{"id":96916,"date":"2026-09-10T10:45:33","date_gmt":"2026-09-10T08:45:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96916"},"modified":"2026-09-10T02:04:43","modified_gmt":"2026-09-10T00:04:43","slug":"sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=96916","title":{"rendered":"Sartre, i militanti socialisti e la costruzione europea"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Raoul Kirchmayr)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-96917\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/dd8599a7-bf1f-43c2-8412-1bcd7a321fb4_large-300x296.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/dd8599a7-bf1f-43c2-8412-1bcd7a321fb4_large-300x296.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/dd8599a7-bf1f-43c2-8412-1bcd7a321fb4_large-1024x1009.png 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/dd8599a7-bf1f-43c2-8412-1bcd7a321fb4_large-768x757.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/dd8599a7-bf1f-43c2-8412-1bcd7a321fb4_large-80x80.png 80w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/dd8599a7-bf1f-43c2-8412-1bcd7a321fb4_large.png 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h5 class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Premessa<\/strong><\/h5>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era tempo che quest\u2019articolo cristallino di Sartre sulle prospettive e i dissidi nella sinistra francese a proposito del processo di costruzione europea fosse messo a disposizione nella sua integralit\u00e0 al lettore italiano. Infatti, anche recentemente e a pi\u00f9 riprese, sui social-network \u00e8 circolato un collage composto da una citazione del testo e da un\u2019affermazione apocrifa. Tale collage \u00e8 stato impiegato per dare un\u2019<em>allure <\/em>di nobilt\u00e0 intellettuale a tesi critiche verso l\u2019attuale Unione Europa, conferendo alle dichiarazioni ivi contenute un\u2019aura profetica. Oltre alla questione filologica, che \u00e8 sempre rilevante, si tratta anche di valutare le tesi di Sartre proprio in quanto non profetiche, ma come il risultato di un\u2019operazione di analisi dei rapporti di forza tra capitale e lavoro in una fase di profonda trasformazione delle forme di produzione e delle istituzioni politiche sia in Francia sia nel contesto internazionale. Il collage non solo costituisce un parziale falso, ma \u00e8 soprattutto una semplificazione delle posizioni espresse da Sartre nell\u2019articolo uscito in \u201cLe Monde\u201d il 10 febbraio 1977, qui presentato in traduzione integrale. \u00c8 opportuno, pertanto, collocare l\u2019articolo nel corretto contesto storico.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la pubblicazione, Sartre, pur malato e affetto da cecit\u00e0, avrebbe contribuito alla costituzione di un comitato d\u2019azione contro \u201cl\u2019Europa germano-americana\u201d e alla stesura di un appello contro la costruzione di uno spazio politico europeo egemonizzato dalla Repubblica Federale Tedesca e funzionale agli interessi del suo complesso finanziario-industriale. Va da s\u00e9 che non si trattava di una posizione antieuropeistica fondata sull\u2019affermazione di un principio di sovranit\u00e0 nazionale. Questo principio avrebbe di l\u00ec a poco trovato piuttosto espressione nella linea imposta da un giovane Jacques Chirac al gollismo, e che d\u2019altronde risult\u00f2 fallimentare. I presupposti di Sartre sono infatti antitetici a quelli del gollismo, risiedendo invece nelle idee d\u2019internazionalismo socialista e di solidariet\u00e0 di classe. Anche e soprattutto per questa ragione, risulta un esercizio alquanto utile il preciso riconoscimento della critica ch\u2019egli svolse al progetto d\u2019integrazione europea in una prospettiva neomarxista.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere appieno la posta in gioco del tornante del 1977, e dunque la netta presa di posizione di Sartre, \u00e8 necessario ritornare al 1972. \u00c8 l\u2019anno che precede la crisi petrolifera innescata dai paesi arabi con il conflitto dello Yom Kippur. Ci troviamo nella fase finale dei \u201ctrenta gloriosi\u201d e di l\u00ec a pochissimo i paesi europei si sarebbero trovati costretti ad affrontare gli effetti della stagflazione, pure descritti da Sartre nell\u2019articolo: inflazione elevata, riduzione della produzione, disoccupazione, peggioramento delle condizioni materiali di vita dei lavoratori.