{"id":97409,"date":"2026-10-09T09:05:37","date_gmt":"2026-10-09T07:05:37","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97409"},"modified":"2026-10-08T13:08:06","modified_gmt":"2026-10-08T11:08:06","slug":"le-nuove-alleanza-regionali-in-europa-indeboliscono-la-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97409","title":{"rendered":"Le nuove alleanza regionali in Europa indeboliscono la NATO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Maurizio Boni)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/20261001_trip-sg-3.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 15 agosto, nel giorno della Festa delle Forze Armate, Donald Tusk parlando da Gdynia, sul Baltico, ha affermato che la Polonia sta costruendo \u201c<a href=\"https:\/\/polska-zbrojna.pl\/home\/articleshow\/46951?title=Donald-Tusk-Patrzcie-z-duma-na-polska-flote-\">una versione moderna di un\u2019alleanza regionale<\/a>\u201d con Svezia, Norvegia, Finlandia, Lituania, Lettonia ed Estonia, \u201ccon la partecipazione attiva di danesi, britannici e tedeschi\u201d, perch\u00e9 \u201cquesta regione, dove la Russia rappresenta una tale minaccia, sia sicura\u201d.<\/p>\n<p>Il premier polacco non ha messo in discussione l\u2019appartenenza alla NATO, ma le sue parole suggeriscono che per Varsavia la garanzia dell\u2019articolo 5, da sola, non basta pi\u00f9.<\/p>\n<p>La proposta ha una storia. Negli ultimi diciotto mesi la Polonia ha firmato il trattato di Nancy con la Francia (maggio 2025) e il trattato di Northolt con il Regno Unito (maggio 2026). Con la Germania il percorso \u00e8 stato pi\u00f9 difficile.\u00a0L\u2019accordo del giugno 2026 sulla cooperazione nella difesa \u00e8 stato ridotto a un\u2019intesa tra ministeri, perch\u00e9 un vero trattato non avrebbe superato il vaglio del presidente Karol Nawrocki.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202014 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/pap_20260918_0Y5.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"1027\" height=\"660\" \/><\/p>\n<p>Il ministro degli Esteri Rados\u0142aw Sikorski lo ha ammesso apertamente, spiegando che con un trattato tra Polonia e Germania\u00a0<a href=\"https:\/\/www.euronews.com\/2026\/06\/17\/germany-and-poland-set-to-boost-military-cooperation-and-shared-duties-in-new-defence-deal\">\u201csi scatenerebbe l\u2019inferno<\/a>\u201d.<\/p>\n<p>Qui sta il primo limite del progetto di Tusk. La Costituzione polacca richiede l\u2019approvazione del Parlamento per alleanze e trattati militari, e il presidente, che considera gli Stati Uniti e non Berlino o Londra il partner di riferimento, pu\u00f2 bloccarli. Il governo potrebbe ripiegare su intese non vincolanti, destinate per\u00f2 a durare quanto la sua maggioranza, forse fino alle elezioni dell\u2019autunno 2027.<\/p>\n<p>Di fatto, Nawrocki, parlando lo stesso giorno a Varsavia, ha indicato una linea diversa. \u201cTutte le chiavi della sicurezza polacca devono essere a Varsavia\u201d, ha detto, aggiungendo che la Polonia non pu\u00f2 affidare la propria sicurezza a decisioni prese \u201cin altre capitali d\u2019Europa, anche in quelle amiche\u201d.<\/p>\n<p>Il secondo pilastro di una possibile nuova architettura di sicurezza settentrionale \u00e8 britannico. Il 29 aprile, al RUSI di Londra, il Primo Lord del Mare, ammiraglio Sir Gwyn Jenkins, ha presentato la\u00a0<em>Northern Navies Initiative<\/em>, cio\u00e8 la creazione di \u201c<a href=\"https:\/\/www.navalnews.com\/naval-news\/2026\/04\/uk-royal-navy-chief-announces-northern-navies-plan-to-enhance-regional-combat-power\/\">una famiglia di flotte alleate\u201d<\/a>\u00a0fra i dieci paesi della Joint Expeditionary Force, ovvero Regno Unito, Danimarca, Estonia, Finlandia, Islanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-202012 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/JEF1Style2.webp\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"261\" \/><\/p>\n<p>La forza dovrebbe essere addestrata secondo gli standard della Royal Navy, probabilmente guidata dal comando britannico di Northwood e, nelle parole di Jenkins, \u201cconcepita per combattere immediatamente se necessario, con capacit\u00e0 reali, piani di guerra reali e integrazione reale\u201d.