stato (il Golpe Borghese, il Piano Solo, il Golpe Bianco) i sequestri e gli omicidi (quello pi\u00f9 noto di Aldo Moro nel 1978), i cosiddetti \u201ccadaveri eccellenti\u201d. \u2039\u2039Secondo alcune stime \u2013 scrive Gotor \u2013 si calcola che la strategia della tensione, tra il 1969 e il 1982, abbia complessivamente provocato 351 morti e 1119 vittime (tra defunti e feriti), il 68 per cento delle quali (758) imputabili alla destra neofascista. Delle 360 vittime del terrorismo di sinistra, il 53 per cento (191) si deve all\u2019azione delle sole Brigate Rosse\u203a\u203a<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Si fa quasi fatica a credere che tutto questo sia accaduto in Italia: l\u2019elenco fa pensare pi\u00f9 ad una guerra civile in uno Stato sudamericano.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gotor riesce nella mirabile impresa di offrire profondit\u00e0 di campo nella lettura di questi fenomeni, altrimenti relegati alla mera cronachistica giornalistica e processuale, legando il particolare al generale, il locale al lontano, indagando sempre il contesto e i rapporti di forza oltre ad analizzare i documenti processuali, affinch\u00e9 il lettore possa sviluppare una coscienza prospettica, di lungo raggio, di quegli anni tormentati. Da vicino nessuno normale, ma da lontano, forse, \u00e8 ancora peggio.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre partire da un fatto storico ineludibile: la fine della Seconda Guerra Mondiale non implic\u00f2 in Italia la cancellazione della profonda cultura fascista che aveva innervato sia le classi popolari sia, soprattutto, le classi dirigenti. Pur estromesse di fatto dalla vita pubblica repubblicana, essendosi quest\u2019ultima fondata sul rigetto della cultura fascista, l\u2019estrema destra inizi\u00f2 a \u201cconfinarsi\u201d in spazi lontani dai riflettori pubblici, mentre si assisteva invece all\u2019ascesa di consensi del pi\u00f9 grande e forte partito comunista d\u2019Europa. Scrive Gotor: \u2039\u2039Nel corso della Guerra Fredda, due fattori obiettivi condizionarono la sovranit\u00e0 del Paese: da un lato, la presenza di un\u2019anima reazionaria profonda, nostalgica di Mussolini e del Ventennio, che pure non trovava completa ed esclusiva espressione politica e parlamentare negli eredi del fascismo; dall\u2019altro lato, la forza, obiettivamente destabilizzante sul piano delle relazioni internazionali, del pi\u00f9 grande Partito comunista dell\u2019Europa occidentale. Da ci\u00f2 deriv\u00f2 un dato politico realistico [\u2026] ossia il contrasto e la contesa esistente tra una Costituzione formale antifascista e una Costituzione materiale anticomunista\u203a\u203a<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn3\">[3]<\/a>. Se da un lato, la Carta costituzionale sanciva formalmente il rigetto della cultura fascista, dall\u2019altro lato, quest\u2019ultima era ancora ben radicata in diversi strati della popolazione italiana. Essendo ostracizzata dalla vita politica pubblica, la nuova cultura neofascista si rifugi\u00f2 in ambienti elitari, talvolta massonici, e nelle segrete stanze del potere italiano, fino ai vertici delle strutture di\u00a0<em>intelligence<\/em>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di un fatto storico molto importante, ben rimarcato dalla testimonianza di Gianadelio Maletti, capo del Reparto D del SID, condannato per la strage di Piazza Fontana, il quale imput\u00f2 all\u2019ambiguit\u00e0 della classe politica \u2039\u2039La vera responsabilit\u00e0 politica della strategia della tensione\u203a\u203a, in quanto mancava \u2039\u2039una guida politica che dicesse di fare una cosa piuttosto che un\u2019altra, che c\u2019era una Costituzione da rispettare e un\u2019eversione da combattere\u203a\u203a<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn4\">[4]<\/a>. Mancava cio\u00e8 un\u00a0<em>ethos<\/em>\u00a0repubblicano condiviso.