{"id":97028,"date":"2026-09-16T11:00:17","date_gmt":"2026-09-16T09:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97028"},"modified":"2026-09-15T21:56:22","modified_gmt":"2026-09-15T19:56:22","slug":"brics-unanimita-a-geometrie-variabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97028","title":{"rendered":"BRICS, unanimit\u00e0 a geometrie variabili"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LA FIONDA (Margherita Furlan)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\">\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/afp_6aa691abd113-1789301163.webp\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/afp_6aa691abd113-1789301163.webp\" \/><\/div>\n<div class=\"contenuto-post\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>A Nuova Delhi i BRICS non trovano una posizione sulla guerra in Iran, ma firmano tutti l\u2019architettura per renderla irrilevante: pagamenti, cavi, calcolo, minerali. Storia di un compromesso che vale pi\u00f9 di quanto dice.<\/em><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il diciottesimo vertice BRICS si chiude con un testo che nessuno contesta e che non nomina mai Washington. Centoquaranta paragrafi, quattro sezioni, zero riserve. Chi legge solo il paragrafo sulla guerra vede la debolezza; chi legge il resto vede il metodo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le quattro del mattino<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quattro giorni prima dell\u2019apertura, la stampa occidentale dava il blocco per spaccato. Non era un pregiudizio: era una cronaca. A maggio, a Nuova Delhi, i ministri degli Esteri dei BRICS si erano lasciati senza comunicato congiunto, evento senza precedenti nella storia del gruppo, perch\u00e9 Teheran pretendeva una condanna esplicita degli attacchi americani e israeliani, Abu Dhabi una presa di posizione altrettanto netta contro l\u2019Iran, che aveva colpito il territorio emiratino con missili e droni fin dal primo giorno di guerra. L\u2019India, presidente di turno, aveva pubblicato una \u00abdichiarazione della presidenza\u00bb con una riga che diceva tutto: \u00abvi sono state opinioni divergenti fra alcuni membri riguardo alla situazione nella regione dell\u2019Asia occidentale e del Medio Oriente\u00bb. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, uscendo, aveva accusato senza nominarlo \u00abuno Stato membro che ha le sue relazioni speciali con Israele\u00bb. Tra maggio e settembre le cose erano peggiorate: il 19 agosto gli Emirati avevano sospeso ogni rapporto commerciale e finanziario con Teheran.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che \u00e8 accaduto nella notte tra venerd\u00ec 11 e sabato 12 settembre a Bharat Mandapam va quindi raccontato per quello che \u00e8: un negoziato serrato, condotto ai tre livelli degli sherpa, dei ministri e dei capi di Stato, chiuso alle quattro del mattino.<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Il segretario per le relazioni economiche del ministero degli Esteri indiano, Sudhakar Dalela, interrogato pi\u00f9 volte dai giornalisti su come fossero state ricomposte le posizioni di Iran ed Emirati, si \u00e8 rifiutato di entrare nel merito, limitandosi a dire che il paragrafo 28 \u00abcattura il consenso\u00bb e che \u00abil dialogo e la diplomazia devono essere il parametro guida\u00bb. Il Cremlino \u00e8 stato pi\u00f9 loquace. \u00abSiamo lieti che un intenso lavoro diplomatico abbia infine prodotto una formulazione accettabile sia per l\u2019Iran sia per gli Emirati Arabi Uniti, permettendo l\u2019adozione della dichiarazione finale\u00bb, ha detto il portavoce Dmitrij Peskov. E poi, con la soddisfazione di chi la pensava diversamente: \u00abMolti pessimisti ritenevano che non sarebbe stato possibile, ma tutto \u00e8 andato come previsto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sabato 12 settembre Narendra Modi ha letto in aula la frase che gli scettici aspettavano di non sentire: \u00abNessun membro ha sollevato obiezioni. La Dichiarazione di Nuova Delhi 2026 \u00e8 adottata all\u2019unanimit\u00e0\u00bb. Il documento porta un titolo da programma di governo, \u00abCostruire resilienza, innovazione, cooperazione e sostenibilit\u00e0\u00bb, le quattro parole che compongono l\u2019acronimo inglese RICS attorno al quale l\u2019India ha organizzato l\u2019intera presidenza.<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Centoquaranta paragrafi, divisi in quattro sezioni: governance globale e multilateralismo, pace e sicurezza, crescita economica, cooperazione culturale. Dentro ci sono la riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e delle istituzioni di Bretton Woods, la difesa dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio, la condanna dei dazi \u00abunilaterali\u00bb senza che Washington venga mai nominata, l\u2019opposizione alle sanzioni non autorizzate dal Palazzo di Vetro, la richiesta di togliere il blocco a Cuba e di dare alla Palestina il seggio pieno all\u2019ONU nei confini del 1967.<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Modi ha ricordato i numeri del gruppo: dieci membri, dieci partners, poco meno della met\u00e0 della popolazione mondiale, circa il 40 per cento del prodotto globale. E ha chiesto, con una formula che ha fatto il giro delle agenzie, di \u00abtrasformare la piramide dei privilegi in una piattaforma di partenariato, in cui ogni Paese abbia voce e ogni membro una posta in gioco\u00bb. Il Sud globale, ha detto, non deve limitarsi a sedere nelle istituzioni: deve partecipare alla scrittura delle regole. Ha proposto dieci punti per una \u00abtabella di marcia della riforma BRICS\u00bb da consegnare al prossimo vertice. Nel discorso di chiusura, il tono si \u00e8 fatto pi\u00f9 impaziente: i BRICS, ha detto, devono passare \u00abdai fascicoli all\u2019impatto sulla vita reale\u00bb.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro dei presenti spiega molto. Xi Jinping era in India per la prima volta in sette anni, e il suo incontro con Modi ha toccato la stabilit\u00e0 del confine himalayano, gli squilibri commerciali e l\u2019accesso ai mercati. Vladimir Putin \u00e8 arrivato l\u201911 settembre e ha incontrato Modi prima dell\u2019apertura, ribadendo l\u2019obiettivo dei cento miliardi di dollari d\u2019interscambio bilaterale entro il 2030. Masoud Pezeshkian rappresentava l\u2019Iran in guerra. Il principe ereditario di Abu Dhabi, Khaled bin Mohamed Al Nahyan, era portavoce degli Emirati colpiti. I due si sono visti il 12 settembre, primo incontro a quel livello dall\u2019inizio del conflitto, e hanno \u00absottolineato l\u2019importanza di sostenere gli sforzi per ridurre le tensioni e rafforzare la stabilit\u00e0 regionale\u00bb, secondo la nota dell\u2019ufficio stampa di Abu Dhabi. Lula non c\u2019era: \u00e8 rimasto in Brasile per la campagna elettorale, sostituito dal ministro degli Esteri Mauro Vieira. L\u2019Arabia Saudita sedeva come invitata: Nuova Delhi la elenca tra i membri, mentre Riad continua a considerare la propria adesione mai perfezionata.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 il fatto. Poi c\u2019\u00e8 la lettura ed \u00e8 qui che le strade si dividono. La stampa internazionale ha titolato sull\u2019unit\u00e0 ritrovata nonostante le divisioni; Praveen Donthi, analista dell\u2019International Crisis Group, ha osservato che i membri, \u00abimpegnati nel successo di questo raggruppamento non occidentale\u00bb, possono dirsi \u00abragionevolmente soddisfatti\u00bb di un risultato modesto ottenuto in mezzo a una turbolenza geopolitica di questa portata.<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0\u00c8 una lettura corretta eppur insufficiente. Corretta perch\u00e9 il paragrafo sulla guerra \u00e8 davvero un paragrafo di sottrazione. Insufficiente perch\u00e9 misura il vertice con il metro sbagliato: quello del comunicato di condanna, dell\u2019Occidente, non del blocco che si va via via costruendo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Nuova Delhi i BRICS hanno scelto invece la geometria variabile non come ripiego ma come metodo. L\u2019unanimit\u00e0 non nasce dall\u2019accordo sulla guerra, che non c\u2019\u00e8. Nasce dall\u2019accordo sulle infrastrutture del dopo-conflitto, che c\u2019\u00e8, ed \u00e8 scritto: pagamenti, cavi sottomarini, intelligenza artificiale, minerali critici, cereali. \u00c8 il passaggio da alleanza dichiarativa a blocco storico in costruzione, per usare la categoria gramsciana. La presidenza cinese del 2027 ne sar\u00e0 la prova.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Vent\u2019anni di scacchiera<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paragrafo 7 della Dichiarazione ricorda \u00abla storica ricorrenza del ventesimo anniversario dei BRICS\u00bb.