<\/p>\n<p>Jenkins vorrebbe arrivare entro la fine dell\u2019anno a una dichiarazione formale. L\u2019area di interesse comprende il Grande Nord, l\u2019Atlantico settentrionale e il Baltico, cio\u00e8 le acque da cui passa la Flotta del Nord russa per raggiungere l\u2019Atlantico e quelle che circondano Kaliningrad e San Pietroburgo. Jenkins ha precisato che l\u2019iniziativa \u201cnon deve essere vista come separata dalla NATO\u201d ma come \u201cun mezzo per aiutare la NATO\u201d. Resta il fatto che non \u00e8 una struttura dell\u2019Alleanza, che gli Stati Uniti non ne fanno parte e che il comando sarebbe esclusivamente britannico.<\/p>\n<p>La Joint Expeditionary Force, nata nel 2014, offre il precedente. \u00c8 una coalizione pure a guida britannica che pu\u00f2 agire senza attendere il consenso dei trentadue alleati, e il vertice di Helsinki del 26 marzo l\u2019ha definita \u201cun ponte tra le operazioni nazionali e quelle della NATO\u201d, con l\u2019impegno a contrastare la flotta ombra russa e le minacce alle infrastrutture sottomarine. Mosca la legge in modo diverso.<\/p>\n<p>Il 23 aprile, secondo quanto riportato da RIA Novosti e Kommersant, il viceministro degli Esteri Aleksandr Grushko ha denunciato esercitazioni della JEF con scenari di blocco e conquista della regione di Kaliningrad, giudicandole altamente provocatorie.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 concreto. Un\u2019iniziativa nata per proteggere cavi e rotte commerciali pu\u00f2 essere percepita come lo strumento per chiudere a Mosca l\u2019accesso al Baltico, e in quel mare il confine tra controllo e blocco \u00e8 molto sottile.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 Washington. Dalla primavera di quest\u2019anno il sottosegretario alla Difesa per la politica Elbridge Colby riunisce un gruppo ristretto di alleati, chiamato\u00a0<a href=\"https:\/\/euperspectives.eu\/2026\/10\/us-divides-european-defence-through-bergen-group\/\">Gruppo di Bergen<\/a>\u00a0dalla citt\u00e0 norvegese che ha ospitato il primo incontro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202015 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/20261001_trip-sg-4.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p>Ne fanno parte Norvegia, Svezia, Finlandia, Polonia, Germania e Paesi Bassi, mentre Danimarca e Turchia hanno partecipato alla riunione tenuta a margine del vertice di Ankara a luglio. Il prossimo incontro \u00e8 previsto in Polonia.<\/p>\n<p>Colby ha spiegato di voler lavorare con gli alleati \u201cche stanno rispettando rapidamente gli impegni di spesa dell\u2019Aia\u201d, cio\u00e8 il 5% del PIL fissato nel vertice del 2025, e che \u201channo la dimensione per contribuire e sono pronti a occuparsi di questioni pratiche\u201d.<\/p>\n<p>Sono rimasti fuori Regno Unito e Francia, le due potenze nucleari europee, le tre repubbliche baltiche, che pure sono tra i paesi che spendono di pi\u00f9 per la difesa, e l\u2019Italia. Secondo un alto funzionario europeo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/european-allies-push-back-against-us-led-nato-vip-club\/\">citato da Politico<\/a>, all\u2019ultima riunione si \u00e8 parlato soprattutto di acquisti di equipaggiamenti statunitensi e di come sostenere l\u2019industria americana.<\/p>\n<p>Un diplomatico della NATO ha osservato che \u201ctutto ci\u00f2 che divide gli alleati in categorie, buoni e cattivi, non \u00e8 utile e non cementa l\u2019unit\u00e0\u201d, mentre un altro ha ammesso che \u201cse fossi dei paesi baltici, ammetto che sarebbe tutto un po\u2019 amaro\u201d.<\/p>\n<p>Il Gruppo di Bergen rivela la logica dell\u2019attuale amministrazione americana. Gli Stati Uniti riducono la loro presenza diretta, ma non rinunciano a orientare le scelte europee. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa, il Pentagono sta valutando il ritiro di un terzo dei circa 68.000 militari presenti in Europa, con un\u2019opzione pi\u00f9 ampia che arriverebbe a 40.000, e la decisione sarebbe attesa entro il 6 novembre.