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quest\u2019ambiguit\u00e0 costitutiva occorre aggiungere la cruciale posizione geopolitica occupata dall\u2019Italia in quel frangente storico, al crocevia di imponenti interessi strategici tra i blocchi occidentale e orientale e tra quelli atlantici e mediterranei: punto di cerniera tra l\u2019Ovest e l\u2019Est, il Nord e il Sud. Gli americani temevano la crescita continua del consenso comunista all\u2019interno della penisola e dovevano fare di tutto perch\u00e9 questa minaccia non acquistasse rilievo istituzionale. Al contempo, i sovietici non potevano lasciare la penisola in mano agli americani e dovevano, in qualche modo, influenzarne l\u2019evoluzione. A tal riguardo, fa pensare il fatto che sia la stessa tipologia di arma che uccise Aldo Moro sia i protagonisti del sequestro siano stati trovati e arrestati a casa di Giorgio Conforti, accertata figura al servizio del KGB. Gli anni \u201970 sono tuttavia anche gli anni della crisi petrolifera, della recrudescenza del conflitto israelo-palestinese e l\u2019Italia, a causa delle sue debolezze strutturali, \u00e8 costretta a tentare nuove strategie geopolitiche per salvarsi sia dalla crisi sia da ulteriori spargimenti di sangue dovuti all\u2019ostilit\u00e0 tra ebrei e palestinesi. Oggi sappiamo dopo la desecretazione del 2014 \u2013 e Gotor lo analizza approfonditamente \u2013 che Moro stipul\u00f2 un accordo con la controparte palestinese, il cosiddetto\u00a0<em>lodo d\u2019intelligence<\/em>, affinch\u00e9 il fronte armato palestinese non progettasse attentati e stragi sul suolo nazionale. Contemporaneamente, il governo italiano avvi\u00f2 trattative e accordi con la Libia di Gheddafi per tentare di uscire dalla pesante crisi economica: nel 1974, Rumor ottenne un accordo sul petrolio libico a prezzo calmierato e, nel 1976, Tripoli compr\u00f2 addirittura il 10% della FIAT, entrando nel suo consiglio di amministrazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Visti i tanti attori coinvolti, Gotor scrive molto lucidamente: \u2039\u2039Davanti alla complessit\u00e0 di eventi cos\u00ec tragici, in cui la conflittualit\u00e0 est-ovest, determinata dalla Guerra fredda, deve essere incrociata con le tensioni Nord-Sud, scaturite dal conflitto mediorientale nell\u2019area mediterranea, sarebbe davvero semplicistico ritenere che la cosiddetta strategia della tensione abbia avuto una regia unica sul piano internazionale. No, essa si configur\u00f2 come una tecnica di azione condivisa ma l\u2019attacco avvenne in modo concentrico e diffuso, dagli Stati Uniti all\u2019Unione Sovietica, alla Francia, all\u2019Inghilterra, alla Germania, a Israele, alla Palestina, alla Libia, perch\u00e9 in tanti s\u2019impegnarono in quegli anni a mantenere l\u2019Italia in una posizione subalterna e passiva oppure cercarono di lucrare una propria parte di vantaggio, anche piccolo, nel gioco grande del potere mondiale\u203a\u203a<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe un errore, tuttavia, dedurre da una tale commistione di interessi la tesi dell\u2019<em>eterodirezione radicale<\/em>\u00a0degli apparati statali e governativi italiani, caratterizzati da un insormontabile sovranit\u00e0 limitata. Al contrario, \u2039\u2039il vincolo esterno non pu\u00f2 essere considerato un grimaldello interpretativo automatico per spiegare tutto, come se le scelte dei singoli attori politici italiani di quegli anni si fossero svolte sotto una luce deterministica, dando vita a gesta nobili ma vane di un dramma dal finale gi\u00e0 scritto\u203a\u203a<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn6\">[6]<\/a>. Infatti, il sistema politico italiano fu parte attiva e non solo passiva nello scacchiere delle relazioni internazionali. La stessa politica del\u00a0<em>compromesso storico<\/em>\u00a0ne \u00e8 un fulgido esempio: Moro voleva stabilizzare il fronte interno, garantendo governabilit\u00e0 allo Stato italiano, messo alle strette da una congiuntura economica e geopolitica straordinaria. Lo statista scriveva infatti: \u2039\u2039La realt\u00e0 della situazione obbliga a non ignorarsi e a non paralizzarsi, provocando con ci\u00f2 la paralisi, e forse peggio, dell\u2019Italia\u203a\u203a<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 all\u2019interno di questo scenario policentrico e polifonico che bisogna contestualizzare la strategia della tensione: non si tratt\u00f2 di crimini di Stato, ma di una parte dello Stato profondo, una sorta di anti-Stato, affiliato ad ambienti eversivi neofascisti, pesantemente infiltrati e rispondenti a loro volta a catene di comando massoniche e\/o di servizi segreti stranieri. La convergenza tra apparati di\u00a0<em>intelligence<\/em>\u00a0e la galassia neofascista \u00e8 un fatto storico oggettivo, accertato da diverse sentenze definitive, come quella di Piazza Fontana, che nel 2005 condannava esponenti del SID per depistaggio. Il pentito neofascista Vinciguerra, coinvolto nella strage di Peteano dichiar\u00f2: \u2039\u2039Tutte le stragi che hanno insanguinato l\u2019Italia a partire dal 1969 appartengono a un\u2019unica matrice organizzativa [\u2026] Le direttive partono da apparati inseriti nelle istituzioni [\u2026] Si tratta del gruppo che dette vita o ader\u00ec successivamente al centro studi Ordine nuovo di Pino Rauti. Tale gruppo ha il suo baricentro nel Veneto, ma naturalmente ha agito anche a Roma e a Milano\u203a\u203a<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1969 al 1974, si consum\u00f2 per Gotor la prima fase della strategia con lo \u2039\u2039scopo di preparare un clima di paura e d\u2019instabilit\u00e0 politica in grado di favorire un colpo di Stato militare, sull\u2019esempio dei colonnelli in Grecia nel 1967\u203a\u203a<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn9\">[9]<\/a>. Questa fase: \u2039\u2039vide una compromissione in particolare dei servizi militari statunitensi di stanza nel Triveneto (il Cic) e una disponibilit\u00e0 dei vertici dei servizi segreti militari (Sid) e dell\u2019Ufficio affari riservati (Uar) a coprire gli effettivi autori delle stragi\u203a\u203a<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn10\">[10]<\/a>. Nel 1974, invece, inizi\u00f2 la seconda fase della strategia:\u00a0<em>destabilizzare la societ\u00e0 civile per stabilizzare l\u2019ordine politico<\/em>. Si voleva evitare a tutti i costi l\u2019entrata nell\u2019esecutivo del Partito Comunista, ancorando l\u2019Italia ad una posizione stabilmente centrista con \u2039\u2039lo scopo di utilizzare lo stragismo in senso centrista e di stabilizzazione del potere interno, con l\u2019obiettivo di mantenere lo\u00a0<em>status quo<\/em>\u203a\u203a<a id=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 seguendo questo canovaccio interpretativo che Gotor approda inevitabilmente allo studio approfondito dell\u2019omicidio di Piersanti Matarella. Si tratt\u00f2 infatti di un omicidio che manifest\u00f2 in maniera icastica la commistione di interessi criminali e occulti dell\u2019Anti-Stato: Mattarella era considerato infatti il \u201cMoro siciliano\u201d e, prima del suo maestro, aveva gi\u00e0 dato il via in Sicilia ad un\u2019amministrazione con il Partito comunista e, quasi sicuramente, si sarebbe candidato a condurre il Partito a livello nazionale. Al contempo, per\u00f2, il suo operato amministrativo infastidiva le tasche della malavita organizzata, la quale in quegli anni aveva riversato ingenti capitali nel settore edilizio. Mattarella, pertanto, tocc\u00f2 all\u2019unisono gli interessi dei molti componenti del fronte dell\u2019Anti-Stato: era inviso a livello internazionale, ma anche e soprattutto a livello nazionale e locale. I magistrati Loris D\u2019Ambrosio e Giovanni Falcone compresero ben presto la complessit\u00e0 del delitto: il primo afferm\u00f2 che non si trattava di un delitto mafioso, bens\u00ec d\u00ec un delitto di\u00a0<em>politica mafiosa<\/em>; il secondo, invece, comprese l\u2019esistenza di una galassia dell\u2019eversione nera, fuori e al di dentro degli apparati istituzionali, legata ad ambienti massoni e mafiosi, responsabili dell\u2019omicidio Mattarella.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sentito il 3 novembre 1988 in Commissione Antimafia, Falcone allarg\u00f2 il tiro: si disse convinto, infatti, che quel mondo reazionario e massonico appena emerso dalle indagini inducesse \u2039\u2039a rifare la storia di certe vicende del nostro Paese, anche da tempi assai lontani\u203a\u203a<a id=\"_ftnref12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn12\">[12]<\/a>. Seguendo il commento di Gotor al riguardo: \u2039\u2039\u00c8 facile supporre che il magistrato [\u2026] pensava a una serie di eventi dalla strage di Portella della Ginestra [\u2026] dal mortale attentato subito nel 1962 dal petroliere Enrico Mattei sino all\u2019assassinio nel 1970 del giornalista Mauro De Mauro e alla partecipazione attiva della mafia al tentativo di golpe del \u201cPrincipe nero\u201d Junio Valerio Borghese [\u2026] ma anche ad accadimenti pi\u00f9 recente come la bomba di Bologna. [\u2026] Tutte vicende in cui, a suo giudizio, si erano verificati quegli \u201cibridi connubi\u201d nei rapporti tra politica romana, neofascisti e mafia che avevano determinato relazioni \u201ccon centri di poteri extraistituzionali e settori devianti dello Stato che hanno la responsabilit\u00e0 di avere tentato di condizionare il libero svolgimento della democrazia e di avere ispirato crimini efferati\u201d\u203a\u203a<a id=\"_ftnref13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn13\">[13]<\/a>. Falcone fu poi trucidato pochi anni dopo, ma il dilemma storico degli\u00a0<em>ibridi connubi<\/em>\u00a0resta ancora fatalmente aperto e drammatico, non solo per una