{"id":97459,"date":"2026-10-13T10:00:28","date_gmt":"2026-10-13T08:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97459"},"modified":"2026-10-12T13:26:32","modified_gmt":"2026-10-12T11:26:32","slug":"nessun-alunno-e-straniero-lettera-al-presidente-della-repubblica-e-al-ministro-dellistruzione-e-del-merito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97459","title":{"rendered":"Nessun alunno \u00e8 straniero. Lettera al Presidente della Repubblica e al Ministro dell&#8217;Istruzione e del Merito"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Lucia Donat Cattin)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/allievi.jpg\" alt=\"\" width=\"1450\" height=\"500\" data-attachment-id=\"54702\" data-permalink=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/nessun-alunno-e-straniero\/allievi\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/allievi.jpg\" data-orig-size=\"1450,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"allievi\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/allievi-1024x353.jpg\" \/><\/div>\n<div class=\"content-wrap\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<pre>Consigli di classe. Scuola, democrazia e societ\u00e0, \r\nrubrica a cura di Mimmo Cangiano e Sofia Santosuosso<\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La lettera che ho scelto di inviare al Presidente della Repubblica e al Ministro dell\u2019Istruzione e del Merito nasce da oltre venticinque anni di insegnamento nella scuola secondaria, dalla mia specializzazione in Italiano L2 e dall\u2019esperienza alla guida di un Istituto Comprensivo.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dirigo una scuola in cui la presenza di studenti con background migratorio \u00e8 elevata. Insieme a tutto il corpo docente e al personale ATA, ci rifiutiamo di considerare questa realt\u00e0 come un mero problema; vogliamo che sia, al contrario, un\u2019occasione di crescita e confronto per tutta la comunit\u00e0 scolastica. La nostra azione nasce da una profonda convinzione: il vero ostacolo per questi ragazzi non \u00e8 l\u2019origine, la cultura o la religione, ma la condizione di povert\u00e0 e marginalit\u00e0 materiale in cui essi e le loro famiglie si trovano a vivere.<\/strong><span id=\"more-54701\"><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il compito della scuola del primo ciclo \u00e8 colmare i divari e offrire concrete opportunit\u00e0 di emancipazione, non giudicare o reprimere. Per questo ho scritto a chi ci rappresenta: per chiedere, nel rispetto dei ruoli, ci\u00f2 di cui le scuole hanno davvero bisogno per attuare la Costituzione: risorse umane, spazi idonei e tempo scuola.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al Signor Presidente della Repubblica<\/p>\n<p>Prof. Sergio Mattarella<\/p>\n<p>Al Ministro dell\u2019Istruzione e del Merito<\/p>\n<p>Prof. Giuseppe Valditara<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono una Dirigente Scolastica alla guida di un Istituto Comprensivo dell\u2019hinterland milanese, una di quelle scuole complesse che il Ministero dell\u2019Istruzione e del Merito (MIM) classifica in fascia \u201cA\u201d. Un istituto che conta 1.121 alunni, con un tasso di studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES) pari al 42% e 211 alunni con cittadinanza non italiana (circa il 19%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Leggendo le disposizioni del recente Decreto Scuola e le relative linee guida, provo una profonda preoccupazione: queste misure non rispondono ai reali bisogni delle nostre comunit\u00e0 scolastiche. Il tetto del 30% di alunni non italofoni (a quanto pare nel senso che non parlano per nulla la lingua, per essere precisi) per classe si rivela non solo irrealizzabile in contesti come il nostro, ma anche puramente ideologico. Nelle prime classi della scuola primaria, quasi il 50% degli iscritti possiede un cognome d\u2019origine straniera; alcuni non parlano ancora l\u2019italiano, molti altri sono nati o cresciuti qui, pur essendo privi di cittadinanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un quadro globale complesso e drammatico, le persone continueranno a fuggire da guerre e povert\u00e0 per cercare dignit\u00e0 e offrire un futuro ai propri figli. \u00c8 un impulso umano e legittimo: chiunque di noi farebbe lo stesso. Inoltre, i dati stessi del Ministero evidenziano una realt\u00e0 innegabile: se la scuola italiana tiene ancora fermi i propri numeri di fronte al drastico calo demografico, \u00e8 grazie alla presenza degli alunni di origine straniera. E la presenza di lavoratori stranieri \u00e8 ormai di importanza fondamentale in molti settori strategici del paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come Dirigente Scolastica \u2014 e prima ancora come educatrice \u2014 per me nessun alunno \u00e8 straniero. Sono tutte e tutti miei studenti. Qualunque sia la loro origine o la loro storia, sono a scuola per esercitare il diritto all\u2019istruzione. Sono minori, rappresentano il futuro e la speranza in un mondo spesso ostile, costruito dalle generazioni adulte.