{"id":97272,"date":"2026-10-01T14:40:11","date_gmt":"2026-10-01T12:40:11","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97272"},"modified":"2026-10-01T14:43:59","modified_gmt":"2026-10-01T12:43:59","slug":"difesaeconomiaenergiausamedio-oriente-sullorlo-del-baratro-gli-stati-uniti-lasciano-liraq-e-consegnano-il-petrolio-alla-morsa-delliran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97272","title":{"rendered":"Medio Oriente sull\u2019orlo del baratro: gli Stati Uniti lasciano l\u2019Iraq e consegnano il petrolio alla morsa dell\u2019Iran"},"content":{"rendered":"<p><strong>da SCENARI ECONOMICI (Fabio Lugano)<\/strong><\/p>\n<h4>Washington abbandona l\u2019Iraq nel momento pi\u00f9 critico dello scontro con Teheran: il vuoto militare a Erbil minaccia il secondo produttore OPEC e rischia di scatenare un nuovo shock sui prezzi dell\u2019energia per famiglie e imprese.<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-97273\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/basra-ritiro-1536x962.jpg-300x188.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/basra-ritiro-1536x962.jpg-300x188.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/basra-ritiro-1536x962.jpg-1024x641.webp 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/basra-ritiro-1536x962.jpg-768x481.webp 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/basra-ritiro-1536x962.jpg.webp 1536w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Gli ultimi reparti militari statunitensi hanno completato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KQjDvgVZI68\">l\u2019evacuazione della base aerea di Erbil<\/a>, mettendo fine a dodici anni di presenza armata proprio mentre la regione \u00e8 sconvolta dallo scontro frontale con l\u2019Iran. Non siamo davanti a una ritirata ordinata, ma a un vuoto di sicurezza improvviso che rischia di incendiare l\u2019intero Golfo Persico e di innescare una micidiale fiammata sui prezzi internazionali del petrolio greggio.<\/p>\n<div class=\"ddw-related-posts\">\n<div class=\"ddw-related-posts-title\">Per approfondire:<\/div>\n<ul>\n<li class=\"ddw-related-posts-item\"><a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/costo-nascosto-invenduto-quanto-pesa-tempo-assorbimento-nel-conto-economico-operazione-immobiliare\/?rel=correlati\"><span class=\"ddw-related-posts-item-type\">Articolo:<\/span>\u00a0<span class=\"ddw-related-posts-item-title\">Il costo nascosto dell\u2019invenduto: quanto pesa il tempo di assorbimento nel conto economico di un\u2019operazione immobiliare<\/span><\/a><\/li>\n<li class=\"ddw-related-posts-item\"><a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/la-scommessa-ad-alto-rischio-delliraq-sul-petrolio-punta-a-10-milioni-di-barili-ma-e-prigioniero-dello-stretto-di-hormuz\/?rel=correlati\"><span class=\"ddw-related-posts-item-type\">Articolo:<\/span>\u00a0<span class=\"ddw-related-posts-item-title\">La scommessa ad alto rischio dell\u2019Iraq sul petrolio: punta a 10 milioni di barili, ma \u00e8 prigioniero dello Stretto di Hormuz<\/span><\/a><\/li>\n<li class=\"ddw-related-posts-item\"><a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/medio-oriente-la-resa-dei-conti-gli-usa-smantellano-i-missili-patriot-da-erbil-e-si-ritirano-dalliraq\/?rel=correlati\"><span class=\"ddw-related-posts-item-type\">Articolo:<\/span>\u00a0<span class=\"ddw-related-posts-item-title\">Medio Oriente, la resa dei conti: gli USA smantellano i missili Patriot da Erbil e si ritirano dall\u2019Iraq<\/span><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div id=\"div-ddw-ad-VIDEO\">\n<div class=\"DLW_VIDEO\" data-yield-master-placement-inserted=\"\">\n<div id=\"notsy_container_267154820\" class=\"SEC_VIDEO\" data-notsy-container-index=\"1\" data-notsy-mapped-container=\"1\" data-ym-video-prepared=\"\">\n<div id=\"video_48663-container\" class=\"nts-container\" data-mobile=\"1\" data-ym-page=\"page_mobile\" data-html-lang=\"it-it\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Con la data del 30 settembre 2026 cala definitivamente il sipario sull\u2019operazione<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Operation_Inherent_Resolve\">\u00a0Inherent Resolve,<\/a>\u00a0che si porta dietro la fine di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/operazionimilitari\/op-intern-corso\/prima-parthica\/default\/28186.html\">Prima Parthica<\/a>, la missione multinazionale avviata nel 2014 per fermare l\u2019avanzata delle bandiere nere dello Stato Islamico. Washington onora gli impegni presi due anni fa con il governo di Baghdad, ma il momento storico scelto per sbaraccare le caserme \u00e8 il peggiore possibile.<\/p>\n<p>La storia militare degli Stati Uniti in territorio iracheno si chiude dopo oltre ventitr\u00e9 anni dall\u2019invasione del marzo 2003. Un\u2019avventura costata circa 4.500 caduti americani, centinaia di migliaia di vittime civili e una cifra astronomica superiore a 6.400 miliardi di dollari bruciati nelle sabbie mediorientali. Il bilancio politico ed economico di questo sforzo colossale \u00e8 un fallimento evidente: Baghdad si ritrova con istituzioni deboli e un esercito che dipende ancora dagli aiuti esterni.