{"id":97322,"date":"2026-10-05T10:30:37","date_gmt":"2026-10-05T08:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97322"},"modified":"2026-10-03T17:24:22","modified_gmt":"2026-10-03T15:24:22","slug":"tutto-e-partito-da-creteil-la-scintilla-che-sta-incendiando-la-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97322","title":{"rendered":"Tutto \u00e8 partito da Cr\u00e9teil: la scintilla che sta incendiando la Francia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-97326\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/350x200c50-34-1-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/350x200c50-34-1-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/350x200c50-34-1.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La rivolta studentesca che smaschera il volto autoritario del neoliberismo e la contraddizione di un continente che affama i suoi giovani<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto \u00e8 partito in una scuole della citt\u00e0 di Cr\u00e9teil, periferia sud di Parigi, dove nel liceo Saint-Exup\u00e9ry vi sono millecinquecento studenti stipati in aule che avrebbero dovuto accoglierne molti meno. Gioved\u00ec 17 settembre i docenti hanno incrociato le braccia, esasperati da un organico smantellato pezzo dopo pezzo. La sera stessa un gruppo di ragazzi di terminale ha deciso che non bastava: si sono presentati all&#8217;alba, verso le sei e mezza, con qualche bidone della spazzatura e delle transenne. Il preside li guardava senza capire, poi ha visto i cartelli e si \u00e8 fatto da parte. Non chiedevano lussi. Chiedono il minimo. Chiedono che un ragazzo di banlieue abbia le stesse possibilit\u00e0 di uno del sedicesimo arrondissement (elegante zona residenziale situata sulla riva destra della Senna, nota per l&#8217;atmosfera borghese).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quella scintilla minuscola \u00e8 diventata un incendio in meno di due settimane. Mercoled\u00ec scorso il ministero dell&#8217;Interno francese contava trecentocinquantasei istituti bloccati in tutto il paese, contro i trecentotrentotto del giorno prima. Una marea che non si ferma ai licei. Gioved\u00ec mattina una trentina di campus universitari risultavano occupati, da Parigi a Strasburgo, da Marsiglia a Lione, da Reims a Poitiers fino a Nanterre, dove la memoria del Sessantotto francese non \u00e8 mai davvero svanita. L&#8217;Union \u00e9tudiante ha parlato senza esitazione di mobilitazione storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure i giornali e i telegiornali, quando non tacciono del tutto, preferiscono mostrare le fiamme. La facciata del liceo Nelson Mandela a Nantes avvolta dal fuoco. I bidoni in fiamme davanti al Couffignal di Strasburgo, con centinaia di ragazzi vestiti di nero che bloccano il tram. Il camion dei pompieri circondato, saccheggiato e dato alle fiamme davanti al Saint-Exup\u00e9ry di Marsiglia, nel quindicesimo arrondissement, con un pompiere ferito. Le immagini fanno il giro dei social e dei notiziari, e il racconto si riduce a quello di sempre: vandali, teppisti, giovent\u00f9 perduta. La presidente della regione Pays de la Loire, Christelle Moran\u00e7ais, ha tuonato sui social che quelli non sono i giovani di Francia. Una frase che suona come un insulto per chi, a diciassette anni, si alza alle sei del mattino per rivendicare il diritto di avere un insegnante in classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 la violenza c&#8217;\u00e8 stata, ed \u00e8 inutile negarlo, ma ha una direzione precisa che i commentatori si guardano bene dall&#8217;indicare. A Tours un ragazzo \u00e8 finito in ospedale con lesioni alla testa compatibili con un colpo di \u2018LBD\u2019, il famigerato lanciatore di pallottole di gomma che la polizia francese usa con la stessa disinvoltura con cui ha accecato i gilet gialli qualche anno fa. Nel Val-d&#8217;Oise un altro liceale si \u00e8 ritrovato con la bocca distrutta da un colpo di flashball sparato ad altezza uomo. La madre ha parlato al Parisien con le parole di chi non ha pi\u00f9 lacrime. L&#8217;IGPN, l&#8217;ispettorato generale della polizia, ha aperto tre inchieste. Centodiciannove tra studenti