{"id":97138,"date":"2026-09-23T10:30:40","date_gmt":"2026-09-23T08:30:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97138"},"modified":"2026-09-22T22:29:34","modified_gmt":"2026-09-22T20:29:34","slug":"sinistra-e-blocco-storico-popolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97138","title":{"rendered":"Sinistra e blocco storico popolare"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LA FIONDA (Giulio Di Donato)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\">\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/straccio-bandiera-rossa-pasolini.png\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/straccio-bandiera-rossa-pasolini.png\" \/><\/div>\n<div class=\"contenuto-post\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le\u00a0<a href=\"https:\/\/fuoricollana.it\/lautunno-in-germania-dentro-il-voto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elezioni di Berlino<\/a>\u00a0consegnano un quadro politico interessante soprattutto per ci\u00f2 che si muove a sinistra della socialdemocrazia. Da una parte, la forte avanzata della Linke; dall\u2019altra, il risultato del B\u00fcndnis Sahra Wagenknecht (BSW), che sfiora la soglia del 5% senza riuscire a entrare nel Parlamento regionale. Sullo sfondo c\u2019\u00e8 la pesante flessione della SPD, che ottiene per\u00f2 risultati ottimi in Meclemburgo-Pomerania Anteriore.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il BSW si tratta di un passaggio particolarmente significativo. Nato con l\u2019ambizione di ricostruire un rapporto con quei settori popolari progressivamente allontanatisi dalla sinistra e in parte confluiti verso l\u2019AfD, il partito di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2024\/03\/28\/parola-a-sahra-wagenknecht-unintervista\/\">Sahra Wagenknecht<\/a>\u00a0si trova oggi a fare i conti con risultati meno brillanti rispetto alla fase iniziale della sua esperienza.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sfiorare il 5% alla prima prova elettorale non \u00e8 male, ma, se poi non entri in Parlamento, non si pu\u00f2 certo parlare di un risultato positivo. Fra le ragioni del calo del BSW rispetto alle Europee pesa probabilmente anche l\u2019accordo di governo in Turingia (dove il partito aveva ottenuto circa il 15%) con SPD e CDU, fortemente voluto dal gruppo dirigente locale, che in seguito ha abbandonato il partito.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto, per\u00f2, al di l\u00e0 di tutto, \u00e8 un altro. Guardando al voto di Berlino, il BSW non sembra riuscire n\u00e9 a recuperare l\u2019elettorato in uscita dalla SPD n\u00e9 a contendere in maniera significativa quote di elettorato popolare all\u2019AfD. L\u2019elettorato in uscita dalla socialdemocrazia pare dirigersi soprattutto verso la Linke, che, al netto di una campagna elettorale sicuramente efficace (e dalla quale ci sar\u00e0 senz\u2019altro da imparare), si \u00e8 avvantaggiata del tracollo della SPD, reduce dall\u2019esperienza di malgoverno berlinese in coalizione con la CDU.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Laddove la SPD tiene cos\u00ec come negli altri Land orientali, la Linke tende invece a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_settembre_22\/germania-politologo-schroeder-intervista-7a9b33cd-a08f-477b-99df-2573ce3a5xlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_settembre_22\/germania-politologo-schroeder-intervista-7a9b33cd-a08f-477b-99df-2573ce3a5xlk.shtml\">rimanere decisamente pi\u00f9 bassa o ad arretrare<\/a>. Un po\u2019 come accade in Italia nel rapporto fra AVS e PD: le due forze si contendono in larga misura lo stesso bacino di elettorato tradizionale, ben radicato nelle grandi metropoli globali, che per vari motivi rimane invece indifferente alla proposta politico-culturale di Sahra Wagenknecht. La conseguenza \u00e8 che, pur conservando margini di consenso non irrilevanti, il BSW appare oggi in una fase di relativo stallo, con un deficit di spinta propulsiva.