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1972 in Francia il Partito Socialista, il Partito Comunista Francese e i radicali di sinistra stesero un\u2019ampia piattaforma politico-economica, nota come <em>Programme commun de gouvernement<\/em>, che \u00e8 stato uno degli snodi fondamentali e pi\u00f9 drammatici della storia politica della sinistra francese. Avviato come strumento tattico per portare le forze progressiste al potere dopo vent\u2019anni di egemonia gollista e centrista negli anni Sessanta, consolidata da un sistema elettorale maggioritario a doppio turno, il <em>Programme <\/em>fu il laboratorio \u2013 ma poi anche il fattore di rottura \u2013 tra due idee diverse di socialismo, democrazia ed economia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La piattaforma part\u00ec dall\u2019accordo, firmato il 27 giugno 1972, tra i tre partiti che ricercavano un denominatore politico comune pur perseguendo linee diverse. Il PS, rinato dopo la Convenzione di \u00c9pinay (1971) e guidato da Fran\u00e7ois Mitterrand, perseguiva l\u2019<em>union de la gauche <\/em>mediante una modernizzazione del socialismo, ma intendeva anche erodere il bacino elettorale dei comunisti. Il PCF, di cui era segretario Georges Marchais, costituiva ancora la forza dominante nell\u2019elettorato di classe e sindacalizzato (soprattutto tra gli iscritti alla CGT, il principale sindacato del paese), ma aveva bisogno di uscire da una posizione di isolamento politico che ne aveva limitato la forza espansiva. Infine, componevano l\u2019alleanza i <em>radicaux de gauche<\/em>, che si attestavano sulle consuete posizioni di sinistra laica, democratica e repubblicana.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <em>Programme <\/em>prevedeva un catalogo dettagliato di riforme da apportare all\u2019assetto dei rapporti tra capitale e lavoro, e una ridefinizione del ruolo e delle finalit\u00e0 dello Stato, anche in merito ai processi d\u2019integrazione economica in Europa. Il documento fu stampato e venduto in centinaia di migliaia di copie ed ebbe una diffusione massiccia. In primo luogo, il <em>Programme <\/em>prevedeva un piano di nazionalizzazione del sistema bancario, finanziario e industriale, comprendente anche il passaggio a propriet\u00e0 pubblica di nove grandi gruppi industriali strategici, affermando il principio di pianificazione democratica dell\u2019economia basata sul controllo statale. In secondo luogo, in merito ai diritti sociali e del lavoro, il documento stabiliva la riduzione dell\u2019orario di lavoro a 40 ore settimanali da subito, per giungere progressivamente a 35. Si prevedeva l\u2019abbassamento dell\u2019et\u00e0 pensionabile a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne, oltre a un forte aumento del salario minimo (SMIC), con indicizzazione dei salari all\u2019inflazione. Quindi si puntava all\u2019estensione e al rafforzamento del potere dei comitati aziendali e dei sindacati nelle fabbriche. In terzo luogo, le linee di politica estera miravano allo scioglimento della NATO e del Patto di Varsavia per una politica di pace in Europa, al rifiuto del sovranismo economico e dell\u2019integrazione europea dall\u2019alto, soprattutto in relazione al diritto d\u2019invocare la salvaguardia nazionale se l\u2019integrazione europea avesse ostacolato l\u2019applicazione delle nazionalizzazioni e del piano socialista.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, la piattaforma comune nascondeva delle divergenze tattiche che avrebbero avuto delle conseguenze nefaste sul piano politico. Mitterrand intendeva impiegare il programma per rassicurare l\u2019elettorato popolare: egli voleva dimostrare che il PS era una valida e credibile alternativa al PCF per portare la sinistra la governo. I comunisti, dal canto loro, avevano valutato che la condivisione del programma avrebbe costretto i socialisti a legarsi alle loro posizioni di classe. Tra le elezioni legislative del 1973 e quelle presidenziali del 1974, nelle quali Mitterrand sfior\u00f2 la vittoria contro Giscard d\u2019Estaing, il PS riusc\u00ec effettivamente a erodere voti al PCF, diventando il primo partito di sinistra in Francia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra la primavera e l\u2019autunno del 1977 i due partiti aprirono il dibattito sull\u2019<em>actualisation <\/em>del <em>Programme<\/em>, in vista delle elezioni legislative del 1978. Vedendosi sottratti voti dal PS, il PCF radicalizz\u00f2 le proprie richieste, spingendo verso la nazionalizzazione anche delle imprese controllate, un forte aumento dei salari di base e, soprattutto, il netto rifiuto delle posizioni europeiste che, al contrario, stavano maturando nella dirigenza del PS. La risposta del PS fu di respingere le proposte comuniste, viste come un tentativo di rendere inapplicabile il <em>Programme <\/em>e d\u2019indurre una crisi. Il risultato fu che il fallimento dei colloqui spinse i due partiti a presentarsi separatamente alle urne, con la conseguente sconfitta elettorale a elezioni che i sondaggi davano come ampiamente vinte.