{"id":97595,"date":"2026-10-20T10:39:17","date_gmt":"2026-10-20T08:39:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97595"},"modified":"2026-10-20T10:39:17","modified_gmt":"2026-10-20T08:39:17","slug":"la-storia-conta-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97595","title":{"rendered":"La storia conta ancora"},"content":{"rendered":"<p><strong>da CONFLITTI E STRATEGIE (Gianni Petrosillo)<\/strong><\/p>\n<p><em>di Pasquale Felice<\/em><\/p>\n<p>Il multipolarismo avanza, \u00e8 una realt\u00e0, tuttavia la potenza egemone statunitense, pur se in declino, pu\u00f2 e interviene ancora ovunque. In questa fase di multipolarismo Washington mantiene le superiorit\u00e0 militare, economico e finanziaria, possiede la preminenza tecnologica ed ha basi militari sparse in tutto il mondo. Situazioni che gli permettono di mantenere ed estorcere \u201calleanze\u201d, cos\u00ec come pratiche sanzionatorie e punitive contro coloro che non si adeguano ai loro desiderata. La Cina, la Russia, i BRICS, ancora non hanno le capacit\u00e0 di rispondere alla forza statunitense, nell\u2019ultimo anno lo abbiamo visto in Siria, in Venezuela, in Iran, cos\u00ec come in tutta l\u2019Asia occidentale e il Mediterraneo.<\/p>\n<p>Le guerre agli \u201cStati canaglia\u201d iniziate nei primi anni 2000, ancor prima la guerra all\u2019ex Jugoslavia, come pure le rivoluzioni colorate e l\u2019estensione della NATO fino ai confini della Russia, avevano implementato la politica del \u201ccaos\u201d globale nel tentativo di rallentare il declino dell\u2019egemonia statunitense.<\/p>\n<p>A quel punto, la risposta russa nel 2008 in Georgia, e nel 2012 l\u2019inaugurazione del gasdotto Nord Stream, nel tentativo di fermare la politica USA che intendeva staccare la Germania dalla Russia. Tuttavia, in Ucraina proseguirono violente manifestazioni con vittime fino al colpo di stato di Maidan nel 2014, mentre in Donbass e in Crimea la maggioranza russofono si ribella contro i golpisti.<\/p>\n<p>La Crimea e quelle parti del Donbass che non hanno accettato di riconoscere il colpo di Stato e le autorit\u00e0 illegittime salite al potere, sono state definite terroriste.<\/p>\n<p>Nel 2015 sono stati firmati gli Accordi di Minsk, approvati dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel 2019, il \u201cquartetto\u201d Francia, Germania, Russia e Ucraina, firmano un altro protocollo in cui, ancora una volta, viene sottoscritta la formulazione secondo cui \u00e8 necessario rispettare gli accordi di Minsk, in particolare concedere al Donbass uno status speciale e sancirlo nella Costituzione dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Non accade niente di tutto questo, fin quando nel marzo 2022, per garantire la propria sicurezza e quella dei popoli del Donbass e della Novorossiya, la Russia \u00e8 costretta ad avviare un\u2019operazione militare speciale. L\u2019Ucraina chiede di avviare dei negoziati immediatamente accettati dalla Russia, prima in Bielorussia e poi in Turchia, gi\u00e0 ad aprile 2022, ove la delegazione ucraina propone dei principi per la risoluzione del conflitto, immediatamente sottoscritti sia dagli ucraini che dai russi.<\/p>\n<p>Tuttavia, la delegazione ucraina fu smentita, spinto dall\u2019allora primo ministro britannico Boris Johnson, cos\u00ec come da altri leader europei, il governo dell\u2019Ucraina non firm\u00f2 quel documento, continuando la guerra contro la Russia. Nel 2025, la stessa cosa si ripete in Alaska, la Russia accetta i principi formulati dagli USA, ma il Regno Unito e paesi europei si oppongono.