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe interessante capire, a questo proposito, se nel frattempo si sia prodotta una dialettica un minimo promettente all\u2019interno della SPD, visti i buoni risultati in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, oppure se prevalga una stagnazione stagnante analoga a quella del PD italiano e dei socialisti francesi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come sempre, toccher\u00e0 verificare attentamente la composizione socio-territoriale del voto. La domanda fondamentale \u00e8 se in Germania le forze eredi del movimento operaio organizzato siano finalmente riuscite, almeno in parte, a riconnettersi con il loro blocco sociale di riferimento oppure se questo continui a essere, in misura crescente, consegnato alle destre radicali.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questo, in fondo, il problema decisivo. Finch\u00e9 non riesci a costruire un consenso maggioritario fra i ceti medi e popolari, avrai sempre perso, soprattutto se finisci per rappresentare settori sociali diversi da quelli che pretendi di rappresentare.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si dir\u00e0, proiettando sull\u2019Italia il modello della campagna elettorale della Linke a Berlino: concentrarsi sui temi sociali, incrociandoli con le urgenze del momento maggiormente avvertite, premia e consente di uscire dal recinto dei ceti medio-alti riflessivi e urbanizzati. Certamente \u00e8 vero. Ma, se la questione fosse interamente riducibile a questo, una forza come Potere al Popolo avrebbe percentuali molto pi\u00f9 alte dello zero virgola qualcosa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema, allora, riguarda anche il modo in cui si costruisce un discorso politico capace di parlare al proprio blocco storico. Certamente la gerarchia dei temi e la cornice di senso non possono essere gli stessi delle destre, pena il rischio di restarne subalterni e di smarrire la capacit\u00e0 di rimarcare elementi di differenza forti e riconoscibili. Ma ci\u00f2 non significa rimuovere o trascurare le questioni che comunque interessano settori importanti del mondo popolare e che oggi contribuiscono a spingerli verso destra.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi scrive conserva ancora il ricordo delle sezioni dei grandi partiti di massa, nelle quali la politica non incontrava soltanto chi viveva ai margini, in alto o in basso, ma anche quella vasta\u00a0<em>mediet\u00e0 nazionale-popolare<\/em>\u00a0che costituiva il tessuto ordinario della societ\u00e0. Sapeva cio\u00e8 appassionarsi e interessarsi alle vicende dell\u2019<em>uomo comune<\/em>, alla sua vita quotidiana, alle sue aspirazioni, alle sue paure e alle sue contraddizioni, anzich\u00e9 restringere progressivamente il proprio bacino ai cosiddetti \u00abcircoli dei garantiti\u00bb, ai pochi ideologizzati o ai seguaci di\u00a0<em>single issues<\/em>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per dirla con Franco Cassano, politica e ricerca non si fanno soltanto a tavolino o in biblioteca, ma si portano ovunque: occorre avere \u00abun\u2019attrazione autentica anche per ci\u00f2 che \u00e8 medio e piace a tutti, sentire il fascino della normalit\u00e0\u00bb. La raffinatezza intellettuale e politica che disprezza la normalit\u00e0 si rivela poco pi\u00f9 che imitazione esteriore o pedanteria.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, al contrario, troppi luoghi della militanza critica sembrano assumere la forma di spazi quasi catacombali, di circoli elitari o di nicchie di iperpoliticizzati, nei quali proprio quella dimensione\u00a0<em>nazionale-popolare<\/em>, quando pure \u00e8 presente, viene guardata con estraneit\u00e0 e indifferenza, se non con una malcelata ostilit\u00e0. Si produce cos\u00ec un singolare rovesciamento del rapporto aristotelico tra mediet\u00e0 e democrazia.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre allora tornare a prendere sul serio le questioni che questa parte della societ\u00e0 concretamente avverte come rilevanti, anche quando sono spinose e urticanti. Insomma, non puoi mettere immigrazione e sicurezza al primo posto, ma non puoi neppure ignorarle o continuare a trattarle con aristocraticismo perbenista: occorre\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/08\/tra-propaganda-e-realta\/\">inquadrarle certamente in maniera pi\u00f9 ampia e diversa<\/a>, senza per\u00f2 disperderne gli elementi innegabili di verit\u00e0. Mentre collochi al centro la questione sociale e l\u2019opposizione alle politiche di guerra, devi cio\u00e8 far intendere che anche su quei temi hai posizioni di buon senso, declinate secondo un paradigma che non sia di ispirazione liberal-globalista. Lo stesso vale per la questione ecologica, che va affrontata in forme razionali, sostenibili e aperte alle ragioni della democrazia e del progresso sociale diffuso.