{"id":97135,"date":"2026-09-23T10:00:46","date_gmt":"2026-09-23T08:00:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97135"},"modified":"2026-09-22T22:27:34","modified_gmt":"2026-09-22T20:27:34","slug":"laipac-allassalto-delle-elezioni-usa-67-milioni-contro-i-candidati-critici-di-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97135","title":{"rendered":"L\u2019AIPAC all\u2019assalto delle elezioni USA: 67 milioni contro i candidati critici di Israele"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Enrica Perrucchietti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-97136\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/aipacdef-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/aipacdef-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/aipacdef-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/aipacdef.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sessantasette milioni di dollari per decidere chi pu\u00f2 entrare al Congresso e chi deve essere fermato. In vista delle elezioni di MidTerm del 3 novembre, la rete di comitati legati all\u2019American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) ha gi\u00e0 speso 67,2 milioni di dollari, pi\u00f9 del doppio dei 29,3 milioni investiti nel ciclo 2021-2022. Il bersaglio sono soprattutto i candidati democratici progressisti che denunciano l\u2019occupazione dei territori palestinesi, l\u2019intensificarsi degli attacchi dei coloni in Cisgiordania, il genocidio a Gaza o l\u2019appoggio incondizionato degli Stati Uniti a Israele. Una campagna gigantesca, finanziata da una ristretta cerchia di miliardari, che interviene nelle primarie e nelle elezioni generali senza rivelare agli elettori il vero obiettivo dell\u2019offensiva: nella quasi totalit\u00e0 degli spot finanziati dalla lobby, infatti, Israele non viene neppure nominato.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-11\">\n<div class=\"ai-rotate\" data-shares=\"WzUwLDYwLDcwLDgwLDkwLDEwMF0=\">\n<div class=\"ai-rotate-option\" data-index=\"1\" data-name=\"TmVzc3VuIGJhbm5lcg==\" data-code=\"Cgo=\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La\u00a0<a href=\"https:\/\/truthout.org\/articles\/aipacs-network-has-already-spent-67-2-million-to-shape-the-midterm-elections\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rete<\/a>\u00a0si muove attraverso due organismi direttamente riconducibili all\u2019AIPAC e un comitato politicamente allineato. L\u2019AIPAC PAC raccoglie<a href=\"https:\/\/www.fec.gov\/data\/committee\/C00797670\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u00a0fondi<\/a>\u00a0entro il limite federale di 5.000 dollari per ciascuna elezione e li versa direttamente ai candidati considerati affidabili.\u00a0<strong>Lo United Democracy Project<\/strong>, il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fec.gov\/data\/committee\/C00799031\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Super PAC<\/a>\u00a0dell\u2019organizzazione,<strong>\u00a0<\/strong>pu\u00f2 invece spendere somme pressoch\u00e9 illimitate in campagne formalmente indipendenti e nel ciclo elettorale 2025-2026 aveva raccolto circa\u00a0<strong>104 milioni di dollari<\/strong>\u00a0alla fine di giugno. Su un piano distinto opera il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fec.gov\/data\/committee\/C00710848\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Democratic Majority for Israel PAC<\/a>, formalmente autonomo dall\u2019AIPAC ma schierato sulle stesse posizioni e concentrato sulle competizioni interne al Partito democratico. Il meccanismo \u00e8 semplice, ma studiato per occultare agli elettori il vero obiettivo delle campagne. In numerose competizioni, contro candidati che criticano Netanyahu, chiedono di sospendere l\u2019invio di armi a Israele o difendono i diritti dei palestinesi, l\u2019AIPAC e i comitati della sua rete hanno finanziato massicce campagne pubblicitarie attraverso spot televisivi, volantini elettorali e inserzioni sui social. Il pubblico, per\u00f2, non viene messo nelle condizioni di comprendere il legame tra quegli attacchi e le posizioni dei candidati su Israele. I messaggi colpiscono i candidati su questioni interne, dalla sanit\u00e0 alla criminalit\u00e0, nascondendo il vero movente dell\u2019offensiva:<strong>\u00a0punire chi si discosta dalla linea filoisraeliana<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il banco di prova pi\u00f9 clamoroso \u00e8 stato il\u00a0<a