<\/p>\n<p>Breve parentesi. Non \u00e8 la prima volta che le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU non vengono rispettate, cos\u00ec come accade per gli Accordi di Minsk. Infatti, mai \u00e8 stata data attuazione alla risoluzione 1244 sul conflitto nell\u2019ex Jugoslavia, che prevede che il Kosovo rimanga parte della Serbia, al contrario viene comunemente accattata dal cosiddetto blocco occidentale la \u00abdichiarazione unilaterale di indipendenza\u00bb (senza indire alcun referendum) \u2026<\/p>\n<p>La politica della forza e i \u00abdoppi standard\u00bb dell\u2019Occidente destabilizzano la situazione ovunque. Nei Balcani, non solo l\u2019Unione europea, ignorano la risoluzione dell\u2019ONU e vorrebbero costringere la Serbia a rassegnarsi alla perdita del Kosovo, e con il ricatto di una prospettiva di integrazione europea spingono a rinunciare ai poteri costituzionali garantiti dall\u2019Accordo di pace di Dayton e dal Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU.<\/p>\n<p>Ai giorni nostri, i negoziati nel formato trilaterale tra Russia, gli Stati Uniti e Ucraina non sono stati ripresi, la parte ucraina ha interrotto i negoziati che si stavano svolgendo a Istanbul. Mentre gli Stati Uniti impongono nuove sanzioni illegittime, seguiti a ruota dall\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*^*^*^*^*^*<\/p>\n<p>Da anni, gli Stati Uniti e la Repubblica di Corea conducono una vasta esercitazione militare congiunta, chiamata Ulchi Freedom Shield, che coinvolge migliaia di soldati e armi, simulando una guerra contro la Repubblica Popolare Democratica di Corea. Si tratta della principale esercitazione dei 28.500 soldati statunitensi presenti nella Corea del Sud.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno, l\u2019esercitazione \u00e8 stata interrotta mentre era in corso, per decisione unilaterale del presidente degli Stati Uniti, un fatto senza precedenti. L\u2019ordine di Donald Trump \u00e8 stato emesso il 16 agosto, poche ore dopo che il presidente americano aveva pubblicato su Truth Social una vecchia fotografia dell\u2019incontro con Kim Jong-un al confine inter-coreano nel 2019. Trump ha chiesto al Pentagono di ridurre in modo sostanziale le esercitazioni, giudicandone eccessivo il costo e affermando che mandavano a Pyongyang \u201cun segnale del tutto inappropriato e ostile\u201d. (AsiaNews)<\/p>\n<p>Gli analisti ritengono che la riduzione delle manovre sia uno strumento di pressione nei confronti del governo della Corea del Sud, affinch\u00e9 proceda senza esitazioni a completare gli investimenti per 350 miliardi di dollari previsti dall\u2019accordo commerciale firmato con Washington nel 2025, nonch\u00e9 a rimarcare la condotta di Seul, che avrebbe rifiutato di dare sostegno alla guerra degli Stati Uniti contro l\u2019Iran.<\/p>\n<p>Infatti, a met\u00e0 agosto, Trump aveva dichiarato \u201cNon possiamo andare in giro a proteggere tutti quei Paesi, soprattutto quelli che non vogliono aiutarci. Spendiamo miliardi di dollari all\u2019anno per aiutarli e, quando ci servono non ci sono\u201d, riferendosi al mancato intervento di Seul al fianco di Washington nella guerra contro l\u2019Iran (si ricordi che durante la guerra del Vietnam, la Corea del Sud ha partecipato alla guerra a fianco degli Stati Uniti, inviando oltre 300mila soldati).<\/p>\n<p>Da parte iraniana, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha fatto sapere, che \u00abLa presenza militare o la partecipazione operativa di altre nazioni nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz verrebbero inevitabilmente considerate come un sostegno diretto alla parte che compie atti di aggressione e porterebbero a gravi conseguenze\u00bb. (analisidifesa.it)<\/p>\n<p>La Cina da parte sua ha reagito rapidamente. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi \u00e8 arrivato il 20 agosto a Seoul, dove ha incontrato il presidente sudcoreano Lee Jae Myung e ha invitato la Corea del Sud a mantenere una posizione neutrale riguardo alla competizione fra Cina e Stati Uniti, definendo la politica ostile di Washington nei confronti del Nord come una delle cause principali delle tensioni in atto. (AsiaNews)<\/p>\n<p>Ad ogni buon conto, la Repubblica di Corea ha immediatamente risposto a Trump, e la scorsa settimana il governo coreano ha affermato che \u00e8 gi\u00e0 pronto il piano per investire negli 120 miliardi di dollari nella costruzione di otto centrali nucleari negli Stati Uniti, e 150 miliardi nella cantieristica navale degli Stati Uniti, investimenti previsti nell\u2019ambito dell\u2019accordo da 350 miliardi di dollari raggiunto con Washington in cambio della riduzione dei dazi dal 25 al 15 per cento.