{"id":97610,"date":"2026-10-22T08:30:49","date_gmt":"2026-10-22T06:30:49","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97610"},"modified":"2026-10-20T23:47:43","modified_gmt":"2026-10-20T21:47:43","slug":"lue-fa-un-passo-indietro-sul-petrolio-dellartico-per-non-inimicarsi-la-norvegia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97610","title":{"rendered":"L\u2019Ue fa un passo indietro sul petrolio dell\u2019Artico per non inimicarsi la Norvegia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di START MAGAZINE (Marco Dell&#8217;Aguzzo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-97611\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/willian-justen-de-vasconcellos-LzwNq8DVQzs-unsplash-1-1170x550-1-300x141.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/willian-justen-de-vasconcellos-LzwNq8DVQzs-unsplash-1-1170x550-1-300x141.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/willian-justen-de-vasconcellos-LzwNq8DVQzs-unsplash-1-1170x550-1-1024x481.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/willian-justen-de-vasconcellos-LzwNq8DVQzs-unsplash-1-1170x550-1-768x361.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/willian-justen-de-vasconcellos-LzwNq8DVQzs-unsplash-1-1170x550-1-520x245.jpg 520w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/willian-justen-de-vasconcellos-LzwNq8DVQzs-unsplash-1-1170x550-1-720x340.jpg 720w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/willian-justen-de-vasconcellos-LzwNq8DVQzs-unsplash-1-1170x550-1.jpg 1170w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<div class=\"vcex-post-excerpt vcex-module wpex-text-pretty wpex-last-mb-0 vcex_6ad77b3c22f40\">\n<p>L&#8217;Unione europea ha fatto un passo indietro rispetto all&#8217;opposizione alle nuove trivellazioni nell&#8217;Artico: non sostiene pi\u00f9 la moratoria internazionale sull&#8217;esplorazione di idrocarburi nel Grande nord. Il ripensamento, per quanto parziale, \u00e8 sintomatico delle tensioni con la Norvegia, una fornitrice energetica di primissimo piano.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"vcex-post-content\">\n<p>L\u2019Unione europea ha fatto un passo indietro rispetto all\u2019opposizione alle nuove trivellazioni nell\u2019Artico, una posizione che aveva assunto in coerenza con i propri obiettivi di sostenibilit\u00e0 ambientale e climatica ma che in questo momento rischia di minacciarne la sicurezza energetica, considerate le difficolt\u00e0 con gli approvvigionamenti di combustibili fossili legate alle guerre in Ucraina e nel golfo Persico.<\/p>\n<h2>Il ritocco degli obiettivi nella nuova strategia per l&#8217;artico<\/h2>\n<p>Nella sua nuova strategia per l\u2019Artico, una regione al centro di tante manovre economiche e geopolitiche \u2013 la Russia e la Cina, ma anche gli Stati Uniti, hanno interesse a espandere la loro presenza -, l\u2019Unione europea ha <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2026-10-19\/eu-retreats-from-arctic-oil-ban-language-in-strategy-draft\">mantenuto<\/a> formalmente l\u2019impegno a \u201cgarantire che petrolio, carbone e gas rimangano nel sottosuolo\u201d. Ha abbandonato per\u00f2 l\u2019ambizione, risalente al 2021, di promuovere una moratoria internazionale sull\u2019esplorazione e l\u2019estrazione di idrocarburi nel Grande nord.<\/p>\n<h2>Le ragioni del passo indietro dell&#8217;Unione Europea<\/h2>\n<p>Questo parziale cambio di linea di Bruxelles non \u00e8 legato solo alla distanza ideologica con l\u2019amministrazione americana di Donald Trump, che ha ritirato gli Stati Uniti dall\u2019accordo di Parigi sul clima e che sta incoraggiando lo sfruttamento delle fonti fossili nell\u2019Artico, tra <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/energia\/corea-sud-investimento-200-miliardi-stati-uniti\/\">Alaska<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/energia\/donald-trump-esplorazioni-petrolio-minerali-groenlandia\/\">Groenlandia<\/a>. C\u2019entrano anche \u2013 e forse soprattutto \u2013 i rapporti con la Norvegia.<\/p>\n<p>La Norvegia \u00e8 la prima fornitrice di gas dell\u2019Unione europea (nel 2025 \u00e8 valsa il 31 per cento delle importazioni totali) e la terza di petrolio (con una quota di quasi il 13 per cento). Ma \u00e8 anche \u00e8 un\u2019alleata della Nato, fa parte dello Spazio economico europeo ed \u00e8 geograficamente vicina ai confini dell\u2019Unione.<\/p>\n<h2>La posizione della Norvegia<\/h2>\n<p>L\u2019anno scorso la produzione gasifera della Norvegia ha quasi raggiunto il record, mentre l\u2019<em>output\u00a0<\/em>petrolifero ha toccato il livello pi\u00f9 alto dal 2009. Le previsioni, per\u00f2, indicano un rallentamento notevole della produzione dopo il 2030 se non verranno scoperti e sviluppati nuovi giacimenti: ecco perch\u00e9 il governo vuole portare avanti le esplorazioni nel mare di Barents, anche considerato che buona parte della ricchezza nazionale \u00e8 dovuta proprio alle riserve di combustibili fossili.<\/p>\n<p>Recentemente il ministro dell\u2019Energia Terje Aasland ha <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/energia\/norvegia-petrolio-artico\/\">dichiarato <\/a>che \u201cnell\u2019attuale contesto geopolitico e di sicurezza, e considerata la situazione delle risorse, credo che il proseguimento delle attivit\u00e0 nel mare di Barents sia nell\u2019interesse sia della Norvegia che dell\u2019Europa. Se la Norvegia\u201d, ha aggiunto, \u201cvuole continuare a essere un fornitore a lungo termine di petrolio e gas per l\u2019Europa, allora l\u2019Artico deve essere parte integrante di questa discussione. Noi svilupperemmo queste aree, e poi spetter\u00e0 all\u2019Unione decidere se imporre una moratoria sull\u2019acquisto di quel gas o di quel petrolio\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2025 la Norvegia ha concesso cinque licenze esplorative di petrolio e gas nel mare di Barents e quest\u2019anno ha messo all\u2019asta trentotto blocchi.<\/p>\n<h2>La posizione di Equinor<\/h2>\n<p>Pi\u00f9 duro del ministro Aasland \u00e8 stato Anders Opedal, l\u2019amministratore delegato della compagnia petrolifera Equinor, secondo cui il petrolio e il gas estratti nel mare di Barents potranno venire esportati in altri mercati, qualora l\u2019Unione europea rifiutasse queste risorse per ragioni di sostenibilit\u00e0 ambientale. \u201cA risentirne sarebbe solo la sicurezza europea. Noi\u201d, ha spiegato, \u201cabbiamo la flessibilit\u00e0 necessaria\u201d per reindirizzare i carichi altrove.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/energia\/unione-europea-rinuncia-moratoria-internazionale-trivellazioni-artico\/\">https:\/\/www.startmag.it\/energia\/unione-europea-rinuncia-moratoria-internazionale-trivellazioni-artico\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di START MAGAZINE (Marco Dell&#8217;Aguzzo) L&#8217;Unione europea ha fatto un passo indietro rispetto all&#8217;opposizione alle nuove trivellazioni nell&#8217;Artico: non sostiene pi\u00f9 la moratoria internazionale sull&#8217;esplorazione di idrocarburi nel Grande nord. Il ripensamento, per quanto parziale, \u00e8 sintomatico delle tensioni con la Norvegia, una fornitrice energetica di primissimo piano. 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