{"id":97155,"date":"2026-09-23T15:26:52","date_gmt":"2026-09-23T13:26:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97155"},"modified":"2026-09-23T15:26:52","modified_gmt":"2026-09-23T13:26:52","slug":"squadra-che-perde-non-si-cambia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97155","title":{"rendered":"Squadra che perde non si cambia!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-97156\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/SOTEU_speech_16by9-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/SOTEU_speech_16by9-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/SOTEU_speech_16by9-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/SOTEU_speech_16by9.jpg 991w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le hanno sbagliate tutte per anni, segnando tanti autogol, eppure continuano a giocare titolari nell\u2019unica squadra al mondo che gioca contro s\u00e9 stessa, puntando sempre a perdere ogni incontro a vantaggio degli avversari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Impossibile trovare spiegazioni logiche eppure questa \u00e8 la realt\u00e0 europea, della Commissione europea ma anche di gran parte dei governi degli stati membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Donald Trump rilancia la proposta di negoziati tra Mosca e Kiev ma politica e grandi media in Europa non perdono occasione per ingigantire la minaccia di aggressione russa anche a costo di arrampicarsi sugli specchi e di coprirsi di ridicolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Esasperare la minaccia russa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un attacco alla locomotiva di un treno che trasportava armi per Kiev (secondo Mosca, mentre per gli ucraini era un treno passeggeri) a ridosso del confine polacco \u00e8 stato dipinto come un attacco alla NATO e il tentativo di uccidere consiglieri europei (tra cui l\u2019ex premier britannico Boris Johnson) del governo ucraino che invece viaggiavano su un altro convoglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il drone russo che avrebbe cercato di abbattere l\u2019aereo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di cui hanno parlato TG e quotidiani \u00e8 caduto in realt\u00e0 a 160 chilometri di distanza, come conferma la stessa Kiev.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni drone russo che cade appena oltre i confini ucraini in Moldavia, Romania o Polonia rappresenta una \u201cprovocazione russa\u201d non un normale incidente, sempre possibile quando si compiono incursioni lungo le frontiere, specie se da esse entrano in Ucraina armi e munizioni messe a disposizione dalle nazioni aderenti a UE e NATO incluse quelle al confine con l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I due razzi di segnalazione lanciati da una nave militare russa per allontanare un elicottero delle forze aeree danesi che la sorvolava in acque internazionali nel Mar Baltico \u00e8 stato definito un atto ostile dal governo di Copenhagen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I droni che sorvolano le repubbliche Baltiche sono quasi sempre ucraini (secondo Mosca decollano da l\u00ec per colpire la regione di San Pietroburgo) ma per innalzare l\u2019allarme non viene quasi mai rivelata la loro nazionalit\u00e0 e si esalta la necessit\u00e0 di difendere l\u2019Europa dalle \u201cminacce ibride\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti elementi che confermano una tendenza che sembra volersi opporre, anche forzando la mano e le parole, a ogni forma di distensione che possa favorire l\u2019apertura di un dialogo con Mosca. Un approccio europeo ben rappresentato anche dalle dichiarazioni rese ieri dal ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLa Russia sta intensificando non solo la guerra contro l\u2019Ucraina, ma anche gli attacchi contro i Paesi della Nato. Solo nelle ultime 48 ore, un drone armato \u00e8 stato abbattuto sopra la Lituania. A luglio abbiamo avuto l\u2019incursione di un missile da crociera armato, che siamo abbastanza certi sia stato lanciato deliberatamente contro la Polonia e non contro l\u2019Ucraina. Quindi la Russia sembra stia intensificando l\u2019escalation e noi dobbiamo difenderci\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In termini militari appare evidente che se Mosca avesse voluto scatenare anche solo provocazioni contro le nazioni europee avrebbe utilizzato modalit\u00e0 e strumenti bellici ben pi\u00f9 espliciti ed efficaci ma la narrazione che si registra in Europa sembra improntata soprattutto a convincere l\u2019opinione pubblica interna che la minaccia russa va presa sul serio. E che solo le attuali forze di governo possono gestirla e contrastarla<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il discorso di von der Leyen<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo proposito il \u201ctop\u201d lo ha raggiunto, senza rival,i la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel suo Discorso sullo Stato dell\u2019Unione al Parlamento europeo a Strasburgo, ha sostenuto \u201csia giunto il momento di un Articolo 4 europeo, ovvero un Protocollo di sicurezza d\u2019emergenza. Quando attivato da uno Stato membro, tutti gli Stati membri si riunirebbero per coordinare una risposta europea, per scoraggiare un\u2019ulteriore escalation e per mitigarne l\u2019impatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo urgente bisogno di un consenso su come