<\/p>\n<p>Una situazione che non \u00e8 molto differente da quella della dipendenza dei paesi europei.<\/p>\n<p>In detti scenari, al contrario, nei primi giorni di settembre Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud hanno svolto regolarmente l\u2019esercitazione militare congiunta denominata \u201cFreedom Edge\u201d, giunta alla sua quarta edizione, coinvolgendo unit\u00e0 navali e aeree dei tre Paesi con l\u2019obiettivo di rafforzare le capacit\u00e0 operative e di risposta congiunta nei settori marittimo, aereo e cibernetico.<\/p>\n<p>Parimenti, i primi di settembre si sono svolte pure le esercitazioni congiunte \u201cOrient Shield\u201d tra le Forze armate degli Stati Uniti e le Forze di Autodifesa del Giappone, con la partecipazione recente dell\u2019Australia. In queste esercitazioni \u00e8 stato impiegato e stazionato a Okinawa (base USA di Kadena) il sistema missilistico a raggio intermedio USA (capace di lanciare missili Tomahawk).<\/p>\n<p>Successivamente, il portavoce del Ministero della Difesa della Cina ha dichiarato che il Giappone, sta accelerando la propria \u201crimilitarizzazione\u201d con il pretesto di cosiddette \u201csituazioni di crisi per la sopravvivenza nazionale\u201d, minacciando la pace e la stabilit\u00e0 regionale. Denunciando cos\u00ec il \u201cnuovo militarismo\u201d giapponese.<\/p>\n<p>In tale scenario si inserisce la vicenda di due soldati dell\u2019Esercito Popolare di Corea catturati dagli ucraini nel gennaio 2025 a Kursk, col\u00e0 intervenuti per combattere a fianco delle truppe russe per liberare la regione di Kursk invasa dalle forze del regime di Kiev, sulla base del Trattato di partenariato strategico, firmato nel giugno 2024 tra la Russia e la RPDC, che prevede assistenza militare in caso di aggressione.<\/p>\n<p>Da oltre un anno detenuti in Ucraina, i due soldati dell\u2019Esercito Popolare di Corea non hanno potuto usufruire n\u00e9 del rimpatrio (come prevede la Convenzione di Ginevra che stabilisce che i prigionieri di guerra debbano essere liberati e rimpatriati senza ritardo dopo la cessazione delle ostilit\u00e0) n\u00e9 tanto meno di rientrare tra gli scambi di prigionieri tra Ucraina e Russia.<\/p>\n<p>In buona sostanza, pare che Ucraina e Repubblica di Corea si erano accordati segretamente di trasferire in Corea del Sud i due soldati dell\u2019EPC, ci\u00f2 nonostante il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva annunciato il trasferimento dei due militari all\u2019Assemblea generale dell\u2019ONU.<\/p>\n<p>Immediatamente \u00e8 scoppiata una crisi diplomatica tra Kiev e Seul per \u201cimbarazzante mancanza di riservatezza\u201d accusando Kiev di aver violato un accordo. Nella replica, Kiev ha contestato la ricostruzione sudcoreana, sostenendo che non vi fosse alcun accordo di riservatezza. Seul controreplica affermando di valutare \u201culteriori misure\u201d sul caso.<\/p>\n<p>Fino ad oggi, ufficialmente la Repubblica di Corea sostiene l\u2019Ucraina rifornendola di aiuti umanitari, tuttavia rifornisce di armamenti i Paesi settentrionali e orientali europei aderenti alla Nato (in primis l\u2019accordo miliardario con la Polonia); nel caso specifico, analisti vedono in queste tensioni diplomatiche il tentativo di Zelensky di convincere la RdC a fornirgli armamenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*^*^*^*^*<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella parte Nord della penisola coreana, il 9 settembre 2026, a Pyongyang si \u00e8 svolto l\u2019evento commemorativo del 78\u00b0 anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Democratica di Corea, presente Kim Jong Un, Segretario Generale del Partito del Lavoro di Corea e Presidente degli Affari di Stato della RPDC.