{"id":97002,"date":"2026-09-15T10:00:16","date_gmt":"2026-09-15T08:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97002"},"modified":"2026-09-15T04:23:56","modified_gmt":"2026-09-15T02:23:56","slug":"81a-assemblea-dellonu-litalia-e-leuropa-nella-sfida-per-un-nuovo-ordine-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97002","title":{"rendered":"81a Assemblea dell\u2019ONU: l\u2019Italia e l\u2019Europa nella sfida per un nuovo ordine internazionale"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Maurizio Delli Santi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-97003\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/cg-109-1200x900-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/cg-109-1200x900-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/cg-109-1200x900-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/cg-109-1200x900-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/cg-109-1200x900-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h5><em>\u00abRipristinare la fiducia, governare il cambiamento, restituire alle Nazioni Unite la capacit\u00e0 di agire a beneficio di tutti\u00bb: \u00e8 questo il tema dell\u201981\u00aa Assemblea Generale delle Nazioni Unite in un momento di profonda crisi dell\u2019ordine internazionale. Per l\u2019Italia e l\u2019Europa, esserci dovrebbe significare soprattutto avere una proposta sul futuro dell\u2019ordine internazionale: l\u2019 Assemblea Generale potrebbe diventare il luogo di una nuova convergenza tra Europa e Global South, per riformare l\u2019Onu e reagire alle logiche di potenza dei \u201cnuovi imperi\u201d.<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Nell\u2019et\u00e0 dei \u2018nuovi imperi\u2019<\/u><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ordine internazionale attraversa una fase nella quale la distanza tra le regole proclamate e la capacit\u00e0 di farle rispettare appare sempre pi\u00f9 evidente. La crisi delle Nazioni Unite e del multilateralismo si intreccia con il ritorno delle politiche di potenza e con una diplomazia incapace di prevenire e fermare i conflitti. Sulla diagnosi ormai esiste una letteratura vastissima; ci\u00f2 che manca, pi\u00f9 spesso, \u00e8 l\u2019individuazione di una alternativa, che non sia la mera accettazione della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Da qui deriva una politica estera sempre pi\u00f9 costretta a procedere con una \u2018navigazione a vista\u2019, per adattamenti successivi, soggetti spesso solo alla logica del pi\u00f9 forte e degli effimeri opportunismi: assecondare i \u2018nuovi imperi\u2019 o schierarsi sui rapporti di forza, rincorrere le emergenze, invocare di volta in volta un \u201cinteresse nazionale\u201d non sempre lungimirante (un esempio \u00e8 la divisione in Europa sulle politiche migratorie che ha portato alla sospensione di Schengen e allo scontro sui \u2018dublinanti\u2019) fino a considerare quasi inevitabile la passivit\u00e0, l\u2019inazione.<\/p>\n<p><strong>Questa prospettiva va dunque messa in discussione. <\/strong>Se le istituzioni internazionali si indeboliscono e il diritto internazionale perde progressivamente effettivit\u00e0 per volont\u00e0 degli Stati, non basta registrare la crisi: occorre chiedersi quali margini d\u2019azione rimangano e come possano essere utilizzate le risorse giuridiche e istituzionali gi\u00e0 disponibili, perch\u00e9 queste non sono nate dal nulla, ma sono sorte proprio in risposta ad altri momenti tragici per l\u2019umanit\u00e0. La storia delle relazioni internazionali dimostra, del resto, che strumenti nati in precedenti fasi di crisi possono rinascere sotto nuova forma, con pi\u00f9 forza, cos\u00ec come possono riemergere nuove leadership e movimenti che riportino la luce dopo i periodi bui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La sfida dell\u201981\u00aa Assemblea per fermare le guerre<\/u><\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 dunque nello scenario della gravissima crisi dell\u2019ordine internazionale che assume particolare rilievo il tema posto dall\u201981\u00aa Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che non potrebbe essere pi\u00f9 attuale: <em>Restoring Trust, Managing Transformation: A United Nations That Delivers for All<\/em>, \u00abRipristinare la fiducia, governare il cambiamento, restituire alle Nazioni Unite la capacit\u00e0 di agire a beneficio di tutti\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-201084 alignnone\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"329\" height=\"411\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Il calendario dei lavori \u00e8 impegnativo: dopo l\u2019apertura dell\u20198 settembre, dal 22 al 26 settembre e nuovamente il 28 si svolger\u00e0 il tradizionale dibattito generale con i leader mondiali.