{"id":97457,"date":"2026-10-13T09:00:01","date_gmt":"2026-10-13T07:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97457"},"modified":"2026-10-12T13:23:15","modified_gmt":"2026-10-12T11:23:15","slug":"nessuno-e-padrone-della-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97457","title":{"rendered":"Nessuno \u00e8 padrone della morte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Rosamaria Fumarola)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/coverlg.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/coverlg.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa pena di morte \u00e8 l\u2019assassinio pi\u00f9 premeditato\u00bb. Con queste parole Albert Camus sintetizzava, in un celebre saggio del 1957, la tesi fondamentale alla base della sua opposizione alla pena capitale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale contro la pena di morte e, appena due giorni prima, il segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha annunciato che l\u2019esecuzione di Nidal Hasan, l\u2019ex ufficiale americano autore della strage di Fort Hood, nella quale nel 2009 morirono tredici persone, potr\u00e0 essere seguita in diretta streaming da chiunque lo desideri. Il prossimo 3 dicembre \u00e8 infatti prevista un\u2019esecuzione mediante fucilazione che, nelle intenzioni annunciate, dovrebbe essere resa pubblica attraverso la sua trasmissione. L\u2019aggettivo \u00abpubblica\u00bb assume qui un significato preciso: la messa a morte del condannato dovrebbe amplificare la propria forza simbolica attraverso la sua stessa esibizione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Persino il vicepresidente americano JD Vance ha preso le distanze dall\u2019idea di assistere allo spettacolo, dichiarando che, qualora l\u2019esecuzione venisse effettivamente trasmessa, non la guarderebbe. Una presa di posizione che, pur senza cancellare la gravit\u00e0 dei crimini commessi da Hasan, testimonia quanto la spettacolarizzazione della morte possa suscitare interrogativi anche all\u2019interno della stessa amministrazione americana.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dibattito sulla morte di Stato, intesa anche come morte per lo Stato, ha ripreso vigore, complice il moltiplicarsi dei conflitti e il crescente coinvolgimento delle popolazioni nelle guerre. Si tratta, naturalmente, di situazioni profondamente diverse, che tuttavia ripropongono una medesima questione di fondo: quella dei limiti entro i quali il potere pubblico pu\u00f2 disporre della vita degli individui. Non si tratta di mettere in discussione l\u2019autorit\u00e0 dello Stato, ma di richiamarne il fondamento e le finalit\u00e0, che, nel nostro ordinamento costituzionale, risiedono anzitutto nella tutela e promozione della pari dignit\u00e0 sociale. Una dignit\u00e0 che la Costituzione pone al centro del proprio impianto e il cui rispetto, come ricorda espressamente l\u2019articolo 32 costituisce un limite che neppure la legge pu\u00f2 oltrepassare. Quanto alla pena capitale, l\u2019articolo 27 ne sancisce esplicitamente il divieto.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torna cos\u00ec a farsi strada l\u2019idea che la vita umana possa essere considerata interamente sacrificabile in nome di esigenze e finalit\u00e0 collettive, fino alla sua soppressione deliberata, di cui la pena di morte rappresenta la manifestazione pi\u00f9 estrema.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Colpisce, in questo quadro, che una parte della sinistra abbia smarrito la consapevolezza del legame inscindibile tra pace e giustizia sociale, rinunciando a considerare la prima una condizione essenziale per la realizzazione della seconda. Nel Partito Democratico, in particolare, continua ad avere un peso significativo una componente favorevole alle politiche di rafforzamento militare promosse da Bruxelles, che va ricondotta a una pi\u00f9 generale logica di riarmo e di contrapposizione geopolitica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne \u00e8 una dimostrazione l\u2019ostracismo con cui alcuni esponenti del partito hanno accolto, poco tempo fa, le dichiarazioni di radicale adesione alla causa pacifista della presidente dei Giovani Democratici, Virginia Libero. Una presa di posizione significativa e apprezzabile, ma non priva di incongruenze, nella misura in cui la critica alla guerra sembra rivolgersi soprattutto alle politiche di Trump e Putin, senza tradursi in una contestazione altrettanto generale della logica bellica, indipendentemente da chi la promuova. Le stesse precisazioni di Libero sull\u2019Ucraina mostrano quanto sia difficile sottrarre il principio pacifista alle contrapposizioni politiche del momento.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche questo episodio appare sintomatico di un clima nel quale la pace, anzich\u00e9 costituire un principio fondamentale e un obiettivo permanente dell\u2019azione politica, viene subordinata alle appartenenze e alle convenienze contingenti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando alla pena di morte, ancora prevista e applicata in numerosi Stati, colpisce come le autorit\u00e0 politiche di questi Paesi continuino a ignorare i risultati delle numerose ricerche che mettono in discussione la presunta efficacia deterrente della pena capitale, sulla quale insistono invece i suoi sostenitori.