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assumere un punto di vista critico verso il liberal-globalismo significa saper ragionare anche in termini di grandezze collettive, oltre che individuali; significa governare i cambiamenti in forme compatibili con le esigenze della coesione sociale e della tenuta delle relazioni comunitarie; significa, infine, contestare quel soggettivismo astratto e quel costruttivismo radicale che, pur richiamandosi alla contingenza del tutto, finiscono, per altra via, per reintrodurre una logica essenzialistica, procedendo per assolutizzazioni, schematismi rigidi, automatismi e mostrificazioni selettive (funzionali alla conservazione del sistema cos\u00ec com\u2019\u00e8).<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il multiculturalismo andrebbe ripensato in questa prospettiva. Certamente, le identit\u00e0 collettive non vanno concepite come essenze immutabili, cristallizzate una volta per tutte e da preservare a ogni costo da qualsiasi forma di contaminazione: sono realt\u00e0 storiche, in movimento, che si trasformano attraverso l\u2019incontro, il conflitto e l\u2019interazione. Al tempo stesso, le differenze non vanno riconosciute soltanto a titolo di pluralismo degli individui: vanno riconosciute e valorizzate anche a titolo di pluralismo delle culture, delle forme di vita e delle identit\u00e0 collettive.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mondo \u00e8 un\u00a0<em>pluriverso<\/em>, abitato dalle differenze. Si tratta di distinguerle e apprezzarle senza trasformare le distinzioni e i criteri che le definiscono in muri eterni e invalicabili. \u00c8 bello distinguere, nella variet\u00e0 dei rispettivi tratti identificanti, un cinese da un indiano, per poi riconoscere entrambi come asiatici e, ancora, riconoscere l\u2019Asia come parte, dai contorni necessariamente sfumati, di un universale inteso come ci\u00f2 che \u00e8 comune a tutti in quanto appartenenti alla stessa specie umana. Le differenze, insomma, non vanno n\u00e9 svalorizzate n\u00e9 assolutizzate: possono essere riconosciute senza stabilire gerarchie tra popoli e culture e senza perdere di vista ci\u00f2 che accomuna gli esseri umani in quanto tali. Vale qui quanto osservava Norberto Bobbio: quando si tratta del riconoscimento e dell\u2019attribuzione dei diritti civili e sociali, gli uomini vanno considerati pi\u00f9 uguali che diversi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eloquente, in tal senso, \u00e8 la battaglia del popolo palestinese, che si riconosce come tale in virt\u00f9 del legame con un determinato territorio e con specifiche tradizioni comunitarie. Qui in Europa, alla luce delle tragedie del secolo scorso, tendiamo invece a scorgere dietro ogni richiamo all\u2019<em>ethnos<\/em>\u00a0soprattutto il volto biologista della discriminazione razziale, pi\u00f9 che la sua dimensione storico-culturale. Da qui il sospetto verso tutto ci\u00f2 che rimanda a eredit\u00e0, continuit\u00e0 e radicamento; e per questo motivo il discorso viene curvato unilateralmente sul lato del\u00a0<em>per s\u00e9<\/em>, piuttosto che su quello dell\u2019<em>in s\u00e9<\/em>, sottovalutando altres\u00ec la resistenza di ci\u00f2 che non si lascia completamente assorbire da un\u2019operazione volontaristico-egemonica, per quanto avanzata: perch\u00e9 proiettato nei tempi lunghi della storia o perch\u00e9 iscritto nelle radici antropologiche della condizione umana. Parliamo di quel sostrato condizionante di sedimentazioni di senso, disposte su pi\u00f9 livelli di profondit\u00e0, che resta in evoluzione e modificabile, ma non eliminabile n\u00e9 ricreabile\u00a0<em>ex novo<\/em>\u00a0per via puramente volontaristica: strati storico-culturali sovrapposti, \u00absopravvivenze arcaiche\u00bb, \u00abelementi del passato conservati e integrati\u00bb, per dirla con Antonio Gramsci, che continuano ad agire nell\u2019ambito delle fedi, delle credenze e delle abitudini consolidate.