<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Il conto parte dal 2006, quando i ministri degli Esteri di Brasile, Russia, India e Cina s\u2019incontrarono per la prima volta a margine dell\u2019Assemblea generale dell\u2019ONU. Ma l\u2019acronimo era nato cinque anni prima, in un luogo che dice molto sulla natura ambigua del progetto: un rapporto di Goldman Sachs. Il 30 novembre 2001, a poche settimane dall\u201911 settembre, l\u2019economista Jim O\u2019Neill pubblicava un documento intitolato \u00abBuilding Better Global Economic BRICs\u00bb, nel quale sosteneva che le quattro economie emergenti avrebbero pesato sempre di pi\u00f9 nel prodotto mondiale e che la governance economica globale, a cominciare dal G7, avrebbe dovuto farvi posto.<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0Era un consiglio d\u2019investimento, non un manifesto politico. Il fatto che una sigla coniata a Wall Street sia diventata, un quarto di secolo dopo, la bandiera di chi contesta l\u2019ordine costruito da Wall Street \u00e8 una di quelle ironie che la storia produce con regolarit\u00e0 e che gli analisti dimenticano con altrettanta regolarit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo vertice si tenne a Ekaterinburg il 16 giugno 2009, nel pieno della crisi finanziaria partita dai mutui americani. Non fu un caso: La turbolenza aveva mostrato che il centro del sistema poteva contagiare la periferia senza chiederle il permesso e che le istituzioni di Bretton Woods non avevano n\u00e9 gli strumenti n\u00e9 la volont\u00e0 di proteggerla. Nel 2010 il Sudafrica fu invitato ad aderire e la sigla guadagn\u00f2 la sua \u00abS\u00bb. Nel 2014, a Fortaleza, nacquero la Nuova Banca di Sviluppo e l\u2019Accordo di riserva contingente, le prime istituzioni proprie del gruppo, concepite come alternative parziali alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario.<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0Poi vennero gli anni della stanchezza, nei quali i vertici producevano comunicati e poco altro e l\u2019Occidente si convinse che i BRICS fossero un acronimo in cerca di contenuto.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La svolta ha una data: il 24 febbraio 2022. L\u2019operazione militare speciale russa in Ucraina, e soprattutto la risposta finanziaria dell\u2019Occidente, che congel\u00f2 le riserve della Banca centrale moscovita ed escluse le principali banche del Paese dal sistema SWIFT, cambi\u00f2 il senso del gruppo. Quello che era stato un forum di coordinamento economico divent\u00f2, per Mosca, l\u2019unica architettura multilaterale disponibile; per gli altri membri divent\u00f2 la dimostrazione che le riserve in dollari non erano un patrimonio ma un ostaggio. Nell\u2019agosto 2023, a Johannesburg, il gruppo decise l\u2019allargamento. A Kazan, nell\u2019ottobre 2024, sedettero per la prima volta al tavolo Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti e, in forma incerta, Arabia Saudita; la Dichiarazione di Kazan lanci\u00f2 l\u2019Iniziativa per i pagamenti transfrontalieri e la categoria dei \u00abPaesi partner\u00bb.<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0A Rio de Janeiro, nel luglio 2025, l\u2019Indonesia sedette per la prima volta come membro a pieno titolo e la dichiarazione finale condann\u00f2 con parole nette gli attacchi militari contro l\u2019Iran cominciati il 13 giugno di quell\u2019anno.<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0Oggi i membri sono dieci, altrettanti i partners, dalla Bielorussia al Vietnam, dalla Nigeria alla Malaysia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena fermarsi su un testo che nel 1997 descriveva, con la precisione del timore, esattamente la fotografia di famiglia scattata a Bharat Mandapam. Zbigniew Brzezinski, consigliere per la sicurezza nazionale di Jimmy Carter e teorico dell\u2019egemonia americana in Eurasia, scriveva ne \u00abLa grande scacchiera\u00bb che \u00ablo scenario potenzialmente pi\u00f9 pericoloso sarebbe una grande coalizione di Cina, Russia e forse Iran, una coalizione \u201cantiegemonica\u201d unita non dall\u2019ideologia ma da rimostranze complementari\u00bb.<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0Aggiungeva che una simile coalizione avrebbe ricordato, per dimensioni e portata, il blocco sino-sovietico e che evitarla avrebbe richiesto una prova simultanea di abilit\u00e0 geostrategica americana sui perimetri occidentale, orientale e meridionale dell\u2019Eurasia. Ventinove anni dopo, quella coalizione sedeva allo stesso tavolo: Xi, Putin e Pezeshkian, uno accanto all\u2019altro, nella capitale del Paese che Brzezinski considerava il contrappeso naturale della Cina. Le \u00abrimostranze complementari\u00bb sono oggi le sanzioni per la Russia, i dazi per la Cina, la guerra per l\u2019Iran.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la fotografia inganna ed \u00e8 la seconda met\u00e0 dell\u2019osservazione di Brzezinski a spiegare perch\u00e9. La coalizione che temeva \u00e8 a Delhi, in india, il Paese che ha subito i dazi americani al 50 per cento nell\u2019agosto 2025 per l\u2019acquisto di greggio russo e li ha visti scendere al 18 per cento nel febbraio 2026, dopo che Modi si \u00e8 impegnato con Trump a interrompere quegli acquisti. \u00c8 il Paese che ha ospitato Xi ma con cui la Cina ha ancora aperta una disputa di confine costata vite umane nel 2020. \u00c8 la capitale che ha trattato fino alle quattro del mattino per impedire che il testo nominasse Washington. L\u2019abilit\u00e0 geostrategica che Brzezinski chiedeva agli Stati Uniti oggi la esercita Nuova Delhi, ma in direzione opposta: non per impedire la coalizione, ma per tenerla dentro un formato che non la obblighi a schierarsi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui sta il paradosso strutturale del blocco, che nessun comunicato pu\u00f2 risolvere e che a Delhi si \u00e8 visto in trasparenza. I BRICS sono contemporaneamente la coalizione antiegemonica di Brzezinski e il suo antidoto. Contengono i tre Paesi che Washington considera avversari e le nazioni che Washington considera partners necessari, dall\u2019India agli Emirati all\u2019Arabia Saudita. Non possono quindi essere un\u2019alleanza e non lo saranno. Possono essere un\u2019altra cosa, che ha meno precedenti e per questo si fatica a nominare: un cantiere di istituzioni parallele, aperto a chi non vuole scegliere.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il paragrafo 22 e il paragrafo 28<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire il compromesso di Delhi bisogna leggere due paragrafi che distano sei numeri e un abisso. Il paragrafo 22 non lascia margini: \u00abCondanniamo l\u2019imposizione di misure coercitive unilaterali contrarie al diritto internazionale, e ribadiamo che tali misure, tra l\u2019altro sotto forma di sanzioni economiche unilaterali e sanzioni secondarie, hanno implicazioni negative di vasta portata per i diritti umani, compresi i diritti allo sviluppo, alla salute e alla sicurezza alimentare, della popolazione generale degli Stati colpiti\u00bb.<a id=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0Segue la richiesta di \u00abeliminazione di tali misure illegittime\u00bb e, a chiudere, la riaffermazione dell\u2019opposizione a ogni sanzione \u00abnon autorizzata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite\u00bb. Il linguaggio non \u00e8 nuovo: le dichiarazioni di Kazan e di Rio contenevano formule simili. Innovativo \u00e8 il contesto, che da peso alle parole. Le sanzioni secondarie sono lo strumento con cui il Tesoro americano colpisce le banche di Paesi terzi che trattano con la Russia o con l\u2019Iran; sono il mezzo che lo stesso Trump ha rivendicato contro l\u2019India, descrivendo i dazi aggiuntivi dell\u2019agosto 2025 come sanzioni secondarie per l\u2019acquisto di petrolio russo. Che l\u2019India, gli Emirati, l\u2019Egitto, l\u2019Indonesia abbiano messo la firma sotto una frase che le dichiara \u00abcontrarie al diritto internazionale\u00bb non \u00e8 ornamento: \u00e8 una presa di posizione che vale per Mosca e per Teheran, ma che prima di tutto per chi l\u2019ha firmata.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sei paragrafi dopo, il tono cambia. Il paragrafo 28 parla per sottrazione: \u00abEsprimiamo profonda preoccupazione per la continua escalation delle tensioni in Medio Oriente e Asia occidentale e, ricordando le nostre rispettive posizioni nazionali, chiediamo di esercitare la massima moderazione e di evitare azioni che possano aggravare ulteriormente la situazione\u00bb.