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019articolo di Sartre si colloca in questo contesto di tensione tra i due partiti, ma da una prospettiva che non combacia n\u00e9 con l\u2019una n\u00e9 con l\u2019altra posizione. Fin dagli anni Sessanta Sartre aveva elaborato posizioni teorico-pratiche fortemente critiche verso il PCF e verso il modello del socialismo sovietico, che lo avevano condotto a rivolgersi con attenzione all\u2019esperienza rivoluzionaria cubana, agli sviluppi del Partito Comunista in Italia e quindi, a cavallo tra gli anni Sessanta e l\u2019inizio dei Settanta, alla nascita dei movimenti extraparlamentari usciti dal 1968 e dalla contestazione giovanile, come il gruppo del \u201cManifesto\u201d in Italia e i maoisti in Francia. Contemporaneamente, si espresse in forme molto critiche nei riguardi del PS, denunciandone le ambiguit\u00e0 politiche.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ragionamento che Sartre conduce nell\u2019articolo tiene fermo un criterio politico con cui avviene la valutazione del modo in cui si stava costruendo lo spazio politico europeo. Questo criterio politico \u00e8 l\u2019idea di un\u2019\u201cEuropa dei lavoratori [\u2026] sognata da oltre un secolo dal movimento operaio occidentale\u201d. Ci\u00f2 da cui Sartre mette in guardia \u00e8 un processo d\u2019integrazione asservito alle logiche di un capitale che avrebbe imboccato la via della nota \u201crivoluzione conservatrice\u201d, di cui furono epicentro, tra la fine degli anni Settanta e l\u2019inizio degli Ottanta, i paesi anglosassoni. Ma sono soprattutto i mutamenti del capitalismo renano ci\u00f2 che interessa Sartre, perch\u00e9 prevede che l\u2019integrazione europea avverr\u00e0 secondo le esigenze di quelle forze con le quali il capitalismo nazionale francese sar\u00e0 chiamato ad accordarsi. In altre parole, ci\u00f2 che Sartre descrive puntualmente \u00e8 l\u2019esportazione a livello europeo del modello ordoliberale tedesco.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Preso atto del mutamento d\u2019indirizzo di Mitterrand e della dirigenza socialista circa la posizione della Francia in Europa, Sartre si rivolse direttamente ai militanti socialisti con il duplice scopo di denunciare l\u2019asservimento della costruzione europea agli interessi strategici in Europa e i pericoli insiti in un processo d\u2019integrazione politica che esclude in partenza le classi lavoratrici dalla sua architettura.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019articolo che Sartre indirizz\u00f2 ai militanti socialisti mostra tre nuclei fondamentali dell\u2019argomentazione. Con la prima tesi Sartre mostra che l\u2019Europa comunitaria e la futura elezione del Parlamento Europeo a suffragio universale \u2013 che sarebbe avvenuta nel 1979 \u2013 non abbiano nulla a che vedere con l\u2019internazionalismo proletario e si collochino invece dal lato dei processi di riorganizzazione capitalistica in Occidente. Si tratta infatti di una gabbia istituzionale pensata per consolidare l\u2019ordine liberista, la doppia egemonia strategica degli Stati Uniti e l\u2019espansionismo economico e politico della Germania Ovest, guidata dalla socialdemocrazia di Helmut Schmidt. Il mutamento della linea di politica estera del PS avrebbe dunque permesso la convergenza tra Germania e Francia sul tema europeo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la seconda tesi Sartre sottolineava la convergenza tra austerit\u00e0 economica ed evoluzione autoritaria dello Stato. La crisi economica post-1973 era utilizzata dai governi borghesi dell\u2019Europa meridionale per imporre politiche di rigore e austerit\u00e0 a danno della classe lavoratrice. Per vincere la resistenza dei salariati, le classi dominanti europee stavano trasformando la legalit\u00e0 democratica in \u201cStati forti\u201d d\u2019ispirazione autoritaria. A questo proposito, Sartre cita la caccia alle streghe del <em>Berufsverbot <\/em>in Germania e l\u2019ascesa del \u201cnazional-lavorismo\u201d in Francia, come altrettante forme di tendenze autoritarie che miravano a sbarrare la strada alle forze di sinistra.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terza tesi denunciava il connubio tra il PS e il potere giscardiano. Sartre accus\u00f2 i dirigenti del PS di \u201catlantismo\u201d e di arrendevolezza verso il presidente Giscard d\u2019Estaing. Da qui il senso d\u2019un appello rivolto alla base militante del PS affinch\u00e9 rifiutasse la linea verticistica del partito, sottraesse il proprio consenso alla ratifica del progetto europeo e si unisse al fronte di classe (di cui il \u201cComitato d\u2019azione\u201d intendeva essere espressione) per difendere la sovranit\u00e0 democratica e rendere possibile una trasformazione della Francia in senso socialista.