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\" lazyloaded\" title=\"US EXIT IRAQ LIVE: US Troops Exit Iraq After 12 Years as Iran War Reshapes Regional Security\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KQjDvgVZI68?feature=oembed\" width=\"740\" height=\"555\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KQjDvgVZI68?feature=oembed\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<p>I vertici militari iracheni assicurano che la situazione sia sotto controllo, ma la\u00a0<a href=\"https:\/\/nesa-center.org\/the-implications-of-a-us-withdrawal-from-iraq-for-uscentcom-priorities-and-great-power-competition\/\">realt\u00e0 sul terreno racconta una storia molto diversa<\/a>. Le forze armate locali mancano di capacit\u00e0 autonome nella ricognizione aerea avanzata, faticano a gestire la manutenzione ordinaria dei caccia e necessitano di costante supporto di intelligence per colpire i bersagli sul nascere.<\/p>\n<p>In questa voragine di comando si inserisce senza ostacoli la Repubblica Islamica di Teheran. Le milizie paramilitari sciite delle Forze di Mobilitazione Popolare, note come Hashd al-Shaabi, sono gi\u00e0 profondamente infiltrate nelle istituzioni, nei ministeri e nei posti di blocco statali. Senza il presidio delle truppe occidentali a fare da contrappeso, l\u2019influenza iraniana sul governo iracheno non incontra pi\u00f9 alcuna resistenza concreta.<\/p>\n<p><strong>Il pericolo non riguarda solo la politica interna, ma investe la sicurezza dell\u2019intera regione<\/strong>. Soltanto poche settimane fa droni e proiettili hanno colpito le stazioni di pompaggio dell\u2019oleodotto East-West in Arabia Saudita, e le tracce portano dritte a gruppi operativi all\u2019interno dei confini iracheni. Senza basi americane a vigilare, l\u2019Iraq rischia di trasformarsi nel trampolino di lancio definitivo per azioni di disturbo e rappresaglie armate.<\/p>\n<p>A nord, nella regione autonoma del Kurdistan, l\u2019addio delle forze occidentali alla base di Erbil lascia la popolazione e le autorit\u00e0 locali in uno stato di profonda incertezza. Il governo regionale curdo si trova schiacciato tra le rivendicazioni centraliste di Baghdad, le pressioni militari di Ankara e le minacce dirette dei missili iraniani, mettendo a repentaglio anche i delicati corridoi energetici settentrionali.<\/p>\n<p>Accanto alla morsa di Teheran, riemerge il timore mai sopito della rinascita dell\u2019Isis. I miliziani jihadisti non controllano pi\u00f9 porzioni stabili di territorio, ma continuano a nascondersi nei territori desertici e nelle zone rurali dimenticate dal potere centrale. Gli attentati sanguinosi che ciclicamente colpiscono i mercati di Baghdad ricordano che la minaccia sotterranea \u00e8 viva e aspetta solo una falla nei controlli per rialzare la testa.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019Occidente si ritira stanco e disilluso, le altre grandi potenze globali non hanno perso un secondo per occupare gli spazi lasciati liberi.<strong>\u00a0Pechino e Mosca hanno capito da tempo che chi controlla l\u2019Iraq controlla una delle chiavi di volta delle risorse energetiche mondiali.<\/strong><\/p>\n<p>La Cina ha gi\u00e0 blindato la propria sicurezza energetica acquistando massicce forniture di<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/business\/energy\/chinese-independent-refiners-snap-up-discounted-mideast-oil-supplies-rise-2026-07-03\/\">\u00a0greggio Basra Light<\/a>\u00a0e firmando accordi pluriennali da miliardi di dollari con pagamenti anticipati, integrando le infrastrutture locali nella Nuova Via della Seta. La Russia, a sua volta, approfitta del ritiro della NATO per proporre accordi di fornitura militare e consolidare la sua presenza strategica.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti hanno speso fiumi di denaro pubblico per poi lasciare le chiavi dei pozzi agli avversari commerciali. Si tratta di un capolavoro di miopia geopolitica che testimonia come la logica degli interventi armati si sia trasformata in un boomerang economico per l\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Per misurare la portata della questione, \u00e8 sufficiente analizzare i numeri della produzione energetica dell\u2019Iraq all\u2019interno dell\u2019OPEC:<\/p>\n<table style=\"width: 100%;\">\n<thead>\n<tr>\n<td style=\"width: 30.0633%;\"><strong>Fattore strategico<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 30.3797%;\"><strong>Dato quantitativo<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 36.3924%;\"><strong>Impatto sull\u2019economia globale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 30.0633%;\"><strong>Produzione di greggio<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 30.3797%;\">2,98 milioni di barili\/giorno<\/td>\n<td style=\"width: 36.3924%;\">Secondo produttore assoluto dell\u2019OPEC<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 30.0633%;\"><strong>Capacit\u00e0 