<\/p>\n<p>Secondo alcuni analisti, \u00e8 possibile che alcuni governi intervengano non a livello di capi di Stato e di governo, sia per priorit\u00e0 nei dossier interni, sia perch\u00e9 in molti perseguono un riavvicinamento dei rapporti con Donald Trump, che non crede nell\u2019Onu, e in ogni caso per i molti dubbi sull\u2019utilit\u00e0 politica della trasferta.<\/p>\n<p>La questione pone dunque una domanda: che cosa pu\u00f2 ancora rappresentare oggi, nella prospettiva dell\u2019Italia e dell\u2019Europa, l\u2019Assemblea Generale dell\u2019Onu, mentre l\u2019ordine internazionale attraversa una crisi profonda?<\/p>\n<p>Tutti predicano la crisi delle Nazioni Unite, ma nessuna alternativa dei \u201crevisionisti\u201d dell\u2019ordine internazionale sta emergendo per credibilit\u00e0: dal <em>Board of Peace <\/em>promosso dagli Stati Uniti di Trump, ai BRICS, nei quali la Russia di Putin svolge un ruolo centrale, fino alla <em>Shanghai Cooperation Organisation <\/em>(SCO), in cui Cina e Russia esercitano un\u2019influenza decisiva, nessuno ha costruito un sistema di sicurezza collettiva universale realmente alternativo ed efficace. La prospettiva, dunque, non \u00e8 scegliere tra Onu e nuovi organismi, ma decidere se lasciare che l\u2019ordine internazionale venga sempre pi\u00f9 determinato da un unilateralismo basato sulla forza oppure se rilanciare, con alleanze pi\u00f9 ampie, un sistema fondato su regole condivise e su un nuovo multilateralismo inclusivo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Europa e Global South: una nuova convergenza<\/u><\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 su questo terreno che l\u2019Italia potrebbe assumere un\u2019iniziativa all\u2019Onu, ricercando una nuova alleanza che cominci a fare da contraltare ai diktat dei \u201cnuovi imperi\u201d. \u00c8 estremamente realistica la possibilit\u00e0 di un\u2019intesa tra un gruppo coeso di Paesi europei e il Global South, anche in una prospettiva aperta alle altre democrazie e <em>middle powers <\/em>\u2013 secondo una nota proposta del premier canadese Carney \u2013 disponibili a convergere, come Canada, Giappone, Australia e India (nel recente vertice SCO di Bishkek, il premier Modi ha rivolto a Putin una non irrilevante esortazione alla pace).<\/p>\n<p><strong>Questa nuova piattaforma di \u201cvolenterosi dell\u2019Onu\u201d, mirata soprattutto sul coinvolgimento di un gran numero di Paesi africani, asiatici e latino-americani, potrebbe promuovere una strategia comune per rilanciare il ruolo delle Nazioni Unite e costruire una convergenza politica pi\u00f9 ampia sulla difesa del multilateralismo e del diritto internazionale.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-201085 alignnone\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/UN-HQ.png\" sizes=\"(max-width: 247px) 100vw, 247px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/UN-HQ.png 560w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/UN-HQ-150x150.png 150w\" alt=\"\" width=\"247\" height=\"245\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Beninteso, dovrebbe trattarsi di una convergenza davvero strategica, non contingente e destinata a esaurirsi in maggioranze occasionali all\u2019Assemblea Generale: deve assumere un significato politico durevole e diventare un nuovo paradigma delle relazioni internazionali, un metodo diverso di concepire la cooperazione internazionale fondato sulla reciprocit\u00e0, sulla solidariet\u00e0 e sulla parit\u00e0, pur fra soggetti diversi per dimensione, ricchezza e potere.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 una prospettiva che pu\u00f2 muovere anche dalle catastrofi della natura di questi giorni<\/strong>, come l\u2019ultimo devastante crollo di un ghiacciaio e le conseguenti alluvioni che hanno colpito duramente nell\u2019area himalayana il Nepal e il Tibet cinese: ancora una volta la vulnerabilit\u00e0 delle popolazioni e delle infrastrutture di fronte agli effetti del cambiamento climatico costituisce un drammatico monito. Anche le sfide del<strong>l\u2019intelligenza artificiale <\/strong>\u2013 come nel caso dei lavoratori kenyani sfruttati nell\u2019outsourcing dei dati utilizzati per sistemi di AI \u2013 mostrano come l\u2019economia digitale trasferisce nel Global South i costi umani ed etici dell\u2019innovazione. In questa prospettiva potrebbe avere un senso pi\u00f9 ampio anche il <strong>Piano Mattei<\/strong>, perch\u00e9 si concretizzi sul piano multilaterale in un approccio paritario e articolato attorno a controllo delle migrazioni, istruzione e formazione, salute, agricoltura, acqua ed energia, infrastrutture.