<\/p>\n<p>La ricorrenza ha avuto una risonanza internazionale, che si evidenzia per i messaggi ricevuti da Kim Jong Un da parte di capi di Stato e di Governo di paesi di tutto il mondo. In particolare da Xi Jinping, Segretario Generale del Partito Comunista Cinese e Presidente della Repubblica Popolare Cinese, il quale in un messaggio ha affermato che Cina e Corea del Nord \u201csono amici socialisti che si sostengono a vicenda e condividono un destino comune\u201d, nel mantenimento e consolidamento di reciproche relazioni.<\/p>\n<p>Anche il messaggio di congratulazioni inviato dal presidente russo Vladimir Putin, acquisisce una notevole rilevanza di politica estera, visto il saldo rapporto bilaterale tra la Russia e la RPDC, in riferimento al citato Trattato di partenariato strategico, nonch\u00e9 al richiamo di \u00abun nuovo ordine mondiale pi\u00f9 giusto e multipolare\u00bb. A questo messaggio Kim Jong Un ha risposto ribadendo la volont\u00e0 di sviluppare \u00abin modo globale\u00bb il partenariato tra RPDC e Russia, compreso il sostegno \u00abincrollabile\u00bb alla Russia nella guerra contro l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 recentemente, il 21 settembre u.s. il Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Democratica di Corea ha ribadito che lo status di potenza nucleare del Paese \u00e8 \u201cirreversibile\u201d, denunciando i \u201cdoppi standard\u201d dell\u2019AIEA, cos\u00ec pure il cosiddetto \u00abGruppo multilaterale di monitoraggio delle sanzioni (MSMT)\u00bb, guidato dagli Stati Uniti e composto da Francia, Germania, Italia, Olanda, Regno Unito, Giappone, Repubblica di Corea, Nuova Zelanda, Australia, Canada, in buona sostanza tutto il mondo cosiddetto Occidentale, che si arroga il diritto del rispetto di sanzioni e pressioni contro la RPDC, senza avere mai ricevuto il mandato n\u00e9 l\u2019autorit\u00e0 di agire per conto delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Oltretutto, le \u00abrisoluzioni\u00bb contro la RPDC confezionate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in flagrante violazione della sovranit\u00e0 e del diritto allo sviluppo di uno Stato sovrano, non sono mai state riconosciute dalla RPDC.<\/p>\n<p>In tale contesto, le relazioni di scambio e cooperazione della RPDC con altri Paesi non possono in alcun caso essere oggetto di interferenze o indagini da parte di terzi, poich\u00e9 costituiscono esercizio di legittimi diritti sanciti da trattati e accordi bilaterali e multilaterali.<\/p>\n<p>Come afferma l\u2019Agenzia KCNA, Pyongyang, 21 settembre 2026: \u201cCi\u00f2 che nelle attuali relazioni internazionali dovrebbe invece essere messo in discussione e respinto sono le cattive pratiche degli Stati Uniti e dell\u2019Occidente, condotte apertamente in tutto il mondo in violazione degli scopi e dei princ\u00ecpi della Carta delle Nazioni Unite, che vieta la minaccia o l\u2019uso della forza contro l\u2019indipendenza politica e l\u2019integrit\u00e0 territoriale di qualsiasi Paese. [\u2026] La RPDC, oggi come in futuro, non tollerer\u00e0 mai i tentativi malevoli delle forze ostili di vincolare e ostacolare lo sviluppo dello Stato e le normali relazioni di cooperazione reciproca tra Paesi indipendenti, ma li contraster\u00e0 con fermezza e difender\u00e0 pienamente la dignit\u00e0 dello Stato e i suoi interessi di sviluppo.\u201d<\/p>\n<p>*^*^*^*^*<\/p>\n<p>Nella recente visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping negli Stati Uniti, non si \u00e8 parlato soltanto di dazi, commercio, intelligenza artificiale, ecc., i due presidenti hanno parlato anche di storia, ricordando che la Cina e gli Stati Uniti erano alleati durante la Seconda Guerra Mondiale contro le potenze nazi\/fasciste e che entrambi i paesi combattevano contro il Giappone imperiale, perci\u00f2 in Giappone si \u00e8 riscontrato un certo fastidio e sono state espresse preoccupazioni.