{"id":97649,"date":"2026-10-22T11:00:35","date_gmt":"2026-10-22T09:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97649"},"modified":"2026-10-22T11:04:56","modified_gmt":"2026-10-22T09:04:56","slug":"il-gasolio-di-putin-e-il-conto-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=97649","title":{"rendered":"Il gasolio di Putin e il conto dell\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-97650\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/OV3SP298XkDQnC35Rtiw8r-1-300x185.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/OV3SP298XkDQnC35Rtiw8r-1-300x185.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/OV3SP298XkDQnC35Rtiw8r-1-1024x632.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/OV3SP298XkDQnC35Rtiw8r-1-768x474.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/OV3SP298XkDQnC35Rtiw8r-1.jpg 1360w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019accordo sul gasolio tra Donald Trump e Vladimir Putin pone una domanda all\u2019Europa: fino a quando gli interessi americani coincideranno con quelli degli alleati? Washington dimostra che la pressione su Mosca pu\u00f2 convivere con una trattativa commerciale. Per gli europei il problema \u00e8 capire quale spazio resti alla propria iniziativa, se le decisioni decisive vengono prese altrove.<\/p>\n<p><strong><u>Le sanzioni diventano merce di scambio<\/u><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019annuncio americano prevede forniture fino a 4,8 milioni di tonnellate, destinate ai mercati statunitense e mondiale. Il Tesoro ha autorizzato determinate operazioni sul gasolio russo fino al 7 aprile 2027. \u00c8 un\u2019eccezione significativa: mentre agli europei si chiede di mantenere la pressione economica, Washington apre un canale che pu\u00f2 offrire entrate e vantaggi commerciali al Cremlino.<\/p>\n<p>Le quantit\u00e0 annunciate non bastano, da sole, a promettere una svolta nei prezzi. Contano i tempi delle consegne, la capacit\u00e0 delle raffinerie, i trasporti e la distribuzione geografica delle forniture. Il vantaggio politico per Trump appare pi\u00f9 immediato: presentarsi agli elettori come il presidente che usa il rapporto con Putin per contenere i costi dei trasporti e dell\u2019agricoltura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-202436 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1451705-1-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Fra un annuncio e il prezzo pagato da un autotrasportatore esiste una catena di passaggi. Scambiare l\u2019effetto diplomatico per un risultato economico acquisito sarebbe un errore.<\/p>\n<p>Per Mosca il possibile beneficio supera l\u2019incasso. Ridurre gli ostacoli finanziari e commerciali pu\u00f2 significare vendere con meno intermediari, minori costi e una platea pi\u00f9 ampia di compratori. Soprattutto, il Cremlino pu\u00f2 sperare di dividere il fronte avversario: trasformare la propria capacit\u00e0 di esportazione in un interesse da tutelare anche per Washington.<\/p>\n<p>Questo non dimostra che le sanzioni siano inutili. Aggirarle comporta spese, dipendenze e rinunce che la sola crescita del prodotto interno lordo non misura. Dimostra piuttosto che il loro valore dipende dalla coerenza politica di chi le impone. Se le deroghe rispondono alle convenienze interne del partner pi\u00f9 forte, gli altri rischiano di sostenere una parte maggiore dei costi senza controllare la trattativa.<\/p>\n<p><strong><u>Le raffinerie tra guerra e diplomazia<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il risvolto militare \u00e8 evidente. Gli attacchi ucraini alle raffinerie russe mirano a colpire entrate, disponibilit\u00e0 di carburante e capacit\u00e0 industriale. Se Washington considera quelle stesse raffinerie necessarie alla propria politica energetica, una leva di pressione di Kiev pu\u00f2 diventare un problema per il suo principale sostenitore. \u00c8 il possibile risultato strategico dell\u2019intesa: rendere pi\u00f9 costoso, sul piano diplomatico, l\u2019impiego di uno strumento militare ucraino.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-202437 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GRrfwqvHXRCyR0U5ZIwAJM-1-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" data-map-static-img-processed=\"1\" \/><\/p>\n<p>Colpire un impianto, peraltro, non significa paralizzare un esercito. Contano la durata delle interruzioni, le riparazioni, le scorte e la possibilit\u00e0 di spostare produzione e rifornimenti. Il danno economico pu\u00f2 risultare serio senza tradursi subito in un cedimento sul fronte.