{"id":97527,"date":"2026-10-16T10:00:48","date_gmt":"2026-10-16T08:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97527"},"modified":"2026-10-16T09:11:27","modified_gmt":"2026-10-16T07:11:27","slug":"il-sud-si-ribella-la-realta-che-non-si-vuole-vedere-ne-far-vedere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97527","title":{"rendered":"Il Sud si ribella: la realt\u00e0 che non si vuole vedere n\u00e9 far vedere"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-97528\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/CITTNUOVAPAMOM_20261015153711522_298043c94795101f592db66dbc7a4382-scaled-1-300x178.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/CITTNUOVAPAMOM_20261015153711522_298043c94795101f592db66dbc7a4382-scaled-1-300x178.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/CITTNUOVAPAMOM_20261015153711522_298043c94795101f592db66dbc7a4382-scaled-1-1024x609.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/CITTNUOVAPAMOM_20261015153711522_298043c94795101f592db66dbc7a4382-scaled-1-768x457.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/CITTNUOVAPAMOM_20261015153711522_298043c94795101f592db66dbc7a4382-scaled-1-1536x914.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/CITTNUOVAPAMOM_20261015153711522_298043c94795101f592db66dbc7a4382-scaled-1-2048x1218.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La mobilitazione &#8220;L&#8217;Italia scende in piazza&#8221;, promossa contro il caro carburante e la crisi del settore agricolo dal Movimento popolare nazionale insieme a Popolo di Calabria, Movimento territorio e agricoltura, Gda Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo agricoltori del Crotonese e Comitati riuniti agricoli &#8211; Cittadini italiani, Cosenza, 28 settembre 2026. ANSA\/LUIGI SALSINI<\/em><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da settimane agricoltori, allevatori, olivicoltori, pescatori e autotrasportatori sono in mobilitazione contro il caro carburanti e l\u2019aumento dei costi di produzione. Dalla Sicilia alla Calabria, dalla Puglia al Lazio, si susseguono pres\u00ecdi, cortei e blocchi stradali. Tra il Gargano e il Foggiano, nel Cosentino e nel Catanzarese, si segnalano difficolt\u00e0 nell\u2019approvvigionamento dei supermercati e lunghe code ai distributori di carburante. Al centro della protesta ci sono condizioni economiche divenute insostenibili per un intero mondo produttivo: l\u2019aumento dei prezzi del gasolio e delle materie prime, i compensi agricoli spesso insufficienti persino a coprire le spese, la concorrenza delle importazioni sottoposte a standard differenti. A pesare \u00e8 anche il divario tra i prezzi riconosciuti ai produttori e quelli pagati dai consumatori, insieme al potere contrattuale degli intermediari e della grande distribuzione organizzata, che tende a scaricare sui primi una parte sproporzionata dei costi e dei rischi d\u2019impresa. Una situazione che mette in difficolt\u00e0 interi settori produttivi e si ripercuote, attraverso i rincari, anche sui consumatori. Da qui la richiesta di interventi urgenti sul costo dei carburanti, di misure a sostegno delle attivit\u00e0 produttive e di risposte istituzionali concrete.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E la mobilitazione non si ferma, anzi si allarga. Dal 16 ottobre prende il via uno sciopero di cinque giorni degli autotrasportatori calabresi, che si intreccia con le iniziative gi\u00e0 proclamate in Sicilia, mentre le organizzazioni nazionali del settore prospettano un blocco dei tir in tutta Italia in assenza di interventi urgenti. Dai pres\u00ecdi emerge la difficolt\u00e0 crescente di continuare a lavorare: agricoltori schiacciati dall\u2019aumento dei costi e da prezzi di vendita sempre meno remunerativi, imprese di trasporto che non dispongono pi\u00f9 della liquidit\u00e0 necessaria a mantenere in circolazione i mezzi, pescatori e piccoli produttori che vedono erodersi ogni margine di guadagno. Particolarmente difficile \u00e8 la condizione dei piccoli autotrasportatori, spesso impossibilitati a trasferire sui committenti l\u2019aumento dei costi del carburante, a fronte di tariffe che non tengono il passo con i rincari. A questo quadro si affianca la vertenza dei lavoratori dell\u2019ex Ilva di Taranto e dell\u2019indotto, che chiedono garanzie occupazionali e un piano industriale credibile, capace di coniugare continuit\u00e0 produttiva, risanamento ambientale e tutela del lavoro. Sono mobilitazioni differenti, ma attraversate da una medesima questione di fondo: la possibilit\u00e0, per chi lavora e produce, di continuare a vivere dignitosamente del proprio lavoro.