{"id":97339,"date":"2026-10-05T10:00:29","date_gmt":"2026-10-05T08:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97339"},"modified":"2026-10-05T06:49:11","modified_gmt":"2026-10-05T04:49:11","slug":"il-buco-nero-di-kiev-leuropa-brucia-per-il-peso-delleconomia-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97339","title":{"rendered":"Il buco nero di Kiev: l&#8217;Europa brucia per il peso dell&#8217;economia di guerra"},"content":{"rendered":"<p><strong>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<h4>&#8220;Ma non c&#8217;\u00e8 da preoccuparsi: ci pensa il Corriere della Sera a mettere a posto i pacifisti che chiedono di dialogare con la Russia&#8221;<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-97340\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/350x200c50-8-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/350x200c50-8-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/350x200c50-8.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Corriere della Sera: guai a parlare di dialogo con la Russia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>3 ottobre. C&#8217;\u00e8 un passaggio, sul Corriere della Sera del 3 ottobre, che esprime e conferma in maniera cristallina, se mai ce ne fosse bisogno, il triviale bellicismo che caratterizza da oltre un secolo e mezzo il fogliaccio di via Solferino. Nell&#8217;intervista a Kaja-Fredegonda-Kallas, non sono tanto le ormai trite e stomachevoli reiterazioni dell&#8217;ex (con rispetto parlando) premier estone a proposito del Protocollo di sicurezza d&#8217;emergenza per \u00abcombattere le minacce e gli attacchi ibridi che la Russia sta conducendo contro i nostri paesi\u00bbe che, dice la malefica regina di Neustria, \u00abhanno l\u2019obiettivo di intimidire gli Stati europei affinch\u00e9 smettano di sostenere l\u2019Ucraina&#8230; Se lasciamo sola l\u2019Ucraina mentre la sua popolazione viene bombardata, la Russia vince\u00bb. E ci\u00f2 non sia mai, poich\u00e9, giura senza batter ciglio, \u00abi nostri paesi sono democrazie\u00bb per definizione catechistica e, dunque, unici portatori del Verbo liberal-europeista. No, il perno della questione e il \u201cmarchio di fabbrica\u201d del Corriere non sono tanto queste consumate evangelizzazioni della responsabile europeista per la guerra, quanto la domanda che l&#8217;intervistatrice, tale signora Francesca Basso, rivolge a Fredegonda, chiedendo se sia \u00abpossibile dialogare con la Russia come chiedono i pacifisti?\u00bb. Perch\u00e9 \u00e8 chiaro: chi chiede di non fare la guerra alla Russia non pu\u00f2 essere altro che un pericoloso pacifista, da isolare e schiacciare sotto il tallone dell&#8217;adunanza di guerra invocata e propagandata dai fogliacci come il Corriere. Mai l&#8217;appellativo di \u201cpacifista\u201d fu cos\u00ec infamante!<\/p>\n<p>Senza scomodare i rimandi a Lenin, secondo cui i comunisti non sono contro tutte le guerre e anzi sostengono le guerre giuste, rivoluzionarie e di liberazione contro l&#8217;imperialismo; senza scomodare l&#8217;innocuo e innocente pacifismo cristiano che, nella sua ritualit\u00e0, non intacca gli interessi del capitale e pu\u00f2 quindi indulgere alla benedizione del Corriere della Sera, ecco che nella domanda della signora Basso pare implicito il concetto per cui i pacifisti, tutti i pacifisti, in generale, rappresentino una escrescenza \u201cantieuropeista\u201d da sradicare dal \u201ccorpo sano\u201d della necessaria guerra fino all&#8217;ultimo ucraino, altrimenti \u00abla Russia vince\u00bb. Marcino pure incolonnati, con madonne e crocifissi, i pacifisti che esaltano l&#8217;amore cristiano e l&#8217;armonia tra le classi; ma non vadano oltre, perch\u00e9 quando si invoca la pace e il dialogo con la Russia, ecco che i pacifisti si trasformano in terroristi che attentano alla sacra intoccabilit\u00e0 dei profitti della finanza mondiale e delle industrie militari e allora no: quel pacifismo va contro i \u00abnostri paesi [che] sono democrazie\u00bb e che sostengono l&#8217;ultimo vallo euro-liberale innalzato sui cadaveri di centinaia di migliaia di ucraini mandati al macello per difendere l&#8217;Europa dalle \u201cautocrazie\u201d asiatiche e dal cosiddetto \u201casse del male\u201d di Russia, Cina, Iran, Corea del Nord.