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se prima, con Bobbio, abbiamo valorizzato il principio dell\u2019eguaglianza, il problema del riconoscimento delle differenze conduce invece alla dimensione oggettiva, e non soltanto soggettiva, della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/09\/24\/il-ddl-zan-e-la-dialettica-del-riconoscimento\/\">dialettica del riconoscimento<\/a>, che \u00e8 fatta di conflitto, ma anche di reciprocit\u00e0. Si apre qui lo spazio per una via diversa tanto dall\u2019assimilazionismo forzato \u2014 peraltro sempre pi\u00f9 vuoto, in assenza di un orizzonte vitale di senso nel quale integrare l\u2019<em>altro<\/em>\u00a0\u2014 quanto da un multiculturalismo liberale ridotto alla semplice sommatoria degli individui-monadi. Potremmo definirla, seguendo in qualche modo Charles Taylor, la via di un multiculturalismo comunitario, nel quale l\u2019identit\u00e0 ospitante sia capace di rigenerarsi anche attraverso il rapporto con le diverse comunit\u00e0 insediatesi, oltre la logica del ghetto, dell\u2019atomizzazione individualistica e dei conflitti tribali.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta, dunque, di sottrarsi a una falsa alternativa: da una parte, il pulviscolo dell\u2019individuo isolato e ripiegato su se stesso; dall\u2019altra, comunit\u00e0 chiuse, immobili e reciprocamente impermeabili. Il pluralismo, da questo punto di vista, \u00e8 pluralismo di persone e comunit\u00e0, di libert\u00e0 individuali e appartenenze collettive, chiamate a convivere e a trasformarsi reciprocamente dentro uno spazio comune, nel quale permanga tuttavia quel grado di \u00abomogeneit\u00e0 relativa\u00bb che autori diversi, come Robert A. Dahl ed Ernst-Wolfgang B\u00f6ckenf\u00f6rde, hanno variamente considerato una condizione favorevole al buon funzionamento della democrazia, nel senso pi\u00f9 alto e compiuto del termine.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detto questo, posto che non esistono modelli perfetti validi ovunque, l\u2019analisi deve necessariamente tenere conto delle specificit\u00e0 storiche dei singoli Paesi: gli effetti prodotti nei contesti degli Stati protagonisti del colonialismo moderno e contemporaneo, quali gli Stati Uniti, la Francia e l\u2019Inghilterra, non possono certo essere analizzati secondo gli stessi parametri applicabili a Paesi caratterizzati da percorsi storici, collocazioni geografiche e dinamiche migratorie differenti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo del nostro tempo oscilla, ad ogni modo, tra forti istanze di autonomia e un altrettanto forte bisogno di protezione, ovvero di una rete di significati e appartenenze cui riferire la propria esistenza. Questa oscillazione emerge in istanze spesso contraddittorie: tra la paura di essere liberi e l\u2019insofferenza di essere obbligati, tra il bisogno di dire \u00abci sono, considerate anche me\u00bb e la spinta alla sottrazione e alla riottosit\u00e0, tra il desiderio di uscire dall\u2019anonimato e quello di rifugiarsi in mondi sotterranei e appartati.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sfida, allora,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/11\/29\/ce-vita-oltre-il-bipolarismo-dellalternanza-senza-alternativa\/\">come gi\u00e0 si \u00e8 scritto<\/a>, \u00e8 quella di consentire una piena fioritura della libert\u00e0, della pari dignit\u00e0 sociale e dei legami comunitari, oltre la dimensione dell\u2019<em>homo economicus<\/em>, dell\u2019<em>homo narcissus<\/em>\u00a0e di una mobilitazione passiva che assume ormai anche tratti bellicisti, in opposizione alla cultura dello scarto e dell\u2019autoaffermazione fine a se stessa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9, oltre alcune fasce delle grandi metropoli globali, esiste un pezzo di societ\u00e0 che vive sulla propria pelle il disorientamento prodotto dalla dissoluzione dei legami sociali e si sente sovrastato da trasformazioni che ne accrescono il senso di impotenza, insicurezza e irrilevanza: la gentrificazione, l\u2019impatto dell\u2019immigrazione oltre certi ritmi e certe soglie, la devastazione ambientale e territoriale, lo spopolamento e la crisi demografica, la perdita di servizi e di luoghi di socialit\u00e0, in un contesto pi\u00f9 generale di inaridimento delle energie vitali e dei potenziali di senso originari, segnato dalla cosiddetta \u00abcrisi del rappresentato\u00bb