<a id=\"_ftnref12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0Nessun nome: n\u00e9 Washington, n\u00e9 Tel Aviv, n\u00e9 Teheran, n\u00e9 Abu Dhabi. Una clausola rivela la cucitura, \u00abricordando le nostre rispettive posizioni nazionali\u00bb, che in linguaggio diplomatico significa che il testo non impegna nessuno a ci\u00f2 che non pensa. Il paragrafo si chiude con una frase significativa: \u00abSottolineiamo la necessit\u00e0 di lavorare insieme per mantenere il flusso regolare del commercio globale, delle catene di approvvigionamento e dell\u2019energia\u00bb. Solo al paragrafo 29 il documento alza il tono, con la \u00abseria preoccupazione per gli attacchi deliberati contro infrastrutture civili e impianti nucleari pacifici sotto piene salvaguardie dell\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica, in violazione del diritto internazionale\u00bb.<a id=\"_ftnref13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0Anche qui nessun nome, ma il riferimento \u00e8 trasparente: gli impianti nucleari sotto salvaguardia AIEA colpiti dal 2025 a oggi sono quelli iraniani.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto con Rio \u00e8 impietoso, e va fatto. Nel luglio 2025 i leader avevano condannato \u00abgli attacchi militari contro la Repubblica islamica dell\u2019Iran\u00bb, con tanto di nome del Paese aggredito.<a id=\"_ftnref14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn14\">[14]<\/a>\u00a0Quattordici mesi dopo, con l\u2019Iran in guerra aperta contro Stati Uniti e Israele dal 28 febbraio, il testo si limita alla \u00abprofonda preoccupazione\u00bb per \u00abtensioni\u00bb. Il linguaggio \u00e8 stato \u00abammorbidito drasticamente\u00bb e, per la prima volta dal 2022, ogni riferimento all\u2019Ucraina \u00e8 scomparso dal testo. Questo secondo silenzio \u00e8 forse pi\u00f9 eloquente del primo. Dal vertice di Pechino del 2022 in poi, ogni dichiarazione BRICS aveva dedicato all\u2019Ucraina almeno una riga, di solito per \u00abprendere atto delle posizioni nazionali\u00bb e \u00abapprezzare le offerte di mediazione\u00bb. A Delhi neppure quello. Il conflitto che ha rifondato il gruppo nel 2022 \u00e8 diventato innominabile nel 2026: segno che la Russia non ha pi\u00f9 bisogno di una copertura verbale, o che l\u2019India non vuole pi\u00f9 concederla nel momento in cui negozia con Washington il proprio regime tariffario, o entrambe le cose.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 un punto del testo in cui i nomi compaiono ed \u00e8 istruttivo vedere dove. La sezione sulla Palestina, dal paragrafo 30 al 34, \u00e8 la pi\u00f9 lunga e la pi\u00f9 netta di tutta la parte politica: \u00abferma opposizione allo sgombero forzato, temporaneo o permanente, con qualsiasi pretesto, di qualsiasi parte della popolazione palestinese dal Territorio palestinese occupato\u00bb, condanna dell\u2019\u00abuso della fame come metodo di guerra\u00bb, sostegno all\u2019UNRWA, richiamo alle misure provvisorie della Corte internazionale di giustizia \u00abnel procedimento avviato dal Sudafrica contro Israele\u00bb, rifiuto di \u00abqualsiasi misura unilaterale che cerchi di alterare lo status giuridico e storico di Gerusalemme occupata\u00bb.<a id=\"_ftnref15\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn15\">[15]<\/a>\u00a0Il paragrafo 35 sul Libano va oltre: \u00abChiediamo a Israele di rispettare i termini concordati con il governo libanese e di ritirare le sue forze di occupazione da tutti i territori libanesi in cui ancora permangono\u00bb.<a id=\"_ftnref16\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn16\">[16]<\/a>\u00a0Israele \u00e8, in tutta la Dichiarazione, l\u2019unico Stato nominato come parte che colpisce. Gli Stati Uniti non lo sono mai: n\u00e9 sui dazi, n\u00e9 sulle sanzioni, n\u00e9 su Cuba, per cui il paragrafo 27 parla di \u00abinasprimento delle misure unilaterali di blocco\u00bb e chiede la fine delle \u00abmisure economiche, commerciali e finanziarie contro Cuba\u00bb senza dire chi le impone.<a id=\"_ftnref17\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn17\">[17]<\/a>\u00a0La geometria dei nomi \u00e8 la mappa delle forze: si cita chi si pu\u00f2 nominare senza perdere una firma. Gli Emirati, che hanno normalizzato le relazioni diplomatiche con Israele nel 2020 e che dal 2026 sono in guerra con l\u2019Iran, sull\u2019occupazione del Libano mettono la firma. Sugli attacchi all\u2019Iran, no. \u00c8 la stessa mano che scrive due paragrafi diversi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019ultima annotazione sulla sezione politica, che porta l\u2019impronta della presidenza. Il paragrafo 40 \u00abcondanna nei termini pi\u00f9 forti l\u2019attacco terroristico nel Jammu e Kashmir del 22 aprile 2025, in cui ventisei persone sono state uccise\u00bb, e chiede \u00abtolleranza zero\u00bb e il rifiuto dei \u00abdoppi standard\u00bb nella lotta al terrorismo.<a id=\"_ftnref18\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn18\">[18]<\/a>\u00a0Il Pakistan non \u00e8 nominato, ma il paragrafo \u00e8 una vittoria diplomatica indiana che la Cina, alleata di Islamabad, ha lasciato passare. Anche questo \u00e8 un mattone: Nuova Delhi ha usato la presidenza per far scrivere nel testo del blocco la propria agenda di sicurezza e Pechino ha pagato quel prezzo per avere in cambio la presidenza 2027 senza obiezioni.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una lezione di realismo classico in questo scarto tra il paragrafo 22 e il paragrafo 28. Tucidide fa dire agli ambasciatori ateniesi, davanti ai Melii che invocano la giustizia, che \u00abnel calcolo umano il diritto vale quando le forze sono pari, mentre i forti fanno ci\u00f2 che possono e i deboli subiscono ci\u00f2 che devono\u00bb.<a id=\"_ftnref19\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn19\">[19]<\/a>\u00a0Il dialogo dei Melii \u00e8 il testo fondativo del realismo, ma di solito si dimentica che finisce con la distruzione di Melo: il realismo descrive il mondo, non lo giustifica. I BRICS, a Delhi, si sono comportati da lettori di Tucidide. Sulla guerra, dove le forze non sono pari e dove gli Emirati stanno con i forti, hanno scelto il silenzio. Sulle sanzioni, dove la somma delle loro economie comincia a rendere le forze pari, hanno scelto la condanna. Modi ha detto che il Sud globale deve \u00abscrivere le regole\u00bb invece di subirle: \u00e8 la risposta, a ventiquattro secoli di distanza, agli ambasciatori ateniesi. Ma le regole si scrivono quando si ha il potere di farle rispettare, e la forza dei BRICS oggi \u00e8 finanziaria e commerciale, non militare. Il documento ne \u00e8 consapevole: incide dove gli \u00e8 concesso, tace dove non arriva.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Russia e Iran si sono mossi come una coppia coordinata. Stessa linea sul conflitto, medesima insistenza sul meccanismo delle sanzioni. Hanno ottenuto il paragrafo 22 e hanno accettato il paragrafo 28. Per Teheran il baratto \u00e8 meno svantaggioso di quanto sembri: una condanna nominativa degli Stati Uniti in un comunicato BRICS non avrebbe fermato un solo missile, mentre la dichiarazione di illegittimit\u00e0 delle sanzioni secondarie, firmata da Paesi che con Washington commerciano, \u00e8 un argomento che le banche di Mumbai, Dubai e Giacarta dovranno d\u2019ora in poi considerare. Per Mosca il calcolo \u00e8 ancora pi\u00f9 semplice e Peskov lo ha messo nero su bianco: \u00abLa dichiarazione include le disposizioni che per noi sono importanti. Riguardano i centri di regolamento congiunti, una piattaforma d\u2019investimento comune e una piattaforma condivisa per i pagamenti in valute nazionali\u00bb. Sulla guerra iraniana il Cremlino non ha bisogno di una condanna scritta. Gli basta che il fronte regga e che il greggio, che finanzia il suo bilancio, resti sopra i cento dollari.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ci\u00f2 che Mosca ha portato a casa<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dedollarizzazione, nel lessico BRICS, non si proclama: si costruisce un vertice alla volta e a ogni vertice si misura quanti mattoni sono stati posati. A Delhi i mattoni hanno un numero di paragrafo. Il 90 riconosce il lavoro della squadra operativa sui pagamenti, la BRICS Payment Task Force, istituita sulla base delle indicazioni di Kazan e Rio e ne cita gli obiettivi con precisione: lo studio dell\u2019\u00abinteroperabilit\u00e0 transfrontaliera dei canali di pagamento e di messaggistica\u00bb e la promozione di \u00abregolamenti commerciali e investimenti nelle valute locali dei BRICS\u00bb, con la clausola di prudenza secondo cui \u00abnon esiste un approccio valido per tutti\u00bb.