<\/p>\n<p>Una \u201cdifesa dell&#8217;Europa\u201d che passa per le decine di miliardi che, resti inteso, \u00e8 doveroso destinare al sostegno di quel \u201cvallo europeo\u201d in terra ucraina, avamposto delle democrazie UE-NATO. Ecco dunque che il ministro delle finanze ucraino Serghej Marcenko pu\u00f2 tornare a pretendere da Bruxelles altri 69 miliardi di euro \u2013 40 per le necessit\u00e0 di guerra e 29 per sostenere il bilancio \u2013 per sconfiggere Putin nel 2027. Ma, osserva Kirill Strl&#8217;nikov su RIA Novosti, sembra che la visita di Marcenko a Bruxelles sia stata l&#8217;ultima \u201cpagliuzza che ha spezzato la schiena al cammello europeo\u201d, scatenando una reazione incontrollata.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8, nota Strel&#8217;nikov, che la UE ha appena attraversato un processo politico estremamente doloroso per stanziare 90 miliardi di euro a Kiev per il 2026-2027, un processo che ha richiesto ogni sorta di sotterfugio da parte dei falchi europei per convincere i paesi membri ad accettare un enorme debito per salvare il regime di Kiev. Doveva trattarsi di un \u201cultimo pacchetto\u201d di fondi, con cui Kiev avrebbe attuato riforme straordinarie, liberandosi definitivamente dalla corruzione. Ma ecco che Marcenko annuncia che l&#8217;Ucraina avr\u00e0 un deficit di 32 miliardi di euro entro il 2027 e, secondo Le Monde, ci\u00f2 ha causato estrema irritazione a Bruxelles e, in alcuni paesi, come la Germania, vera e propria rabbia: pur con tutti gli sforzi degli \u201cindottrinatori\u201d dei media di regime, sar\u00e0 molto difficile spiegare ai contribuenti europei perch\u00e9 dovrebbero riaprire i portafogli ormai vuoti, quando Kiev non rispetta i termini della tranche precedente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec che quest&#8217;ultima pressione esercitata da Kiev arriva in un momento estremamente inopportuno e scomodo per i falchi europei. Le nuove, sfacciate richieste di Kiev arrivano proprio mentre si profilava una vera e propria guerra interna sul prossimo bilancio pluriennale UE per il 2028-2034, in cui i fautori della \u201cvittoria fino all&#8217;ultimo ucraino\u201d avevano stanziato 100 miliardi di euro per Kiev, somma che avrebbe dovuto essere trovata in qualche modo, o meglio, presa in prestito, aumentando ulteriormente il debito pubblico dei singoli paesi. Tutto ci\u00f2, scrive RIA, ha fatto infuriare la Germania, a cui si sono uniti Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Finlandia e Svezia. D&#8217;altronde, la Germania, che, sotto la pressione di Bruxelles, nel 2026 ha aumentato gli aiuti diretti all&#8217;Ucraina dagli 8,5 miliardi di euro inizialmente previsti a 11,5 miliardi, sta rapidamente scivolando in recessione: la crescita del PIL quest&#8217;anno \u00e8 inferiore a 1% e il debito pubblico ha da tempo superato la soglia critica del 60% del PIL. La Federazione delle industrie tedesche ha riferito che la produzione industriale continua il costante declino iniziato nel 2022. Secondo la banca statale tedesca per lo sviluppo, a ci\u00f2 si aggiunge un enorme deficit di investimenti interni: scuole, strade, ponti, trasporti pubblici e altri settori rimangono sottofinanziati per 231,2 miliardi di euro, mentre il bilancio tedesco per il 2027 prevede gi\u00e0 203,6 miliardi di euro di nuovi prestiti.<\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-3\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CNqb0OiIopcDFSlmpAQd7qIzwA\">\n<p>Cos\u00ec che non corrono \u201cbei tempi\u201d per Kiev, nel cui bilancio, afferma il politologo ucraino Andrej Zolotar\u00ebv, gi\u00e0 prima le spese erano il doppio delle entrate e, dopo gli attacchi alle industrie metallurgiche e ai porti, la situazione \u00e8 ulteriormente peggiorata. Cosa succeder\u00e0, si chiede il politologo, se gli europei \u00absmetteranno di finanziare le nostre spese? Lo Stato andr\u00e0 in bancarotta; non sar\u00e0 in grado di sostenere le spese militari, figuriamoci di adempiere agli obblighi sociali, dato che le nostre attuali spese di bilancio statale sono il doppio delle entrate generate dall&#8217;economia ucraina\u00bb. Come ha affermato l&#8217;ex presidente della Banca nazionale, Kirill \u0160evcenko, ora emigrato in Austria, l&#8217;Ucraina non ha un&#8217;economia, \u00e8 una \u00abeconomia di sussidi. In sostanza, \u00e8 attaccata a un respiratore&#8230; Se gli europei smetteranno di finanziare le spese, probabilmente dovremo volare a Mosca e arrenderci. Perch\u00e9 fare la guerra sar\u00e0 impossibile. Perch\u00e9, come diceva Napoleone, la guerra richiede tre cose: denaro, denaro e ancora denaro\u00bb.