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202016 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/20261001_trip-sg-7.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p>Tra le ragioni c\u2019\u00e8 il rifiuto di alcuni alleati di concedere le basi per le operazioni contro l\u2019Iran, che Pete Hegseth ha definito \u201cvergognoso\u201d. Met\u00e0 del contingente in Romania \u00e8 gi\u00e0 rientrata e cinquemila soldati stanno lasciando la Germania.<\/p>\n<p>\u00c8\u2019 un disimpegno selettivo, accompagnato da un sistema di premi e punizioni. Chi spende, compra americano e sostiene la linea di Washington entra nel circolo che conta, chi dissente resta fuori. Gli Stati Uniti esercitano cos\u00ec un\u2019egemonia a distanza, con meno soldati sul terreno e pi\u00f9 controllo sulle scelte politiche e industriali degli alleati.<\/p>\n<p>La reazione degli esclusi mostra per\u00f2 che il modello incontra resistenze. \u201cLe discussioni sul futuro della NATO e della sicurezza europea devono restare nella NATO\u201d, ha detto un funzionario europeo. E ha aggiunto che \u201cse c\u2019\u00e8 una guerra, avremo bisogno di tutti i paesi\u201d.<\/p>\n<p>Queste iniziative non sono isolate. La stessa NATO ha moltiplicato le missioni regionali, da\u00a0<em>Baltic Sentry<\/em>, avviata nel gennaio 2025 dopo il danneggiamento dei cavi sottomarini, a\u00a0<em>Eastern Sentry<\/em>, lanciata nel settembre successivo dopo l\u2019incursione di droni russi in Polonia, fino ad\u00a0<em>Arctic Sentry<\/em>, nata nel febbraio 2026.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202017 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/nch_2492_exercise-dyn.webp\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"823\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea lavora a un sistema di difesa antidrone lungo il fianco orientale. A questi si aggiungono formati pi\u00f9 vecchi come il Northern Group, la cooperazione nordica NORDEFCO, i Nove di Bucarest, il Triangolo di Weimar e il gruppo dei cinque principali paesi europei, cio\u00e8 Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito, oltre alla coalizione dei volenterosi per l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 una sovrapposizione di iniziative, con alcuni paesi presenti quasi ovunque e altri quasi da nessuna parte. Svezia, Finlandia, Norvegia e Paesi Bassi siedono sia nella JEF sia nel Gruppo di Bergen. La Polonia, che non fa parte della JEF, \u00e8 presente a Bergen, nei Nove di Bucarest, nel Triangolo di Weimar e nel gruppo dei cinque. Italia e Francia sono praticamente assenti dalle strutture settentrionali.<\/p>\n<p>\u00c8 la definizione di un\u2019alleanza a geometria variabile caratterizzata dalla competizione per la leadership e della divisione del lavoro tra alcuni partner che si percepiscono e autodefiniscono come pi\u00f9 rilevanti rispetto agli altri. Il fianco nord e quello orientale vengono organizzati da coalizioni costruite intorno a una potenza guida, il Regno Unito sul mare, la Polonia sulla terra, gli Stati Uniti come arbitro politico e industriale, con partner scelti per peso strategico, posizione geografica e disponibilit\u00e0 ad allinearsi. Il principio dell\u2019indivisibilit\u00e0 della sicurezza, su cui la NATO si regge dal 1949, ne esce indebolito.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202018 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/20261001_trip-sg-6.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p><strong>Se la difesa del Baltico viene pianificata nella JEF, garantita da accordi bilaterali e discussa con Washington nel Gruppo di Bergen, la NATO rischia di diventare un contenitore formale e non pi\u00f9 il luogo in cui si decide.<\/strong>\u00a0Uno\u00a0<a href=\"https:\/\/carnegieendowment.org\/research\/2025\/12\/rebalancing-the-transatlantic-defense-industrial-relationship-regional-pragmatism-in-northeastern-europe\">studio del Carnegie Endowment<\/a>\u00a0del dicembre 2025 descrive la cooperazione nella regione come un processo che nasce \u201cdal basso, intorno a specifiche carenze di capacit\u00e0, piuttosto che da quadri imposti dall\u2019alto\u201d. \u00c8 un vantaggio in termini di rapidit\u00e0, ma \u00e8 anche la prova che l\u2019Alleanza non riesce pi\u00f9 a produrre una risposta comune.