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, questo articolo accorato e preciso conserva ancora oggi dei contenuti che, pur in un quadro sistemico profondamente mutato, rappresentano altrettanti costanti storiche nella storia della costruzione politico-economica dell\u2019Europa. In particolare, le acute osservazioni sul posizionamento strategico delle borghesie nazionali europee, specie negli stati dell\u2019Europa meridionale, conserva una validit\u00e0 indiscutibile. Tuttavia, rispetto al momento storico in cui l\u2019articolo fu scritto e pubblicato, sussiste una differenza maggiore: mentre Sartre si collocava storicamente nella fase iniziale di profonda ristrutturazione del capitale, noi oggi guardiamo ai processi in corso come l\u2019esito maturo di quel mutamento di paradigma di cui stiamo con difficolt\u00e0 descrivendo la parabola terminale. Questa \u00e8 la ragione per la quale gli spiriti critici e coloro che si collocano dal lato di un socialismo a venire non possono non ritrovare specularmente il proprio sguardo in quello di un grande pensatore del Novecento.<\/p>\n<h5 class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I militanti socialisti e la costruzione europea<\/strong><\/h5>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLe Monde\u201d, 10 febbraio 1977<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Jean-Paul Sartre<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo nell\u2019epoca delle mistificazioni. A leggere la stampa, ad ascoltare la radio, a vedere Giscard<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn1\">[1] <\/a>che si agita in televisione, si potrebbe credere che ci troviamo semplicemente in un periodo un po\u2019 difficile, certo, ma che non tarder\u00e0 a migliorare\u2026 con qualche sacrificio da parte di operai e contadini, si capisce.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 non \u00e8 serio. Al contrario, da alcune settimane la situazione nazionale e internazionale si aggrava e si destabilizza sotto i nostri occhi. Conseguenze della crisi del 1973 e della guerra economica intrapresa dagli Stati Uniti contro l\u2019Europa e il Giappone, nuovi rapporti di forza e una nuova divisione internazionale del lavoro causano il degrado dell\u2019economia, l\u2019aumento della disoccupazione, la decomposizione delle strutture politiche dell\u2019Inghilterra e dell\u2019insieme dei paesi dell\u2019Europa meridionale. Il tempo di noi tutti \u00e8 ormai scandito. In Francia, la corsa al potere del nazional-lavorismo di Chirac<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0mostra effettivamente che \u201cil grembo da cui usc\u00ec l\u2019immonda bestia \u00e8 ancor fecondo\u201d.<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un contesto simile, s\u2019impone una nuova riflessione all\u2019insieme delle forze di sinistra e di estrema sinistra. Oggi mi rivolgo a voi pubblicamente, militanti del partito socialista, perch\u00e9 nessuno dei principali progetti dell\u2019avversario di classe al potere potr\u00e0 realizzarsi senza un accordo, almeno tacito, con il vostro partito. Giscard lo sa e lo dice apertamente. Senza il vostro consenso, i progetti europei e la sua politica d\u2019austerit\u00e0 sono in breve destinati al fallimento. Le profferte ch\u2019egli moltiplica alla direzione del PS bastano a comprovarlo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche se non le condivido, capisco le speranze che hanno spinto tutti coloro che, scoraggiati o sfiniti dalla destra che governa il paese senz\u2019interruzione da quasi venticinque anni, si sono uniti al partito che gli era parso il pi\u00f9 idoneo ad accoglierli e il pi\u00f9 efficace per modificare i rapporti di forza. Non devo nascondere a questi nuovi militanti socialisti, nel caso in cui non lo sapessero, che in passato ho combattuto con tutte le mie forze la politica in Algeria e filoamericana della SFIO<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0di Mollet<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0e che oggi resto irriducibilmente contrario alle tesi \u201catlantiste\u201d dei principali dirigenti dell\u2019attuale partito socialista. Tuttavia, al di l\u00e0 di queste divergenze, i pericoli per l\u2019avvenire della libert\u00e0 mi paiono talmente aumentati che intendo rivolgermi a voi nella speranza che il vostro partito rifletta anche collettivamente prima di impegnarsi lungo il \u201ccammino europeo\u201d sul quale si \u00e8 oggi incamminato.