<a id=\"_ftnref20\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn20\">[20]<\/a>\u00a0La parola \u00abmessaggistica\u00bb \u00e8 quella che conta: SWIFT non \u00e8 un sistema di pagamento ma un sistema di messaggi tra banche, ed \u00e8 dalla messaggistica che l\u2019Occidente ha escluso le banche russe nel 2022. Costruire canali interoperabili tra i sistemi nazionali (il russo SPFS, il cinese CIPS, l\u2019indiano UPI) significa costruire il tratto di strada che aggira il casello.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paragrafo 93 riguarda la Nuova Piattaforma d\u2019Investimento, la NIP, per la quale la Dichiarazione prende atto dell\u2019 \u00abampio sostegno espresso dai membri per proseguire il lavoro con un approccio basato sul consenso, graduale e guidato dai membri\u00bb, e della costituzione di un gruppo di studio dedicato all\u2019interno del canale finanziario.<a id=\"_ftnref21\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn21\">[21]<\/a>\u00a0Il paragrafo 94 tocca l\u2019infrastruttura di regolamento e di deposito titoli, l\u2019equivalente delle Euroclear e Clearstream europee, con la notizia di un \u00abseminario tecnico\u00bb che ha esplorato \u00able dimensioni giuridiche, istituzionali, regolamentari e tecniche dei sistemi di regolamento e deposito\u00bb dei vari membri.<a id=\"_ftnref22\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn22\">[22]<\/a>\u00a0Il paragrafo 102 riporta i progressi dell\u2019iniziativa sulle Garanzie multilaterali BRICS, concepita per \u00abmobilitare capitale privato, migliorare il merito creditizio e ridurre i costi di finanziamento\u00bb dei progetti nel Sud globale, con l\u2019avvio di \u00abtransazioni pilota\u00bb.<a id=\"_ftnref23\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn23\">[23]<\/a>\u00a0Il 97 riguarda l\u2019Accordo di riserva contingente, il fondo comune da cento miliardi nato a Fortaleza, e la sua \u00abresilienza operativa\u00bb.<a id=\"_ftnref24\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn24\">[24]<\/a>\u00a0Il 115 celebra il \u00absecondo decennio d\u2019oro\u00bb della Nuova Banca di Sviluppo, la incoraggia a \u00abespandere il finanziamento in valuta locale\u00bb e sostiene l\u2019allargamento dei suoi azionisti.<a id=\"_ftnref25\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn25\">[25]<\/a><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono tre i mattoni che Peskov ha rivendicato: centri di regolamento comuni, piattaforma d\u2019investimento, piattaforma per i pagamenti in valute nazionali. Corrispondono ai paragrafi 94, 93 e 90. Sono, nell\u2019ordine, il luogo dove si custodiscono i titoli, si raccoglie il capitale e si trasferisce il denaro: le tre funzioni che oggi l\u2019Occidente controlla e che dal 2022 usa come arma. Il Cremlino insegue questa architettura da quattro anni con un\u2019insistenza che i partners hanno spesso frenato, e a Delhi l\u2019ha vista scritta in un testo che porta anche la firma dell\u2019India.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna per\u00f2 dire con chiarezza che cosa non c\u2019\u00e8. Non c\u2019\u00e8 una moneta comune, e non ci sar\u00e0. Il segretario Dalela lo ha detto senza giri di parole: \u00abAl momento non esiste alcuna proposta di valuta BRICS\u00bb.<a id=\"_ftnref26\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn26\">[26]<\/a>\u00a0Non c\u2019\u00e8 una data per la piattaforma dei pagamenti, non c\u2019\u00e8 un\u2019architettura giuridica vincolante, non c\u2019\u00e8 un solo impegno formulato con il verbo \u00abdecidiamo\u00bb. Ogni paragrafo finanziario della Dichiarazione \u00e8 scritto al condizionale istituzionale: \u00abincoraggiamo\u00bb, \u00abprendiamo atto\u00bb, \u00abaccogliamo con favore\u00bb, \u00absosteniamo la prosecuzione delle discussioni\u00bb. \u00c8 il linguaggio di chi costruisce con dieci mani e sa che una sola, ritratta, farebbe crollare l\u2019impalcatura. L\u2019India e il Brasile, i due membri pi\u00f9 esposti al mercato americano e pi\u00f9 interessati a non provocare Washington, hanno ottenuto che di moneta non si parlasse e che ogni riferimento fosse ai \u00abpagamenti in valuta locale\u00bb, formula che ogni banca centrale pu\u00f2 interpretare a modo suo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi legge in questa prudenza la prova che i BRICS non fanno sul serio commette l\u2019errore speculare di chi osserva nel paragrafo 22 una dichiarazione di guerra al dollaro. Susan Strange, la studiosa britannica che negli anni Ottanta descrisse per prima la differenza tra il potere \u00abrelazionale\u00bb, quello di costringere qualcuno a fare qualcosa, e il potere \u00abstrutturale\u00bb, quello di decidere le regole entro cui tutti operano, individuava quattro strutture primarie del potere globale: la sicurezza, la produzione, la finanza e la conoscenza.<a id=\"_ftnref27\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn27\">[27]<\/a>\u00a0Chi controlla la struttura finanziaria, sosteneva, non ha bisogno di costringere nessuno: gli basta possedere le tubature attraverso cui il credito scorre. La Dichiarazione di Delhi non attacca il potere relazionale degli Stati Uniti, che resta enorme; lavora, paragrafo dopo paragrafo, sulla struttura. Interoperabilit\u00e0 dei messaggi, depositi titoli, garanzie, valuta locale. Sono tubature. Non fanno rumore, non compaiono nei titoli, e quando saranno posate nessuno dovr\u00e0 pi\u00f9 chiedere il permesso per usarle. La differenza tra il proclama e il cantiere \u00e8 tutta qui, e corrisponde esattamente a ci\u00f2 che la stampa occidentale, misurando la dedollarizzazione sul metro degli annunci, non riesce a vedere.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019annotazione sulla misura. La quota del dollaro nelle riserve ufficiali mondiali scende lentamente da vent\u2019anni, ma resta largamente maggioritaria; la misura dello yuan negli scambi internazionali cresce ma rimane marginale; l\u2019oro, che le banche centrali non occidentali accumulano dal 2022 a ritmi mai visti, \u00e8 l\u2019unica \u00abvaluta BRICS\u00bb che esista davvero, ed \u00e8 senza emittente.<a id=\"_ftnref28\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn28\">[28]<\/a>\u00a0La corsa all\u2019oro delle banche centrali \u00e8 il termometro pi\u00f9 affidabile della transizione multipolare, proprio perch\u00e9 non passa da nessun comunicato. La Dichiarazione di Delhi infatti non menziona l\u2019oro. Non ne ha bisogno: i lingotti si comprano in silenzio, come si posano le tubature.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019agenda cinese e l\u2019avvertimento indiano<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la Russia ha portato a casa la finanza, la Cina ha portato a casa la tecnologia e il futuro. Il 13 settembre, nella seconda sessione del vertice, Xi Jinping ha pronunciato un discorso dal titolo programmatico, \u00abCementare le fondamenta della cooperazione BRICS e rafforzare la forza del Sud globale\u00bb, e ha annunciato cinque iniziative che il ministero degli Esteri cinese ha pubblicato con la consueta numerazione.<a id=\"_ftnref29\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn29\">[29]<\/a>\u00a0La prima \u00e8 un\u2019iniziativa per l\u2019\u00abintelligenza artificiale aperta e inclusiva\u00bb: una comunit\u00e0 BRICS per l\u2019IA a codice aperto, sostegno allo sviluppo di modelli linguistici di grandi dimensioni, formazione, costruzione di un ecosistema. La seconda riguarda la \u00abfacilitazione del commercio e degli investimenti\u00bb, con un partenariato tra le zone economiche speciali dei Paesi membri, un portale intelligente e un forum sui servizi da tenersi nel 2027. La terza \u00e8 la \u00abcooperazione nell\u2019industria digitale\u00bb, con una piattaforma cloud condivisa, formazione di competenze e scambio tecnologico. La quarta \u00e8 la \u00abcooperazione nella manifattura intelligente\u00bb: assistenza cinese alla costruzione di fabbriche intelligenti nei Paesi membri. La quinta \u00e8 lo \u00absviluppo dei talenti scientifici e tecnologici\u00bb, con un\u2019alleanza per la formazione degli ingegneri e un programma di scambi giovanili.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La frase che accompagna il pacchetto dice il resto: i Paesi BRICS devono \u00abcogliere l\u2019iniziativa storica, unire il Sud globale, essere una forza attiva, stabilizzatrice e positiva negli affari internazionali\u00bb.