{"id":97304,"date":"2026-10-02T10:35:18","date_gmt":"2026-10-02T08:35:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97304"},"modified":"2026-10-02T10:52:12","modified_gmt":"2026-10-02T08:52:12","slug":"non-ci-sono-naza-a-gaza-la-menzogna-della-vittima-collaterale-nello-sterminio-palestinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97304","title":{"rendered":"Non ci sono &#8220;Naza&#8221; a Gaza: la menzogna della &#8220;vittima collaterale&#8221; nello sterminio palestinese"},"content":{"rendered":"<p><strong>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Giulia Bertotto)<\/strong><\/p>\n<h4>\u00c8 la prima volta nella storia che un genocidio e un film che lo denuncia si trovano insieme sullo schermo e nella realt\u00e0. E non un genocidio come quelli gi\u00e0 accaduti fino all&#8217;epoca della Tv, ma uno sterminio in diretta social<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-97305\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/350x200c50-7-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/350x200c50-7-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/350x200c50-7.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: left;\">Il primo film su un genocidio mentre \u00e8 in corso<\/h4>\n<p>Sul docufilm &#8220;Naza&#8221; \u00e8 stato detto di tutto. Che si tratta di un film surrettiziamente colonialista poich\u00e9 dando risalto alla testimonianza del carnefice delegittima la voce palestinese, che se il film pu\u00f2 sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica ancora tiepida sulla causa palestinese allora ben venga, che \u00e8 un atto di autocritica da parte di registi israeliani e che deve aggiungersi e non sostituirsi alle migliaia di denunce, video, foto, atti legali dei palestinesi. Tutte queste considerazioni sembrano ricevibili e niente affatto peregrine.<\/p>\n<p>Il lungometraggio \u00e8 cos\u00ec dibattuto, criticato e sentito perch\u00e9 \u00e8 la prima volta nella storia che un genocidio e un film che lo denuncia si trovano insieme sullo schermo e nella realt\u00e0. E non un genocidio come quelli gi\u00e0 accaduti fino all&#8217;epoca della Tv, ma un genocidio in diretta social. Un livello di fusione tra immagine sullo schermo e realt\u00e0 dei corpi che non era mai stato raggiunto prima. Un livello di derealizzazione e di normalizzazione della carneficina e del dolore inedito. Il film quindi non viene valutato sul piano cinematografico, ma giudicato soprattutto sul piano etico, giuridico e politico.<\/p>\n<h4>25 minuti di applausi, 3 anni di testimonianze palestinesi<\/h4>\n<p>Per entrare nel merito del film, innanzitutto bisogna dire che Naza non aggiunge molte informazioni a chi gi\u00e0 si documenta da anni da fonti de-sionistizzate, e soprattutto a chi \u00e8 in contatto con le famiglie palestinesi della Striscia. Gi\u00e0 conoscevamo il sodalizio perverso e sadico tra intelligenza artificiale e disumanizzazione emotiva nei ranghi militari israeliani (nonch\u00e9 nell&#8217;intera societ\u00e0 israeliana). Gli intervistati sapevano di compiere massacri di famiglie disarmate premendo un bottone e lo hanno fatto &#8220;come in un video game&#8221; o raccontando con indifferenza le cosiddette \u201cstragi della farina\u201d, quando il cibo usato come esca serviva a radunare gli affamati per sparargli in massa. Un genocidio a cielo aperto, su scala industriale, con metodi scientifici e attraverso mezzi digitale-virtuali. Un genocidio raccontato dalle vittime e dai carnefici sui social media. Una vertigine surreale e insieme iper-reale, un\u2019apocalisse sociale e morale in cui siamo complici, spettatori e oppositori.