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Europa che ci presentano Carter,<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0Schmidt,<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0Giscard e Andreotti<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0non ha alcun rapporto con l\u2019internazionalismo proletario, non ha alcun rapporto con l\u2019Europa dei lavoratori qual \u00e8 stata sognata per un secolo dal movimento operaio occidentale. Nello spirito dei suoi promotori si tratta invece, nella dinamica attuale delle forze di classe, di costruire un\u2019Europa del capitale che sar\u00e0 necessariamente dominata dalle societ\u00e0 multinazionali tedesco-americane. Un esame delle forze in campo mostra che il Parlamento europeo eletto in un contesto simile servir\u00e0 solo da strumento istituzionale per questo dominio. Come per caso, il problema europeo si presenta in un momento in cui la sinistra francese non ha quest\u2019orientamento. Al contrario, la piattaforma comune di governo, di cui si pu\u00f2 pensare quel che si vuole, presenta dei provvedimenti che, se fossero veramente applicati, basterebbero a suscitare il furore della destra e a spingere quest\u2019ultima verso una specie di colpo di Stato legale. L\u2019importanza del partito socialista in seno alle forze di sinistra dovrebbe dunque normalmente portare i suoi militanti a una riflessione approfondita su questa questione vitale. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Invece, il problema dell\u2019Europa \u00e8 pudicamente eluso, di certo con il pretesto ch\u2019esso contrappone troppo violentemente i due principali partiti dell\u2019unit\u00e0 di sinistra.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Recentemente \u00e8 stato lanciato un appello \u201cper la costituzione di un comitato d\u2019azione contro l\u2019Europa tedesco-americana e contro l\u2019elezione di un Parlamento al suo servizio\u201d<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn9\">[9]<\/a>. Che cosa dice questo appello? Dice che l\u2019inflazione, la disoccupazione, la svalutazione delle monete, la recessione saranno risolti mediante piani d\u2019austerit\u00e0 lanciati dai governi capitalisti dell\u2019Europa del sud, perch\u00e9 questi dipendono dal nuovo ordine internazionale imposto all\u2019Europa dagli Stati Uniti e dai suoi alleati della Repubblica federale tedesca.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa politica d\u2019austerit\u00e0 si abbatter\u00e0 necessariamente sulle masse, non sui privilegiati. Non sar\u00e0 imposta n\u00e9 facilmente n\u00e9 con gioia. I salariati tenderanno evidentemente a rifiutarla. Allora dovr\u00e0 essere loro imposta impiegano dei poteri dello Stato contro di loro. \u00c8 cos\u00ec che i dirigenti della destra contano di uscire dalla crisi modificando la legalit\u00e0. \u00c8 questa la ragione per cui degli Stati forti di tipo nuovo si profilano oggi all\u2019orizzonte della crisi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Europa sta per diventare una nuova America latina. Mentre la Germania occidentale diventa la prima potenza economica, militare e politica europea, le borghesie dell\u2019Europa del sud si dibattono, o sprofondano, in difficolt\u00e0 inestricabili. \u00c8 probabile ch\u2019esse preferiranno assoggettarsi senza condizioni alla \u201cleadership\u201d tedesco-americana piuttosto che passare la mano a quelle ch\u2019esse chiamano coalizioni socialiste-marxiste. Coloro che pensano sinceramente che, in un contesto simile, esse costruiranno un\u2019Europa indipendente farebbero bene a diffidare e a riflettere. \u00c8 lontano il tempo in cui il generale de Gaulle si opponeva all\u2019egemonia americana. L\u2019elezione di un Parlamento europeo a suffragio universale, preparata assieme in Francia da Giscard e da Chirac<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn10\">[10]<\/a>, \u00e8 solo un\u2019abdicazione di fatto dinnanzi alla strategia e alla pressione americane: quest\u2019abdicazione conduce direttamente a un proconsolato tedesco sull\u2019Europa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Militanti socialisti, ratificherete un simile progetto votando con Giscard e con l\u2019RPR?<a id=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0Gli eventi politici che stanno accadendo in Francia in questo stesso momento si chiariscono singolarmente alla luce dell\u2019analisi precedente. La societ\u00e0 liberale avanzata \u00e8 giunta alla sua fine.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essa pu\u00f2 sfociare a ogni momento nell\u2019apparizione di uomini e di forze che si disinteresserebbero delle libert\u00e0 cos\u00ec come della legalit\u00e0. Un bel mattino, come in Germania occidentale, potrebbe aprirsi la caccia ai \u201ccollettivisti\u201d.