<\/p>\n<p>Cos\u00ec pure anche a Taiwan, infatti il Fronte Unito contro il Giappone tra il Partito Comunista Cinese e il Kuomintang port\u00f2 s\u00ec alla cooperazione contro il Giappone, ma non risolse la questione di Taiwan, n\u00e9 alla fine della seconda guerra mondiale, n\u00e9 con la fine della guerra di Corea (1950-1953), in qualche modo scatenata anche per impedire il ritorno di Taiwan alla madrepatria, bloccando i piani della Repubblica Popolare Cinese.<\/p>\n<p>La situazione congel\u00f2 la divisione e fu poi successivamente, nel 1971, che le Nazioni Unite adottarono la Risoluzione 2758, trasferendo il seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza, alla Repubblica Popolare Cinese. Nel 1979, Washington stabil\u00ec formalmente relazioni diplomatiche con Pechino, pur mantenendo relazioni non ufficiali con Taiwan in base al Taiwan Relations Act.<\/p>\n<p>Pertanto, l\u2019eredit\u00e0 storica, da sempre vede Taiwan come parte inalienabile del territorio cinese. Inoltre, negli ultimi anni la Cina ha ripetutamente definito la questione di Taiwan la \u201cprima linea rossa invalicabile\u201d nei rapporti bilaterali.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Unione europea ha mostrato fastidio a detti rimandi storici. Infatti, a fine settembre, il Parlamento europeo ha deciso che serve una maggiore presenza navale europea nell\u2019Indo-Pacifico a sostegno di Taiwan, invitando alla collaborazione tra \u201cStati membri e con altri partner democratici della regione a un pi\u00f9 stretto coordinamento in materia di sicurezza, compresa una presenza navale continua ed esercitazioni congiunte, onde rafforzare la stabilit\u00e0 nella regione\u201d. Un tema delicatissimo, quello dell\u2019ingerenza straniera sulla questione di Taiwan, che la Cina considera una \u201clinea rossa\u201d in grado di scatenare un conflitto. Il Parlamento europeo, con gli Stati membri dell\u2019UE gi\u00e0 in gravi difficolt\u00e0 per le conseguenze della guerra e delle sanzioni nei confronti della Russia, aggravate dalla crisi energetica scatenata dalla guerra lanciata da Usa e Israele contro l\u2019Iran, con questa risoluzione sostiene una strategia che potrebbe aprire un altro fronte di tensione in Asia.<\/p>\n<p>Tra gli italiani, all\u2019Eurocamera, solo il Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Roberto Vannacci hanno votato per cancellare la presenza navale e le esercitazioni militari congiunte delle navi dei paesi europei, in ambito NATO, nell\u2019Indo-Pacifico.<\/p>\n<p>L\u2019europarlamentare Cinquestelle Danilo della Valle ha commentato che \u201cLa Cina non \u00e8 un rivale strategico, come gli Stati Uniti vorrebbe che noi la considerassimo, ma un partner internazionale con il quale, usando il dialogo e la diplomazia, si possono superare le oggettive divergenze su commercio e politica industriale. L\u2019Unione europea rifletta sulla sua postura geopolitica che la sta condannando all\u2019irrilevanza. Costruiamo ponti e non muri\u201d. (il Fatto Quotidiano, 7.10.2026)<\/p>\n<p>I paesi dell\u2019Unione europea non vogliono scorgere che nel multipolarismo, potenze vecchie e nuove si spingono nella costruzione di un nuovo ordine mondiale, un cambiamento che riguarda lo Stretto di Taiwan come pure tutte le altre rotte commerciali che attraversano l\u2019Oceano Indiano, gli Stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb, il Canale di Suez, con le note ricadute sul piano della sicurezza quanto su quello economico e industriale.<\/p>\n<p>Una crisi nello Stretto di Taiwan avrebbe conseguenze sulle catene di approvvigionamento, soprattutto per i settori che necessitato dei semiconduttori avanzati, al centro della trasformazione tecnologica. I microchip a semiconduttore rappresentano uno degli elementi tecnologici pi\u00f9 strategici, essenziali per dispositivi elettronici, veicoli elettrici, infrastrutture digitali e sistemi di intelligenza artificiale, sono alla base dell\u2019innovazione in numerosi settori industriali.