<a id=\"_ftnref30\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn30\">[30]<\/a>\u00a0Xi ha aggiunto la difesa dello \u00abstato di diritto internazionale\u00bb, l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019ONU, la riforma dell\u2019architettura finanziaria per \u00abaccrescere la rappresentanza dei Paesi in via di sviluppo\u00bb e la costruzione di un \u00abquadro di governance globale dell\u2019IA basato sul consenso\u00bb. Nulla di tutto questo \u00e8 nuovo nel lessico cinese. Significativo \u00e8 che venga pronunciato a Nuova Delhi, davanti all\u2019India, dal Paese che dal 1\u00b0 gennaio 2027 presieder\u00e0 il gruppo e ospiter\u00e0 il diciannovesimo vertice: l\u2019ultimo paragrafo della Dichiarazione, il 140, \u00abestende pieno sostegno alla Cina per la sua presidenza BRICS nel 2027\u00bb.<a id=\"_ftnref31\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn31\">[31]<\/a>\u00a0Le cinque iniziative sono, in sostanza, l\u2019agenda della presidenza cinese annunciata con quindici mesi di anticipo, in casa d\u2019altri.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Sud globale ha applaudito. L\u2019India ha ascoltato con attenzione, e ha risposto. Nella sessione sui quattro pilastri, lo stesso 13 settembre, Modi ha avvertito che \u00abl\u2019uso della tecnologia e dei minerali critici come armi\u00bb minaccia \u00abil progresso condiviso\u00bb.<a id=\"_ftnref32\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn32\">[32]<\/a>\u00a0La frase non nominava la Cina, esattamente come il paragrafo 22 non nominava gli Stati Uniti; e come il paragrafo 22, non ne aveva bisogno. Pechino controlla oltre il 90 per cento della lavorazione mondiale dei magneti in terre rare e dall\u2019aprile 2025 ha introdotto restrizioni all\u2019esportazione che hanno colpito anche l\u2019industria indiana. Modi aveva usato le stesse parole a Rio, nel luglio 2025. Nel frattempo l\u2019India ha firmato con il Brasile, nel febbraio 2026, un accordo sulle catene di approvvigionamento delle terre rare, cercando nell\u2019altro membro non allineato del gruppo un\u2019alternativa alla dipendenza dal primo. Il paragrafo 67 della Dichiarazione, che \u00abafferma la necessit\u00e0 di promuovere catene di approvvigionamento dei minerali critici affidabili, responsabili, diversificate, resilienti, eque, sostenibili e giuste\u00bb, e che \u00abpreserva pienamente i diritti sovrani\u00bb dei Paesi produttori sulle proprie risorse, \u00e8 il compromesso tra le due letture: la Cina conserva la sovranit\u00e0 sulle sue restrizioni, l\u2019India ottiene che la \u00abdiversificazione\u00bb sia scritta come obiettivo comune.<a id=\"_ftnref33\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn33\">[33]<\/a><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il South China Morning Post, quotidiano di Hong Kong, ha colto lo scambio con precisione: l\u2019offerta di Xi sull\u2019intelligenza artificiale e l\u2019avvertimento di Modi sui minerali riassumono \u00abun fronte unito contro i dazi americani\u00bb e insieme \u00abi limiti evidenti di quell\u2019unit\u00e0\u00bb sul controllo delle risorse.<a id=\"_ftnref34\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn34\">[34]<\/a>\u00a0\u00c8 il paradosso BRICS in una sola pagina: la Cina offre al Sud globale l\u2019IA a codice aperto, i modelli linguistici, le fabbriche intelligenti, e nello stesso tempo controlla la materia prima senza la quale nessuna fabbrica intelligente e nessun centro di calcolo funziona. Offre il software e trattiene l\u2019hardware. L\u2019India lo sa, e lo dice.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il punto merita di essere spinto oltre la cronaca. Nell\u2019ecosistema americano, il controllo della potenza di calcolo, dei modelli e delle infrastrutture satellitari \u00e8 passato nelle mani di un pugno di attori privati, Palantir, SpaceX, i grandi fondi, che orientano le politiche degli Stati invece di eseguirle. Il paragrafo 81 della Dichiarazione chiede \u00abcooperazione internazionale per accrescere l\u2019accessibilit\u00e0 delle risorse di IA\u00bb e un futuro \u00abgiusto, equo e prospero per tutti i Paesi, specialmente quelli del Sud globale\u00bb; richiama il vertice sull\u2019impatto dell\u2019IA di Nuova Delhi del febbraio 2026 e la Conferenza mondiale sull\u2019IA di Shanghai; impegna i firmatari ad attuare la Dichiarazione dei leader BRICS sulla governance globale dell\u2019IA.<a id=\"_ftnref35\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn35\">[35]<\/a>\u00a0Il modello che Xi propone, IA aperta con modelli sviluppati in comune, \u00e8 l\u2019opposto dichiarato del modello proprietario e militarizzato della Silicon Valley. Ma \u00abaperto\u00bb non significa \u00abneutro\u00bb. Un modello linguistico addestrato a Shenzhen e un modello addestrato a San Francisco incorporano entrambi il senso comune di chi li ha costruiti; e il senso comune, come ricorda Gramsci, \u00e8 il terreno stesso dell\u2019egemonia. La partita per il Sud globale non \u00e8 tra IA aperta e IA chiusa. \u00c8 tra chi avr\u00e0 la potenza di calcolo per addestrare i propri modelli e chi user\u00e0 quelli degli altri. Su questo la Dichiarazione chiede \u00abaccesso equo\u00bb, che \u00e8 il modo diplomatico di ammettere che oggi l\u2019accesso non \u00e8 equo, neppure dentro i BRICS.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fuori dalla sala<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre a Bharat Mandapam si limava il paragrafo 28, la scacchiera del Golfo si muoveva a una velocit\u00e0 che nessun comunicato pu\u00f2 seguire. I fatti della settimana del vertice vanno elencati, perch\u00e9 la loro somma pesa pi\u00f9 del testo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul Mar Rosso, Ansarallah ha completato in pochi giorni la conquista dell\u2019intera costa yemenita. L\u201911 e il 12 settembre il movimento ha preso Mocha, il porto del caff\u00e8 che fu per secoli lo scalo del Mar Rosso, e l\u2019isola di Mayyun, detta Perim, che sta all\u2019imboccatura di Bab al-Mandab e la divide in due canali. Da Mayyun alla costa africana ci sono venti chilometri. Ansarallah controlla oggi l\u2019intero versante orientale dello stretto attraverso cui passa il traffico tra Suez e l\u2019Oceano Indiano, e ha superato in una settimana le forze sostenute dall\u2019Arabia Saudita che lo presidiavano dal 2018. Un membro dell\u2019ufficio politico del movimento, Hazem al-Assad, ha assicurato che \u00abla libert\u00e0 di navigazione e il commercio internazionale nel Mar Rosso e a Bab al-Mandab sono sicuri e ordinati\u00bb: garanzia che vale finch\u00e9 chi la d\u00e0 decide che valga. L\u2019Egitto, che secondo Al Jazeera ha perso circa sette miliardi di dollari d\u2019introiti del Canale di Suez tra il 2023 e il 2024, il 60 per cento del totale, e che vede il traffico nel Mar Rosso dimezzato dal 2023, \u00absegue una politica di distanza dall\u2019intervento militare\u00bb.Pi\u00f9 di duemila yemeniti sono fuggiti a Gibuti in ventiquattr\u2019ore.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla penisola arabica, tra il 10 e l\u201911 settembre, droni partiti dal territorio iracheno hanno colpito le stazioni di pompaggio dell\u2019oleodotto Est-Ovest, che trasporta il greggio saudita dai giacimenti del Golfo al terminale di Yanbu sul Mar Rosso: l\u2019unica via che permetteva a Riad di aggirare lo Stretto di Hormuz. Riad ha chiuso l\u2019oleodotto \u00aba titolo precauzionale\u00bb, ha attribuito i droni a milizie irachene allineate con Teheran e si \u00e8 riservata \u00abtutte le misure necessarie\u00bb, senza per\u00f2 ritorsioni immediate, su richiesta del primo ministro iracheno; Baghdad ha rimosso un comandante militare della provincia di Maysan dopo aver verificato che i droni erano partiti da l\u00ec. Prima della chiusura l\u2019oleodotto muoveva tra i quattro e i cinque milioni di barili al giorno, e l\u2019amministratore delegato di Saudi Aramco lo aveva definito \u00abpi\u00f9 efficace dei rilasci delle riserve d\u2019emergenza\u00bb nel compensare la chiusura di Hormuz. Il Brent ha superato i cento dollari per la prima volta da mesi e ha chiuso la settimana in rialzo di circa l\u20198 per cento.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo Stretto di Hormuz, che l\u2019Iran ha bloccato alla fine di marzo, rivendicandone la sovranit\u00e0, e che una tregua di giugno aveva riaperto per poche settimane prima del crollo del cessate il fuoco in luglio, il traffico \u00e8 sceso a una decina di navi al giorno contro le centotrenta dell\u2019anteguerra; Teheran annuncia una \u00abzona di esclusione\u00bb in cui nessuna nave potr\u00e0 transitare senza permesso, e chiede il riconoscimento della propria autorit\u00e0 marittima sullo stretto e un risarcimento per i danni economici come precondizione di ogni accordo. Le forze americane hanno distrutto cinque petroliere iraniane legate ai Guardiani della rivoluzione; l\u2019Iran ha risposto con missili balistici contro obiettivi americani in Giordania.