href=\"https:\/\/apnews.com\/article\/aipac-michigan-senate-stevens-elsayed-588bb869eb557643950bf68d6a0d7a10\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Michigan<\/a>, che ospita una delle pi\u00f9 numerose comunit\u00e0 arabo-americane degli Stati Uniti. Qui, il Super PAC dell\u2019AIPAC ha speso 31,7 milioni di dollari, il maggiore investimento mai effettuato dall\u2019organizzazione in una singola competizione, per sostenere la deputata moderata Haley Stevens e\u00a0<strong>fermare Abdul El-Sayed<\/strong>, medico ed epidemiologo apertamente critico verso la condotta israeliana a Gaza. Nonostante l\u2019enorme squilibrio di risorse,\u00a0<strong>El-Sayed ha vinto le primarie<\/strong>. Operazioni analoghe, condotte direttamente dall\u2019United Democracy Project o da Super PAC finanziati dalla stessa rete, hanno colpito Aisha Wahab in California e Melat Kiros in Colorado, entrambe critiche verso la politica israeliana. Persino\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/opinion\/2026-08-19\/ty-article-opinion\/.premium\/aipac-reaps-the-netanyahu-effect-and-makes-israel-a-liability\/000001a0-1668-df40-afe2-9ffba0bf0000\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Haaretz<\/a><\/em>\u00a0ha parlato della crescente \u00abtossicit\u00e0\u00bb dell\u2019organizzazione nella politica americana. In alcuni casi, il fiume di denaro riversato contro un candidato pu\u00f2 finire per accreditarlo come indipendente dai grandi interessi e rafforzarne il consenso.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad alimentare questa potenza di fuoco \u00e8 una cerchia ristretta che riunisce Wall Street, Silicon Valley, industria dell\u2019intrattenimento, petrolio e grandi dinastie finanziarie. Tra i maggiori donatori figurano Paul Singer, fondatore di Elliott Management, che nel ciclo elettorale in corso\u00a0<strong>ha speso complessivamente almeno 52,5 milioni di dollari<\/strong>\u00a0sostenendo candidati repubblicani; Marc Rowan, amministratore delegato di Apollo Global Management; il magnate Haim Saban; il cofondatore di WhatsApp Jan Koum e\u00a0<strong>Robert Kraft<\/strong>, proprietario dei New England Patriots e finanziatore di organizzazioni legate a Israele. Quest\u2019ultimo ha vietato a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2026\/09\/15\/il-prezzo-di-schierarsi-macklemore-urla-palestina-libera-e-perde-il-tour-di-ed-sheeran\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Macklemore<\/a>\u00a0di esibirsi al Gillette Stadium dopo che il rapper aveva gridato \u00ab<em>Free Palestine<\/em>\u00bb durante una precedente tappa del tour di Ed Sheeran. Proprio la famiglia Kraft, attraverso numerosi contributi, ha destinato diversi milioni ai tre principali comitati della rete. Completano il quadro le eredi e le rappresentanti di grandi patrimoni: Stacy Schusterman, proveniente dall\u2019impero energetico di famiglia, insieme alla madre ha donato 4,675 milioni di dollari al Democratic Majority for Israel PAC; Deborah Simon, della famiglia che possiede gli Indiana Pacers, ne ha versati 3,5 milioni dal 2024.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto, dunque, non \u00e8 soltanto quanto denaro l\u2019AIPAC abbia riversato nella campagna elettorale, ma quanto potere una ristretta cerchia di miliardari possa esercitare sulla composizione del Congresso. Non serve comprare direttamente i voti: basta spendere senza limiti per favorire i candidati pi\u00f9 fedeli, travolgere di pubblicit\u00e0 quelli sgraditi in modo da trasformare la critica a Israele in un costo politico. I 67,2 milioni gi\u00e0 spesi serviranno a misurare la tenuta di questo sistema. Potrebbero piegare ancora una volta il voto alle esigenze della lobby, oppure, produrre l\u2019effetto contrario, mostrando agli elettori ci\u00f2 che le campagne pubblicitarie cercano di nascondere: chiunque metta in discussione l\u2019appoggio incondizionato a Israele deve essere fermato prima che possa entrare al Congresso.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2026\/09\/22\/laipac-allassalto-delle-elezioni-usa-67-milioni-contro-i-candidati-critici-di-israele\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2026\/09\/22\/laipac-allassalto-delle-elezioni-usa-67-milioni-contro-i-candidati-critici-di-israele\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Enrica Perrucchietti) Sessantasette milioni di dollari per decidere chi pu\u00f2 entrare al Congresso e chi deve essere fermato. 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