<\/p>\n<p>Gli aspetti critici non finiscono qui. Il primo riguarda il comando. In una crisi nel Baltico, forze della JEF o delle\u00a0<em>Northern Navies<\/em>\u00a0potrebbero agire prima che il Consiglio Atlantico abbia deciso, trascinando l\u2019intera Alleanza in un conflitto nato dalla scelta di pochi.<\/p>\n<p>Il secondo riguarda la deterrenza nucleare. Il Regno Unito guida le coalizioni del nord ma \u00e8 escluso dal gruppo americano, mentre la Francia non partecipa n\u00e9 alle une n\u00e9 all\u2019altro. Il terzo \u00e8 la concorrenza tra le potenze guida. Londra, Berlino e Washington offrono a Varsavia e ai paesi nordici modelli diversi, e la stessa politica polacca \u00e8 divisa tra chi guarda alla Germania, chi al Regno Unito e chi agli Stati Uniti. Il quarto riguarda l\u2019industria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202019 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/pap_20260727_0PA.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"1027\" height=\"660\" \/><\/p>\n<p>Se l\u2019accesso ai circoli ristretti dipende dagli acquisti, il riarmo europeo finir\u00e0 per rafforzare l\u2019industria americana e la frammentazione del mercato pi\u00f9 che una base industriale europea comune. C\u2019\u00e8 infine la percezione russa. Le parole di Grushko, secondo cui la NATO persegue deliberatamente l\u2019inasprimento del confronto in questa parte d\u2019Europa, mostrano che Mosca legge questi formati come un accerchiamento, e ogni nuovo patto offre al Cremlino un argomento in pi\u00f9 per rafforzare la regione di Kaliningrad e il ricostituito Distretto militare di Leningrado.<\/p>\n<p><strong>Nel contesto appena delineato, Roma \u00e8 esclusa dal Gruppo di Bergen, non fa parte della JEF n\u00e9 delle\u00a0<em>Northern Navies<\/em>\u00a0e ha un ruolo marginale nei formati baltici, nonostante partecipi a rotazione alla polizia aerea sul Baltico, schieri un contingente dell\u2019Esercito in Lettonia e guidi il gruppo tattico multinazionale in Bulgaria.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-202020 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/4081a89c-b152-4cec-b1a.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p><strong>Di fatto, la nuova architettura del nord e dell\u2019est viene definita senza il contributo italiano, mentre il fianco sud, dal Mediterraneo al Sahel, resta fuori dalle priorit\u00e0 di tutti.<\/strong><\/p>\n<p>Una ragione in pi\u00f9 per sganciarsi, definitivamente e il prima possibile, dagli scenari competitivi (e costosi) delle direttrici strategiche settentrionali e nordorientali per tornare a volgere lo sguardo alle latitudini del Mediterraneo.<\/p>\n<p>La NATO non \u00e8 sul punto di sciogliersi. Ma un\u2019alleanza in cui i membri costruiscono patti paralleli per ottenere la sicurezza che l\u2019organizzazione non sembra pi\u00f9 garantire, e in cui la potenza guida sceglie con chi parlare, ha gi\u00e0 cambiato natura. Le geometrie variabili rispondono a esigenze reali di rapidit\u00e0 ed efficacia, ma il loro prezzo \u00e8 la perdita del principio per cui la sicurezza di ciascun alleato riguarda tutti.<\/p>\n<p>Foto: NATO, PAP e Difesa.it<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/10\/le-nuove-alleanza-regionali-in-europa-indeboliscono-la-nato\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/10\/le-nuove-alleanza-regionali-in-europa-indeboliscono-la-nato\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Maurizio Boni) &nbsp; &nbsp; &nbsp; Il 15 agosto, nel giorno della Festa delle Forze Armate, Donald Tusk parlando da Gdynia, sul Baltico, ha affermato che la Polonia sta costruendo \u201cuna versione moderna di un\u2019alleanza regionale\u201d con Svezia, Norvegia, Finlandia, Lituania, Lettonia ed Estonia, \u201ccon la partecipazione attiva di danesi, britannici e tedeschi\u201d, perch\u00e9 \u201cquesta regione, dove la Russia rappresenta una tale minaccia, sia sicura\u201d. 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