<\/p>\n<p>Per i paesi europei, non \u00e8 che con un atteggiamento semi-coloniale e aggressivo potranno risolvere i problemi, la situazione necessita di una vera politica estera, autonoma e indipendente. Non pu\u00f2 seguire i desiderata degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Con il multipolarismo, il quadro \u00e8 cambiato e gli Stati Uniti hanno moltiplicato le visite di alto livello verso Taiwan, intensificando le vendite di armamenti, nonch\u00e9 le diverse e vaste esercitazioni militari congiunte, come sopra abbiamo visto.<\/p>\n<p>Le crisi di Taiwan e la storia mostrano quanto questo equilibrio si estenda ben oltre l\u2019Asia-Pacifico. Dalla guerra di Corea (1950-53) sono state quattro le crisi di Taiwan (1954-55, 1958, 1995-96, 2022), l\u2019ultima delle quali \u00e8 rappresentata dall\u2019escalation militare e diplomatica a seguito della visita a Taiwan di Nancy Pelosi, allora Presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. In tal senso, Taiwan \u00e8 soprattutto interconnessa con la questione coreana, pertanto una escalation inevitabilmente coinvolgerebbe la penisola coreana.<\/p>\n<p>La Repubblica di Corea nel 1992, dopo la caduta del Muro di Berlino e l\u2019implosione dell\u2019Unione Sovietica, interruppe le relazioni ufficiali con Taiwan per stabilire rapporti diplomatici con la Repubblica Popolare Cinese. Da allora, i governi sudcoreani anche per non compromettere il dialogo con Pechino, hanno generalmente evitato di assumere posizioni troppo nette sulla questione, tuttavia<\/p>\n<p>una crisi militare regionale non potr\u00e0 non coinvolgerli direttamente, avendo un\u2019alleanza strategica con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Al contrario, la Repubblica Popolare Democratica di Corea difende il principio di \u201cuna sola Cina\u201d e critica gli USA sulla fornitura di armi a Taiwan, definendo la politica degli Stati Uniti nei confronti di Taiwan come una minaccia per la pace e la stabilit\u00e0 regionale.<\/p>\n<p>Appunti conclusivi tra geopolitica e conflitto tra potenze<\/p>\n<p>La geopolitica non \u00e8 un determinismo geografico, quanto piuttosto l\u2019insieme dei flussi politici, economici e militari che attraversano gli spazi, messi in moto da agenti che perseguono la supremazia. Una rotta marittima, un corridoio energetico, una rete digitale, una valuta di riserva, un\u2019infrastruttu<\/p>\n<p>(manca un pezzo, appena disponibile verr\u00e0 aggiunto NdR)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.conflittiestrategie.it\/la-storia-conta-ancora-di-pasquale-felice\">https:\/\/www.conflittiestrategie.it\/la-storia-conta-ancora-di-pasquale-felice<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da CONFLITTI E STRATEGIE (Gianni Petrosillo) di Pasquale Felice Il multipolarismo avanza, \u00e8 una realt\u00e0, tuttavia la potenza egemone statunitense, pur se in declino, pu\u00f2 e interviene ancora ovunque. In questa fase di multipolarismo Washington mantiene le superiorit\u00e0 militare, economico e finanziaria, possiede la preminenza tecnologica ed ha basi militari sparse in tutto il mondo. Situazioni che gli permettono di mantenere ed estorcere \u201calleanze\u201d, cos\u00ec come pratiche sanzionatorie e punitive contro coloro che non si&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":82047,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Conflittiestrategie.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-po7","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97595"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97595"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97595\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97596,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97595\/revisions\/97596"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/82047"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97595"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97595"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97595"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}