accentuata dalle nuove frontiere dello sviluppo tecnologico e digitale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 su questo terreno che pu\u00f2 prodursi anche un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2023\/03\/22\/la-pace-non-e-unidea-ma-un-presupposto-cosi-il-dialogo-bertinotti-guzzi-sul-sacro-si-fa-politica\/7102540\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">incontro di tipo nuovo<\/a>\u00a0con le tradizioni del pensiero religioso, cattoliche ma non soltanto: non relegandole alla sola dimensione privata, come una delle tante opzioni disponibili nel pantheon delle preferenze individuali, ma riconoscendo loro la legittima pretesa di intervenire nello spazio pubblico e di concorrere alla definizione dell\u2019orizzonte comune. Ben venga allora un \u00abgrido dell\u2019anima\u00bb che faccia scandalo, perch\u00e9 osa mettere in discussione le logiche del mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8, contro il cinismo degli scettici e l\u2019ipocrisia dei moralisti senza morale: invocando pace e principio di speranza mentre tutto sembra lavorare per il \u00absistema della guerra\u00bb; alimentando slanci di futuro, aperture verso l\u2019alto e un\u2019eccedenza di senso a cui attingere, contro l\u2019immanenza assoluta e nichilista che tutto mercifica, spettacolarizza, oggettivizza e livella; appellandosi infine al sacro come sfera da erigere in difesa di ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere sacrificato a scopi di\u00a0<em>utilitas, vanitas et potentia<\/em>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<em>ethos<\/em>\u00a0democratico, del resto, non si sorregge da s\u00e9, ma poggia su presupposti in larga misura prepolitici e metapolitici. Come \u00e8 stato\u00a0<a href=\"https:\/\/alleanzacattolica.org\/cristianesimo-e-democrazia-pluralista-sulla-imprescindibilita-del-cristianesimo-nel-mondo-moderno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fatto notare<\/a>, l\u2019esperienza della democrazia in Europa deve molto all\u2019incontro e alla commistione tra l\u2019eredit\u00e0 classica e quella cristiana. Recidere completamente il rapporto con questo fondo comune significa rischiare di consumare progressivamente parte delle fondamenta sulle quali la stessa democrazia si \u00e8 edificata.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rivelatrice dei limiti del dibattito su questi temi \u00e8 stata la discussione \u2014 rapidamente interrottasi e mai veramente decollata oltre la dimensione della chiacchiera pubblica \u2014 sull\u2019identit\u00e0 storico-culturale dell\u2019Europa, alla cui base vi sono certamente le radici giudaico-cristiane e il loro rapporto con quelle rinascimentali e illuministiche, ma anche l\u2019intreccio tra mondo greco-latino e mondo germanico, senza naturalmente dimenticare l\u2019apporto del mondo arabo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa prospettiva, si pu\u00f2 difendere il crocifisso nelle scuole e il presepe nelle citt\u00e0 e, al tempo stesso, fornire un pubblico riconoscimento alla celebrazione del Ramadan.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su queste basi potrebbe prendere forma un nuovo umanesimo, frutto di una nuova alleanza tra un pensiero laico di ispirazione socialista, privo oggi di propulsione ideale, e le grandi culture religiose, con particolare riguardo, nel contesto italiano ed europeo, alla tradizione cristiana.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche perch\u00e9 l\u2019espulsione della dimensione religiosa dallo spazio pubblico non determina in alcun modo la scomparsa del fattore religioso, che oggi riemerge in forme anche surrettizie e, proprio per questo, pi\u00f9 subdole: nelle contrapposizioni manichee, nelle attese fallaci di salvezza, nelle ansie apocalittiche, nella logica del capro espiatorio, nei riti del consumo, nelle promesse di un aldil\u00e0 collocato alle porte della societ\u00e0 dello spettacolo, nelle false idolatrie.