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 perfettamente illusorio contare sulla dinamica delle lotte in Europa per piegare il corso delle cose. Mancano gli appoggi sul piano europeo, anche a livello dei partiti socialisti. \u00c8 evidente, in particolare, che la socialdemocrazia tedesca, fin dalla sua ricomposizione nel 1945, \u00e8 uno degli strumenti privilegiati dell\u2019imperialismo americano in Europa. Anzitutto, essa ha contribuito in gran misura alla rifondazione del capitalismo in Germania ovest, orientando la classe operaia verso la collaborazione con i vecchi padroni nazisti del grande capitale e delle banche tedeschi. Poi essa stessa ha aperto quella caccia alle \u201cstreghe di sinistra\u201d che oggi si estende in Germania occidentale. Pi\u00f9 di cinquemila inchieste sono state aperte nel quadro delle scellerate leggi dei\u00a0<em>Berufsverbote<\/em><a id=\"_ftnref12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn12\">[12]<\/a>, e la polizia della Repubblica federale pratica l\u2019omicidio e la tortura legalizzati contro alcuni avversari dell\u2019ordine capitalista. Il cancelliere \u201csocialista\u201d Schmidt ha infine lanciato una politica di riarmo del suo paese. In violazione diretta dei trattati, oggi s\u2019impegna perfino nella costruzione di bombe atomiche in Brasile e in Sudafrica<a id=\"_ftnref13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn13\">[13]<\/a>. Rifiuta brutalmente ogni serio progetto d\u2019aiuti per il Terzo Mondo. \u00c8 talmente arrogante da intervenire pubblicamente negli affari interni del Portogallo e dell\u2019Italia, dato che dispone della forza e degli appoggi necessari. La linea del suo governo prolunga e precede in effetti naturalmente la nuova strategia definita dalla Commissione trilaterale negli Stati Uniti<a id=\"_ftnref14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftn14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, la decisione del vostro partito sull\u2019Europa \u00e8 interamente nelle vostre mani. Ma voglio concludere questa lettera sull\u2019idea che \u00e8 sospetto il modo stesso con cui i sostenitori dell\u2019Europa capitalista si sforzano di ottenere la ratifica d\u2019un progetto che impegna un intero popolo lungo una via irreversibile. Ci\u00f2 dovrebbe causare il suo rifiuto da parte di ogni sostenitore della democrazia, in questo paese.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giscard, in effetti, manovra e cerca di manipolare il dibattito. Trama dietro le quinte. Moltiplica le pressioni e le concessioni puramente formali. Si vanta anche pubblicamente di aver incassato in anticipo l\u2019accordo con il vostro partito per la ratifica del suo progetto. L\u2019onest\u00e0, il coraggio, l\u2019onore avrebbero richiesto ch\u2019egli aprisse un\u2019ampia discussione nel paese e che il paese fosse direttamente consultato. Ma non \u00e8 cos\u00ec. I miei amici del Comitato d\u2019azione e io stesso da qualche settimana ci scontriamo contro la volont\u00e0 di soffocare e di manipolare il dibattito sull\u2019Europa da parte della maggioranza della stampa, dalla radio e dalla televisione. Rivolgendomi a voi direttamente nutro ancora la speranza che vi impegnerete con noi, nel vostro partito e davanti all\u2019intera opinione pubblica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la sinistra governer\u00e0 un giorno questo paese, dovr\u00e0 guardare la verit\u00e0 in faccia, al contrario della destra. Non possiamo sperare di separare oggi la politica interna dai problemi internazionali n\u00e9 di trasformare la societ\u00e0 in Francia senza combattere l\u2019egemonia tedesco-americana sull\u2019Europa occidentale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Traduzione e note di Raoul Kirchmayr<\/em><\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Val\u00e9ry Giscard-d\u2019Estaing (1926-2020), politico liberal-conservatore, \u00e8 stato ministro alle finanze durante la presidenza di Georges Pompidou (1969-1974), quindi Presidente della Repubblica francese dal 1974 al 1981. Fu promotore di una politica d\u2019austerit\u00e0 a partire dal 1976.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0Jacques Chirac (1932-2019) \u00e8 stato il fondatore dell\u2019RPR e dell\u2019UMP: politico di estrazione gollista, \u00e8 stato primo ministro sotto la presidenza di Giscard d\u2019Estaing tra il 1974 e il 1976, quindi sotto quella di Fran\u00e7ois Mitterrand, tra il 1986 e il 1988, per poi diventare Presidente della repubblica nel 1995 ed essere rieletto nel 2002. Durante la sua presidenza il mandato presidenziale viene ridotto da sette a cinque anni, ed egli rimase dunque in carica fino al 2007.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0\u00c8 una citazione tratta da B. Brecht,\u00a0<em>La contenibile ascesa di Arturo Ui<\/em>\u00a0(1941), in Id.,\u00a0<em>Teatro<\/em>, a cura di E. Castellani, vol. III, Torino, Einaudi, 1969, p. 348: \u201cQuesto mostro stava, \/ una volta, per governare il mondo! \/ I popoli lo spensero, ma ora \/ non cantiamo vittoria troppo presto: \/ il grembo da cui nacque \u00e8 ancor fecondo\u201d.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0SFIO,\u00a0<em>Section Fran\u00e7aise de l\u2019Internationale Ouvri\u00e8re<\/em>, \u00e8 il vecchio nome del Partito Socialista francese.