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E infine il Bahrein. Il segretario ad interim della Marina degli Stati Uniti, Hung Cao, ha ammesso in un\u2019intervista all\u2019Epoch Times, ripresa dalla stampa americana l\u201911 settembre, che gli iraniani hanno \u00abfatto saltare in aria il Bahrein\u00bb (l\u2019espressione originale \u00e8 pi\u00f9 colorita: \u00abblew the hell out of Bahrain\u00bb), che il quartier generale della Quinta Flotta e le infrastrutture della base sono seriamente danneggiati, che le soste delle navi americane sono \u00absignificativamente limitate\u00bb e che l\u2019equipaggio della portaerei Abraham Lincoln ha perso la possibilit\u00e0 di fermarsi l\u00ec.<a id=\"_ftnref36\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn36\">[36]<\/a>\u00a0Cao ha detto che una squadra operativa sta valutando se ripristinare e riutilizzare le installazioni mediorientali \u00abdopo la fine del conflitto con l\u2019Iran\u00bb. Gi\u00e0 in agosto, secondo Stars and Stripes, la Marina aveva evacuato circa milletrecento familiari dei militari dal Bahrein, consigliando loro di non tornare presto e di cercare una sistemazione permanente altrove.<a id=\"_ftnref37\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn37\">[37]<\/a>\u00a0La Quinta Flotta, ricostituita nel 1995 per presidiare il Golfo, non \u00e8 oggi in grado di ospitare la propria portaerei nella propria base. \u00c8 una notizia che in un\u2019altra epoca avrebbe aperto i telegiornali; nell\u2019era della guerra infinita \u00e8 un\u2019intervista a un sito conservatore, confermata a mezza bocca.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimettiamo i fatti in fila accanto al paragrafo 28. Il testo \u00absottolinea la necessit\u00e0 di lavorare insieme per mantenere il flusso regolare del commercio globale, delle catene di approvvigionamento e dell\u2019energia\u00bb. Nella settimana in cui \u00e8 stato firmato, Hormuz \u00e8 chiuso, l\u2019oleodotto che aggirava Hormuz \u00e8 chiuso, Bab al-Mandab \u00e8 nelle mani di un alleato dell\u2019Iran e la base che dovrebbe garantire il \u00abflusso regolare\u00bb \u00e8 inservibile. Lo scarto tra il testo e i fatti non \u00e8 un difetto del letterario: \u00e8 la sua condizione. I BRICS chiedono la \u00abmassima moderazione\u00bb perch\u00e9 non possono chiedere altro senza spaccarsi, e nel frattempo chi guadagna dallo scarto \u00e8 chiaro. Teheran, che porta a casa la condanna delle sanzioni e negozia lo Stretto da una posizione di forza militare che nessuno le attribuiva sei mesi fa. Pechino, che a Delhi ha invocato ancora una volta la \u00abgovernance globale\u00bb e che dal 2027 scriver\u00e0 l\u2019agenda del prossimo compromesso, con l\u2019Iran in posizione pi\u00f9 forte e gli Emirati in posizione pi\u00f9 debole. Mosca, il cui greggio vale cento dollari. E, dall\u2019altra parte, chi perde: gli Emirati, che hanno subito i missili, sospeso i commerci con l\u2019Iran e firmato lo stesso un testo che non lo condanna; l\u2019Arabia Saudita, che ha visto tagliata la sua ultima via d\u2019uscita; l\u2019Europa, che non siede al tavolo e paga il conto dell\u2019energia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi scrive ripete da anni una formula che qualcuno giudica un\u2019iperbole: la guerra \u00e8 il prodotto, il caos \u00e8 la materia prima. La settimana di Delhi ne \u00e8 la dimostrazione contabile. Il disordine del Golfo porta il Brent a cento dollari e finanzia la Russia, consegna a Teheran una posizione negoziale che salda l\u2019asse con Mosca dentro i BRICS, lascia un Occidente distratto, senza energie da spendere sul cantiere finanziario descritto al blocco precedente. Non serve una regia. Basta che ciascun attore faccia il proprio interesse, e il caos premia chi ha imparato a lavorarci dentro.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bandung, settant\u2019anni dopo<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ridurre Delhi alla cucitura tra il paragrafo 22 e il 28 significa perdere il resto del documento, il dettaglio che spiega dove va il mondo. Bisogna leggere i centoquaranta paragrafi come si legge un bilancio: non nelle voci in evidenza, ma nelle note.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paragrafo 16 richiama \u00abla Conferenza afro-asiatica di Bandung del 1955, che proclam\u00f2 principi generali, tra cui l\u2019uguaglianza, l\u2019indipendenza, il non intervento e il beneficio reciproco\u00bb, e stabilisce che \u00ablo spirito di Bandung serve da riferimento nella ricerca di un sistema multilaterale pi\u00f9 giusto, inclusivo e rappresentativo\u00bb.<a id=\"_ftnref38\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn38\">[38]<\/a>\u00a0\u00c8 un richiamo che l\u2019India, erede di Nehru, e l\u2019Indonesia, erede di Sukarno, hanno voluto, e che il testo colloca nella sezione sulla governance, non in quella sulla cultura. Settant\u2019anni fa, a Bandung, ventinove Paesi appena usciti dal colonialismo cercavano un\u2019autonomia diplomatica: il diritto di non schierarsi nella guerra fredda. Oggi l\u2019autonomia cercata \u00e8 di altra natura, finanziaria, tecnologica, cognitiva.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paragrafo 10 assume la multipolarit\u00e0 non come aspirazione ma come dato: \u00abnel contesto delle realt\u00e0 contemporanee del mondo multipolare\u00bb, i Paesi in via di sviluppo devono \u00abrafforzare i loro sforzi per promuovere il dialogo e le consultazioni per una governance globale pi\u00f9 giusta ed equa\u00bb.<a id=\"_ftnref39\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn39\">[39]<\/a>\u00a0La formula \u00e8 passata inosservata, ma segna un cambio di grammatica: nei testi BRICS di dieci anni fa la multipolarit\u00e0 era un obiettivo da \u00abpromuovere\u00bb; a Delhi \u00e8 una \u00abrealt\u00e0 contemporanea\u00bb entro cui agire. Il paragrafo 74 riguarda i cavi sottomarini, \u00abfondamento importante per la connettivit\u00e0 digitale internazionale e la resilienza delle reti\u00bb, e d\u00e0 conto di una squadra operativa che ha concluso un documento intitolato \u00abBRICS Cable Requirements\u00bb in vista dello studio di fattibilit\u00e0 tecnica ed economica di \u00abuna rete di comunicazione ad alta velocit\u00e0 attraverso cavi sottomarini tra i Paesi BRICS\u00bb.<a id=\"_ftnref40\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn40\">[40]<\/a>\u00a0La quasi totalit\u00e0 del traffico dati intercontinentale passa per cavi sottomarini, e la mappa di quei cavi \u00e8 la mappa dell\u2019impero anglosassone: approdano in Cornovaglia, in Virginia, a Singapore, e sono intercettabili l\u00e0 dove approdano, come i documenti di Edward Snowden hanno mostrato nel 2013. Una rete propria dei BRICS \u00e8 la cosa pi\u00f9 vicina a una sovranit\u00e0 digitale che un blocco senza Stato possa costruire.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paragrafo 77 impegna i firmatari ad \u00abapprofondire la cooperazione BRICS verso un ecosistema digitale sovrano e autosufficiente\u00bb, con un archivio comune di infrastrutture digitali pubbliche e progetti pilota.<a id=\"_ftnref41\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn41\">[41]<\/a>\u00a0Il 60 riconosce \u00abl\u2019importanza della continua elaborazione dell\u2019iniziativa per istituire una piattaforma di scambio di cereali all\u2019interno dei BRICS\u00bb, la Borsa dei cereali BRICS, da estendere \u00abad altri prodotti agricoli e materie prime\u00bb.<a id=\"_ftnref42\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn42\">[42]<\/a>\u00a0I BRICS producono una parte decisiva del grano, del riso e dei fertilizzanti del mondo; una borsa propria significa un prezzo di riferimento proprio, non quello di Chicago. Il paragrafo 64 rivendica \u00abi principi della neutralit\u00e0 tecnologica\u00bb e afferma che \u00abi combustibili fossili continueranno a svolgere un ruolo importante nel mix energetico mondiale, in particolare per i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo\u00bb; il 66 mette sullo stesso piano \u00abenergia rinnovabile, bioenergia, combustibili fossili, energia nucleare, idroelettrico, idrogeno\u00bb.<a id=\"_ftnref43\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn43\">[43]<\/a>\u00a0Il 108 \u00absi oppone a misure unilaterali, punitive, discriminatorie e protezionistiche non conformi al diritto internazionale, come i meccanismi di adeguamento del carbonio alla frontiera\u00bb: il CBAM europeo, entrato in vigore quest\u2019anno, viene bollato in una dichiarazione firmata da undici Paesi come protezionismo travestito da clima.