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 si verifica sullo sfondo delle recenti discussioni nell&#8217;ambito della 81\u00b0 assemblea generale delle Nazioni Unite, in cui si \u00e8 parlato di \u201cpace\u201d a condizioni, dice Vladimir Skachko su Ukraina.ru, apparentemente favorevoli per Moskva. Tanto per cambiare, l&#8217;inganno consister\u00e0, come tradizione, nel parlare di iniziative di pace che, pur sembrando allettanti, non sono intese a portare alla pace, bens\u00ec a servire da copertura per una tregua e un riassetto delle forze ucraine. L&#8217;Occidente, afferma Skachko, ha capito che pu\u00f2 sostenere Kiev senza limiti, ma questo non porter\u00e0 alla sua vittoria, n\u00e9 tantomeno alla sconfitta della Russia. Piuttosto, sar\u00e0 l&#8217;Occidente stesso a esaurirsi, entrando in una spirale militaristica, la cui unica via d&#8217;uscita potrebbe essere la Terza Guerra Mondiale. E mentre i politici occidentali sono scioccamente preparati a questo scenario, la popolazione non lo \u00e8, il che porter\u00e0 inevitabilmente a un cambio delle \u00e9lite al potere. Forse, e purtroppo non cos\u00ec presto, ci permettiamo di aggiungere.<\/p>\n<p>Da parte sua, il nazigolpista-capo Vladimir Zelenskij, quando ancora si apprestava a volare all&#8217;ONU, aveva ripetuto la solita narrativa \u201cpacifista\u201d: \u00abla priorit\u00e0 assoluta dell&#8217;Ucraina \u00e8 avvicinare la pace. Esistono proposte concrete in materia di sicurezza e soluzioni di de-escalation che potrebbero allontanare la guerra\u00bb.<\/p>\n<p>Ma UE e NATO non intendono affatto \u201callontanare la guerra\u201d; tanto pi\u00f9 che, per Zelenskij stesso, sottoscrivere la pace potrebbe significare la morte, assicuratagli dalle frange pi\u00f9 estreme del nazi-nazionalismo ucraino. Dunque, ipotizza l&#8217;ex primo ministro ucraino ante-golpe Nikolaj Azarov, \u00e8 del tutto possibile che i ras della junta naizgolpista stiano preparando il terreno per un esodo dall&#8217;Ucraina. Il fatto \u00e8, dice Azarov, che circolano voci, non esattamente confermate, secondo cui, per il 2027, sarebbe stato dato l&#8217;ordine di includere nel bilancio alcune spese elettorali: \u00abnon posso garantire la veridicit\u00e0 di questa informazione, perch\u00e9 ultimamente da Kiev arrivano molte notizie spesso inaffidabili, ma se fosse vero, allora tutto tornerebbe\u00bb, afferma Azarov. \u00c8 comunque significativo che Zelenskij, al momento delle voci, fosse appena rientrato dal viaggio in USA e, a quanto pare, l\u00e0 si \u00e8 discusso con lui di \u00abqualcosa di serio riguardo alla lotta alla corruzione, al suo coinvolgimento in essa e non \u00e8 escluso che gli abbiano consigliato di prepararsi a una sorta di paracadute d&#8217;oro\u00bb. Anche se, per la verit\u00e0, la partenza di Zelensky non risolverebbe i problemi del Paese e, dice l&#8217;ex primo ministro, \u00abnon vedo alcun motivo di rallegrarsi all&#8217;idea che, una volta partito Zelenskij, un qualunque Zalu\u017enij prenda il suo posto\u00bb.<\/p>\n<p>Ma non c&#8217;\u00e8 da preoccuparsi: ci pensa il Corriere della Sera a mettere a posto i pacifisti che chiedono \u00abdi dialogare con la Russia\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_buco_nero_di_kiev_leuropa_brucia_per_il_peso_delleconomia_di_guerra\/45289_69250\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_buco_nero_di_kiev_leuropa_brucia_per_il_peso_delleconomia_di_guerra\/45289_69250\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi) &#8220;Ma non c&#8217;\u00e8 da preoccuparsi: ci pensa il Corriere della Sera a mettere a posto i pacifisti che chiedono di dialogare con la Russia&#8221; Corriere della Sera: guai a parlare di dialogo con la Russia 3 ottobre. 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