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 di cui le nostre scuole hanno disperatamente bisogno non sono vincoli formali, ma risorse umane stabili: docenti specializzati nell\u2019insegnamento dell\u2019Italiano come Lingua Seconda (L2). Servono figure strutturate che affianchino i bambini e i ragazzi nell\u2019acquisizione della lingua del Paese in cui vivono, consentendo loro di studiare con successo e di non sentirsi meri \u201cequilibristi interculturali\u201d, per citare la pedagogista Anna Granata. \u00c8 l\u2019unico modo per garantire loro una reale libert\u00e0 di scelta nei percorsi della scuola secondaria di secondo grado, evitando che siano le condizioni materiali a destinarli precocemente alla formazione professionale (CFP) e agli istituti professionali, oggi frequentati in larghissima parte da studenti con background migratorio. Introdurre tali figure con interventi d\u2019emergenza o contratti annuali non basta: laddove sperimentate, queste misure sono spesso svanite o sono state ridimensionate nei tagli d\u2019organico regionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Risulta ancora pi\u00f9 allarmante l\u2019ipotesi di sanzionare o penalizzare le famiglie che non padroneggiano la lingua italiana. Di fronte ai dati diffusi dal coordinatore nazionale dei Centri Provinciali per l\u2019Istruzione degli Adulti (CPIA) \u2014 che registrano oltre 31.000 persone in lista d\u2019attesa, per il 90% di origine straniera \u2014, appare del tutto sproporzionato pretendere che questi genitori frequentino corsi spesso saturi, ancorch\u00e9 indispensabili per il raggiungimento del livello B1 richiesto per la cittadinanza.<\/p>\n<p>Come istituzione come posso colpevolizzare famiglie spesso monoreddito o monoparentali, in cui i genitori svolgono lavori usuranti, sottopagati e con orari incompatibili con la frequenza scolastica?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ritenere riprovevole l\u2019uso della lingua d\u2019origine in ambito domestico \u00e8 poi un errore pedagogico e scientifico grave. Parlare la propria lingua madre a casa non \u00e8 soltanto un diritto umano inviolabile, ma costituisce \u2014 come dimostrato dal glottodidatta Jim Cummins con l\u2019ipotesi dell\u2019interdipendenza linguistica \u2014 il presupposto cognitivo ed emotivo fondamentale per un solido apprendimento dell\u2019italiano (L2). In qualit\u00e0 di dirigente della Pubblica Amministrazione, sono vincolata dal dovere di fedelt\u00e0 alla Nazione (art. 98 della Costituzione) e, dunque, alla Repubblica e ai principi fondamentali della Carta. L\u2019Articolo 3 sancisce in modo inequivocabile che \u201cTutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 giunto il momento di guardare la realt\u00e0 per quella che \u00e8: il vero ostacolo per questi alunni e per le loro famiglie non \u00e8 la lingua, n\u00e9 la cultura \u2014 ambiti sui quali la scuola lavora quotidianamente con dedizione e rispetto reciproco \u2014, ma la condizione di povert\u00e0. Se la Repubblica ha il compito di \u201crimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana\u201d (art. 3, c. 2) e se la scuola deve garantire un\u2019istruzione aperta a tutti, gratuita e capace di valorizzare i capaci e i meritevoli (art. 34), allora servono strumenti concreti per attuare questi dettami.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le scuole di frontiera non necessitano di propaganda o di sovrastrutture punitive, ma di docenti d\u2019italiano L2 specializzati e di ruolo, di fondi strutturali che non costringano a un\u2019estenuante burocrazia (come accade per la gestione dei progetti PN 21-27 o PNRR), di spazi idonei e di un tempo scuola prolungato.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che chiedo, con profondo rispetto istituzionale ma con fermezza, al Ministro dell\u2019Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Distinti Saluti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Prof.ssa Lucia Donat Cattin<\/strong>, per 25 anni docente alle scuole secondarie superiori, specializzata come docente idi Italiano L2 e sul sostegno, dal settembre 2025 Dirigente Scolastica dell\u2019Istituto Comprensivo Wojtyla di Garbagnate Milanese, che comprende tre scuole dell\u2019infanzia, due scuole primarie e una scuola Secondaria di Primo grado.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/nessun-alunno-e-straniero\/\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/nessun-alunno-e-straniero\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Lucia Donat Cattin) &nbsp; Consigli di classe. 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