<a id=\"_ftnref44\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn44\">[44]<\/a>\u00a0L\u2019Unione europea non \u00e8 nominata, come non lo sono gli Stati Uniti. La coerenza \u00e8 perfetta: il testo non nomina mai le potenze che colpiscono; l\u2019unico nome proprio di un aggressore, come si \u00e8 visto, \u00e8 quello di Israele in Libano.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E c\u2019\u00e8 il paragrafo 24, che \u00abesprime allarme per la tendenza attuale che ha visto un aumento critico della spesa militare globale, a scapito di un adeguato finanziamento dello sviluppo dei Paesi in via di sviluppo\u00bb, e \u00abprofonda preoccupazione per i tentativi di collegare la sicurezza all\u2019agenda del cambiamento climatico\u00bb.<a id=\"_ftnref45\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn45\">[45]<\/a>\u00a0\u00c8 una frase che andrebbe letta nelle capitali europee, dove il riarmo \u00e8 diventato l\u2019unico programma politico condiviso e dove il clima \u00e8 stato riclassificato come questione di sicurezza per poterlo finanziare con gli stessi strumenti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa lega questi paragrafi? Il filo \u00e8 che a ridistribuirsi non \u00e8 solo la potenza degli Stati, ma il controllo delle infrastrutture e degli standard. Chi decide su quale cavo passano i dati, in quale borsa si fissa il prezzo del grano, con quale sistema di messaggistica si muove il denaro, quale principio (neutralit\u00e0 o transizione) governa l\u2019energia, sta decidendo il nomos del mondo che viene, per usare la categoria con cui Carl Schmitt descrisse l\u2019ordine spaziale che ogni epoca si d\u00e0 appropriandosi della terra e dividendola.<a id=\"_ftnref46\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn46\">[46]<\/a>\u00a0Il nomos del secondo dopoguerra era americano perch\u00e9 lo erano le tubature: Bretton Woods, SWIFT, i cavi, il dollaro come unit\u00e0 di conto del petrolio. La Dichiarazione di Delhi non contesta quel nomos nelle sue dichiarazioni di principio, che anzi ripete: ONU, diritto internazionale, multilateralismo. Lo contesta nelle tubature. Ed \u00e8 per questo che il testo pu\u00f2 permettersi di non nominare nessuno: non sta accusando, sta costruendo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale qui il richiamo alla tradizione italiana. Quando Enrico Mattei, negli anni Cinquanta, offr\u00ec all\u2019Iran e all\u2019Egitto contratti che rovesciavano la formula del \u00abfifty-fifty\u00bb imposta dalle Sette Sorelle, riconoscendo ai Paesi produttori il 75 per cento dei proventi, non stava facendo una dichiarazione di principio contro l\u2019imperialismo petrolifero: stava cambiando le tubature del sistema, e per questo era pericoloso.<a id=\"_ftnref47\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn47\">[47]<\/a>\u00a0Quando Aldo Moro, negli anni Settanta, teorizzava l\u2019apertura italiana ai non allineati e al mondo arabo-palestinese, non contestava l\u2019alleanza atlantica nelle sue dichiarazioni: la aggirava nella pratica del Mediterraneo. La lezione di Bandung, che l\u2019Italia democristiana e laica di quegli anni aveva capito meglio di quanto oggi si ricordi, era che l\u2019autonomia si conquista con le infrastrutture, non con i comunicati. I BRICS di Delhi la applicano su scala planetaria, con la stessa prudenza lessicale e con una forza materiale che Mattei non aveva.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giulietto Chiesa sosteneva fin dai primi anni Dieci che il passaggio alla multipolarit\u00e0 sarebbe stato il fatto dominante del secolo, ma che non sarebbe stato n\u00e9 lineare n\u00e9 pacifico, perch\u00e9 il centro dell\u2019impero non avrebbe accettato di ridursi senza combattere; e che il compito dell\u2019informazione indipendente era misurare quel passaggio sui fatti materiali, non sulle narrazioni, dell\u2019una e dell\u2019altra parte.<a id=\"_ftnref48\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn48\">[48]<\/a>\u00a0Delhi gli d\u00e0 ragione due volte: il passaggio \u00e8 in corso ed \u00e8 accompagnato da una guerra.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanni Arrighi, che studi\u00f2 i cicli sistemici di accumulazione dal Quattrocento genovese al Novecento americano, aveva ipotizzato che l\u2019egemonia statunitense sarebbe entrata nella sua fase di \u00abespansione finanziaria\u00bb terminale, come le egemonie olandese e britannica prima di lei, e che il centro successivo sarebbe stato asiatico, ma non aveva escluso che il passaggio potesse produrre un lungo caos sistemico invece di un nuovo ordine.<a id=\"_ftnref49\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn49\">[49]<\/a>\u00a0Delhi sta esattamente su quel crinale. Il cantiere delle tubature \u00e8 la versione ordinata del passaggio; il Golfo in fiamme \u00e8 la versione caotica. Le due versioni corrono in parallelo, e nessuno pu\u00f2 dire oggi quale delle due arriver\u00e0 prima al traguardo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019Europa che non c\u2019\u00e8<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Manca un attore in tutto questo racconto e la sua assenza \u00e8 il dato pi\u00f9 italiano del vertice. L\u2019Europa non siede al tavolo di Delhi, non \u00e8 nominata nel testo e non ha una politica verso il blocco che rappresenta la met\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0. Eppure di tutti i firmatari del paragrafo 22 e del paragrafo 108, \u00e8 l\u2019Unione europea il soggetto pi\u00f9 esposto a ci\u00f2 che vi \u00e8 scritto.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paragrafo 22 condanna le sanzioni \u00abnon autorizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite\u00bb: i successivi pacchetti di sanzioni europee contro la Russia rientrano per intero in questa definizione, e il seminario BRICS sui depositi titoli, di cui al paragrafo 94, ha come oggetto implicito le riserve russe immobilizzate a Bruxelles, che l\u2019Unione discute da due anni se confiscare.<a id=\"_ftnref50\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn50\">[50]<\/a>\u00a0Il paragrafo 108 bolla come \u00abprotezionismo\u00bb il meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera, che \u00e8 una creatura esclusivamente europea, entrata nella fase definitiva il 1\u00b0 gennaio 2026 e destinata a colpire prima di tutto l\u2019acciaio, l\u2019alluminio, i fertilizzanti e il cemento che arrivano dall\u2019India, dalla Cina, dall\u2019Egitto e dalla Turchia.<a id=\"_ftnref51\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn51\">[51]<\/a>\u00a0Il paragrafo 24, con il suo \u00aballarme\u00bb per l\u2019aumento \u00abcritico\u00bb della spesa militare \u00aba scapito\u00bb dello sviluppo, descrive esattamente la scelta compiuta dai Paesi NATO all\u2019Aja nel giugno 2025, quando hanno fissato al 5 per cento del prodotto interno lordo l\u2019obiettivo di spesa per la difesa entro il 2035.<a id=\"_ftnref52\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn52\">[52]<\/a>\u00a0Dieci Paesi che rappresentano il 40 per cento dell\u2019economia mondiale hanno scritto, senza nominarle, che la politica commerciale, la politica sanzionatoria e la politica di sicurezza dell\u2019Unione europea sono contrarie al diritto internazionale o allo sviluppo. Nessuna cancelleria europea ha commentato.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Italia meriterebbe un capitolo a parte; qui bastano tre osservazioni. La prima riguarda l\u2019energia. L\u2019Italia \u00e8, tra i grandi Paesi europei, il pi\u00f9 dipendente dal gas importato e il pi\u00f9 esposto al Mediterraneo orientale e al Golfo: la chiusura di Hormuz e il rischio su Bab al-Mandab, che \u00e8 la porta di Suez, sono per Roma un problema di bilancio prima ancora che di politica estera, e il Brent a cento dollari lo dimostra ogni mattina alla pompa. La seconda riguarda le basi. La Quinta Flotta fuori uso a Manama e la Sesta Flotta a Napoli, Sigonella come piattaforma logistica per il Medio Oriente, il rischio che la guerra con l\u2019Iran trasformi il territorio italiano in retrovia attiva: sono questioni che a Delhi non si sono discusse, ma che il paragrafo 28, con il suo invito a \u00abevitare azioni che possano aggravare ulteriormente la situazione\u00bb, riguarda da vicino.<a id=\"_ftnref53\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn53\">[53]<\/a>\u00a0La terza riguarda il nome. Il governo italiano ha intitolato a Enrico Mattei il proprio piano per l\u2019Africa, e il paragrafo 16 della Dichiarazione BRICS rivendica Bandung; i due richiami guardano allo stesso decennio, gli anni Cinquanta, e alla stessa intuizione, che l\u2019autonomia dei Paesi decolonizzati e l\u2019autonomia dell\u2019Italia nel Mediterraneo fossero la stessa partita.