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Il rilancio di una nuova Assemblea Generale<\/u><\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 da questa visione della cooperazione che una partecipazione dell\u2019Italia all\u2019Onu potrebbe assumere allora una nuova dimensione politica e istituzionale, come proposta concreta sul tema dell\u201981\u00aa Assemblea Generale: insieme a un gruppo di Paesi europei, del Global South e di altri Paesi comunque sostenitori dell\u2019Onu, l\u2019Italia potrebbe iniziare a utilizzare maggiormente gli strumenti della stessa Assemblea Generale, organismo rappresentativo di tutta la comunit\u00e0 internazionale che pu\u00f2 ancora fermare le logiche egemoniche dei \u201cnuovi imperi\u201d, superando anche i veti e l\u2019immobilismo del Consiglio di Sicurezza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-201086 alignnone\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/unnysite.jpg\" sizes=\"(max-width: 273px) 100vw, 273px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/unnysite.jpg 964w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/unnysite-823x1024.jpg 823w\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"340\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Il presupposto di questa intesa \u201cneo-giusinternazionalista\u201d, fondata sul diritto internazionale e su una prospettiva postcoloniale, \u00e8 ritrovare una grammatica comune nella difesa intransigente della Carta delle Nazioni Unite, della Convenzione per la prevenzione del genocidio del 1948 e delle Convenzioni di Ginevra del 1949, elevandole da reperti formali a strumenti di resistenza geopolitica.<\/p>\n<p>Il baricentro istituzionale di questa convergenza risiede nella <strong>\u201cdottrina della <em>Uniting for Peace<\/em>\u201d<\/strong>, la Risoluzione 377A del 1950: l\u2019Assemblea Generale dell\u2019Onu, per porre fine alla guerra di Corea, concep\u00ec un importante strumento giuridico che offre ancora oggi la chiave di volta per superare lo stallo e l\u2019irresponsabilit\u00e0 dei grandi blocchi.<\/p>\n<p><strong>Questa dottrina codifica un principio di supplenza democratica fondamentale: <\/strong>quando il Consiglio di Sicurezza fallisce nel suo compito primario di mantenere la pace a causa del veto di un membro permanente, la responsabilit\u00e0 collettiva si trasferisce immediatamente e legittimamente all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L\u2019Assemblea, dove il voto di ogni singola nazione ha lo stesso peso e dove la convergenza tra Europa e Global South pu\u00f2 strutturarsi in una maggioranza schiacciante, acquisisce cos\u00ec il potere di convocarsi in sessione d\u2019emergenza entro ventiquattr\u2019ore per ricercare misure di cessate il fuoco, deferire le contese alla Corte internazionale di giustizia, e dovrebbe ora anche avere la forza di <strong>far schierare, se necessario, missioni di pace per ripristinare l\u2019ordine violato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si tratta perci\u00f2 di ricostruire un\u2019intesa strategica tra Europa e Global South, e altri attori affini, sulla base di principi universali da rendere effettivi: il rispetto della Carta delle Nazioni Unite, il divieto dell\u2019aggressione, la protezione dei civili, il diritto internazionale umanitario, la prevenzione dei crimini internazionali e la cooperazione con le istituzioni giudiziarie internazionali<\/strong>. Questa convergenza avrebbe anche un obiettivo politico essenziale: superare la percezione dei Paesi del Global South che il diritto internazionale venga applicato con il \u201cdoppio standard\u201d, a seconda degli Stati coinvolti. <strong>La credibilit\u00e0 della legalit\u00e0 internazionale dipende dalla sua coerenza.<\/strong><\/p>\n<p>La posta in gioco, dunque, non \u00e8 la creazione di un nuovo diritto internazionale, ma la restituzione di effettivit\u00e0 a quello esistente. Per superare la navigazione a vista occorre perci\u00f2 costruire maggioranze, attivare procedure, e soprattutto valorizzare l\u2019Assemblea Generale superando il Consiglio di Sicurezza quando \u00e8 paralizzato o in mano agli \u201cimperi\u201d, impedendo che la selettivit\u00e0 geopolitica svuoti di significato la pretesa universale della pace.