rispondere a determinati incidenti, quelli che non rientrano nella definizione di aggressione armata ma che minacciano chiaramente la nostra sicurezza nazionale. In altre parole, un meccanismo per aggirare l\u2019articolo 4 della NATO\u201c, ha spiegato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per von der Leyen \u201cdobbiamo spingerci ancora oltre. Da tempo discutiamo di un formato incentrato sulla sicurezza del nostro continente, con il coinvolgimento di partner come Canada, Norvegia, Ucraina, Regno Unito e altri. Ci\u00f2 \u00e8 ancora pi\u00f9 urgente ora, vista la natura e la portata dei rischi in gioco. Per questo motivo presenteremo le nostre idee per rendere realt\u00e0 un Consiglio di sicurezza europeo\u201c, ha annunciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019obiettivo sembra essere quello di sfruttare le cosiddette \u201cminacce ibride\u201d per creare un organismo di scurezza che coinvolga tutti gli stati membri della NATO (esclusi gli Stat Uniti) e l\u2019Ucraina contro la Russa. Un organismo non previsto per\u00f2 da nessun trattato, una sorta di replica su vasta scala della Coalizione de Volenterosi che invece di voler inviare truppe in Ucraina punta a coordinare le difese contro le minacce ibride di Putin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la presidente della Commissione \u201csta emergendo un\u2019Europa pi\u00f9 forte e indipendente\u201d che \u201csta consolidando la propria prosperit\u00e0\u201d e \u201cche si sta liberando dalla sua tossica dipendenza dai combustibili fossili russi\u201d, che \u201c\u00e8 diventata la pi\u00f9 grande potenza commerciale del pianeta, trasformando la propria politica industriale pur mantenendo il nostro modello sociale unico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Frasi che cozzano brutalmente con la realt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 forte? Pi\u00f9 indipendente? Ma se la stessa von der Leyen ha accettato di spendere 750 miliardi di dollari in tre anni costosissima energia statunitense, di investire 600 miliardi nell\u2019\u2019industria americana mentre tutte le nazion i europee (esclusa la Spafna) hanno accettato il diktat di Washington che ci impone di spendere il 5% del PIL per la Difesa (e Sicurezza) quando gli USA spendono poco pi\u00f9 del 3 per cento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli europei comprano sempre pi\u00f9 armi statunitensi (e pagano anche quelle destinate all\u2019Ucraina) per non parlare della crescente penetrazioni delle Big Tech statunitensi nel settore della cybersecurity e dell\u2019Intelligenza Artificiale o dell\u2019invasivit\u00e0 dei fondi d\u2019investimento americani ormai titolari di pacchetti azionari di molte aziende europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano economico siamo in piena de-industrializzazione e lo si vede soprattutto nella Germania che la signora von der Leyen dovrebbe conoscere molto bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci siamo \u201cliberati\u201d dalla dipendenza energetica dalla Russia per dipendere per il 60 per cento dagli Stati uniti e poi da altri fornitori che ci fanno pagare l\u2019energia un prezzo ben pi\u00f9 alto e non riescono a garantire i volumi necessari. Infatti l\u2019Europa affronta l\u2019inverno imminente con il minimo storico di riserve di gas stoccato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un danno non senza beffa: molte nazioni europee continuano a comprare in quantit\u00e0 crescente gas russo, ma GNL della Siberia pagato ai prezzi (alti) di mercato quando avevano il gas via tubo a prezzo concordato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come ha ricordato Vladimir Putin al recente vertice dei BRICS in India \u201cla Russia in passato forniva gas all\u2019Europa a un prezzo di circa 150 dollari per 1.000 metri cubi, mentre ora gli europei pagano 1.000 dollari e oltre per la stessa quantit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al netto del cieco fanatismo degli invasati russofobi che affollano cancellerie, redazioni e studi televisivi occorre chiedersi sul piano concreto e pragmatico: tutto questo ci ha reso pi\u00f9 forti? Pi\u00f9 indipendenti? Pi\u00f9 prosperi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prosperit\u00e0 la stiamo sacrificando, non certo consolidando a causa degli errori gravissimi compiuti da due commissioni von der Leyen con la complicit\u00e0 dei tanti governi europei succubi di Bruxelles. Del resto la perdita di competitivit\u00e0, determinata da politiche green e rinuncia all\u2019energia russa \u00e8 stata certificata anche dal rapporto presentato mesi or sono da Mario Draghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, come stanno scoprendo diversi governi alle prese con i conti pubblici, in simili condizioni economiche ed energetiche un riarmo massiccio non \u00e8 solo impossibile, \u00e8 suicida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gli errori compiuti non insegnano ma vengono reiterati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ha quindi dell\u2019incredibile la capacit\u00e0 di von der Leyen e della Commissione di non riconoscere i gravi errori che hanno portato l\u2019Europa sull\u2019orlo del baratro economico e nella irrilevanza strategica, abbinata incredibilmente alla ferrea volont\u00e0 di reiterare quegli stessi errori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Difficile negare che