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0Guy Mollet (1905-1975) fu uno storico dirigente della SFIO, alla quale si iscrisse nel 1923. Partecip\u00f2 alla Resistenza nell\u2019<em>Organisation civile et militaire<\/em>\u00a0che raggruppava partigiani di diversi orientamenti, compreso quello socialista. Nel 1946 divenne segretario generale della SFIO, carica che conserv\u00f2 fino al 1969. Fu membro del Comitato d\u2019azione per gli Stati Uniti d\u2019Europa fondato da Jean Monnet e incarn\u00f2 una politica atlantista che lo port\u00f2 a sostenere la nascita della Comunit\u00e0 Europea di Difesa, un progetto che fu abbandonato nel 1954 ma che ebbe delle forti ripercussioni all\u2019interno della stessa SFIO. Sul caso algerino si espresse per l\u2019indipendenza della colonia ma, dopo l\u2019incarico a primo ministro (1956-1957) assunse una posizione repressiva che lo port\u00f2 a respingere ogni ipotesi di negoziato, raddoppiando il contingente militare francese. Sempre durante il suo governo, la Francia intervenne a fianco di Inghilterra e Israele contro l\u2019Egitto dopo l\u2019avvenuta nazionalizzazione del Canale di Suez da parte del presidente egiziano Nasser.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0Jimmy Carter (1924-2024) \u00e8 stato il 39\u00b0 Presidente degli Stati Uniti d\u2019America, tra il 1977 e il 1981. Succeduto a Nixon dopo lo Scandalo Watergate, fu sconfitto da Ronald Reagan in seguito alla crisi internazionale scoppiata con la rivoluzione islamica in Iran e con l\u2019invasione dell\u2019Afghanistan da parte dell\u2019URSS (1979).<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0Helmut Schmidt (1918-2015) \u00e8 stato Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca dal 1974 al 1982, successore di Willy Brandt. Politico del partito socialdemocratico tedesco (SPD), govern\u00f2 la Germania durante gli \u201canni di piombo\u201d, punt\u00f2 al rafforzamento dell\u2019integrazione europea. Nel 1986 fu uno dei principali sostenitori dell\u2019unione monetaria europea e dell\u2019istituzione di una banca centrale europea.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref8\">[8]<\/a>\u00a0Giulio Andreotti (1919-2013) fu uno dei principali esponenti della Democrazia Cristiana in Italia. Fu eletto sette volte alla Presidenza del Consiglio dei ministri, tra il 1972 e il 1992. Di orientamento cattolico-moderato, in politica internazionale persegu\u00ec un orientamento atlantista, ma intrattenendo dei rapporti tanto con il mondo arabo quanto con il blocco del socialismo reale. Per quanto critico verso le mire egemoniche della Germania in Europa, promosse il progetto d\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref9\">[9]<\/a>\u00a0L\u2019<em>Appel contre l\u2019Europe germano-am\u00e9ricaine et l\u2019\u00e9lection d\u2019un Parlement \u00e0 son service<\/em>\u00a0era stato lanciato nell\u2019aprile del 1977, unendo posizioni di sinistra antieuropeista e gollismo.Tra i primi firmatari figuravano Sartre, il sindacalista Charles Piaget, figura emblematica dell\u2019autogestione delle fabbriche LIP, e il generale gollista di sinistra Fran\u00e7ois Binoche. Il documento attaccava il processo di costruzione europea facendo leva su alcuni argomenti politici rilevanti: in primo luogo l\u2019elezione di un Parlamento europeo a suffragio diretto era visto come il coronamento dell\u2019egemonia della Repubblica Federale Tedesca sulla Comunit\u00e0 Economica Europea e sulla conseguente subordinazione di questa agli interessi statunitensi, di cui la RFT era il vassallo strategico; in secondo luogo l\u2019appello denunciava il modello liberale di costruzione dello spazio economico europeo, di cui l\u2019alta inflazione, la disoccupazione crescente e il degrado delle condizioni di vita della classe operaia erano i sintomi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref10\">[10]<\/a>\u00a0In seno al movimento gollista, Chirac matur\u00f2 successivamente una posizione critica rispetto alla costruzione europea perseguita da Giscard d\u2019Estaing. Con il cosiddetto\u00a0<em>Appello di Cochin<\/em>, dal nome dell\u2019ospedale in cui era stato ricoverato dopo un grave incidente automobilistico, il 6 dicembre 1978 Chirac stese, con i suoi consiglieri di orientamento nazionalistico Marie-France Garaud e Pierre Juillet, un documento che curiosamente riprendeva le tesi dell\u2019appello del 1977, ma con toni ancora pi\u00f9 duri, denunciando i sostenitori dell\u2019integrazione europea quali \u201cpartito dello straniero\u201d (<em>parti de l\u2019\u00e9tranger<\/em>)e una \u201cEuropa mollusco, senza corpo e senza un vero progetto\u201d, guidata unicamente da interessi multinazionali e priva di una sua sovranit\u00e0 politica autonoma. Il documento difendeva invece un\u2019idea di \u201cEuropa delle nazioni\u201d, contraria a qualsiasi processo di cessione di sovranit\u00e0 a entit\u00e0 sovranazionali o federali. Il risultato dell\u2019appello fu la spaccatura del campo gollista e l\u2019isolamento