<\/p>\n<p>In questi scenari delicati si inserisce anche <strong>la scelta del nuovo Segretario generale dell\u2019Onu<\/strong>, che dovrebbe decidersi entro l\u2019anno: la nomina spetta all\u2019Assemblea Generale, ma su una raccomandazione del Consiglio di Sicurezza, per cui il veto di un membro permanente pu\u00f2 bloccare una candidatura. L\u2019Assemblea pu\u00f2 tuttavia esercitare un forte peso politico, se costruisce un consenso tra Europa e Global South, perch\u00e9 la nomina non sia soltanto espressione delle grandi potenze. Una figura autorevole perch\u00e9 sostenuta da un\u2019ampia convergenza internazionale potrebbe infatti <strong>restituire al Segretario generale un ruolo pi\u00f9 incisivo per rilanciare la funzione dell\u2019Onu come sede di mediazione e di prevenzione dei conflitti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Conclusioni: una nuova Onu, la sfida per l\u2019Italia e l\u2019Europa<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Ogni scetticismo \u00e8 deleterio se si rinuncia a considerare la possibilit\u00e0 che l\u2019Onu venga riformato e va ribadita la necessit\u00e0 di creare strutture pi\u00f9 snelle e realmente operative, a cominciare dal dare un nuovo assetto ai \u2018Caschi blu\u2019.<\/p>\n<p><strong>Per questo il ruolo e la presenza attiva dell\u2019Italia e dell\u2019Europa non debbono mancare a New York nel prossimo futuro. <\/strong>Il tema scelto per questa 81\u00aa sessione non \u00e8 soltanto uno slogan: contiene una domanda politica alla quale oggi tutti siamo chiamati a rispondere. Come ricostruire la fiducia nelle istituzioni multilaterali mentre nuove potenze egemoni, tendenze nazionaliste, guerre, crisi umanitarie, trasformazioni tecnologiche e nuove disuguaglianze rimettono in discussione le regole della convivenza internazionale?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-201087 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/pexels-charles-parker-584757.jpg\" sizes=\"(max-width: 1279px) 100vw, 1279px\" srcset=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/pexels-charles-parker-584757.jpg 1279w, https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/pexels-charles-parker-584757-1024x683.jpg 1024w\" alt=\"\" width=\"1279\" height=\"853\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p><strong>La questione riguarda, in definitiva, ci\u00f2 che l\u2019Italia e l\u2019Europa intendono proporre sul futuro dell\u2019ordine internazionale. <\/strong>Per l\u2019Italia, dunque, esserci dovrebbe significare soprattutto avere una proposta: l\u2019occasione per un incontro tra Europa e Global South che miri a difendere e riformare l\u2019ordine multilaterale, rendendo effettivi il diritto internazionale, la protezione dei civili, la prevenzione dei conflitti e i diritti fondamentali.<\/p>\n<p>L\u2019Assemblea Generale, che riunisce tutti gli Stati sul principio dell\u2019uguaglianza formale, \u00e8 il luogo nel quale pu\u00f2 ancora essere tentato un percorso capace di fermare le logiche di guerra e di prevenire altre catastrofi umanitarie.<\/p>\n<p><strong>Non si pu\u00f2 attendere che i nuovi \u2018potenti della terra\u2019 disegnino la loro architettura sovranazionale per fare degli altri solo Stati vassalli. \u00c8 necessario dunque che leadership responsabili sappiano costruire un fronte comune tra democrazie resilienti e medie potenze per riattivare un\u2019Onu riformata, restituendole forza politica, credibilit\u00e0 e capacit\u00e0 di agire.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 su questa possibilit\u00e0 che l\u2019Italia e l\u2019Europa, con tutte le loro Istituzioni di garanzia e insieme alle rappresentanze della societ\u00e0 civile, dovrebbero riflettere per pensare soprattutto a come costruire la pace.<\/strong><\/p>\n<p><em>Foto Nazioni Unite<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/09\/81a-assemblea-dellonu-litalia-e-leuropa-nella-sfida-per-un-nuovo-ordine-internazionale\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/09\/81a-assemblea-dellonu-litalia-e-leuropa-nella-sfida-per-un-nuovo-ordine-internazionale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Maurizio Delli Santi) \u00abRipristinare la fiducia, governare il cambiamento, restituire alle Nazioni Unite la capacit\u00e0 di agire a beneficio di tutti\u00bb: \u00e8 questo il tema dell\u201981\u00aa Assemblea Generale delle Nazioni Unite in un momento di profonda crisi dell\u2019ordine internazionale. 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