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi sono poi vicende tragicamente paradossali, come quella della cinquantenne americana Christa Pike, sopravvissuta a un tentativo di esecuzione mediante iniezione letale, durante il quale le sono state somministrate due dosi di pentobarbital. Ricoverata in condizioni gravissime, \u00e8 stata successivamente dimessa dall\u2019ospedale e riportata in carcere, dove continua a ricevere cure mediche. Il fallimento dell\u2019esecuzione ha portato alla sospensione delle altre esecuzioni previste nel Tennessee per il resto dell\u2019anno, mentre i suoi legali chiedono la commutazione della pena.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma \u00e8 soprattutto la dimensione psicologica a rappresentare, per questi uomini e queste donne, una condanna nella condanna. Una dimensione che il cinema ha saputo raccontare con particolare intensit\u00e0 in\u00a0<em>Dead Man Walking<\/em>, il film di Tim Robbins del 1995, nel quale l\u2019attesa dell\u2019esecuzione, il confronto con la colpa e la sofferenza delle vittime si intrecciano con la questione della dignit\u00e0 del condannato. Come ha ricordato suor Helen Prejean, la religiosa la cui esperienza ha ispirato il film, ogni persona vale pi\u00f9 della peggiore azione che abbia commesso. Anche nel peggiore degli assassini sopravvive un \u201cbriciolo di umanit\u00e0\u201d, che la gravit\u00e0 della colpa non pu\u00f2 cancellare e che nessuna pena dovrebbe pretendere di annientare. Riconoscerlo non significa attenuare la responsabilit\u00e0 del colpevole, n\u00e9 dimenticare le vittime, ma affermare che la dignit\u00e0 della persona non \u00e8 una ricompensa per la buona condotta, bens\u00ec un valore che precede e limita l\u2019esercizio stesso del potere punitivo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Christa aveva appena compiuto diciotto anni quando, insieme a un compagno, uccise una giovane loro conoscente. Aveva subito, fin dall\u2019infanzia, violenze di ogni genere, ma nulla valse a evitarle la condanna a morte.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono filmati che la ritraggono nel momento in cui le viene letta la sentenza: il pianto disperato di una ragazza alla quale viene annunciata la pena capitale lascia un dolore muto in chiunque assista a quelle immagini. Quelle lacrime non le rigano il volto perch\u00e9 non pu\u00f2 uscire con la sua migliore amica, n\u00e9 perch\u00e9 il fidanzatino l\u2019ha lasciata, ma perch\u00e9 le \u00e8 stato detto che dovr\u00e0 morire. Ammesso che una ragazza cos\u00ec giovane possa davvero comprendere fino in fondo che cosa questo significhi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pike ha poi trascorso trent\u2019anni in prigione, in una lunga attesa della morte che costituisce, di per s\u00e9, un\u2019ulteriore condanna.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molte delle nostre splendide citt\u00e0 custodiscono, nelle loro piazze, la memoria della morte inflitta dal potere. Potrebbe sembrare un paradosso, ma proprio i luoghi in cui la cultura e la civilt\u00e0 hanno raggiunto alcune delle loro pi\u00f9 alte espressioni non hanno esitato a comminare la pena estrema, soprattutto a quanti avevano osato mettere in discussione l\u2019autorit\u00e0 dei potenti. Non si tratta, naturalmente, di abbattere statue o cancellare le tracce di quel passato, ma, al contrario, di custodirne la memoria, anche nei suoi aspetti pi\u00f9 oscuri. Il lato tragico della storia non pu\u00f2 essere semplicemente rimosso: occorre riconoscerlo, comprenderne le ragioni e conservarne la memoria, per ritrovare ogni volta le ragioni e gli strumenti necessari a contenerlo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il disincanto di Mario Monicelli, nella Roma ottocentesca de\u00a0<em>Il marchese del Grillo<\/em>, affida al condannato Don Bastiano, poco prima dell\u2019esecuzione, poche, indelebili parole rivolte alla folla accorsa ad assistere:<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abE adesso pure io posso perdonare a chi mi ha fatto male. In primis, al Papa, che si crede il padrone del Cielo. In secundis, a Napuljone, che si crede il padrone della Terra. E per ultimo al boia, che si crede il padrone della Morte. Ma soprattutto, posso perdonare a voi, figli miei, che non siete padroni di un cazzo!\u00bb<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/10\/12\/nessuno-e-padrone-della-morte\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/10\/12\/nessuno-e-padrone-della-morte\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Rosamaria Fumarola) \u00abLa pena di morte \u00e8 l\u2019assassinio pi\u00f9 premeditato\u00bb. Con queste parole Albert Camus sintetizzava, in un celebre saggio del 1957, la tesi fondamentale alla base della sua opposizione alla pena capitale. 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