e personale scolastico feriti dall&#8217;inizio dei blocchi, ottantatr\u00e9 agenti contusi, seicentoventicinque arresti nella sola giornata di mercoled\u00ec. Il presidente dell&#8217;Union syndicale lyc\u00e9enne ha detto una frase che dovrebbe far tremare i polsi a chiunque abbia a cuore la democrazia: &#8220;Abbiamo superato una linea rossa. Stanno accecando la giovent\u00f9 come hanno fatto con i gilet gialli&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ministro dell&#8217;Educazione nazionale, \u00c9douard Geffray, ha risposto con una &#8220;piattaforma di concertazione&#8221; dove i liceali potranno depositare le loro lamentele. Una piattaforma digitale. Come se il problema di un ragazzo che non ha un professore di matematica si risolvesse con un modulo online. La risposta \u00e8 talmente inadeguata da sembrare una provocazione, e forse lo \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma il punto vero, quello che nessuno vuole affrontare, \u00e8 che la rivolta dei licei francesi non \u00e8 un incidente di percorso. \u00c8 la conseguenza logica e inevitabile di un modello che ha sistematicamente svuotato i servizi pubblici per dirottare le risorse altrove. La Francia \u00e8 oggi definita dalla stampa britannica &#8220;il nuovo malato d&#8217;Europa&#8221;, con un deficit che sfonder\u00e0 il cinque e quattro per cento del prodotto interno lordo e un debito pubblico arrivato al centodiciannove per cento, ai massimi storici. Il governo del primo ministro S\u00e9bastien Lecornu sta preparando una manovra di tagli alla spesa pubblica da cinquantaquattro miliardi di euro, una cifra che farebbe impallidire qualsiasi governo di austerit\u00e0 del decennio scorso. Il Tesoro prevede di emettere trecentoquaranta miliardi di nuovo debito, con il costo del servizio che salir\u00e0 del tredici per cento fino a novantuno miliardi. I rendimenti dei titoli decennali hanno toccato il quattro e otto per cento, con uno spread rispetto al bund tedesco che non si vedeva dai giorni pi\u00f9 bui della crisi dell&#8217;eurozona nel duemiladodici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ci sono soldi per gli insegnanti, non ci sono soldi per le infermiere scolastiche, non ci sono soldi per gli assistenti sociali. Non ci sono soldi per sostituire un professore di lettere che va in pensione o un docente di storia che si ammala. E per\u00f2 i soldi per il riarmo ci sono eccome. La Francia, come del resto tutti i grandi paesi europei, sta riversando miliardi nella macchina bellica della NATO, alimentando una guerra per procura contro la Russia in Ucraina che ha gi\u00e0 divorato risorse colossali e che continua a essere presentata come una difesa della democrazia mentre le democrazie europee si sgretolano dall&#8217;interno. I governi che tagliano la sanit\u00e0, la scuola e i trasporti trovano sempre le cifre necessarie quando si tratta di acquistare sistemi d&#8217;arma, finanziare l&#8217;industria degli armamenti e inviare equipaggiamenti militari sul fronte orientale. La contraddizione \u00e8 cos\u00ec plateale da risultare oscena, eppure il discorso pubblico la rimuove con una facilit\u00e0 disarmante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo non riguarda soltanto la Francia. \u00c8 il tratto distintivo di un&#8217;intera Europa prigioniera di un dogma neoliberista che ha smesso da tempo di essere una teoria economica per diventare un regime politico a tutti gli effetti. Un regime che predica la libert\u00e0 dei mercati e pratica la compressione dei diritti, che invoca la responsabilit\u00e0 di bilancio mentre socializza le perdite e privatizza i profitti, che parla di meritocrazia e poi lascia che il codice postale di nascita determini il destino di un ragazzo pi\u00f9 di qualsiasi talento o impegno. Le politiche di austerit\u00e0 che hanno affamato la Grecia, devastato la Spagna e umiliato l&#8217;Italia non sono state un errore tecnico. Erano il progetto. E il progetto funziona esattamente come deve funzionare: trasferire ricchezza dal basso verso l&#8217;alto, smantellare lo stato sociale, rendere i cittadini sempre pi\u00f9 precari e quindi sempre pi\u00f9 ricattabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C&#8217;\u00e8 poi un aspetto che viene sistematicamente taciuto e che pure \u00e8 il cuore del problema. Il neoliberismo non \u00e8 soltanto un sistema economico ingiusto. \u00c8 un regime profondamente antidemocratico. Lo dimostra il fatto che le sue politiche vengono portate avanti contro il parere della stragrande maggioranza della popolazione, come \u00e8 accaduto con la riforma delle pensioni di Macron, imposta con il passaggio in forza dell&#8217;articolo quarantanove comma tre della Costituzione, scavalcando il parlamento e la piazza. Lo dimostra il fatto che ogni tentativo di opposizione viene criminalizzato, che i gilet gialli sono stati repressi con una brutalit\u00e0 che ha fatto il giro del mondo, che i liceali di oggi vengono accolti con i flashball e i lacrimogeni quando chiedono semplicemente di avere un insegnante in classe. La democrazia formale sopravvive, con le sue elezioni e le sue istituzioni, ma la sostanza \u00e8 stata svuotata. Il cittadino pu\u00f2 votare, ma non pu\u00f2 decidere. Pu\u00f2 protestare, ma verr\u00e0 ascoltato solo se la protesta resta dentro i confini stabiliti dal potere. Pu\u00f2 esprimere il suo dissenso, ma le politiche non cambieranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I ragazzi di Cr\u00e9teil lo hanno capito prima di molti adulti. Quando Human, studente di terminale generale, dice che &#8220;gli ripetono che non potr\u00e0 mai diventare ingegnere o dottore&#8221;, sta descrivendo un meccanismo di esclusione che non ha nulla di naturale e tutto di politico. Quando Lola, quindicenne di seconda, racconta di &#8220;un orario dalle otto alle diciotto che non riesce pi\u00f9 a reggere&#8221;, con professori assenti e classi senza docente di riferimento, sta descrivendo il risultato concreto di anni di tagli presentati come riforme. Quando i liceali di Strasburgo bloccano il tram e accendono fuochi davanti al loro istituto, stanno urlando quello che le istituzioni non vogliono sentire: il contratto sociale \u00e8 stato stracciato, e loro non hanno intenzione di fingere che sia ancora valido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il movimento si \u00e8 diffuso attraverso TikTok, con i video dei blocchi che hanno macinato migliaia di visualizzazioni in poche ore. Alcuni dei ragazzi che hanno iniziato la protesta a Cr\u00e9teil guardano adesso con preoccupazione la piega che le cose stanno prendendo altrove, con le immagini di incendi e saccheggi che rischiano di oscurare le ragioni originarie della mobilitazione. Uno di loro ha detto una frase che meriterebbe di essere stampata sulla prima pagina di ogni giornale europeo: &#8220;Non lo facciamo per i social network, lo facciamo per il nostro futuro, perch\u00e9 se non ci muoviamo noi nessuno lo far\u00e0 al posto nostro&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 una generazione che sta imparando sulla propria pelle quello che i loro genitori e i loro nonni hanno imparato nelle fabbriche e nelle piazze: il potere non concede nulla spontaneamente, e i diritti che non vengono difesi con le unghie e con i denti finiscono per essere cancellati con un tratto di penna in una legge di bilancio. La Francia brucia, e l&#8217;Europa farebbe bene a non voltare lo sguardo dall&#8217;altra parte, perch\u00e9 le stesse politiche che hanno portato i licei francesi alla rivolta stanno producendo lo stesso risultato in ogni angolo del continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-tutto__partito_da_crteil_la_scintilla_che_sta_incendiando_la_francia\/45289_69217\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-tutto__partito_da_crteil_la_scintilla_che_sta_incendiando_la_francia\/45289_69217\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Redazione) La rivolta studentesca che smaschera il volto autoritario del neoliberismo e la contraddizione di un continente che affama i suoi giovani Tutto \u00e8 partito in una scuole della citt\u00e0 di Cr\u00e9teil, periferia sud di Parigi, dove nel liceo Saint-Exup\u00e9ry vi sono millecinquecento studenti stipati in aule che avrebbero dovuto accoglierne molti meno. 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