<\/p>\n<h4>Spiare e sterminare<\/h4>\n<p>La morbosit\u00e0 delle case. Durante tutte le interviste ai militari condotte da uno dei registi, la telecamera indugia nelle case di Tel Aviv, tra chi stende i panni e chi pulisce le briciole dal tavolo. Almeno dal 2023 i palestinesi vengono spiati in ogni momento quotidiano, mentre cenano, fanno faccende domestiche o compiti per la scuola. Gi\u00e0 dal 1967 a Gaza nessuna infrastruttura delle comunicazioni \u00e8 stata fuori dal controllo dell&#8217;occupante, che proprio per ispezionare ogni conversazione le ha costruite impedendo di farlo ai palestinesi. Israele origlia costantemente i palestinesi, due milioni e mezzo di persone nel 2023, e chi scambia messaggi o chiamate con loro. Da Mosca, da Sidney, da Roma. I cittadini ebrei hanno scambiato, indottrinati nel sionismo, i propri vicini di casa arabi coi loro aguzzini europei. Il sistema sionista mondiale comunque, sbircia nello spioncino di tutti: ricatta i governi, monitora la vita privata di capi di stato, sorveglia tutti noi mentre ci scambiamo messaggi con le persone che stanno annientando. Un panottico paranoico in delirio messianico. \u00c8 un incubo dentro e fuori dalla sala del cinema. Questo sistema di spionaggio capillare internazionale impone un\u2019azione collettiva, politica e giuridica, immediata.<\/p>\n<h4>Uno strumento politico?<\/h4>\n<p>Una critica che dobbiamo fare \u00e8 la seguente: il montaggio pu\u00f2 far apparire la persecuzione dei gazawi come una responsabilit\u00e0 esclusiva di Netanyahu e a partire dal 7 ottobre, che a pi\u00f9 riprese compare nel docufilm. Ma il genocidio palestinese su larga scala a Gaza non \u00e8 che il precipitato inevitabile della dottrina sionista, dell&#8217;apartheid e dell&#8217;occupazione, la quale infesta il Medio Oriente almeno dai primi del Novecento. Mi domando infatti, se questo lungometraggio, che esce con gran fragore a Venezia e nelle sale ad un mese esatto dalle elezioni alla Knesset, non sia parte di un&#8217;operazione anti-Likud e che possa strizzare l&#8217;occhio all&#8217;opposizione israeliana, opposizione che \u00e8 comunque sionista. Negli stessi giorni nei cinema anche The Bibi files, sugli scandali di corruzione di cui \u00e8 protagonista Netanyahu. A questo proposito, dato che qui si parla di film sul grande schermo, occorre vedere anche l\u2019intensissimo e struggente \u201cPalestina36\u201d, per non dimenticare mai a quando risalgono le mire territoriali del sionismo.<\/p>\n<h4>A Gaza non ci sono &#8220;Naza&#8221;<\/h4>\n<p>A Gaza in realt\u00e0 non ci sono &#8220;Naza&#8221;, cio\u00e8 vittime collaterali di obiettivi umani (&#8220;membri di Hamas&#8221;) come ripetuto ai soldati per condizionarli all\u2019eccidio e come loro stessi si sono ripetuti per distruggere interi palazzi, condomini, ospedali senza rimorso. Nessun sionista infatti pensa mai ad un palestinese come ad una vittima, perch\u00e9 non lo considera un essere umano, ma uno pseudo-umano, moralmente inferiore e pericoloso. Il progetto suprematista chiamato Israele non ha mai considerato una vita palestinese come &#8220;Naza&#8221;, <em>un prezzo umano da pagare per la sicurezza<\/em>, ma solo un&#8217;entit\u00e0 non propriamente umana da estirpare<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-non_ci_sono_naza_a_gaza_la_menzogna_della_vittima_collaterale_nello_sterminio_palestinese\/46096_69200\/#_ftn1\">[1]<\/a>. &#8220;Naza&#8221; \u00e8 sempre stato un raggiro raccontato al mondo e ai militari: &#8220;Ci dispiace per i civili ma dobbiamo sradicare Hamas&#8221;. Una mistificazione a cui ha creduto solo chi non conosceva la questione palestinese, perch\u00e9 il piano sionista ha sempre voluto e dichiarato di voler spazzare via ogni forma di vita umana, di memoria storica, di architettura autoctona, per portare avanti il progetto di sostituzione etnica. Sbriciolare Gaza, insediare colonie.