politico della corrente di Chirac. Alle elezioni europee del 1979 la lista di Chirac ottenne il 16,3% dei suffragi, mentre quella a sostegno di Giscard d\u2019Estaing ottenne il 27,6% dei voti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref11\">[11]<\/a>\u00a0L\u2019RPR,\u00a0<em>Rassemblement pour la R\u00e9publique<\/em>, \u00e8 stato un partito neogollista francese, d\u2019orientamento nazional-conservatore e nazionale, fondato da Chirac nel 1976, dopo la fine dell\u2019<em>Union des d\u00e9mocrates pour la R\u00e9publique<\/em>, il partito che fu fondato nel 1967 da de Gaulle e che rimase al governo del paese fino al 1976. Nel 2002 il partito conflu\u00ec nell\u2019<em>Union pour un<\/em>\u00a0<em>Mouvement Populaire<\/em>, formazione di centro-destra composta da neogollisti, liberali, centristi, radicali e che port\u00f2 alla presidenza della repubblica francese prima Chirac poi Sarkozy (2007). Nel 2015 la formazione prese il nome di\u00a0<em>Les R\u00e9publicains<\/em>. Alle elezioni legislative del 2017 il partito ottenne il 22,2% dei voti al secondo turno, ma il candidato Fran\u00e7ois Fillon fu estromesso dalla corsa alla Presidenza della Repubblica. Alle successive presidenziali del 2022 il partito croll\u00f2 al 4,6%, mentre alle elezioni legislative incass\u00f2 rispettivamente il 5,4% e il 3,8% al primo turno nel 2022 e nel 2024.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref12\">[12]<\/a>\u00a0Il\u00a0<em>Berufsverbot<\/em>\u00a0\u00e8 una legge del 1972, introdotta per decreto, mediante la quale s\u2019introduce una interdizione professionale al pubblico impiego verso chi \u00e8 sospettato di sostenere idee politiche radicali o estremiste.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref13\">[13]<\/a>\u00a0La Germania federale aveva aderito nel 1969 al Trattato di non proliferazione non-nucleare. Tuttavia, tra gli anni Sessanta e Settanta stabil\u00ec un\u2019estesa cooperazione industriale e tecnologica \u201cdual-use\u201d con le dittature militari di Sudafrica e Brasile. Gli accordi trasferirono tecnologie chiave per il ciclo del combustibile nucleare \u2014 in particolare il processo di arricchimento dell\u2019uranio \u2014, consentendo a entrambi i paesi di sviluppare programmi atomici segreti a fini militari. Nel caso del Sudafrica, la Germania dichiar\u00f2 che il trasferimento serviva solo per produzione di elettricit\u00e0 e per scopi commerciali, ma il governo sudafricano arricch\u00ec l\u2019uranio ad alto grado fino al livello militare. Ci\u00f2 port\u00f2 negli anni Ottanta alla costruzione di sei testate atomiche, poi smantellate all\u2019inizio degli anni Novanta, prima della fine dell\u2019apartheid. Nel caso del Brasile, il \u201ccontratto del secolo\u201d (1975) stipulato tra Schmidt e il generale Ernesto Geisel port\u00f2 al trasferimento di tecnologia atomica nel paese sudamericano, che nel 1979 avvi\u00f2 effettivamente il\u00a0<em>Programa Aut\u00f3nomo de Tecnologia Nuclear<\/em>\u00a0(PATN) o \u201cProgramma Parallelo\u201d. Sotto il controllo diretto di Marina, Esercito e Aeronautica, il regime lavor\u00f2 clandestinamente allo sviluppo di reattori per la produzione di plutonio e al test di arricchimento centrifugo. Il programma fu abbandonato solo con il ritorno alla democrazia negli seconda met\u00e0 degli anni Ottanta.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/#_ftnref14\">[14]<\/a>\u00a0La Commissione Trilaterale \u00e8 un gruppo di orientamento geopolitico ed economico privato fondato nel 1973 da David Rockefeller. Riunisce circa 400 leader, tra cui banchieri, imprenditori, accademici e politici provenienti da Nord America, Europa e Asia-Pacifico. Lo scopo principale \u00e8 promuovere una stretta cooperazione strategica e commerciale tra queste tre aree globali industrializzate. L\u2019organizzazione supporta l\u2019integrazione dei mercati internazionali e sostiene la governance globale di stampo liberale. Le sue riunioni avvengono a porte chiuse, La presidenza \u00e8 divisa tra tre rappresentanti regionali per bilanciare i pesi decisionali. I membri che assumono cariche pubbliche governative devono temporaneamente rassegnare le proprie dimissioni dal gruppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/09\/sartre-i-militanti-socialisti-e-la-costruzione-europea\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Raoul Kirchmayr) Premessa Era tempo che quest\u2019articolo cristallino di Sartre sulle prospettive e i dissidi nella sinistra francese a proposito del processo di costruzione europea fosse messo a disposizione nella sua integralit\u00e0 al lettore italiano. Infatti, anche recentemente e a pi\u00f9 riprese, sui social-network \u00e8 circolato un collage composto da una citazione del testo e da un\u2019affermazione apocrifa. 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