questione di verit\u00e0 storica e di giustizia, che gi\u00e0 sarebbero oltremodo sufficienti, ma anche considerando il fatto che l\u2019attuale classe dirigente italiana ha comprovati legami con quella galassia neofascista di cui parlava Falcone. Nel 2007, Ignazio La Russa presenzi\u00f2 i funerali di Nico Azzi, noto alle cronache per aver tentato il 7 aprile 1973 di far saltare in aria il treno Torino-Roma<a id=\"_ftnref14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftn14\">[14]<\/a>. Nel 2012, la presidente Giorgia Meloni esprimeva ammirazione per Pino Rauti, fondatore di Ordine Nuovo. La presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, \u00e8 stata fotografata con Luigi Ciavardini, condannato in maniera definitiva per la strage di Bologna.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I libri di storia su quel periodo complicato sono, dunque, assolutamente necessari per la salute della nostra Repubblica e la interrogano in maniera profonda: la verit\u00e0 storica di quel periodo \u00e8 materiale ancora incandescente, con cui bisogna fare i conti, per la verit\u00e0 sul nostro passato e, soprattutto, per il nostro futuro. Speriamo che Gotor continui proficuamente i suoi studi.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Segnaliamo a tal riguardo<em>: Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l\u2019anatomia del potere italiano<\/em>\u00a0(2011),\u00a0<em>La passione non \u00e8 finita<\/em>\u00a0(2013) che raccoglie gli scritti di Enrico Berlinguer,\u00a0<em>L\u2019Italia nel Novecento. Dalla sconfitta di Adua alla vittoria di Amazon<\/em>\u00a0(2019);\u00a0<em>Generazione Settanta. Storia del decennio pi\u00f9 lungo del secolo breve<\/em>\u00a0(2022), con cui ha vinto il Premio Capalbio per la saggistica nel 2023. Nel 2025 ha pubblicato\u00a0<em>L\u2019omicidio di Piersanti Mattarella. L\u2019Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna 1979-1980.<\/em><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0M. Gotor,\u00a0<em>Generazione Settanta. Storia del decennio pi\u00f9 lungo del secolo breve (1966-1982)<\/em>, Einaudi, Torino 2024, p. 157.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0Ivi, p. 108.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0Ibid.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0Ivi, p. 128.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0Ivi, p. 244.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0Ivi, p. 253.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref8\">[8]<\/a>\u00a0Ivi, p. 111.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref9\">[9]<\/a>\u00a0Ivi, p. 156.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref10\">[10]<\/a>\u00a0Ivi, p. 78.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref11\">[11]<\/a>\u00a0Ivi, p. 157.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref12\">[12]<\/a>\u00a0Id.,\u00a0<em>L\u2019omicidio di Piersanti Mattarella. L\u2019Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna (1979-1980<\/em>), Einaudi, Torino 2025, p. 53.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref13\">[13]<\/a>\u00a0Ibid.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/#_ftnref14\">[14]<\/a>\u00a0Cfr. Id.,\u00a0<em>Generazione Settanta<\/em>, op. cit., p. 112.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/04\/gli-ibridi-connubi-lopera-di-gotor-interroga-la-nostra-repubblica\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Giovanni Peduto) I tumultuosi anni Settanta, la strategia della tensione, sono spesso affidati alla malferma obiettivit\u00e0 della memoria, costellata di cesure, rimozioni, razionalizzazioni. Non sorprende, dunque, la facilit\u00e0 con cui questo patrimonio storico si presti a politicizzazioni e fraintendimenti. Serviva, gi\u00e0 da tempo, un diverso sguardo, uno sguardo scientifico, attento e in grado di mettere in tensione tra di loro i documenti, le fonti, le sentenze, le testimonianze. Serviva, parafrasando Marc Bloch,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-pcu","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96874"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=96874"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96874\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":96875,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96874\/revisions\/96875"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=96874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=96874"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=96874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}