<a id=\"_ftnref54\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn54\">[54]<\/a>\u00a0La differenza \u00e8 che i BRICS ne hanno tratto un programma d\u2019infrastrutture e l\u2019Italia un nome. Mattei, con il 75 per cento all\u2019Iran, cambi\u00f2 il sistema. Un piano che porta il suo nome e che opera dentro il perimetro delle sanzioni, del CBAM e del 5 per cento in difesa non pu\u00f2 cambiare nulla, per definizione: pu\u00f2 solo amministrare, con maggiore o minore grazia, una subordinazione decisa altrove.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bettino Craxi, a Sigonella, nell\u2019ottobre 1985, fece un gesto che oggi appare inconcepibile: oppose la giurisdizione italiana alla forza americana su una pista italiana, e vinse.<a id=\"_ftnref55\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn55\">[55]<\/a>\u00a0Non era antiamericanismo: era la convinzione che un alleato \u00e8 tale se conserva una sovranit\u00e0 da mettere sul tavolo. La Dichiarazione di Delhi, letta da Roma, pone la stessa domanda in forma rovesciata. I BRICS hanno costruito, con tutte le loro contraddizioni, un luogo in cui dieci Paesi che non sono d\u2019accordo su nulla possono negoziare fino alle quattro del mattino e firmare un testo che ciascuno interpreta come vuole. L\u2019Europa ha costruito un luogo in cui ventisette Paesi che si dicono d\u2019accordo su tutto non possono negoziare nulla che non sia gi\u00e0 stato deciso dall\u2019alleato maggiore. Delle due geometrie, quella variabile e quella fissa, non \u00e8 affatto ovvio quale sia la pi\u00f9 fragile. E per l\u2019Italia, che in quella geometria fissa \u00e8 la periferia meridionale, la lezione di Delhi \u00e8 che la sovranit\u00e0 torna a essere una merce scambiata sui tavoli internazionali: chi non la porta al tavolo, non partecipa alla trattativa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La prova del 2027<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torniamo alla domanda da cui siamo partiti: che cosa hanno firmato, a Delhi, dieci Paesi che sulla guerra non sono d\u2019accordo? Un metodo. La geometria variabile, che nel lessico europeo indica il fallimento dell\u2019integrazione, nel dizionario BRICS ne \u00e8 la condizione. Nessuno \u00e8 obbligato a tutto; ciascuno aderisce a ci\u00f2 che gli serve; il testo registra le adesioni e ne chiama unanimit\u00e0 il totale. L\u2019India firma le sanzioni secondarie ma non la condanna di Washington; gli Emirati firmano la Palestina ma non quella di Israele; l\u2019Iran firma la \u00abmassima moderazione\u00bb ma incassa il paragrafo 29; la Russia firma tutto e porta a casa la finanza; la Cina firma tutto e detta l\u2019agenda. Il Brasile, assente, firma per delega e ottiene che di moneta non si parli. \u00c8 una sommatoria, non una sintesi. Ma le istituzioni nascono spesso cos\u00ec, per somma di interessi prima che per condivisione di principi, e la storia dell\u2019integrazione europea, dal carbone e dall\u2019acciaio in poi, dovrebbe insegnarlo a chi oggi la usa come metro per giudicare i BRICS.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Antonio Gramsci, nel terzo dei Quaderni del carcere, scrisse una frase che da un decennio viene citata a ogni crisi e che qui va citata per intero, perch\u00e9 la seconda met\u00e0 conta pi\u00f9 della prima: \u00abLa crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non pu\u00f2 nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi pi\u00f9 svariati\u00bb.<a id=\"_ftnref56\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn56\">[56]<\/a>\u00a0Delhi \u00e8 un documento dell\u2019interregno. Il vecchio, l\u2019ordine unipolare fondato sul dollaro, sullo SWIFT e sulla Quinta Flotta, muore a vista, e la base di Manama fuori uso ne \u00e8 la fotografia pi\u00f9 cruda. Il nuovo non pu\u00f2 nascere, perch\u00e9 i suoi costruttori non sono d\u2019accordo su nulla che riguardi la guerra, e perch\u00e9 la Cina che dovrebbe guidarlo \u00e8 la stessa che trattiene le terre rare. I fenomeni morbosi sono tutt\u2019intorno: uno stretto chiuso, un oleodotto colpito, un movimento yemenita che controlla l\u2019altro stretto, un prezzo del petrolio che premia chi fa la guerra. Gramsci non offriva consolazioni: descriveva. Ma in un altro passo, quello sulla \u00abguerra di posizione\u00bb, offriva una chiave che a Delhi torna utile. Nelle societ\u00e0 complesse, scriveva, la conquista del potere non avviene con l\u2019assalto frontale, la \u00abguerra di movimento\u00bb, ma con la lenta occupazione delle trincee e delle casematte della societ\u00e0 civile, la \u00abguerra di posizione\u00bb, che richiede \u00abuna concentrazione inaudita dell\u2019egemonia\u00bb.<a id=\"_ftnref57\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/#_ftn57\">[57]<\/a>\u00a0Trasposta dalla lotta di classe alla contesa tra blocchi, con la cautela che i tempi impongono, la categoria illumina il metodo BRICS meglio di ogni altra. Sul comunicato, che \u00e8 il campo aperto, il blocco non attacca. Sulle tubature, che sono le trincee, avanza a ogni vertice di qualche metro.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rischio di questo metodo \u00e8 noto, ed \u00e8 lo stesso che Gramsci individuava nella \u00abrivoluzione passiva\u00bb: che la trasformazione avvenga dall\u2019alto, senza mai diventare progetto condiviso, e che i sottalterni, i Paesi che nel gruppo non contano, l\u2019Etiopia, l\u2019Egitto indebitato, i partners africani, restino spettatori di un\u2019egemonia che cambia mano senza cambiare natura. Il Sud globale che Modi vuole far sedere \u00abin prima fila\u00bb rischia di trovarsi davanti a guardare Cina e Russia scrivere le regole al posto degli Stati Uniti. L\u2019India lo sa: il suo avvertimento sui minerali e la sua insistenza sulla \u00abtabella di marcia della riforma\u00bb sono il tentativo d\u2019impedire che la geometria variabile diventi una geometria a due. Se ci riuscir\u00e0, i BRICS saranno davvero un\u2019altra cosa rispetto a un G7 con altri membri. Se non ci riuscir\u00e0, saranno la coalizione di Brzezinski con un\u2019appendice.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La verifica non \u00e8 lontana, e ha una sede. La presidenza cinese del 2027 e il diciannovesimo vertice, in una citt\u00e0 che Pechino non ha ancora annunciato, diranno quanti dei paragrafi condizionali di Delhi saranno diventati indicativi. Se la squadra operativa sui pagamenti avr\u00e0 un protocollo, se lo studio di fattibilit\u00e0 sui cavi sar\u00e0 diventato un tracciato, se la Borsa dei cereali avr\u00e0 un primo contratto, se la comunit\u00e0 per l\u2019IA aperta avr\u00e0 un primo modello addestrato su calcolo non occidentale, allora Delhi sar\u00e0 ricordata come il vertice in cui il blocco storico ha smesso di essere una metafora. Se invece i paragrafi resteranno cartacei, Delhi sar\u00e0 ricordata per quello che la stampa anglosassone ha visto: un comunicato lungo, unanime e vuoto, firmato mentre il Golfo bruciava.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi scrive scommette sulla prima ipotesi, per una ragione che non ha a che fare con le simpatie e che \u00e8 stata argomentata in queste pagine: le tubature, una volta posate, restano. Un sistema di messaggistica interoperabile, un deposito titoli, una rete di cavi, un prezzo di riferimento del grano non si smontano con un cambio di governo o con un dazio. Sono la forma che la sovranit\u00e0 assume quando non pu\u00f2 pi\u00f9 essere militare. Sono, per il Sud globale, ci\u00f2 che il settantacinque per cento di Mattei fu per l\u2019Iran e per l\u2019Egitto: non una vittoria, ma la condizione per poterne ottenere una. La guerra \u00e8 il prodotto. Il caos \u00e8 la materia prima. E la sovranit\u00e0, quando non la si difende, \u00e8 la merce: a Delhi, per una volta, dieci Paesi hanno provato a non venderla, ciascuno alle proprie condizioni. \u00c8 meno di un\u2019alleanza. \u00c8 pi\u00f9 di un comunicato. \u00c8, per ora, tutto ci\u00f2 che la fase storica consente, e la fase storica, come sempre, si giudicher\u00e0 dai fatti materiali. L\u2019appuntamento \u00e8 in Cina, tra dodici mesi, con la calcolatrice in mano.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/15\/brics-unanimita-a-geometrie-variabili\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Margherita Furlan) A Nuova Delhi i BRICS non trovano una posizione sulla guerra in Iran, ma firmano tutti l\u2019architettura per renderla irrilevante: pagamenti, cavi, calcolo, minerali. Storia di un compromesso che vale pi\u00f9 di quanto dice. Il diciottesimo vertice BRICS si chiude con un testo che nessuno contesta e che non nomina mai Washington. Centoquaranta paragrafi, quattro sezioni, zero riserve. 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