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, nel grande circo politico-mediatico nazionale, queste proteste, pur non essendo passate completamente sotto silenzio, ricevono un\u2019attenzione del tutto insufficiente rispetto alla loro portata. Il dibattito pubblico \u00e8 assorbito da ben altre questioni, mentre il disagio di questi lavoratori e delle loro comunit\u00e0 resta ai margini. \u00c8 la consueta operazione di rimozione della realt\u00e0 quando questa risulta sgradita: non occorre censurarla apertamente, basta relegarla sullo sfondo, fino a renderla politicamente quasi invisibile.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il paradosso di un Paese che celebra il Made in Italy, ma lascia impoverire chi materialmente lo produce. Da una parte, la retorica governativa del \u00abMade in Italietta\u00bb; dall\u2019altra, un\u2019opposizione parlamentare distante dalle ragioni profonde di queste mobilitazioni. Il riflesso di una classe dirigente inadempiente e subalterna, incapace di assumere i bisogni, gli interessi e le aspirazioni profonde delle classi lavoratrici come vincolo interno della propria azione politica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo sfondo, le contraddizioni di un modello economico e sociale che espone le produzioni nazionali alla concorrenza globale senza adeguate garanzie a tutela del lavoro e delle produzioni nazionali, mentre i vincoli europei e sovranazionali ostacolano una politica orientata alla piena e buona occupazione e alla tutela delle capacit\u00e0 produttive del Paese. A tutto questo si aggiungono gli effetti delle guerre e delle politiche di escalation militare sui mercati energetici e sui costi di produzione, mentre la corsa al riarmo sottrae risorse agli investimenti produttivi, allo sviluppo dei territori e al welfare.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel Mezzogiorno, tutto ci\u00f2 si innesta su fragilit\u00e0 strutturali mai superate: carenze infrastrutturali, difficolt\u00e0 di accesso al credito, disoccupazione, spopolamento, impoverimento del tessuto produttivo e progressivo indebolimento dei servizi pubblici essenziali. Un quadro gi\u00e0 segnato da profonde diseguaglianze territoriali, che l\u2019attuazione dell\u2019autonomia differenziata rischia di aggravare ulteriormente, anzich\u00e9 contribuire a superare.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 soltanto una protesta di categoria. \u00c8 una grande questione sociale, nazionale e popolare, che riguarda la dignit\u00e0 del lavoro, la sopravvivenza delle economie locali, la tenuta dei legami comunitari e il futuro del Mezzogiorno.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piena solidariet\u00e0 a chi si mobilita e lotta per difendere il proprio lavoro, la propria terra e il futuro delle proprie comunit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per approfondire:<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/10\/15\/calabria-protesta-agricoltori-autotrasportatori-domani-16-ottobre\/8539269\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Fatto Quotidiano \u2013 Agricoltori e trasportatori: \u00abInvisibili alle istituzioni\u00bb<\/a><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/amp\/tgr\/calabria\/articoli\/2026\/10\/caro-vita-movimento-popolare-dal-16-ottobre-4-presidi-fissi-in-calabria-df6912f5-99b6-46ca-9a12-7f0c227c3ad9.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">RaiNews \u2013 Dal 16 ottobre quattro pres\u00ecdi fissi in Calabria<\/a><\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2026\/10\/14\/autostrade-bloccate-e-presidi-al-sud-la-protesta-di-camion-e-trattori-si-allarga\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019Indipendente \u2013 Autostrade bloccate e pres\u00ecdi: la protesta si allarga<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/10\/16\/il-sud-si-ribella-la-realta-che-non-si-vuole-vedere-ne-far-vedere\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/10\/16\/il-sud-si-ribella-la-realta-che-non-si-vuole-vedere-ne-far-vedere\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Redazione) La mobilitazione &#8220;L&#8217;Italia scende in piazza&#8221;, promossa contro il caro carburante e la crisi del settore agricolo dal Movimento popolare nazionale insieme a Popolo di Calabria, Movimento territorio e agricoltura, Gda Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo agricoltori del Crotonese e Comitati riuniti agricoli &#8211; Cittadini italiani, Cosenza, 28 settembre 2026. 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