politiche green, riarmo in condizioni energetiche ed economiche precarie, rinuncia all\u2019energia russa e stato di quasi-guerra con Mosca siano le principali cause della de-industrializzazione e della profonda crisi europea, anche militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure la presidente della Commissione ha avuto l\u2019ardire di dichiarare che \u201cquesta \u00e8 un\u2019Europa di cui possiamo andare davvero fieri. dall\u2019inizio del conflitto le importazioni di combustibili fossili ci sono costati 90 miliardi di euro in pi\u00f9, bisogna staccarsi dai combustibili fossili e intensificare l\u2019energia pulita prodotta internamente. Poco importa la tecnologia, l\u2019importante \u00e8 che ci renda indipendenti e si riducano i prezzi dell\u2019energia, puntiamo per questo a raddoppiare quota energia elettrica entro il 2040\u2033, ha detto Ursula von der Leyen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Peccato che l\u2019energia a un prezzo ragionevole costituisca ora un\u2019esigenza prioritaria poich\u00e9 nel 2040 la de-industrializzazione sar\u00e0 gi\u00e0 un fatto compiuto se l\u2019Europa continuer\u00e0 a rappresentare l\u2019area del mondo che paga l\u2019energia al prezzo pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dipendere oggi dal gas del Qatar che non arriva pi\u00f9 a causa della crisi a Hormuz, da quello statunitense che sar\u00e0 insufficiente e da altri fornitori che garantiscono prezzi elevati e forniture incerte da aree sempre pi\u00f9 instabili rende le economie europee pi\u00f9 vulnerabili rispetto a quando dipendevano per il 40 per cento dal gas russo. A cui dobbiamo in ogni caso rinunciare, costi quel che costi, secondo i diktat suicidi di Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Von der Leyen, come del resto anche Giorgia Meloni e tanti leader europei, sostengono che il sostegno all\u2019Ucraina non \u00e8 negoziabile. Costi quel che costi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quesdto dopo i numerosi scandali, le frodi e i casi di corruzione che hanno portato in conti privati in paradisi fiscali una bella fetta degli aiuti europei a Kiev dobbiamo ora finanziare anche l\u2019improvviso \u201cbuco\u201d nel bilancio della difesa ucraino da 27 miliardi di dollari da aggiungere al \u201cprestito\u201d Ue da 90 miliardi (13 a carco dell\u2019Italia) che nessuno ci restituir\u00e0 mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo proposito, Kiev ha denunciato un altro \u201cbuco\u201d di 32,7 miliardi di dollari dichiarato ieri da Kiev per il Bilancio 2027 che ricadr\u00e0 ovviamente sui soliti polli europei da spennare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cE\u2019 necessario ottenere ulteriori impegni da parte dei nostri amici per poter sostenere il bilancio\u201d, ha detto il ministro delle Finanze ucraino Sergii Marchenko, a margine dell\u2019Ecofin informale a Dublino. E gli \u201camici\u201d sappiamo bene chi sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Facile immaginare che l\u2019Europa sar\u00e0 chiamata a finanziare gran parte della spesa pubblica di Kiev anche il prossimo anno indipendentemente dall\u2019esito della rinnovata iniziativa negoziale statunitense rilanciata negli ultimi giorni con la visita a Mosca e Kiev degli inviati Steve Witkoff e Jarred Kushner.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La priorit\u00e0 UE \u00e8 scongiurare la fine della guerra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 molto probabile che l\u2019esasperato allarmismo europeo nei confronti della minaccia russa abbia lo scopo di sostenere la contrariet\u00e0 a un negoziato che nel programma presentato dagli Stati Unti indurrebbe Kiev ad accettare cessioni territoriali, neutralit\u00e0 ed elezioni entro tre mesi dall\u2019accordo di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratterebbe certo di una sconfitta per Kiev, peraltro sancita dal campo di battaglia dove i russi controllano il 21 per cento del territorio ucraino e continuano ad avanzare. Di una sconfitta onorevole, non di una disfatta, in quanto consentirebbe all\u2019Ucraina di sopravvivere alla guerra, venire ricostruita (sempre a spese degli europei) per poi in futuro entrare forse nella Ue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sconfitta di Kiev coinciderebbe per\u00f2 con quella della Commissione von der Leyen, dei baltici e scandinavi russofobi e dei governi dei \u201cvolenterosi\u201d che sul braccio di ferro con la Russia hanno dilapidato in questi anni i consensi di cui godevano presso i popoli europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/09\/squadra-che-perde-non-si-cambia\/?fbclid=IwdGRjcAUgomFjbGNrBSCiW3Bkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEenj9TM9_-Eq83_AUpb-xJSXAohjbMQFLSGZvNHwykoMp_ykc-4XwDtdWUqhU_aem_XNAf5A-mXfVaZiNr6wLHYw\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/09\/squadra-che-perde-non-si-cambia\/?fbclid=IwdGRjcAUgomFjbGNrBSCiW3Bkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEenj9TM9_-Eq83_AUpb-xJSXAohjbMQFLSGZvNHwykoMp_ykc-4XwDtdWUqhU_aem_XNAf5A-mXfVaZiNr6wLHYw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Le hanno sbagliate tutte per anni, segnando tanti autogol, eppure continuano a giocare titolari nell\u2019unica squadra al mondo che gioca contro s\u00e9 stessa, puntando sempre a perdere ogni incontro a vantaggio degli avversari. 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