<\/p>\n<p>Un\u2019eventuale pausa negli attacchi avrebbe valore soltanto dentro uno scambio verificabile. Se Kiev rinunciasse a una propria leva mentre Mosca conservasse libert\u00e0 di colpire il sistema energetico ucraino, l\u2019equilibrio peggiorerebbe. La riduzione delle ostilit\u00e0 richiede reciprocit\u00e0, controlli e conseguenze per le violazioni.<\/p>\n<p>L\u2019Europa dovrebbe interrogarsi su questa divergenza prima di promettere nuovi obiettivi. Sostenere l\u2019Ucraina richiede una relazione credibile fra mezzi, risultati raggiungibili e condizioni della trattativa. Senza questo legame, il rischio \u00e8 finanziare la prosecuzione del conflitto lasciando ad altri il potere di negoziarne gli esiti.<\/p>\n<p><strong><u>Il prezzo dell\u2019assenza europea<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Sul piano economico si aprono scenari diversi. Se l\u2019intesa ampliasse stabilmente l\u2019offerta mondiale, anche le imprese europee potrebbero beneficiare di un alleggerimento dei prezzi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-97651\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/P20261006DT-0517-1-360x245-1-300x204.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/P20261006DT-0517-1-360x245-1-300x204.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/P20261006DT-0517-1-360x245-1.webp 360w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Se invece producesse soprattutto un vantaggio commerciale russo e un dividendo politico americano, l\u2019Europa resterebbe esposta ai costi energetici e alle spese per la sicurezza senza ottenere un corrispondente peso negoziale.<\/p>\n<p>La ricostruzione ucraina rende la contraddizione pi\u00f9 grave. Promettere investimenti senza definire sicurezza e sostenibilit\u00e0 finanziaria significa confondere gli impegni con le possibilit\u00e0. Ferrovie, reti elettriche e abitazioni richiedono capitali pazienti e istituzioni affidabili. Una pace precaria pu\u00f2 rendere troppo rischiosi anche progetti economicamente necessari.<\/p>\n<p>Una vittoria russa non \u00e8 inevitabile. Anche la neutralit\u00e0 avrebbe bisogno di garanzie verificabili: una formula costituzionale, da sola, non protegge un Paese dalla forza di un vicino. E qualsiasi assetto durevole deve fare i conti con la volont\u00e0 degli ucraini, non soltanto con le richieste delle potenze.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Prove e diritto valgono per tutti<\/strong><\/span><\/p>\n<p>La guerra ibrida impone un\u2019altra cautela. Attribuire sabotaggi e incursioni comporta responsabilit\u00e0 enormi, soprattutto quando si evocano risposte preventive contro una potenza nucleare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-97652\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/SOTEU_speech_16by9-1-360x245-1-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/SOTEU_speech_16by9-1-360x245-1-300x204.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/SOTEU_speech_16by9-1-360x245-1.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Servono indagini e proporzione. La mancata divulgazione di elementi investigativi non dimostra l\u2019innocenza russa, cos\u00ec come un sospetto politico non costituisce una prova di colpevolezza. La prudenza nell\u2019attribuzione riduce il rischio di una risposta sbagliata.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per la Corte penale internazionale. Le sanzioni americane contro la Corte mostrano quanto sia difficile rendere indipendente la giustizia dalla potenza. La mancata adesione russa non esclude, di per s\u00e9, la competenza sui crimini commessi in Ucraina, che pu\u00f2 fondarsi sulla giurisdizione territoriale accettata da Kiev. Difendere il diritto richiede di applicare lo stesso criterio agli avversari e agli alleati.\u00a0\u00a0Il problema europeo \u00e8 politico: costruire una capacit\u00e0 negoziale proporzionata agli impegni assunti, difendere regole comuni e valutare il costo umano della guerra. Altrimenti altri sceglieranno quando commerciare, quando combattere e quando trattare. All\u2019Europa rester\u00e0 il conto.<\/p>\n<p><em>Foto: Commissione Europea, Casa Bianca e Presidenza Russa<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/10\/il-gasolio-di-putin-e-il-conto-delleuropa\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/10\/il-gasolio-di-putin-e-il-conto-delleuropa\/<\/a>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Giuseppe Gagliano) L\u2019accordo sul gasolio tra Donald Trump e Vladimir Putin pone una domanda all\u2019Europa: fino a quando gli interessi americani coincideranno con quelli degli alleati? Washington dimostra che la pressione su Mosca pu\u00f2 convivere con una trattativa commerciale. Per gli europei il problema \u00e8 capire quale spazio resti alla propria iniziativa, se le decisioni decisive vengono prese altrove. 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