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono i segnali di una crisi che non \u00e8 pi\u00f9 soltanto etico-politica o materiale, ma anche e soprattutto antropologica e, in senso lato, spirituale; una crisi che, proprio per questo, per essere adeguatamente indagata richiede il contributo delle pi\u00f9 alte esperienze del pensiero, della fede e della creativit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se proprio vogliamo assumere come principale la dialettica tra destre radicali e un fronte neosocialista, popolare e democratico, quest\u2019ultimo dovrebbe incorporare le ragioni dell\u2019<em>universale determinato<\/em>\u00a0contro quelle del particolarismo gretto e asfittico. A patto, per\u00f2, che le forze eredi del movimento operaio e del popolarismo cristiano abbandonino definitivamente la via dell\u2019universalismo astratto e quella del suprematismo etico e intellettualistico, recuperando senso storico-dialettico, realismo critico e capacit\u00e0 di visione. Si delineerebbe cos\u00ec una contesa a tre: tra politica dell\u2019investitura plebiscitaria e del risentimento, dispotismo centrista liberal-tecnocratico e umanesimo popolare incentrato su pace, sovranit\u00e0 democratica e giustizia sociale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta, in definitiva, di assumere la gerarchia del discorso delle destre, ma di comprendere le ragioni materiali e spirituali per cui una parte consistente del mondo popolare che storicamente guardava a sinistra oggi non lo fa pi\u00f9. Una politica progressista che voglia tornare a rappresentare i ceti medi e popolari non pu\u00f2 limitarsi a dire loro quali dovrebbero essere i problemi di cui preoccuparsi: deve misurarsi anche con quelli che essi concretamente percepiscono come tali, senza negare, come fanno molti a sinistra, l\u2019esistenza stessa dei problemi che le persone comuni, soprattutto quelle pi\u00f9 in difficolt\u00e0, avvertono come prioritari.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019errore, commentava Antonio Gramsci, \u00e8 credere, con aristocraticismo perbenista, \u00abche si possa sapere senza comprendere e specialmente senza sentire ed essere appassionato\u00bb. Occorre, aggiungerebbe Pasquale Serra, sottrarsi anche a ogni forma di pedagogismo astratto ed elitario: che la\u00a0<em>plebe<\/em>\u00a0debba diventare\u00a0<em>popolo<\/em>\u00a0non significa che quest\u2019ultimo debba porsi in contraddizione con la prima, nel senso di espungere da esso gli elementi plebei, ma che debba dialetticamente integrarli e semmai mobilitarli e rielaborarli dentro un\u2019articolazione pi\u00f9 ampia, quasi alla maniera dell\u2019<em>Aufhebung<\/em>\u00a0hegeliana che supera conservando.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ben sapeva Mario Tronti, \u00abbisogna stare gi\u00f9 in basso\u00bb e ben piantati nella realt\u00e0, affinch\u00e9 un nuovo discorso egemonico possa finalmente \u00abdirsi alla sua altezza\u00bb.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono queste forse le questioni che il risultato tedesco pone al BSW e, pi\u00f9 in generale, a tutte quelle esperienze che cercano di ristabilire una connessione, anche sentimentale, con le aspirazioni e i bisogni dei nuovi e vecchi ceti popolari.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/22\/sinistra-e-blocco-storico-popolare\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/09\/22\/sinistra-e-blocco-storico-popolare\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Giulio Di Donato) Le\u00a0elezioni di Berlino\u00a0consegnano un quadro politico interessante soprattutto per ci\u00f2 che si muove a sinistra della socialdemocrazia. Da una parte, la forte avanzata della Linke; dall\u2019altra, il risultato del B\u00fcndnis Sahra Wagenknecht (BSW), che sfiora la soglia del 5% senza riuscire a entrare nel Parlamento regionale. Sullo sfondo c\u2019\u00e8 la pesante flessione della SPD, che ottiene per\u00f2 risultati ottimi in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Per il BSW si tratta di un&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-pgK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97138"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97138"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97138\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97139,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97138\/revisions\/97139"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97138"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97138"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97138"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}