massima stimata<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 30.3797%;\">Circa 5,0 milioni di barili\/giorno<\/td>\n<td style=\"width: 36.3924%;\">Riserva strategica cruciale per i mercati mondiali<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 30.0633%;\"><strong>Spesa militare USA (2001-2026)<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 30.3797%;\">Oltre 6.400 miliardi di dollari<\/td>\n<td style=\"width: 36.3924%;\">Costo finanziario sostenuto dal contribuente americano<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 30.0633%;\"><strong>Dipendenza entrate statali<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 30.3797%;\">Superiore al 90% dell\u2019export<\/td>\n<td style=\"width: 36.3924%;\">Totale vulnerabilit\u00e0 del bilancio pubblico di Baghdad<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 30.0633%;\"><strong>Primo cliente del greggio<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 30.3797%;\">Cina (qualit\u00e0 Basra Light)<\/td>\n<td style=\"width: 36.3924%;\">Controllo asiatico sui flussi energetici mediorientali<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Sul mercato delle materie prime si apre cos\u00ec un braccio di ferro tra due forze contrastanti<\/strong>. Da una parte c\u2019\u00e8 un\u2019offerta globale abbondante, sostenuta dall\u2019estrazione del petrolio da scisto americano e dalla produzione russa e araba. In un contesto normale, questo eccesso di produzione terrebbe il barile ancorato su livelli bassi, tra i 60 e i 70 dollari.<\/p>\n<p>Nel 2014, quando le truppe americane tornarono per combattere il Califfato, l\u2019esplosione dello shale oil provoc\u00f2 un crollo storico delle quotazioni, passate da 110 dollari a meno di 30 dollari al barile. Oggi per\u00f2 lo scenario \u00e8 ribaltato: le tensioni belliche nel Golfo sono l\u2019unica variabile capace di cancellare all\u2019istante l\u2019abbondanza di greggio e innescare una spirale rialzista.<\/p>\n<p>Se il vuoto di sicurezza iracheno dovesse paralizzare i terminali petroliferi meridionali o bloccare i carichi marittimi, i mercati reagirebbero con un aumento vertiginoso dei premi di rischio assicurativi sui noli navali. L\u2019offerta fisica verrebbe meno proprio mentre il confronto militare con l\u2019Iran rende impraticabili le rotte alternative.<\/p>\n<div class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full lazyloaded\" src=\"https:\/\/thenationalcontext.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/765243Image1.jpg\" width=\"1500\" height=\"945\" data-src=\"https:\/\/thenationalcontext.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/765243Image1.jpg\" data-eio-rwidth=\"1500\" data-eio-rheight=\"945\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Quella che era la base US Air Force a Erbil<\/p>\n<\/div>\n<p>Questo ritiro pu\u00f2 avere delle ricadute forti sull\u2019economia dei Paesi europei: se Baghdad non riuscir\u00e0 a tutelare la produzione petrolifera locale, anche il rivolo limitato che sta correndo attualmente fuori dal paese, tramite l\u2019oleodotto del Kurdistan, la Siria e qualche petroliera che utilizza le infrastrutture degli Emirat, verr\u00e0 interrotto. Questo sarebbe drammatico perch\u00e9 verrebbe a pesare su un mercato petrolifero gi\u00e0 in forte tensione per la sparizione del prodotto iraniano e la limitazione degli altri petroli del Golfo, oltre che per la crisi dei distillati.<\/p>\n<p><strong>A tutto questo si aggiunge la fragilit\u00e0 interna di Baghdad.<\/strong>\u00a0Con un bilancio pubblico che dipende per oltre il 90% dalla vendita di idrocarburi, qualsiasi blocco dell\u2019export impedisce al governo di pagare gli stipendi di milioni di dipendenti pubblici, innescando proteste sociali e paralisi amministrativa.<\/p>\n<p>La scelta americana di chiudere le basi irachene risponde al desiderio di chiudere capitoli costosi per guardare altrove. Tuttavia, le scorciatoie geopolitiche non cancellano i problemi sul campo, ma li lasciano semplicemente incustoditi.<\/p>\n<p>Quando il secondo produttore dell\u2019OPEC finisce ostaggio delle tensioni regionali, il prezzo finale non lo pagano i comandi militari, ma i lavoratori e gli imprenditori alle prese con le bollette energetiche. L\u2019illusione di un disimpegno indolore rischia di costare carissimo alle tasche di tutti noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/medio-oriente-sullorlo-del-baratro-gli-stati-uniti-lasciano-liraq-e-consegnano-il-petrolio-alla-morsa-delliran\/\">https:\/\/scenarieconomici.it\/medio-oriente-sullorlo-del-baratro-gli-stati-uniti-lasciano-liraq-e-consegnano-il-petrolio-alla-morsa-delliran\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da SCENARI ECONOMICI (Fabio Lugano) Washington abbandona l\u2019Iraq nel momento pi\u00f9 critico dello scontro con Teheran: il vuoto militare a Erbil minaccia il secondo produttore OPEC e rischia di scatenare un nuovo shock sui prezzi dell\u2019energia per famiglie e imprese. 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