<\/p>\n<h4>Non ci sono terroristi a Gaza, ma solo resistenti!<\/h4>\n<p>&#8220;Non ci sono innocenti a Gaza ma solo terroristi&#8221;. Questo dicono continuamente i vertici militari ai soldati per deumanizzare sia le vittime che i carnefici al contempo. Io non so cosa sia l&#8217;innocenza su questa terra, ma di certo a Gaza non ci sono terroristi. A Gaza sono tutti resistenti e partigiani. A Gaza sono resistenti i bambini che giocano, i gattini che fanno le fusa, le capre che danno latte, gli anziani che ricordano, le donne che studiano o pregano, gli uomini che imbracciano una telecamera o razzi Qassam.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-non_ci_sono_naza_a_gaza_la_menzogna_della_vittima_collaterale_nello_sterminio_palestinese\/46096_69200\/#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Il medico israeliano che ha paragonato l&#8217;uccisione dei palestinesi a Gaza allo sterminio di &#8220;scarafaggi&#8221; \u00e8 il chirurgo e riservista dell&#8217;esercito Sabo Amos. Il caso \u00e8 emerso a maggio 2025, quando Amos ha pubblicato un post su X (poi eliminato) in cui descriveva la sua partecipazione alle operazioni militari a Gaza come un intervento di &#8220;medicina preventiva&#8221; e di &#8220;salute pubblica&#8221;, aggiungendo:\u00a0<em>\u00abDopotutto, stiamo parlando di sterminare gli scarafaggi e altri insetti disgustosi\u00bb<\/em>. Nel medesimo contesto aveva anche esortato le forze armate a &#8220;dissuaderli&#8221; o &#8220;macinarli&#8221; (<em>grind them<\/em>). Si tratta solo di una delle pi\u00f9 recenti dichiarazioni di questo genere.<\/p>\n<hr \/>\n<div class=\"author-box\"><picture><source srcset=\"https:\/\/cdn.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/Giulia+Bertotto+presentazione.jpeg\/100x100c50.jpg\" media=\"(max-width:465px)\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/Giulia+Bertotto+presentazione.jpeg\/100x100c50.jpg\" \/><source srcset=\"https:\/\/cdn.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/Giulia+Bertotto+presentazione.jpeg\/100x100c50.jpg\" media=\"(min-width:466px)\" data-srcset=\"https:\/\/cdn.lantidiplomatico.it\/resizer\/resiz\/public\/Giulia+Bertotto+presentazione.jpeg\/100x100c50.jpg\" \/><img decoding=\"async\" class=\"author-img alignleft\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/images\/f100x100.webp\" alt=\"Giulia Bertotto\" \/><\/picture>\n<div class=\"author-info\">\n<p class=\"author-name\"><strong>Giulia Bertotto<\/strong>, giornalista per diverse testate online, \u00e8 laureata in Filosofia a La Sapienza di Roma e ha un master in Consulenza Filosofica e Antropologia Esistenziale, ha scritto due raccolte poetiche, un saggio, e partecipato alla stesura di diversi volumi con altri autori. Svolge e stravolge interviste, recensioni di film e libri, cronache da eventi e proteste. Articoli per sopportare il mondo, versi e rime per evaderlo.<\/p>\n<hr \/>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-non_ci_sono_naza_a_gaza_la_menzogna_della_vittima_collaterale_nello_sterminio_palestinese\/46096_69200\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-non_ci_sono_naza_a_gaza_la_menzogna_della_vittima_collaterale_nello_sterminio_palestinese\/46096_69200\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Giulia Bertotto) \u00c8 la prima volta nella storia che un genocidio e un film che lo denuncia si trovano insieme sullo schermo e nella realt\u00e0. E non un genocidio come quelli gi\u00e0 accaduti fino all&#8217;epoca della Tv, ma uno sterminio in diretta social Il primo film su un genocidio mentre \u00e8 in corso Sul docufilm &#8220;Naza&#8221; \u00e8 stato detto di tutto. 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